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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:18Musica
00:41Tra gli antichi romani c'erano degli scienziati?
00:44Sì, c'erano degli scienziati, c'erano delle scienze, c'erano scienze teoriche come poteva essere la matematica, la geometria
00:52o di tutto il fisico,
00:54c'erano delle scienze applicate come quelle dell'ingegneria, della medicina, della chirurgia
00:59e soprattutto anche l'osservazione dei fenomeni naturali, che rientra un po' nella loro passione per la natura.
01:05Per l'altro noi ci troviamo a Pompei dove un scienziato fino al vecchio è morto in seguito all'eruzione
01:11del Vesuvio.
01:12Sì, esatto, lui comandava la flotta romana, corsa qui a salvare i superstiti, però essendo appunto come hai detto tu
01:19uno scienziato,
01:20sentiva il bisogno di osservare, di prendere appunti e perdendo del tempo per lo studio finì per rimetterci la vita.
01:26I romani avevano della scienza un concetto forse diverso da quello che avevano, non so, per esempio i greci?
01:33Avevano un concetto più pratico della scienza e vedendola applicata, in quanto poteva essere utile.
01:40Più funzionale, finalizzata diciamo.
01:42Finalizzata proprio a scopi sociali, pratici, immediati e quindi le neuroscienze erano più verso la medicina,
01:48verso l'astronomia per esempio per la navigazione, verso l'ingegneria idraulica, l'edilizia e così via.
01:54Ciò non toglie però che c'è anche un aspetto teorico, anche se minore, meno evidente, lo stesso studio del
02:00fenomeno naturale.
02:01Certo, e poi so che c'era anche una grossa diffusione di manuali, diciamo proprio per la diffusione a livello,
02:07non dico popolare, ma quasi della cultura scientifica.
02:09Si facevano delle summe, dei compendi delle nozioni scientifiche ad uso sia degli studenti che dei cittadini,
02:15per cultura personale o per curiosità personali.
02:18Lo stesso Primo il Vecchio ha tirato su una vera e propria enciclopedia, accogliendola da studi fatti da altre persone.
02:25Ecco, quindi noi possiamo vedere in questa puntata che cos'era la scienza per i latichi romani e che cosa
02:32erano gli scienziati.
02:42I romani tenevano sempre presenti le possibilità di applicare nel concreto con vantaggio ciò che studiavano e sperimentavano in teoria.
02:52Questo era valido per l'astronomia, che sempre più si basava sull'osservazione dei fenomeni naturali.
02:59Per la zoologia, con cui si catalogavano tutti gli animali, quelli conosciuti e quelli immaginati.
03:05Per la botanica, legata all'amore per la natura.
03:09Per la vulcanologia, che rifiutando la leggenda dei giganti sepolti che scuotono la terra per liberarsi,
03:15mirava alla conoscenza e quindi al dominio dei fenomeni naturali.
03:24Agli astronomi, per esempio, si richiedevano precisi orologi solari o calcoli esatti per calendari,
03:31mentre l'astrologia si permetteva ancora di racchiudere il segreto dei destini umani.
03:40Gli scienziati compilavano ciascuno nella propria disciplina dei manuali di uso corrente,
03:45cioè delle guide pratiche riferentesi, per esempio, alle carte geografiche o celesti,
03:49o alle tecniche utili agli agricoltori, ai naviganti, agli architetti, eccetera.
03:55Lo stesso Augusto, proprio allo scopo di finalizzare praticamente gli studi scientifici,
04:00ordinò al genero Agrippa di far preparare delle carte dell'impero romano.
04:04L'utilità non era solo quella di rappresentare graficamente i territori dominati,
04:08ma si riferiva soprattutto alla possibilità di calcolare con precisione le distanze per guidare le legioni,
04:14i messi imperiali, i viaggiatori.
04:16Il computo delle strade non era privo di significato politico.
04:21Roma, infatti, fu posta al centro della rete stradale dell'impero.
04:27Al centro della città, infatti, c'era il miliario aureo,
04:31cioè il punto di partenza per calcolare le distanze da Roma alle principali città dell'impero
04:36e del mondo allora conosciuto.
04:40Su questa carta geografica moderna sono indicate le città più importanti dell'impero
04:46e collegate da quelle linee bianche che sono le strade,
04:50mentre quelle linee bianche che sono sul fondo del mare
04:53sarebbero le rotte di navigazione più importanti.
04:56Sono indicate anche le città moderne.
04:58Ma avevano nomi diversi?
05:00Ovviamente con nomi diversi.
05:03Tu puoi riconoscere, per esempio, Londra, Londinum, Parigi, che è Lutezia,
05:09oppure città a quel tempo molto importanti, oggi completamente abbandonate,
05:14come qui in Libia, Leptis Magna.
05:18Dicano le rotte navali queste?
05:19Queste le rotte di navigazione, sì, su quello che dovrebbe essere appunto il mare,
05:23qui si indica la rotta di navigazione più importante.
05:26Vedi che collega, per esempio, l'Italia meridionale con l'oderna Tunisia, Cartagine,
05:30perché dopo la distruzione fu ricostruita, o con l'Egitto alle Sanche, oppure passa per Gibilterra,
05:36va verso la Normandia e addirittura verso la Britannia.
05:40Avevano delle cartine anche nelle navi?
05:42Avevano cartine anche da scapili, sì, dei veri e propri manuali da viaggio.
05:46E per le dimensioni come si regolavano?
05:48Per le dimensioni avevano un calcolo migliario, cioè una specie di metro,
05:53come possiamo vederlo anche qua sotto.
05:54Questi spazietti scuri e bianchi, sì, sono appunto in direzione delle miglia
05:59che tu puoi riportare sui vari tracciati e misurare le distanze fra loro.
06:08Lo studio dei venti, delle correnti, delle maree, il rilievo delle coste,
06:12hanno permesso di tracciare fin da allora delle sicure vie di transito.
06:17La rosa dei venti, di cui in questo momento state osservando un antico esemplare in pietra,
06:21ha consentito alle navi romane di seguire rotte sicure e collaudate.
06:28Intensificando i trasporti marittimi, i romani hanno portato e scambiato con profitto
06:32i loro prodotti in tutte le terre allora conosciute,
06:35raggiungendo popolazioni lontanissime da Roma.
06:48Siamo proprio su una strada romana.
06:51Ci sono ancora i segni dei carni che hanno scavato questi basoli.
06:56Si chiamano basoli e sono fatti di lava, di materia lavica.
07:00E presentano una grandissima robustezza, perché la massicciata che è sotto questi basoli
07:08è profonda a quasi due metri, con una serie di strutture a pietre, a ghiaia, a sabbia,
07:16in modo da tenerla rinforzata poi ai lati con delle spallette, sempre con gli stessi basoli.
07:24Ora, voi potete vedere proprio il modo di porre queste pietre in opera,
07:31una accanto all'altra, sagomate in maniera irregolare,
07:34ma che nel tempo antico si presentavano perfettamente piane e aderenti l'un l'altra.
07:3950.000 miglia era la distanza coperta da queste strade per tutto l'impero.
07:45Questi basoli erano usati per ogni tipo di strada?
07:47Per ogni tipo di strada, dalla Britannia all'Africa, dall'Iberia alla Dacia e dentro l'Italia.
07:55Essi permettevano all'organizzazione amministrativa e burocratica e militare romana di essere collegatissime,
08:03con stazioni per cambio dei cavalli, con alberghi per i viaggiatori, con campi militari fortificati
08:10e andavano dovunque c'era necessità.
08:14Per esempio la più famosa è ancora oggi la Via Appia,
08:18che percorre l'Italia meridionale e arriva fino a Brindisi.
08:21Ma questi tracciati come venivano studiati?
08:23Venivano studiati in base alle esigenze di collegamento fra le varie città
08:28e quindi ovviamente scegliendo i percorsi più favorevoli.
08:32Comunque i romani non si sono mai fermati davanti alle difficoltà,
08:35basta pensare a Terracina, dove c'è il famoso pisco montano,
08:39cioè c'è una costa di montagna che termina nel mare,
08:42allora per abbreviare il cammino la tagliarono, la segarono nettamente.
08:52Ci siamo recati a Terracina per farvi vedere quello che è rimasto oggi di questa grandiosa opera di ingegneria.
08:59Come potete osservare, le pendici del monte arrivano fino al mare.
09:03Questo è il picco tagliato.
09:06Sono visibili sulla parete le cifre che indicano le varie altezze da terra.
09:20Qualunque ostacolo incontrato lungo i percorsi scelti per la costruzione delle strade veniva superato.
09:34Abilissimi ingegneri costruivano ponti per superare fiumi, gole e burroni,
09:39o come nel caso dell'Arco Felice,
09:41tagliarono la montagna per permettere il collegamento più breve tra Cuma e Pozzuoli tramite la via Domiziana.
09:59Gli Romani erano coscienti del valore delle loro opere stradali,
10:04la costruzione delle strade che collegavano o mettevano in comunicazione le varie parti dell'impero.
10:09E alla fine della costruzione di ognuna di queste strade ponevano delle targhe o delle incisioni sulle montagne
10:17oppure dei cippi sulle strade a ricordare l'opera fatta.
10:21In questo caso ne vediamo una dell'imperatore Marco Aurelio, presso lo di Erna Beirut.
10:27Segnavano poi con dei cippi, posti lungo le strade per comodità dei viaggiatori,
10:33le distanze che separavano le varie città una dall'altra.
10:38Ne vediamo più un frammento che presenta sulla sinistra elencate le varie città poste sulla stessa strada
10:45e sulla destra elencate invece le miglia che le separano fra loro.
10:52Un altro esempio dell'alto livello della costruttività degli antichi Romani
10:57è in questo modellino la costruzione di un emissario per regolare il livello del lago di Nemi
11:04e poterne soffrire dell'acqua a scopi appunto di approfiggionamento idrico per le città vicine.
11:11In questo modellino si vede benissimo come dal lago all'esterno, tagliando qui il monte,
11:18all'interno fu scavata questa galleria con due squadre che lavoravano contemporaneamente
11:24incontrandosi, come si fa nei trafori, all'interno della montagna stessa.
11:29Ora, non soltanto questa fu un'opera molto importante, ma un'altra fu quella del prosciugamento del lago del Fucino
11:38ottenuto con lo stesso sistema.
11:40Un'altra opera importante sempre della costruttività che è possibile vedere in questa sala
11:46è la ricostruzione di due piloni e di parte del ponte costruito dall'architetto Apollo d'Oro di Damasco
11:54per l'imperatore Traiano sul fiume Danubio e in questo modellino tutta l'incastellatura
12:01e la travatura del ponte è messa benissimo in evidenza e vi fa percepire chiaramente
12:08il livello di abilità e di predizia tecnica degli operai romani e dei loro ingegneri.
12:13Apollo d'Oro è il creatore dei mercati di Traianei, è l'architetto che dovette improvvisare
12:20quest'opera per permettere all'esercito romano di passare in Danubio e quindi è sperimentabile
12:25così davanti a un modellino come questo appunto il livello non soltanto, come ho detto già,
12:30della tecnica romana ma anche della scuola di formazione degli ingegneri che nelle università
12:35antiche avevano modo di prepararsi, basta pensare appunto che il progettista di questo
12:40ponte è un architetto orientale, appunto veniva dalla Siria, da Damasco.
12:51I romani applicavano soluzioni pratiche in ogni campo. L'imperatore Caligola, per abbreviare
12:57il percorso tra Baia e Pozzuoli, fece approntare uno stabile ponte di barche per collegare le due
13:03località. Grande sviluppo ebbe tra gli antichi romani l'ingegneria idraulica. Pensate che
13:21il loro porto militare di Miseno era alimentato da un'immensa cisterna chiamata piscina mirabile.
13:29Costruita nel sottosuolo di Bacoli, una località che si affaccia sul mare, era costituita da un
13:34gran numero di gallerie intersecantesi capaci di contenere migliaia e migliaia di tonnellate
13:39di acqua per rifornire le navi militari romane. Anche nelle città il sistema di distribuzione
13:58di acqua nei vari quartieri era tecnicamente avanzato. L'acqua raccolta prima in un unico
14:04punto doveva poi raggiungere le abitazioni. Questo è proprio un castello per la divisione
14:10delle acque, con canali di scarico, pozzi e vasche a chiusura ed apertura automatiche ed
14:15indipendenti, che si trova nella città di Pompei. Come vedete è ancora in buono stato
14:22di conservazione. L'acqua veniva convogliata anche nelle fontane ai crocicchi delle strade
14:35per i meno abbienti che non potevano permettersi questo lusso in casa. Quando la pressione non
14:40era sufficiente si provvedeva ad aumentarla con i serbatoie a caduta, che risolvevano il
14:45problema dell'approvvigionamento idrico ai punti più periferici della città.
15:02Un'altra opera dell'ingegneria romana è rappresentata da questo modellino in cui si
15:07vede l'imbocco dell'emissario del lago del Fucino allo scopo di regolare l'afflusso delle
15:11acque del lago stesso attraverso una serie di tre bacini, separati da grosse saracinesche,
15:16scorrenti su guide e manovrate da argani posti in una camera superiore.
15:21Una delle opere idrauliche più antiche ed ardite costruita dai romani fu la cloaca massima
15:27a Roma. Si tratta di un'opera di fognatura sotterranea che bonificò la valle su cui
15:32sorgeva il foro.
15:40Costruita con grandi blocchi di tufo ha resistito alle ingiurie del tempo. Infatti è ancora oggi
15:46in funzione come potete voi stessi constatare. In questo caso l'idraulica e l'architettura
15:51si fusero a creare un capolavoro di arte sociale rispondente alla mentalità utilitaristica romana.
16:04La cloaca sbocca nel Tevere e le acque di scarico vengono portate dal fiume al mare
16:09aperto.
16:12Questo è il modellino di un meccanismo per il trasporto dell'acqua, per farla passare
16:19da una vasca ad un'altra attraverso poi delle condotture. Portarla per esempio, siccome in
16:23questo caso è il modellino delle terme stabbiane, per portarla alle varie piscine delle terme.
16:28Chi nazionava questa?
16:29Nazionavano degli schiavi che si trovavano all'interno della ruota e su questa scala,
16:35camminando, facevano girare la ruota attraverso questo ingranaggio che si trasmette in movimento
16:41a queste altre ruote che vedete che hanno dei secchi incorporati che raccogliono l'acqua,
16:45poi attraverso questi imbuti, la versano in questa vasca e da qui il condotto va poi
16:52nelle turbature.
16:53Che dimensione aveva?
16:55Aveva 5 volte più grande di questo modellino. La cosa interessante dal punto di vista scientifico
17:00è l'ideazione di questo ingranaggio, vede proprio, basato appunto sulla ruota che può
17:07trasformare un movimento, non so, rotatorio in questo senso, in un altro, in senso inverso,
17:13nel senso opposto. Avevano molti meccanismi romani?
17:16Beh, più o meno di questo genere.
17:21Le complesse macchine che rifornivano d'acqua sia le piscine che le grandi terme pubbliche
17:26permettevano ai cittadini romani di frequentarle sia per ragioni igieniche che per criteri di
17:32vera e propria medicina preventiva.
18:06Gli acquedotti, i cui ruderi imponenti sono ancora oggi visibili nella campagna romana,
18:11furono un'altra di quelle opere pratiche indispensabili per il rifornimento delle acque,
18:16in grado di trasportarle da grandi distanze.
18:25Roma abbondò sempre di acqua ed anche i papi successivamente, spesso sfruttando gli antichi
18:31acquedotti, costruirono splendide fontane.
18:57La scienza che i romani apprezzarono maggiormente, tuttavia, fu la medicina.
19:01Sull'isola tiberina, a Roma, costruirono per primi un ospedale per il ricovero degli
19:06ammalati.
19:07Sul luogo stesso dove sorgeva quello antico, ne esiste oggi uno moderno.
19:15La scienza medica era dedicata al dio Esculapio, i cui templi sorgevano di fronte agli ospedali
19:20pubblici.
19:22Potete vedere degli ex voto donati da ex malati, diciamo, che erano guariti alle divinità
19:30a cui avevano fatto voto e richiesta della grazia.
19:34E qui è un ritratto donato da una donna a cui erano ricresciuti i capelli.
19:38Ancora, su questa parete, ci sono due rilievi interessantissimi.
19:44La scena di un parto, qui si vede la partoliente seduta, mentre la levatrice davanti a lei la
19:50aiuta, metterà la luce il bambino.
19:53E subito dopo, un intervento chirurgico ad una gamba.
19:57Si vede il medico che sta intervenendo e accanto a lui, i riprodotti, i ferri stessi chirurgici.
20:05Qui in fondo, invece, una vera e propria visita anatomica completa con il malato che è appunto
20:13davanti al medico che lo sta tastando.
20:18La medicina a Roma ebbe sempre una grandissima importanza, ma la sua origine, dal punto di
20:24vista tecnico, scientifico, è dovuta alle scoperte dei Greci, che la considerarono sempre
20:30una materia di applicazione, appunto di studio.
20:35In questa vetrina, poi, si possono vedere alcuni degli strumenti chirurgici dei medici
20:40romani, quando ormai la medicina a Roma era divenuta una vera e propria pratica, una professione.
20:47Qui vedete, per esempio, trapani per operazioni al cervello, alla testa, divagicatori, aghi
20:53per riuscire forbici, tamponi, in altre...
20:58Ma la professione del medico era libera o era fissa?
21:01No, era una professione libera, ma riservata non alle persone dei gradi sociali più elevati.
21:07Tutte le professioni che comportano una perizia manuale sono sempre caratteristiche delle classi
21:14dei liberti.
21:15Poi, sempre in questa stessa sala, si possono vedere altri aspetti della medicina a Roma,
21:20come, per esempio, in quel rilievo lungo la parete, l'interno di una farmacia d'allora,
21:25dove si vendono unguenti, medicine e altre pasticche, per esempio, i romani facevano con
21:30erbe secche e polveri.
21:32I romani, poi, sempre in questo amore per la propria igiene, svilupparono molto la conoscenza
21:39delle acque termali, dei fanghi, per esempio, dove nei luoghi di cura andavano, appunto,
21:44a soggiornare e a curarsi. Possiamo vedere, sempre considerando la statua di Esculapio,
21:52un altro aspetto interessante della medicina antica, quello dell'interpretazione dei sogni.
21:58Quando i medici avevano difficoltà a emettere una diagnosi precisa sul male delle persone
22:04che si rivolgevano loro, allora si riferivano ai sogni che gli malati stessi presentavano una
22:11a due notti dopo il ricovero. Dall'interpretazione dei sogni, i medici, che erano spesso gli stessi
22:17sacerdoti del dio Esculapio, ricavavano la vera natura del male. Ed in questo abbiamo
22:23un motivo di analogia con la moderna psicanalisi, in quanto si dà valore di verità al sogno.
22:34Gli scienziati romani si dedicarono con grande passione e desiderio di conoscenza allo studio
22:39dei fenomeni naturali. Come abbiamo detto all'inizio, Plinio il Vecchio morì nel tentativo
22:45di studiare le caratteristiche dell'eruzione del Vesuvio per salvare i Pompeiani dalla catastrofe.
22:56Progredendo nelle conoscenze e nell'osservazione, luoghi come le solfatare di Pozzuoli persero
23:01il loro carattere sacrale, la loro dimensione misteriosa ed infernale, per divenire un campo
23:06di studio pratico. Tuttavia, anche se gli scienziati avevano compiuto grandi progressi
23:12nell'approfondimento delle loro curiosità scientifiche, non erano in grado di affrontare
23:17i grandi cataclismi.
23:43Il dramma di Pompei si compì per intero.
23:46Gli abitanti morirono per asfissia e i loro volti e i loro atteggiamenti ce lo testimoniano
23:51ancora oggi.
23:53La tecnica archeologica, come vedete, è in grado di restituirci i calchi in gesso delle
23:58persone rimaste sepolte dai lapilli, colte di sorpresa nelle case e nelle strade. L'eruzione
24:04avvenne di notte. La maggior parte dei cittadini dormiva nel proprio letto.
24:26La maggior parte dei cittadini dormiva nel proprio letto. La maggior parte dei cittadini
24:29sono stati in grado di cittadini. La maggior parte dei cittadini dormiva nel proprio letto.
24:53Pompei oggi è una città morta, ma in essa le reliquie del passato vivono ancora, superando
24:59le barriere del tempo. Come disse Goethe, mai calamità umana fu tanto benvenuta presso
25:06i posteri. La vita quindi si fermò di colpo, ma ancora oggi è lì palpitante per noi.
25:46Articolico
25:47Arrivederci
26:05Aå…‹
26:26Grazie a tutti.
26:41Grazie a tutti.
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