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Sociologia generale - Lez 01 - La sociologia come scienza
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00:15Salve, io mi chiamo Franco Ferrarotti e il mio corso è un corso che si intitola Istituzione
00:24di sociologia, vale a dire noi parleremo della sociologia come scienza che fa parte della
00:30facoltà di scienze della comunicazione. La sociologia come scienza naturalmente non è
00:37impresa facile, attraverso 20 lezioni io cercherò di esaurire in primo luogo la storia, la genesi,
00:46in secondo luogo i concetti fondamentali, quindi i metodi e poi infine la funzione sociale della
00:54sociologia. Vediamo dunque in che senso la sociologia è o può dirsi la scienza della
01:03società. Intanto il concetto di scienza e poi il concetto di società, ma prima ancora bisogna
01:12badare al termine stesso di sociologia, non è un termine semplice, è un termine ibrido nel
01:19senso che è costituito dal punto di vista linguistico da una parola latina, socius, societas, la
01:27società e poi logos, una parola greca, cioè studio, scienza, analisi scientifica della
01:35società. Quindi noi abbiamo nella sociologia un caso forse unico, una scienza tra le più
01:43nuove, si badi, la sociologia non ha più di 150 anni e d'altra parte una scienza che è
01:52recente e ambiziosissima perché mira, ha come scopo fondamentale l'analisi scientifica della
02:01società e cioè di noi stessi che facciamo parte della società e questo spiega perché
02:06le prime scienze sono state l'astronomia, il cielo stellato, erano molto lontani, l'ultima
02:13dell'adolescente, la sociologia riguarda noi stessi e per questo è la più complessa,
02:18la più difficile e ancora oggi la più discussa. Vediamo dunque che la sociologia è una scienza
02:27la quale studia, interpreta o descrive, spiega e addirittura arriva, ma questa è un'ambizione
02:38veramente straordinaria a prevedere i fenomeni sociali. Il tema della sociologia è infatti il fenomeno
02:48sociale, ma che cos'è un fenomeno sociale, un fatto sociale? Il fatto sociale come diceva giustamente
02:55l'illustre storico delle religioni Raffaele Pettazzoni, anche egli a suo tempo, una generazione
03:04fa, professore di scienza delle religioni, storia delle religioni nella Università La
03:12Sapienza di Roma, ogni fenomeno, quindi anche un fenomeno sociale, non è che un genomeno,
03:19cosa vuol dire? Vuol dire che ogni fenomeno, ogni fatto sociale è un accadimento, è qualche
03:25cosa che si è in qualche modo originato come fatto sociale, ha avuto una sua genesi, un suo
03:33sviluppo, una sua maturità, noi dobbiamo studiare, descrivere, spiegare, interpretare e addirittura
03:40prevedere i fatti sociali. Si nota la differenza immediata fra il descrivere e lo spiegare e poi
03:49l'interpretare. Descrivere è possibile, certamente i contorni esterni possono venire illustrati, possiamo
03:58in qualche modo arrivare anche a cercare di dare una idea dei meccanismi interni di un
04:07fenomeno, ma ciò che è molto difficile per la sociologia è spiegare un fenomeno, vale
04:13a dire stabilirne le cause e vedere come queste cause agiscono nel passato, nel presente e forse
04:22come agiranno nel futuro. I fenomeni sociali quindi richiamano una nozione fondamentale.
04:32Se la sociologia è come io credo, come noi crediamo, come ormai ammesso da tutti, anche
04:36dai critici più duri, se noi abbiamo in sostanza un'idea fondamentale della sociologia come scienza
04:45e allora dobbiamo interrogarci che cos'è una legge scientifica. Qui stiamo attenti,
04:50qui andiamo contro il sentire dell'uomo medio e della donna media di oggi. Oggi il nuovo
04:58prototipo, il nuovo modello di una società tecnicamente progredita è indubbiamente lo scienziato
05:07in camice bianco, una specie di santo laico. È colui che ci dà la tecnica e la tecnologia
05:13la tecnologia ci dà tutto, dal riscaldamento dei nostri appartamenti, l'acqua calda allo
05:19sbarco sulla luna, la legge scientifica. Un momento però, la legge scientifica non ha nulla
05:25di divino. Oggi noi sappiamo che la legge scientifica è un tempo ritenuta dispensatrice di una verità
05:35quasi divina, universale, necessaria e necessitante, valida in ogni tempo e in ogni luogo.
05:43Questa legge scientifica non tiene più. Noi oggi sappiamo che le scienze, tutte le
05:49scienze, non soltanto le scienze umanistiche, la sociologia, la psicologia, la demografia,
05:56l'antropologia culturale, ma anche le scienze fisiche o della natura, biologia e così via,
06:01non possono più parlare in termini di leggi universali, necessarie, necessitante, validi
06:10in ogni luogo. No, possono solo parlare di uniformità tendenziali. Cioè la legge scientifica
06:18oggi è semplicemente una legge in senso probabilistico, non in senso dogmatico. Quindi le scienze di
06:29oggi si occupano e si interrogano sulle uniformità tendenziali che mostrano i fenomeni e che almeno
06:40in parte questi fenomeni cercano di spiegarli. E se così stanno le cose evidentemente noi dobbiamo
06:52rinunciare a delle risultanze a valore universale è assoluto. Queste risultanze sarebbero dogmatiche
07:02ed essendo dogmatiche, si noti bene, essendo dogmatiche sarebbero in contraddizione col principio
07:10fondamentale della scienza stessa che è, che richiama, che si riassume essenzialmente nel dubbio,
07:18universale, nella capacità di dubbio. Il dogma sconfigge il dubbio, quindi il dogma non è scienza,
07:24al più può essere quello che noi chiamiamo noi sociologi, e forse abbiamo anche torto con
07:28un certo disprezzo, chiamiamo scientismo, cioè la caricatura della scienza e cioè la presunzione
07:37che solo l'esattamente misurabile sia perfettamente conoscibile. E questo cosa significa? Questa è una
07:50conseguenza che va, potrei dare molti esempi, non abbiamo il tempo, ma cerchiamo di domandarci,
07:56di interrogarci, cosa significa questo? Significa che la spiegazione scientifica in tutti i campi
08:01non è più monocausale, vale a dire la spiegazione scientifica è policausale, cioè non c'è più
08:12per ogni fenomeno una singola causa, una matrice causale che in qualche modo lo giustifichi e lo faccia
08:20diciamo perfettamente chiaro, lo chiarisca in tutti i suoi aspetti, ma ogni fenomeno sociale
08:27soprattutto, ma non solo sociale, anche relativo alla costituzione della materia, fenomeno fisico,
08:33la biologia, per non parlare poi di altri processi molto più complessi, possono essere anche quelli
08:42della storia passata, antichissima, della protostoria, come i fenomeni di cui si occupa
08:49la paleontologia, l'archeologia e così via, è sempre, ogni fenomeno è sempre il risultato
08:57di un insieme di cause che sono con cause, quindi una policausalità, cause che sono nello stesso
09:06tempo effetti, effetti di altre cause e che si concatenano in un insieme logico, in un insieme
09:16che è straordinariamente complesso, ma anche entusiasmante per il buon ricercatore, per il buon
09:24scienziato, per colui che ha scelto come progetto di vita lo studio, ebbene può essere veramente
09:32straordinario, questa concatenazione di cause, di effetti che diventano altre cause e quindi questa
09:41policausalità, che è una sorta di concausalità, indica non solo la complessità, ma la globalità
09:48di tutti i fenomeni, in primo luogo dei fenomeni sociali. E in questo senso noi possiamo parlare
09:56della sociologia come scienza. Questo va in qualche modo chiarito in maniera più approfondita
10:07se mi è consentito, perché quando si dice sociologia, anche solo per una assonanza linguistica,
10:18noi siamo portati a pensare al sociale, alla socialità, alla compassione sociale, al buon cuore.
10:28Qualche volta possiamo addirittura anche in qualche modo dare un'idea di sociologia come
10:39socialismo, sociologia come non individualismo, ebbene, o comunque come negazione dell'individualità,
10:50bisogna stare molto attenti. Al riguardo io mi permetto di ritenere, e anzi questo andrebbe
10:58sottolineato, in tutte le lezioni poi tornerà come un leitmotiv, cioè come un motivo ricorrente,
11:05mi permetto di ritenere, che c'è una socialità dentro la stessa nozione di individualità.
11:14Ma pensiamo un momento in senso sociologico, che cosa significa, cos'è l'individuo?
11:20Evidentemente noi per la strada, in piazza, in casa, non troviamo che individui, in treno,
11:25in autobus, ovunque, sono degli individui in cammino diversi, ognuno in sé conchiuso,
11:30ma questi individui, per esempio, quando comunicano fra loro, e la comunicazione oggi è fondamentale,
11:38quando comunicano fra loro questi individui usano una lingua, e chi ce l'ha insegnata
11:43la lingua? L'individuo nello stesso processo di socializzazione primaria, in fondo usa una
11:53lingua che impara dagli altri, quindi il momento sociale nello sviluppo, nella socializzazione
12:01dell'individuale è fondamentale. Noi non potremmo, se non avessimo la possibilità di
12:08parlare, di ascoltare gli altri, fossimo per esempio per disgrazia nati muti e sordi, non
12:16potremmo assolutamente diventare membri a pieno titolo di un gruppo sociale.
12:23Quindi bisogna ricordare che la sociologia è la scienza dei fatti sociali, ma che i fatti
12:31sociali come tali sono fatti che coinvolgono direttamente l'individualità dell'individuo,
12:38e l'individuo stesso non può ritenersi come individuo autosufficiente. Questa è stata
12:45la grande illusione dell'illuminismo. Cos'è stato storicamente infatti l'illuminismo?
12:52Caduto il mondo feudale, iniziata l'epoca moderna, giunti alla rivoluzione francese del
13:001789, la grande rivoluzione con il suo famoso trinomio, libertà, egalità, fraternità,
13:07questi tre valori, noi abbiamo una concezione dell'individuo come realtà autosufficiente,
13:15nulla di più ingannevole. La sociologia viene a dirci che ogni individuo è sostanzialmente,
13:25primariamente plasmato dalla società. Quindi non siamo noi che viviamo come individui, ma
13:33siamo come individui vissuti dall'ambiente sociale. Un momento. Vissuti completamente? Vissuti in maniera
13:43supina, passiva? Niente affatto. L'individuo nel momento in cui si socializza, la socializzazione
13:50primaria, cioè la socializzazione non in vista di un rapporto mercantile utilitario esterno
13:56alla famiglia, la scuola, nel momento in cui si socializza e cioè diventa membro della società,
14:01reagisce alla società e questo è il momento più bello della nostra disciplina. La scienza sociale,
14:09la sociologia studia l'individuo nel momento in cui vive e viene vissuto, nel momento in cui viene
14:16influenzato ma a sua volta influenza, nel momento in cui subisce la regola sociale ma reagisce a questa
14:24regola e la fa propria, la vive secondo il suo stile particolare, secondo la sua particolare natura,
14:33secondo il carattere fondamentale che in qualche modo è presente fin dalla nascita. Per cui,
14:41e qui la contraddizione può essere una contraddizione che merita di essere studiata non solo dalla sociologia
14:49ma anche dalla filosofia, dalla filosofia morale soprattutto e dalla pedagogia, quindi dalle scienze
14:56della comunicazione e anche dalle scienze della formazione, per cui in fondo l'individuo si rende
15:03pienamente sviluppato e membro della società nella misura in cui partecipa alla società senza esaurirsi
15:12in essa. Che cosa significa? Significa che nella società ognuno di noi ha un ruolo da portare avanti,
15:22ha una funzione, ma si noti bene, se io mi esaurissi completamente la mia funzione, terminata la funzione,
15:31sarei che cosa? Sarei defunto. Finito. Mentre il problema straordinario dell'individuo è che noi
15:39piangiamo alla morte di un individuo, perché? Perché prima non c'era, poi c'era, nasce e poi muore e
15:48con lui,
15:49con l'individuo, uomo o donna che sia, noi perdiamo un prototipo unico, irriducibile, irripetibile e in questo
16:00senso è una perdita secca per l'umanità nel suo insieme. La sociologia ha l'ambizione come scienza di
16:12darci questa comprensione profonda sia dell'individuo che dell'ambiente sociale in cui l'individuo vive,
16:20si muove, si sviluppa, combatte, si adatta, reagisce e agisce. Questo è il bello, diciamo,
16:31l'aspetto difficile ma anche entusiasmante della sociologia, è proprio questa scienza che è nello stesso
16:37tempo accertamento scientifico e impegno sociale. Questa duplice natura. Io mi rendo conto come questa
16:49duplice natura possa creare dei problemi, ma credo che un ultimo punto in questa prima lezione
16:59panoramica vada sviluppato proprio per la sua natura di accertamento analitico scientifico per un verso
17:09e nello stesso tempo di vocazione o se si vuole consapevolezza problematica dall'altro, la scienza
17:18sociale, la sociologia è oggi più che mai necessaria. Noi dobbiamo vedere nella sociologia
17:25non la panacea, non una specie di arte magica per cui tutto viene risolto, è accaduto nella
17:33cultura italiana specialmente, ma non solo in quella italiana, è accaduto anche nella cultura
17:40nordamericana, è accaduto in Francia, in Germania e anche in misura minore in Inghilterra,
17:45è accaduto di guardare alla sociologia come se fosse un'arte magica, una specie di panacea
17:52di tutti i mali, vale a dire il rimedio che poteva applicarsi a tutte le difficoltà, le
18:00disfunzioni della società. Errore! Il compito della sociologia come il compito di qualsiasi
18:08scienza non è un compito primariamente terapeutico, è un compito di descrizione, spiegazione, interpretazione
18:20dei fatti sociali. Questo è fondamentale. Noi non dobbiamo, non credo che si debba confondere
18:28mai l'accertamento scientifico con la terapia degli eventuali mali di cui si occupa l'analisi
18:40sociologica, però c'è un punto delicato. Nel momento in cui la sociologia non è terapia,
18:46però la sociologia ci aiuta anche a prendere coscienza dei termini fattuali, effettivi dei
18:55fatti sociali. E allora in questo senso direi che la sociologia è la premessa indispensabile,
19:04la presa di coscienza per renderci conto della società in cui viviamo. Da questo punto di vista
19:12la sociologia come scienza è una acquisizione fondamentale dell'epoca moderna. Mi si potrà
19:21domandare come mai la sociologia nasce 150 anni fa, forse poco più, poco meno. In che modo?
19:31perché tutte le società industriali vogliono la sociologia? Qui devo dire che il discorso
19:42si fa molto difficile e probabilmente ne parleremo nel nostro secondo incontro, però quello che posso
19:51dire fin da ora è che non si dà società industriale tecnicamente progredita che non abbia bisogno della
20:05ricerca sociologica. E perché? Se posso anticipare alcuni elementi dei nostri prossimi incontri che andranno
20:15in maniera particolareggiata e approfondita ancora esaminati, io devo dire che è nella caratteristica
20:25stessa, nella natura stessa, essenziale della società industriale, chiamare in aiuto, aver bisogno
20:33della sociologia. E perché? Detto in poche parole. Perché la sociologia come scienza dà alla società
20:45industriale l'esatta nozione, sperabilmente, o quantomeno una nozione la meno erronea possibile
20:54della situazione in cui si trova? Mi si dirà, ma perché le società che storicamente hanno preceduto
21:02la società industriale non erano forse anch'esse in qualche modo legate a delle contingenze, legate
21:12a dei problemi affette da mali sociali che andavano curati? Un momento, la grande differenza
21:20fra quella che chiamerei la società tradizionale, una società che evidentemente precede la nostra
21:30società, la grande differenza fra quella società tradizionale e la società industriale
21:36è tecnicamente progredita, è la seguente. Bisogna che noi cerchiamo di vederla con molta
21:45chiarezza. Nella società industriale vigeva quella che si potrebbe chiamare l'autorità
21:52dell'eterno ieri. Si faceva oggi quel che si fa oggi perché lo si era fatto prima, cioè
21:59valeva l'esperienza del passato. Erano società statiche, le società tradizionali pretecniche
22:08o paleotecniche o paleoindustriali erano società rurali, contadine, artigianali, sostanzialmente
22:16statiche. Non del tutto, non possiamo dire questo, perché non del tutto, ma perché anche nella
22:22più statica, nella più primitiva delle società vige quel momento di dinamicità che è dato
22:30dall'andamento demografico, il rapporto fra nascite e morti. Vige, per così dire, se mi è consentito
22:38una battuta, il bollettino parrocchiale che ci dice chi sono i nati e chi sono i morti. Questo movimento
22:44c'è, ma sostanzialmente noi abbiamo sostanzialmente una società che in sostanza non muta, non cambia
22:56il modo di lavorare sostanzialmente, non cambia il modo di abitare, non cambia il modo religioso
23:07vero di adorare, il culto. Non cambia neppure, si può dire, la cultura prevalente. Quando
23:16arriva, quando finalmente sorge storicamente la società industriale, noi abbiamo un cambiamento
23:24epocale. Nella società tradizionale non c'è bisogno di sociologia perché vale il principio
23:32della tradizione. Si fa, si agisce come si è sempre fatto, come si è sempre agito.
23:39Mentre nella società industriale esplode, esplode a poco a poco, si fa avanti, si afferma
23:47un moto dinamico del sociale che rompe le abitudini. Non solo rompe le abitudini, addirittura
23:55comincia a intaccare il microcosmo fondamentale della società, cioè la famiglia, il luogo di
24:02lavoro nella società industriale, tecnicamente progredita, non coincide più con il luogo
24:09della produzione, non c'è più casa e bottega. È vero, c'è qualche caso anche di casa
24:14e bottega, per esempio col computer noi oggi possiamo anche lavorare a casa, però si noti
24:20che nella società industriale anche il cosiddetto telelavoro, cioè il lavoro fatto col computer
24:25da domicilio, in realtà ha richiesto che si formassero delle comunità di telelavoranti.
24:32Nel territorio del comune parigino, per esempio, in uno degli arrondismò, ci sono queste comunità
24:38di telelavoro, perché? Perché la società industriale non consente il lavoro a domicilio
24:46se non come forma residuale arcaica di attività produttiva. Non c'è dunque più il lavoro.
24:55Il lavoro cambia aspetto, il lavoro diventa un lavoro non più rapportato direttamente al
25:02consumatore. Vedete, in una società tradizionale il ciabattino, il vostro ciabattino, vede la comunità,
25:12vede i suoi clienti camminare con le scarpe che ha fatto. Questo è molto interessante.
25:17C'è un rapporto diretto fra produzione e consumo. Nella società industriale tecnicamente
25:24progredita, il produttore non lavora direttamente in connessione col consumatore, lavora per il
25:33mercato, lavora per una entità planetaria, impersonale comunque, offre la sua produzione
25:41al mercato. Questa produzione non ha più luogo in base, non viene più prodotta da un
25:48lavoro a ciclo completo. Viene prodotta ormai secondo le regole dell'organizzazione scientifica
25:54del lavoro e del principio fondamentale della divisione del lavoro. Quindi non si lavora
26:00più in famiglia a casa, si lavora in fabbrica, si lavora in ufficio, si lavora lontano da casa.
26:07Noi abbiamo in questo caso veramente una novità straordinaria. La famiglia perde il suo peso,
26:18non è più un centro di produzione, di consumo, è soltanto nel caso migliore un centro di procreazione
26:26e di formazione psicologica della prole. Quando va bene, perché anche la famiglia nella società
26:35tecnicamente progredita, ed è qui che la sociologia è chiamata, la sociologia della famiglia di cui
26:41poi parleremo in seguito nei nostri incontri, viene chiamata a dirci che cosa sta succedendo.
26:47La famiglia conosce soprattutto la donna, la famiglia, la moglie, la madre, conosce il problema,
26:55che potremmo anche chiamare il dramma del doppio ruolo, vale a dire dell'essere nello stesso tempo
27:01madre, moglie, a casa e quindi addetta anche ai lavori domestici che hanno una ripetitività,
27:09e una quotidianità, a volte opprimenti, e nello stesso tempo lavoro in ufficio, lavoro fuori casa.
27:18Mi si dice che naturalmente, ed è vero, ormai molte, molte donne hanno posizioni straordinarie
27:25anche nella scala gerarche, però la grande differenza tra le dirigenti e i dirigenti
27:33nel mondo industriale avanzato è che verso le 11 di mattina la grande dirigente con molti
27:41telefoni sulla scrivetica, telefono a casa, non per questione di lavoro, vuole sapere se
27:47il bambino ha ancora la febbre, se il bambino è andato di corpo, se il bambino in fondo siamo
27:56in sostanza in grado di dire che sta bene o non sta bene.
28:00Queste preoccupazioni naturalmente sono condivise dai mariti, naturalmente, dagli uomini, dai
28:06padri, ma in misura diversa, secondo un costume che noi per il momento dobbiamo dire non siamo
28:14ancora riusciti né ad analizzare né in qualche modo ad ovviare e neppure a sostituire
28:21con altri, un'altra costellazione di valori.
28:24Noi siamo dunque in presenza di una scienza, che è la scienza della società, la quale investe
28:34globalmente le forme sociali storicamente prevalenti.
28:39la società ha bisogno di essere studiata quando non ha più come bussola di orientamento
28:47la grande risorsa della tradizione, perché la tradizione è diventata un'esperienza che
28:54si pone più come pregiudizio che non invece come una guida sicura per l'avvenire.
29:02la società, la società industriale, tecnicamente avanzata, ha bisogno quindi della sociologia.
29:11Ma qui c'è un punto delicato sulla base di quanto abbiamo detto in apertura.
29:16la società, da chi è fatta? Dagli individui oppure dalle forme sociali astratte, dall'istituzione
29:25e così via. Qui mi permetto di richiamare un punto delicato che tornerà anche nei nostri
29:31incontri che faremo in futuro. La sociologia non contempla mai né l'individuo a sé stante,
29:41come abbiamo già detto, come realtà autosufficiente, né la società come forma che in qualche modo
29:50pesa, opprime, schiaccia l'individuo. La bellezza dell'indagine e dell'impostazione sociologica
29:57sta in questo punto delicato che noi dobbiamo considerare individuo e società come due realtà
30:09intercomunicanti, due realtà che si influenzano a vicenda. Mi si dirà, ma come mai alcuni sociologi
30:21e i sociologi dell'origine, i sociologi fondatori della sociologia, di cui parleremo fra poco,
30:31insomma questi sociologi hanno semplicemente abolito la psicologia. Hanno costrato la sociologia
30:38come unica scienza sociale che rendeva la psicologia, se non dannosa, del tutto inutile.
30:47e mi riferisco a due pensatori fondamentali per la sociologia. In primo luogo al fondatore
30:54ufficiale Auguste Comte e in secondo luogo a un altro francese che ne segue in parte le orme
31:04che è Emile Diocaim. Ambe due aboliscono, non prendono in considerazione, addirittura reputano
31:17che la psicologia sia un sentiero che non mena da alcuna parte, nessun luogo. Un tipico cul-de-sac.
31:25Come mai? Qui bisogna per capire anche lo sviluppo storico delle varie discipline, non solo della
31:34sociologia, occorre prendere in considerazione le caratteristiche del contesto storico e culturale
31:42specifico. In quel momento, nel momento verso la metà dell'Ottocento, quando Auguste Comte pubblica
31:51il suo poderoso corso di filosofia positiva, gli ultimi tre volumi sono particolarmente dedicati
31:57alla sociologia. Oppure agli inizi del Novecento, quando Emile Diocaim pubblica i suoi lavori fondamentali,
32:05in particolare la divisione del lavoro sociale e il suicidio, lo studio sul suicidio. Allora
32:12veramente si pensava che l'individuo come realtà spirituale potesse da solo svilupparsi
32:20prescindendo dalle condizioni sociali. Ora, proprio per questo accadeva che l'enfasi, l'accentuazione
32:29dei fondatori della sociologia, cioè dei primi sociologi, fosse tutta sbilanciata a favore
32:35del sociale contro l'individuale, quindi affermasse la sociologia contro la psicologia. Tutto
32:42questo oggi non è più possibile accettarlo.
32:47Non siamo più in queste condizioni. Oggi noi sappiamo che il contrasto, il dilemma, individuo
32:56società è un contrasto, è un dilemma che indica un problema ozioso. Il problema ozioso
33:03è un problema sbagliato, un problema che non fa posto. E posso veramente con una formula
33:09sola dimostrare l'infondatezza di questo problema? Non si dà individuo senza società, ma non
33:15si dà neppure società senza individui. Quindi l'individuo richiama la società, l'abbiamo
33:22già detto, per la sua socializzazione primaria e d'altra parte la società bisogna degli individui
33:27perché altrimenti se no che cos'è? Oggi c'è tutta una tendenza che è economica oltre
33:32che sociologica a considerare la società come quasi non esistente. Addirittura si arriva
33:39a teorizzare la società come risultato di deliberazione, volizioni, desideri inintenzionali
33:47dei singoli soggetti, cioè degli individui che farebbero parte della società. Io non sono
33:53completamente d'accordo con questo punto e credo che da un punto di vista strettamente
33:57scientifico questa tesi si possa facilmente smontare. La società non è una pura astrazione
34:10come vorrebbero molti studiosi rispettabilissimi che oggi si richiamano all'individualismo metodologico.
34:19la società è in realtà più che la risultante, più che l'effetto direi inintenzionale dei
34:29singoli individui, la società è un complesso di strutture formali e informali, dure, oggettive
34:38che noi chiamiamo istituzioni. Lo stesso corso di cui vi sto parlando si chiama istituzione
34:44di sociologia. Cos'è l'istituzione? Ma l'istituzione è qualcosa che prescinde dalle
34:50effimere, temporanee, immediate volizioni, dai desideri del singolo individuo. Per esempio
34:59andate contro mano per una strada con il vostro motorino, con la macchina e vi beccate una bella
35:04contravvenzione e perdete qualche punto in quella che è la vostra patente di guida, che io naturalmente
35:12immagino ancora senza diminuzione di punti. Cosa significa questo? Significa che c'è una
35:19struttura sociale che vi penalizza perché avete violato una regola sociale meta, extra
35:28individuale che può schiacciare, può penalizzare, può punire l'individuo che non si adegua, che
35:36osserva. Ho fatto l'esempio più banale. Allora cosa si può dire? Si può dire questo,
35:44che una società è costituita certamente degli individui, perché abbiamo già detto
35:50senza individui non si dà società, ma la società stessa attraverso il comportamento
35:56ricorrente e i bisogni funzionali determinati e permanenti nel tempo degli individui stessi.
36:03Crea delle strutture, strutture che noi chiamiamo istituzioni, strutture che possono essere formali
36:10e informali. E qui c'è un punto delicato che mi permetto di richiamare chiudendo questo
36:16nostro primo incontro. I giuristi, vale a dire i cultori del diritto formale nei suoi vari
36:23aspetti, c'è un diritto civile, c'è un diritto penale, c'è un diritto pubblico, c'è un diritto
36:28privato e tutti sappiamo più o meno cos'è, basta entrare in un qualsiasi rapporto d'affari,
36:35in un negozio, come dicono i giuristi, per comprare anche un appartamento o per avere un mutuo
36:40da una banca, evidentemente noi tocchiamo in questo caso una istituzione. L'istituzione
36:46in senso giuridico formale è una struttura sociale quale si prevede e si regola in base
36:57al codice giuridico vigente. Un momento, questo concetto di istituzione non esaurisce assolutamente
37:06l'istituzione in senso sociologico. Per noi sociologi l'istituzione ha un significato
37:14più ampio, non è soltanto ciò che è previsto dalle leggi vigenti nei vari codici che abbiamo
37:22già menzionato, privato, penale, pubblico e così via, civile, no. L'istituzione è semplicemente
37:32il comportamento ricorrente e solidificato in costume, proprio la moda. La moda, certamente
37:40la moda non è legiferata, non c'è un codice, però se uno oggi uscisse per la strada,
37:46io adesso me ne vado tranquillo da qui, con un cappello a cilindro e magari con una red and
37:51god di tipo settecentesco, se non con una parrucca incipriata, la gente riderebbe. Avrei
37:57la mia penalizzazione. La concezione sociologica di struttura istituzionale, di istituzione
38:04è più ampia di quella giuridica, comprende quella giuridica, non la nega, la comprende.
38:10Perché è più ampia? Perché vede in questa straordinaria creazione degli individui come
38:18gruppo sociale, vede una struttura anche informale, anche non giuridicamente codificata,
38:26la vede però come una struttura capace di sanzionare, di punire quello che può essere
38:33l'alberrante comportamento individuale e di premiare invece, di considerare come degno
38:40di prestigio, di onorabilità, quel comportamento che invece sia perfettamente consono, adeguato,
38:48compatibile con il modo corrente di comportarsi. Ecco dunque come noi abbiamo,
38:56esaminato in maniera molto, se volete, certamente molto corriva, un po' veloce, abbiamo esaminato
39:05l'essenza delle basi del ragionamento sociologico. La sociologia è una scienza, ma è la scienza
39:15non del passato ma soprattutto del presente, è la scienza del vivente, meglio, è la scienza
39:21della società nel momento in cui la società si fa, attraverso il comportamento degli individui
39:28e dei gruppi umani. Vi ringrazio per questa attenzione e naturalmente ci vedremo quanto prima.
40:01Grazie a tutti.
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