00:00La mitologia di Lovecraft è sempre stata un bacino sconfinato dal quale attingere per
00:05il genere horror. Per questo sorprende ritrovarla in Call of the Sea, titolo d'esordio dello
00:09studio Out of the Blue che fa del mito Lovecraftiano il cardine di un'avventura colorata e affascinante.
00:15Qui la pazzia di chi entra a contatto con gli antichi è sempre percepibile, ma in maniera
00:19diversa, meno orrorifica. Scopriamo insieme perché. La protagonista di Call of the Sea
00:33è Nora Everhart, una giovane donna afflitta da una malattia di origine sconosciuta ed
00:37ereditaria. Questa si manifesta sotto forma di strane macchie sulla pelle, mentre fiacca
00:42il corpo e lo spirito in modo sempre più evidente. Lenta ma inesorabile ha piegato Nora
00:47fino a renderla lo specchio della donna solare che era, ed è per questo che Harry, suo marito
00:51e compagno, decide di partire verso una remota isola del Pacifico alla ricerca di una cura
00:56impossibile. Rassicurata dalle iniziali lettere che le venivano spedite per raccontarle del
01:01viaggio e di eventuali scoperte, la donna si trova tuttavia a dover partire a sua volta
01:05quando smette di ricevere notizie e si trova recapitato un misterioso pugnale rituale assieme
01:10a sintetiche coordinate su dove dirigersi. Preoccupata per cosa possa essere successo al marito, Nora
01:15prende coraggio e si imbarca alla sua ricerca in un viaggio destinato a riservarle molte
01:20sorprese. Call of the Sea è liberamente ispirato alla mitologia Lovecraftiana, ma prende una
01:25deriva completamente diversa dall'orrore a cui molte produzioni ci hanno abituati.
01:29Niente cultisti, sacrifici umani o divinità che sarebbe meglio non disturbare, ma una serie
01:34di dinamiche surreali e oniriche che, ispirandosi al padre di Cthulhu, danno vita a un'avventura
01:38colorata persino nei suoi tratti più cubi. È una storia d'amore e resilienza dove sono
01:43messe alla prova la forza di volontà di Nora e i sentimenti verso suo marito, che la spingeranno
01:47sempre più a fondo in una storia dal sapore dolce e amaro. Il percorso per arrivare alla verità
01:52richiede una manciata di ore e non prevede minacce di sorta. Call of the Sea è pensato per mettere
01:57alla prova l'intelletto, con una serie di enigmi che, tra alti e bassi, porteranno a scoprire cosa
02:02si cela dietro alla misteriosa malattia. L'estetica e la narrazione sono i punti in cui il gioco brilla
02:08di più, valorizzato anche dalla voce di Sissy Jones, che rende Nora un personaggio sfaccettato
02:13e perfettamente delineato nella sua personalità. Sul gameplay, invece, pesa una mancata ambizione
02:18che porta l'esperienza a essere un po' meno stimolante del previsto, sebbene metta in scena
02:22un'avventura affascinante che, in chiusura, rialza la testa per lo scatto finale. Tutto
02:27ruota attorno alla ricerca di indizi e alla risoluzione di enigmi più o meno complessi.
02:31La visuale è in prima persona e spiace notare quell'effetto da telecamera ambulante per cui il corpo
02:36di Nora non esiste, a eccezione delle sue braccia che ogni tanto compaiono sullo schermo
02:40per compiere determinate azioni. In accordo con lo stato fisico di Nora, i suoi movimenti
02:45sono piuttosto compassati persino nella corsa.
02:48La voce di Nora ci accompagna per tutto il viaggio, con aneddoti o riflessioni su quanto
02:52sta succedendo, che concorrono ad arricchire la narrazione, inframezzati dalle lettere
02:56che Harry le ha scritto, ma per un motivo o l'altro non ha mai potuto spedirle.
03:00È un'esperienza a metà tra il punta e clicca e Walking Simulator, in cui gli enigmi rappresentano
03:05il perfetto intermezzo cervellotico in quella che altrimenti sarebbe un'avventura prettamente
03:10narrativa. Sono distrazioni argute, sebbene spesso sia più facile procedere per tentativi
03:15che per logica. Nella fase centrale, però, il gioco subisce un'inattesa e ingiustificata
03:19impennata di difficoltà che va a spezzare un percorso altrimenti scorrevole.
03:24Convincente è il comparto tecnico, nonostante alcune riserve. Il titolo d'esordio di Out
03:28of the Blue è meno rifinito e curato del previsto, ma molti dei suoi limiti sono nascosti da
03:32una buona ispirazione artistica. Fatta eccezione per alcuni scorci da cartolina, in generale
03:37l'impressione è che quest'isola apparentemente incontaminata e sperduta nel Pacifico sia
03:42un'ambientazione più artificiosa di quanto ci si sarebbe aspettati per una sorta di paradiso
03:46naturale. A colpo d'occhio il gioco riesce comunque a rimanere impresso per la vividezza
03:50dei colori, così strani per un'esperienza che affonda le proprie radici nel mito lovecraftiano.
03:55Non bisogna però dimenticare che sia soprattutto un'avventura narrativa volta a esplorare la profondità
04:00di un sentimento complesso, che può assumere diverse sfaccettature. In questo, Call of
04:05the Sea convince, e complice anche essere disponibile dall'8 dicembre sul Game Pass,
04:09Xbox e PC, merita senza dubbio una possibilità.
04:13Call of the Sea è un buon titolo d'esordio per Out of the Blue e un biglietto di presentazione
04:17su quelli che sono i suoi punti di forza, narrazione ed enigmi. Lato gameplay c'è un
04:21po' di confusione, ma la scrittura è piacevole e scorrevole, mentre gli enigmi sono un buon intermezzo
04:26nella narrazione. Voi cosa ne pensate? Avete già provato Call of the Sea sfruttando il Game Pass?
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