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Sociologia generale - Lez 03 - Indirizzi fondamentali
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00:03Ed eccoci dunque al terzo incontro, alla terza lezione di questo corso che tratta degli indirizzi
00:13fondamentali della sociologia. Come tutte le altre scienze, come le scienze della natura,
00:22dette impropriamente scienze esatte, che oggi però hanno compreso di non poter aspirare ad una esattezza assoluta, quasi divina.
00:34E così anche come per le altre scienze umanistiche, la storia, l'economia, il diritto, l'antropologia, l'etnologia e
00:43così via,
00:44anche la sociologia va considerata certamente come una scienza, una scienza unitaria, ma non mummificata, per così dire.
00:53La sociologia non è un tutto monolitico, granitico, che in qualche modo si presenti secondo una prospettiva unitaria, unilineare,
01:06che si prolunga indefinitamente. La sociologia ha vari indirizzi.
01:13Noi oggi ci vogliamo occupare in maniera un po' arbitraria, a fini espositivi.
01:20Io mi scuso di non poter rendere conto a tutte le diverse scuole, alle diverse correnti di pensiero e di
01:29ricerca
01:30che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora la ricerca sociologica per gli ultimi 150 anni.
01:38Parliamo di indirizzi fondamentali, io ne distingo sostanzialmente tre.
01:45In primo luogo noi abbiamo un indirizzo sociologico di indole psicologica.
01:53Che cosa voglio dire con questo?
01:55Quando parlo di un indirizzo sociologico, però di indole di orientamento psicologico,
02:04voglio dire che queste ricerche sociologiche sono incentrate,
02:10cioè hanno come loro oggetto dominante i rapporti formali e informali fra gli individui.
02:18Ora qui bisogna però che noi cerchiamo di capire il concetto di formale e informale.
02:24Per esempio, un rapporto formale è quello fra il capo ufficio e l'impiegato,
02:35di categoria A, B o C.
02:37Adesso non stiamo a fare un esame troppo particolareggiato.
02:42In questo caso il rapporto è formale nel senso che, secondo la lettera e anche la pratica degli statuti,
02:51cioè delle regole di un certo ufficio, di una certa fabbrica e così via,
02:55ci si attende un certo comportamento.
02:58Il capo ufficio darà delle direttive e il dipendente, l'impiegato, dovrà cercare di realizzare queste direttive.
03:07Questo è un rapporto formale ed è un rapporto in fondo di cui si occupano i contratti di lavoro,
03:15si occupa l'azione sindacale, c'è tutta una giurisprudenza, vale a dire una prassi giuridica
03:22per la soluzione di eventuali vertenze.
03:25Questa giurisprudenza illumina proprio la sostanza di questi rapporti che noi consideriamo,
03:31noi sociologi giustamente consideriamo formali.
03:33Ma, e questo è il punto, i rapporti formali fra gli individui all'interno delle organizzazioni
03:42e fuori dei corpi delle strutture organizzative, questi rapporti formali non esauriscono i rapporti fra gli individui.
03:52In altre parole, prendiamo il caso di un'azienda, qualsiasi azienda, questo vale addirittura per il Parlamento,
04:00dove c'è un regolamento. Ecco, un conto è il regolamento scritto, a cui fanno capo e da cui dipendono,
04:09con il quale si spiegano più o meno, si descrivono quantomeno i rapporti formali.
04:14Altra cosa è la sostanza umana di questi rapporti, per cui un certo capo azienda, per esempio,
04:24può trovarsi a confronto con dei comportamenti dei suoi subordinati che non rientrano nelle regole,
04:31che hanno un carattere informale.
04:34Ma per essere informali, per non rientrare nelle regole, diciamo, degli statuti e così via,
04:40non sono per questo meno reali.
04:42E allora, mentre la disciplina che noi chiamiamo, per esempio, psicologia del lavoro,
04:50la giurisprudenza, l'attività giuridica, si ferma alla lettera, in qualche modo, diciamo,
04:57al significato formale di questi rapporti, l'analisi sociologica ha questo di straordinario.
05:04E va tenuto presente fin da ora che studiando questi rapporti studia anche il carattere propriamente
05:14non formale, ma informale, ma reale, dei rapporti stessi.
05:18In altre parole, un'azienda, un'organizzazione, una struttura burocratica ha un organigramma.
05:24C'è un presidente, un amministratore delegato, c'è un comitato di direttivo,
05:30c'è naturalmente una mano d'opera subalterna, c'è il prodotto, eccetera.
05:34Tutto questo è un organigramma formale perfetto, in realtà c'è un insieme di rapporti informali
05:43che fanno vivere questo organogramma, per cui in un reparto, un operaio particolarmente anziano,
05:52quello che potrebbe essere chiamato l'asso del tornio, della fresa, il trapanista magnifico, eccetera,
05:59c'è sempre questo tipo, può avere un'autorità maggiore del caposquadra formale.
06:06Anzi, il caposquadra, il caporeparto, vanno da lui a domandare come vanno le cose,
06:10come la pensano gli operai, perché c'è un po' di disturbo, perché qualcuno è scontento,
06:15forse che si prepara uno sciopero.
06:17Ecco, questo vecchio operaio autorevole ha un'autorità ed esercita un potere che non
06:26è previsto affatto dall'organogramma, ma che è profondamente reale.
06:32Ho cercato con questo esempio di dare un'idea di cosa significa per la sociologia focalizzarsi
06:39su rapporti formali e informali. La sociologia in questo senso è particolarmente interessata
06:49alla sostanza anche psicologica e non solo giuridica dei rapporti fra gli esseri umani.
06:58Ma c'è di più, possiamo andare anche un po' più avanti.
07:01Si parla spesso, per esempio, di alienazione, di depressione, di crisi dell'individuo e la
07:12sociologia certamente di fronte a questi fenomeni apre gli occhi, è interessata, si occupa di
07:20questi fenomeni. Ma in che modo si occupa di questi fenomeni? La sociologia, e soprattutto
07:27parlando di istituzioni di sociologia, cioè i fondamenti della sociologia, si occupa di
07:34problemi che hanno un'apparenza, o meglio non è solo un'apparenza, si occupa di problemi
07:40che si presentano come problemi psicologici, a livello psicologico, la depressione, gli stati
07:47d'arma, eccetera, se ne interessa la sociologia, ma dal punto di vista dei rapporti, o meglio
07:55delle connessioni fra questi stati d'animo e la situazione oggettiva in cui versa, in cui
08:02si trova, in cui vive l'individuo. Per noi l'individuo quindi non è centrale, per la sociologia
08:12i problemi dell'individuo sono problemi che vanno al di là dell'individuo e investono
08:18la struttura burocratica meta, extra individuale. Questo è molto importante tenerlo presente.
08:27Qui c'è una netta distinzione, come vedremo più avanti probabilmente nel nostro quarto
08:33incontro, quando parleremo della interazione tra le varie scienze sociali, noi qui comprendiamo
08:39la differenza, meglio, la convergenza e nello stesso tempo la differenza tra psicologia e
08:49sociologia. I rapporti formali e informali per quanto riguarda la sociologia sono rapporti
08:57che continuamente si rapportano, si richiamano, vengono riferiti non alle idiosincrasie, ai capricci,
09:07stati d'animo effimeri temporanei o meno dell'individuo come tale, ma al contrario, questi stati d'animo
09:16sono riferiti alla qualità del vivere sociale, collettivo. Per noi sociologi, per la sociologia,
09:27voi dovete ricordare sempre che ciò che è fondamentale per la sociologia non è l'individuo,
09:34l'individuo che è poi ciò che noi incontriamo ovunque nella nostra vita quotidiana, che è la
09:42realtà con cui abbiamo a che fare, non è l'individuo, ma è l'individuo in quanto membro
09:49della società, è l'individuo che vive in società. Quindi l'enfasi, l'accentuazione
09:56metodologica e sostanziale della ricerca sociologica è sempre costantemente e coerentemente fissata,
10:07concentrata sulle qualità della vita sociale extra individuale. E questa ricerca sociologica
10:15la vede nell'individuo certamente una realtà fondamentale, ma la vede costantemente come
10:21un segnale, direi quasi come un'antenna. Si potrebbe addirittura considerare un sintomo
10:29nella variegata, indifferenziata, difficilissima da seguirsi, condotta individuale, un sintomo
10:38della qualità di quella compagine globale che ci comprende tutti, che è la società,
10:46le sue strutture organizzative, le sue istituzioni. Quindi l'indirizzo sociologico e psicologico,
10:59o meglio l'indirizzo sociologico con enfasi sugli aspetti psicologici, che chiamerei anzi
11:07psicologico sociali, dei comportamenti sociali, può quindi essere riassunta in una frase.
11:15Ricordiamola sempre. La sociologia si interessa degli individui, certamente, ma non come termine
11:25ultimo di ricerca, si occupa del comportamento individuale, in quanto è la spia, una spia
11:33preziosa, ineliminabile, fondamentale del comportamento, degli orientamenti, dei valori
11:41collettivi. Quindi è il momento collettivo che pesa sui comportamenti individuali e che
11:49costituisce il cuore dell'analisi sociologica. Ma c'è un secondo indirizzo nella ricerca
11:58sociologica, ed è l'indirizzo che noi abbiamo indicato come economicistico, e io mi scuso
12:04per aver detto economicistico perché in questi aggettivi che finiscono in stico, per così
12:12dire, invece noi potevamo dire indirizzo economico. Ma economicistico sembra che ci sia una
12:18aspetto derogatorio, non dico spreciativo, ma non è così. Si vuole semplicemente dire
12:25che come la sociologia analizza il comportamento individuale, psicologico, direi tema dominante
12:34della psicologia, ma con un'accentuazione soprattutto sociale e collettiva, e quindi
12:41vede nell'individuo uno dei due termini di questa dialettica complessa che si viene
12:46svolgendo per tutta la storia da noi conosciuta, probabilmente anche per la protostoria fra individuo
12:54e istituzione, nell'indirizzo economico o economicistico, noi possiamo dire che la ricerca
13:00sociologica analizza il peso degli interessi economici, il significato della proprietà e della
13:08sua distribuzione nel più vasto quadro della società globale e complessiva.
13:15E qui veramente tocchiamo un punto fondamentale, non solo dell'analisi sociologica, ma di tutte
13:22le scienze sociali. C'è un vecchio detto che posso richiamare nella sua dizione latina,
13:29così semplice che anche coloro che non conoscono il latino possano benissimo comprendere,
13:35primum vivere deinde filosofare, prima di tutto vivere e poi naturalmente pensare, filosofare,
13:42eccetera. Ecco, la sociologia non è così certa, anzi rifiuta questa dicotomia, vale a dire
13:49questa separazione fra il vivere materiale, i mezzi materiali di vita e il pensare intellettuale,
13:58perché noi sappiamo che l'essere umano è sostanzialmente un essere complesso e integrato. La vecchia
14:10separazione fra corpo e anima, carne e spirito, tiene sempre meno perché noi sappiamo che in
14:15effetti gli esseri umani sono animati dalla passione e dalla ragione nello stesso tempo,
14:23ma sappiamo che tutti gli esseri umani, gli individui, i gruppi sociali, le nazioni e addirittura oggi
14:30lo vediamo sempre più, diciamo le federazioni, i gruppi che tengono insieme più nazioni. Non c'è
14:39soltanto il NAFTA, il trattato, la federazione nord americana, Stati Uniti, Canada da una parte,
14:49Messico dall'altra, abbiamo naturalmente l'Unione Europea, si sta profilando una possibilità di unione
14:58dell'estremo Oriente con Giappone e Cina, qualora riescono finalmente a superare le antiche cicatrici,
15:06le antiche battaglie tremende, guerre, potranno essere gli alfieri, non c'è dubbio, c'è tutto
15:13un movimento centripeto che ci fa comprendere come in fondo i mezzi materiali di vita, in
15:21altre parole i rapporti materiali in cui entrano fra di loro necessariamente i conviventi sono
15:28rapporti fondamentali e oggi addirittura, se mi è consentita una osservazione alatere,
15:37credo di doverla fare, oggi addirittura nel nostro discorso politico, intellettuale, anche
15:45morale, direi che la dimensione economica è una dimensione vincente, è una dimensione
15:51forse esageratamente sottolineata, basta pensare all'enorme importanza del prodotto interno
16:00lordo, il famoso PIL, basta pensare al reddito pro capite, vale a dire le dotazioni proprio
16:09economico finanziarie di cui possono contare gli individui, questi sono ormai temi ricomenti,
16:14addirittura si è arrivato a parlare di capitale, morale, gli stessi valori intellettuali, morali,
16:22etici, spesso, non sempre, ma vengono addirittura espressi con delle metafore, sono metafore,
16:30non è una corrispondenza reale, ma con delle metafore di tipo economico, per esempio la
16:36borsa valori non riferita alle azioni industriali che si vendono e si comprano, ma invece riferita
16:45ai grandi valori, ai grandi ideali sulla base dei quali gli esseri umani conviventi sono pronti
16:52a lottare, a soffrire o comunque invece a godere una giusta tranquillità.
16:59Quindi noi abbiamo nell'indirizzo economico la sociologia importante perché abbiamo la
17:06piena comprensione dell'importanza dei mezzi materiali di vita, ma la sociologia allora a
17:13differenza dell'economia, lo vedremo più avanti in maniera più specifica, ma a differenza
17:19del calcolo puramente economico che si basa quasi sempre sul cost benefit analysis, cioè
17:27sull'analisi dei costi rispetto ai benefici, i costi incontrati rispetto ai benefici desiderati
17:33o tenuti, al contrario di questo modo di porre il problema, la sociologia si pone il problema
17:40dell'eguaglianza, le risorse economiche, i mezzi materiali di vita, in una data società
17:48oppure in una confederazione o federazione o raggruppamento di più società, come sono
17:55distribuiti, come sono diciamo in qualche modo più o meno equamente ripartiti, questi
18:03sono grossi problemi, nessuno oggi, neppure i pensatori radicali più avanzati negano la
18:15funzione della proprietà perché la proprietà privata in fondo dà modo all'individuo di vivere
18:22la propria libertà, però attenti, mettono in guardia l'analisi sociologica, mette in
18:29guardia rispetto a quelle che possono essere delle vere e proprie illusioni statistiche,
18:37il reddito medio pro capite per esempio, stiamo attenti, c'è un dato macro statistico
18:44suddiviso per il numero della popolazione, per il prodotto interno lordo, suddiviso per il
18:49numero degli abitanti e ci dà naturalmente la parte che viene riconosciuta per ogni abitante,
18:56sì questo dal punto di vista matematico economico astratto, ma in concreto cosa succede? Evidentemente
19:02qui potremmo rifarci a un esempio che è quasi banale e mi rifiuto di citarlo, non voglio
19:09valermene però mi limito ad accennarlo brevemente, ci sono due persone, ci sono due polli da mangiare,
19:17uno ne mangia due e l'altro resta becco asciutto e secondo le statistiche del reddito medio pro capite
19:24hanno mangiato un po' la testa, non è così purtroppo. E chi è che può dirci questo?
19:29L'analisi sociologica, l'analisi sociologica dal punto di vista della suddivisione della proprietà,
19:39della distribuzione quindi dei mezzi di vita che si opera in tutta la società. L'apporto
19:47che la sociologia, la sua analisi, le sue ricerche possono dare al ragionamento economico è un
19:53apporto prezioso che ormai viene riconosciuto da tutti gli economisti. In altre parole l'analisi
20:00sociologica applicata all'economia non sostituisce per carità, non ne avrebbe neppure gli strumenti,
20:08non nega l'apporto e il valore del ragionamento economico ma lo integra. Lo integra in che senso?
20:16Lo integra con i valori non direttamente economici. Per esempio ci fa capire che sono appunto i poveri,
20:24i miserabili che hanno bisogno del superfluo. Perché? Perché il superfluo dà ad essi la
20:32possibilità o quantomeno l'illusione di partecipare alla società opulenta. Non solo, l'analisi
20:41sociologica ci può far comprendere una nuova tipologia della povertà. Noi oggi anche nelle
20:48società tecnicamente progredite siamo di fronte a fenomeni per la verità nuovi, impreviste,
20:55le nuove povertà. L'economia che ha dei grandi meriti, che ci dà la macro statistica, cioè
21:02il quadro generale, i dati fondamentali dell'andamento economico, però non ci dice molto, non può dircelo,
21:09non ha gli strumenti per dircelo, per accertarlo e quindi per comunicarlo. Non ci dice molto sugli
21:16atteggiamenti propriamente socio-psicologici dei nuovi poveri. Cosa voglio dire coi nuovi
21:23poveri? Qui la sociologia ha un grande merito, il merito di averci fatto capire come oggi il
21:32nuovo povero in un ambiente metropolitano, urbano, non è più colui che chiede la carità
21:41necessariamente. Alcuni grandi artisti, registi come un Vittorio De Sica nell'Umberto D. ci
21:48avevano messo di fronte al dramma del pensionato che ha naturalmente una grande stima di sé,
21:55non lavora più ormai, non è più impiegato, è pensionato, però ha bisogno dei mezzi necessari
22:03alla sopravvivenza, ha bisogno quindi di chiedere la carità, ma quando qualcuno si avvicina per fargli
22:09la carità, gira la mano come se volesse soltanto accertarsi se stia piovendo o meno. C'è una specie
22:16di riflesso condizionato per cui la povertà, il nuovo povero si vergogna di sé stesso. Questo
22:24ce lo fa capire l'analisi sociologica. Faccio un esempio, prima parlavo brevemente naturalmente
22:32della famiglia nera degli Stati Uniti che hanno però la Cadillac perché devono fare sfoggio
22:38di una ricchezza che non hanno, in un paese in cui la vera conta molto più dell'essere, ma anche
22:46in Italia
22:46oggi, in un quartiere borghese, potrebbe essere il quartiere Trieste, un altro quartiere di Roma,
22:5390 anni, Prati, un professore di scuola media, con i figli a carico ancora in età scolare,
23:0212-14 anni, con la moglie, la signora che certamente per decoro sociale non può andare a servizio
23:10presso le famiglie del quartiere. La ricerca sociologica ci fa capire certe cose, quelle che
23:18chiamerei le ferite nascoste della nuova povertà dignitosa che si vergogna di essere
23:26povera, si vergogna di sì stesso. I figli di questo professore, badate è un professore,
23:31quindi ha tutto un prestigio, un decoro, i figli non possono avere il motorino, lo dicono i loro
23:38compagni, mio padre, purtroppo, mio padre poveretto, non se lo può permettere e allora lo prendono
23:45prestito il motorino, prestito i compagni magari che sono figli di un proprietario di
23:51commestibili. Questi sono fatti umbratili, apparentemente nascosti, che la ricerca sociologica
24:01a indirizzo economico fa in qualche modo emergere. Così come fa emergere quella che per gli economisti
24:11non esisteva una volta, ma che adesso esiste, tutta l'economia sommersa, cioè l'economia
24:17che ufficialmente non esiste, che non paga imposte, di cui non si sa nulla, infatti si chiama anche
24:24l'economia non solo sommersa ma nascosta o economia parallela e che in Italia conta, sembra,
24:32per il 30% del prodotto interno lordo, un terzo e non è presente. Tutto questo è dovuto
24:41sostanzialmente alla ricerca sociologica applicata ai fenomeni economici. Ma ci sono altri aspetti
24:52prima di passare all'ultimo grande indirizzo della sociologia, altri aspetti che vorrei mettere
24:59in luce. Quando noi parliamo in termini economici di grandi aggregati umani, ad esempio la classe
25:07operaia, la classe imprenditoriale e così via, che cosa vogliamo dire in realtà? L'economia
25:17è il calcolo economico evidentemente può limitarsi a indicare i datori di lavoro come
25:25imprenditori e infatti hanno il loro organismo di categoria rappresentativo, la confindustria,
25:31può per quanto riguarda le maestranze subalterne, la mano d'opera, parlare di sindacati, ma che
25:38cosa significa? Parlare di operai, ma che cosa significa? E allora qui la ricerca sociologica
25:45può dare veramente un apporto fondamentale. Un conto era l'imprenditore che era capitalista
25:54in senso pieno, cioè proprietario dei capitali e amministratore dei suoi stessi capitali.
26:00Poi che cosa avviene? C'è una seconda fase, le operazioni produttive e aziendali si complicano,
26:06si ampliano e allora bisogna il capitalista originario, il vecchio padrone, deve necessariamente
26:15assumere dei dirigenti industriali di professione, quelli che vengono dalle business course, come
26:25dicono gli americani, cioè vengono dai politecnici, vengono dalle scuole aziendali, perché sono
26:31loro che devono dirigere. E allora che cosa succede? Qui veramente l'apporto dato dalla sociologia
26:37è fondamentale. Il potere aziendale, nonostante il diritto di proprietà della maggioranza delle azioni
26:45che sono in mano ancora al vecchio proprietario, si sposta, c'è come uno slittamento. Il potere aziendale
26:52passa dalla proprietà giuridica privata della maggioranza delle azioni a che cosa? Passa a coloro che hanno
26:58il controllo funzionale quotidiano delle operazioni produttive. Passa agli ingegneri, perché sono loro
27:05che conoscono e conoscendo controllano, controllano le operazioni dell'azienda giorno per giorno
27:13in base al principio sociologico che si può controllare solo ciò che si conosce, non ciò
27:19che non si conosce, che non si può comprendere. Ma poi c'è un altro sviluppo, non basta più
27:24l'ingegnere, è il dominus, è il signore del momento produttivo, ma ciò che si produce va
27:31esitato, va venduto. Ed ecco allora l'avvento del direttore delle vendite, che naturalmente
27:40fa il marketing, c'è tutta la pubblicità, intrattiene rapporti con i mass media, con la
27:46televisione, i giornali, carta stampata, audiovisivo. Cerca di esitare, cerca di far vendere i propri
27:54prodotti. Pensate oggi, nel momento di crisi che stiamo attraversando, pensate agli sforzi
28:01che stanno facendo tutti i direttori delle vendite delle case automobilistiche. È incredibile
28:09quello che si vede sia sui giornali che specialmente nei programmi televisivi. Ma poi non è finita.
28:18abbiamo il vecchio capitalista proprietario, poi arriva l'ingegnere, il dirigente di professione,
28:24poi arriva il direttore delle vendite, lo specialista di marketing, analisi di mercato, vendite, ma
28:29poi arriva l'auditor. Chi è l'auditor? Anche questa è latina, perché è auditore, è colui che
28:36ascolta, ma è soprattutto usata nel linguaggio del business inglese, è il controllore fiscale.
28:44In altre parole, è quel personaggio che ha la più ampia visione del processo produttivo
28:54e distributivo e che controlla la correttezza contabile interna di tutte le operazioni.
29:01Un momento, controlla o dovrebbe controllare, perché come si sa, proprio questa nuova figura
29:07del potere aziendale oggi è sotto il fuoco delle critiche per via dei recenti crack, non
29:15solo italiani. Io mi riusco anzi a quello ben maggiore, che è il famoso crack della Enron,
29:24rispetto alla quale i nostri fallimenti relativi a Cirio, Barmore, non dico poca cosa, perché
29:33chi ne ha sofferto e chi ne sta soffrendo, certo la sofferenza reale, però siamo sempre
29:39in una situazione abbastanza lontana da quelle grandi proporzioni. Ecco quindi che l'attività
29:48produttiva, la fabbrica, questo che era il centro nervoso dell'attività del nostro sistema
29:57economico, viene dall'analisi sociologica in qualche modo penetrata, rischiarata nei
30:05suoi aspetti quotidiani di potere a seconda dell'evoluzione del processo produttivo,
30:14le varie figure che contano. Ma che cosa accade alla classe operaia? Qui dobbiamo andare un
30:19po' in fretta purtroppo, perché il tempo stringe, però non posso esimermi dal dirvi
30:24che lo stesso processo di disgregazione, o se volete anche di specializzazione, quindi
30:32di frantumazione, ha luogo anche per la mano d'opera subalterna. Noi eravamo abituati
30:39a pensare alla classe operaia come un grande movimento di massa, ancora oggi lo vediamo
30:44in piazza, nelle grandi manifestazioni, eccetera. State attenti però, l'operaio non c'è più
30:50nel senso ottocentesco, novecentesco, come nel quadro di Pelizza da Volpedo, ricordate
30:58quel quadro, il quarto stato in marcia, ci sono gli operai, ancora un po' contadini, c'è
31:03anche una madre che sta allattando il figlioletto e tutti marciano, marciano verso il sole dell'avvenire,
31:09no, perché oggi quando parlate di operai bisogna distinguere tra operaio altamente specializzato
31:17che sta diventando un operatore in camice bianco, non ha più la tuta blu. Poi operaio
31:26provetto, poi operaio mediamente qualificato e poi giù giù, operaio di lavoro alla catena
31:34e lavoro ripetitivo, giù giù fino al manovale, fino a colui che cura la pulizia degli impianti
31:42igienici, c'è questo incredibile. Anche qui la chiamerei frantumazione, ma state attenti,
31:49non è un fatto negativo, questo vuol dire semplicemente che il momento tecnologico, il
31:54progresso tecnologico ha investito da una parte gli imprenditori, ma dall'altra anche
31:58la classe operaia e allora la rappresentanza operaia per essere ancora rappresentativa deve
32:05tener conto dell'analisi sociologica che mette in luce le caratteristiche delle nuove
32:11figure di lavoratori. Ci sarebbe molto a dire su questo, ma rinviamo a una prossima volta
32:17e passiamo al terzo grande indirizzo in cui si è venuta specializzando la ricerca sociologica
32:25ed è l'indirizzo ecologico e geoambientale. Qui ci sarebbe molte cose da dire, c'è tutto
32:32il discorso dell'ecologia, dei verdi a cui soprattutto i giovani, studenti e non studenti
32:37sono molto sensibili e questo è un dato molto positivo. Molto bene, io vorrei limitarmi
32:44soltanto a far presente una grande differenza tra la sensibilità odierna e quella di 50,
32:5260, 100 anni fa. Pensate che un pensatore, un elaboratore di teorie così avanzato come
33:01lo stesso Marx, quando parla di struttura economica si riferisce agli interessi economici
33:08della proprietà privata o pubblica, si riferisce in altre parole alle strutture organizzative,
33:15dà per scontato che la natura sia inesauribile. Questo è il punto, questo terzo indirizzo ci
33:25viene a dire, e lo dice con dei dati che sono impressionanti, ci viene a dire che la geografia,
33:32il clima, l'ambiente, le risorse naturali, lo stesso petrolio, l'acqua, l'acqua non sono
33:42delle risorse inesauribili. Che per esempio tutta la tradizione socialista da Marx a Proudhon
33:51e a tutti gli altri non parlano mai della natura come un bene da conservare, non ne parlano
33:58assolutamente mai perché la danno per scontata. E invece noi oggi sappiamo, lo sappiamo in maniera
34:06diretta anche nella nostra vita quotidiana, come il momento climatico, ambientale e geografico
34:16possa essere di decisiva importanza. Non solo nel senso del grande Montesquieu, il quale
34:25ci diceva che tutto sommato i popoli sono quello che sono perché il clima ne determina
34:35gli atteggiamenti. Noi oggi questo non lo accettiamo a fondo perché sappiamo che la storia
34:43ci dice come paesi che possono essere molto umidi, molto caldi, non per questo, avendo pure
34:51un clima in sostanza subequatoriale o caraibico o equatoriale, non per questo sono paesi sottosviluppati.
34:59Si inventa l'aria condizionata. E anche quando New York per esempio non conosceva negli anni
35:06venti ancora l'aria condizionata nel secolo scorso, però nonostante tutto la gente lavorava
35:14perché c'era questo impulso luterano, protestantico, metodico di dovere in qualche modo non solo
35:21guadagnarsi da vivere ma guadagnarsi con la ricchezza, con il successo economico, una posizione
35:27importante nella società. Non parlo solo del fattore clima in questo senso, parlo della aria
35:35che respiriamo, dell'acqua che beviamo. Quando grandi città, Roma compresa, ma ormai città in tutto il
35:43mondo, grandi città debbono ridurre in maniera poi oltretutto, mi si permesse di dire, piuttosto
35:49elementare, non voglio dire per carità in maniera stupida che nulla di ciò che riguarda la vita
35:55di grandi collettività, può essere ritenuto stupido, però in fondo si rifà alle targhe
36:02alterne, un po' ai pari e un po' ai dispari. Questo che cosa significa? Significa che una società,
36:15un modo di vita, tutto fondato sulla spinta e sul progresso tecnologico, non può rispettare
36:24quelle condizioni ambientali di equilibrio fondamentale che consentono una vita ordinata.
36:32Da questo punto di vista, proprio l'indirizzo ecologico e geoambientale viene a dire alle
36:41grandi società, soprattutto alle grandi società multinazionali, ai grandi capitalisti che non
36:47ne hanno mai abbastanza. Adesso stanno rivoluzionando la selva amazzonica, una delle poche, forse l'unico
36:55grande polmone rimasto al pianeta Terra. Io la conosco bene, sono stato a Manaus, sono entrato nella
37:02selva, mi sono quasi perduto nella selva di Manaus, la grande giungla, dove non c'è terra ferma, c'è
37:09soltanto un grande acquitrino, meraviglioso, e vuoi a metterci una mano dentro, la si tira
37:14fuori, è completamente mangiata dai piragna, se dobbiamo stare molto attenti. In sostanza
37:21noi oggi sappiamo che la tecnologia come tale, lasciata a se stessa, ci porta al disastro,
37:30magari su un'automobile di lusso, questo ce lo insegna la ricerca sociologica, perché?
37:37Perché la ricerca sociologica ormai ha assodato in maniera vincolante per tutti, è una verità
37:44scientifica, la tecnologia è una perfezione, un grande conquistato, ma è una perfezione
37:50priva di scopo, che può mettere addirittura a repentaglio gli equilibri della vita su tutto
37:58il nostro pianeta.
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