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00:30Il termine biodiversità è stato coniato dall'entomologo statunitense Edward Osborne Wilson
00:40per indicare la varietà degli organismi viventi nelle loro diverse forme e nei rispettivi ecosistemi.
00:47In questa puntata incontreremo varie forme di biodiversità e cercheremo di capire perché sia importante proteggerle dalle conseguenze negative delle attività umane.
00:57Iniziamo dalla biodiversità marina, oggetto delle ricerche di un biologo di fama mondiale, Roberto Danovaro.
01:13Mari e oceani rappresentano di gran lunga il più grande ecosistema del pianeta.
01:19Non solo coprono il 70% della superficie terrestre, ma con la loro profondità di oltre 4 km
01:25riescono ad avere una tridimensionalità che è praticamente sconosciuta all'ambiente terrestre.
01:32Parliamo di un miliardo e 300 milioni di chilometri cubi d'acqua
01:36che rappresentano circa il 98% e più di tutta l'acqua del pianeta.
01:41Questo enorme volume ospita vita in tutte le sue porzioni, dalla superficie alle maggiori profondità.
01:46Parliamo di organismi microscopici, batterie e virus, ma anche dei giganti, più grandi giganti del pianeta
01:58come la grande balenotta razzurra, organismi da 170 tonnellate di peso, grossi e pesanti come decine e decine di elefanti messi assieme.
02:08Tutti questi organismi lavorano tra di loro per darci dei servizi ecosistemici fondamentali
02:13che sono quelli che viviamo tutti i giorni. Respirare, ad esempio, l'ossigeno, il 50% dell'ossigeno del pianeta
02:18viene prodotto da microalghe degli oceani, ci danno cibo, assorbono la diure carbonica, insomma, lavorano per noi.
02:26Abbiamo quindi il dovere di conoscerli e di proteggerli.
02:33Ma finora conosciamo solo 250.000 specie su circa 2 milioni di specie scoperte e censite a livello globale,
02:41quindi la maggior parte delle specie che conosciamo, come ovvio che sia, sono a terra, dove abbiamo più facilità
02:47di incontrare gli organismi. Dei mari invece conosciamo ancora molto poco. Per molti gruppi possiamo conoscere
02:52dal 10 al 50% delle specie. Abbiamo scoperto ancora recentemente delle nuove specie di balene, come la balenotta di Omura,
03:00che prima erano sconosciute e che ci dicono quanto poco ancora sappiamo del pianeta blu.
03:05Un pianeta blu che è fortemente in crisi e minacciato dall'uomo sostanzialmente, in modo sia diretto che indiretto.
03:13La prima causa della grossa crisi del pianeta blu è quella della pesca.
03:18La pesca con delle attività, ad esempio, di pesca strascico che sradicano gli organismi al fondale,
03:24distruggono gli habitat, unito ovviamente all'effetto dell'uomo con rilascio di inquinanti,
03:29di plastica, di spazzatura ed infine l'effetto dei cambiamenti climatici, che sicuramente sta facendo sentire
03:36sempre di più il suo peso. Basti pensare all'importante effetto, diciamo, delle ondate di calore
03:42che sbiancano porzioni intere di barriere coralline.
03:47Allora abbiamo bisogno di trovare delle soluzioni per combattere questi cambiamenti,
03:51che consistono sostanzialmente in una rivoluzione copernicana.
03:55L'uomo deve smettere di pensare al mare come un serbatoio inesauribile da cui prendere tutto quello che gli serve.
04:02Dobbiamo avere una modalità sostenibile di pesca, trasformando la pesca in attività di acquacoltura,
04:08quindi allevando gli organismi, ma non allevando tonni o pesci grandi,
04:16ma quanto piuttosto gli organismi piccoli, sostenibili, come bivalvi ed altri.
04:21Abbiamo bisogno di proteggere il mare da rilascio di contaminanti ed inquinanti
04:27e quindi avere un'economia circolare che ricicli invece che gettare a mare la spazzatura.
04:32Ed infine abbiamo bisogno di restaurare il pianeta blu,
04:34ricostruire quegli habitat che abbiamo distrutto in oltre 70 anni di attività indiscriminate.
04:40Dalle meraviglie della biodiversità marina alle specie viventi che possiamo scoprire nei laghi.
04:49Mario Tozzi, in un estratto dalla trasmissione Sapiens, ci mostra i tesori del lago di Paola a Latina.
04:54Sono sceso qui sul lago di Paola in uno dei canali che collegano il lago stesso col mare.
05:05Una volta questi canali erano tutti naturali.
05:08Questo invece è un canale risagomato e ricreato dai romani addirittura.
05:13Stiamo parlando del primo secolo. Perché è importante questo posto?
05:17Perché questo è diventato un luogo scrigno, come si dice, un po' in maniera retorica, della biodiversità,
05:23cioè della ricchezza della vita. Infatti, se noi prendiamo una videocamera e la mettiamo qui in acqua,
05:32con un po' di attenzione possiamo cominciare a vedere molte forme di vita.
05:34Beh, intanto qui c'è un granchietto che subito guarda sospettoso la camera.
05:40Poi ci sono diversi pesci, ecco, se ci mettiamo nel senso della cotrente, tante conchiglie, lamelli branchi,
05:45ma soprattutto quello che è più interessante, ora non li vedremo adesso, ma le immagini ne abbiamo già catturate,
05:51sono dei cavallucci marini, una colonia di ipocampi. Perché sono interessanti?
05:57Perché sono animali molto indicatori della biodiversità, della ricchezza della vita, molto delicati.
06:04Per questa ragione non li vediamo più nelle nostre spiagge, mentre un tempo, quando ero ragazzo io, al mare li vedevo sempre.
06:09Questi ipocampi, come sapete, sono animali particolari.
06:12È il maschio che partorisce sostanzialmente, attraverso una sacca marsopiale, le uova e le cura.
06:18Sono agilissimi, bellissimi da vedere in acqua, purtroppo sono tormentati dagli inquinamenti, questo in tutto il mondo,
06:24e in certi paesi, soprattutto in Asia, vengono sterminati perché si ritiene che siano sostanze che permettano di essere più virili sessualmente per i maschi.
06:3635 milioni di cavallucci marini ogni anno vengono sterminati per questa ragione assurda e priva di senso.
06:42Ma il lago di Sabaudia e tutto il complesso idraulico che c'è qui attorno sono anche, naturalmente,
06:50sede di una grande ricchezza di avifauna, di uccelli legati alla vita nelle acque.
06:56Questi uccelli qui trovano la loro possibilità di sosta, ma nel mondo subiscono gravi problemi.
07:02La fusione dei ghiacci, che porta all'innalzamento del livello dei mari,
07:05porta anche allo spostamento delle correnti migratorie e dei branchi di pesci, che sono l'alimento di questi uccelli.
07:11Dunque sconvolgono le catene biologiche e le catene alimentari.
07:15Per questa ragione il cambiamento climatico influisce anche sugli uccelli marini,
07:19che nulla avrebbero a soffrire da una temperatura più calda o meno calda,
07:24ma in realtà sono lo stesso vittime di questi cambiamenti.
07:28La conservazione della biodiversità terrestre è uno dei pilastri dell'azione del WWF,
07:33l'organizzazione internazionale che dal 1961 promuove la protezione dell'ambiente naturale del nostro pianeta.
07:41Ce ne parla Isabella Pratesi.
07:50La biodiversità è l'essenza della vita, la matrice della biosfera.
07:55Eppure il nostro pianeta sta affrontando una crisi drammatica.
07:59Perdiamo biodiversità a una velocità inimmaginabile.
08:03Pensate che le Nazioni Unite ci dicono che più di un milione di specie è a rischio su tutto il pianeta.
08:10E questo è vero anche per l'Italia.
08:12Più del 50% delle nostre specie faunistiche è in uno stato di conservazione inadeguato o cattivo.
08:20E questo vuol dire che dobbiamo fare molto di più per conservare quella che è una matrice fondamentale
08:28per la nostra vita su questo pianeta.
08:30Il WWF da sempre si batte per conservare la biodiversità.
08:34Abbiamo protetto ecosistemi, abbiamo riportato specie da dove si erano istinte,
08:39abbiamo tutelato luoghi importantissimi della nostra bellissima Italia.
08:44Ma oggi dobbiamo fare molto di più.
08:46Oggi la sfida è quella di proteggere più del 30% del nostro territorio terrestre e marino
08:53e iniziare a ricostruire quello che abbiamo distrutto.
08:57Dobbiamo ricostruire gli ecosistemi, dobbiamo riportare le specie, gli animali lì dove si sono istinte,
09:04dobbiamo insieme dare un futuro diverso alla nostra umanità.
09:08Questo percorso si chiama Nature Positive.
09:10Fermarci dalla distruzione e iniziare a guardare un futuro in cui la natura viene ricostruita insieme.
09:23Uno degli habitat più minacciati e più distrutti nel mondo e anche in Italia sono le zone umide.
09:30Quella rete di acque che avvolgeva il nostro pianeta e che permetteva alla biodiversità di mantenersi
09:37e di fornire anche importantissimi servizi per l'umanità.
09:41Il WWF da sempre conserva in Italia le zone umide, ma ne abbiamo perso più del 60%.
09:48E per questo è importantissimo continuare a tutelare tutti quei luoghi in cui c'è l'acqua,
09:54tutti quei luoghi in cui gli animali arrivano o perché stanno migrando o perché hanno bisogno di riprodursi.
10:00E hanno bisogno delle zone umide non soltanto per il loro bene, ma anche per il bene dell'umanità.
10:07Il WWF lo fa attraverso la tutela del sistema delle osi.
10:12Moltissime delle nostre osi sono zone umide e queste servono anche a difenderci dalla crisi climatica.
10:19Perché proteggere l'acqua, proteggere la natura che accumula l'acqua per il nostro benessere,
10:25per quello degli altri animali, è un'azione fondamentale.
10:30Siamo abituati a pensare alla biodiversità come a qualcosa che si trova in campagna,
10:37in montagna, sui fondali marini oppure nelle osi naturalistiche.
10:42Invece anche all'interno delle città ci sono dei veri e propri patrimoni di biodiversità.
10:47Sembrerà strano, ma alcune specie preferiscono stare nei centri abitati
10:51dove trovano condizioni ideali per vivere e per riprodursi.
10:55Ce lo mostra un servizio del TGR Leonardo, il notiziario scientifico ambientale curato dalla TGR Rai.
11:05Normalmente ci immaginiamo le città come degli ambienti ostili agli animali.
11:09In realtà le città, rispetto soprattutto a molti ambienti che consideriamo più naturali tutto intorno,
11:15offrono numerose risorse agli animali di cui spesso non ci accorgiamo.
11:19Le città offrono tanto cibo, soprattutto nella forma dei nostri rifiuti.
11:23Le città sono ambienti più caldi rispetto alle campagne circostanti per un effetto che si chiama isola di calore.
11:30E infine le città offrono tante risorse anche per proteggersi, per esempio dai predatori o addirittura nidificare.
11:38Quindi le città sono una fonte inesauribile di rifugi per tante specie diverse.
11:42Marco Granata è un appassionato biologo, autore di Bestiario invisibile, guida gli animali delle nostre città.
11:47Un viaggio nella natura, senza andare troppo lontani dalle nostre case, perché la città offre un vero e proprio ecosistema.
11:55Sì, lì c'è una testugine dalle orecchie rosse, o tra chemiscripta elegans.
12:01Si tratta diciamo di un caso molto comune nelle città, ovvero una specie invasiva.
12:06Una specie che è stata trasportata volontariamente o involontariamente dall'essere umano da una parte all'altra del mondo.
12:13Diciamo da un territorio dove naturalmente rappresenta un territorio dove invece non c'era mai stata prima.
12:18Una passeggiata per il lungo po' di Torino ci mostra uno spaccato naturalistico inaspettato a pochi metri dal traffico cittadino e dai palazzi.
12:26Approfittando del po' in secca, le folaghe hanno nidificato.
12:29Maschio e femmina si aggirano difendendo le uova dai predatori, come il maestoso airone cinerino.
12:35Intorno i germani reali con i loro pulcini ormai sono diventati una componente normale dell'ambiente fluviale cittadino, così come i gabbiani e lo svasso.
12:44Le specie che volano sono le più normali da vedere di giorno e chi pensa di chiudere la porta di casa e lasciare la natura fuori si dovrà ricredere.
12:52Anche le nostre case sono degli ecosistemi e in quanto ecosistemi offrono numerosi habitat a tante specie diverse.
12:58Oltre alle blatte, alle formiche, che pure conosciamo in tanti, ci sono numerose altre specie, come appunto i centopiedi, i ragni,
13:07che ci aiutano nel gestire anche le popolazioni di blatte e di altri infestanti.
13:12Allo stesso modo ci sono numerosi impollinatori, come appunto le api, i bombi, che collaborano all'impollinazione, che è un importante servizio ecosistemico.
13:21Una farfalla sul balcone non è solo bellezza, ma anche l'affermazione che la natura si adatta sempre,
13:27nonostante tutti i danni che quotidianamente le infliggiamo.
13:31Vediamo ora un esempio di biodiversità cittadina.
13:34Andiamo nel cuore di Roma in compagnia della storica dell'arte Alberta Campitelli a visitare i giardini segreti di Villa Borghese.
13:47Giardini segreti di Villa Borghese sono stati ripristinati in occasione del giubileo del 2000
13:52e nel ripristino non solo abbiamo cercato di riprodurre il disegno originale dell'aiuole,
13:59ma anche di rinnovare, ritornare a quella ricchezza botanica, a quella biodiversità,
14:05che era una caratteristica del giardino secentesco.
14:08Il cardinale Scipione era il nipote del papa Paolo V Borghese.
14:12Quando commissionò questi giardini, in virtù del potere e del suo ruolo,
14:17si faceva mandare le piante più rare e pregiate dalle Americhe, dai paesi del nord Europa e così via.
14:24E quindi riuscì ad allestire dei giardini con una ricchezza botanica veramente incredibile per l'epoca.
14:30Purtroppo di tutto questo ci resta una documentazione soprattutto scritta,
14:40perché noi abbiamo degli elenchi che ci fanno capire che ad esempio di enemoni venerano 30 varietà diverse,
14:48oppure di tulipani venerano un'infinità di tipi e colori che oggi sono impensabili,
14:54quindi una ricchezza in termini di biodiversità oggi non più esistente.
15:00Siamo stati più fortunati con un altro fiore, un bulbo, la Fritillaria imperialis,
15:12perché non solo sappiamo dei documenti che c'era nei giardini segreti,
15:16ma abbiamo anche un dipinto datato 1625 dove la Fritillaria imperialis è raffigurata e quindi l'abbiamo reintrodotta.
15:30Un discorso molto interessante è stato quello degli agrumi, perché anche di agrumi il cardinale aveva una collezione straordinaria,
15:45era tra l'altro una moda del tempo e abbiamo gli elenchi, ma in questo caso ci aiuta anche un dipinto molto molto importante,
15:53è un dipinto di Bartolomeo Bimbi che lavorava per la corte dei granduchi medici della Toscana
16:00e in questo dipinto sono raffigurate oltre 30 varietà di agrumi diversi e noi questi agrumi abbiamo cercato di reintrodurli,
16:08tra questi una varietà molto particolare, il Citrus medica digitata, chiamato anche mano di Buddha,
16:16perché è un limone il cui frutto ha la forma delle dita di una mano.
16:22Oggi il visitatore che viene in questi giardini può non solo ammirare la bellezza delle fioriture,
16:30la ricchezza degli arredi e lo splendore di un luogo che è stato riportato per quanto possibile all'assetto secentesco,
16:39ma può anche capire quanto abbiamo perso in termini di ricchezza botanica e quindi di biodiversità.
16:46Le foreste nel mondo ricoprono un'area complessiva di circa 4 miliardi di ettari,
16:56pari a poco meno del 30% della superficie terrestre.
17:00Sono sistemi complessi, spazi vitali necessari per la salute del pianeta Terra e dei suoi abitanti.
17:06Sentiamo in proposito Giorgio Matteucci del CNR.
17:10La biodiversità è importante a tutti i livelli perché è sostanzialmente quello che ci consente di vivere su questo pianeta
17:21e dobbiamo fare il massimo per preservarla e per non rovinarla ulteriormente.
17:28In particolare sono molto importanti per la biodiversità mondiale le foreste.
17:33Le foreste attualmente sono 4 miliardi di ettari in tutto il mondo.
17:39Purtroppo a livello globale le foreste stanno diminuendo soprattutto per la diforestazione tropicale,
17:44però ci sono diverse aree del globo dove le foreste aumentano
17:48e una di queste aree dove aumentano è la zona temperata tra cui in Italia.
17:53In Italia le foreste sono ormai 12 milioni di ettari,
17:56più del 35% del nostro territorio e sono tra le aree a maggiore biodiversità che conosciamo,
18:04questo sia a livello nazionale che mondiale.
18:09Sicuramente le foreste più ricche dal punto di vista di biodiversità sono quelle tropicali,
18:13dove il clima chiaramente è ottimale per la biodiversità,
18:16però le foreste a maggiore naturalità sono in realtà alcune delle foreste boreali
18:22perché nelle zone tropicali abbiamo avuto anche molta presenza umana,
18:26mentre nelle zone boreali meno.
18:31In Italia le foreste sono in continuo aumento ormai dal dopoguerra,
18:35sono praticamente raddoppiate e questo lo possiamo vedere anche dal fatto che la fauna sta aumentando
18:42e quindi questi sono aspetti positivi.
18:45Però siamo in una fase di crisi climatica
18:49e quindi dobbiamo fare di tutto per ridurre le emissioni
18:54e quindi ridurre i potenziali impatti che possiamo dare alla biodiversità
18:58perché la biodiversità, oltre a dare un senso alla nostra presenza qui,
19:04è anche molto importante per gli aspetti di salute,
19:09per la possibilità magari di ricavare principi attivi, medicine o altro
19:13e soprattutto per il suo valore intrinseco.
19:16Nel CNR sono molto gli istituti che fanno ricerca sulla biodiversità
19:21in diversi campi, soprattutto nel Dipartimento di Scienze Bioagroilumentare
19:26e Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie Ambientali.
19:31Fanno ricerca dal suolo alle foreste e anche nel mare.
19:36Molto importante, il grosso centro nazionale di ricerca sulla biodiversità
19:42è coordinato dal CNR insieme ad altri 25 tra enti, istituzioni, università e anche privati.
19:49È un progetto di rilevanza, si può dire mondiale, sulla biodiversità
19:54e su come la biodiversità stia rispondendo ai cambiamenti climatici.
19:59Le cosiddette zone umide, gli ecosistemi fluviali e lacustri
20:09sono fondamentali per la biodiversità, ma anche per sostenere la vita dell'uomo sulla terra.
20:15Queste aree sono oggetto dell'attenzione di Martina Borghi di Greenpeace Italia.
20:19Sul nostro pianeta la maggior parte delle acque dolci sono accumulate negli acciai,
20:29ma anche laghi, fiumi, zone umide rappresentano luoghi importanti per la biodiversità
20:35e per la protezione degli habitat.
20:38Infatti queste zone hanno la capacità di servire come interconnessione tra terra e acqua
20:46e rappresentano quindi un habitat fondamentale per molte specie uniche e rarissime.
20:51Purtroppo però queste zone sono anche molto minacciate dall'inquinamento,
20:56dall'agricoltura industriale, dai cambiamenti climatici, dall'espansione delle aree urbane
21:01e questo purtroppo porta in grave pericolo questi ecosistemi
21:05che sarebbero indispensabili per la salute del nostro pianeta.
21:10I fiumi rappresentano un'importante rete idrica per il nostro paese
21:14e svolgono molte funzioni ecologiche fondamentali.
21:18Inoltre, grazie alla diversità degli ecosistemi e degli habitat che attraversano
21:23durante il loro percorso dal delta alla foce,
21:26riescono a creare le condizioni di vita utili e necessarie a migliaia di specie animali e vegetali.
21:32I fiumi purtroppo nel nostro paese sono stati spesso frammentati da grandi opere idrologiche,
21:38ora non particolarmente utili né efficienti,
21:43ma che continuano ad avere un impatto molto forte sulla morfologia e l'ecologia della zona.
21:50I fiumi in Italia hanno spesso subito delle grosse modifiche,
21:55sia in termini strutturali, a causa della costruzione di dighe, di barriere, di argini,
22:00ma anche a livello chimico-fisico, a causa dello sversamento di sostanze inquinanti,
22:05e anche a causa di una modifica delle specie con la pesca,
22:10quindi estrazione intensiva di specie autoctone,
22:13oppure con l'inserimento di specie aliene che sono entrate in contrasto con le specie originarie,
22:18cambiando drasticamente gli habitat e la zona.
22:25Laghi, stagni, paludi, risorgive,
22:27sono tutti habitat naturali che raccogliamo sotto la definizione di zone umide.
22:32Le zone umide hanno un ruolo particolarmente importante perché interconnettono acqua e terra,
22:39in particolare, per esempio, terra e mare nel caso delle lagune,
22:44terra e fiumi nel caso delle paludi,
22:47terra e ghiacciai nel caso delle torbiere alpine.
22:51Quindi hanno una particolare biodiversità
22:54e la capacità in particolare di garantire le condizioni di vita
22:58per delle specie acquatiche,
23:01sia vegetali che animali,
23:03molto rare.
23:06Due terzi delle zone umide in Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni
23:11e questo fenomeno purtroppo ha interessato anche il nostro paese.
23:15A livello europeo si può dire che prima le zone umide fossero molto più diffuse,
23:19invece ora rimangono come aree residuali.
23:20In Italia abbiamo delle zone umide di grande importanza,
23:26anche di rilievo internazionale,
23:28come per esempio il complesso di lagune del Delta del Po,
23:32ma anche le zone umide della costa tirrenica,
23:35in particolare che caratterizzano la Toscana e il Lazio,
23:39i laghi costieri della Puglia
23:41e gli stagni sardi della zona di Cagliari e di Oristano.
23:46Le zone umide in Italia sono particolarmente minacciate
23:48dall'espansione urbana,
23:51dall'introduzione di specie aliene
23:53e dai cambiamenti climatici
23:55su tutti elementi che agiscono in modo combinato tra di loro,
24:01rischiando di mettere ulteriormente in pericolo
24:03queste zone già delicatissime.
24:06Quello che possiamo fare per proteggere la biodiversità degli specchi d'acqua
24:10è impegnarci a livello internazionale
24:13a una gestione più attenta e più sostenibile delle acque,
24:16a una maggiore collaborazione tra paesi,
24:19per esempio, che condividono lo stesso fiume
24:22o bagnati dallo stesso lago
24:23per poter gestire insieme la protezione
24:27e lo sfruttamento adeguato di queste risorse idriche.
24:30Ci vogliono dei piani internazionali
24:33per valorizzare la protezione delle acque dolci,
24:36per garantire i finanziamenti necessari
24:39per la protezione della biodiversità,
24:41per rafforzare le aree naturali protette
24:43e per garantire un sistema di connettività,
24:47un piano di connettività fluviale a livello nazionale.
24:56Un patrimonio di cui noi italiani possiamo essere fieri
24:59è la biodiversità alimentare,
25:01da cui ha origine la dieta mediterranea apprezzata in tutto il mondo.
25:05Una biodiversità da tutelare anche ripensando
25:09il modo in cui coltiviamo, trasformiamo,
25:11trasportiamo, consumiamo
25:13e a volte purtroppo anche sprechiamo il cibo.
25:16Un esperto di questi temi è Massimo Iannetta dell'Enea.
25:22All'inizio del Novecento
25:24eravamo poco più di un miliardo e mezzo di persone,
25:27quindi era facile soddisfare il fabbisogno alimentare
25:30di una popolazione che però poi è cresciuta rapidamente.
25:35Oggi siamo oltre 8 miliardi di persone,
25:38quindi si è verificato un processo di intensivizzazione
25:43delle produzioni agricole,
25:44in particolare negli anni 70,
25:47gli anni che vengono considerati un po' quelli della rivoluzione verde,
25:52è subentrata la chimica attraverso i fertilizzanti,
25:55attraverso la difesa fitosanitaria delle produzioni,
25:59il miglioramento genetico.
26:01Noi abbiamo una grande biodiversità,
26:04oltre un milione di specie,
26:06sia vegetali che animali,
26:07ma di fatto utilizziamo una piccola parte di queste specie,
26:13che sono quelle maggiormente produttive,
26:17quelle più vocate per un processo anche di trasformazione agroindustriale.
26:23E quindi questo ha determinato una perdita di biodiversità
26:27nel corso del tempo.
26:32Dobbiamo segnalare però alcune grandi contraddizioni,
26:36almeno un paio.
26:38La prima è legata al fatto che di questa grande produzione agroalimentare
26:43noi ne consumiamo due terzi.
26:46Un terzo sia per problemi di perdite
26:49durante le fasi del processo di produzione,
26:52di trasformazione e distribuzione,
26:53e un'altra parte riguarda gli sprechi,
26:57quelli che avvengono all'interno delle mura domestiche.
27:00L'altra grande contraddizione è legata alla polarizzazione del cibo,
27:05perché non c'è un'equa distribuzione dello stesso.
27:08Noi abbiamo circa un miliardo di persone
27:10che soffrono problemi di malnutrizione o di scarsa nutrizione,
27:15un altro miliardo di persone più o meno ha invece problemi opposti,
27:19quindi di obesità, di cattiva alimentazione
27:23con tutta una serie di problemi sanitari legati alle malattie non trasmissibili.
27:29Noi su questo stiamo lavorando come Enea
27:32attraverso un processo di innovazione.
27:36Quindi l'innovazione per noi è il fulcro centrale
27:40ed è focalizzata su un approccio
27:43a quelle che sono le cosiddette transizioni agroecologiche
27:48per rendere i sistemi agroalimentari più sostenibili.
27:53Questo lo facciamo ovviamente in ambito internazionale,
27:58in ambito europeo-mediterraneo,
28:00in ambito nazionale con diverse iniziative.
28:03Partecipiamo a dei programmi internazionali delle Nazioni Unite
28:08nell'ambito del programma sui sistemi alimentari sostenibili
28:13e a livello invece europeo
28:16siamo i coordinatori di una grande infrastruttura di ricerca
28:20che si chiama Metro Food
28:22che tiene insieme in diversi paesi,
28:2618 paesi europei e più di 40 istituzioni
28:29che ha come obiettivo proprio quello di misurare
28:33la qualità dei prodotti agroalimentari,
28:36la loro origine, la tracciabilità.
28:39E sul tema proprio dell'origine
28:41il riferimento va alla necessità di individuare
28:47un modello di consumo alimentare
28:50che è strettamente legato al nostro territorio
28:53che è la dieta mediterranea.
28:55La dieta mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO
28:59nel 2010
29:00come patrimonio immateriale dell'umanità.
29:03Perché?
29:03Perché è un insieme di tradizioni e di innovazioni
29:07che mettono insieme una serie di aspetti
29:13che sono legati alla biodiversità.
29:15In primis la variabilità degli alimenti da consumare
29:20nell'arco della giornata e della settimana.
29:24la stagionalità, utilizzare quei prodotti che sono di stagione,
29:29la territorialità, utilizzare quei prodotti
29:31che appunto hanno un'origine specifica legata al territorio.
29:36E quindi questo concetto ci porta a traslare
29:40l'ambito della nutrizione del pianeta
29:43dal concetto globale a quello locale.
29:46nutriamo delle comunità che sono sempre più correlate tra loro
29:50tenendo conto che la popolazione mondiale
29:53si concentra sempre di più nei centri urbani
29:56e il rapporto tra le aree rurali e le città
30:00diventa sempre più importante.
30:02Quindi la conoscenza di come vengono prodotti i cibi
30:06sui territori è fondamentale per i cittadini.
30:11Viene da un inesistente deserto del Nicaragua
30:14lo Scarpantibus, una sorta di uccellaccio preistorico
30:17chiaramente una creatura di fantasia
30:20lanciato dal programma radiofonico Alto Gradimento.
30:24In questo filmato, tratto dalla serata finale di Canzonissima 70
30:28storico show del sabato sera condotto da Corrado e Raffaella Carrà
30:33i due inviati, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni
30:36illustrano al pubblico le caratteristiche dello Scarpantibus
30:39e soprattutto cercano di tenerlo a bada.
30:42Mamma mia, siamo noi, siamo noi, oddio!
30:45Ciao Raffaella, ciao Corrado, ciao!
30:48È dal vivo, eh?
30:49Sì, sì, sì, sì.
30:50È dal vivo!
30:51Oddio, buono, buono, buono!
30:52Silenzio Scarpantibus!
30:53Ma dove li hanno messo? In un pollaio?
30:55No, aspetta un attimo, noi facciamo un programma alla radio
30:58non so se qualcuno lo sa, Alto Gradimento si chiama
31:00300 milioni di ascoltatori all'anno, naturalmente.
31:03Alto Gradimento ascoltato moltissimo dai bambini
31:06la Befana di Firenze, in particolare di Boncompagnia,
31:09e poi dimostrare per la prima volta in anteprima assoluta e mondiale
31:12lo Scarpantibus, che è la nostra mascotte.
31:15Si sente dentro?
31:16Che cos'è lo Scarpantibus?
31:17Buono?
31:17Francesca, lo Scarpantibus è un animalaccio preistorico
31:19trovato nel deserto del Nicaragua, del Nicaragua.
31:23Che aspetto ha?
31:23Ha sembianze vagamente umane.
31:25Tutti i bambini lo sanno ormai, adesso ve lo faremo vedere.
31:28Non si sente purtroppo dentro quello Scarpantibus?
31:30Scarpantibus!
31:31Com'è che non si sente?
31:32Lo sentite voi?
31:33Lo sentite a Roma lo Scarpantibus?
31:35Sì, sì, sì, lo sentiamo.
31:36Si agita moltissimo.
31:37Vogliamo ancora la descrizione di questo animale?
31:40La descrizione, dunque, devi sapere che è,
31:41poi lo vedrete, perché adesso ve lo facciamo vedere,
31:43è alto, alto, un po' tutto spelacchiato,
31:45un po' dispettoso, ma in fondo buono.
31:47Ha delle alette appena accennate,
31:48ma soprattutto delle gambe secche, secche,
31:51spelacchiate e con dei scarponi militari,
31:54senza lacci, importantissimo dettaglio.
31:57Però adesso ve lo facciamo vedere.
31:59Un attimo di suspense, brevissimo,
32:01perché il tempo naturalmente stringe Scarpantibus.
32:03Scarpantibus, ci sono molti ammiratrici dello Scarpantibus,
32:06queste sono le micchie preferite.
32:07Buone, buone.
32:08Vieni fuori, vieni fuori,
32:10per questa anteprima mondiale.
32:11Eccolo lo Scarpantibus!
32:13Fuori, fuori, fuori.
32:14Che fai?
32:15Fuori, Scarpantibus!
32:16No, non fai.
32:17Scarpantibus!
32:18Attento che questo...
32:18Scarpantibus, ci sono le galline.
32:21Scarpantibus, maledetto, che figurate!
32:24Scarpantibus!
32:25Corrado, scusa!
32:26No, niente, niente, voglio vedere fino a dove arrivate.
32:28È un irresponsabile questo.
32:29No, aspetta, adesso ti facciamo vedere,
32:30non sappiamo.
32:30Non lo sentiamo, Scarpantibus.
32:31Scarpantibus, che cos'è questa?
32:33Scarpantibus.
32:34Perché non vieni fuori?
32:35Ci fai fare una figuraccia tremenda.
32:37Facci vedere, proviamo a adulare.
32:39E fatelo uscire, no?
32:40Scarpantibus, buono.
32:41Buono, non paura, vieni fuori.
32:42Raffaella, Carrà, Corrado.
32:44Gianni, scusa, ma siccome ci dicono di affrettare,
32:47cioè, pensavamo, se magari faceste uscire lui,
32:50entraste voi in lì.
32:51Raffaella, scusate, Raffaella,
32:53puoi adulare un po' lo Scarpantibus,
32:54che è molto sensibile a faccio femminile?
32:56Senti, Scarpantibus, prova a uscire fuori,
32:59anche perché dobbiamo stringere i tempi,
33:01si comprensivo con noi che lavoriamo.
33:02Scarpantibus.
33:03Su.
33:03Dai, esci.
33:04Esci.
33:06Ti fai fare una figuraccia.
33:08E senti, Gianni, guarda,
33:10faremo conto che assomigli a voi due,
33:12così lo sappiamo.
33:15Un po' più a lui.
33:16Ben prima degli intrattenitori televisivi
33:19è arrivata la fantasia degli scrittori.
33:22Pensiamo ad esempio ai mostri incontrati da Ulisse
33:25nel suo lungo viaggio di ritorno verso Itaca,
33:28oppure all'Ippogrifo,
33:29cavalcato da Stolfo nell'Orlando Furioso.
33:32Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero
33:34hanno scovato esseri immaginari
33:36nelle letterature e nelle mitologie di tutto il mondo.
33:41Il remoto re degli uccelli, il Simurg,
33:44lascia cadere in mezzo alla Cina una piuma splendida.
33:47Gli uccelli risolvono di cercarlo,
33:49stanchi della loro antica anarchia.
33:51Sanno che il nome del loro re significa 30 uccelli.
33:55Sanno che la sua regia è nel Caf,
33:57la montagna o cordigliera circolare che cinge la terra.
34:01Alla fine si lanciano nella disperata avventura,
34:04superano sette valli o mari.
34:06Il nome del penultimo è Vertigine.
34:09L'ultimo si chiama Annichilimento.
34:12Molti dei pellegrini disertano,
34:14altri periscono nella traversata.
34:17Trenta, purificati dalle proprie fatiche,
34:19toccano la montagna del Simurg.
34:21Lo contemplano finalmente.
34:23S'accorgono che essi stessi sono il Simurg
34:26e che il Simurg è ciascuno di loro e tutti loro.
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