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  • 2 giorni fa
Il noto grill master Gianfranco Lo Cascio, l'uomo del vero barbecue americano in Italia, racconta ai microfoni di Dissapore quali sono le limitazioni del mercato italiano della carne ed elargisce consigli per chi vuole entrare nel suo mondo.
Trascrizione
00:07Che cos'è il barbecue? Il barbecue è una filosofia di cottura in cui grandi o grandissimi
00:12pezzi di carne vengono cotti a bassissima temperatura per tempi molto lunghi e in presenza
00:18imprescindibile di fumo di legno. È l'esatto opposto della nostra grigliata dove piccoli
00:23pezzi di carne vengono cotti ad altissima temperatura per tempi molto brevi. Per riprendere
00:28le parole di un mio caro amico Alfonsino Camassa, grande illustre uomo della carne in Italia,
00:34siamo al punto in cui tutti i macellai o quasi in Italia hanno esattamente chiaro il concetto
00:40di carni strafrolate, marezzate, idonee alle cotture sul fuoco, ma non hanno minimamente
00:46il coraggio di metterle in vendita. La nostra cultura è legata a delle carni molto magre
00:51e questo è ciò che la grande massa richiede. Questo secondo me è un grosso limite della
00:56costruzione italiana. Abbiamo grandi capacità, abbiamo ingredienti che ci invidiano in tutto
01:01il mondo, ma non siamo ancora competitivi dal punto di vista delle carni frollate. Oggi
01:08c'è la necessità di dare una scossa al sistema, di prendere le celle di frollatura, di cominciare
01:14a nutrire anche quella parte dei consumatori che ha la necessità di accedere a questo tipo
01:18di mercato. Allora, i tre consigli per un barbecue di qualità. Primo, bisogna fare cenere, bisogna
01:25fare esperienza perché l'esperienza fa tutta la differenza del mondo. Può sembrare una
01:30banalità, invece non è così. Le tecniche di cottura sono semplici, ma richiedono grande
01:37dedizione. La prima cosa è uscire da questo concetto, trito-ritrito, dei tempi di cottura.
01:43Il tempo di cottura non esiste. La carne è cotta quando è cotta. Ci sono troppe variabili
01:49in gioco. Età dell'animale, marezzatura, temperatura di partenza, umidità. Sono troppe
01:55le variabili per stabilire con precisione certosina che un pezzo di carne si può cuocere
01:58in tot tempo. Usciamo da questo circuito e introduciamo i tempi di cottura. Gli effetti
02:05che il calore ha sulla carne sono noti. Ad una data temperatura interna la carne subisce
02:12le trasformazioni. La mioglobina, che è quella proteina che dà il colore rosso alla carne,
02:15a 75 gradi, si disattiva e diventa grigio marrone. Questo cosa ci dice? Voglio una bistecca
02:20al sangue, 55 gradi, l'inizio della coagulazione. Voglio una bistecca a cottura media, 65. Voglio
02:27una bistecca ben cotta, 75. Quando la mioglobina è disattivata e ancora la carne mantiene
02:32succosità.
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