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  • 2 giorni fa
Sociologia generale - Lez 15 - I temi della ricerca sociologiaca. La socializzazione primaria
Trascrizione
00:08Salve, eccoci arrivati alla quindicesima lezione e con questa lezione noi entriamo, anche se
00:18naturalmente dovremmo sempre rifarci anche agli incontri, alle lezioni precedenti, entriamo
00:25nel pieno dei temi, i temi sostanziali della ricerca sociologica, in questo caso il primo
00:31tema che si pone davanti a noi è la socializzazione primaria, il che significa famiglia prima e
00:38quindi scuola. Ma prima di entrare in argomento, credo che sia importante, richiamare tutta
00:51la tematica del potere, che resta naturalmente il concetto fondamentale, perché nella stessa
00:59famiglia, nella stessa scuola, così come poi nella società più vasta che va dalla società
01:07politica a quella economica, a quella culturale, a quella ecclesiale, il tema del potere, di
01:12di come è concepito, di come è vissuto, è sempre presente e torna continuamente.
01:20Noi sociologi abbiamo ormai, nella nostra letteratura consolidata, abbiamo sempre considerato
01:26tre tipi di potere. Il potere tradizionale, legato, come abbiamo detto più volte, all'autorità
01:35dell'eterno ieri, alle decisioni insindacabili del padre padrone, del padre patriarca, del
01:43grande capo, ovvero della famiglia stessa. Poi un secondo tipo di potere, il potere burocratico
01:49reso necessario dalla maggiore complessità della società nel suo evolversi. Quando una
01:57società si tecnicizza, si razionalizza, si industrializza e non può più certo aspettare
02:04i pronunciamenti del padre padrone, deve avere una sua burocrazia privata per le imprese,
02:11pubblica anche, soprattutto pubblica, per lo Stato, il governo, sui vari livelli, per
02:18il potere nazionale, potere regionale, potere provinciale, potere comunale. Ma noi oggi
02:26tutto questo lo sappiamo, noi abbiamo anche visto che il potere burocratico non può risolvere
02:34certi problemi, abbiamo anche dato qualche esempio, ma questi esempi potrebbero essere
02:39moltiplicati, soprattutto nella situazione mondiale di oggi, quasi ad infinitum. Però
02:47abbiamo visto come in fondo le lettere dei regolamenti siano mute, siano in fondo lettere assolutamente
02:57paralizzati, incapaci di risolvere i problemi e allora abbiamo dopo il potere tradizionale,
03:04il potere burocratico legale, cioè il potere dei regolamenti impersonali, noi abbiamo finalmente
03:09invece il potere carismatico, cioè il potere che Faperno si incarna in un uomo ritenuto eccezionale,
03:18quindi in grado di risolvere i problemi di tutto un paese. Sappiamo che questo è molto
03:26difficile, ma certamente non è per una aberrazione momentanea che nascono queste fasi storiche,
03:34ma è perché i problemi oggettivi sono veramente seri e non sono, essendo seri, essendo problemi
03:42d'emergenza non sono risolvibili sulla base dei regolamenti ordinari. Ecco, ciò che è
03:50stato dimenticato, perché è un fatto nuovo, è stato dimenticato dai sociologi, è stato
03:56dimenticato, così come in fondo i sindacati erano stati dimenticati da Marx, perché Marx
04:01non aveva ancora dati storici su cui esercitare il proprio acume interpretativo, esplicativo.
04:09Così noi oggi dobbiamo dire che esiste una quarta forma di potere a cui mi limito ad accennare
04:19perché è collegata questa forma di potere anche con le situazioni della socializzazione
04:28primaria, in particolare della situazione familiare. Questo potere lo chiamerei potere massmediatico
04:36ed è il potere che viene esercitato in maniera diretta o indiretta, in maniera esplicita o
04:43subliminale, implicita eccetera, dai mezzi di comunicazione di massa e soprattutto dalla
04:51regina tuttora, per il momento almeno in questa fase tecnologica di sviluppo, dalla regina dei
04:57mezzi di comunicazione di massa della televisione, quello che si chiama in America il tubo, lo
05:07scatolone, come dicono gli inglesi, box, lo scatolone. E noi in fondo la tele amorevolmente
05:14viene evocata con questa abbreviazione, in forma abbreviata amorevole, la tele, la cara tele,
05:21che non si sa bene se sia una fata o una strega, comunque c'è ed esercita un potere
05:29effettivo. Ora, noi vogliamo in questa lezione parlare appunto della socializzazione primaria
05:36e che cos'è la socializzazione primaria? In parte l'aggettivo già chiarisce, ma io mi
05:45fermerei anche un momento sul sostantivo, sulla socializzazione. Spesso, soprattutto da parte
05:53degli individualisti in senso filosofico, essenzialistico, si pensa che in fondo l'individuo
06:00si presenta come realtà autosufficiente. Nulla di più errato. Lo stesso processo di individuazione,
06:09vale a dire lo stesso processo attraverso cui l'individuo si forma, cioè esiste, emerge
06:17socialmente, è un processo sociale, non individuale. È un processo di socializzazione. Ma perché
06:25primaria? Perché è un processo di socializzazione in cui prevalgono i momenti affettivi, i rapporti
06:39più ancora che momenti sono proprio i rapporti, relazioni che hanno valore in sé e per sé,
06:46indipendentemente dagli esiti a cui possono giungere. Cioè non è, nella socializzazione
06:52primaria non si può fare un'analisi di costi e benefici. Sarebbe come dire, non so io, che
07:00cos'è un bambino? È tutto e nulla. Un bambino ha un valore, un valore in sé. La socializzazione
07:05primaria consiste nella formazione psicofisica dell'individuo in termini affettivi non strettamente
07:16utilitari, contrattuali. Perché ho aggiunto questa notazione in termini non strettamente
07:29utilitari. Perché in effetti nella presente fase storica di sviluppo dell'umanità, anche
07:37per i paesi sotto o meno sviluppati o paleotecnicamente organizzati, anche per i paesi, la famiglia
07:46non può prescindere dagli orientamenti della società globale. E gli orientamenti oggi della
07:53società globale sono orientamenti dettati dalla spinta tecnologica, innovazione tecnologica,
08:00la quale riposa sul calcolo scientifico razionale, la quale tende inoltre, in ultima istanza, ma
08:07un'istanza fondamentale, a produrre ciò che il mercato richiede, ciò che ha spazio nel mercato,
08:13ciò che si può vendere. Quindi è un processo fondamentalmente utilitario. Nella famiglia
08:20questa mentalità utilitaria, che pure oggi dobbiamo prendere atto, che pure in parte esiste,
08:27tuttavia non è dominante. E se fosse dominante distruggerebbe la famiglia stessa. La famiglia
08:32come organo fondamentale della socializzazione primaria è in primo luogo una istituzione
08:40fondata sui rapporti affettivi fra i componenti della famiglia. E naturalmente la socializzazione
08:49primaria ha le sue istituzioni deputate a questo. E sono due oggi, la famiglia e la scuola.
08:57Sono due istituzioni sociali che, e oggi lo vediamo sempre più come necessario, dovrebbero
09:06interagire, dovrebbero in qualche modo integrarsi a vicenda. Perché? Ecco, io vorrei invitare gli
09:15ascoltatori, gli studenti a interrogarsi su questo punto. Come mai la scuola si pone accanto,
09:25vicino alla famiglia, integra la famiglia. Perché è necessaria l'integrazione della scuola rispetto
09:33alla vita affettiva familiare? Perché addirittura ci sono tante polemiche sul tempo pieno, per esempio,
09:39per quanto riguarda la scuola. Da che cosa proviene tutto questo? Proviene dal fatto che la famiglia,
09:46anche se se ne parla a volte in maniera retorica come un valore assoluto, non è una realtà
09:51assoluta, cioè sciolta dalla società. La famiglia appartiene a una determinata società. Non solo
10:02appartiene a una determinata società, ma non c'è neppure la famiglia in generale. Ci sono le famiglie
10:10contraddistinte, contrassegnate, profondamente caratterizzate dal reddito, dalla tradizione,
10:16dal numero, dalle possibilità economiche e così via. E allora interroghiamoci in che tipo
10:22di società noi viviamo. Io qui non voglio ripetere quanto abbiamo detto più volte nelle
10:28le lezioni precedenti. Non sarebbe utile, anche se per la verità alcune nozioni fondamentali
10:37è giusto che vengano richiamate. Noi viviamo in una società fondamentalmente iperproduttivistica.
10:45È una società tesa alla produzione di beni materiali esattamente quantificabili. Basta prestare
10:56una qualche attenzione anche a quelle che sono le notizie che ci dà la televisione. Con
11:03quanta preoccupazione e quasi ansia qualche volta si seguono le cifre relative al prodotto
11:11interno lordo, che è la ricchezza sociale complessiva prodotta in un anno da un certo
11:17paese. Oppure le cifre relative all'inflazione, perché è un'inflazione per certi prodotti,
11:24soprattutto per esempio per i vegetali e così via, le verdure, può significare una
11:29riduzione del potere d'acquisto in altri settori, per esempio nei beni di consumo durevole,
11:35case, automobili, lavatrici e così via. Una società che deve produrre, deve produrre
11:42e deve trovare sbocchi sul mercato mondiale per i propri prodotti. Quindi è una società
11:48iper produttivistica. Ma poi c'è una seconda caratteristica che intacca direttamente la
11:56famiglia, come qui si dice, lo potete vedere, la famiglia come micro società originaria che
12:02è nello stesso tempo natura e cultura, sangue e pensieri, nervi e storia. Potrei anche dire
12:12anche simpatia, antipatia, odio, amore. La famiglia che resta in una società tecnicizzata ormai
12:19come le società contemporanee, resta come un frammento straordinario di sentimenti naturali originari.
12:29Nervi e storia, sangue, pensiero, elaborazione. Questa è la famiglia. La famiglia quindi importante.
12:37In che tipo di società questa famiglia però, che ancora può essere caratterizzata in questo modo,
12:42una micro società originaria, perché la famiglia c'è una struttura economica, c'è una struttura di potere,
12:51c'è una struttura diciamo compartecipata, ci sono degli rapporti fra i membri della famiglia,
12:57padre e madre, figli e le figlie e così via. In che tipo di società? Questa famiglia vive oggi
13:04in una società che può definirsi, come già abbiamo fatto altra volta, pan lavorista.
13:11Che cosa vuol dire? Vuol dire che la società industriale in cui noi stiamo vivendo oggi
13:19è una società straordinaria da questo punto di vista. È una società che in fondo
13:28non consente la latitanza, non permette che uno se ne vada. È una società che vuole la presenza
13:38continuata nel tempo. Ed è una società pan lavorista perché uomo o donna, sposati o non sposati,
13:45eccetera, debbono tutti quanti lavorare. In maniera più precisa, è una società che dà la massima
13:53valorizzazione, il massimo prestigio alla abilità, o meglio, al successo nella professione extra-casalinga,
14:02extra-famiglia, di fuori quindi della famiglia. Non è sempre stato così. E infatti noi dobbiamo dire
14:12che c'è stata un'evoluzione storica della famiglia. Una volta la famiglia era una famiglia
14:19allargata. Era una famiglia che in fondo comprendeva padre, madre, figli, ma anche i nipoti, ma anche i nonni,
14:32a volte addirittura i bisnonni. Quindi era un tesoro anche di esperienze, cognati, cognate, nuore, suoceri.
14:41Quindi era la famiglia allargata di un tempo. Bisogna pur dire che era veramente la grande famiglia
14:50che di regola viveva sul podere. Quindi non era solo una famiglia che si procurava il reddito
14:57lavorando al di fuori di essa, in maniera extra-casalinga. Era una famiglia che produceva anche i beni essenziali
15:06alla propria vita, il proprio cibo, il proprio grano, i propri pesci, le proprie verdure.
15:12Era una famiglia, direi, come una veramente una micro società autosufficiente.
15:20E debbo dire, di fronte alle critiche che si fanno a questa famiglia allargata,
15:26la famiglia estesa della grande tradizione, le critiche soprattutto in termini di discipline imposta,
15:34certamente, come tutte le istituzioni, le discipline imposta, debbo spendere una parola
15:40direi in favore di questa famiglia. Perché? Ma perché, per esempio, se i due giovani sposi
15:47che vivono naturalmente la famiglia, insieme con padre, madre, nonni e addirittura bisnonni
15:52qualche volta, se per caso hanno delle differenze psicologiche, anche gravi, non si arriva quasi mai
15:58alla tragedia. Perché c'è modo di, come dire, di deflettere, diciamo, i momenti di collera,
16:07le antipatie, anche fra i giovani sposi. Magari non vado d'accordo con mio marito, ma c'è
16:14un cognato simpatico, sempre all'interno di questa famiglia. Non voglio con questo, per carità,
16:18difendere l'incesto, perché mi allungi da me l'idea. Anche se c'è una famosa battuta
16:23di Sol Bello, questo famoso, illustre, premio Nobel, americano, romanzia americana, Nicola
16:29dice, niente da dire, sull'incesto, purché rimanga tutto in famiglia. Questa è una bella
16:35battuta spiritosa. Si vuole soltanto dire che la famiglia allargata consente una serie
16:43di conversazioni, di condivisione, di esperienze, una serie di rapporti interni che invece la famiglia
16:52di oggi non consente più. Infatti c'è stata naturalmente un'evoluzione storica della famiglia
16:59per cui noi siamo arrivati alla famiglia oggi ristretta, chiamata anche una famiglia nucleare.
17:12Nucleare perché? Perché questa famiglia nucleare è costituita sostanzialmente dal nucleo fondamentale,
17:19cioè da marito padre, moglie, moglie madre e poi una o due figli. Da questo punto di vista
17:30devo dire che la famiglia nucleare è quella richiesta dalle condizioni, dalle condizioni
17:38di lavoro e di vita della società industriale tecnicamente progredita. Perché questa è una
17:44società che esige una assunzione di responsabilità individuale, esige anche il lavoro extradomestico
17:53ed esige soprattutto che l'individuo in qualche modo svolga, dispieghi, goda di tutta la sua
18:02autonomia. Ma un momento questa forma di vita familiare che è il prodotto attuale dell'evoluzione
18:13storica della famiglia ci ha portati dalla famiglia come istituzione, addirittura come centro non solo
18:18affettivo ma produttivo come abbiamo visto, anche economico oltre che di sentimenti, di legami
18:26affettivi ci ha portati dalla famiglia come istituzione alla famiglia, io mi scuso qui si usa
18:32una parola inglese ma è abbastanza interessante, a famiglia come companionship, cosa vuol dire?
18:38A famiglia come scelta dei due congi l'uno rispetto all'altro. I vecchi matrimoni erano matrimoni
18:47arrangiati in qualche modo dalla famiglia estesa, erano spesso matrimoni anche di convenienza,
18:54non voglio assolutamente bruciare incenso al passato della famiglia per carità, perché
18:59poi si sa quante umiliazioni, quante vocazioni frustrate c'erano nella vecchia famiglia allargata,
19:07qui invece abbiamo una famiglia costituita da due esseri umani che si trovano psicologicamente
19:16compatibili, diciamo così simpatici e che a un certo punto della loro vita dimostrano
19:25questo ardimento incredibile, questo grande coraggio di legarsi in una istituzione, matrimonio
19:33legalmente, cioè formalmente codificato, o in chiesa o dall'assessore, il municipio,
19:41dal sindaco. Cosa significa? Stiamo attenti, questo significa che comincia ad emergere in
19:51primo luogo il problema della coppia. Quello che voglio dire è che qui abbiamo un problema
19:59particolare, cioè questi due esseri umani che si sono scelti liberamente, quindi non
20:05devono in qualche modo rimproverare nessuno per la loro scelta. Si sono scelti in maniera
20:12libera, si sono scelti direi indipendentemente dalla considerazione di ordine economico e hanno
20:24deciso di stare insieme. Ecco, a riguardo devo prendere atto, sulla base delle ultime ricerche,
20:32di una certa evoluzione. C'è la tendenza ormai a sposarsi all'interno del proprio gruppo,
20:42se non della propria classe sociale. È sempre più raro che un non laureato si sposi con una laureata.
20:49ci sono ormai statistiche molto precise, e qui veramente non ve le voglio infliggere,
20:57in cui si pone in atto, anzi si dimostra come il matrimonio sia sempre meno occasione di
21:06ascesa o di discesa sociale. C'è una tendenza che gli statistici e i demografi, gli statistici
21:14sociali, c'è una tendenza omogamica, cioè uno sposa il proprio simile. C'è questa omogamia.
21:26Non è una novità sconvolgente. In certi gruppi, diciamo, ottimati, i famosi gruppi alti della
21:33società, per esempio nei gruppi aristocratici, è noto come la regola dell'endogamia, cioè
21:41dello sposarsi fra loro, c'è una regola generalmente non solo accettata, ma anche
21:48seguita fedelmente. Quando uno, diciamo, se posso usare tra virgolette questa, srazza,
21:55per esempio la ragazza di nobile lignaggio, vero aristocratica, si innamora, come accade
22:01nelle telenovela, si innamora del contadino, succedono disastri. A meno che il contadino
22:11baciato in fronte della fortuna non accetti le regole, non accetti il modo di comportarsi
22:17del gruppo più vasto che lo coopta. Si chiama, questa è un'operazione sociologica importante
22:23chiamata cooptazione. Ma c'è questa specie di autodifesa dei gruppi sociali che va considerata
22:32attentamente, perché l'individuo in una società tecnicamente progredita come questa e quindi
22:37sempre più caratterizzata da spinte tecnologiche che creano precariato sociale, si noti bene,
22:44l'appartenenza è un grande fattore di sicurezza, di securizzazione psicologica. L'appartenenza
22:53salva dai colpi tempestosi del mercato, l'appartenenza a un gruppo consolidato dà anche, oltre che
23:01sicurezza, identità. Uno si identifica e quindi sa dove sta, col proprio cognome, col proprio
23:09casato. Questo è molto importante, soprattutto nella situazione odierna, stranamente, che per
23:17certi aspetti, proprio per via della flessibilità nel lavoro, della spinta tecnologica, che crea
23:23la precarietà, che ormai ha cancellato le grandi carriere di un tempo, proprio per questo è necessario
23:31rivalutare l'appartenenza come fattore di sicurezza psicologica e anche come fattore di
23:37armonia interindividuale. Che cosa ho da dire rispetto però a queste istituzioni? Io qui
23:44guardo i dati. Come mai negli Stati Uniti dei matrimoni contratti ci sono ben 50% di divorzi?
23:55Cioè su due matrimoni uno finisce in divorzio. Che cosa vuol dire poi che spesso in questi
24:01matrimoni di oggi ci sia, come dire, la tendenza al divorzio o alla separazione legale, quanto
24:08meno, ma spesso anche il divorzio, che in certi Stati degli Stati Uniti si ottiene in pochi giorni,
24:14dopo due o tre anni. E che quindi questi matrimoni siano quelli che io chiamerei matrimoni di
24:20rodaggio. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che la coppia scoppia. Ci sono problemi particolari.
24:28Perché? Non è solo psicologia. Non è questione di buon carattere. Non è questione di accettazione
24:36dell'altro. Non è questo soltanto. Ci sono stati degli ottimi sviluppi, naturalmente,
24:43rispetto, non solo rispetto all'autoritarismo vecchio della famiglia allargata nella società
24:50tradizionale, rurale, artigianale, quando in fondo veniva a sposare chi voleva la famiglia.
24:57Ci sono stati anche recentemente degli ottimi progressi che vanno registrati sociologicamente.
25:04Sono progressi importanti. Per esempio la condivisione della patria potestas. Cioè noi siamo passati
25:15dalla struttura autoritaria della famiglia tradizionale alla famiglia nucleare, cioè
25:21ristretta e questa famiglia nucleare ristretta ha comportato recentemente alla condivisione
25:29in parti uguali, i 50-50, 50% al marito e il 50% alla moglie, alla madre e moglie
25:35della
25:36patria potestas. Cosa vuol dire questo? Sembra niente. Ma questo non è latinorum per degli
25:43azzecca garbugli. Stiamo attenti. Questo vuol dire che oggi nella famiglia non è più
25:48solo il capo famiglia, il padre, l'uomo, il maschio, che è forte del suo maschilismo
25:54tradizionale, può decidere dove la famiglia andrà a risiedere, dove lui farà un certo
25:59lavoro e la moglie andrà a lavorare, oppure non potrà lavorare e così via. Ma al contrario,
26:04oppure a quale scuola andranno i figli, per esempio, molto importante, questi temi fondamentali
26:11che incidono direttamente sull'orientamento, sulla quotidianità della famiglia, sull'educazione
26:17dei figli, questi argomenti, questi temi andranno decisi in comune accordo o anche in franco
26:25disaccordo dai due coniugi dotati legalmente dello stesso potere. La patria potestas non più
26:31esclusivamente la prerogativa del maschio, del padre, del marito, eccetera, ma per metà
26:39viene gestita anche, riconosciuta alla moglie. Guardate, è difficile questo rendersi conto
26:45di cosa significhi. Basti pensare, non solo che dal punto di vista politico, le donne in
26:52Italia hanno avuto il voto soltanto nel 1946 e non siamo veramente un paese terribilmente
26:56retrogrado, però erano fino ad allora, fino alla Costituente, cittadine di serie B, questo va
27:05sempre ricordato, ma ancora pochi decenni fa, addirittura forse un decennio fa, era scritto nel
27:11diritto civile che il marito, una volta tanto, occasionalmente, diciamo tre volte alla settimana,
27:20poteva somministrare, così dicendo, un ceffone alla propria moglie, beninteso solo a titolo
27:28pedagogico formativo. Questo era scritto ancora recentemente. Qui bisogna stare molto attenti, c'è un
27:37fatto sociologico importante a cui richiamo, sul quale richiamo la vostra attenzione. La sociologia,
27:43mentre ha l'occhio, come giuristi anche, si informa delle leggi scritte, ha soprattutto
27:50l'occhio al costume. Il costume è come un fiume che scorre, a volte si inabissa come certi fiumi
28:00africani e poi riemerge. Il costume si evolve in maniera bradisismica, lentissima, come un
28:09ghiacciaio, ma il costume è fondamentale. Voi potete fare tutte le leggi che volete,
28:14leggi scritte, ma guai se non solo col costume. Un grande politologo, storico e filosofo francese,
28:22Montesquieu, ha scritto lo spirito delle leggi, l'esprit de loi. Cosa vuol dire? Vuol dire
28:29che le leggi scritte sono importanti, sono anche necessarie, ma non sufficienti. Le leggi
28:37scritte debbano essere compatibili e interpretare, oltre che la legge propria, la legge scritta,
28:46cioè la propria lettera per cosiddetta legge scritta, interpretare lo spirito della legge,
28:50cioè il costume della popolazione, dello Stato, della nazione in cui vengono promulgate e in cui
28:57si suppone che vengano in qualche modo attuate. Quindi noi abbiamo questo provvedimento che
29:08sembra in fondo una cosa semplice, la condivisione della patria potestas significa una tremenda
29:14svolta. In che cosa? Nella legge? Non ancora nel costume. Non parlo poi del costume di certi
29:21paesi come quelli islamici dove in fondo una certa picchiare la moglie può essere considerato
29:30quasi, non dico un passatempo, comunque un'abitudine accettata. Non parlo di questo. Parlo per esempio
29:35allargando il discorso, parlando proprio del costume e della legge scritta, della Costituzione
29:42della Repubblica Indiana. Parlo della grande India, ormai distinta come noto dal Pakistan e dal Bangladesh,
29:49l'India, l'India di Gandhi, dove io mi trovavo quando si celebrava appunto la promulgazione
29:56della nuova Costituzione democratica con uno spirito socialista, era chiamata, cioè quella
30:02interessante, era la Costituzione di Nehru dopo la morte di Gandhi, quindi era una Costituzione
30:08democratica ma con un pattern, socialist pattern, il pattern è un quadro di riferimento, diventare
30:14socialista. In questa Costituzione erano totalmente abolite le caste. Bastava passeggiare
30:23per Bombay e vedere la notte i poveri che dormivano sui marciapiedi con la testa nel loro canestro
30:33che avevano di produzione, andando poi durante il giorno a fare delle commissioni, a portare
30:39i pacchetti, sembrava, le prime sere a me sembrava di essere capitato un campo di battaglia
30:48alla notte quando ci sono solo morti e feriti sul campo. Era incredibile. Non solo, ma ho
30:56già accennato per esempio alle donne paria che sono addette all'edilizia. Le caste in India
31:03sono un fatto fondamentale del costume indiano legato alla fede religiosa nella metempsicosi,
31:12legata agli insegnamenti dei veda. Le caste non possono essere semplicisticamente abolite
31:19per legge. Un momento, detto questo, la legge è giusta che ci sia, è giusto che ci sia. La
31:25legge va affermata, va promulgata, ma evidentemente deve essere una legge da concepirsi non efficace,
31:37ex opere operato. Non è come una formula sacramentale che opera nel momento in cui viene enunciata.
31:46La legge va enunciata, va promulgata, è necessaria, non è sufficiente. Quello che è fondamentale è
31:54invece un enorme lavoro di formazione psicopedagogica, di socializzazione primaria, che naturalmente
32:04a poco a poco si sviluppa e prepara i cittadini a che cosa? Al rispetto verso l'altro, all'eguaglianza,
32:15a una libertà che significa e che si fermi anzi, che riconosca come limite l'interesse dell'altro.
32:22Questo indubbiamente è difficile, ma su questo noi dobbiamo contare. Io credo che in effetti
32:29il problema oggi della famiglia come istituzione deputata alla socializzazione primaria sia proprio
32:39questo e rispetto a questo scopo fondamentale la famiglia nucleare non è del tutto pronta o preparata.
32:48perché? Perché la famiglia è come struttura naturale, direi precontrattuale, sentimentale e così via,
33:03è sostanzialmente fragile. Che cosa intendo con questo termine di famiglia fragile?
33:09La famiglia è fragile oggi proprio perché vivendo in una società panlavorista sia il marito,
33:17padre, che la moglie, madre, entrambi lavorano. E non è che lavorino necessariamente perché vogliono
33:25lavorare, non per fama di guadagno, eccetera, però è necessario per mantenere un livello accettabile
33:34di decoro sociale, di consumi, cioè per avere un bilancio familiare comodo, degno quantomeno di venire preso
33:45in considerazione. Ma lo fanno anche, si noti bene, lo fanno anche in vista del benessere dei figli
33:52per poter risparmiare e passare qualcosa ai loro figli, cioè vivono in qualche modo anche la loro vita sentimentale,
33:59soprattutto le madri che lavorano, non vivono nel futuro, fanno i sacrifici per il futuro dei figli,
34:06ma chiunque abbia avuto l'esperienza anche nel lavoro d'ufficio e anche quando c'è una donna,
34:13come spesso succede, per fortuna, un fatto positivo, una donna che ha raggiunto posizioni manageriali
34:19considerevoli, cioè responsabilità di dirigente, anche industriale, è incredibile.
34:25La ricerca ci dice che queste donne a una certa ora del mattino fanno la famosa telefonata a casa,
34:36come va il bambino, parlano con la tata, con la domestica, è andato bene, ha ancora la febbre,
34:44è andato di corpo, come sta? Questo è interessante. Voglio dire che c'è un momento affettivo,
34:52pretecnico, paleotecnico, c'è un elemento naturale, c'è un legame di sangue nella famiglia,
34:59specialmente sentito dalle donne, dalle madri, che in qualche modo è al di là del calcolo economico utilitario,
35:10o comunque non è del tutto compatibile.
35:12questa funzione quindi oggi, questa funzionalità della famiglia rispetto al mondo industriale esterno alla famiglia
35:22in qualche modo va profondamente ripensato e qui la ricerca sociologica può fare molto,
35:28se non altro per documentare questo, diciamo, disagio nella vita di famiglia.
35:35è un disagio autentico. Perché cosa succede? Succede che il processo di socializzazione primaria,
35:44cioè dell'educazione dei figli, il processo psicopedagogico formativo viene delegato.
35:51A chi viene delegato? A me dispiace doverlo ammettere.
35:56Ma in molte famiglie, famiglie per bene, famiglie di ceto medio, anche medio alto, medio basso,
36:06viene questa funzione fondamentale, viene delegata alla mamma televisione.
36:12Se non ci sono delle nonne da riciclare come babysitter di fronte alla scarsità della manodopera disponibile,
36:21e che poi è sempre abbastanza controversa, perché fino a che punto possiamo fidarci delle persone,
36:29non per carità, non per avere un atteggiamento cospiratorio,
36:33ovvero pauroso dell'altro, pauroso dello straniero, pauroso della domestica,
36:38che sia da dove viene, no, non per questo, ma semplicemente perché ogni famiglia
36:42ha la sua tradizione, ha il suo stile, eccetera.
36:47D'altra parte, tornare alla vecchia famiglia, qui credo che non ci aiuta affatto la letteratura.
36:55Io ho parlato poco fa della famiglia allargata in un tono forse troppo elogiativo,
37:00troppo positivo, però noi sappiamo dalla letteratura, sappiamo che il vecchio padre padrone
37:08è tutt'altro che desiderabile, anzi, spesso è esecrabile.
37:16C'è una letteratura enorme su questo punto, una letteratura che io mi permetto di richiamare
37:23solo valendomi di due autori, uno è Kafka, tutti abbiamo letto la lettera al padre,
37:30una lettera piena di odio viscerale verso i genitori.
37:34Tu, dice Kafka in questa lettera al padre, tu che siedi a capotavola, non dici una parola,
37:41mangi con la testa nel piatto e rutti, sbofonchi, sorbisci, scorreggi, tu vuoi addirittura dirmi
37:49chi devo io frequentare, tu presumi di poter valutare la tua ragazza, come hai fatto ancora
37:55l'altra sera.
37:55Questo Kafka è una lettera, guardate, che è di per sé sufficiente a togliere ogni illusione
38:02sui vantaggi della famiglia allargata.
38:06Ma poi c'è un altro testo che, anche questo mi permetto di raccomandarlo agli studenti,
38:12agli ascoltatori, c'è il testo di Jean-Paul Sartre, un piccolo libro autobiografico di questo
38:19prolifico autore chiamato, il libro intitolato, Le mots, le parole.
38:25Sartre comincia con queste parole, cito a memoria, quindi mi scuso per alcune inesattezze.
38:32Sono stato fortunato, dice Sartre, nel primo paragrafo, nel primo capitolo.
38:40Mio padre è morto giovane ufficiale in Indocina, è morto così giovane che non ha avuto il tempo
38:48di schiacciarmi, questo Sartre.
38:52Eppure stiamo attenti, bisogna stare molto attenti.
38:57La famiglia è ancora oggi l'organizzazione per l'educazione primaria fondamentale.
39:05Un autore tedesco, Alexander Micherlich, in un libro intitolato
39:10verso la società senza padre, dice che presto non avremo più l'autorità paterna.
39:17E forse sarà un bene, dice, perché i nazisti in Germania erano troppo ubbidienti ai loro padri
39:24e poi troppo ubbidienti ai dirigenti politici e quindi troppo conformisti per ribellarsi
39:31all'autorità, anche quando questa ovviamente sbagliava.
39:36Abbiamo in altre parole una situazione piuttosto controversa sulla situazione familiare.
39:45Ci sono degli autori anche in Italia, che voglio citare perché sono prontamente accessibili,
39:53Umberto Eco, giornalista Gambino e altri, che dicono che l'Italia è una società senza
40:00l'idea di padre e quindi è una società maternistica, perbenistica, buonista, incapace di responsabilità
40:09effettivamente matura.
40:11Ma io ho qualche dubbio su questo.
40:14L'Italia è pur sempre una democrazia ancora giovane che cerca di uscire dall'indistinto
40:24delle responsabilità senza cadere nei contrasti e nell'abisso dell'autoritarismo.
40:31Io vi pregherei per approfondire questi temi di voler cliccare internet.
40:56Io vi pregherei per approfondire questi temi di voler cliccare internet.
40:59Ciao!
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