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ApprendimentoTrascrizione
00:00A 5.000 anni e più, la lunga storia dell'umanità, quinta tappa della nostra navigazione sulla
00:15rotta dell'Odissea.
00:17Ci avviciniamo alla fine, si intravede Itaca e protagonista di questo nostro penultimo appuntamento
00:23è il mare.
00:24Un mare che non ha niente a che vedere con l'idea romantica dell'esplorazione o della contemplazione
00:30della potenza della natura, ma è una distesa ostile, piena di insidie, dove anche la bellezza
00:36è pericolosa, come il canto delle sirene.
00:54Ferma la nave e ascolta la nostra voce.
01:07Il tuo posto è qui, è qui tra noi.
01:15Vieni tra noi che mandiamo la fama tra gli uomini.
01:19Rifiuta le insidie del mare, il declino del corpo.
01:29Vieni tra noi e saprai ogni cosa del passato e del futuro e conoscerai la gloria dell'uomini
01:36e delle città che furano e che saranno.
01:39Lascia i tuoi compagni, lascia questa navigazione senza meta.
01:44Fuggi gli anni squallidi della vecchiezza.
01:46Per raccontarci il mare di Ulisse è tornato Massimo Cultraro, archeologo, dirigente di ricerca
01:57del CNR, insegna all'Università di Palermo preistoria e archeologia Aegea.
02:03Professore, bentornato.
02:05Abbiamo appena visto le immagini della gloriosa odissea di Franco Rossi nel 1968 con le letture
02:12di Ungaretti.
02:13Lei se la ricorda?
02:14Sì, le ricordo bene.
02:15Ricordo anche un particolare che la prima puntata cominciava sotto il racconto di Ungaretti
02:23con la messa in onda delle immagini che riguardavano Troia.
02:28Si vedeva questo scorcio su quelle che erano le mura, le porte scee, quindi evocando i luoghi
02:34che hanno segnato il primo scontro dell'umanità tra Oriente e Occidente.
02:38E che hanno segnato, secondo me, anche il modo in cui pensiamo alle guerre, pensiamo
02:43agli scontri.
02:43Abbiamo visto le immagini delle sirene sulle quali torneremo, ma proviamo a immaginare
02:48di navigare nel periodo storico tra l'età del ferro e l'età del bronzo attorno al 1000
02:53a.C. in quei mari.
02:56Che mari erano?
02:56Che cosa avrebbero incontrato?
02:58Erano mari esolcati da imbarcazioni di ogni genere, soprattutto navi mercantili.
03:04L'archeologia oggi ha confermato pienamente la presenza di questi navi cargo, come per
03:10esempio quella trovata presso Uluburun, questa località lungo la costa meridionale della
03:17Turchia, ed è uno dei relitti navali tra i più imponenti che noi conosciamo.
03:21Ma quant'è grande?
03:22Le dimensioni della nave non le conosciamo, ma conosciamo bene il carico che portava,
03:28perché ci sono diversi quintali di pani di bronzo, portava delle anfore che contenevano
03:34oli profumati, probabilmente anche delle stoffe di cui sono rimasti solo dei brantelli,
03:39e portava anche qualcosa di ancora più prezioso, sono dei pani di pasta vitrea che servivano
03:46poi per l'oreficeria, per ricavare monili.
03:51Questi sono aspetti interessantissimi anche per gli esseri umani di oggi.
03:55Che capacità nautiche avevano?
03:57Che strumenti anche per navigare?
03:58Come ci insegna Omero, navigavano seguendo le stelle e il sole, è una navigazione di cabotaggio.
04:06Spesso si fermavano in porti sicuri, oppure erano costretti a fermarsi in porti che chiedevano
04:13poi il pedaggio, come per esempio accadeva in alcune città della costa del Mediterraneo
04:19orientale.
04:20Pedaggi che variavano erano più o meno...
04:22No, pedaggi che variavano a seconda della città che ospitava le navi, per diverse ragioni,
04:28come per il rifornimento oppure per operazioni di riparazione.
04:34Un po' tutti conosciamo la rotta di Ulisse, la rotta poi descritta dall'Odissea, anche se
04:40poi tutti immaginiamo il passaggio di Circe, le nostre coste, Terracina, ma è plausibile
04:46o no?
04:46Sì, è assolutamente plausibile perché quello che noi vediamo per esempio dalla distribuzione
04:52di ceramica micenea nell'Italia centro-meridionale in Sicilia conferma pienamente la presenza
04:58di prospectors, di avventurieri micenei verso l'Occidente, l'estremo Occidente proprio in questo
05:05periodo.
05:06I micenei hanno toccato due parti della penisola italiana, la prima è la Puglia,
05:16il Salento per poi risalire lungo l'Adriatico, la seconda rotta che poi quella che seguiranno
05:21più tardi i coloni greci che fonteranno le colonie è lo stretto di Messina da cui poi
05:27potevano scendere lungo la costa orientale della Sicilia oppure attraversare lo stretto
05:32e risalire verso la Campania in direzione da un lato della Sardegna e dall'altro della
05:39Toscana dove erano concentrate le colline metallifere che fornivano quello che i micenei
05:45cercavano, cioè il metallo.
05:46Tanto, professore, ricordiamo per chi non conosca bene la Grecia che Micene sta nel
05:50Peloponneso.
05:51Per il momento grazie, noi ci rivediamo al termine del documentario.
05:55Adesso, prua verso Itaca sulla rotta di Ulisse.
06:15Il mare.
06:16Sin dalla notte dei tempi, il mare ha suscitato forti emozioni in chi lo ha navigato e in chi
06:22si è solo limitato a osservarlo, infiammando l'immaginazione e ispirando innumerevoli opere
06:28letterarie.
06:36In questo viaggio ripercorreremo il cammino di Ulisse per conoscere i luoghi delle sue spaventose
06:42avventure e svelare i misteri a esse collegati.
06:48Scopriremo anche che Omero non era solo un grande poeta epico.
06:52Nei suoi scritti, che risalgono a 3.000 anni fa, infatti, ha dimostrato una tale profonda
06:58conoscenza dei fenomeni marini da essere considerato da molti come il padre dell'oceanografia.
07:06Il nostro viaggio inizia nell'arcipelago dei Ligalli, nell'Italia del sud, dove esploreremo
07:12le origini del mito delle sirene e del loro canto irresistibile e letale.
07:20Proseguiremo quindi attraverso lo stretto di Messina per incontrare Scilla e Cariddi,
07:25i due mostri marini che terrorizzarono Ulisse e il suo equipaggio in uno dei passaggi più
07:31drammatici dell'Odissea.
07:32E sorvoleremo le Alpi per raggiungere un luogo speciale in cui, grazie all'aiuto di
07:39esperti di fama internazionale, sveleremo il mistero della conoscenza oceanografica
07:44di Omero.
07:46Se l'Odissea è stato uno dei primi trattati di oceanografia, è stato anche il precursore
07:51di generazioni di romanzi di avventura ambientati in luoghi esotici e sconosciuti.
07:56Per non parlare dell'introduzione del concetto di nostos, la parola greca che indica il ritorno
08:04a casa dell'eroe.
08:07Partendo da Troia, dove ha avuto luogo la sanguinosa guerra descritta da Omero nell'Iliade,
08:13Ulisse viaggia per dieci lunghi anni nel Mediterraneo orientale, prima di ricongiungersi con la sua
08:19famiglia sull'isola di Itaca.
08:20La distanza tra Itaca e Troia, situata nell'angolo nord-ovest dell'odierna Turchia, è di sole
08:28565 miglia nautiche, meno di mille chilometri.
08:32Ma per le innumerevoli avventure e disavventure occorse, Ulisse è costretto ad allungare di
08:38molte miglia il suo viaggio verso casa.
08:44Sebbene si tenda a considerare l'Odissea come un poema che riguarda il mare, la maggior parte
08:49delle avventure che coinvolgono Ulisse e i suoi compagni si svolgono sulla terraferma.
08:55Il nostro eroe trascorre poco tempo navigando e, ciò nonostante, le acque del Mediterraneo
09:01sono il vero protagonista, nonché il principale motore narrativo del poema.
09:11Ed è in mare che si svolgono gli eventi più spettacolari dell'opera, negli abissi profondi
09:18e fra le onde e i marosi, Ulisse e i suoi compagni affrontano una serie di creature marine
09:23malvagie che a volte si mostrano con un'apparenza seducente, altre come mostri terrificanti.
09:32Il nostro viaggio alla scoperta del significato e delle origini dell'Odissea ci conduce ad
09:38alcune nuove e affascinanti interpretazioni delle sue più famose creature marine.
09:44Ulisse e i suoi uomini desiderano tornare a casa. Circe li mette in guardia sui molti
09:52pericoli che li attendono, primo fra tutti le sirene, che con il loro canto attirano i
09:57marinai, trascinandoli verso una morte certa e miserabile.
10:03Personaggi tra i più affascinanti, criptici e misteriosi dell'intera opera, le sirene sono
10:08a conoscenza di tutto ciò che è accaduto e che accadrà sulla terra. Per gli antichi
10:15greci, infatti, rappresentavano il desiderio di conoscenza dell'uomo. Per noi, ancora oggi,
10:21rappresentano un mistero. Qual è la loro storia e cosa c'è all'origine del mito?
10:26E' una cosa molto singolare perché Omero in realtà non descrive le sirene, non ci dice
10:37come sono fatti. E noi sappiamo da raffigurazioni pittoriche, da immagini dipinte sui vasi, qual'era
10:47la forma delle sirene per i greci del tempo di Omero. E non era la forma che noi immaginiamo
10:53oggi di una figura metà donna e metà pesce. No, le sirene erano uccelli, avevano il busto
11:02femminile, la parte superiore era quella di una donna, ma il corpo finiva in zampe artigliate
11:10di uccelli.
11:17Il canto delle sirene è un canto seduttivo, bellissimo, che ha la capacità di attrarre
11:22i naviganti, che non possono fare a meno di accostarsi alla roccia, alla piccola isola
11:29dove vivono le sirene. E però una volta lì fanno un naufragio, tutti muoiono e i corpi
11:37si putrefanno sugli scogli. E questo è il modo in cui Omero descrive la morte dei naviganti.
11:45In questo senso le sirene sono dei mostri, dei mostri che hanno uno straordinario potere
11:51di seduzione, ma che usano questo potere di seduzione per distruggere, per far morire.
11:58Quindi sono creature mitologiche profondamente negative in questo senso.
12:03Circe, che è una dea, quindi ha la capacità anche di prevedere il futuro, prepara Ulisse
12:16a questo incontro. Cioè gli dice, adesso tu partirai da qui e incontrerete lo scoglio
12:25delle sirene. Il loro canto sarà seducente, vi attirerà verso la roccia, ma se voi fate
12:37questo morirete. Ma tu se vuoi sentire il canto, fatti legare all'albero della nave. Tu quando
12:51sentirai il canto griderai, portatemi là, portatemi là, come dicono le sirene, ma i tuoi compagni
12:58non sentiranno e continueranno a remare. Avrai ascoltato il canto ma sarai salvo.
13:03Quando Ulisse ascolta il canto delle sirene, Ulisse entra in uno stato di trans-estasica.
13:14Si interrompe il suo flusso di coscienza ordinario, esce dalla realtà dei fatti e vola con la sua
13:21testa, con il suo immaginario, in un'altra dimensione. Non sappiamo bene qual è questa
13:28dimensione. Ma Ulisse perde il contatto con la realtà e segue il canto delle sirene che lo
13:34portano a viaggiare verso una dimensione terza, una dimensione esterna.
13:41La dimensione statica dell'episodio delle sirene chiama in causa un elemento dell'odissea
13:47del tutto inatteso. Un Icaro è un canto fatto da uno sciamano, uno sciamano che tramite
13:56il canto svela il suo mondo interno e svela le esperienze che lui ha vissuto nei mondi
14:05terzi. Quindi racconta alla comunità, racconta alla società quello che è negli altri mondi.
14:12Il canto delle sirene, per certi versi, potrebbe rappresentare un Icaro, un Icaro inteso come
14:20un messaggio cantato che viene dall'esterno, cioè da un altro mondo che comunica con il nostro
14:28mondo. Il professor Martinotti porta alla luce un'interpretazione nuova che rimanda a pratiche
14:37religiose ancestrali. È un aspetto nuovo e interessante della complessa figura di Ulisse,
14:44che potrebbe essere considerato come un ponte tra il mondo che conosciamo e il misterioso
14:49regno ultraterreno. Possiamo ritenere che l'odissea sia una collezione e una raccolta di
14:57Icaros. Perché probabilmente se noi consideriamo Ulisse come uno sciamano, ecco che tutti gli
15:06episodi della vita di Ulisse nei diversi posti, i suoi diversi viaggi, possono rappresentare
15:12una sorta di comunicazione che ogni volta Ulisse faceva al suo popolo rispetto a diversi aspetti
15:19della vita e rispetto a diverse situazioni che nel suo rapporto con i mondi terzi delle divinità
15:29lui tendeva a riportare. L'episodio delle sirene apre la strada a una nuova interpretazione
15:36dell'odissea che non è più semplicemente il racconto delle avventure di Ulisse, ma il
15:41veicolo di messaggi profondamente significanti provenienti da un altro mondo. La nostra indagine
15:49ci porta oltre questa interpretazione sciamanica del capolavoro di Omero per andare ad analizzare
15:55il mistero delle sirene da altre prospettive che ci riserveranno nuove e affascinanti scoperte.
16:04C'è un rapporto strettissimo nell'immaginario greco tra la dimensione del mare e la dimensione
16:11dell'eros, dell'amore. Basti pensare che Afrodite, la dea dell'amore, nasce dalle
16:18acque del mare, nasce dalla schiuma marina. Il suo nome stesso, Afros, indica la schiuma
16:25del mare. Per cui anche i mostri marini hanno spesso una caratterizzazione erotica, cioè
16:37la loro minaccia è una minaccia mortale, ma è anche una minaccia che assume i tratti
16:43di una seduzione. Esemplare è il caso delle sirene. Le sirene uccidono, divorano le loro
16:51vittime, ma le attraggono con la bellezza e l'incanto della loro voce. Tanto che molto
16:58presto nel mondo greco si diffonde la leggenda che in realtà queste famose sirene non fossero
17:04quei mostri mitologici che vediamo spesso dipinti sui vasi, ma fossero delle prostitute
17:11bravissime nell'arte del canto, capaci di suonare meravigliosamente degli strumenti
17:18che attiravano i malcapitati tra le loro braccia e poi li spogliavano di ogni avere e di ogni
17:26ricchezza. Nei poemi di Omero la voce e la seduzione sono strettamente correlate. Il
17:35canto melodioso è un talento indispensabile che connota la bellezza femminile. La voce
17:41ammaliante delle sirene però può essere interpretata come un elemento con una valenza
17:46ancora più interessante. Il racconto in cui viene esaltato il potere seduattivo della
17:54voce femminile è quello delle sirene che tutto il mondo conosce. Probabilmente si trattava
18:03di donne bellissime, ma Omero non ci parla della loro bellezza estetica, ma della bellezza
18:11del loro canto. Personalmente penso che le sirene rappresentino una metafora della voce
18:20del poeta. Questo spiegherebbe perché Omero non le descrive come creature mostruose, come
18:28vorrebbe la fantasia popolare che le ritrae spesso come metà donne e metà uccelli. Omero
18:34si limita a dirci che sono dotate di voce bellissima e che le persone che le incrociano non possono
18:40resistere alla bellezza e alla seduzione del loro canto. Ed è come se stesse parlando
18:45del suo di canto.
18:47La teoria che Omero abbia espresso le proprie ambizioni narrative attraverso le voci delle
18:57sirene è decisamente affascinante. Ciò che è certo è che il canto seducente di queste
19:04creature marine ha stimolato l'immaginazione umana per quasi 3000 anni, richiamando le più
19:09disparate interpretazioni. Conosco varie teorie che cercano di spiegare anche il canto
19:20delle sirene come un suono semplicemente naturale. Una di queste è rappresentata da studiosi tedeschi
19:27che sono andati in una delle isolette più belle del Golfo di Napoli, anzi il Golfo di
19:34Salerno, gli Galli, e hanno pensato che il canto delle sirene corrispondesse ai versi
19:42emessi dalle foche e da altri animali marini, uccelli marini.
20:04Per approfondire questa teoria e tentare di rintracciare l'origine del canto delle sirene,
20:12dobbiamo spostarci fino a Berlino, al Museo di Storia Naturale, per incontrare uno di questi
20:18studiosi, Karl Heinz Frommolt. Il dottor Frommolt è a capo di una squadra di ricerca ed è responsabile
20:27scientifico dell'archivio sonoro dei versi degli animali.
20:30Si tratta di una delle più antiche e vaste collezioni al mondo di suoni prodotti da animali.
20:49Attualmente conta circa 120.000 registrazioni, tra cui i versi di 1800 specie di uccelli,
20:56580 specie di mammiferi e innumerevoli specie di pesci, anfibi, rettili e insetti.
21:03Questo archivio è utilizzato dagli scienziati di tutto il mondo per diversi progetti di ricerca.
21:08Il dottor Frommolt è uno dei massimi esperti mondiali in archeoacustica, una branca dell'archeologia
21:23collegata all'acustica, che studia la relazione fra l'uomo e i suoni nel corso della storia.
21:29Con la squadra, in passato, ha condotto degli esperimenti per cercare di dare una spiegazione
21:36scientifica all'enigma delle sirene di Omero.
21:42Nel suo laboratorio ci fa ascoltare quello che potrebbe aver sentito Ulisse quasi 3000 anni fa,
21:49scambiandolo per il canto delle sirene.
21:51Con alcuni colleghi dell'Università di Humboldt, abbiamo effettuato una spedizione archeoacustica
22:05presso l'arcipelago Ligalli, perché eravamo interessati al fenomeno della propagazione del suono.
22:13La prima domanda che ci siamo posti è stata, quanto si avvicinò Ulisse per poter sentire
22:22il canto delle sirene? E la seconda, da quale distanza Ulisse poteva distinguere le voci?
22:33Gli esperimenti di propagazione del suono sono stati condotti nell'arcipelago Ligalli,
22:39situato a largo della costiera amalfitana, a circa 15 chilometri a est dell'isola di Capri.
22:47Per simulare il suono delle sirene, la squadra di ricercatori ha trasmesso sia segnali sintetici
22:54che voci umane attraverso degli altoparlanti orientati nella direzione da cui probabilmente
22:59Ulisse si sarebbe avvicinato all'isola.
23:04È stato chiesto a due soprano dell'Opera di Berlino di partecipare all'esperimento
23:09effettuando numerosi vocalizzi in diverse tonalità.
23:12Inoltre, è stato utilizzato il verso della foca monaca.
23:20Ecco i punti in cui abbiamo effettuato le nostre misurazioni.
23:24L'altoparlante è stato collocato qui, sull'isola del Gallo Grande.
23:30Poi ci siamo allontanati in barca dall'altoparlante.
23:33Qui abbiamo fatto la prima registrazione, qui la seconda e qui la terza.
23:40Questo è il punto in cui il suono si è fatto impercettibile.
23:45Spostandoci però verso questi grandi speroni, la castelluccia e la rotonda,
23:49il suono diventava improvvisamente molto forte.
23:53Anche qui, nella quinta posizione, il suono era molto più forte di quanto ci aspettassimo.
23:58Quindi possiamo dire che se Ulisse stava viaggiando verso il Gallo Grande
24:04e si muoveva in questa direzione, passando in mezzo ai due isolotti,
24:10sarebbe stato accolto da una manifestazione acustica
24:13che l'avrebbe accompagnato fino al Gallo Grande.
24:20Dopo aver condotto i suoi esperimenti in mare,
24:24il dottor Frommelt ha continuato le sue ricerche in laboratorio.
24:27Quando abbiamo analizzato le registrazioni in laboratorio,
24:35ci siamo subito accorti che c'erano delle differenze notevoli.
24:43È normale aspettarsi che, allontanandosi dalla fonte sonora,
24:48il suono diventi sempre più debole.
24:50E in effetti, è ciò che è accaduto.
24:56Ma quando ci siamo spostati tra i due isolotti,
25:01il suono è diventato forte
25:03e le nostre apparecchiature lo hanno registrato.
25:07Quindi ci siamo resi conto
25:11che eravamo in presenza di un elemento del paesaggio
25:14che fungeva da amplificatore naturale.
25:22Penso che un simile fenomeno
25:24possa essere stato percepito dai marinai del tempo
25:26come un evento soprannaturale.
25:38Questi sono alcuni versi della foca monaca.
25:41Ascoltiamo ora i vocalizzi delle nostre soprano
25:44che abbiamo diffuso attraverso gli altoparlanti.
25:47Quindi, l'ascolto soggettivo
26:01e l'analisi acustica oggettiva dei suoni registrati
26:04forniscono la prova di una somma di effetti acustici specifici del luogo
26:09che può spiegare la natura e l'origine del canto delle sirene.
26:17Per l'esattezza, questo fenomeno potrebbe essere dovuto
26:20alla composizione del piccolo arcipelago
26:22costituito da due speroni minori,
26:25la castelluccia e la rotonda,
26:27e da un isolotto dalla forma allungata, il gallo grande.
26:31Ma che cosa ha spinto il dottor Frommold e la sua squadra
26:34a utilizzare per questo esperimento le foche monache
26:37invece di un qualsiasi altro animale?
26:40Le foche sono l'unico animale a noi noto
26:48che possa vivere su quel tipo di scogli.
26:52Personalmente, credo che si trattasse diversi di mammiferi
26:55più che di uccelli.
26:59Inoltre, il verso delle foche è molto simile alla voce umana
27:03e può raggiungere volumi decisamente sostenuti.
27:10Alla luce dell'interessante ricerca del dottor Frommold,
27:14viene spontaneo chiedersi se l'archeoacustica
27:16possa essere una chiave per stabilire
27:18che alcune parti dell'Odissea
27:20si basino su fatti realmente accaduti.
27:22Ovviamente, i nostri esperimenti non provano
27:28che l'Odissea si basi su fatti reali
27:31e non provano nemmeno la presenza delle sirene
27:34sull'arcipelago Ligalli.
27:39Sappiamo solo che siamo in presenza di un fenomeno acustico
27:43che in passato può essere stato interpretato
27:46come una forza soprannaturale.
27:48e questa potrebbe essere un'ottima base di partenza
27:53per la nascita del mito delle sirene.
27:59Lasciamo Berlino con la rinnovata convinzione
28:02che la scienza possa essere un ottimo alleato
28:05per conoscere il volto nascosto dei miti.
28:09Abbiamo scoperto che il mito del canto delle sirene
28:11può essere spiegato con una combinazione
28:14di versi di animali marini
28:16e specifici fenomeni di rifrazione acustica.
28:20Il canto delle sirene ha infiammato
28:22la nostra immaginazione per millenni
28:25ma il destino delle creature omeriche
28:27che hanno osato sfidare Ulisse
28:29e il suo equipaggio
28:30non è stato fortunato.
28:32Che fine hanno fatto le sirene?
28:34Per rispondere a questa domanda
28:36il nostro viaggio prevede un'immersione
28:38nell'affascinante mondo della mitologia greca.
28:41Omero non ci racconta
28:43che fine hanno fatto le sirene.
28:45La nave di Ulisse scivola via
28:47si allontana
28:48il nostro eroe è salvo dal pericolo
28:51e le sirene restano lì sullo scoglio.
28:54Abbiamo però altre leggende
28:55che sappiamo essere antiche
28:57quanto la storia dell'Odissea
28:59che ci dicono come morirono le sirene.
29:03Perché un'altra nave
29:04passò da quegli scogli
29:06ed era la nave degli Argonauti
29:08gli eroi greci
29:10che andavano alla ricerca
29:12del favoloso vello d'oro.
29:15Ecco, su questa nave
29:16c'era anche Orfeo
29:17il più grande cantore
29:19che il mito conosca
29:21capace di incantare
29:22qualsiasi creatura
29:24con il suono della sua cetra.
29:27Orfeo sfida le sirene
29:29a una gara di canto
29:31e riesce a vincere su di loro
29:34sulla voce più seducente
29:36che esista in natura.
29:39Le sirene
29:39umiliate dalla sconfitta
29:43si uccidono
29:44gettandosi nel mare.
29:49Al di là delle leggende
29:51e di tutte le possibili
29:52interpretazioni scientifiche
29:54il mito delle sirene
29:55ha subito innumerevoli mutazioni
29:57nel corso di questi 3.000 anni.
30:01C'è un grande cambiamento
30:03nella storia della sirena
30:05che a un certo punto
30:06con il termine sirena
30:08si indica quello che si indica
30:10anche oggi
30:10cioè la donna
30:11che è a metà pesce
30:13e non più
30:14come era in Omero
30:15una donna che è a metà uccello.
30:17Questo cambiamento avviene
30:19nel primo medioevo
30:20agli inizi del medioevo
30:22e c'è una testimonianza
30:25scritta
30:25la prima che possediamo
30:27in un libro
30:28che si intitola
30:29Liber Monstrorum
30:31il libro dei mostri
30:32in cui la sirena
30:33è descritta
30:34come metà pesce
30:36e metà donna.
30:37Questa è la prima testimonianza
30:39che noi abbiamo.
30:40È intorno a quel periodo
30:42che si comincia
30:43a chiamare sirena
30:44una creatura
30:45a metà pesce
30:46e metà donna
30:47ed è anche rappresentata
30:49poi nelle chiese romaniche
30:51nella scultura.
30:52Come mai
30:57l'iconografia
30:58della sirena
30:58con la coda di pesce
30:59si è imposta
31:00nel medioevo
31:01e ha cancellato
31:02quella della sirena
31:03con artigli di uccello?
31:05Per scoprirlo
31:06ci spostiamo
31:07al Museo Municipale
31:08di Modena
31:09e incontriamo
31:10la direttrice
31:11Francesca Piccinini.
31:14Le motivazioni
31:16sono sicuramente
31:17molteplici.
31:18Una di queste
31:19può essere legata
31:20al significato
31:22che l'uomo
31:23del medioevo
31:23dava al mare
31:26come qualcosa
31:26di sconosciuto
31:28come qualcosa
31:29di terribile
31:29era l'entità
31:32in cui l'uomo
31:33il marinaio
31:34poteva trovare
31:34la morte
31:35e il suo corpo
31:36veniva inghiottito
31:38dagli abissi
31:39e quindi
31:39chi moriva in mare
31:40non aveva nemmeno
31:41dignità
31:43di poter essere sepolto
31:45di poter avere
31:45un funerale.
31:46Quindi è forse
31:47questa dimensione
31:49legata
31:50alla terribilità
31:51sconosciuta
31:51del mare
31:52che si presta
31:54particolarmente
31:55ad essere
31:56abbinata
31:56come contrasto
31:58invece
31:58alle fattezze
32:00superiori
32:01del busto
32:02e del volto
32:04di giovane
32:05donna
32:05cattivante
32:06e quindi
32:07diciamo
32:08questo aspetto
32:08duplice
32:09questa doppiezza
32:10della sirena
32:11risulta
32:12enfatizzata
32:13dall'abbinamento
32:14donna-pesce.
32:15queste creature
32:20a cui
32:20Omero
32:20ha dato vita
32:213000 anni fa
32:22echeggiano
32:23da allora
32:24nell'immaginario
32:25collettivo
32:25alcune rappresentazioni
32:27più recenti
32:28delle sirene
32:29arrivano
32:29ad assumere
32:30un aspetto
32:30terrificante
32:32una di queste
32:33è databile
32:33con ogni probabilità
32:34tra il 17esimo
32:36e il 18esimo secolo
32:38e si trova
32:39nel museo
32:39di Modena
32:40la nostra sirena
32:50è arrivata
32:52in museo
32:52nel 1875
32:54come dono
32:56di un
32:57cittadino
32:58modenese
32:59di un nobile
33:00Pietro Sghedoni
33:01che l'aveva
33:02probabilmente
33:03acquistata
33:03sul mercato
33:04antiquario
33:05a Parigi
33:06lo testimonia
33:11una vecchia
33:12fotografia
33:13in formato
33:15di carte
33:16de visite
33:17con il timbro
33:18di un noto
33:18fotografo
33:19parigino
33:20di un noto
33:50Si tratta di un pastiche, cioè di un assemblaggio realizzato su un'anima in ferro,
33:57come ci ha dimostrato recentemente una fotografia realizzata in occasione di un restauro.
34:05Su quest'anima in ferro sono assemblati alcuni pezzi in carta pesta, come per esempio il volto,
34:12e elementi che provengono invece da animali diversi, come gli artigli, i denti e soprattutto la coda di pesce.
34:28Il successo di questi oggetti strani e curiosi è legato probabilmente al successo della sirena
34:38presentata da Barnum nel suo Museo Popolare.
34:44Barnum fu il geniale inventore di questa tipologia di spettacolo, di museo,
34:51che aveva un carattere ludico ma anche educativo.
34:54Lui ebbe un'idea che da un punto di vista comunicativo fu davvero strepitosa,
35:01quella di presentare a Filadelfia, intorno al 1840, un pastiche di questo tipo,
35:09facendolo passare come un essere mostruoso proveniente dalle isole Figi.
35:14Da allora si sono realizzate molte copie, che poi sono finite nei musei,
35:19sia in Asia che in Europa e in America, e il nostro esemplare è probabilmente uno di questi.
35:25Qualunque sia la forma in cui vengono rappresentate,
35:38le sirene e le ninfe, loro dirette discendenti,
35:41sono diventate elementi fondamentali nell'arte, nella letteratura e nel cinema di tutto il mondo,
35:48passando dai dipinti di William Etty e Gustave Moreau,
35:51alle fiabe di Hans Christian Andersen,
35:53fino ai moderni film di animazione.
35:56Se le enigmatiche figure delle sirene hanno saputo sopravvivere al tempo,
36:01dando vita alle più variegate leggende,
36:04altri inquietanti mostri marini popolano l'Odissea
36:07e sono inseriti a buon diritto nell'elenco delle leggende intramontabili.
36:23Il nostro viaggio continua sotto il livello del mare per cercare di capire cosa si nasconde dietro le leggende,
36:31perché il mare esercita sull'uomo questo fascino inossidabile, fatto di attrazione, ma anche di paura.
36:38Che cosa rappresentava il mare per gli antichi greci?
36:41I greci erano un popolo di grandi navigatori, hanno attraversato tutto il Mediterraneo e sono andati anche oltre, nel Mar Nero,
36:51ma proprio perché erano un popolo di grandi navigatori,
36:55sapevano che il mare è uno spazio insidioso, terribile, dove il prodigio e il pericolo sono sempre in agguato.
37:02Sirene, Scilla e Cariddi rappresentano questo lato prodigioso e al tempo stesso insidioso del mare.
37:13Scilla e Cariddi, che la mitologia greca colloca ai due lati dello stretto di Messina,
37:19sono l'emblema di un mare spaventoso.
37:22La nostra indagine ci porterà a scoprire che c'è stato un tempo in cui questi due mostri marini
37:27avevano un aspetto completamente diverso.
37:29Infatti, rappresentavano tipi di paure molto diverse che hanno turbato a lungo l'animo umano.
37:38Omero ci offre una descrizione decisamente dettagliata di Scilla.
37:44Il primo elemento che cogliamo, attraverso l'incontro con i marinai,
37:49è la sua voce, che è quella di un cane che abbaia ferocemente.
37:54Il cane, in effetti, è una componente del suo orribile corpo.
37:59Siamo di fronte a una creatura spaventosa, con tratti mostruosi,
38:04il cui corpo sembra imprigionato in una grande caverna.
38:09Sappiamo dall'Odissea che ha dodici piedi invisibili
38:12e sei colli molto lunghi.
38:17E di conseguenza sei teste
38:20e altrettante bocche con tre file di denti neri, come la peste.
38:30È interessante notare che Omero ne fa un ibrido interamente animale,
38:35il che significa che è priva di qualsiasi tratto umano.
38:44Parte del suo corpo è invisibile
38:47perché è relegato in una grande grotta
38:50da cui esce soltanto la parte superiore del corpo
38:54con la quale si procaccia il cibo,
38:59il che significa che divora tutto ciò che è alla sua portata,
39:03che si tratti di pesci, di mostri marini,
39:07di intere imbarcazioni o di esseri umani.
39:09Ma Schilla non è sempre stata
39:16la creatura orribile e spaventosa
39:18descritta da Omero nell'Odissea.
39:21Da fonti successive sappiamo che Schilla
39:23era una bellissima ninfa di cui era innamorato Glauco,
39:27un dio marino metà uomo e metà pesce,
39:29ma la sua rivale in amore, la maga Circe,
39:32usò la magia per trasformarla in un mostro.
39:37Questa descrizione è in linea con
39:39le fonti latine su Schilla,
39:41che viene trasformata in un ibrido,
39:43metà umano e metà animale,
39:46dove la parte superiore del corpo è femminile.
39:51In Omero, la storia di Schilla
39:53è indissolubilmente legata a quella di Cariddi,
39:56lo spaventoso mostro marino
39:57che vive dall'altra parte dello stretto di Messina.
40:01Nell'Odissea, Ulisse viene minacciato da entrambi i mostri,
40:04mentre attraversa il canale con i suoi uomini.
40:07Ma per evitare Cariddi,
40:08Ulisse costringe i suoi
40:10ad avvicinarsi pericolosamente a Schilla,
40:12che sarà responsabile della morte di sei di loro.
40:16Successivamente, bloccato su una zattera,
40:18Ulisse viene risucchiato verso lo stretto
40:20e obbligato a passare accanto a Cariddi.
40:26Schilla e Cariddi
40:27sono due figure destinate a incarnare
40:30i pericoli che il mare può rappresentare per l'uomo.
40:33Schilla è in un certo senso
40:37il pericolo visibile del mare.
40:42Il suo aspetto mostruoso è noto a tutti
40:45sin dall'antichità.
40:46Mentre Cariddi
40:50rappresenta i pericoli nascosti.
40:54Infatti è senza volto,
40:56senza corpo,
40:58quasi a volere personificare il fondo del mare.
41:01la parte è nascosta,
41:04il pericolo che non si vede
41:06e si percepisce solo attraverso altri sensi.
41:10Forse anche per questo
41:12Schilla e Cariddi
41:13si trovano su speroni di roccia
41:15di altezze diverse.
41:19Schilla è collocata molto in alto
41:21ed è sporgente,
41:23mentre Cariddi si trova
41:24su uno scoglio decisamente più basso.
41:27Che cosa si cela dietro il mito
41:35dei due mostri marini?
41:37Quali fenomeni hanno dato vita
41:39alla leggenda
41:40scaturita probabilmente
41:41dalla paura del mare
41:42e dell'ignoto degli antichi greci?
41:45Per scoprire
41:46che cosa si nasconde dietro
41:47queste creature spaventose
41:49dobbiamo spostarci a Roma
41:51dove incontriamo Gian Maria Sannino
41:53responsabile del laboratorio
41:55di modellistica climatica
41:56e impatti dell'Enea,
41:58l'ente italiano
41:59che si occupa di energia e ambiente.
42:04La forma dello stretto di Messina
42:06è fondamentale
42:08per capire anche
42:09perché si è venuto a creare un mito.
42:12Se abbiamo in mente
42:13la cartina dello stretto di Messina
42:16ci rendiamo conto
42:16che in realtà
42:17lo stretto di Messina
42:18rappresenta la punta di una freccia.
42:20Alla sua sinistra
42:21quindi
42:21a dove
42:23è stata posizionata
42:24Cariddi
42:25e invece
42:26a destra
42:27è stata posizionata
42:28Scilla.
42:31Omero
42:31ha collocato
42:32i due mostri
42:33sui lati opposti
42:34di una strozzatura
42:35dello stretto.
42:36Il loro posizionamento
42:37è tutt'altro
42:38che arbitrario.
42:40Sarà alla ricerca
42:40oceanografica
42:41a fare luce
42:42sulle origini
42:43di questo mito.
42:46Scilla e Cariddi
42:47nella realtà
42:48sono dei vortici
42:50che vengono generati
42:51vicino alla costa
42:52siciliana
42:53o calabrese
42:54a causa delle intense
42:55correnti di marea
42:56che vengono generate
42:57dalla trazione
42:58della luna
42:58del sole
42:59con il nostro pianeta
43:00e quindi
43:00con i nostri mari
43:02e con i nostri oceani.
43:04A Messina
43:04si generano
43:05le correnti
43:06più intense
43:07del Mediterraneo
43:08a parte
43:09lo stretto
43:09di Gibraltar
43:10e questo
43:11per un motivo
43:12particolare.
43:14Il mar Tirreno
43:15che è il mare
43:16che si trova
43:17a nord
43:18della Sicilia
43:19il mar Ionio
43:19e il mare
43:20che si trova
43:20a sud
43:21della Sicilia
43:21in realtà
43:22rispondono
43:23alla luna
43:24in maniera
43:24differente
43:25quando il terreno
43:26si alza
43:27lo Ionio
43:28si abbassa
43:28e viceversa.
43:33Approfondiamo
43:34il discorso
43:35su Scilla
43:35e Cariddi
43:36spostandoci
43:37in un interessante
43:38laboratorio
43:39oltralpe.
43:42Eccoci di fronte
43:44alla piattaforma
43:44più grande
43:45al mondo
43:45in grado
43:46di ricreare
43:47la forza
43:47di Coriolis
43:48appartiene
43:50a Leggi
43:50il Laboratoire
43:51des Sécoulements
43:52Geophysiques
43:53et Industriels
43:54di Grenoble
43:54in Francia.
44:06Incontriamo
44:07la dottoressa
44:07Maria Eletta Negretti
44:09apprezzata
44:10ricercatrice
44:10specializzata
44:11in idromeccanica.
44:13Si occupa
44:14di studiare
44:14i cambiamenti
44:15dei flussi geofisici
44:16e i suoi esperimenti
44:18rivelano nuove
44:19e interessanti
44:19informazioni
44:20sulle correnti
44:21nello stretto
44:22di Messina.
44:24All'interno
44:25della piattaforma
44:26rotante
44:26la dottoressa
44:28Negretti
44:28è in grado
44:29di riprodurre
44:30il movimento
44:30delle correnti
44:31e delle maree
44:32nello stretto.
44:35Questo interessante
44:36esperimento
44:37ci permetterà
44:38di determinare
44:39se la forza
44:39delle correnti
44:40può aver contribuito
44:41alla nascita
44:42del mito
44:42di Scilla
44:43e Cariddi.
44:46Certo
44:47le maree
44:48sono il fattore
44:48principale
44:49ma ci sono
44:50altri fenomeni
44:51fisici
44:52che concorrono
44:52alla creazione
44:53dei vortici
44:54nello stretto
44:55di Messina.
44:59Il primo
45:00fra tutti
45:01è la componente
45:02baroclina
45:02ossia
45:04la differente
45:04densità
45:05delle acque
45:05e dei due
45:05bacini.
45:07L'acqua
45:08del terreno
45:08è più leggera
45:09perché contiene
45:10meno sale
45:10mentre l'acqua
45:12proveniente
45:12dall'ionio
45:13ha una maggiore
45:14concentrazione
45:15salina
45:15perché comprende
45:17acque provenienti
45:18dal Mediterraneo
45:18orientale.
45:23Un altro
45:24effetto
45:24fondamentale
45:25è dato
45:26dalla conformazione
45:27geologica
45:28dello stretto
45:28di Messina.
45:30A causa
45:30di un terrazzamento
45:31sommerso
45:32il canale
45:32si stringe
45:33e si abbassa
45:34creando una strettoia
45:36in cui la corrente
45:36si intensifica
45:37notevolmente.
45:39All'interno
45:40della vasca
45:40è stata
45:41riprodotta
45:41fedelmente
45:42la conformazione
45:43dello stretto.
45:44Uno speciale
45:45colorante
45:45viene aggiunto
45:46all'acqua
45:47in modo
45:47da rendere
45:48con maggiore
45:48evidenza
45:49i movimenti
45:50dei liquidi.
45:51Grazie a un taglio
45:52di luce laser
45:52è possibile
45:53visualizzare
45:54perfettamente
45:55l'andamento
45:56dei flussi
45:56e ottenere
45:57così informazioni
45:58precise
45:59sui fenomeni
46:00idrodinamici
46:01nello stretto
46:02di Messina.
46:06Assistiamo
46:06in diretta
46:07alla formazione
46:08dei vortici
46:09di Scilla
46:10e di Cariddi
46:10in prossimità
46:11degli ostacoli
46:12naturali
46:13che generano
46:14significativi
46:15schemi di ricircolo.
46:24I due vortici
46:25diventano
46:26ancora più forti
46:27quando l'acqua
46:28dello Ionio
46:28attraversa
46:29lo stretto
46:30ed entra
46:30nel bacino
46:31tirrenico.
46:32a ben guardare
46:34il vortice
46:35di Scilla
46:35è molto più debole
46:36e addirittura
46:37scompare
46:38quando le correnti
46:39marine
46:39si muovono
46:40verso sud
46:41dal mar
46:42Tirreno
46:42all'Oionio.
46:45Quindi
46:46il consiglio
46:47che Circe
46:47dispensa a Ulisse
46:48di passare
46:49lo stretto
46:50tenendosi vicino
46:51a Scilla
46:51per evitare
46:52la furia
46:52spaventosa
46:53di Cariddi
46:54è sorprendentemente
46:55corretto
46:56perché
46:57seguendo questa
46:57rotta
46:58l'eroe greco
46:59avrebbe potuto
47:00evitare
47:00la furia
47:00ben più
47:01grande
47:01di Cariddi.
47:05In fin
47:06dei conti
47:07Omero
47:08potrebbe essere
47:08annoverato
47:09tra i padri
47:10dell'oceanografia
47:11o perlomeno
47:12essere considerato
47:13un acuto
47:14e preparato
47:14osservatore
47:15dei fenomeni
47:16marini.
47:19A questo
47:20si aggiunga
47:21che ai tempi
47:21di Omero
47:22Scilla
47:23e Cariddi
47:23apparivano
47:24ancora più
47:24spaventosi
47:25rispetto a come
47:26li conosciamo
47:27oggi.
47:29Quello che sappiamo
47:30è che
47:313.000 anni fa
47:31il livello
47:32del mare
47:32era più
47:33basso
47:34dell'attuale
47:35un metro
47:36e mezzo
47:36almeno
47:37più basso
47:37di quello
47:38attuale
47:39e di questo
47:40possiamo
47:40esserne
47:41più certi
47:42perché
47:42abbiamo
47:43delle rovine
47:45le rovine
47:46romane
47:47le rovine
47:48greche
47:49quindi
47:49tutte
47:50quelle
47:50porti
47:52anche
47:52dell'antichità
47:54che
47:54ancora ci sono
47:55e che
47:56oggi
47:56sono
47:56sommersi
47:57quindi
47:58attraverso
47:59misurazioni
48:01del livello
48:01del mare
48:02che c'è
48:03adesso
48:03e della
48:04posizione
48:05delle
48:06pietre
48:08che
48:08in qualche
48:08modo
48:08rappresentavano
48:10i porti
48:10di 2.000
48:113.000
48:12anni fa
48:12è possibile
48:13riuscire
48:14a ricostruire
48:14quale fosse
48:15il livello
48:15del mare.
48:18Gli speroni
48:19rocciosi
48:19di Scilla
48:20e Cariddi
48:20e il livello
48:21del mare
48:22più basso
48:22ci conducono
48:23a una conclusione
48:24inaspettata
48:25e cioè
48:26che i fenomeni
48:27idrodinamici
48:28nello stretto
48:28di Messina
48:29dovevano
48:30essere
48:30decisamente
48:31più
48:31impetuosi
48:32rispetto
48:32a come
48:32li
48:33conosciamo
48:33ora.
48:35Immaginiamo
48:36un
48:37marinaio
48:38di 3.000
48:38anni fa
48:38che si trova
48:39a passare
48:40attraverso
48:41lo stretto
48:41di Messina
48:42vede
48:42un ribollire
48:43di acque
48:44questo è un altro
48:45fenomeno
48:45molto importante
48:46l'acqua
48:46comincia a ribollire
48:47comincia a ribollire
48:49perché ci sono
48:50anche fenomeni
48:51intensi
48:51di onde
48:51interne
48:52quindi onde
48:52sottomerine
48:53alte decine
48:54di metri
48:54la cui cresta
48:56sale in superficie
48:57e comincia a far
48:57ribollire
48:58l'acqua
48:58quindi è difficile
48:59per un marinaio
49:00di 3.000 anni fa
49:01dare una spiegazione
49:02scientifica
49:03a tutto questo
49:04l'unica spiegazione
49:05che riesce a darsi
49:05è che
49:06nelle profondità
49:07del mare
49:08a Scilla
49:08o a Carit
49:09ci sono due mostri
49:10senza dubbio
49:13Omero
49:14possedeva
49:14una maggiore
49:15conoscenza
49:16dei fenomeni
49:16marini
49:17e della navigazione
49:18rispetto ad altri
49:19autori
49:19contemporanei
49:20le sue descrizioni
49:22sono così
49:23dettagliate
49:24da aprire la strada
49:25a nuovi
49:26interessanti
49:27spunti
49:27di indagine
49:28per fare luce
49:32su altri
49:32intriganti misteri
49:34legati
49:34all'odissea
49:35ci spostiamo
49:36a Parigi
49:36alla Maison des Socéans
49:39che fa parte
49:40di un progetto
49:40più ampio
49:41legato all'istituto
49:42oceanografico
49:43di Monaco
49:44l'istituto
49:45venne fondato
49:46nel 1906
49:47dal principe
49:48Alberto I
49:49di Monaco
49:50che dedicò
49:51gran parte
49:51della sua vita
49:52all'oceanografia
49:53e all'appassionata
49:54lettura di Omero
49:55a Parigi
49:58incontriamo
49:58Jacqueline Goy
49:59affermata
50:00etiologa francese
50:02che ci aiuterà
50:03a rileggere
50:03i versi di Omero
50:04da una prospettiva
50:05oceanografica
50:06alla ricerca
50:07di nuove
50:08e intriganti
50:09intuizioni
50:09è chiaro
50:12che Omero
50:13è stato il primo
50:13è lui
50:15che ha segnato
50:16l'inizio
50:16della oceanografia
50:17le sue descrizioni
50:20del mar Mediterraneo
50:21sono così precise
50:22che ci permettono
50:23di ricavarne
50:24la storia oceanografica
50:25l'idrodinamica
50:27è descritta
50:28con precisione
50:29Omero
50:30sottolinea
50:30spesso che
50:31Ulisse
50:31naviga
50:32sul dorso
50:32vasto
50:33del mare
50:33è un'espressione
50:34che ritorna
50:35più volte
50:35e richiama
50:36perfettamente
50:37il mare calmo
50:38per non parlare
50:39delle descrizioni
50:40delle tempeste
50:41dove la furia
50:42dei venti
50:42scatena
50:43onde altissime
50:44in base agli indizi
50:49che ci offre
50:49una lettura
50:50dell'Odissea
50:51in questa inedita
50:52chiave
50:52possiamo addirittura
50:54risalire ai cambiamenti
50:55climatici
50:56in atto
50:56al tempo
50:57di Omero
50:57la tarda età
51:00del bronzo
51:01l'epoca in cui
51:02sono ambientate
51:03le vicende
51:03narrate
51:04è stata
51:05caratterizzata
51:06da un brusco
51:06innalzamento
51:07della temperatura
51:08Omero
51:09descrive
51:09gli effetti
51:10del cambiamento
51:11climatico
51:11in maniera
51:12piuttosto
51:13sorprendente
51:14per esempio
51:15parla di alberi
51:16che danno frutti
51:17tutto l'anno
51:18e poi
51:19quando Ulisse
51:19vuole costruire
51:20una zattera
51:21per fuggire
51:22dall'isola
51:22di Ogigia
51:23nell'attuale
51:24stretto
51:24di Gibilterra
51:25la ninfa
51:26Calipso
51:26gli dice
51:27di procurarsi
51:28il legno
51:28necessario
51:29in una foresta
51:30completamente secca
51:31altro indicatore
51:32di clima insolitamente
51:33caldo
51:34la conseguenza
51:38di quel riscaldamento
51:39repentino
51:39è molto semplice
51:41con l'aumentare
51:42della temperatura
51:42aumenta l'evaporazione
51:44e se c'è evaporazione
51:45vuol dire
51:46che l'oceano atlantico
51:47entra nel mar mediterraneo
51:48con una certa violenza
51:50abbastanza forte
51:51da rendere complicata
51:52l'uscita
51:53quindi non si poteva
51:54uscire dal bacino
51:55mediterraneo
51:56perché la corrente
51:57entrante
51:57era troppo forte
51:59anche per questo
52:00riteniamo
52:00che il viaggio
52:01di Ulisse
52:01sia rimasto
52:02circoscritto
52:03al mediterraneo
52:04il cambiamento
52:08climatico
52:09sembrerebbe
52:10spiegare
52:10perché nell'antichità
52:12le correnti
52:12dello stretto
52:13di Messina
52:13così come quelle
52:14dello stretto
52:15di Gibilterra
52:16fossero più impetuose
52:18e sarebbe
52:18un'ulteriore conferma
52:20all'ipotesi
52:20che l'odissea
52:21sia una storia
52:22legata al mar
52:23mediterraneo
52:24da queste preziose
52:26intuizioni
52:26si deduce
52:27che l'oceanografia
52:29la più affascinante
52:30delle scienze
52:31come ebbe a descriverla
52:32il principe Alberto I
52:34di Monaco
52:34durante un discorso
52:35alla Sorbona
52:36di Parigi
52:37deve la sua nascita
52:38a Omero
52:39e in particolare
52:40all'odissea
52:41mi piace pensare
52:44che la magia
52:46di Omero
52:46sull'oceanografia
52:48così come la percepivano
52:49loro
52:50così come la vedevano
52:51loro
52:51in realtà
52:51è quella che muove
52:52ancora
52:53gli oceanografi
52:54attuali
52:55cioè la voglia
52:56di esplorare
52:57quello che ancora
52:58non conosciamo
52:59andare oltre
53:00Omero
53:02si è dato
53:02le sue spiegazioni
53:03ovviamente
53:03di tipo epico
53:05di tipo
53:05leggendario
53:07noi invece
53:08cerchiamo
53:09di scoprire
53:10come funziona
53:11il nostro pianeta
53:12come funzionano
53:13i nostri oceanali
53:14da un punto di vista
53:15scientifico
53:15ma molto probabilmente
53:16siamo animati
53:18esattamente
53:18dalla stessa passione
53:20che aveva Omero
53:213000 anni fa
53:22Eccoci di nuovo
53:27in studio
53:27con Massimo Cultraro
53:29archeologo
53:29professore ben ritrovato
53:31a proposito
53:32di navigazioni antiche
53:33un po' il tema centrale
53:34di questa nostra conversazione
53:36di recente
53:37un suo collega
53:38Francesco Tiboni
53:39ha avanzato
53:40un'ipotesi
53:41che cioè
53:41il cavallo
53:42fosse una nave
53:44è plausibile?
53:46Personalmente
53:47non credo
53:47che fosse così
53:48perché abbiamo
53:49un'intera documentazione
53:52iconografica
53:53che peraltro
53:53comincia anche
53:54abbastanza presto
53:55agli inizi del settimo
53:56quindi a ridosso
53:57del momento in cui
53:58Omero
53:59o chi per lui
54:00mette per iscritto
54:02quelli che sono
54:03i due
54:03celebri capolavori
54:05l'Iliade
54:05e l'Odissea
54:06e sono queste fonti
54:07iconografiche
54:08presenti in Grecia
54:10che documentano
54:11la rappresentazione
54:12di un cavallo
54:13quindi il marchigegno
54:15esattamente come
54:15poi più tardi
54:17viene immaginato
54:18l'ipotesi
54:19di Tibone
54:20tuttavia
54:20può essere recuperata
54:22perché ha il vantaggio
54:23di tirar fuori
54:24una fonte
54:25poco nota
54:26legata
54:27alla presenza
54:28di una curiosa
54:29imparcazione
54:30mercantile
54:31fenicia
54:31che portava
54:32il nome
54:33di Ipeios
54:34la cavalla
54:35o qualcosa
54:36legato al monto
54:37dei cavalli
54:38io credo
54:38da archeologo
54:39che la confusione
54:41sia dettata
54:42dal fatto
54:42che le prue
54:43delle navi
54:45di questo periodo
54:46sia quelle micenee
54:47che quelle
54:47del vicino oriente
54:48avessero
54:49l'estremità
54:51conformata
54:52a testa di animale
54:53quindi possiamo
54:53immaginare
54:54una nave
54:54che terminava
54:55con una testa
54:56di cavallo
54:57ecco da qui
54:58ne nasce
54:58la confusione
54:59professore
54:59nel documentario
55:00abbiamo visto
55:01un altro esperimento
55:03molto affascinante
55:04un esperimento
55:05di rifrazione
55:06del suono
55:07nell'arcipelago
55:08delle sirene
55:09di fronte
55:09alla costiera
55:10amalfitana
55:11insomma
55:11è stato pensato
55:12immaginato
55:13e realizzato
55:14che fossero
55:15versi di animale
55:16e con l'eco
55:18sulla base
55:19della conformazione
55:20della costa
55:20che ne pensa lei?
55:22questa ipotesi
55:23è abbastanza plausibile
55:24perché
55:25conferma
55:27quello che
55:27l'archeologia
55:28ha sempre detto
55:30è anche dimostrato
55:31in tempi recenti
55:32cioè che
55:33la più antica
55:34localizzazione
55:35del luogo
55:36delle sirene
55:37di Omero
55:38va da ricercato
55:39proprio
55:40sulla costa
55:41campana
55:42non lontano
55:43da Cuma
55:44probabilmente
55:45al momento
55:45della fondazione
55:46di Cuma
55:47chi fonda
55:48la città
55:49aveva anche
55:49portato
55:50questa antica
55:51tradizione
55:52che collocava
55:52le sirene
55:53questi esseri
55:54ibridi
55:55non lontano
55:55da queste
55:56isole
55:57dalle quali
55:58venivano fuori
55:59degli strani suoni
56:00che si mescolavano
56:01a quelle
56:02degli uccelli
56:03infatti
56:04l'identificazione
56:05delle sirene
56:06Omero
56:07non ne dà una descrizione
56:08ma lo sappiamo
56:08dai suoi commentatori
56:10avevano
56:11il corpo
56:11di donna
56:13meglio
56:14la testa
56:15di donna
56:16su un corpo
56:16di volatile
56:18quindi
56:18esseri ibridi
56:19che si muovevano
56:20e conducevano
56:21i naviganti
56:22altro modo
56:23di cui si servivano
56:25i navigatori
56:26del secondo millennio
56:28per muoversi
56:29nelle perigliose
56:30acque
56:30del Mediterraneo
56:31Professor Cultrano
56:32grazie per averci
56:33accompagnato
56:34attraverso
56:35questi racconti
56:36in questa tappa
56:37che ci porta
56:38poi all'ultima puntata
56:40ci rivedremo
56:40per l'ultima puntata
56:42in cui si compie
56:43l'atto finale
56:43il destino finale
56:44l'arrivo a Itaca
56:45e la vendetta
56:46l'arrivo a Itaca
56:50Grazie a tutti.
57:20Grazie a tutti.
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