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  • 2 giorni fa
Upgrade della lezione sulla trasparenza per chi vuole sostenere il concorso da ex D profilo funzionario amministrativo
Trascrizione
00:00Ragazzi, buongiorno, benvenuti a questa nuova lezione sul canale Fumettificio che ci ospita
00:12su Dailymotion e che vi chiedo di seguire. Invece le slide le trovate sul sito economiediritto.gimdofree.com
00:25e partiamo. La lezione di oggi è un po' particolare perché è un approfondimento sulla trasparenza.
00:37Chiaramente è un upgrade della lezione precedente ed è più mirata verso coloro che magari vogliono dare nei comuni o
00:50nelle amministrazioni
00:51un concorso da funzionario, ex qualifica D per capirci. Ecco, quindi qui andiamo un pochino a andare ad approfondire
01:02alcuni aspetti che nella lezione precedente ho volutamente, come posso dire, bypassato.
01:14Partiamo. Che cos'è innanzitutto la trasparenza nella pubblica amministrazione? Quando si parla di trasparenza
01:24nell'amministrazione pubblica si fa riferimento ad un concetto iniziale fondamentale che possiamo chiamare
01:32Open Government. Ma che cos'è l'Open Government? L'Open Government lanciato come grande programma mondiale
01:43da Obama nel 2009 consiste nel mettere al servizio dell'amministrazione pubblica la forza dei cittadini
01:51attraverso tre grandi filoni. Il filone della collaborazione, il filone della partecipazione
02:00e il filone della trasparenza. I concetti generali sono quindi quelli di collaborazione,
02:11partecipazione, trasparenza. Sono tre cose molto simili ma nella realtà vi sono invece profonde distinzioni.
02:23Questo è appunto il programma. Cosa significa trasparenza? Quindi educare i cittadini,
02:33Open Government data, monitorare le politiche pubbliche. Cosa significa collaborazione?
02:39Abbattere i compartimenti stagni e le strutture piramidali, lavorare orizzontalmente, organizzare
02:45partenariati. Cosa vuol dire partecipazione? Coprogettare le politiche pubbliche con i cittadini,
02:52deliberare con i cittadini, confrontarsi con i cittadini. Quindi quando parliamo di collaborazione
03:01parliamo di lavorare con gli stakeholder, quindi lavorare con le aziende, con le associazioni dei
03:07cittadini, con le amministrazioni tra di loro e i vari livelli di governo. Quando parliamo di
03:12partecipazione, parliamo soprattutto di partecipazione dei cittadini alle decisioni, il tema di e-democracy
03:21o democracy o we democracy, se usiamo gli strumenti tecnologici. Quando parliamo di trasparenza parliamo
03:31della pubblica amministrazione come casa di vetro che si presenta ai cittadini dando conto di quello che
03:38fa, soprattutto di come spende i soldi pubblici, perché fondamentalmente è questo quello che ai cittadini
03:47interessa maggiormente e gliene dà appunto conto tramite una forma di comunicazione verso i cittadini
03:58che è appunto la trasparenza. La comunicazione degli enti pubblici, come vedremo, può essere fatta
04:09in molti modi diversi. Anche la trasparenza può essere fatta in molti modi diversi, ma il concetto
04:16fondamentale che li accomuna è quello di mettere i cittadini in condizione di conoscere
04:24l'amministrazione da azionisti, da proprietari, non da clienti. Quindi si è tanto parlato dell'amministrazione
04:33pubblica come amministrazione condivisa, come amministrazione che deve guardare i cittadini
04:45come clienti. Ecco, questa vecchia affermazione non è corretta perché oggettivamente i cittadini,
04:56se da un lato è vero, come dice questa teoria, che beneficiano dei servizi della pubblica
05:02amministrazione, non dimentichiamoci che i cittadini sono azionisti, sono padroni dell'amministrazione
05:10perché questa è pagata con le loro tasse e quindi devono essere non più considerati
05:17alla schiera di clienti, no? Per cui sì, ci sono diversi detti, no? Il cliente ha sempre
05:25ragione, piuttosto che, vabbè, il cliente questo rompe, lo puoi perdere, no? Qui stiamo
05:32parlando invece di clienti azionisti, quindi come quegli azionisti che comprano le azioni
05:40e che di conseguenza hanno il diritto di sapere tutto quello che riguarda la propria azienda.
05:47Allo stesso modo, quindi, in un'amministrazione un cittadino deve essere messo in condizioni
05:53di capire come sta andando la sua amministrazione, guardando autonomamente le cifre che devono essere
06:01fornite i numeri e le azioni che devono essere valutate, mettendo quindi in condizione il cittadino
06:09di capire e quindi di scegliere. Le riforme dell'amministrazione pubblica che si sono succedute
06:18negli ultimi vent'anni, ormai venticinque, secondo un trend crescente, hanno disegnato un nuovo modello
06:24di pubblica amministrazione, trasparente, aperta, partecipata e digitale, nella convinzione che
06:32questa andasse avvicinata ad un cittadino non più semplice amministrato in chiave gerarchica,
06:39ma soggetto attivo da coinvolgere e con il quale rapportarsi su base paritaria. Dunque, nel percorso
06:46di cambiamento intrapreso dalla pubblica amministrazione è di fondamentale importanza
06:52trovare la relazione, l'interazione più diretta ed efficace possibile con il cittadino. In altre
06:57parole, la pubblica amministrazione deve imparare a comunicare con quest'ultimo. Tale prospettiva
07:05è certamente innovativa e comporta che la comunicazione pubblica sia chiamata a modificare
07:11l'amministrazione stessa. In particolare, fin dal 2000, la comunicazione cessa di essere
07:17un'attività residuale meramente organizzativa, per diventare una vera e propria funzione al pari
07:25delle altre funzioni che tradizionalmente svolgono le pubbliche amministrazioni. Tale funzione incide
07:34tanto sulle modalità di svolgimento dell'attività amministrativa quanto sui rapporti tra l'amministrazione
07:41i cittadini, essendo funzionale a questi ultimi l'esercizio di una serie di diritti. La funzione
07:48di comunicazione è riconosciuta e disciplinata da una specifica normativa, che è la legge
07:55150 del 2000, che titola appunto disciplina dell'attività di informazione e comunicazione
08:04delle pubbliche amministrazioni ed al successivo regolamento attuativo. Questa legge ci fornisce
08:12per la prima volta una cornice attuativa alla comunicazione pubblica, rifacendosi ai medesimi
08:19principi che ispirano le riforme della pubblica amministrazione. Trasparenza ed efficacia dell'azione
08:26amministrativa. Tale legge prevede apposite strutture specializzate in cui operano secondo
08:32mezzi e procedure dedicate appositamente a quella specifica funzione professionisti e dipendenti
08:40pubblici dotati di una distinta qualifica professionale. L'URP, Ufficio Relazioni con il
08:48Pubblico per la Gestione dell'Attività di Comunicazione e l'Ufficio Stampa per le Competenze
08:54relative all'informazione verso i media. Inoltre, per la cosiddetta informazione più
08:59propriamente politico-istituzionale, la legge individua nella figura del portavoce. Leggo
09:05testualmente, la persona legata all'organo di vertice dell'amministrazione da un rapporto
09:11fiduciario. Il portavoce affianca l'Ufficio Stampa nello svolgimento dell'attività di informazione
09:18rivolta verso i mass media. In realtà è tutta l'amministrazione che comunica attraverso
09:24l'utilizzo di tutti i suoi elementi costitutivi. Dunque, secondo il piano di comunicazione che
09:29ogni anno la pubblica amministrazione deve predisporre per il perseguimento di obiettivi
09:36di efficacia e efficienza, la funzione di comunicazione viene svolta al tempo stesso sia
09:42dagli uffici specializzati sia da tutti gli altri uffici ed organi della pubblica amministrazione
09:48nel corso della propria attività quotidiana. Non c'è alcun aspetto della vita amministrativa
09:53che non abbia una valenza comunicativa, sia che si tratti della comunicazione dell'avvio
09:59di un procedimento, sia che riguardi un avviso affisso in bacheca o pubblicato online sul
10:05sito web. La funzione di comunicazione quindi è al tempo stesso sia una funzione specialistica,
10:12sia una funzione diffusa, esercitata da un lato da professionisti specializzati in materia,
10:19dall'altro da una generalità di dipendenti che devono essere resi consapevoli della valenza
10:25comunicativa della propria attività. Passando però dalla teoria alla pratica sono almeno
10:30due le osservazioni da farsi. La prima. Il portato innovativo della funzione di comunicazione
10:38è ostacolato da diversi fattori. La scarsa cultura della comunicazione che ancora perbia
10:45la pubblica amministrazione. Nell'ottica di una nuova pubblica amministrazione la comunicazione
10:53di un ente dovrebbe essere inclusione, partecipazione, collaborazione e non più semplice passaggio
11:02di informazioni di carattere amministrativo istituzionale ai cittadini. Come invece ancora
11:09troppo spesso accade salve lodevoli eccezioni. La complessità del linguaggio questo è l'altro
11:16problema. Il processo verso la chiarezza e la semplificazione dei linguaggi amministrativi
11:22è avvenuto solo in minima parte. Politichese e burocratese sono ancora imperanti. La complessità
11:30e le lungaggini che ancora caratterizzano le procedure amministrative pure. Ultima ma
11:37non meno importante. La scarsità di risorse finanziarie e umane, aggiungo, adeguatamente
11:44formate. Una seconda osservazione riferita al fatto che negli ultimi anni la comunicazione
11:51è cambiata e parecchio, soprattutto grazie ai media relativamente nuovi che si basano su
11:58tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In riferimenti a questi nuovi strumenti di
12:05comunicazione digitale, fin dal 2005 il CAD, Codice Amministrazione Digitale, stabilisce per
12:11i cittadini, o meglio per chiunque, con la riforma del 2016 il diritto a poter utilizzare
12:19qualsiasi strumento innovativo e tecnologico per poter entrare in contatto con la pubblica
12:26amministrazione. Tra questi strumenti rientrano conseguentemente anche i siti web e i social
12:32network. L'articolo 9 del Codice dell'Amministrazione Digitale parla anche di e-democracy, democrazia
12:39elettronica, in riferimento alla nuova modalità di dialogo che si stabilisce tra i cittadini
12:46e le pubbliche amministrazioni. Si aggiunge che l'Agid, l'Agenzia per l'Italia Digitale
12:52presso la Presidenza del Consiglio, è stata appositamente preposta per seguire il massimo
12:57livello di utilizzo delle tecnologie digitali, nel rapporto tra amministrazione, cittadini
13:03e imprese. La comunicazione istituzionale online è sinteticamente prevista dalla legge
13:09150 del 2000. Nel corso degli anni, soprattutto i siti web delle pubbliche amministrazioni hanno
13:15acquisito una sempre maggiore importanza diventando di fatto il principale front office di ogni
13:22ente e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti
13:29dei web sit pubblici. In particolare il CAD stabilisce l'obbligo per la pubblica amministrazione
13:36di realizzare siti istituzionali che rispettino i principi di accessibilità nonché di elevata
13:42usabilità e reperibilità anche da parte delle persone disabili. Completezza di informazione,
13:49chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità e interoperabilità.
13:57Aggiungo a questa nota che, anche grazie al PNRR, ormai tantissime amministrazioni
14:06usano lo stesso forma del sito, quindi cambiano i colori, ma la struttura del sito ormai, che voi
14:16andiate a guardare il sito di Rimini o di Rovigo, quello di Cesena o di Coriano, quello di Padovo o
14:24di
14:24qualunque altra città, vedete che la struttura è la stessa. Perché questa era l'intenzione.
14:33La problematica però qual è? È che non puoi avere siti uguali in modo da agevolare il cittadino,
14:43quindi no? Se io cittadino mi sposto da Rimini a Torino, il comune funziona, o meglio il sito web
14:51deve funzionare come quello di Rimini. Questo era l'intenzione. Il problema qual è?
14:55e che è stato sottovalutato, a mio modo di vedere, è che andavano prima formattati gli enti.
15:04Cioè, prima dovevi dire, bene, qual è la struttura del comune? È ufficio servizio area? È ufficio unità
15:16operativa complessa dipartimento? Prima andava formattato questo. Perché su quel sito ufficio è una
15:27parola buttato lì, ma magari per ufficio a Torino intendono servizio, a Rimini intendono dipartimento,
15:34a Cesena intendono servizio, piuttosto che un altro ulteriore acronimo. Quindi qui, se vogliamo, è la
15:45criticità che, per avere siti veramente tutti uguali, andava prima formattato l'ente locale.
15:57Poi è vero, è stata inserita la sezione amministrazione trasparente, ma questo ormai la
16:02conosciamo, perché ce l'abbiamo ormai da tantissimi anni, che serve ai fini di attuazione
16:08degli obblighi di pubblicazione e che rendono possibile il controllo diffuso delle attività
16:13pubbliche, cioè il famoso accesso civico del quale abbiamo già parlato. Tuttavia, nonostante
16:19l'ottimo lavoro svolto dal Dipartimento della Funzione Pubblica sulle linee guide dei siti
16:24web c'è una sorta di geometria variabile sulla qualità generale degli stessi, e spesso
16:30languano usabilità e accessibilità. Una certa attenzione meritano i social media, Facebook,
16:36Twitter e YouTube, attraverso i quali la nuova comunicazione è in tempo reale, è interattiva
16:43ed è anche economica. I social oggi sono un luogo di informazione, di cambio e di formazione
16:48delle opinioni. Attenzione, non esiste un obbligo normativo all'utilizzo dei social da
16:55parte delle pubbliche amministrazioni. Eppure i social network sono uno spazio comunicativo
17:01virtuale immenso, con elementi testuali e visuali, con regole scritte e non dove il linguaggio,
17:07la verifica delle fonti soprattutto, il monitoraggio e il presidio dei contenuti è sempre più strategico
17:14per tutti gli enti del sistema pubblica amministrazione. Ad esempio, i social sono molto efficaci per le
17:22informazioni di emergenza, ma possono essere utilizzati anche per informazioni quotidiane
17:27che fidelizzano gli utenti della pubblica amministrazione. Un esempio può essere il positivo
17:32gradimento del tweet quotidiano di informazione sui menu delle messe scolastiche. E altresì da
17:39notare che i social network sono uno strumento importante per realizzare la trasparenza in
17:44modo più agevole ed efficace dei tradizionali mezzi di comunicazione, a fini di controllo civico
17:50diffuso, di accountability sui servizi pubblici e anche valutazione degli standard di qualità dei
17:57medesimi servizi. Se i social vengono usati correttamente, prende forma l'amministrazione
18:03aperta e l'amministrazione condivisa, quelle che appunto prevedono le norme di legge, ma anche quella
18:08partecipata. Il remoto, ad esempio, con eventi live diventa la dimensione nuova della partecipazione,
18:19permette all'utente di rimanere a casa e di entrare a contatto con l'amministrazione. Le pubbliche
18:26amministrazioni più avvedute si muovono a livello comunicativo sui social network, così come su tutti
18:32gli altri canali che lo sviluppo tecnologico mette loro a disposizione. Ma questa realtà avanzata è
18:38praticamente quasi non diffusa. Per chi vi accede c'è certamente la necessità di adottare una social
18:45media policy e l'ulteriore necessità di dotarsi di personale qualificato, quello che viene chiamato
18:51il social media manager. Entrare in una piattaforma social sembra abbastanza semplice,
18:57in realtà la costruzione delle relazioni con la community richiede competenza e professionalità.
19:03Fondamentale è la fase di progettazione, individuare il target, gli scopi che si intende
19:08raggiungere, risorse a disposizione e contenuti che si vuole diffondere. Questi sono i primi passi
19:13da compiere per attivare un profilo sui social network. Fondamentale è altresì far sapere che
19:21l'amministrazione è entrata nei social network. Infine non è da sottovalutare la necessità di
19:27aggiornamento e chiaramente le risorse necessarie per garantirlo. Nuovi strumenti di comunicazione
19:33diffusi grazie al web hanno una richiesta costante di aggiornamento dei contenuti e la capacità di
19:38dimostrarsi al passo degli sviluppi e delle evoluzioni del mezzo senza un continuo aggiornamento
19:43è inutile. Per le amministrazioni ma anche per tutti gli altri soggetti privati andare sui siti
19:49dei social network è importante. Però oggi più di tutto serve un team building che va appunto
19:56costruito, costruito in modo da coinvolgere personale non solo appartenente all'ufficio
20:02comunicazione o all'ufficio stampa ma anche che possa essere personale facente parte della dirigenza
20:08dell'ente. Questo team building deve essere capace di integrare la comunicazione social all'interno
20:15di una strategia di comunicazione pubblica complessiva e dunque deve essere capace di
20:19collegarla all'intera organizzazione e operatività dell'ente. La vera sfida oggi per l'amministrazione
20:26pubblica è quella di coinvolgere tutta l'organizzazione dell'ente, ufficio stampa, ufficio comunicazione,
20:32settore legale importantissimo e tutte le prime linee di dirigenza dell'ente usando in modo integrato
20:39i media tradizionali come la stampa e la televisione e quelli informatici e digitali tutti attenti alla
20:47strategia di comunicazione. Bene ho finito questa prima parte e quindi vi ringrazio vi chiedo ancora
20:57una volta di seguire il canale Fumettificio su Dailymotion e ci vediamo alla prossima lezione.
21:03Grazie e buona giornata a tutti.
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