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Viaggi
Trascrizione
00:00Musica
00:34La Calabria è una terra difficile dove la pastorizia, la pesca e l'agricoltura rappresentano ancora oggi le principali forme
00:41di lavoro possibile, difficoltà che nascono anche a causa dei collegamenti di aria e ferroviaria non ancora completati.
00:53In questa puntata vi porteremo negli anni 60 e 70 quando la RAI raccontava come la Calabria stava procedendo nel
01:00suo percorso di sviluppo durante il grande boom economico italiano con interviste agli agricoltori di Ferruzzano che durante l'estate
01:08si trasferivano sulla costa per trasformarsi in pescatori.
01:11Poi rivedremo le interviste fatte dalla RAI nel 1976 per spiegare i processi e i progetti di riqualificazione industriale della
01:20zona della Piana di Gioia Tauro e per capire il destino dei terreni interessati per la costruzione di un centro
01:26siderurgico ed una industria petrolchimica.
01:40Questa è la regione d'Italia che ha sempre attirato forse più di ogni altra i viaggiatori stranieri.
01:46Tutto qui è una scoperta che incanta, la luce sulle marine ad esempio.
01:51Uno scrittore inglese Norman Douglas viaggiando ai primi del secolo lungo queste coste si fermò a contemplare il mare e
01:58il cielo.
01:58Questo torrido splendore, egli scrive, che prosciuga la terra di austerissima semplicità, che decompone la mente in stati di contentezza
02:08e di esaltazione primitiva.
02:10Sono paesaggi e impressioni che non mutano, spiagge abbacinate dal sole, a ridosso di boschi dirupati, alti silenzi, uomini intenti
02:19a mestieri antichi,
02:20come la pesca del pesce spada che si pratica fin dai tempi della Grecia omerica nell'arco tirrenico fra Palmi,
02:27Scilla e Bagnara.
02:27La tecnica del pescatore d'oggi non è granché cambiata, come un rito millenario che non tollera varianti.
02:34Il pesce spada arriva dalle regioni artiche, i pescatori lo inseguono con barche minuscole e velocissime,
02:40quando i faleroti, il nome è greco, ossia le vedette appostate sulle altissime antenne delle barche,
02:47segnalano il movimento dei branchi al fiocinatore.
03:03Ma la vita della Calabria non si svolge solo sul litorale.
03:06La regione è quasi esclusivamente montuosa, piane e riviere furono popolate dai coloni venuti dalla Grecia,
03:13i quali diffondarono città splendide di potenza e di ricchezza circondate da terreni fertilissimi.
03:19L'agricoltura, i commerci, la cultura ebbero impronta mediterranea.
03:23Poi, man mano che la vita si spostava dal sud verso il nord, quei centri decaddero, si spensero.
03:30Nel primo medioevo, la popolazione calabrese, tagliata fuori dai nuovi e più ampi circuiti economici,
03:37salì sulle colline e sui monti, nella speranza vana di trovarvi risorse simili a quelle del litorale.
03:43Bisognava inoltre sfuggire agli attacchi dei corsari e a quelli della malaria portata dall'Oriente e dall'Africa.
03:49La coltivazione dell'ulivo non valse a eliminare il disagio economico, che era grande.
03:55Pochissime le risorse naturali, incerti il presente e l'avvenire.
04:00La miseria provoca il lento abbandono dei paesi.
04:03L'aumento demografico calabrese è del 40% nella prima metà dell'Ottocento.
04:09Nel 1875 si inizia il fenomeno della migrazione transoceanica,
04:14quasi 600.000 persone partite in 15 anni.
04:23L'emorragia non è cessata.
04:26Le conseguenze sono visibili, solo che si entri in certi paesi,
04:30donne e vecchi, per le strade o alla finestra.
04:38Le grandi catene della Sila e dell'Aspromonte, che attraversano la Calabria dal nord al sud estremo,
04:45rendono difficoltose le comunicazioni, impediscono o rallentano il flusso interno della popolazione.
04:51Cambiare paese, occupazione e amici, che dappertutto è un fatto pacifico,
04:55qui diventa un'impresa ardua, una decisione da evitare per le incognite che presenta.
05:01Tutta l'economia calabrese risulta complicata, squilibrata,
05:05da questo dorso roccioso che separa, come un muro altissimo, una plaga dall'altra.
05:11A zone ricche, in pieno sviluppo, si contrappongono di là dal crinale, zone di una povertà desolata.
05:16A queste pensava forse un illustre meridionalista Giustino Fortunato,
05:22quando parlava con amaro sarcasmo di uno sfasciume pendulo sul mare.
05:29Ma il male più antico della Calabria è stato sempre il latifondo.
05:34Senza risalire tanto indietro nei secoli, basta fermarsi all'Ottocento,
05:38quando per poco denaro furono barattate le terre già dello stato borbonico.
05:43L'imprevidenza fu grande.
05:45I terreni messi all'asta non fruttarono alcun beneficio ai calabresi.
05:49Seguirono anzi miseria e rovina.
05:52La lotta contro il latifondo è antica e durissima.
05:56Le riforme fondiarie, le bonifiche agrarie,
05:59hanno sempre urtato contro un blocco di potenti interessi locali.
06:04Già nell'età feudale, il latifondo,
06:07non appena veniva frantumato in piccole quote, si ricostituiva.
06:12Le particelle della nuova proprietà scomparivano,
06:17misteriosamente inghiottite, nel grembo della grande proprietà baronale.
06:38La popolazione agricola, composta da più di un milione di unità su due milioni di abitanti,
06:43non trovava quindi altra possibilità di lavoro che nel bracciantato,
06:47esposto a ogni sopruso e ingiustizia.
06:50Basti pensare che il maestoso altopiano della Sila,
06:53che si estende per oltre 1700 chilometri quadrati,
06:57all'avvio della riforma fondiaria,
06:59era spartito fra cinque proprietari soltanto.
07:12Ma anche qui l'incuria e la mancanza di piani organici
07:16causarono ferite cicatrizzabili solo con decenni di lavoro e di investimenti.
07:22Depauperazioni antiche e recenti hanno attenuato l'appellativo,
07:26un tempo famoso del Bosco della Sila, il Gran Bosco d'Italia.
07:40Crutone è il più importante centro industriale calabrese,
07:44sorto nel dopoguerra intorno alla Pertusola e alla Monte Catini.
07:48Io sono un operaio della Monte Catini Edison,
07:52sono in servizio da ben 25 anni, sempre nella stessa azienda,
07:58e vedo che nella zona qui non sono sorti altre industrie,
08:03all'infuore dello sviluppo e dell'ampiamente della nostra società
08:07e anche della società Pertusola.
08:10Crutone come centro industriale doveva essere all'avanguardia del sud,
08:14invece è stato superato da altre zone, specialmente quelle delle Puglie.
08:19Gli sviluppi non sono stati pari all'attesa,
08:22anche per la mancanza di una risposta locale.
08:36Le fiumare, torrenti dagli amplissimi greti,
08:40servivano anche da strada, specialmente ai pastori e ai greggi.
08:43Sono fitte sulla costa ionica e belle da vedere,
08:47ma quando si riempiono d'acque impetuose, portano i villaggi a mare.
08:52Cacciata dai corsari e dalla malaria,
08:55la popolazione ionica si era trasferita in altura.
08:58Adesso, vinta la malaria,
09:01ogni villaggio figlia un suo doppio lungo la costa.
09:05Andando verso Reggio,
09:06il paesaggio bellissimo ma desolato cambia.
09:10Entriamo nella zona fertile del bergamotto e del gersomino.
09:14I fiori del gersomino sbocciano nella notte.
09:18Bisogna accoglierli rapidamente, ma senza premere,
09:21per non guastarne l'essenza.
09:23Per un chilo di essenza occorrono 600 chili di fiori.
09:41Ogni ragazza quanto raccoglie?
09:43Non siamo tutti uguali.
09:45C'è chi raccoglie due chile, due chile e mezzo,
09:47tre chile, tre chile e mezzo, un chilo e mezzo, un chilo.
09:49Noi siamo quattro.
09:51Poi ci sono due, tre a famiglia.
09:53E voi quattro quanto raccogliete?
09:55Sui sei chile, sette chile al giorno.
09:58Adesso quanto vanno al chilo?
10:01A 4,50.
10:03Poi fate anche altro lavoro?
10:04C'avete altro lavoro?
10:05No, no.
10:07Gli uomini in casa fanno qualche lavoro?
10:09Se mio padre fa il portaletto.
10:13Questa che zona è? Come si chiama?
10:15Saline Ioniche.
10:16Ma quanti mesi dura quella?
10:18Tre mesi, tre mesi e mezzo.
10:21Luglio, agosto, settembre e poi ottobre.
10:24Secondo come è il tempo.
10:26E gli altri mesi che fanno?
10:28Stiamo a casa.
10:30Ma perché ci raccolgono così presto i fiori?
10:32Perché è il lavoro che si deve fare col fresco.
10:35Prima che c'è anche il guadagno sul peso.
10:38Secondariamente il lavoro si deve fare per forza presto.
10:42E' un lavoro che si fa di mattina, proprio il giorno.
10:45Quando c'è il sole si asciuga e pesa poco.
10:50Allora conviene farli?
10:51Ci sono due motivi.
10:53E l'altro motivo qual è?
10:54Prima per lavorare, che col caldo si lavora male.
10:58Pure per il peso.
10:59Un fiorellino che appena prende il sole si incomincia a saltare.
11:04Non gioco.
11:06Dopo che mette la coltifiori che fanno?
11:08Andiamo a casa a lavorare.
11:10Facciamo i servizi da casa.
11:12E poi?
11:14Poi andiamo a casa.
11:15Andate al mare?
11:16Sì.
11:17Pomeriggio, mattina e seconda.
11:18Quando hai finito le scuole?
11:20Io?
11:21Giugno.
11:22Seconda, forse per la terza.
11:24Quindi questo lo fai tutti gli anni?
11:26Sì.
11:26Quindi da quanti anni vieni qui a fare?
11:28Sette anni.
11:29Tutte le stade?
11:30Sì.
11:32E chi c'è con te?
11:33Con quante siete?
11:34Le mie sorelle.
11:35Siamo queste tutte.
11:36Con il quale.
11:37Mia zia, mia madre.
11:39E tu che classe fai?
11:40La prima media.
11:41Sono stata promossa.
11:42La prima.
11:44La prima che cosa?
11:46Elementare.
11:47Tuo padre che fa?
11:49E va ammalato.
11:51Non lavora.
11:52Ah, non lavora?
11:52Perché non lavora?
11:53Perché è ammalato.
11:55E che cosa ha che è ammalato?
11:57Che cos'ha che è ammalato?
12:01Perché prende il suo video?
12:04Sì.
12:10È probabile che in futuro il turista medio, oltre che dalla montagna silana, sia attirato
12:17dalla costa tirrenica.
12:19È meno solenne di quella ionica, ma più colorita, più amena.
12:23Un condensato di paesaggio mediterraneo classico.
12:27Rocce pittoresche, boschi d'olivi, giardini da grumi.
12:31Cristina, cara Cristina, parto soldati.
12:35Esiste ancora il cantastorie, che narra storie commoventi e drammatiche, i cui episodi principali
12:42sono illustrati in una tabella a colori.
12:45La cronaca fornisce gli argomenti, che però spesso rimangono d'attualità per anni e anche
12:51per decenni.
12:52Eccovi alcune immagini di Cosenza, di cui vi abbiamo parlato.
12:57Vi sono concentrate molte industrie piccole e medie, ma è soprattutto una città di mercato.
13:05La città vecchia, una specie di condensazione dell'antico mondo del sud, continua a vivere
13:12al suo fianco.
13:25Il presidente che viene da Roma rappresenta in ogni centro calabrese una novità eccezionale,
13:31un fatto memorabile.
13:44Per i bambini è una vacanza, ma per i grandi, per il sindaco specialmente, questa è l'occasione
13:50insperata per elencare a voce alta, in piazza, con estrema franchezza, le cose di cui il comune
13:56ha bisogno.
13:57La luce elettrica, le fognature, le case popolari, perfino il cimitero.
14:02Sono richieste tanto ovvie in una società moderna che stupirebbero se le udissero un
14:07milanese, un torinese, un genovese, un fiorentino.
14:11Qui no, non stupiscono.
14:18Nel 1909 risultò da un'indagine sull'istruzione pubblica nel meridione che esisteva in tutta
14:25la Calabria un solo vero edificio scolastico.
14:28Il 1909 fu nel settentrione l'anno di nascita dell'aviazione italiana.
14:33A Torino si levò in aria il primo aeroplano costruito in Italia.
14:37A Brescia si disputò il primo circuito aereo che vide vittorioso il pilota americano Cortis
14:42davanti al francese Bleriot.
14:44È un raffronto, questo sì, istruttivo.
14:48Fra il presidente e i sindaci si è aperto un dialogo sui problemi comunali, l'acquedotto
14:54ad esempio.
14:55Un forte e pensoso scrittore calabrese, Corrado Alvaro, osservò una volta.
15:00Noi siamo di quel popolo che in guerra chiamava Acqua Acqua e questo grido di certe notti
15:06se lo ricordano ancora quelli che ci stavano di fronte.
15:09Chi ci vuole riconoscere ci guardi in viaggio se ci affacciamo al finestrino per osservare
15:14un getto d'acqua, un torrente, un rivo.
15:17L'acqua corre, l'acqua è vita.
15:26La bonifica prima, l'irrigazione dopo, hanno ridato alla piana di Sibari la fertilità
15:32dei tempi della Magna Grecia.
15:35Il Sibarita di oggi è un assegnatario di terre, un contadino laborioso e gentile.
16:06In Calabria si tratta di rifare la struttura economica e sociale, spesso perfino il suo
16:12bisogna regolare le fiumare, i torrenti che straripano, allagano la piana, rapinano i coltivatori
16:19e d'estate diventano ari di vasti ghiaieti che spaccano il paese in due.
16:24Occorre inoltre difendersi dalle frane.
16:40Questo mescolarsi di terreni ricchi e di terreni poveri, ha detto il presidente a Caolonia,
16:46produttrice di arance famose, è un po' la prospettiva della Calabria.
16:50bisogna salvare le terre ubertose dalla minaccia della montagna.
16:55E' una montagna da consolidare, da fissare col rimboschimento dopo le distruzioni della
17:14guerra, come si è fatto e si fa nella Sila.
17:17Gli alberi che i forestali piantano e educano con amore sugli alti piani sono un po' il
17:23simbolo della rinascita calabrese, del ritorno a una vita pacifica che si vorrebbe serena per
17:29tutti.
17:44Qui il turista italiano e straniero scopre paesaggi e colori ineguagliabili.
17:49Dalla marina si sale ai campi di sci nel giro di poche ore.
17:53La Sila, ha scritto Guido Piovene, è una fantasia del nord eseguita con il rigoglio meridionale.
18:15Povero è invece San Giovanni in fiore, il centro più grande e antico della Sila, con
18:20le sue strade strette e tortuose, con le sue donne in costume, uno dei pochi costumi in
18:25Italia che siano indossati quotidianamente. È un costume elegante e severo che risale
18:32al medioevo e che evoca la figura dell'abate Joachino da Fiore, menzionato da Dante, il monaco
18:38benedettino che accese di ardore mistico San Francesco d'Assisi. Con il mandile in testa,
18:46fatto di tela bianca inamidata, le trecce attorcigliate e rese rigide dalla sugna, la gonna nera,
18:53il corbetto di velluto nero sopra la camicia bianca ricamata, le donne di San Giovanni in
18:58fiore sembrano le sacre silenziose custodi di un paese convento che decade e si vuota.
19:04Restano i vecchi e i bambini. Le forze migliori emigrano, ha detto il sindaco. 5.000 uomini
19:11sono già andati a lavorare oltre Alpe, troppi per una popolazione di 20.000 abitanti.
19:33Il presidente e il suo stato maggiore di esperti compiono un'accurata ricognizione dei luoghi.
19:39è un pellegrinaggio di solidarietà che attira e commuove. È un assiduo appassionato
19:45dibattito sui mali antichi che affliggono la regione e sui rimedi nuovi che converrà adottare.
20:10Numerosissimi sono sempre i cartelli inchiodati e verniciati in fretta che gli operai e i contadini,
20:15i pastori e i pescatori levano in alto sulla folla mentre parlano i sindaci e il presidente.
20:21È una sintesi ingenua e impetuosa delle aspirazioni popolari. Su uno di quei cartelli stava scritto
20:28«Territorialmente l'Italia è una, economicamente è ancora divisa, industrializzateci». È un'affermazione
20:36polemica, eccessiva ma non inesatta. Fanfani ha forse pensato a questo cartello quando a Bagnara
20:42prima, a Damantea dopo, si è rivolto agli industriali e alle forze politiche e parlamentari
20:47d'Italia chiedendo a tutti di cooperare per il bene della Calabria e della sua gente.
21:00I contadini e gli operai aspettano il presidente all'ingresso del municipio. Non importa se l'attesa
21:06sarà lunga a causa delle soste che l'autocolonna presidenziale dovrà fare nei paesi, nei cantieri
21:11di lavoro, a un ponte o a un bivio, mandando all'aria il programma già fissato. Quello
21:17che importa è vedere il presidente consegnare a lui nelle sue mani la lettera preparata da
21:22giorni. Si tratta di una pratica arenata, una pensione, un sussidio, la domanda per un
21:27alloggio nelle case popolari. Sono le pene e le speranze della povera gente condensate
21:32in un foglietto di carta. Qualche volta l'indirizzo sulla busta, una busta gialla da poche lire,
21:38è stato scritto a macchina da un amico istruito che fa però una certa confusione con i titoli
21:43e le cariche romane. Al ministro Fanfani, professora Mintore, presidente della Camera
21:48dei Ministri, Nicastro. Abbiamo letto su una di queste lettere mentre il suo autore la porgeva
21:54a Fanfani.
22:06Soltanto agendo come italiani che si amano l'un l'altro fraternamente, soltanto dimenticando
22:13i rancori e le divisioni della politica, rinunciando a privilegi, superando diffidenze preconcette,
22:19soltanto per questa via, sarà più facile aiutare la Calabria a risollevarsi, a progredire,
22:26come merita e chiede.
22:48Perché l'arrivederci del presidente ai calabresi non sia un saluto convenzionale,
22:54ma un impegno preciso a bene operare.
23:07Questa strada si chiama Tirrena Inferiore ed è quella che assicura la comunicazione più
23:12diretta fra Napoli e la Sicilia. Diretta in questo caso non vuol dire rapida. Il traffico
23:18è molto e la strada tutt'altro che moderna. Per centinaia di chilometri corre lungo il mare
23:24a fianco a fianco con la ferrovia, accompagnando tutte le sinuosità della costa. D'anno in
23:30anno, con l'aumentare della circolazione, l'insufficienza della Tirrena Inferiore si
23:35è fatta più evidente, perciò si è deciso di costruire tra Salerno e Messina una nuova
23:40superstrada a tre corsie che si staccherà dalla costa per seguire un percorso molto più
23:45rettilineo. Quando sarà costruita, la litoranea servirà soltanto a smaltire il traffico locale
23:52e ad offrire ai turisti un itinerario pittoresco.
24:32Grazie a tutti.
25:12Ecco Villa San Giovanni e la nave traghetto per Messina, il ferry boat. Il ferry botto,
25:17come dicono qui, ce ne sono attualmente sette e bastano appena. Nell'ultimo anno hanno
25:22portato attraverso lo stretto 600.000 vagoni ferroviari e più di 6 milioni di viaggiatori.
25:28Gli automezzi traghettati sono stati 190.200. Il traffico degli autoveicoli attraverso lo
25:35stretto continua ad aumentare. Nel 1960 ne passavano in media 400 al giorno, nel 61 la media è salita
25:43a 540. A Villa San Giovanni si ha veramente l'impressione di trovarsi in un grande nodo
25:50di comunicazione fra due parti di un mezzogiorno ormai lanciato senza incertezza sulla via dello
26:25sviluppo.
26:26con delle asti, trave, palette eccetera. E poi delle frasche. La ferce è la frasca preferita.
26:41Da quanto tempo c'è questa frasca?
26:43Da sempre, insomma, è secolare.
26:45Dici che una volta c'era anche a Reggio Calabria?
26:48Non credo, forse è qualcosa, forse non lo so, comunque penso che è farruzzano, solamente
26:53si fanno queste capanne.
26:54È secolare, è secolare.
26:55È secolare?
26:57Molti anni, molti anni che i nostri padri si ricordano, i nostri nonni si ricordano
27:03anticamente di queste baratte che fanno il padre.
27:07Che cosa vi portate? Tutti i letti, le mazzerizze, tutto?
27:10Tutto, una volta si portavano anche i maiali, tutti i bestiani, si mettono così dalla spiaggia,
27:15distante le baracche prima, ma oggi non si può, non si fa questo, solamente si fanno
27:21le baracche perché, oddio, il tempo è cambiato pure, si fanno le baracche anticamente ma
27:28altro c'è tutto moderno.
27:30Ma quanto tempo state all'anno qui?
27:32Un mese, un mese circa.
27:34E poi le baracche le abbandonate così?
27:36No, queste si levano le legne, queste terci si bruciano e così rimane burite la spiaggia
27:42per un altro anno.
27:47Ferruzzano, a pochi chilometri da Reggio.
27:50Un'immagine antica e apparentemente indecifrabile.
27:53Qui, appena comincia l'estate, gli abitanti di questo centro agricolo pastorale dell'interno
27:58si trasferiscono sulla spiaggia costruendo capanni di frasche.
28:02E' un uso antico, è ciò che resta di un lontano nomadismo oppure è una specie di transumanza
28:16stagionale che esprime un desiderio di riconquista del mare, della libertà, del movimento.
28:22E' una chiara indicazione sulla possibilità di fondere l'attività agricola con quella
28:26marinara?
28:29In Calabria la storia degli insediamenti nei litorali passa attraverso i secoli per situazioni
28:35sociali ed economiche non risolte, embrionali.
28:39Numerosi sono infatti i casi di paesi della costa calabrese in cui il contadino e il pescatore
28:45rappresentano spesso una unità indifferenziata. Scilla, Bagnara, Palmi, Gioia Tauro sono alcuni
28:52dei tanti centri della costa calabrese in cui fino a non molto tempo fa l'agricoltura
28:57e la pesca si univano spesso nel lavoro di una sola persona o di un nucleo familiare.
29:03Le coltivazioni a terrazzo, grandi o piccole che siano, sono la testimonianza storica non
29:09solo di un'abile e difficile tecnica di utilizzazione della terra, cioè di una coltivazione verticale
29:15del suolo, quanto del fatto che si tratta di una ricchezza precaria, tipica delle zone
29:20in cui l'agricoltura è solo un rimedio contro l'indigenza quotidiana.
29:29Ma la Calabria non è tutta quella che abbiamo visto finora. Alle zone montagnose e incolte,
29:35alla poca terra strappata alla degradazione geologica e al mare, fanno riscontro alcune
29:40zone pianeggianti e fertilissime in cui l'agricoltura ha raggiunto alti livelli di
29:45organizzazione aziendale e di industrializzazione. Santa Eufemia, Gioia Tauro, Sibari, Saline,
29:51Rossano. Sono queste le aree in cui l'agricoltura è passata dalla povertà alla ricchezza, o
29:57meglio, sarebbe potuta passare solo se allo sviluppo delle grandi aziende capitalistiche
30:02si fosse accompagnato quello della piccola impresa contadina che al contrario ha subito
30:06più della grande il peso degli alti prezzi dei concimi e dei macchinari, nonché delle tasse
30:12e delle imposte. Si comprende dunque come nel loro insieme proprio le zone agricole più
30:17belle e più fertili della Calabria, nelle quali ogni proprietario piccolo o grande avrebbe dovuto
30:23essere un imprenditore industriale e un investitore di capitali sulla terra, siano le zone in cui
30:28la rendita agraria è decrescente. È logico quindi che offrendo tali zone per la loro struttura
30:34territoriale, una facilità di collegamenti e di servizi che le aree montagnose non hanno,
30:40esse siano state indicate come le superfici ottimali per gli eventuali insediamenti industriali.
30:48È questo il problema di fondo della attuale realtà economica calabrese. Il progetto di
30:54acciaieria di Gioia Tauro, l'impianto della liquichimica di Saline, gli insediamenti già
30:59avvenuti o progettati a Sant'Eufemia, a Sibari e Rossano, sono la risposta inevitabile alla
31:05disoccupazione e alla necessità di mobilitazione produttiva che è viva tra le forze economiche
31:11locali e non trova che una limitata canalizzazione nell'agricoltura. Mi può dire dove verrebbe,
31:17dovrebbe venire il porto del centro siderurgico? Il porto del centro siderurgico dovrebbe venire
31:23in questa zona che vediamo qui davanti, pressa poco da 150 metri dall'inizio del paese che
31:32vediamo là in fondo e arriva fino sotto a questa collinetta e comprende pressa poco i 20 eteri
31:43di agrumeto di questa azienda. In complesso quante aziende verrebbero toccate dal centro siderurgico?
31:52Ecco, secondo quanto posso dire, io non gli posso dire quante aziende perché ci sono qui in zona
31:59toccate dal centro sicuramente due aziende importanti, due di queste medie aziende, poi
32:06tante tante piccole aziende di coltivatori diretti. E questa è una zona particolarmente
32:12fertile? Per quanto conosco io e penso che come agricoltore conosco molta parte dell'Italia
32:20e anche all'estero, perché ho vissuto parecchio all'estero, è difficile trovare una zona tanto
32:26fertile come questa, tanto abbondante di quanto noi diamo, questa ci ricompensa largamente,
32:35tutto il lavoro che facciamo, le concimazioni, tutto quanto, ci vengono ridate con abbondante
32:41frutto.
32:43Senta, questa azienda ha anche un oliveto?
32:45Questa azienda ha anche 100 ettari di oliveto, dei quali una trentina di ettari è specializzato,
32:53sono adulti, olivi di 80 anni, 100 anni di età, e poi 70 ettari di oliveto con sesto largo
33:02dove abbiamo consociato con agrumi, anche lì con coltivar pregiate.
33:06E anche questi 100 ettari verrebbero toccati dalla costruzione del centro?
33:10Sicuramente una parte di questi 100 ettari ci vengono tagliati a fette per le infrastrutture,
33:17vedi accordi autostradali e ferrovia.
33:21E come vedete voi il problema della nascita del centro siderurgico?
33:25Ma per quanto ci riguarda può essere un problema scottante, però non sempre, non tutti sono
33:31favorevoli, insomma.
33:33Non tutti sono favorevoli?
33:34Non tutti sono favorevoli, per un insieme di fattori che vanno dall'inquinamento all'occupazione
33:39stessa.
33:41Ci hanno detto che la dimensione ottimale di un'azienda in questa zona è di 120 ettari,
33:45cento ettari.
33:47Guarda, una delle tante lagune è proprio questo, cioè dire nella piana la proprietà è spazzottata,
33:54è spazzottata tutta fazzoletta.
33:56Ora un ettaro, due ettari, questi qua non riescono più a vivere, non riescono più a fare niente.
34:02Non credo che la media deve essere da 120 ettari, bastano anche 15 ettari, 10 ettari, potrebbe
34:08vivere una famiglia di coltivatori di retti.
34:11Senta, per lo sviluppo della zona, lei è favorevole al centro siderurgico?
34:14Ma non si può dire, di massima non si può non essere favorevole al centro siderurgico
34:20perché darà la possibilità di un maggiore incremento del lavoro, soprattutto nella zona.
34:27Forse oggi come oggi l'ubiquità, l'ubicazione stessa del luogo potrebbe sembrare controproducente
34:36ai fini di una rigogliosa agricoltura che assiste proprio in questo luogo.
34:40Ma se il laminatoio, la ciaieria, il centro siderurgico, dovesse limitare un laminatoio
34:46con dei mezzi moderni che attutiscono l'inquinamento dell'aria, allora ben venga perché è tanto
34:51di proficcio per tutto il lavoro di questa zona.
35:18I contrasti nel mezzogiorno riguardano invece la localizzazione dei nuovi impianti
35:23e il tipo di industria che si vuole installare.
35:26A Sant'Eufemia la Mezzia, in Calabria, sta nascendo un grande impianto petrolchimico
35:31proprio dove si era cominciata a creare una cultura di ortaggi e primizie
35:35tra le più reddifizie d'Italia.
35:37Gli agricoltori, qui come altrove, si sentono vittime dell'industria.
35:43Gli agricoltori della zona ci siamo ribellati pensando che saremmo stati inquinati.
35:50Il rappresentante della Sirri ci ha promesso che non saremmo fatti i depuratori adatti
35:56con le nuove tecniche che quindi non inquinerà la zona.
36:02Perciò ci hanno rassicurato a parole.
36:05Speriamo che i fatti confermano.
36:08Questa era una zona prettamente agricola.
36:11Da industrializzare, ma industrializzare per l'agricoltura.
36:16Non con fabbriche inquinanti.
36:18Secondo lei un insediamento industriale da queste parti è completamente sbagliato?
36:23No, l'industria in genere non sarebbe sbagliata.
36:26Questo tipo di industrializzazione penso che sia sbagliato.
36:31Prima di tutto ci dovrebbero essere delle industrie conservieri
36:38che utilizzerebbero tutti i prodotti agricoli.
36:40E avremo più mano d'opera e utilizzeremo la nostra merce.
36:44Roba per mangiare, non roba chissà che cosa fine fa.
36:48Anche per esempio la questione casearia.
36:50Casearia, la questione casearia da noi è carente.
36:53Noi compriamo il latte imbottigliato da Polenghi Lombardi
36:55e pagiamo 250 lire.
36:56Mentre gli allevatori locali vendono il latte a 115 lire, 112 lire.
37:01Sebbene c'è un carmiere provinciale che dice 150 lire.
37:04Invece non è vero, perché qua nella zona,
37:05essendoci le industrie che trasformano questo latte,
37:09gli allevatori locali, quei pochi che sono rimasti,
37:11sono costretti a darlo a 115 lire, a 110 lire, a 100 lire tutto tutto.
37:15Un insediamento industriale come quello che sta impiantando la SIR
37:18dà lavoro a migliaia di persone.
37:20Da queste parti c'è mancanza di lavoro.
37:22O non è vero?
37:26Mancanza di lavoro c'era.
37:29Perché?
37:30Non c'erano le strutture necessarie prima.
37:32Ora le strutture necessarie si stavano creando.
37:35Perché in agricoltura non si può fare un programma per sei mesi o per un anno,
37:39ci vuole un programma a lungo andare.
37:41Fatto queste strutture, l'agricoltura sarebbe venuta da sé.
37:46Perché la buona volontà nella zona, non perché lo dico io,
37:49ma ci stanno parecchi operatori,
37:50qua nella zona ci siamo circa 200 famiglie di siciliani,
37:54soltanto, e oltre non so quante, della provincia di Reggio Calabria,
37:58che hanno creato sia grumeti, sia terreni per primizie,
38:01sia fragoleti, vivai,
38:04che non sono secondi da nessuna parte d'Italia,
38:08insomma, siamo fra i primi.
38:11Qua più a Valle della SIRRI c'è l'Angitola,
38:14dove è una zona sabbiosa che fino a dieci anni fa
38:18non si creava neanche erba per le pecore,
38:20e che ora c'è tutto, non so,
38:21peschetti, lagrometi di prima categoria,
38:24con primizie di prima categoria.
38:26Quindi l'agricoltura rende da queste parti?
38:28Sento che rende, alle aziende già avviate,
38:31rende come rende,
38:32e danno anche lavoro più dell'estensione,
38:35proporzionata all'estensione che espropria l'industria.
38:37Non so, l'industria, abbiamo a Valle,
38:40la SIRRI ha circa 600 ettri di terra,
38:42dovrebbe dare lavoro a 2.000 persone,
38:45non so, 2.500, quello che è programmato,
38:47io non so questi dati.
38:48Allora, penso che nella stessa estensione di terreno
38:51se sarebbe fatta una sana agricoltura
38:54si occuperebbero più o meno d'opera
38:56con meno spese.
38:57Per quanto ho sentito dire,
38:59per un posto di lavoro in industria
39:00ci si debbano spendere 200 milioni,
39:02per un posto in agricoltura,
39:03grossa, grossa, grossa,
39:04ce ne vogliono 10 milioni.
39:06Ecco qual è il problema.
39:09E poi funzioneranno queste fabbriche veramente,
39:14e a dovere, senza inquinare il resto della piana che c'è.
39:18Se si è pensata a un insediamento industriale,
39:21è perché qui c'è ancora disoccupazione.
39:24Beh, le devo dire questo,
39:27che molta disoccupazione da noi qua non c'è.
39:30Non c'è perché ci stanno già delle aziende modello,
39:33che occupano parecchie mani d'opera.
39:34Anzi, le premetto che dal primo di maggio
39:41tutte le aziende pagano anche le donne a tariffa sindacale.
39:46Come a parità del nord, in effetti.
39:51Perciò, se una parte di quei soldi
39:53che sono stati stanziati per l'industria
39:55sarebbero dati all'agricoltura.
39:57Insomma, quindi con le strutture nuove che ci sono,
40:01con l'esperienza acquisita,
40:04molti agricoltori sarebbero stati incoraggiati
40:06sia per l'allevamento degli animali,
40:09sia per creare altri, insomma, serre,
40:12come ci sono qua a Monte,
40:13ci sono, insomma, l'agricola Lamezia
40:15che dà lavoro a un sacco di gente
40:17e fa fiori, non so, che esporta in Germania,
40:20che manda dappertutto.
40:21Fa primizie, non so, cetrioli e altra roba
40:24che già raccoglie da un sacco di tempo,
40:26perché sono tutti in serre.
40:27Sono circa 80 ettari, tutto coperto di serre.
40:32Rimane però il fatto che l'agricoltura
40:33non riesce a dar da mangiare agli italiani.
40:35Beh, forse perché è stato fatto un programmato,
40:38perché l'agricoltura non si programma
40:39dalla mattina alla sera,
40:40ci vogliono anni per programmare.
40:45Un altro motivo di conflitto
40:46è stato, sempre in Calabria,
40:48l'esproprio di 500 ettari coltivati a bergamotto
40:51per produrre, su brevetto giapponese,
40:54proteine ricavate dal petrolio
40:56e sospette di essere cancerogene.
40:59D'altra parte, non si sono ancora spente le polemiche
41:02sul quinto centro siderurgico di Gioia Tauro,
41:05tra i sostenitori dello sviluppo agricolo
41:07e i sostenitori dell'industrializzazione,
41:09i quali ricordano che il centro
41:11darà lavoro a 7.000 persone
41:13e sostengono che le preoccupazioni ecologiche
41:16sono soltanto un alibi degli agrari
41:18e dei grandi olivicultori locali.
41:35Nella sola piana di Gioia Tauro e di Rosarno
41:37è concentrato l'80% della produzione olearia regionale.
41:41Qui si sono pagati, in esproprio,
41:43fino a 30 milioni l'ettaro,
41:46una cifra mai versata in nessun'altra parte d'Europa.
41:49Ma in nessun'altra parte del mondo
41:51una pianta d'olivo dà un quintale d'olio.
41:57Questi olivi d'oro
41:58danno circa 10 miliardi l'anno di reddito.
42:08A Gioia Tauro l'alternativa è
42:1010 miliardi di reddito in agricoltura
42:13oppure 7.000 nuovi posti di lavoro nell'industria.
42:18Vi sono alcuni che sostengono,
42:21cioè quelli pro centro di Gioia Tauro,
42:23che sostengono che nella zona di Rosarno
42:27c'è attualmente un'agricoltura superata
42:30perché è basata su un'agricoltura di vecchio tipo
42:33che dovrebbe essere totalmente rinnovata.
42:36Vi sono invece coloro i quali sostengono,
42:38e tra questi evidentemente i difensori del settore primario,
42:41che questa agrumicoltura può essere ristrutturata
42:44o comunque queste zone possono essere più utilmente
42:47utilizzate per un rilancio di un'agricoltura di avanguardia.
42:51Anche perché noi dobbiamo considerare
42:54che soprattutto in Calabria
42:56le risorse agricole sono molto modeste
43:00e la piana di Gioia Tauro ne è una delle tante,
43:04una delle poche, oltre a quelle di Santofemi e di Sibari.
43:07Ma la scelta non è stata forse dettata
43:10da esigenze di carattere occupazionale,
43:13cioè per occupare più gente,
43:15per risolvere il problema dei disoccupati?
43:18Certamente questo è il motivo traente della localizzazione
43:21che ha spinto molti a consigliare
43:24la localizzazione del centro di siderurgico di Gioia Tauro.
43:27Noi però facciamo rilevare
43:29che gli stessi posti di lavoro
43:31sono attualmente garantiti
43:33dall'attuale attività agricola
43:35e dalle attività industriali
43:37direttamente e indirettamente connesse all'attività agricola,
43:41senza considerare inoltre
43:42che i 7.000 posti di lavoro previsti
43:48sono 7.000 posti di lavoro
43:49che si realizzeranno nell'arco di un tempo molto lontano.
43:53Ogni giorno di più ne assistiamo
43:55alla sottrazione di spazi importanti,
43:59di fondamentale importanza
44:01per lo sviluppo dell'agricoltura
44:02e che vengano invece sottratti
44:04per favorire un'espansione industriale
44:08ed un'espansione urbanizzata
44:10non sempre giustificata
44:11anche per quanto riguarda il tipo di industria
44:13che si va a localizzare.
44:16Anche qui in Campania
44:17abbiamo il fenomeno del Garigliano,
44:20abbiamo il fenomeno del Volturno,
44:21abbiamo il fenomeno della bassa valle del Sere,
44:24del destra e del sinistra Sere,
44:25dove abbiamo una concentrazione di industrie
44:29extraagricole
44:30che non si giustificano
44:32dalle particolari caratteristiche
44:35e vocazioni agricole del territorio.
44:38Il mezzogiorno, dicono gli esperti,
44:41potrebbe svolgere un ruolo di primaria importanza
44:43nell'agricoltura italiana.
44:45Ebbene, è proprio nel mezzogiorno
44:47che l'agricoltura continua ad avere la peggio.
44:49È nel mezzogiorno che sono state sacrificate
44:52culture orticole e frutticole
44:54altamente remunerative.
45:01Si è parlato in proposito di industria verde
45:04strangolata nell'acqua.
45:06Che significa esattamente?
45:08Lo chiediamo a Alfredo Diana,
45:11presidente della Confagricoltura,
45:12che è anche uno dei grandi agricoltori
45:14della piana di Gioia Tauro.
45:17Oggi assistiamo a una specie di sopraffazione
45:19dell'agricoltura da parte dell'industria
45:22in quelle poche aree del mezzogiorno
45:26che si prestano a fare veramente
45:27un'agricoltura di avanguardia.
45:29In sostanza, i terreni di pianura
45:31e i terreni di pianura irrigui nel meridione
45:33sono veramente molto pochi.
45:35Alcuni di questi hanno delle caratteristiche
45:37di fertilità, di clima, di giacitura
45:39veramente eccezionali,
45:40che vale la pena di conservare a tutti i costi.
45:43La nostra sensazione è che proprio queste zone
45:47oggi siano le più ambite anche da altre attività
45:50e che in questo contrasto di interessi
45:54fra il settore agricolo e il settore industriale
45:56sia sempre e solo il settore agricolo
45:59ad avere la peggio
46:00e prevalga l'industria
46:02e principalmente la grande industria
46:05che a volte sopraffa le altre attività
46:08e ne rende impossibile il proseguimento.
46:10Tutto questo credo che non solo
46:13in termini di prodotti, di alimenti
46:15potrà portare delle gravi ripercussioni
46:18per il nostro paese
46:19ma credo anche in termini di posti di lavoro.
46:22Io non credo in sostanza
46:23che il meridione possa puntare
46:24su uno sviluppo che sia unicamente industriale.
46:27Credo che proprio per lo sviluppo
46:28equilibrato del mezzogiorno
46:30occorra che sviluppi anche l'agricoltura.
46:37Reggio Calabria
46:38una città che rievoca terremoti
46:40povertà, emigrazione, alluvioni
46:42e più recentemente i moti esplosi
46:44per la scelta del capoluogo di regione.
46:48Solidarietà, commiserazione, condanna.
46:51Tre atteggiamenti dell'opinione pubblica
46:53posta di fronte a questi fatti
46:54che hanno sconvolto la vita di un'intera regione
46:56e scosso la coscienza civile del paese.
47:06Ma perché dopo anni di politica meridionalistica
47:09la distanza che separa il sud dal nord industrializzato
47:12è aumentata anziché diminuire?
47:15Perché un'intera città è stata coinvolta
47:17in queste manifestazioni così violente
47:19quanto contraddittorie nelle loro motivazioni?
47:54La recente alluvione
47:56devastando numerosi centri abitati dalla Calabria
47:58ha provocato l'ulteriore abbandono
48:00dei numerosi comuni collinari e montani.
48:02Il bilancio è drammatico.
48:04Otto morti, danni per oltre 400 miliardi
48:0720.000 senza tetto.
48:09Questo l'attuale quadro
48:11di una tra le regioni più depresse del Mezzogiorno.
48:13Una regione che dall'Unità d'Italia oggi
48:16ha visto emigrare in tutto il mondo
48:17oltre 6 milioni di lavoratori
48:19e che negli ultimi dieci anni
48:21ha visto cancellati dagli uffici anagrafici
48:23i nomi di oltre 700.000 persone.
48:27La popolazione attiva, quella cioè con una occupazione,
48:30nella sola provincia di Reggio
48:31è diminuita negli ultimi dieci anni
48:33di oltre 40.000 unità
48:34e ha aumentato il numero di piccole aziende
48:37che hanno chiuso creando altra disoccupazione.
48:41120 miliardi di lire del bilancio economico
48:43della Calabria sono dovuti a contributi previdenziali.
48:45rappresentano il 20% dell'intero monte Salari della regione.
49:08Cardeto, un paese dell'Aspromonte
49:10a 18 chilometri da Reggio.
49:12Nel municipio ogni giorno sostano disoccupati e sottooccupati.
49:17Lei è di Cardeto?
49:19Sì.
49:19Che mestiere fa?
49:21Ma è bracciante.
49:22Quanti giorni lavora l'anno?
49:24Eh, avevo un anno che non lavoro, disoccupato.
49:28Cosa vuole che faccia?
49:30Non capisco.
49:31E che cosa fa? Come vive?
49:33Eh, come vivo.
49:34Però per avvertù, con una famiglia di sette persone
49:36avevo un anno che sono disoccupato.
49:39Vivo se c'è qualche apprezzamento,
49:41lavorando qualche giorno così esattualmente e basta.
49:43Che lavoro fa?
49:44Era in Germania, emigrato.
49:48Hai emigrato?
49:48Sì.
49:49Quanto tempo è che lavora in Germania?
49:51Quattro anni.
49:52Eh, adesso sono venuto.
49:56E torna in Germania adesso?
49:58No.
49:59Come mai?
50:00Eh, non c'è più lavoro lì.
50:05E cosa farà a Cardeto?
50:07Niente.
50:09Non lavoro niente.
50:12Che mestiere fa lei?
50:13Manuale.
50:15Da due anni che mi trovo disoccupato
50:17con un tesserino,
50:19col timbro mensilmente.
50:21Eh, stiamo alla bontà di qualcuno
50:23che ci chiama di fare una giornata così privatamente.
50:26Era una miseria del 2000,
50:282005, non lo so.
50:31Siamo proprio, proprio all'astro
50:33della miseria.
50:34Abbandonate,
50:35specialmente in questo nostro paese,
50:37che è Cardeto.
50:39C'è una disoccupazione totale.
50:41Siamo 1300 iscritti agli uffici di collocamento
50:45e lavorano circa 10-15 all'anno,
50:50al mese, cioè.
50:51La situazione di Cardeto
50:52si collega a tutti i paesi dell'Aspromonte.
50:57Troccaforte, Condufuri,
50:59tutti i paesi dell'Aspromonte.
51:02Perché, certamente,
51:03siamo tutti sotto un governo.
51:05Comune che spende per Cardeto,
51:06i soldi che spendono per altre parti.
51:08E a chi è che sono spendute?
51:09Sono spendute pure male.
51:11Sentiamo l'ufficiale di Anagrafi.
51:13Quanti sono stati gli emigranti
51:15negli ultimi dieci anni?
51:17Eh, ma sono stati dei migliaia, quasi.
51:19Diremmo,
51:20a turno girando,
51:21dei migliaia.
51:22E saranno di più,
51:23maggiormente oggi,
51:24con il tempo che non,
51:25con questa alluvione,
51:26con questo tempo,
51:26con il disastro che è venuto,
51:28saranno di più,
51:29perché oggi non c'è.
51:30Non hanno più la possibilità
51:32di lavorare neanche la poca terra
51:33che avevano.
51:34Prima che non fruttava.
51:36E poi, perché non era il regolo,
51:38non bastava.
51:39E adesso è tutto devastato.
51:41Cosa deve fare questa gente?
51:42Lavoro non ce n'è,
51:43per forza degli emigranti.
51:46L'agricoltura,
51:47nonostante l'esodo dalle campagne,
51:49continua ad essere
51:50la principale attività economica
51:51del meridione.
51:52Soprattutto per la Calabria,
51:54dove la maggior parte del territorio
51:56è costituito da montagne e colline.
51:58Tuttavia,
51:58negli ultimi dieci anni,
52:00la popolazione agricola
52:01è diminuita di 30.000 unità.
52:03I braccianti calabresi
52:04sono ancora 160.000,
52:06lavorano però in media
52:07solo 180 giornate l'anno.
52:10Guadagnano 3.000 lire al giorno,
52:11poco più di mezzo milione l'anno.
52:13I braccianti si sentivano
52:15veramente iparia
52:16della organizzazione del lavoro.
52:19Erano quelli che puntavano
52:21molte delle loro fortune
52:22sul salario previdenziale.
52:24Era importante
52:24essere iscritti
52:25negli elenchi anagrafici
52:26per avere il sussidio
52:27di disoccupazione,
52:28per avere gli assieni familiari,
52:30per avere la copertura
52:31mutualistica.
52:32Ecco,
52:33il loro sogno
52:33era l'elenco anagrafico.
52:35Era essere iscritti
52:36negli elenchi anagrafici.
52:37Mentre oggi?
52:37Mentre oggi
52:38il loro sogno,
52:39la loro prospettiva
52:40è l'occupazione quotidiana,
52:41è il lavoro
52:42che si aggiunge
52:43giorno dietro giorno.
52:44È chiaro che tutto questo
52:46ha bisogno
52:48di una partecipazione collettiva
52:51e soprattutto
52:52di un aiuto
52:53che le categorie più forti
52:54e sono quelle dell'industria
52:55devono per forza dare
52:57ai braccianti
52:57per diventare
52:59per lo meno
52:59permanenti
53:00dell'allievo.
53:23Reggio Calabria
53:24è la più importante
53:25città della regione.
53:26170.000 abitanti.
53:28La sua economia
53:29appoggia per oltre
53:30il 40% sul commercio,
53:32per il 26%
53:33sulla pubblica amministrazione,
53:35per il 19%
53:36sull'agricoltura
53:36e per meno del 15%
53:38sull'industria.
53:40Migliaia sono i disoccupati,
53:42soprattutto fra i giovani
53:43diplomati e laureati
53:44in attesa di prima occupazione.
53:46Il 60%
53:47delle retribuzioni
53:48è pagato dallo Stato,
53:50dal Comune,
53:51da vari enti pubblici.
54:10a Reggio
54:11l'unica industria
54:12è l'omeca,
54:13occupa meno di 400 lavoratori,
54:16costruisce carrozze ferroviarie
54:18su commesse statali
54:19e prodotti
54:19per altre industrie del nord.
54:22Grazie a tutti!
54:23Grazie a tutti!
54:23Grazie a tutti!
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