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Sociologia generale - Lez 04 - Interazione tra sociologia e le altre scienze sociali
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00:13Salve, eccoci arrivati alla quarta lezione, preferirei dire al nostro quarto incontro,
00:21e il tema di oggi, di questa quarta lezione, è un tema particolarmente importante, è un tema che si occupa
00:32della interazione tra la sociologia e le altre scienze, in particolare tra la sociologia e le altre scienze sociali.
00:42Perché è importante, prima di passare a un'analisi dei vari comportamenti sociali rilevanti,
00:50è importante perché la sociologia, fin dal suo primo sorgere, attraverso le opere del francese Auguste Comte
00:59e dell'inglese Herbert Spencer, fin dal suo primo albeggiare, la sociologia è stata in qualche modo
01:07da altri cultori di scienze sociali, e anche naturalmente dai cultori delle scienze della natura,
01:14dette scienze esatte, è stata accusata o comunque si è sviluppata all'ombra di un pregiudizio
01:22che vedeva nella sociologia una sorta di scienza imperialistica.
01:30E perché questo? Da dove deriva quest'idea dell'imperialismo sociologico?
01:36Credo che questa idea derivi dal fatto stesso della sociologia come scienza della società.
01:42E in fondo noi tutti siamo membri della società, i comportamenti sono tutti sociali,
01:49quindi la scienza che si occupa dello studio, interpretazione, spiegazione dei fenomeni sociali,
01:57rischia quasi sempre, o comunque viene ritenuta, diciamo incline ad assumere atteggiamenti imperialistici
02:07verso le altre scienze. Ecco, il tema della nostra lezione oggi, che è appunto la interazione tra sociologia
02:15e le altre scienze, vorrebbe approfondire questo nodo problematico e approfondire questo nodo problematico
02:23chiarendo come è vero che la sociologia ha una certa funzione di perno centrale
02:31rispetto ad altre scienze sociali specialistiche, ma non per questo prevarica,
02:38non per questo la sociologia va ritenuta imperialistica, non ha nessuna mira imperialistica,
02:47tanto più che nel progresso scientifico quello che conta è in realtà non il potere esercitato,
02:58ma la logica del comprendere. Le scienze fra loro non possono mai in qualche modo stabilire
03:06dei rapporti di puro potere, la logica che prevale è la logica del comprendere rispetto
03:13alla logica del comandare e da questo punto di vista noi dobbiamo riconoscere che il discorso
03:20scientifico è una procedura pubblica in cui non valgono i rapporti di potere, ma valgono
03:27i poteri della spiegazione, in altre parole della comprensione. Che cosa significa scienza
03:35come procedura pubblica? Significa che qualsiasi enunciazione scientifica e quindi risultato
03:44scientifico, prendiamo il caso proprio più banale, l'acqua che bolle a 100 gradi, poi magari
03:51se si è in montagna bolle un po' prima o un po' dopo, se si è al di sotto del
03:55livello
03:55marino, di regola si può dire però che l'acqua H2O è una sostanza che a 100 gradi
04:04comincia a bollire. Bene, questo è un risultato. Se io, scientifico, se io seguo l'iter, cioè
04:13il cammino metodologico attraverso il quale sono giunto a questo risultato dell'acqua che
04:20bolle a 100 gradi e questo cammino metodologico lo reputo fondato, lo seguito bene, io debbo
04:28arrivare allo stesso risultato. Quindi i risultati scientifici sono una procedura pubblica, in
04:36altre parole sono intersoggettivamente vincolanti e quindi sono sottratti al capriccio, al gusto,
04:45allo stato d'animo individuali. Hanno una loro fondamentale validità per tutti, per tutti
04:53coloro che hanno seguito e controllato il procedimento metodologico. Da questo punto di vista bisogna
05:00riconoscere che il fondatore della sociologia, in realtà una scienza non nasce mai tutta armata
05:08di tutto punto dalla testa di Giove, non c'è un inventore, ma diciamo colui che ha per
05:14primo usato il termine, lo ha coniato sociologia, Auguste Comte, ha visto appunto nel giudizio
05:21sociologico, nella scienza sociologica la base del consenso sociale, perché in qualche modo
05:29nel giudizio scientifico ha correttamente scorto, ha visto il momento della necessaria concordia
05:42di tutti coloro che ne siano capaci, che possano in qualche modo replicarne la conduzione metodologica
05:51e poi sostanziale. Quindi la sociologia in quanto scienza del sociale pone un problema alle altre
05:58scienze particolari, ma noi adesso cerchiamo di vedere anche con degli esempi come in realtà
06:03la sociologia nel momento in cui è scienza del sociale si differenzia da altre scienze
06:08sociali specialistiche e vediamo per esempio che la sociologia ovviamente si occupa dell'analisi
06:15scientifica delle strutture formali e informali e qui naturalmente il chiarimento di questa definizione
06:26già l'abbiamo dato nelle altre lezioni, lo ripetiamo in maniera molto sintetica qui,
06:32perché è bene tenere presente ciò che già si è in qualche modo assodato, cioè il vecchio
06:38adagio che diceva ripetita juvant, le cose ripetute giovano e qualcuno, qualche studente
06:46poco rispettoso aggiungeva ripetita seccant, le cose ripetute seccano. Io spero che non vi secchi,
06:53semplicemente sapere che la sociologia è l'analisi scientifica delle strutture formali e informali
06:59nel senso che non si limita alla lettera degli statuti per quanto concerne i grandi fenomeni
07:05sociali, le grandi burocrazie, i partiti politici, i governi, gli stati, i movimenti economici
07:11e così via o sindacali eccetera, ma vuole studiare sia le strutture formali e quindi i regolamenti
07:18e così via, sia le strutture informali, cioè la polpa delle istituzioni e in questo senso
07:27è certamente un'analisi scientifica ma critica. Che cosa vuol dire questo? Io credo che questo
07:32vada chiarito subito. Un'analisi scientifica non è un'analisi puramente descrittiva. Se la
07:42sociologia si limitasse a descrivere i fenomeni, un momento, cosa meritoria, impresa che va fatta,
07:50molte scienze l'hanno fatta, per esempio la biologia e così via, prima di tutto si descrive,
07:55descrive il fenomeno importante. Per la sociologia però arrestarsi alla pura descrizione di un fenomeno
08:02sociale significa non arrivare ancora al piano propriamente sociologico e cioè si fa con la pura
08:10descrizione della sociografia, che è altra cosa rispetto alla sociologia. Che cos'è la sociologia
08:18rispetto alla sociografia? Quando io faccio l'esame sociografico, non importa quale situazione,
08:26io non mi pongo un problema, non ho un interrogativo a cui dare una risposta, semplicemente mi limito
08:33a descrivere accuratamente, anzi con la massima accuratezza possibile, i contorni di un fenomeno.
08:40Un po' come un cartografo che fa la mappa di una situazione, cerca di esprimerla sulla
08:48carta. L'analisi sociologica non può contentarsi di essere sociografica perché parte sempre da un
08:56problema, da un interrogativo. Esempio, prendiamo una fabbrica, ci sono molti reparti, in un reparto
09:04a un certo punto, che è come gli altri in fondo, stesse condizioni, cala la produzione globale e la
09:12produttività per uomo ora, cioè la produttività calcolata per ogni singolo addetto al processo
09:18produttivo. Questo è un problema. Che si fa? Come mai? E allora arriva il sociologo, che non può
09:26semplicemente fermarsi alla descrizione dell'operazione di quel reparto, questo si sa, ma in qualche modo
09:35procede a un esperimento. Naturalmente io ho in mente il famoso esperimento di Elton Mayo nelle fabbriche
09:42della genere elettrica Hawthorne, in un paese dell'Illinois, a nord di Chicago. Cos'è accaduto
09:49allora? È accaduta una cosa straordinaria. Elton Mayo ha cominciato a aumentare l'illuminazione in quel
09:59reparto e la produzione andava bene, è aumentata anche abbastanza, ma non così tanto. Poi, stranamente,
10:09questo sociologo di origine australiana, Elton Mayo, è anche medico, medico clinico, vedremo che
10:18questo ha una sua importanza anche per la sua, diciamo, demarche, per il suo modo di comportarsi
10:25da sociologo. Cosa fa? Abbassa il grado di illuminazione. In quel reparto l'illuminazione
10:31viene ridotta. Viene ridotta al punto in cui praticamente, sì, si lavorava ancora, la gente
10:38non è che lasciasse le dita sotto le macchine, sotto le presse, però con una certa difficoltà,
10:44stranamente aumentava la produzione, nonostante l'alterazione, la riduzione e quindi l'alterazione
10:51negativa delle condizioni oggettive di lavoro. Come mai? Risposta di me. E questo veramente
10:57ha fatto epoca nell'analisi sociologica. La produzione è aumentata perché il gruppo
11:04degli operatori, il gruppo operaio di operai e di operaie si sentiva analizzato, si sentiva
11:12in qualche modo preso in considerazione come gruppo umano e alla fine come gruppo umano
11:19proprio perché era preso in considerazione, indipendentemente dalle condizioni oggettive
11:25del lavoro, l'illuminazione, condizione cruciale, addirittura sentendosi presi in considerazione
11:32aumentava il ritmo produttivo e la qualità del prodotto e la quantità della produzione
11:40globale. Di qui importanza del fattore umano. Quando un operaio, un operaio, un gruppo operaio,
11:46un gruppo di operaie si sentono presi in considerazione come gruppi umani, scatta un meccanismo
11:52di identificazione, scatta anche una molla in qualche modo, chiamata appunto fattore umano
11:58di presa di coscienza, si sentono trattati con maggiore dignità, riconosciuti, cioè nella
12:03loro dignità di essere umani al lavoro e allora rendono di più. Conclusione, la rendita
12:11produttiva in termini di uomo ora e della produzione globale non è soltanto in funzione
12:17delle condizioni oggettive di lavoro, ma è anche una risposta al modo con cui i lavoratori
12:24e le lavoratrici si sentono trattati dai dirigenti. Questo è importante, questo è un tipico prodotto.
12:33Voi mi direte, ma qui c'entra la psicologia? Certamente! E tuttavia, mentre la psicologia
12:38farebbe un'analisi particolareggiata, tasso di essudorazione per esempio, rapidità di riflessi
12:46del singolo lavoratore, qui non è il singolo lavoratore che è preso in considerazione, ma
12:51è il gruppo, il gruppo di lavoro. E quindi noi abbiamo a questo punto già una differenziazione
13:00rispetto alla psicologia in questo caso e avremo anche una netta differenziazione rispetto
13:08all'antropologia culturale e poi naturalmente, l'abbiamo già detto, all'economia e alla storia
13:14che tratteremo poi a parte. Perché? E qui finalmente abbiamo questa buffa definizione, io mi scuso,
13:22un po' strana. La sociologia è una scienza sinottica, globale e totalizzante. Sembra una definizione
13:31in netto contrasto agli antipodi della definizione di una scienza, perché la scienza deve essere invece
13:38specialistica, approfondita, microfisica, che arriva fino proprio alla sostanza, al nocciolo ultimo
13:45del fenomeno indagato. No, la sociologia è un'altra cosa, la sociologia è una scienza sinottica,
13:52cosa vuol dire? Sinopsis, è una visione panoramica che prende insieme tutto, il sin in greco, insieme,
14:01totale,opsis, esame, un esame globale e infatti c'è una globalità vera e propria, totalizzante, perché questa
14:10globalità non è vista come contiguità spaziale inerte, non è vista come il sacco di patate,
14:22che quello sarebbe un coacervo, le patate sono pure globali nel loro sacco, ma non hanno una
14:28correlazione, non hanno una correlazione l'una con le altre, diciamo, significative, sono sempre patate.
14:34Allora, no, al contrario, questa globalità sociologica è la globalità di un tutto dato da parti
14:44interrelate e tendenzialmente congruenti, che approfondono a una totalità significativa, totalità significativa.
14:55Da questo punto di vista, più ancora che Emile Durkheim, francese, e il suo discepolo, per modo di dire,
15:01Marcel Moss aveva perfettamente ragione quando diceva, il fatto sociale è una realtà, è un fatto sociale
15:08totale, a totalità. E qui comincia ad albeggiare in qualche modo una idea di sociologia che vi spiega
15:17anche l'esperimento di Elton May, a cui prima mi riferivo. Voi non potete capire il comportamento
15:25di un gruppo operaio solo in termini di salario e di stipendi, importantissimi, naturalmente,
15:30per carità. Voi non potete capire il comportamento di un gruppo operaio esaminando soltanto le
15:36caratteristiche biometriche di ogni membro del gruppo, capelli, coloro dei capelli, età, pelle,
15:43carnagione, rapidità di riflessi, riflessi condizionati, non basta. Voi dovete investire il gruppo
15:50come gruppo e capire un dato fondamentale, capire la interconnessione fra i vari aspetti
16:00della realtà sociale che state indagando. Allora io potrei permettermi di dire che la sociologia
16:08si differenzia, è cosa diversa rispetto all'economia, alla psicologia, alla storia e rispetto anche,
16:16naturalmente va da sé, rispetto all'antropologia culturale che naturalmente abbiamo dato per scontato
16:22in questo caso. Perché? Perché mentre queste altre scienze hanno acquisito grandi meriti,
16:29hanno una grande storia, sono molto collaudate, sono importanti, ma sono scienze specialistiche,
16:37la sociologia è la scienza della interconnessione fra i vari aspetti speciali del fenomeno sociale.
16:49Cerco di spiegarmi con un esempio. In quanto scienza o conoscenza o analisi o disciplina delle interconnessioni
17:03sociali, evidentemente la sociologia non si specializza per nessun aspetto del sociale e anche se parla di problemi
17:11economici, di aspetti economici, naturalmente il sociologo non potrà competere con un economista e questo vale
17:17anche per la psicologia, vale per l'antropologia culturale, vale naturalmente per la storia.
17:24E allora che cos'ha di suo? Cos'è l'elemento speciale, particolare che definisce la sociologia?
17:34Badate che se noi non potessimo trovare questo elemento particolare che definisce la sociologia,
17:39noi non avremmo la sociologia, cioè la sociologia sarebbe ovunque e in nessun luogo,
17:46sarebbe ciò che un famoso giornalista italiano ha voluto definire la tutologia, questo giornalista
17:53italiano credeva di dare una definizione derogatoria, spregiativa della sociologia, è un andazzo
18:01molto comune nella cultura italiana per molte ragioni che non stiamo qui ad analizzare.
18:06In realtà questo giornalista famoso sfiorava la verità, perché dicendo che la sociologia
18:12era tutologia, cosa voleva dire? Voleva dire che il sociologo aveva come specialità
18:17il generale, aveva come specializzazione l'uniformità, aveva come sua vocazione particolare, non quella
18:25di chiudersi nel piccolo orticello o della pura psicologia, della pura economia, della pura
18:29storia, no, ma al contrario di vedere le interazioni, quello che noi chiamiamo a volte in maniera un po'
18:38pomposa, la fertilizzazione reciproca fra aspetti diversi del sociale. Si potrebbe anche esprimere
18:47in un altro modo la sociologia e la scienza che analizza le interconnessioni fra i vari
18:53aspetti del sociale nel senso e nella prospettiva della dialettica sociale, intendendo la dialettica
19:01come un processo fra i vari aspetti che influenza e viene influenzata in maniera reciproca fra
19:09tutti gli aspetti del sociale. Naturalmente è evidente la difficoltà dell'impresa sociologica,
19:19è evidente questa difficoltà dell'impresa sociologica perché? Ma perché evidentemente
19:25il sociologo deve avere sensibilità, anche se non può avere la specializzazione tipica
19:30di ogni singolo scienziato, una sensibilità per gli aspetti diversi, a volte contrastanti
19:37che vanno dall'economia all'antropologia, alla storia, alla psicologia, del fenomeno complesso,
19:45del fenomeno globale che noi chiamiamo società. In altre parole, la sociologia, la sociologia
19:55ritiene che la società non sia una pura contiguità, non è una pura vicinanza, prossimità di un
20:09aspetto rispetto. La società non è neppure una compresenza solitaria. Un sociologo americano,
20:20apro una parentesi famoso, David Risman, scomparso da non molti anni, che ho avuto il
20:26piacere di conoscere proprio a Chicago quando stava scrivendo la sua opera, ha scritto un'opera
20:31critica della società industriale moderna intitolata
20:34La folla solitaria. C'è una folla, ma è solitaria. Ecco, questa è una patologia.
20:41Nella società c'è la folla, ma questa folla in qualche modo comunica, anche quando non dice
20:48niente. Voi siete in treno, per esempio, seduti in treno, davanti a voi c'è un signore,
20:57magari corpulente o legge il giornale, voi state attenti, rischiate continuamente di pestargli
21:03un piede o illividirgli una caviglia. Meglio stare attenti. Quando ciò avvenisse, allora
21:09comincia il rapporto propriamente sociale. E che cosa ha luogo allora? Noi lo studieremo più
21:16avanti, al luogo una cosa stupenda, la conversazione. Ma nella stessa conversazione emerge, molto
21:23presto emerge, una correlazione significativa che è data dallo stesso linguaggio usato.
21:29Voi avete di fronte il vostro compagno di viaggio più o meno corpulente a cui cercate di non
21:35dare fastidio, lui vi parla, voi parlate. Già dalle parole usate, dai termini usati, dagli
21:41aggettivi, da tutta la frase. Voi potete arguire se è andato a scuola, che tipo di cultura
21:47è, che mestiere fa, voi gli guardate le mani. C'è in ogni membro della società, c'è
21:53una pluralità di messaggi per cui noi non siamo mai individui. E in questo senso c'è
22:01una bella differenziazione dalla psicologia per quanto riguarda la sociologia. E non parlo
22:08dell'economia, ne abbiamo già parlato in un'altra lezione, ma dalla psicologia e dalla
22:11storia. Perché? Perché ogni individuo è più di un individuo. Ogni ego, ogni io è un ego
22:21molteplice. Quando io passo, cammino per la strada, ci sono decine, forse migliaia di persone
22:29che camminano con me, dietro di me. C'è la mia famiglia, la famiglia è mia famiglia,
22:34i miei genitori, i nonni, i bisnonni. Quando io parlo, nel momento in cui parlo, con l'accento
22:41che definisce il mio linguaggio, già io in qualche modo segnalo la mia provenienza.
22:49Io non sono io. Uno splendido poeta francese, un veggente, veggente nel senso che ha smesso
22:55di scrivere poesia a vent'anni ed è andato a vendere i fucili in Abissinia, beccandosi
23:01una tremenda infezione per cui morì poi, credo di tetano, comunque di setticemia, di avvelenamento
23:07nel sangue nell'ospedale di Marsiglia. Arthur Rimbaud, il grande autore di Saison
23:17non è un'unfersa. Sapete cosa dice Rimbaud? Una di quelle frasi fulminanti che solo grandi
23:23poeti possono a un certo punto, come invasi dal Dio, così credevano i greci, possono pronunciare.
23:29Je est un autre. L'io, io, è un altro. Straordinario. Straordinario perché è una frase tipicamente
23:39sociologica, non esiste l'io solitario, il Robinson-Crosway nella sua isola, che del resto
23:45resta Robinson-Crosway solo perché a un certo punto gli arriva venerdì, il suo servo venerdì
23:50e allora comincia questa conversazione che definisce propriamente la presenza umana nel mondo.
23:58Questo è molto importante, cioè la pluralità, la pluralità degli aspetti che questa scienza
24:08sinottica, globale e quindi totalizzante vede, per cui una società non è mai solo un fatto
24:15anagrafico, non è un fatto numerico, non è un fatto che corrisponde solo a un andamento demografico,
24:22nascite e morti. Una società è un grande veicolo, una concrezione, una sorta di riassunto
24:33aoristico di valori, di presenze. Questo è molto interessante e questo va ben al di là
24:39del calcolo dell'economia, anche se abbiamo già detto in altri incontri che l'economia
24:45non è solo economica, l'economia dei valori, e voi lo sapete anche nell'esperienza pratica,
24:50uno studente per esempio che voglia arrivare a un buon titolo, a una buona tesi di laurea,
24:54naturalmente 110 su 110 elode, poi naturalmente il dottorato, far felice se stesso, la famiglia,
25:00la famiglia che si farà in seguito, eccetera, eccetera. Deve pure avere dei valori, deve avere
25:05voglia di studiare, magari invece di navigare su internet deve a un certo punto studiare anche
25:13poi libri stampati, coniugare la carta stampata con la logica dell'audiovisivo, cosa non sempre
25:19è semplice, non sempre deve cercare, insomma, di divertirsi sì, ma anche di studiare duramente
25:26sui testi e il risultato economico è frutto anche di questo valore. Se posso aprire una breve
25:34digressione e poi ci riprenderemo, voi sapete che lo stesso capitalismo, secondo Max Weber,
25:40un illustre importante sociologo contemporaneo, morto nel 1920 secolo scorso, quindi, ma insomma
25:45è nostro contemporaneo. Max Weber diceva che il capitalismo nasce dall'etica protestantica
25:53vissuta, questa etica che ti impone di andare in ufficio metodicamente tutte le mattine alle
26:00otto, otto e mezzo, tu devi essere lì anche prima, devi lavorare un momento, ciò che guadagni
26:05non devi spenderlo tutto edonisticamente, no, cosa devi fare? Devi reinvestirlo, reinvestendo
26:10cosa fai? Vivi la vita santa, vai in paradiso, no, reinvestendo e reinvestendo, tu pensi ad andare
26:18in paradiso, ma intanto stai creando le più importanti e potenti banche svizzere, questa
26:25si chiama eterogenesi dei fini storici, uno crede andare da una parte e ha un effetto del
26:31tutto imprevisto, quindi i valori, l'enorme importanza che vanno ben al di là di questa
26:39enunciazione del principio economico per cui si deve ottenere il massimo dei risultati
26:44con il minimo sforzo. La psicologia l'abbiamo già detto, ma qui bisogna aggiungere qualche
26:52cosa, non è solo lo studio dell'individuo, la psicologia poi tende soprattutto, una volta
26:59chiariti i problemi dell'individuo tende a cercare di far adattare l'individuo alla
27:06società, cioè fare accettare le crisi sociali, le contraddizioni dei valori sociali all'individuo,
27:15cioè far soffrire l'individuo un po' meno, il meno possibile rispetto alle patologie del
27:22sociale. Ecco, noi sociologi su questo punto non siamo d'accordo, noi siamo naturalmente
27:28grati agli apporti della psicologia in tutti i suoi campi, dalla psicologia sperimentale,
27:36sudore, riflessi, eccetera, alla psicologia del profondo, cioè la psicoanalisi, quella
27:43freudiana e poi l'altra che è fondata soprattutto sul compresso della libido e poi l'altra di
27:49Carl Gustav Jung che è fondata anche sull'affettività che ci sembra più ampia come prospettiva.
27:56Comunque noi accettiamo tutto questo. Quello che troviamo in qualche modo controverso, su cui
28:03vale la pena ancora oggi discutere è che in fondo l'analisi psicoanalitica del paziente
28:11tende a dire al paziente quando finalmente è riuscito a farlo parlare, quando finalmente ha fatto
28:20emergere il rimosso, ciò di cui si vergognava, che non voleva dire, ecco allora si dice al paziente
28:26e adesso, adesso che sai come stanno le cose, adesso che hai superato questi blocchi che ti davano
28:31dei tic nervosi, dei lapsus, vero? Chiamate appunto lapsus, adesso per piacere accetta la società così
28:40com'è, perché tu, io, noi non possiamo cambiarla. Ecco questa accettazione della società così
28:48com'è, noi come individuo evidentemente, come sociologi evidentemente noi non l'accettiamo.
28:56e noi in fondo siamo arrivati con questo alla grande differenziazione fra sociologia da una
29:05parte e due altre scienze sociali fondamentali. La prima è l'antropologia culturale e la seconda
29:14è la storia. L'antropologia culturale evidentemente è una grande scienza che però
29:24che però veniva fin dai primi, fin da Malinowski, che è uno dei pionieri, poi Boas e così via,
29:33i pionieri di questa scienza, veniva soprattutto applicata e praticata nel mondo ex-coloniale,
29:41vale a dire nel mondo dei popoli primitivi, presso le tribù primitive, cioè l'antropologia
29:46veniva considerata una tipica analisi, un'analisi che in fondo doveva esplicarsi, doveva avere
29:56la sua particolare funzione per illuminare i popoli detti avanzati, tecnicamente progrediti,
30:06per lo più europei e nordamericani rispetto ai comportamenti dei popoli primitivi, le tribù
30:14primitive amazzoniche, dei popoli, dei boshimani australiani e africani e così via.
30:21Ecco, questa era l'antropologia culturale di 150 anni fa ed era un'antropologia quindi
30:28di servizio, serviva a dare alle potenze coloniali dell'epoca, serviva a dare notizie e quindi a
30:36rendere diciamo più illuminato, si fa per dire, o comunque meno drastico anche il loro sfruttamento.
30:43Tutto questo poi ci accompagnava con le missioni cristiane che erano cattoliche, protestantiche
30:49e così via. Era in fondo, alle origini, questa antropologia insieme con le imprese dei missionari
30:57certamente lodevole, era però una irruzione nei modi di vita pre-industriali, paleotecnici
31:08delle tribù, dette impropriamente, noi oggi sappiamo che non bisognava chiamarle così,
31:14dette primitive, perché queste tribù umane erano primitive dal punto di vista tecnico
31:20certamente, non sapevano costruire l'aeroplano, tanto ne ne puro l'automobile, forse ne puro
31:25la bicicletta, andavano in giro con le loro... però come tutti i gruppi umani a qualsiasi
31:33livello tecnico appartengono, di sviluppo tecnico appartengono. Questi popoli, queste
31:40tribù dette primitive, non solo non erano prive di valori, ma anzi sviluppavano valori
31:48di cui noi abbiamo perduto purtroppo, noi detti diciamo supercivilizzati, tecnicamente
31:54progredite, abbiamo perduto la nozione, non sappiamo più come possiamo viverli. A me è
32:02accaduto per esempio, se posso terminando questo incontro mi pare sarebbe giusto anche
32:09appunto dessi un'idea di questi incontri con popoli primitivi che una volta erano soltanto
32:16diciamo, erano incontri questi riservati quasi agli antropologi, oggi anche i sociologi hanno
32:21capito, si sono dato una mossa su un esempio degli antropologi, a me è accaduto a largo
32:26di Manaus nella foresta amazzonica dove mi ero ritirato in una di quelle cabine, sono
32:33delle palafitte proprio per fotografare e per prendere note gli ambienti. La sera il gruppo
32:40degli indios locali scendendo dalle cime degli alberi, che loro non sono quasi mai a terra,
32:46sono sempre sugli alberi eccetera. Questi indios si raccoglievano tutti, si accucciavano l'uno
32:52accanto all'altro e cantichiavano antiche canzoni dei loro padri e dei padri e dei padri,
33:00i loro antenati e si palpeggiavano dolcemente, si carezzavano e davano luogo. Mi si consenta
33:07di dirlo? Io che poi ero tutto escluso mi guardavo bene da intervenire perché se uno interveniva
33:11non veniva capito bene, magari ti mettevano in padella e andava a finire nei loro stomani.
33:17Stavo molto alla larga, però io notavo questo sorgere fra loro di una grande convivialità
33:24affettuosa, di una straordinaria, straordinaria presenza umana per cui il termine comunità
33:34voleva proprio dire quel che dovrebbe voler dire, cioè mettere le cose insieme. È proprio
33:43questo sentire comune, questo senso della comunità come esperienza esistenziale che oggi a noi,
33:51cioè ai paesi tecnicamente più evoluti, tecnicamente prolediti, viene a mancare, che ci è molto
33:58difficile. Quindi paradossalmente proprio i modi di vita economicamente poveri e tecnicamente
34:07primitivi possono insegnare a noi primitivi, ed è questa la lezione che i sociologi possono
34:15trarre, possono insegnarci a recuperare ciò che di propriamente umano viene l'uomo, cioè
34:22lo scambio significativo, la prossimità, la vicinanza, vale a dire un essere insieme,
34:31uno stare insieme che non si risolva in quello che Riesman definiva, come ho detto poco fa,
34:36la folla solitaria. Perché in effetti c'è un rischio, in una società tecnicamente molto
34:44progredita noi avremo bisogno di un apporto dell'antropologia culturale sulla base delle ricerche
34:50condotte in paesi lontani, ma oggi da condursi anche sotto le nostre finestre, nel senso che
34:57potremmo in effetti arrivare sulla base di questi confronti interculturali ad avere una
35:06nozione più consapevole di noi stessi, cioè una consapevolezza critica rispetto al fatto che
35:14il progresso tecnico di per sé non garantisce il processo sociale in tutta la sua portata.
35:23Dovessimo usare una frase un po' troppo radicale forse, ma non ne trovo un'altra, oggi noi sappiamo
35:34che una società ricca, prospera, una società come si dice dell'opulenza, può essere tecnicamente
35:43molto avanzata e umanamente impoverita, per non dire imbarbarita. È vero, queste tribù di cui ho
35:53fuggievolmente parlato, cui ho fatto cenno, non sarebbero certo in grado di costruire un aeroplano,
36:00ma noi spesso non sappiamo più fare una carezza, non sappiamo più intrattenere una conversazione
36:07significativa. Abbiamo perso quindi un senso della comunità e l'abbiamo in qualche modo
36:16contrabbandato, starei per dire, per una ricchezza che ci è data dal principio della divisione del lavoro,
36:23ma attenzione, la divisione del lavoro, che di per sé è tecnicamente vantaggiosa perché consente
36:31di aumentare la produttività e la produzione, quando venga vissuta come un distacco non più funzionale
36:39ma sociale, come partizione classista di tutta una società, rischia di estinguere quello che vi è
36:49di propriamento umano nell'uomo, cioè la capacità di rapportarsi all'altro dialogando. Ciò che ci insegna
36:56l'antropologia culturale e lo insegna soprattutto a noi sociologi, e dobbiamo tenerne conto quando
37:04parleremo del rapporto fra la sociologia e la sua gemella o sorella bisbettica con cui non va mai
37:13d'accordo, che è la storia. Ciò che ci insegna, dicevo, l'antropologia culturale è che in fondo nulla
37:21ci è dato, l'uomo è un progetto per l'uomo. Noi abbiamo la possibilità di garantire un futuro a
37:31noi
37:31stessi solo nella misura in cui riconosciamo gli altri. Gli antichi greci riconoscono la loro grecità
37:38quando vengono finalmente a contatto con i cosiddetti barbari, chiamati barbari perché non sapendo il greco
37:44sembrava che balbettassero, i barbari. Noi attraverso il dialogo possiamo riconoscere noi stessi negli altri
37:54e possiamo collaborare con gli altri come parte di noi stessi. L'alternativa è tremenda, c'è gente
38:01che pensa che sia possibile fare altrimenti, ma oggi il dilemma è preciso di fronte all'umanità
38:08all'inizio del XXI secolo e la chiarezza di questo dilemma la dobbiamo alla sociologia e alle altre
38:15in collaborazione con le altre scienze sociali. Il dilemma è semplice, o si impara a dialogare e si dialoga
38:23e si collabora o si perisce. Io credo che sul sito internet Nettuno gli studenti potranno trovare
38:33approfondimenti e altri dati su questi temi così straordinariamente importanti.
38:54Grazie a tutti.
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