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FOIA e il quarto accesso
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ApprendimentoTrascrizione
00:00Buongiorno ragazzi, bentrovati, andiamo avanti oggi con la lezione sulla comunicazione e
00:07la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, questo approfondimento che abbiamo fatto e
00:15oggi parleremo del FOIA.
00:17Il FOIA è un istituto che ha fatto tantissimo a parlare di sé negli ultimi anni, prima
00:23come grande richiesta dei cittadini, poi come risposta del governo, poi anche come critica
00:31a questa risposta.
00:34Cosa vuol dire FOIA?
00:37FOIA è acronimo di Freedom of Information Act, è un atto per la libertà delle informazioni
00:44che nasce nel lontano 1966 negli Stati Uniti quando era presidente Johnson.
00:53e precisamente proprio il 4 luglio, festa dell'indipendenza, del 1966.
01:00La legislazione americana quindi introduce questo Freedom of Information Act soprattutto
01:07per aprire a giornalisti e studiosi l'accesso agli archivi di Stato, ai documenti riservati
01:14coperti dall'archivio di Stato, a quei documenti che hanno carattere storico ma anche di attualità,
01:20che per la prima volta si aprono ai ricercatori, ai politici, agli studiosi, ma anche ai curiosi,
01:30quindi a tutti i cittadini.
01:33Da quel momento lì cambia il mondo, nel 1966 non c'erano i personal computer, non avevamo
01:40gli smartphone, cominciavamo sì ad avere delle grandi strutture di elaborazione dei dati
01:45che facevano quello che adesso fa sostanzialmente il nostro smartphone e al tempo queste strutture
01:53occupavano palazzi interi, non avevamo telematica, non avevamo trasmissione dei dati, ma già
02:00in quel mondo lì il concetto di apertura, il concetto di dire l'amministrazione non può
02:05tenersi dei documenti segreti perché l'amministrazione deve gestire l'informazione come bene comune
02:12era presente. Questo concetto di bene comune è un concetto che è fortissimamente presente
02:21nella legislazione anglosassone, quindi da subito, a distanza di soli otto anni, viene
02:28imitato dalla legislazione inglese precisamente nel 1974 e questo controbilanciamento chiaramente
02:37viene fatto con i diritti di privacy. Quindi nel 1996, quindi 30 anni dopo il primo FOIA,
02:47ci si accorge che c'è l'informatica e quindi nasce il cosiddetto IFOIA, cioè Electronic Freedom
02:55of Information Act, che comincia a regolamentare quella che è l'informazione dal punto di vista
03:02elettronico informatico. Nel 1996 avevamo già i pc, non avevamo ancora il web così diffuso,
03:08ma già avevamo gran parte degli archivi pubblici su supporto digitale e quindi era necessario
03:16portare quello che era stato un principio guida pensato per i faldoni di carta al mondo
03:22digitale. E veniamo al FOIA italiano. Il FOIA italiano intanto è il risultato di una campagna
03:29estremamente accesa, una serie importante di organizzazioni di cittadini e di professionisti,
03:36quella che noi chiamiamo cittadinanza organizzata, che ha spinto fortemente i governi degli ultimi
03:43vent'anni ad applicare in Italia il Freedom of Information Act. Il FOIA era stato nel frattempo
03:54da quel lontano 1966 adottato in quasi tutti i paesi di economia avanzata e poi anche in alcuni
04:01paesi in via di sviluppo. L'Italia era rimasta indenne insieme a pochissimi altri e quindi non
04:07aveva una legge che garantisce un diretto all'accesso generalizzato. Chiaramente non l'accesso
04:18241 del 90, ma un accesso per come è quello di adesso, quello del decreto legislativo 97 del
04:262016 o, se preferite, decreto legislativo 33 del 2013, così come modificato dal decreto
04:33legislativo 97 del 2016. Quindi questo decreto è uno dei figli della legge madre della cosiddetta
04:45Madia, che è la legge 124 del 2015, quindi legge delega, che indica i principi guida. Quindi
04:52ci dice come e in che forma le amministrazioni e la legge devono obbligare le amministrazioni
04:59stesse a garantire questi principi fondamentali. Non ci dice esattamente quali e in che forma,
05:07perché poi questi saranno appunto normati nel dettaglio dai decreti legislativi che seguiranno.
05:16Questa legge delega era abbastanza chiara perché ha indicato come il FOIA fosse un obiettivo
05:24della riforma e come presenta la ministra Madia questa legge. Dice si introduce il Freedom
05:35of Information Act italiano. Quindi da adesso un cittadino potrà accedere a dati e documenti
05:43della pubblica amministrazione anche se non sono stati resi pubblici. L'accesso a dati
05:51e documenti permette così di ridurre gli obblighi di pubblicazione delle amministrazioni
05:56stesse. La richiesta di accesso a dati e documenti può essere trasmessa per via telematica, non
06:01va motivata e le amministrazioni devono rispondere entro 30 giorni. Il che significa che entro
06:08quei termini vanno rilasciati questi documenti. Oppure nel caso chiaramente in cui si ricada
06:15delle eccezioni, spiegare per quale ragione non possono essere rilasciati questi documenti.
06:25si apre uno spazio che è anche molto importante che è quello dell'open data by default, cioè
06:30tutti i dati della pubblica amministrazione sono per definizione, a meno che non ci sia
06:37una privativa diversa, quindi una specifica diversa che li rende di fatto secretati, sono
06:44open by default. Quindi aperti, utilizzati dai cittadini per i loro fini, quindi c'è chi
06:53ci farà un'app per trovare un parcheggio, chi deciderà sulla base di questi dati dove
06:58andare a mettere la propria attività, oppure si andrà a controllare come sono spesi i soldi
07:06del comune, eccetera eccetera. Quindi, cosa ci dice la ministra? Che questo diritto è un
07:15diritto che in qualche modo va anche oltre l'obbligo di pubblicazione previsto dall'articolo
07:215 del decreto legislativo 33 del 2013, che appunto obbliga le amministrazioni a pubblicare
07:29nella sezione amministrazione trasparente a questo dedicato tutta una serie di dati.
07:39ma se un cittadino vuole sapere qualcosa per cui non c'è obbligo di pubblicazione, può
07:44chiederlo? Allora, prima del FOIA? Ovviamente no, non poteva chiedere, perché c'era un obbligo
07:49di pubblicazione, quindi al massimo tu potevi protestare se io non pubblicavo quello che
07:54era obbligo mio di pubblicare. Oggi invece col FOIA può il cittadino chiederlo. Quindi
08:04il cittadino può chiedere, ripeto, qualsiasi dato all'amministrazione che non sia esplicitamente
08:14proibito conoscere, senza dover dimostrare un interesse diretto. Chiaramente le proibizioni
08:23sono abbastanza dettagliate, perché anche qui hanno dato origine a tantissima discussione,
08:28perché il punto chiave ovviamente è il controbilanciamento, cioè quanto l'amministrazione
08:33si può tutelare da questa trasparenza dicendo che quel dato non si può dare, e quanto invece
08:42c'è diritto del cittadino sapere. Quindi da quanti semafori ci sono, a quanti semafori
08:50metterai sotto casa mia, al numero dei bambini straniere nella classe di mio figlio, a quante
08:58classi ci sono dello stesso ordine di scuola per tutti i comuni d'Italia, come vengono pagati
09:08gli acquisti pubblici, cioè per esempio i fogli da fotocopiatore nel comune di e nel comune
09:14di e nel comune di, quanto venivano pagate le siringhe, perché da una parte un euro e dall'altra
09:215, ecco. Da come entrate in vigore ci sono state tante richieste, ma pochi rifiuti. Pensate,
09:38da quando entrate in vigore fino a marzo 2017 ci sono state ben 205 richieste. Quindi bene o male
09:46si è cercato di prendere un anno. 205 istanze, anche se poi, ripeto, la legge è dell'estate
09:592016, ma entra in vigore il 23 dicembre 2016, per cui il riferimento delle 205, scusate,
10:08detto un anno, volevo dire trimestre. 205 istanze che sono pervenute ai ministeri. Di queste
10:17113 accolte, 32 rigettate e 43 non sono state evase subito. Per 11 l'amministrazione interrogata
10:33ha detto, sì, l'ha chiesto a me, ma non sono io, l'amministrazione è corretta e quindi
10:37in qualche modo è sbagliato il destinatario della richiesta. Il tema interessante, chiaramente
10:49abbiamo preso, abbiamo preso quelle riferite ai ministeri e come posso dire, cosa vuol dire
11:07che è il numero che abbiamo trovato? Perché 43 sono state messe in attesa di risposta? 43
11:23è un 20%, guardandolo come numero percentuale. Quindi, tornando, facendo un passo indietro,
11:37no? Nel decreto legislativo 33 2013 abbiamo l'amministrazione è proattiva e il cittadino
11:44è reattivo, cioè l'amministrazione decide cosa pubblicare, c'è un elenco ma può anche
11:49pubblicare molte più cose, cioè quello è un elenco minimo. Faccio un esempio. L'amministrazione
11:57dice, scusate, la normativa dice che bisogna pubblicare tutti coloro che hanno ricevuto contributi
12:06per quelli sopra i 1000 euro. Quindi vuol dire che per quelli sopra i 1000 euro io posso,
12:14devo pubblicare. Quelli sotto i 1000 non è che non devo, non c'è un divieto. Posso o non posso?
12:24E allora, andando a riprendere quel discorso fatto nelle lezioni introduttive sul 97,
12:33efficace e efficienza, economicità, 97 costituzione, cosa devo valutare? Aspetta, se io oggi ho dato
12:45300 euro a Paperino per il contributo affitto, io oggi non devo pubblicare. Eh già, oggi è gennaio.
12:57mettiamo che a dicembre io do 800 euro, do un altro contributo affitto più importante
13:06allo stesso soggetto. Beh, 800 non devo pubblicare, ma attenzione, la legge dice nell'anno e 800
13:16più 300 fa 1000 e quindi c'è l'obbligo di pubblicare. Quindi, o io mi creo un file Excel
13:25dove vado a segnare
13:28che Pippo ha avuto 300 euro a gennaio, Pippo, Paperino, tutti quelli che l'hanno avuto e nel file Excel
13:37mi faccio una formatazione condizionale per cui, come mi diventa colorato, so che devo pubblicare.
13:48Ma questo vuol dire del lavoro in più. A quel punto faccio prima direttamente, gli do i 300 pubblico, gli
13:57do 200
13:57pubblico, gli do 400 pubblico, così quando gli do gli ultimi 200 e ce l'obbligo di pubblicare, in realtà
14:05ho già pubblicato
14:06tutto. Perché poi diventerebbe anche un problema di tipo operativo. Ecco, quindi chiaramente non c'è il divieto
14:21pubblico di pubblicare in più. C'è un obbligo di pubblicazione, quindi tutti, nell'esempio, i contributi
14:32sopra i 1000 euro, però io posso, decedendo cosa pubblicare, di pubblicare anche quelli di 200. Voglio essere
14:44ancora più trasparente. Quindi sono io, pubblica amministrazione, che decide in che forma, qual è il fonte, eccetera, eccetera.
14:56Il cittadino quindi è reattivo, vede. Quindi si può indignare o protestare, oppure può essere soddisfatto e entusiasta,
15:02ma comunque è reattivo. Nel FOIA succede esattamente il contrario. È il cittadino che è proattivo, cioè sa che cosa
15:11vuole,
15:11e sa qual è il dato, perché probabilmente non è fra quelli, anzi sicuramente non è fra quelli, ho un
15:18obbligo di pubblicazione,
15:20quindi lui lo ha cercato e non lo ha trovato, oppure sa che non lo può trovare perché non c
15:25'è obbligo.
15:28Ecco che, quindi, è lui che dice lo voglio sapere.
15:38Il FOIA, seppur parte per tutti i paesi dallo stesso concetto, nella pratica è poi diverso e il nostro è
15:48leggermente diverso
15:50da quello dei paesi anglosassoni. Il nostro, dicevamo, nasce col decreto legislativo 97 del 2016
15:59e abbiamo visto le richieste che sono arrivate.
16:06E andando a vedere le prime richieste, facendo qualche esempio, di quelle famose 205,
16:14al Ministero dell'Interno è stato chiesto la lista completa dei centri di prima accoglienza dei migranti
16:20nei comuni d'Italia e l'elenco dei rimpatri effettuati per via aerea nel 2016.
16:25Ci viene chiaramente subito da immaginare che qui c'è qualcuno che vuole capire qualcosa di più
16:30sulla politica migratoria.
16:32Al Dipartimento per l'informazione e l'editoria è stato chiesto esattamente quanti contratti
16:37aveva stipulato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con tutti gli editori italiani
16:43nel 2015 e nel 2016.
16:45Qui magari c'è qualcuno che vuole sapere se i soldi dati a un editore sono giusti
16:52oppure sono stati dati di più a un editore rispetto che agli altri
16:56o se si sono spesi in assoluto troppi soldi per l'editoria o troppo pochi.
17:02Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno chiesto il registro dei regali di rappresentanza
17:07ricevuti negli incontri di Stato che avevano un valore superiore ai 150 euro.
17:12Sapete che il codice di comportamento dei dipendenti pubblici prevede che non si possano accettare
17:19regali sopra i 150 euro e, aggiungo, anche sotto i 150 euro se chiaramente lo scopo non è la regalia
17:31il grazia ma è corrutivo e l'elenco di quelli che sono stati effettivamente restituiti.
17:41No? Quindi, ecco, pensate un pochino anche dove si va a toccare.
17:47Al Comune di Milano hanno chiesto di avere la documentazione del progetto originale
17:51della realizzazione della linea metropolitana M4.
17:55Tradotto, visto il risultato, evidentemente i cittadini volevano sapere ma come doveva
18:02essere realizzata? Doveva essere realizzata esattamente così com'è venuta o il progetto
18:08iniziale era diverso? Ancora, la statistica degli incidenti con moto e motorine negli ultimi
18:15dieci anni per le strade. Chiaramente in questo caso lo scopo è quello di capire se per la stessa
18:20strada muore spesso un ragazzo. Forse c'è qualcosa da fare sulla strada.
18:24Quindi, a questo punto, lo civico non diventa solo controllo ma anche orientamento delle
18:29politiche, mettere dei semafori, dei rallentatori, eccetera.
18:32L'ammontare dei finanziamenti pubblici destinati al consultore, eccetera, di violenza per le
18:36donne in Lombardia. Quindi questo è interessante perché, visto che si legge di continuo di
18:41femminicide, è anche utile sapere quanti soldi sono spesi per contrastare il fenomeno.
18:46Quindi il FOIA diventa uno strumento utile non solo di accountability, quindi di quella
18:53trasparenza statica di cui abbiamo parlato, quindi detto in parole povere so come vanno
18:58le cose, ma anche di responsabilità perché è grazie a questo strumento che realizziamo
19:03la cosiddetta cittadinanza attiva, con la quale il cittadino attivo si prende responsabilità
19:09e quindi usa le informazioni che il FOIA gli permette di avere e alle quali prima non
19:16avrebbe avuto accesso. Il cittadino attivo in questo senso può meglio valutare le politiche
19:21e dare un giudizio sull'amministrazione basato sui dati e di conseguenza può valutare se
19:27il sindaco ha speso troppo o troppo poco in questo campo e quindi votarne un altro oppure
19:32che ha speso il giusto, quindi bene e quindi ce l'ho votato proprio per questo.
19:37Entriamo un po' nel dettaglio di questo FOIA cercando di capire meglio quali sono i
19:42criteri di applicazione. È uscita a fine maggio 2017 una circolare del Dipartimento della
19:47Funzione Pubblica che ha la responsabilità dell'attuazione di questa legge che chiarisce
19:51alcuni punti. Primo criterio, tutela preferenziale dell'interesse conoscitivo. Se l'applicabilità
20:00di una eccezione e dubbia prevale l'interesse conoscitivo. Rassio, non convertire la regola
20:07in eccezione. Se la richiesta non indica il tipo di accesso, accesso generalizzato. Rassio,
20:13favorire la massima estensione del right to know. Il primo punto indicato nella slide precedente
20:20in realtà è di Obama del 21 gennaio del 2009, quando fa la dichiarazione sull'open government.
20:25In caso di dubbio prevale l'apertura, cioè se non sappiamo come fare, se abbiamo dei dubbi
20:31prevale il cittadino, il diritto del cittadino di sapere. Questo è un primo punto importante
20:36perché mette questo diritto avanti alla possibilità dell'amministrazione di tutelarsi. Quindi
20:42l'apertura e il diritto a conoscere prevale sul dubbio e come per i tribunali dove nel caso
20:47di dubbio prevale l'innocenza, qui nel caso di dubbio prevale l'apertura. Quindi ovviamente
20:53se sono certo del fatto di non poter dare il documento, nego l'accesso. Se ho il dubbio,
20:58concedo.
21:01Un secondo punto importante di questa circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica mette
21:06in evidenza una circolare che si potrebbe intitolare il FOIA in pratica, che sancisce
21:12come l'amministrazione debba stare attenta ad avere il minor aggravio procedurale possibile
21:17nell'esercizio di questo diritto. Cioè sostanzialmente non si può introdurre in nessun caso un aggravio
21:23di burocrazia che possa rendere più difficile la fruizione di questo diritto. Questo vuol dire
21:27che se la legge non dispone di particolari procedure per fare una richiesta, non può esserci un
21:32comune che ne aggiunge. Quindi minor aggravio procedurale nell'esercizio del diritto, se
21:38la legge nulla dispone, non possono imporsi formalità o oneri aggiuntivi, condizioni di
21:45ammissibilità, limite all'adozione quindi di regolamenti interni. La seconda è che non
21:52posso mettere bastoni tra le ruote, cioè non può essere che il comune di X dica no, io voglio
21:57che questa cosa mi arrivi in carta bollata, oppure dire voglio che mi arrivi dalle 8 alle 10,
22:03eccetera eccetera. Quindi dove la legge non impone vale che si può scegliere qualsiasi strada,
22:10anche la più semplice. La risposta parziale deve avere un diniego motivato, perché se
22:17il diniego è immotivato è illegittimo. La risposta differita è legittima a due condizioni,
22:24che debba applicarsi un'eccezione, articolo 5 biscomi 1 e 2, che il pregiudizio all'interesse
22:30protetto dall'eccezione sia transitorio, esempio regolare svolgimento delle attività ispettive.
22:38Il terzo punto si spiega da sé perché appunto riguarda il fatto che, ove non è specificato,
22:43l'accesso si intende generalizzato, se possibile. La pubblica amministrazione non può negare
22:48al cittadino l'accesso, perché questo ha richiesto molti dati. Tornando all'esempio
22:52di prima, su come è stato speso i soldi nei centri antiviolenza della Lombardia, si sta
22:57già cercando un dato abbastanza dettagliato. Se il cittadino lo avessi chiesto per tutta Italia,
23:02certamente non l'avrebbe dovuto chiedere alla Lombardia, ma avrebbe dovuto chiederlo al
23:07Ministero degli Affari Sociali, ma anche tutti i diritti di richiedere dei dati aggregati.
23:12Quindi, di neghi non consentiti, richieste massive o irragionevoli, l'amministrazione,
23:17linee guida anaca, allegato 5, è tenuta a consentire l'accesso generalizzato anche
23:23quando riguarda un numero cospicuo di documenti e informazioni, a meno che la richiesta risulti
23:30manifestamente irragionevoli, tale cioè da comportare un carico di lavoro in grado di
23:37interferire con il buon funzionamento dell'amministrazione. Quindi, necessità di un dialogo con il richiedente,
23:44perché bisogna capire se davvero ti servono tutti o te li posso dare, che so, in forma aggregata,
23:49in forma che a me creino meno aggravio. Quindi, pregiudizio al buon funzionamento dell'amministrazione
23:55deve essere palese, quindi serio e immediato, motivato in relazione ai seguenti indici,
24:01la natura dell'attività di elaborazione, la quantità di risorse necessarie, quindi ore di lavoro
24:06per unità di personale, la rilevanza dell'interesse conoscitivo che la richiesta mira a soddisfare.
24:14Dicono esattamente le linee guida con molta chiarezza, l'amministrazione è tenuta a consentire
24:19l'accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti e informazioni,
24:24a meno che risulti manifestamente irragionevoli, tali cioè da comportare, ripeto, un carico
24:31di lavoro in grado di interferire con il buon funzionamento dell'amministrazione.
24:36Quindi, probabilmente non posso chiedere, per favore, voglio tutti i fogli di carta prodotti
24:40da un ministero o voglio, che ne so, tutti i nomi di chi è stato ricevuto in tutti gli
24:44uffici da un ministero in un anno. Probabilmente questo è un dato manifestamente eccessivo,
24:49ma anche e soprattutto dove lo si dovrebbe chiedere e ne esiste una tracciabilità?
24:53Quindi l'amministrazione non può rispondere negando e motivando con l'eccessivo carico,
24:59sono troppe cose o è un carico di lavoro troppo alto, ma deve istituire un dialogo
25:04con il richiedente.
25:06Questa era una delle prime volte in cui una riforma così innovativa come il FOIA viene
25:10messo un obbligo al dialogo, cioè prima di dirti no ti devo chiamare e ti devo dire
25:16scusa, ma perché vuoi questi 10.000 documenti? Mi aiuti a capire? Forse te li posso dare,
25:22come dicevo prima, in forma più aggregata, più logica, meno dispendiosa per me.
25:27Quindi, prima di dirti no, va istituito un dialogo che la legge definisce con tre aggettivi,
25:38cooperativo, tempestivo e esaustivo. Cooperativo, quindi logica non formalistica ma di servizio
25:44al cittadino. Tempestivo, subito dopo la presentazione dell'istanza, rilascio ricevute
25:49e indicazione del termine, chiarimenti circa l'identità del richiedente, l'oggetto della
25:53richiesta, modalità di invio e indicazione di eventuali cose. Esaustivo, entro il termine
25:58di conclusione del procedimento, comunicazione della decisione motivata, in caso di accoglimento,
26:04chiaramente trasmissione dei dati o documenti, in caso di rigetto, motivi del diniego e indicazione
26:10dei mezzi di ricorso esperitivi. Quindi, non ci si può arrocare parlando di dialogo
26:18cooperativo dietro formalismi. Il dialogo deve essere tempestivo, quindi non è che posso
26:26tergiversare sei mesi e dopo sei mesi che magari il cittadino si è dimenticato dare
26:33anche l'appuntamento dopo altri sei mesi, ma il rilascio deve essere tempestivo, cioè
26:38subito dopo la presentazione dell'istanza. Esaustivo, ripeto, vuol dire che deve arrivare
26:44alla comunicazione della decisione, cioè non si può menare il camperlaia, ma mi devi dire
26:49sì te lo do o non te lo do. Se non me lo devi dare subito mi devi chiamare, mi
26:54devi informare
26:55e a quel punto possiamo dialogare insieme, in forma cooperativa, tempestiva ed esaustiva
27:01e vedere se arriviamo al risultato che volevi. Per rispettare tutti questi principi cosa deve
27:08fare la pubblica amministrazione? Intanto gestire meglio i propri documenti. Quindi un'amministrazione
27:13che ha i documenti catalogati in forma confusa con archiviazione non funzionale, con digitalizzazione
27:19parziale, perché qualcuno è digitalizzato e qualcuno no, chiaramente è praticamente impossibile
27:25che possa rispondere. Quindi il FOIA induce l'amministrazione anche ad un ordine nella
27:31gestione documentale. In questo senso diventa necessario categorizzare i documenti e diventa
27:37necessario che automaticamente alcuni nomi di persone e informazioni coperte da privacy
27:43siano oscurati. La pubblica amministrazione deve avere un archivio che è già organizzato
27:47in maniera che possa essere fruibile dai cittadini e che quindi abbia oscurato dei dati sensibili
27:52e guidati da un motore di ricerca facile disponibili con cui già il cittadino stesso
27:56alcune cose se le possa trovare da solo. Quindi FOIA 2.0 classificare i documenti prodotti
28:03dall'APA come accessibili già in fase di registrazione, proattività verso reattività,
28:09categorizzazione automatica dei documenti, oscuramento automatico di nomi, persone e informazioni
28:13coperte da privacy, evidenziazione automatica possibile della presenza di controinteressanti,
28:19motore di ricerca disponibile dal portale dell'amministrazione per accedere direttamente
28:24ai documenti dichiarati accessibili. Trasparenza proattiva e richiedente che ha precedentemente
28:30espresso interesse viene informato in modalità push dall'amministrazione della presenza di
28:35nuovi documenti o della declassificazione di documenti esistenti. Ormai i cittadini italiani
28:43sono molto più informati di quanto immaginiamo, basta vedere la nostra vita di giorni,
28:47l'istituzione a scuola dei figli online, i biglietti aerei sono online, gli hotel, le
28:51vacanze si scelgono cercandole su internet e di conseguenza va studiata una modalità
28:56di organizzare questa informazione in modo che il cittadino in qualche modo se la possa
29:03trovare da solo. Per far questo vi deve essere un passaggio epocale, quindi classificare
29:09da subito i dati nelle banche come accessibili o non accessibili, creare dei motori di ricerca
29:14che rendano questi dati disponibili al cittadino direttamente sui portali, introdurre un po'
29:20di quella che si chiama intelligenza artificiale ma che potremmo chiamare anche ricerca semantica
29:24o ricerca ontologica.
29:26FOIA 4.0
29:28Classificare anche i dati detenuti e trattati dalla PA come accessibili o non accessibili
29:33già in fase di progettazione delle banche d'arte, motore di ricerca che rende disponibili
29:38dal portale delle amministrazioni i documenti e i dati dichiarati accessibili, intelligenza
29:44artificiale che renderà più facile ai cittadini le richieste agli uffici e trovare dati e documenti.
29:52Quindi sostanzialmente il cittadino deve poter scrivere la sua richiesta sul portale
29:56in linguaggio naturale e il computer deve leggere questa ricerca fatta in linguaggio naturale
30:01e poterla tradurre.
30:04Chiaramente questo è già stato fatto in tantissimi dei nostri motori di ricerca, basta pensare
30:09a Google, però voglio dire se in una pubblica amministrazione io digito permesso per cercare
30:17un'autorizzazione, il sistema non me lo trova, non fa questa associazione di idee che invece
30:24necessita sia fatto.
30:26Quindi ci va la ricerca semantica che è proprio quella che permette di indicizzare le parole
30:34e trovare quindi i significati alternativi.
30:44Ultima cosa da vedere riguarda, e parliamo in questo caso solo ed esclusivamente degli enti locali,
30:59che riguarda il cosiddetto quarto accesso.
31:04Finora abbiamo sempre parlato di tre accessi, l'accesso 241 del 90, accesso documentale,
31:12l'accesso civico articolo 5,1 decreto legislativo 33 2013, accesso civico generalizzato articolo
31:235,2 del decreto legislativo 33 2013, e adesso tiriamo fuori un quarto accesso, che è quello
31:31delubricato all'articolo 43 del testo unico enti locali, che è rubricato, scusate il gioco
31:42di parole, diritti dei consiglieri. Ci mostra appunto l'esigenza di un quarto possibile accesso.
31:50Andiamolo a vedere.
31:51Comma 1. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di iniziativa su ogni questione
31:56sottoposta alla deliberazione del Consiglio. Hanno inoltre diritto di chiedere la convocazione
32:02del Consiglio e di presentare interrogazioni e emozioni.
32:06Comma 2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune
32:14della provincia, nonché dalle loro aziende e denti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni
32:22in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti a segreto
32:31nei casi specificamente determinati. Dalla legge, poi andiamo a leggere tutto il resto, il
32:40sindaco, il presidente della provincia o gli assessori rispondono entro 30 giorni alle
32:45interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri.
32:52Le presentazioni di tali atti e delle relative risposte sono disciplinato dallo statuto e
32:58dal regolamento consigliare. Lo statuto stabilisce i casi di decadenza per la mancata
33:02partecipazione alle sedute e le relative procedure garantendo il diritto del consigliere a far valere
33:07le cause giustificative. Quindi questo comma 2 ci parla di un quarto accesso. Quindi viene
33:16riconosciuto al consigliere comunale un diritto più ampio sia del diritto d'accesso ai documenti
33:23amministrativi attribuito al cittadino nei confronti del comune di residenza, articolo 10 del TUEL,
33:30sia nei confronti dell'APA quale disciplinato dalla legge 241 del 90. A riguardo, come più volte
33:39sostenuto dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, in particolare al
33:45plenum del 2 febbraio 2010 e del 23 febbraio 2010 relativo a parere del 5 ottobre 2010, il diritto
33:54di accesso e del diritto di informazione dei consiglieri comunali nei confronti della pubblica
34:00amministrazione trovano la loro disciplina specifica nell'articolo 43 del TUEL che abbiamo appena
34:06letto, che riconosce ai consiglieri il diritto di ottenere dagli uffici, nonché dalle aziende
34:13identi dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all'espletamento del proprio
34:18mandato. Dal contenuto di questa norma si evince il riconoscimento in capo al consigliere comunale
34:25di un diritto dai confini più ampio, sia del diritto di accesso ai documenti amministrativi
34:30attribuito al cittadino, sia nei confronti della pubblica amministrazione. Tale maggior ampiezza
34:37di legittimazione è riconosciuta in ragione del particolare munus espletato dal consigliere
34:42comunale affinché questi possa far valere con piena condizione di causa la correttezza e
34:48l'efficacia dell'operato dell'amministrazione. Ricordiamo che il consigliere ha compito
34:53di controllo, onde poter esprimere un giudizio consapevole sulle questioni di competenza della
35:00stessa amministrazione, opportunamente considerando il ruolo di garanzia democratica e la funzione
35:05pubblicistica da questa esercitata. A tal fine il consigliere comunale non deve motivare
35:14la propria richiesta di informazione, poiché diversamente opinando la pubblica amministrazione
35:19si ergerebbe ad arbitro delle forme di esercizio delle potestà pubblicistiche dell'organo deputato
35:25alla individuazione e dal perseguimento dei fini collettivi. Conseguentemente gli uffici
35:31comunali non hanno il potere di sindacare il nesso intercorrente tra l'oggetto delle richieste
35:38informazioni avanzate da un consigliere comunale e la modalità di esercizio del murus da questi
35:44espletato. A maggior ragione se fosse un consigliere di minoranza che è ancora più interessato
35:55se vogliamo a controllare l'operato della maggioranza. Questo dicevamo anche nel rispetto
36:05del principio di separazione dei poteri, articolo 4 e articolo 14 del decreto legislativo 165
36:122001, sancita per gli enti locali anche dal 107 del TUE, che richiama il principio per
36:18cui i poteri di indirizzo e controllo spettano agli organi di governo mentre è riservata
36:23ai dirigenti la gestione amministrativa finanziaria e tecnica. L'asserito controllo di legittimità
36:29degli atti del comune potrebbe ritenersi fondato solo nel caso di molteplici richieste da parte
36:34del singolo consigliere comunale, tendenti ad ostacolare l'attività dell'ufficio e che
36:39abbiano scopo meramente emulativo. Con la sentenza 846-2013 il Consiglio di Stato
36:46ha censurato le numerose e reiterate istanze presentate dai consiglieri comunali finalizzati
36:52ad ottenere la documentazione di tutti i settori dell'amministrazione, apparendo così tendenti
36:58a compiere un sindacato generalizzato dell'attività degli organi decidenti, deliberanti ed amministrativi
37:04dell'elena. Tuttavia il collegio, nel caso di specie, aveva osservato che, al di là delle
37:10valutazioni su un'esagerata richiesta di conoscere e di informarsi su tutti i settori dell'attività
37:16amministrativa da parte dei consiglieri comunali, in ogni caso per l'accoglimento dell'appello
37:21è sufficiente prendere atto dell'attività eseguita dal Comune in ottemperanza alla richiesta
37:27di accesso. Espletatesi sia nella trasmissione ed ostensione dei documenti a disposizione,
37:33sia nell'apertura di nuovi procedimenti intesi ad acquisire maggiori conoscenze allo Stato
37:38non disponibile. Sostanzialmente, dunque, l'amministrazione interessata aveva dato prova di aver ottemperato
37:45alla richiesta. Anche la decisione del Tar Campagna di Salerno, numero 1234 del 4-Sugno
37:522013, non sembra conferente rispetto alla giustificazione del diniego da parte del Comune,
37:57in quante anche l'inciso contenuto nelle sentenze predette secondo cui anche il consigliere comunale
38:03deve essere portatore di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione
38:08giuridicamente tutelata e collegata al documento per il quale richiede l'accesso, non può ovviamente
38:13ricondurre il diritto nell'alveo esclusivo delle modalità indicate dalla legge 241 del
38:1990, dovendo in vero essere eletto nell'ambito della funzione pubblicistica del consigliere
38:26come riconosciuta dall'articolo 43 del TUE. La regolamentazione del diritto d'accesso
38:33dei consiglieri comunali attraverso un apposito regolamento e lo statuto comunale e provinciale
38:39è da ritenersi legittimo, infatti nel parere reso dal ministro degli interni in numero
38:4511.288 del 13 aprile 2023 si rileva che il diritto di accesso dei consiglieri ai documenti
38:57in possesso dell'ente utili all'espletamento del proprio mandato deve essere consentito
39:03senza alcuna specifica motivazione e può essere regolamentato dallo statuto comunale
39:11o da apposito regolamento. La previsione regolamentaria è statale, deve essere coerente con il sindacato
39:19ispettivo di cui sono titolari i consiglieri con limiti, numeri, modalità e costi accettabili
39:26delle richieste di accesso, informazioni, interrogazioni eccetera. Già la giurisprudenza
39:33con diverse sentenze tra cui anche la 393 del 2020 del Tarbeneto sezione 1 ha avuto modo
39:40di precisare che il riconoscimento da parte dell'articolo 43 del TUE di una particolare
39:45forma di accesso costituita dall'accesso del consigliere comunale per l'esercizio del mandato
39:50di cui è attributario non può apportare allo stravolgimento dei principi generali in materia
39:56di accesso ai documenti e non può comportare che attraverso uno strumento dettato dal legislatore
40:02per il corretto svolgimento dei rapporti cittadino-PA il primo, servendosi del baluardo del mandato
40:09politico, ponga in essere strategie o struzionistico o di paralisi dell'attività amministrativa
40:16con istanza che, a causa della loro continuità e numerosità, determinano un aggravio notevole
40:22del lavoro negli uffici ai quali sono rivolte e determinino un sindacato generale sull'attività
40:29dell'amministrazione. Il parere reso ha richiamato l'attenzione della giurisprudenza sull'accesso
40:34generalizzato sproporzionato e indiscriminato a tutti i dati di un determinato settore dell'amministrazione
40:41che contrastano con le esigenze conoscitive sottese alla razza della norma di cui all'articolo
40:4643 del TUEL ha anche precisato che, se è pur vero che il Comune non può opporre alcun
40:52limite fondato sulla protezione dei dati personali, va ricordato che il consigliere comunale è
40:58tenuto al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge, per cui sarà quest'ultimo
41:06a mantenere inaccessibili eventuali dati particolari rispondendone personalmente della diffusione
41:14illecita ai sensi dell'articolo 326 del Codice Penale. Il diritto di accesso riconosciuto
41:22ai consiglieri comunali è strettamente funzionale all'esercizio delle loro funzioni, alla verifica
41:28e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell'ente locale.
41:34Così è stabilito il Consiglio di Stato, sezione quinta del 1 marzo 23, numero 2189.
41:40Quindi, per chiudere, il quarto accesso non è un vero quarto accesso, ma è a tutti
41:53gli effetti un accesso documentale ai sensi della 2 e 41 del 90, dove l'interesse diretto
42:04del Consigliere Comunale è presunto nel ruolo di controllo che lo stesso Consigliere ha.
42:15Ho finito, quindi, anche oggi questa lezione. Vi chiedo ancora una volta di andare su Daily
42:21Motion, canale Fumettificio, schiacciare il bottone Segui per seguire il canale e non
42:27perdervi nessuna delle prossime lezioni. Grazie, alla prossima!
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