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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:15Dico me d'olio. Il d'olio è un contenitore di terracotta di forma sferica con un diametro medio
00:21di un metro e mezzo e una capacità variabile da 1000 a 2000. Era usato sia per i trasporti in
00:28nave
00:29sia per la conservazione a terra. Quello che vediamo proviene dall'affidenza romana.
00:35Secondo la tecnica romana, il mostro ricavato dalla pesatura di nuova veniva lasciato fermentare
00:41in grandi doli interrati e poi travalzato nelle anfore, che erano i principali contenitori
00:47utilizzati nell'antichità per il trasporto dei liquidi e parte delle granali. Non lontano
00:53dalla cittadina di Cornovo è avvenuto il ritrovamento di una stazione di posta, un insediamento
01:00che era dotato di impianti per l'antichiatura di nuova. Sono stati inoltre ritrovati rinaccioli
01:07di vite e in ordentata panocchia, appena fuori Parma, si è trovata un'ampia cella d'oliare,
01:14cioè un ambiente in cui venivano stivati i numeri dei doli, in cui avveniva il processo
01:18di fermentazione. Tutti questi sono indizi molto precisi di come il procedimento della
01:25vinificazione fosse ormai ben conosciuto e ben avviato, a cavallo tra il primo secolo
01:30avanti e il primo secolo d.C. nella nostra azienda. Ed è inoltre provabile che il vino prodotto
01:37venisse commercializzato nel mercato di Fornovo e inviato attraverso il valico di Monte Valoria,
01:43le presse della Cisa, dal suo porto di luni sul mare, altra colonia romana. Da qui giungeva
01:50Roma così come avveniva per altri celebri merci del territorio, telane, polmaggi e cosciutti.
01:58Il ritrovamento a panocchia della cella d'oliare, in grado di ospitare 70 di questi grandi contenitori
02:04della capacità pari a 40 ampoli ciascuno, rende bene l'idea della produzione di un'azienda
02:13agricola nel nostro territorio con una linea di circa 30 quattro.
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