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Trascrizione
00:05Musica
00:45Questo è Ferruzzano Scalo, il paese originario si trova a 6 km di distanza,
00:55siamo tra Brancaleone e Bianco, due paesi più grossi, direi che la particolarità di questo paese,
01:07il lato caratteristico è che una grande parte di ferruzzanesi che vanno nel mondo a lavorare,
01:14durante l'estate ci ritornano, non so se altri emigranti fanno questa cosa,
01:19ma c'è questo senso di attaccamento al paese e anche se il paese è brutto, inabitabile su,
01:26la gente viene per rivederlo, per stare un'estate, il paese ormai è rimasto una specie di paese fantasma,
01:34non c'è nessuno, il fatto che la gente se n'è andata spontaneamente,
01:39perché l'alluvione, il terremoto non li ha cacciati via,
01:44però ad un certo punto, visto che non c'era niente da fare,
01:47che non avevano un'opportunità di futuro,
01:54alla Catichella una alla volta se ne è andato via e si sono trapiantati altrove,
01:59quindi è l'unico paese che è rimasto, come si dice,
02:02o uno dei pochi paesi, non so se ce ne sono degli altri,
02:05che è rimasto abbandonato volontariamente dalla popolazione,
02:11infatti se uno gira, guarda che ancora tutte le case, le strade eccetera,
02:17una delle grandi ironie di questo paese è questo,
02:19quando io ero ragazzo mi ricordo che non aveva né acqua, né strada, né luce,
02:26e che tutte queste cose arrivavano mentre la gente se ne andava via,
02:30e ad un certo punto ci siamo trovati davanti a un paese che aveva le strade asfaltate,
02:37che c'era magari l'acquadotto che a volte funzionava, a volte non funzionava,
02:41la luce elettrica, qualcuno aveva addirittura costruito anche i gabinetti
02:47che una volta non esistevano,
02:49e quando tutte queste cose sono state costruite il paese era vuoto,
02:53e quindi è rimasto una specie di cosi di sarcofago, non so, di monumento,
03:00dove non c'è niente dentro, oltre che i ricordi della gente che se ne è andata via, eccetera.
03:33Quando io vado per me,
03:35è sempre un'esperienza molto emotiva,
03:38perché vedendo il paese, insomma, cosa si risveglia a me,
03:44si risveglia il paese che io conoscevo,
03:46insomma, questo paese pieno di vita, di...
04:17L'emigrazione per gli Stati Uniti dal paese,
04:19era già cominciata sulla fine del secolo scorso,
04:26ancora io mi ricordo che ci sono dei vecchi che erano stati
04:31negli Stati Uniti ai primi del Novecento,
04:34e poi erano ritornati, erano rimasti qui.
04:44I ferruzzanesi emigrati in America
04:46hanno ricostituito un loro paese a Union City, nel New Jersey,
04:51proprio alle porte di New York.
04:53Ci si arriva passando sotto il mare con il Lincoln Tunnel.
04:58Il primo ferruzzanese che abbiamo incontrato a Union City
05:01è uno dei capostipiti della comunità, ha 96 anni,
05:05è arrivato a New York negli anni eroici dell'immigrazione, nel 1903.
05:12Il 1903 sono partito per l'America,
05:16sono partito la mattina presto,
05:20erano tre, tre e quattro dopo mezzanotte,
05:24e mio padre e mia madre scettavano giù la porta,
05:29i figli e i bambini dormivano
05:31e mi sono andati fino a Brancaleone,
05:35a piedi,
05:38a caminare a Brancaleone, a piedi,
05:41e lì a Brancaleone ho preso il treno per andare a Napoli.
05:48La nave si chiamava Koenig Albert,
05:53sarebbe la nave germanese,
05:56il viaggio è durato 13 giorni.
06:21Quando siamo arrivati abbiamo visto la Statua della Libertà,
06:26in mezzo al mare, tutti quanti in festa,
06:30facevamo festa perché siamo arrivati all'America,
06:33siamo arrivati.
06:34Va bene, dopo arrivato un certo tempo
06:39abbiamo cominciato a scendere,
06:41e poi l'oltre mi scendere messo in fila.
06:44Quando siamo arrivati alla batteria,
06:47ci chiamano la batteria là,
06:51quindi ci hanno fatto scendere in una grande sala.
06:56Tutto in filo,
06:57ognuno che aveva le sue sacchette amaro.
07:07per farmi la massa.
07:09Sul e la prima dormo,
07:09allora passiamo a Rad Âr
07:09a a a a a a a a a a a a a a a a a a a a
07:11a a a a a a a a a a a a a.
07:28Grazie a tutti.
07:54Quanto guadagnavate alla settimana?
07:57Io guadagnavo 4 dollari, 5 dollari alla settimana.
08:055 dollari alla settimana.
08:07Quanto pagavate alla settimana per mangiare e dormire?
08:14Per mangiare e dormire, 3 dollari, con 3 dollari ti davano il letto per dormire, non solo ma in compagnia
08:33di altre persone, una sala grande.
08:35E il diritto di cucinare, tu comprava la spesa, fagioli, ci lasciava la patruna di casa.
08:43E quella te ne cucinava?
08:45Ti cucinavi fagioli, la sera quando andavi a mangiare, con 3 dollari tu...
08:54E il giorno non mangiavate il giorno?
08:56Il giorno si portavano i sanguicci, ognuno al suo lavoro si portava il pane tagliato in mezzo, pieno di cose,
09:09di cipolle.
09:13E si mangiavano i pezzettini di formaggio e si mangiavano il giorno.
09:18E la sera ognuno si mangiava quello che trovava cucinato.
09:22Quanto potevate risparmiare?
09:26Potevate risparmiare soldi?
09:28Si potevano risparmiare perché non c'era niente da spendere.
09:33Quante ore lavoravate al giorno?
09:37Non lo so, io sono messo a lavorare, si lavorava 10 ore al giorno, dalle 7 alle 6.
10:06Quando siamo ritornati in Italia, dopo le insistenze di mio padre per andare, che doveva andare a presentarmi sotto le
10:15armi,
10:16il paese era magnificamente perché era prima del terremoto.
10:21Mentre ero sotto le armi, a Genova, è uscito sul giornale Ferruzzano distrutto dal terremoto.
10:31Mi presenta il capitano e dice, sì, sì, sì, è vero.
10:36Hanno preparato per mandarmene sempre straordinarie.
10:40Come sono arrivato al paese, vado a incontrare mio padre e mia madre feriti.
10:49Alla testa, ai bracci.
10:52E certamente, ne ho cominciato a piangere, ma io le domande per la famiglia.
10:57Il fratello è morto, la sorella è morta.
11:02Il paese era una macerie, completa.
11:08La casa mia non si vedeva più il posto dove era.
11:11Erano tutte fraccellate.
11:14907 era in Italia.
11:16Il terremoto è stato nel 907.
11:19E dopo il terremoto tre anni sono stati.
11:22Fino al 910.
11:24Al 910 poi ritornai in America.
11:50Il terremoto è stato nel 907.
12:14E questo è stato nel 908.
12:36Chi ha lasciato le diroccate case di pietra ora abita in queste villette.
12:42I più ricchi stanno qui.
13:03Ma tutti quanti, ricchi e meno ricchi, si ritrovano a casa di Peter Caruso, al paese apprendista sarto, qui industriale
13:12dell'abbigliamento.
13:32In questo seminterrato, quasi ogni sera, Ferruzzano, il paese morto, rivive a 7000 chilometri di distanza.
13:44Le giornate che trascorrono i ferruzzanesi hanno questo di particolari.
13:49Non parlano né dell'America, né dei grandi problemi politici.
13:54Sono tutte riunioni di nostalgia, insomma.
13:57È una specie di riavocazioni di tutta la vita del passato che è rimasta sepolta dentro
14:06e che forse è anche la parte più bella della loro vita, sia perché erano più giovani, sia perché per
14:13tanti motivi.
14:14Quando venneva all'America, io, la moglie mia e due figlioli da Intra, erano chiusi.
14:24E qui ho fatto i cittadini dei gemelli.
14:26Io, Salvatore Corsano, ho scritto, avevo quattro job, quattro lavori.
14:33E l'ultimo lavoro che ho fatto è bruciare i morti.
14:38Ma non l'ho bruciato, non l'ho bruciato.
14:41È un crematorio questo.
14:41Il crematorio.
14:43Io e un altro paesano, ero musulò, senza lavoro.
14:49E facevamo gli strati.
14:51Ma tu una cosa, strike, vuol dire...
14:53Come si muove di morti?
14:55Strike vuol dire sciopero.
14:56Strike vuol dire sciopero.
14:57E andiamo sciopero e cercavamo una job di bruciare i morti.
15:01Tre pezzi ogni morti.
15:02Tre pezzi, vuol dire tre pezzi ogni morti.
15:07Allora andammo a cercare sta job.
15:11C'era uno spagnolo che lavorava in questo bruciamento dei morti.
15:17E gli muovono il paese nostro, napoletano.
15:20A che età sei partito per l'argentino?
15:2424 anni ce n'avevo.
15:25E cosa hai fatto?
15:27Beh, sono andato lì per questione di lavoro.
15:33Non ho progressato molto, però mi sono incontrato moltissimo bene lì in Argentina.
15:39C'era troppo da mangiare.
15:41Cosa facevi in Argentina?
15:43Beh, io facevo il battalamiera.
15:45E adesso dove lavori?
15:47Sto lavorando nel porto di Newark.
15:51Sempre come?
15:52Sempre come specialista, diciamo.
15:58Grazie a Dio sto guadagnando bene, però sempre manca qualche cosa.
16:03Per esempio?
16:05Ferruzzano.
16:05Per esempio Ferruzzano.
16:07È un po' difficoltoso per ritornare lì, altrimenti io tornerei domani stesso.
16:13Sai che in Ferruzzano non c'è nessuno più.
16:16Beh, c'ero io.
16:19Molti di questi che dicono che vogliono ritornare, vogliono ritornare perché credono di fare,
16:25come dicevamo, un viaggio non nello spazio, ma un viaggio nel tempo.
16:30Questi vecchi di 70 anni, molti ricordano quando erano giovani e saltavano per le vie, eccetera.
16:36Allora non si sa perché loro credono che possano, tornando in Italia, ripetere quel miracolo.
16:45Invece quando arrivano si accorgono che tutto ciò non è possibile.
16:51Allora dicono che l'ambiente esterno è cambiato.
16:55Non si rassegnano a dire che sono loro diversi.
16:59Cioè che non sono più quelli che avevano...
17:01E allora io secondo me in tutti questa nostalgia, in tutti...
17:05È una nostalgia verso la propria giovinezza e non tanto verso il paese.
17:12Domenico, ma tu a Ferruzzano cosa facevi? Tu non eri un meccanico?
17:17No, io facevo il mugnaio.
17:19Cioè però avevi il mulino che era meccanica, no?
17:22Era un motore a scoppio, un diso, comunque poi sono andato a scuola.
17:29Dal motore del mulino è passato al motore dell'automobile?
17:32Sì, sono andato a scuola, a scuola tecnici in Canada.
17:37In Canada mi ha aiutato molto.
17:38Io sono venuto nel 49.
17:42Come sei venuto?
17:43Solo che io non ho trovato difficoltà.
17:45Io ero già sposato, ho trovato una casa, c'era la moglie...
17:49No, eri già sposato?
17:50Sì, sì, dal paese.
17:51Ah, al paese, sì.
17:52Sì, ho trovato una casa...
17:53E la moglie è americana?
17:56Sì.
17:59E ho trovato una casa, c'era anche la sua, c'era la dottora.
18:03Da qui, no?
18:07Comunque sono sempre, per me, l'America è come mia moglie, la voglio bene, però l'Italia è come mia
18:14madre, non si può dimenticare.
18:16Pietro, tu sei venuto nel 56.
18:20E prima di venire a Pieri?
18:22Da Ferruzzano sono andato a Genova.
18:24Cioè sei andato via da Ferruzzano quando?
18:26Nel 47-48.
18:30E a Genova cosa facevi?
18:31Facevi al Sarto.
18:33Siamo partiti da Genova, quindi eravamo all'incerto quello che trovavamo qua.
18:40Dopo un po' di tempo ci siamo sistemati e abbiamo trovato che l'America è un gran paese.
18:50A parte di quello che si dice che l'America non è buona, che l'America non serve, che l
18:56'America è qua.
18:58Chi ha voluto fare un po' di fortuna o qualche cosa o fare una casetta è dovuto venire qua in
19:04America.
19:05Adesso non per dire che abbiamo fatto un progresso enorme, ma è certo che da Ferruzzano a Genova in America
19:14c'è molta differenza.
19:16Il tuo posto di lavoro, quanti operai ci sono?
19:21Adesso facciamo, abbiamo una confezione di cammoscio e pelle, di giacche e vestite di pelle, che vendiamo quasi a tutta
19:33l'America.
19:51Grazie a tutti.
20:15Quando eramo figlioli, la nostra gioventù è molto difficile, perché eramo in America, ma nella nostra casa eramo Ferruzzano.
20:27Ma voi siete stata prima a Ferruzzano?
20:31No, mai.
20:32È nata qui, non conosce Ferruzzano.
20:35Ma però, non sono stata, ma sono cresciuta.
20:41E per me, la vita mia era sempre collaida a Ferruzzano.
20:45Che immagine c'eravate di Ferruzzano?
20:48Tutto come una famiglia grande.
20:50Ferruzzano, tutto il paese.
20:53Voi pensate che essere donna a Ferruzzano ed essere donna in America c'è una grande differenza?
21:01Se la realizzazione della donna consiste nel lavoro, allora la donna è più donna in America.
21:06Se la realizzazione della donna consiste nel crescere la propria famiglia, nel badare la propria famiglia, è più donna in
21:14Italia.
21:14Siete tutte d'accordo su questo?
21:16Sì.
21:16No.
21:17No, no.
21:18No, no.
21:18No, no.
21:19No, no.
21:19No, no.
21:20Sono cresciuta Ferruzzano, precisamente come una Ferruzzanata, ma la mia mamma mi ha imparato
21:30tutte le valori, values in life, quelle giuste e quelle male.
21:40Non è necessario una persona di essere sempre con la famiglia, sempre con la mamma, perché
21:48quelle cose che la mamma e la famiglia, they teach you, they stay with you.
21:57Le cose che tua madre ti insegna ti rimangono dentro.
22:00Non ha importanza se sei in America o in Italia.
22:03Sono i valori che i tuoi genitori ti insegnano che hanno importanza.
22:07Questa quantità del tempo che spende la famiglia con le figlie, la qualità.
22:15E questo per me è tutto.
22:18Io ho imparato tutto ciò che è importante da mio padre e mia madre e sono sicura che i
22:24bambini americani imparano le stesse cose.
22:27Non è necessario essere nati in Calabria, essere genitori e essere genitori dovunque.
22:34Cercate di controllare gli amicizi o gli ambienti che frequentano i figli.
22:40Come no?
22:42Al loro svantaggio, loro non agree con questo, ma noi cerchiamo.
22:48Io per esempio i figli mei, no?
22:50Mi dicevano, ma portavano un amico a casa e mi dicevano, ma tu li conosci, guardali in faccia,
22:55sono freddo buono o no?
22:57Perché io conoscevo subito, io no?
22:59E si diceva, per esempio, cominciando i due grandi figli, quello mi sembra che non è un
23:03offrente buono.
23:04Dopo tre, quattro giorni mio figlio diceva, tu sei all'ora, è veramente così.
23:08I vostri figli li controllate?
23:11Se come vado a lavorare, eppure spendo più tempo che è possibile con loro, quello giorno
23:17che sono a casa.
23:17Non ho amicizie che non le controllate, non le lascio con tante amicizie.
23:27Io sono venuto qui da cinque anni.
23:30Ora, prima.
23:31No, prima.
23:33Sei venuto prima, sì.
23:34Nel sessanta, nel sessantasette.
23:37E hai portato un figlio qui?
23:39Un figlio da dieci anni.
23:41Che è mio nipote, naturalmente.
23:43Aveva dieci anni.
23:48Forse l'età era l'età critica.
23:52Andava volentieri a scuola, ma poi non usciva.
23:55No, c'è un aneddoto da raccontare.
23:57Ecco, ecco, ecco.
23:59L'abbiamo iscritto in una scuola pubblica, perché la scuola cattolica qua non l'ha potuto
24:05accettare, perché i corsi erano inorzati e non accettavano più.
24:09L'abbiamo iscritto alla scuola pubblica.
24:12E' capitata in una classe dove erano tutti negri e il professore, mister White, era negro.
24:19E sono andato a finire in una classe con, su 30 ragazzi ci saranno stati 25 ragazzi negri,
24:30due italiani, cioè figli di italiani, poi c'erò io e qualcun altro.
24:36Ma io personalmente particolarmente non ho mai avuto niente, né ho niente contro i negri,
24:41eccetera.
24:42Però allora è stato un po' uno shock, perché l'unico negro che avevo visto io prima era
24:49in qualche film che avevo visto in Italia.
24:51Poi mi ritrovo così da un giorno all'altro in una stanza con tutti questi ragazzi negri,
24:56eccetera.
24:57Io non sapevo parlare, se qualcuno mi diceva qualche cosa me la prendevo un po' male, perché
25:03non capivo cosa mi diceva e pensavo che mi stava dicendo qualcosa di più.
25:07Lui non si è immesso più tra i bambini americani, la società americana per lui ha avuto una specie
25:14di disprezzo e basta.
25:16Piangeva, guardava dalla finestra, attraverso la finestra giocare i bambini fuori e le lacrime
25:21che gli scendevano, ma lui non usceva a giocare.
25:24Una volta imparata la lingua ho incominciato a odiare un po' quella nazione.
25:32Forse odiare è una parola un po' pesante, però se vogliamo in fondo si trattava di sottosotto
25:41di odio, perché io che sono sempre stato attaccato alla conna di mia madre, mi ricordo una volta
25:47ero andato a stare una settimana con mia zia a Reggio che è a 50 km da qui, la sera
25:54stessa
25:55che sono andato mia zia mi ha dovuto mettere su un pulmone per rispedirmi a casa perché
26:00mi ero messo a piangere, a urlare che voglio la mamma eccetera eccetera.
26:03Nonostante questo io a un certo punto ho mollato tutto, mi sono tornato in Italia da solo,
26:08i miei sono rimasti in America e io sono tornato in Italia con la prospettiva di vedere mia
26:14madre un mese l'anno eccetera.
26:17Non è che noi volevamo fare una casa, solo per questo siamo venuti qua solo per guadagnare
26:22i soldi?
26:23Per fare la casa, l'obiettivo preciso è quello, la casa l'abbiamo fatta.
26:27E qui c'è la possibilità?
26:29Penso che in nessun posto del mondo due persone senza un mestiere come si dice, senza se per
26:37fare niente di specializzato non poteva fare una casa in quattro anni.
26:42E invece qui com'è che siete riusciti a fare ragazzi?
26:45Facendo molti sacrifici, duri sacrifici.
26:48Abbiamo lavorato 15 ore al giorno?
26:49Lavorando 15 ore al giorno e anche domenica.
26:52E basta.
26:52Il giorno di Pasqua io non lo dimentico mai, abbiamo lavorato tutta la giornata a casa.
26:57Che lavoro fate per comprare questa casa?
27:01Lavoriamo in una fabbrica dove si fanno giacchi per donna.
27:07E lavoriamo a 10 ore al giorno.
27:10In fabbrica o a casa?
27:10No, in fabbrica.
27:11Alla mattina.
27:12In fabbrica.
27:1310 ore al giorno.
27:1510 ore al giorno.
27:17Prima per tre anni ho lavorato a casa, portavo lavoro a casa e lavoravo fino a mezzanotte.
27:23Ma cos'era, un lavoro a cottimo?
27:24Sì, a cottimo.
27:25Anche in fabbrica lavoro a cottimo.
27:27Anche in fabbrica a cottimo?
27:28Ma è un lavoro riconosciuto o è un lavoro nero?
27:32No, è riconosciuto questo il lavoro.
27:36Lavorando a cottimo forse quello che si fa a casa è un lavoro più che altro nero.
27:42Ma in fabbrica no, lavorando a peace work è il modo migliore di poter fare soldi.
27:47Se no, lavorando ora ti danno sempre meno che ti possono raggiungere.
27:53Se vuoi guadagnare a pezzo?
27:54Sì, sì.
27:56Si diventa pazzi ma non si guarda insomma che si fanno soldi.
28:00Perché uno guarda sempre l'orologio e...
28:04Spinge sempre di più la capacità diciamo.
28:07In un'ora se fa due dollari vuole fare tre, quando arriva a tre vuole fare quattro.
28:11E si fa sempre avanti così.
28:13Allora mi dicono che adesso, ancora adesso, stanno in America perché esclusivamente per poter fare questa casa che tu hai
28:21alle tue spalle.
28:22Sì, sì.
28:23Beh, ti sembra un motivo sufficiente perché sia successo tutto quello che è successo e perché succeda ancora quello che
28:29sta succedendo?
28:30Cercando di ragionare con la mentalità dei miei, di gente di un'altra generazione che non è la mia, penso
28:38che sia giustificata questa cosa.
28:40Io personalmente forse non lo farei oppure mi comporterei in un altro modo, ma questo anche perché io sono di
28:49un'altra generazione, ho avuto esperienze diverse e ho anche una mentalità mia diversa, abbastanza diversa da quella dei miei.
28:59Però non gli rimprovero niente perché ognuno è libero di fare delle scelte e penso anche che la loro scelta
29:08è stata molto, ma molto giustificata.
29:10Forse un 4-5 anni fa non avrei fatto neanche io questo discorso, però crescendo.
29:18Ah, quindi ci sono stati dei momenti in cui hai associato anche a loro tutto quello che era successo di
29:25negativo lì?
29:26Cioè questo qui ha provocato anche in altri momenti anche delle tensioni tra di voi, voglio dire.
29:30Sì, forse non direttamente, però giudicando le cose dopo a mente fredda, sì, forse sì.
29:36Però ora penso che non riuscirei mai a rinforzare mia madre o mio padre per il fatto che parto, non
29:44se ne vanno, anzi.
29:45Quanti anni hai adesso?
29:47Fammi fare il conto, 25.
29:50E studi, fai università qui in Italia?
29:52Sì, sono alla fine, faccio chimica.
29:55Tu lo sai che per il 99% dei ragazzi della tua età l'America è un mito, è un
30:04sogno, è un luogo…
30:06Lo so, ma per il 99%, però per il 99% di quelli che ci sono stati, però che ci
30:14sono stati non da turista, da immigrante, penso che non sia tanto un mito, anche perché l'America delle cartoline
30:21o dei film non esiste.
30:24Grazie.
30:26Grazie.
30:30Grazie.
30:41Grazie.
30:43Grazie.
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