00:19Il viaggio è metafora della vita e la vita è un viaggio di sola andata.
00:24Il mio viaggio è cominciato in terza classe, secondo le modeste possibilità delle mie
00:29origini. Poi, nel corso degli anni, sono salito alla prima classe. Ma la mia preferenza è
00:36rimasta per il vecchio scompartimento di terza, dove c'è un'umanità più varia e colorita.
00:42Ogni tanto mi domando dove sto andando. Sono stato io, in tutta libertà, a scegliere la
00:48mia destinazione o sono salito su un treno a caso. Si sa più o meno da dove si parte,
00:55mai dove si arriverà. È un viaggio verso un dove che non si conosce.
01:12Il viaggio di Ermanno Olmi inizia a Bergamo, dove nasce il 24 luglio 1931, secondo genito
01:19di Gian Battista, ferroviere antifascista, e di Maddalena Teresa, operaia, di profonda fede
01:25cattolica. Ma la memoria di Olmi rimane per sempre legata a Treviglio, paese natale della
01:31famiglia materna e alla cultura contadina dei luoghi di infanzia.
01:44Alla memoria di questo mondo rurale ormai scomparso, Olmi dedica nel 1978 l'albero degli
01:51Zoccoli, palma d'oro al Festival di Cannes, considerato dalla critica il suo capolavoro.
02:06Quel mondo, quel tipo di umanità e di comunità, quel rapporto appunto con la natura, era una
02:16vita di miseria, ma di grande dignità, quando l'uomo solo era in rapporto con la natura.
02:25La natura riconosce i suoi figli. Ho dei grossi dubbi su una società attuale, se questa società
02:41riconosce i suoi figli. Il film ebbe una grande risonanza, un grande riscontro perché in fondo nell'andare
02:59a rivedere quel mondo, un po' come sfogliare l'album di famiglia, no? E dire ecco, guarda
03:05come eravamo, guarda come... Quando tu sfogli l'album di famiglia e vedi le fotografie dei tuoi
03:11nonni, dei tuoi genitori, ricordi la tua infanzia, inevitabilmente dici, ecco, cos'è stato poi il mio percorso.
03:22Alla fine della guerra, Olmi lascia la scuola e si trasferisce a Milano per seguire i corsi di recitazione
03:29dell'Accademia di Arte Drammatica, mantenendosi grazie a un lavoro da impiegato presso la Edison.
03:35È in quegli anni che Olmi scopre la vocazione per il cinema.
03:40Cominciai a sognare e sognavo appunto così bene, così tanto ed ero così contento di sognare
03:54che poi mi è nata la voglia di far partecipare anche gli altri ai miei sogni.
03:59e quindi capivo che il teatro e il cinema o la letteratura erano un modo per sognare insieme agli altri.
04:12Per me lo scopo ideale era, man mano poi si configurava sempre più in maniera netta, era poter fare del
04:22cinema.
04:27Alla Edison affidano al giovane Olmi l'incarico di documentare le produzioni industriali dell'azienda
04:33attraverso filmati cinematografici. Così, senza alcuna esperienza alle spalle, inizia da autodidatta
04:40un periodo di apprendistato sul campo.
04:48Dopo aver fatto una quarantina di documentari, molti di ordine proprio tecnico-aziendale, di servizio,
04:58poi alcuni cominciavo a soffermarmi sui volti degli uomini.
05:05Finchè nel 58-59, con la scusa di fare un documentario sui guardiani dei cantieri
05:15dove si costruivano le dighe in alta montagna, e questi che vivevano a rotazione
05:23ma alcune settimane in una solitudine assoluta, in un paesaggio assolutamente incontaminato,
05:32andai lì e capì che potevo raccontare una storia, ossia che potevo spostare la mia attenzione principale
05:44dall'attività lavorativa alla partecipazione umana al lavoro da parte di queste persone.
05:52e quindi imbastrì una piccola storia, ma presa davvero!
06:05Nelle pellicole degli anni Sessanta, Olmi inizia a indagare la solitudine e lo sradicamento
06:11che la realtà lavorativa impone alle giovani generazioni.
06:15Nascono su questi temi il posto e, due anni dopo, nel 1963, i fidanzati.
06:33Questo film, questo operaio che deve mettere il padre all'ospizio, che parte da Milano per andare in Sicilia,
06:43dove il lavoro comincia a sradicarti.
06:47Il sistema produttivo ti sposta dove le esigenze lo richiedono
06:54e non tengono conto dei tuoi legami familiari, tradizionali.
07:00E vai a vivere in un'altra cultura, in un altro contesto dove non sempre ti puoi riconoscere.
07:10Con Lunga vita alla signora del 1987, Olmi torna ancora sul tema del lavoro,
07:16inteso questa volta come luogo di esercizio delle gerarchie e del potere.
07:24Il potere, la corsa al potere.
07:28La signora, questo potere che è una maschera vuota, non parla.
07:36Il potere ci beffa.
07:42Agli inizi degli anni 90, con Il segreto del Bosco vecchio,
07:46il cinema di Olmi passa dalla realtà alla favola
07:49e il continuo intrecciarsi di atmosfere realistiche e fantastiche
07:54entra a far parte stabilmente della sua poetica.
07:59Bosco vecchio e Giovanni, il mestiere delle armi,
08:04vedi, sono due realtà che non corrispondono a ciò che noi troviamo
08:10quando usciamo da casa, mettendo il piede in strada.
08:15Sono o la realtà della favola,
08:18o un passato storicamente molto lontano.
08:30I pericoli di un'evoluzione della tecnica
08:33e di un progresso senza anima
08:35sono i fili sottesi alla trama di Il mestiere delle armi,
08:39diretto da Olmi nel 2001
08:41e vincitore di Nove David di Donatello.
08:46Il film, ambientato nella prima metà del Cinquecento,
08:50racconta gli ultimi giorni di vita di Giovanni dalle Bande Nere.
08:54Dio a tutti!
08:59La lunga agonia del condottiero diventa una riflessione spietata
09:03su un mondo sempre più violento e sulla sua devastante ferocia.
09:07di Dio è ben più potente di tutte le vostre armi!
09:12Artiglieria!
09:18Vento di froro!
09:22Via di buon presso!
09:27Nel 2003 Olmi si schierà ancora contro la follia di ogni guerra
09:32con Cantando dietro i paraventi,
09:35una pellicola ambientata nel favoloso mondo della pirateria cinese del Settecento.
09:42Il valore senza tempo della pace e del perdono
09:46è il messaggio ultimo della storia della bella piratessa Ching
09:49che prende il comando di una flotta corsara
09:52per vendicare l'assassinio del marito.
09:54Faviglia Orza!
09:57Faviglia Orza!
10:23Faviglia Orza!
10:24Faviglia Orza!
10:43Perché combattere?
10:46Il perdono è più forte della legge.
10:57Ciascun individuo ha sempre la possibilità di scegliere tra la vendetta e il perdono,
11:03tra il bene e il male, e questa scelta, che va oltre ogni legge e dottrina,
11:08è un tema caro a Olmi fin dagli anni Ottanta.
11:15In Cammina, cammina, forse l'opera più sofferta del regista bergamasco,
11:20il viaggio dei re-magi è una metafora del percorso difficile e senza scorciatoie
11:26di chi si incammina ogni giorno, sostenuto dalla sola speranza, alla ricerca della verità.
11:34Oh che razza di fedeli siete voi!
11:37E di fronte alle difficoltà vi perdete d'animo e vi tirate indietro!
11:45Ma a quale dio credete di andare incontro?
11:50Egli non è a portata di mano come a quegli dai che incontrate comodamente ad ogni angolo di strada!
12:00Questo è un Dio che chiede prove di coraggio!
12:07Quando si perde la fiducia nell'uomo si rischia di perdere, non dico la fiducia in Dio,
12:15ma l'idea della presenza di Dio in tutto quanto ci sta intorno.
12:23Ecco, a me pare che senza la fiducia nell'uomo Dio diventi come opaco, come sfumato nella nostra considerazione,
12:39perché, come dire, in fondo, ecco, per chi crede in Dio, Dio ha visto proprio nell'uomo
12:47l'oggetto del suo amore, della sua, come dire, straordinaria e stupefacente necessità, ecco, di produrre dalla vita.
13:00Quindi senza la fiducia nell'uomo non si può, a mio avviso, sì, come dire, forse qualcuno può credere di
13:10aver fede in Dio,
13:11ma aver fede in Dio senza la fiducia nell'uomo, ecco, se io fosse Dio respingerei un tipo di fede
13:17di questo tipo.
13:22Ma guarda che facce! Vanno in cerca di un Dio e le tenebre!
13:33Presto, ragazzi, si riparte, via! O perdiamo più altro tempo!
13:37Che stordi! Ma dove vanno?
13:42Via! In marcia, via!
13:56Nelle scritture c'è, come dire, questo straordinario momento in cui Dio mette in moto tutto l'universo,
14:05comincia a separare la luce dal buio, l'asciutto dalle acque e via di questo passo,
14:13separando sempre, ecco, questi valori che si contrappongono.
14:20Quello che Dio non è riuscito a fare è separare il bene dal male.
14:26Non è riuscito.
14:27Probabilmente ha fatto l'uomo perché l'uomo gli desse una mano in questo.
14:31Allora c'è un Dio del male che deve rendere conto il giorno del giudizio.
14:39Molto spesso, invece, noi lasciamo quest'idea di Dio, come dire, al di sopra del dolore umano.
14:47No, io voglio che Dio risponda, quel Dio del male, di queste sofferenze.
15:13Quei libri io li amavo.
15:17Lei ama più i suoi libri, negli uomini.
15:24I libri sono amici fidati.
15:29In quei libri c'è tutta la sapienza del mondo.
15:35La sapienza del mondo è una truffa.
15:38Ma cosa dici?
15:41La parola di Dio è una truffa.
15:44Dio non parla con i libri.
15:47I libri servono a qualsiasi padrone e qualsiasi Dio.
15:52Dio ha riposto in quelle pagine parole di vita eterna per la salvezza di tutti i Suoi figli.
15:59Dio, è Dio il massacratore del mondo.
16:05Non ha salvato nemmeno suo figlio sulla croce.
16:08Non bestemmiare!
16:11Il giorno del giudizio dovrai renderne conto.
16:17Nel giorno del giudizio sarà lui a dover rendere conto di tutta la sofferenza del mondo.
16:46Il Dio di Olmi è il Dio dei semplici, degli umili, degli ultimi.
16:51Come è Andreas, il clochard protagonista di La leggenda del santo bevitore.
16:58Joseph Roth finisce questo suo racconto dicendo che la morte ci colga tutti così
17:08con questa ubriacatura che ci rende sereni.
17:14che non è il drogarsi, è il santo bevitore proprio colui che cerca il compagno con cui
17:24dividere il bicchiere di vino.
17:27Non è la solitudine dei disperati.
17:31E Roth arriva al 39 e sente che sta di nuovo il mondo precipitando dentro una catastrofe
17:44e muore proprio, direi, abbandonando il mondo senza troppi rimpianti.
17:59Io vorrei anche io abbandonare il mondo senza rimpianti.
18:05Ma non per quello, come dire, che non ho potuto in qualche modo vivere o senza rimpianti,
18:21perché tutto ciò che ho avuto modo di poter vivere l'ho vissuto.
18:31È stupefacente la facoltà dei sogni nel rendere vero l'irreale e credibile l'impossibile.
18:37Tuttavia, l'irreale e l'impossibile del sogno hanno un loro recondito significato.
18:47Che sia questo l'Eterno, che nulla cadrà mai più nell'oblio,
18:52che il sogno sia il fine ultimo dell'esistenza umana.
18:57È stato bello ritrovarci tutti uniti nel medesimo sogno.
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