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In questo numero: Igiene intima femminile, on line il secondo episodio del vodcast 'IntimaMente Noi' Alzheimer: sfida Ssn è garantire accesso equo a diagnosi e terapia Si è chiusa a Roma campagna itinerante CL3AR sulle malattie renali, Gli esperti: 'informazione primo passo' Malattie rare, Aifa approva la rimborsabilità della prima terapia per il deficit di lipasi acida lisosomiale La sfida della nutrizione in oncologia. Evidenze, pratiche e prospettive future Melanoma, Imi ‘Ia e tecnologia per prevenzione e cure personalizzate’ A seguire lo Speciale Salus Tv dal titolo: Salute respiratoria, ambiente e prevenzione: presentato al XXVII Congresso nazionale Sip il position paper degli esperti

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Trascrizione
00:10in questo numero igiene intima femminile online il secondo episodio del podcast intimamente noi
00:17alzheimer sfida del servizio sanitario nazionale garantire accesso equo a diagnosi e terapia se
00:23chiusa a roma campagna itinerante clear sulle malattie renali gli esperti informazione primo
00:28passo e ancora malattie rare ai fa prova la rimborsabilità della prima terapia per deficit
00:34di lipasi acida lisosomiale melanoma imi intelligenza artificiale e tecnologia per prevenzione e cure
00:43personalizzate a seguire lo speciale salus tv dal titolo salute respiratoria ambiente e prevenzione
00:50presentato al 27esimo congresso nazionale della sip il position paper degli esperti
01:02l'evoluzione del corpo femminile è un viaggio che coinvolge tanto il fisico quanto la mente
01:06dal menarca alla menopausa i cambiamenti fisici si intrecciano con emozioni carico psicologico e
01:11percezione di sé per questo il focus del secondo episodio di intimamente noi vodcast realizzato
01:16da essi team collaborazione con adn kronos è sull'importanza dell'igiene intima sul piano
01:21emotivo oltre che su quello pratico nel corso del vodcast le ospiti hanno dibattuto su alcuni
01:26dei tabù emersi dalla ricerca agli italiani l'igiene personale e l'igiene intima realizzata
01:30da essiti con astra ricerche sul rapporto della popolazione italiana con l'igiene personale intima
01:35a cominciare come sottolinea alessandra lisco marketing director iberia e italy di essiti
01:41dalle difficoltà che le donne incontrano a parlarne il tema dell'igiene intima viene trattato dalle
01:46donne poco o parzialmente il 36,1 per cento delle donne non ne parla con nessuno e quindi non ha
01:53modo
01:53di confrontarsi con nessuna con nessun conoscente il 28,9 per cento delle donne ne parla con il proprio
02:01partner e dato ancora più interessante e preoccupante è che solo il 14,5 per cento delle donne si rivolge
02:09a uno specialista parliamo di igiene intima quindi parliamo di salute femminile ed è preoccupante che
02:15appunto solo una quota così bassa di donne si rivolga a uno specialista sia per quello che riguarda
02:21la sfera più fisiologica che per quello che poi invece riguarda la sfera anche psicologica mentale
02:28sessuale ma in quanto ad igiene intima cos'è che genera nella donna più vergogna e imbarazzo e cosa è
02:33possibile fare a riguardo le situazioni che le donne si trovano ad affrontare sono sicuramente legate ai
02:39cambiamenti nelle fasi della vita dal menarca alla gravidanza al postparto fino alla menopausa le
02:45situazioni di imbarazzo possono essere legate alla paura di sporcarsi nel caso della mestruazione
02:51fino a poter eventualmente trovarsi ad affrontare piccole perdite urinarie sono tutte situazioni che
02:58sono normali e come tali vanno affrontate senza nessun tipo di paura quello che si può fare è
03:05sicuramente riuscire a parlarne cercare di avere un dialogo aperto con qualcuno e riuscire a esprimersi
03:14liberamente disagio emotivo ansia anticipatoria e dolore fisico influenzano la partecipazione delle
03:20donne a tutta una serie di contesti dalla scuola al lavoro fino alle relazioni sociali e questo
03:25soprattutto quando la gestione dell'igiene intima diventa più complessa come quando si è fuori casa
03:30in questo ambito come devono muoversi le istituzioni a chiarirlo è Diana De Marchi presidente della
03:35commissione pari opportunità e diritti civili del comune di Milano io penso quanti progetti abbiamo
03:41fatto e continuiamo a fare proprio perché dentro a queste disinformazioni sulle mestruazioni e quindi
03:48sul futuro che vede le bambine soprattutto coinvolte ma naturalmente vivono con i bambini e quindi insieme
03:56devono avere quella possibilità di sapere che cosa succederà e come si potranno muovere e che sostegno
04:02avranno beh dentro lì stanno tutti gli altri stereotipi perché molte delle cose che vediamo ancora
04:08succedere sono bambine che scendono nei loro percorsi di futuro ancora ruoli che sono pensati
04:17più adatti alle donne dentro lì sta anche il tema delle mestruazioni perché è tutto collegato in
04:25questo in questa visione stereotipata di un futuro pensato per bambini e bambine allora tu devi essere
04:32libera hai le restrizioni potrai appunto avere anche delle giornate magari più complesse queste
04:40devono essere conosciute da tutti e da tutti e non è detto neanche che sia così ma che se è
04:45così non
04:45deve limitarti il tuo futuro la tua crescita i tuoi studi la tua professione e questo lo devi sapere già
04:52da
04:52piccola e da piccolo perché altrimenti diventa difficile poi essere capace di superare certe barriere
04:59di superare certi stati anche fisici che ti sembrano impedirti appunto di fare la vita che hai scelto
05:06ecco invece stanno dentro la tua vita e devono essere dentro la vita di tutti e di tutte per non
05:11diventare delle barriere. In base ai dati della ricerca poi oltre al 78,8 per cento delle persone
05:17ritiene che si debba fare più informazione sull'igiene mestruale e secondo l'82,7 per cento
05:23questa andrebbe insegnata presto alle bambine. Avere tutte le informazioni a disposizione è infatti
05:28fondamentale per combattere le disparità. Idee condivise fortemente da Diana De Marchi per la
05:34quale anche le istituzioni devono fare la loro parte. Bisogna cominciare prestissimo perché il
05:39tema degli stereotipi dei presubiti condiziona ancora in un modo enorme e densissimo la vita dei
05:47ragazzi e delle ragazze e siccome i condizionamenti come abbiamo visto iniziano già verso gli 8-9 anni
05:55è indubbio che bisogna cominciare a lavorare lì. Nelle forme e nei modi giusti e così come facciamo
06:01già nelle scuole delle infanze rispetto all'emozione e ai sentimenti però ci deve essere un percorso che
06:06vede diversi alleati con la regia dell'istituzione lavorare perché invece la libertà delle bambine
06:12e dei bambini sia sempre l'obiettivo di tutti i progetti che facciamo e li facciamo insieme e
06:19li facciamo nell'ottica di liberare appunto anche le bambine da questa vergogna e da questo
06:24tabù delle nostre azioni. Le variazioni ormonali incidono inoltre su sensibilità emotiva, irritabilità,
06:30vulnerabilità e senso di sovraccarico mentale modellando il modo in cui vivono il proprio corpo
06:35giorno dopo giorno. Ma cosa devono fare per controllare queste situazioni? A spiegarlo è la
06:41psicosessuologa Leni Marsiglia. Il nostro cervello e la nostra vagina e la nostra vulva
06:46devono essere letteralmente connesse, collegate in un'ottica amicale, sempre, perché non possiamo
06:52prescindere da questo tipo di relazione fluida e sana se vogliamo affrontare una sessualità
06:57scevra da dolori, ansie, tematiche di natura di discomforto. Quindi è fondamentale essere amiche
07:06della propria vulva e della propria vagina. Questo è il consiglio numero uno che mi sento di darvi.
07:10Sempre secondo l'indagine di Astra Ricerche, circa il 70% delle donne intervistate ritiene
07:15che la scarsa igiene provochi imbarazzo e vergogna nel comunicare, renda difficile lasciarsi andare,
07:20comprometta l'intimità di coppia, allontani dalla persona amata e renda difficile esprimere
07:25i propri sentimenti. Ma qual è allora l'impatto dell'insicurezza nei confronti del proprio corpo
07:30e sulla vita di coppia?
07:31Siamo sempre così tanto insicure nei confronti del nostro corpo, ma perché? Cioè le donne
07:36che sono veramente diciamo in confidenza e connesse con la propria vulva e con la propria
07:41vagina in termini di come appare, di come è, dell'odore che ha, sono veramente poche.
07:47La stragrande maggioranza invece pensa di avere un odore che al partner o alla partner
07:51possa dare fastidio anche se si sono appena fatte la doccia. Pensa di non essere all'altezza,
07:56no? Pensa di avere un corpo non gradevole e questo è una narrativa che fa proprio parte
08:02della nostra sociocultura che va assolutamente scardinata e fa parte anche un po' della mia
08:07missione, cioè dobbiamo assolutamente amarci e mettere il nostro corpo in un'ottica sessuale,
08:12in un'ottica autoerotica con sicurezza, perché tutte queste insicurezze non fanno altro che
08:18allontanarci dalla scarica orgasmica e basta, siamo nel 2026, no?
08:27Le demenze rappresentano la settima causa di morte a livello globale e in Italia la
08:31malattia di Alzheimer in particolare colpisce circa 7.000 persone e coinvolge oltre 3 milioni
08:36di familiari e caregiver. Si tratta di una patologia per la quale fino ad oggi non si
08:40disponeva di strumenti per poter modificarne la traiettoria, che è inesorabilmente progressiva
08:45e porta a una perdita delle funzioni cognitive che causa la perdita dell'autonomia e la morte.
08:49Oggi abbiamo la possibilità con farmaci che rimuovono la proteina che è causa della
08:59malattia, soprattutto nelle fasi iniziali, di modificare la traiettoria, quindi non curiamo
09:06la malattia, questi pazienti non potranno guarire, non sono farmaci in grado di restituire ciò
09:11che è andato perduto, ma rallentano un poco la progressione e su alcune persone selezionate
09:18potrebbero avere dei benefici.
09:21La sfida per l'intero paese ora quindi è trasformare la programmazione sanitaria sulle
09:25demenze in servizi stabili, ridurre le differenze territoriali e preparare il Servizio Sanitario
09:30Nazionale alle nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. Se ne è parlato nel corso dell'incontro
09:34la malattia di Alzheimer come sfida di sanità pubblica organizzato alla Camera dei Deputati
09:39su iniziativa dell'Onorevole Anarita Patriarca.
09:42All'interno della presa in carico del paziente con demenza il modello di cura di riferimento
09:47è il chronic care model, il modello di cura geriatrico, anche se i pazienti che arrivano
09:53sono sempre più giovani, sono sempre più in fase iniziale di malattia, però una corretta
09:59valutazione multidimensionale che non si limiti soltanto a valutare i problemi della memoria
10:05ma a ragionare in termini di lettura funzionale del disturbo cognitivo, in senso che cosa
10:10ti permette la memoria che ti è rimasta di fare o la perdita di memoria che cosa non
10:15ti permette più di fare. È essenziale per evidenziare quelli che sono i bisogni reali
10:22dei nostri malati perché poi alla fine è questo che loro chiedono, quando vengono da
10:25te ti dicono io non riesco più a ricordarmi a fare determinate cose. Allora è chiaro che tutti
10:31i nostri interventi devono essere fatti e sviluppati in un'ottica di mantenere la funzionalità
10:36del nostro paziente e del nostro malato, anche nelle piccole cose, perché è questo che fa
10:41qualità di vita per loro.
10:42L'incontro ha promosso un confronto tra istituzioni, comunità scientifica, rappresentanti regionali
10:47e associazioni pazienti sulle evidenze del policy paper realizzato da Altems Advisory su nove regioni.
10:53Dalle analisi che abbiamo effettuato con le regioni abbiamo visto che ci sono dei sistemi
10:59più integrati che hanno in qualche modo valorizzato tre elementi sostanzialmente, un meccanismo
11:09organizzativo in termini di percorsi di PTTA che si parla con elementi di presa in carico
11:16ospedale, territorio e di coinvolgimento di diversi operatori sanitari con il terzo elemento
11:24che sono i sistemi informativi. Queste realtà sono realtà che in qualche modo hanno un avanzamento
11:32nella gestione della presa in carico, dalla diagnostica al follow up di questi pazienti e rispetto
11:39ad altre regioni su cui si sta lavorando in modo sistematizzato per avere questi meccanismi.
11:50Si è chiusa a Roma in piazza Mastai dopo aver fatto tappa a Milano, Bari, Torino, Bologna
11:54e Palermo la campagna itinerante e clear obiettivi chiari per la salute dei terreni.
11:58Un progetto di Sobitalia con il patrocinio dell'associazione pazienti progetto DDD e TS
12:03di società scientifiche e centri specialistici realizzato con l'obiettivo di sensibilizzare
12:08sull'importanza della salute dei reni ancora oggi troppo spesso sottovalutata, in particolare
12:12sulle patologie renali rare, ossia su quelle malattie che colpiscono secondo la definizione
12:17europea di rara meno di 5 persone su 10.000. Le persone che convivono con una malattia renale
12:21rara sono pertanto meno del 5% del numero totale di pazienti con malattia renale cronica,
12:27gruppo eterogeneo di patologie genetiche, immunomediato e che danneggiano i reni.
12:31Questo tipo di patologie e anche le malattie renali rare come la glomerulopatia da C3 o C3G
12:37e la glomerulonefrite, membrano proliferativa da immunocomplessi o ICM-PGN primaria, sono
12:44spesso insidiose perché invisibili e silenti nelle loro prime fasi, con sintomi che tendono
12:48ad essere trascurati perché confondenti. Ma come sottolinea Giuseppe Grandaliano, professore
12:53di nefrologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli RCCS Università
12:59Cattolica del Sacro Cuore di Roma, sono patologie che impattano significativamente sulla vita delle
13:03persone. Basti pensare che il 50% di quanti soffrono di queste malattie finiscono in dialisi,
13:09oggi però, sottolinea Grandaliano, sono disponibili terapie estremamente efficaci.
13:13La possibilità di diagnosticare queste malattie è veramente importante e sono delle malattie
13:18rare in cui non sono i pazienti che cercano lo specialista che li possa curare, ma è lo
13:23specialista che cerca i pazienti perché i segni sono veramente sfumati e hanno bisogno di
13:29indagini di laboratorio. Intercettare un paziente precocemente con questa malattia oggi ci permette
13:36di curarlo, di ridurre significativamente, se non di allontanare quasi definitivamente la
13:43possibilità della dialisi. Quindi abbiamo a disposizione terapie che sono estremamente
13:49efficaci, sono mirate sui meccanismi alla base della malattia e quindi rappresentano un grande
13:55successo per noi ma soprattutto per questi pazienti. La diagnosi precoce resta quindi un
13:59aspetto fondamentale per cambiare le prospettive, intervenire tempestivamente sulla gestione della
14:04malattia e ridurre il rischio di progressione verso l'insufficienza renale. Ma come si arriva
14:09alla diagnosi di queste patologie e che senso ha una campagna come CLIAR? Le malattie renali
14:14rare sono tantissime in realtà e non danno fondamentalmente segni di sé, tranne quando magari
14:20è troppo tardi per installare una terapia adeguata. Quella campagna di sensibilizzazione
14:26è fondamentale per appunto invitare le persone, tutte quante le persone, a ricercare queste
14:34malattie. Non abbiamo bisogno di esami particolarmente complessi per cercare le malattie renali rare.
14:38Un esame semplicissimo è più che sufficiente. Un banalissimo esame delle urine ci permette
14:44di sospettare queste malattie e quindi eventualmente poi di procedere con un interdiagnostico,
14:50un po' più complesso, rivolgersi allo specialista nefrologo e fare una diagnosi definitiva. Ma
14:57alla base c'è un esame assolutamente banale, un esame delle urine. E quali sono le cose più
15:02rilevanti che si dovrebbero fare allora per aiutare quanti soffrono di malattie renali croniche
15:06rare e meno rare? Lo abbiamo chiesto al professor Gianluigi Zazza, direttore dell'Unità Operativa
15:11Complessa di Nefrologia Dialisi e Trapianto del Policlinico Umberto I di Roma.
15:15In questo momento storico abbiamo la necessità nel campo nefrologico, ma non solo, ma nel
15:23campo delle malattie renali croniche e quelle delle malattie sistemiche, di implementare
15:29una diagnostica che sia orientata al minor tempo possibile. Cioè dobbiamo evitare quello
15:37che è sostanzialmente il problema dei late referral. Sono pazienti che giungono nella
15:44rete nefrologica sia territoriale che ospedaliera di primo, secondo, terzo livello in ritardo.
15:53Questo determina un grosso problema, un ritardo diagnostico e di conseguenza ritardo terapeutico.
16:00La rete deve funzionare, si deve ottimizzare l'inserimento rapido del paziente per poter
16:07agire quando le tempistiche sono atte per poter risolvere e prendere in carico le problematiche
16:16in un momento più precoce del danno. È fondamentale quindi per Zazza un cambio di paradigma tanto
16:22nel paziente adulto quanto in quello pediatrico. Ma cosa si dovrebbe fare quindi? È necessario
16:28fare screening di popolazione, avere a disposizione degli strumenti diagnostici predittivi, poco
16:34costosi, efficaci e che devono essere stesi a tutta la popolazione. Una di queste è sicuramente
16:40l'ACR, cioè la valutazione della proteinuria e della presenza delle anomalie urinarie, o
16:46prelievi ematici semplici, poco costosi come il dosaggio della creatinina e la valutazione
16:51del filtrato glomerulare che fatti periodicamente, non solo nella popolazione ad alto rischio, dove
16:57qua deve essere mandatorio, cardiopatici, diabetici, dismetabolici, anziani, ma anche
17:03nei soggetti con caratteristiche diverse. Ed è per ultimo fondamentale che ci sia la
17:09conoscenza di queste problematiche e i mass media, l'informazione, l'utilizzo degli strumenti
17:16come internet e tutte le piattaforme che abbiamo servono anche a questo. E ricordo in chiusura
17:21che la malattia renal cronica fra 10-15 anni raggiungerà le prime 5 posizioni come danno
17:28di popolazione. Quindi benvenga del studio di queste patologie nell'ambito di programmi
17:35di screening di popolazione.
17:42La rimborsabilità in Italia di sebelipase alfa è stata approvata dall'AIFA per il trattamento
17:48del deficit di lipasi acida lisosomiale, una malattia metabolica genetica rara causata
17:54da un difetto dell'enzima che permette di metabolizzare colesterolo e trigliceridi e questo mancato
17:59funzionamento porta all'accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi e causare così diversi
18:04danni. La terapia enzimatica sostitutiva è indicata per pazienti di tutte le età
18:09ed è il primo trattamento disponibile nel nostro paese per questa patologia.
18:13La sebelipase è un farmaco salvavita nella forma neonatale pediatrica nella quale non
18:21c'è sopravvivenza senza trattamento mentre con la terapia enzimatica una malattia d'espressione
18:28precoce viene trattata con una sopravvivenza a lungo termine che fino adesso è confermata.
18:34Il farmaco è anche da oggi indicato nella malattia a presentazione più tardiva, pediatrica
18:41o dell'età adulta, è in grado di far regredire la schiatosi, migliorare l'infiammazione,
18:49normalizzare le transaminasi e migliorare, ridurre in modo importante il colesterolo nella
18:58maggior parte dei pazienti. Questo farmaco è indicato in particolare in quei pazienti
19:03in cui la diagnosi più tardiva è associata a dei segni clinici di progressione severa
19:10della malattia.
19:11Per la comunità delle persone che convivono con la LALDI e per le loro famiglie la rimborsabilità
19:16di questa nuova opzione terapeutica rappresenta un traguardo di straordinaria importanza.
19:20La patologia in sé cambia e il paziente si rende conto che la sua vita sta cambiando,
19:29sta migliorando e ovviamente ha anche più fiducia nel futuro.
19:35Quindi è un'innovazione che deve comunque coinvolgere anche il sistema, il sistema di cura
19:45che deve accompagnare il paziente e cercare di organizzargli il percorso di cura dall'infanzia
19:54fino all'età adulta e poi all'anzianità.
19:58L'approvazione della rimborsabilità di Sebelipase e Alfa per Alexion conferma ancora una volta
20:04al valore dell'innovazione nelle malattie rare.
20:06Oggi è una data importante perché portiamo la disponibilità del farmaco per le persone
20:13che ne hanno necessità, ma non ci fermiamo qui perché oggi è soltanto l'ultimo tassello
20:20di un percorso.
20:21Il percorso nasce da oltre dieci anni, ambito in cui siamo stati in grado di lanciare un registro
20:29di malattia che ci ha dato la possibilità di raccogliere dei dati per comprendere meglio
20:34questa malattia ultra rara in un contesto internazionale ma con anche la presenza di alcuni centri italiani.
20:41Inoltre siamo stati in grado anche di raccogliere dei dati di efficacia a lungo termine della nostra
20:47soluzione terapeutica per poter dare più concretezza e anche più solidità alle evidenze scientifiche
20:56a nostra disposizione.
21:02Più di 12.900 nuovi casi ogni anno in Italia e oltre 221.000 persone che convivono con una
21:09diagnosi di melanoma.
21:10La sopravvivenza a 5 anni supera il 90% ma si registrano ancora 2.500 decessi l'anno.
21:17Numeri che confermano l'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e di trattamenti sempre
21:23più personalizzati.
21:25Sono questi temi al centro del 32esimo congresso nazionale dell'Intergruppo Melanoma Italiano
21:30aperto a Bologna.
21:32Tra le priorità c'è l'innovazione diagnostica e l'impiego dell'intelligenza artificiale ma anche
21:38la necessità di garantire l'accesso ai test genetici più avanzati.
21:42Oggi la sfida della digitalizzazione è una sfida fondamentalmente di sostenibilità oltre
21:48che essere una sfida di carattere organizzativo e di carattere culturale.
21:53Quindi abbiamo bisogno di focalizzare l'attenzione su come riuscire a diffondere la digitalizzazione
22:02come strumento chiave nella diagnosi.
22:06L'IMI chiede inoltre che i test di Next Generation Sequencing utili a identificare alterazioni
22:12genetiche e orientare le scelte cliniche siano rimborsabili anche per la diagnosi e la prognosi
22:17dei tumori melanocitari atipici.
22:20Fondamentali anche la prevenzione e la riduzione dell'esposizione ai raggi ultravioletti non soltanto
22:26durante le vacanze estive ma nella vita quotidiana.
22:29L'80% dei melanomi è legato al fattore di rischio esposizione solare.
22:35Quindi addirittura bisogna stressare molto di più questo argomento perché la gente ancora
22:41mette la crema al mare ma non la mette negli spazi aperti.
22:45Insomma, quando fa attività sportiva all'aperto, quando magari fa attività ludiche,
22:51anche quindi non solo sportive ma anche una classica passeggiata all'ora di punta.
22:55E' quello proprio il momento che bisogna proteggersi.
22:58Sul fronte terapeutico immunoterapia e terapie mirate hanno trasformato le prospettive per i
23:04pazienti con malattia metastatica.
23:06La ricerca punta ora a nuove strategie dai vaccini alle terapie cellulari con l'obiettivo
23:12di aumentare ulteriormente la sopravvivenza.
23:15Circa dieci anni fa la sopravvivenza mediana dei pazienti con melanoma metastatico era di circa
23:20sei mesi. Oggi più del 50 per cento dei pazienti vive a dieci anni e spesso senza malattia e in
23:29una buona percentuale dei pazienti senza una terapia.
23:38Respirare meglio significa intervenire prima che la malattia insorga, ridurre i fattori di
23:42rischio, promuovere stili di vita sani e costruire una nuova alleanza tra medicina,
23:46ambiente e società. È stato questo il filo conduttore del 27esimo congresso nazionale
23:51della Società Italiana di Pneumologia, SIP-EATS, che si è svolto all'auditorio a un parco
23:55della musica in Nio Morricone di Roma e che ha riunito specialisti, istituzioni e professionisti
24:00sanitari per affrontare le principali sfide della salute respiratoria di oggi e di domani.
24:04Ma che ruolo avrà in futuro la pneumologia all'interno del sistema sanitario? L'abbiamo
24:08chiesto ad Andrea Bianco, professore di malattia dell'apparato respiratorio all'Università
24:11della Campania Luigi Van Vitelli e direttore dell'unità operativa complessa della clinica
24:15di malattia dell'apparato respiratorio dell'azienda ospedaliera dei Colli, presso l'ospedale
24:19Monaldi di Napoli.
24:20La pneumologia sta cambiando moltissimo, è cambiata moltissimo la possibilità di avere
24:29nuove terapie che vengono definite disease modifying therapy, quindi terapie che modificano
24:37il percorso della malattia, sicuramente porta ad un aumento di necessità di offerta sanitaria
24:46in ambito respiratorio. Questo perché sicuramente l'aspettativa di vita dei nostri pazienti, pensiamo
24:54alla broncoprenopatia cronico-ostruttiva, le interstiziopatie e ancora al cancro del polmone,
24:58l'aspettativa di vita aumenta e quindi noi dobbiamo avere strutture in grado di gestire
25:03una quota molto più ampia di pazienti e gestire in un contesto di alta specializzazione.
25:09Quindi è importante che ci sia grande attenzione a questa evoluzione anche epidemiologica
25:13nell'ambito delle patologie respiratorie.
25:16È in questo quadro che assume particolare rilievo l'approccio One Health, secondo il
25:21quale la salute umana non può essere considerata separatamente da quella dell'ambiente e degli
25:24ecosistemi. Proteggere la salute dei polmoni significa quindi intervenire anche sui contesti
25:29in cui le persone vivono e si muovono. All'impatto dell'ambiente sulle malattie respiratorie è
25:33stata dedicata una sessione ad hoc dal titolo SIPIRS chiama IAC, durante la quale è stato
25:39presentato il documento pubblicato a settembre sul rivista scientifica Exploration of Asthma
25:43e Allergy. È realizzato da una task force tra la Società Italiana di Prenologia SIPIRS
25:47e la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, SIAC, in collaborazione
25:52con altre sette società scientifiche impegnate in questo ambito. Il documento spiega Giovanni Vieggi,
25:57professore associato di ricerca senior del CNR presso l'Istituto di Fisiologia Clinica
26:01di Pisa e l'Istituto di Farmacologia Trasnazionale di Palermo, ha esaminato il rapporto tra salute
26:05respiratoria, ambiente esterno e ambienti indoor, cambiamenti climatici e pollini.
26:10Abbiamo lavorato per circa un anno e mezzo e abbiamo esitato questo documento che è focalizzato
26:17da una parte sulle raccomandazioni internazionali e dall'altra valorizza le esperienze di ricerca
26:25che sono state fatte in Italia nel corso degli ultimi 20 anni, con l'obiettivo di dare
26:33poi alla fine una serie di raccomandazioni per il medico clinico perché consideri durante
26:40il rapporto medico-paziente tutte le problematiche relative all'ambiente, sia dal punto di vista
26:48della storia clinica quando vede il paziente una volta e sia per i consigli personali per
26:55poter abbattere o ridurre di molto le situazioni all'inquinamento e ai cambiamenti climatici.
27:04Ma perché?
27:05Che impatto hanno questi fattori sui polmoni?
27:07L'impatto dell'ambiente esterno sui polmoni ormai è studiato fino a 1952 quando ci fu il famoso
27:15episodio di Londra del nerofumo nel dicembre 1952 quando a causa di un misto di condizioni
27:25di produzione e energia tramite combustibili fossili e nebbia, quindi lo smog, si ebbe
27:33un'impegnata nella mortalità per malattie cardiolomonali.
27:37Da allora si sono sviluppati tantissimi studi e oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità
27:44riconosce l'inquinamento sia esterno sia interno come il secondo fattore di rischio
27:50prevenibile su base mondiale.
27:53Per quanto riguarda l'inquinamento indoor nel mondo circa 2 miliardi di persone sono
27:57esposte a quel combustibile definito biomassa, continua vieggi, ossia legna, carbone o altri
28:01residui vegetali usati in altissime concentrazioni per produrre energia e per cucinare.
28:06In quei paesi questo tipo di inquinamento è legato ad un aumento dei tumori del polmone
28:10e della broncopneumopatia cronico-ostruttiva negli adulti, mentre nei bambini delle infezioni
28:14respiratorie.
28:15Ma che impatto ha invece l'inquinamento domestico sulla salute dei polmoni in paesi occidentali
28:19come l'Italia?
28:20Gli ambienti occidentali sono caratterizzati da una parte dalla penetrazione dell'inquinamento
28:25dall'esterno, quindi è differente vivere in città o vivere in zona rurale.
28:32Poi dal fatto che si usi i combustibili fossili per cucinare, quindi le cucine a gas
28:39producono l'NO2, il biossido di azoto e poi per esempio dal fumo.
28:47Se nelle case si fuma, cosa che fortunatamente non si può più fare in ambienti pubblici
28:53dopo la legge sicchia del 2005, si producono elevati livelli di particolari.
28:59L'inagazione di queste sostanze è associata in maniera, come diciamo noi, statisticamente
29:06significativa all'aumento di rischio, per esempio del tumore del polmone nei partner
29:13di non fumatori e poi diciamo a una serie di condizioni respiratorie, bronchiti, asma
29:22legate appunto da una parte alle particelle piccole e dall'altra agli ossidi di azoto.
29:29Cosa si dovrebbe fare allora per evitare che la situazione peggiori?
29:32I tentativi di migliorare la qualità della salute dell'aria in ambito urbano sono ongoing,
29:42quindi sono in progress, bisogna diciamo accelerare in questo contesto e non dimenticare anche agli
29:49inquinanti indoro, quindi diciamo prestare ancora molta attenzione agli inquinanti indoro
29:53che hanno un impatto importante sulla salute respiratoria e sullo sviluppo di patologie respiratorie.
30:08Grazie per averci seguito e alla prossima puntata.

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