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Buonasera Presidente trasmissione sulla politica in Sardegna, curata e condotta da Mario Cabasino. Dalla Prima Repubblica ai giorni nostri nei racconti dei leader. Fatti, aneddoti e retroscena. Tutti i martedì alle 21:00

Una produzione TCS S.r.l. 2021 #canale13 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:08Musica
00:54Buonasera e bentornati cari telespettatori a Buonasera Presidente,
00:57la trasmissione della nostra televisione che fa il punto sulla politica sarda.
01:01Oggi vogliamo parlare davvero di uno dei presidenti più importanti e autorevoli della storia della politica sarda,
01:08Francesco Cossiga, il presidente della Repubblica Sarda.
01:12E ne parliamo con un suo carissimo amico, una persona che ha collaborato con Cossiga,
01:17ma che aveva anche un vero rapporto d'amicizia, un'amicizia intima, un legame veramente molto stretto.
01:24Si tratta di Francesco Cesare Casula, lo storico caglieritano Francesco Cesare Casula,
01:31che, lo ricordiamo, oltre ad aver fatto una brillantissima carriera universitaria,
01:35dal 1980 al 2008 è stato professore ordinario di storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di
01:43Cagliari.
01:43Ebbene, Francesco Cesare Casula è stato anche un collaboratore di Cossiga al Quirinale durante il Settenatto.
01:50Dal 1985 al 1992 è stato consigliere culturale del presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.
01:59Quindi un amico, un collaboratore, anche su un tema davvero importante per le stanze del Quirinale.
02:05E allora, siamo andati a casa del professor Casula per ricordare la figura di Francesco Cossiga.
02:23Professore, dunque, innanzitutto grazie di aver raccolto il nostro invito e di averci ricevuto nella sua casa.
02:29Francesco Cossiga, cos'è stato per lei il presidente Cossiga?
02:34Ma è stato forse il mio più grande amico, proprio amico intimo per tutta la vita.
02:44Ci siamo conosciuti nel 1970 ed io l'ho seguito sia fisicamente quando era al Quirinale e anche dopo, quando
02:54era presidente emerito.
02:55E fino alla fine si può dire, perché io gli ho parlato 15 giorni prima che morisse, per telefono, per
03:02fare gli auguri del compleanno.
03:04E lui con voce frebbi mi aveva ringraziato.
03:08Quindi, praticamente, ci siamo stati sempre, sempre in contatto.
03:13Personalmente, o attraverso il telefono, spessissimo, sentivo la telefonata, una telefonata alla sarda,
03:20e sentivo al telefono squillare e sentivo O alla sarda, che sapevo che era lui alla sarda.
03:28E mi chiedeva le cose, non mi diceva sono Francesco, sono il presidente, faceva O alla sarda.
03:34E io gli spiegava, dico Francesco cosa c'è?
03:36E allora mi chiedeva quello che mi doveva chiedere.
03:39Io sono stato il suo consigliere culturale.
03:41Per l'intero settennato.
03:42Per l'intero settennato, sì.
03:44Dall'85 al 92 a Quirine, con consigliere.
03:48Insieme agli altri, cioè io avevo dei consiglieri, quasi ogni settimana ci riuniva e chiedeva
03:54delle volte consigli o dava incarichi, così per tutto i sette anni.
04:02Ecco, sono stati sette anni per lei, professore, i più belli della sua carriera.
04:07Sì, non c'è dubbio.
04:08Ha un ricordo sempre.
04:09Al di là della mia carriera accademica, ma al di fuori della carriera accademica i
04:14sette anni sono stati bellissimi.
04:16Anche perché io usufruivo della forza di un presidente della Repubblica.
04:20Autorevole.
04:21Io per esempio viaggiavo in aereo quasi tutte le settimane e avevo una specie di tesserio
04:28di lasciapassare.
04:29Per cui anche se l'aereo era pieno io viaggiavo nello strapuntino in mezzo ai due piloti.
04:34E riusciva sempre a trovare uno spazio.
04:36Dovevo per forza arrivare, quindi mi davano spazi, a quel tempo non era come adesso.
04:41Oppure quando facevo degli incarichi particolari per Cossiga, perché io li facevo da ambasciatore
04:47volante.
04:49L'ambasciatore volante è un ambasciatore che non ha ufficialità, però in un certo senso
04:54poteva dire a nome del governo, del presidente, quello che doveva dire senza ufficialità.
05:00Ma tanta importanza, è chiaro.
05:04E allora in quel caso lì per esempio mi diceva vai a Ciampino, ti aspetto a un aereo, vai
05:09lì e fai questo, fai quell'altro e io lo facevo.
05:12La missione la portava a compimento.
05:14La portava.
05:14Professore c'è una bellissima foto che la ritrae insieme al presidente Cossiga al Quirinale
05:19con una lettera autografa di cui, se mi consente, vorrei leggere un passo per capire anche il
05:26grado di amicizia e il rapporto di intimità che c'era tra lei e il presidente Cossiga.
05:31Scriveva a Cossiga, carissimo Cesare, la data è la 3.6.1992, la sera del 28 aprile.
05:38E quando io dovevo andare a salutarlo perché usciva, andava via dal Quirinale, dava le
05:44dimissioni, se non che c'era uno sciopero degli aerei e io non potevi andare.
05:49Allora gli scrisse a Francesco, mi dispiace molto che non sono potuto venire a salutarti.
05:55Questa è la lettera di risposta.
05:56Ecco, quindi un passaggio importantissimo.
05:59Carissimo Cesare, scriveva così che alla sera del 28 aprile 1992 tu eri in spirito
06:05accanto a me perché con me tu fosti in forte amicizia, ricca, leale e generosa per tutti
06:11i lunghi e sette anni della mia presidenza.
06:13Del tuo consiglio, della tua collaborazione, della tua amicizia, sempre io ti sarò grato,
06:19così come confido che potrò ricorrere sempre a te per le cose future dell'intelletto e del
06:25cuore.
06:25Forza Paris con un abbraccio, Francesco.
06:28Cioè, la comuove questa...
06:29Sì, sì, ancora oggi.
06:31Beh, è una bella lettera perché testimonia il mio rapporto con Cossiga, cioè un rapporto
06:38che era di affetto, di intelletto e del cuore.
06:41Cioè, io sapevo anche le cose intime sue, di famiglia, nonché ovviamente quelle politiche.
06:48Io sono stato, diciamo, uno spettatore privilegiato in prima fila.
06:52In prima fila.
06:52Spesse volte quando era il Quirinale, dicevo Francesco, e arrivava un ministro o un generale
06:58a parlare, dicevo Francesco, esco.
07:01Cioè, no, no, rimani, rimani pure.
07:03Cioè, mi diceva lui quando dovevo rimanere.
07:05Oppure, capitato anche, che certe volte mi diceva, lasciami solo che devo pensare.
07:13Aveva una stanza piccola nei piani alti del Quirinale, tutta per lui, e lui lì si ritirava
07:20a pensare.
07:21Me lo ricordo, certi episodi, quando, per esempio, Gheddafi mandò un missile a Lampedusa.
07:29Non ricordo più la data, mi sembra nel 90 o qualcosa del genere.
07:33E quindi si doveva decidere cosa fare l'Italia nei rapporti della Libia.
07:40Ecco, allora mi disse, io ero con Luigi Ortona, che, Ludovico, non Luigi, Ludovico Ortona,
07:46ha scritto un bellissimo libro di tutti i giorni, perché era il suo capo ufficio stampa, che
07:52poi è diventato anche ambasciatore a Parigi, un'ottima persona, dove nel libro c'è giorno
07:58per giorno, quello che faceva Cosiga, chiedeva Cosiga.
08:03È un diario, diciamo, Cosiga ci diceva, beh, lasciatemi solo, che devo pensare.
08:08Ecco, oppure, diceva, rimani, rimani, senti, e io ero uno spettatore privilegiato.
08:17Privilegiato, mi diceva qualcuno ben informato, che conosceva bene quel settenato, che gli intimi
08:22eravate lei e un altro personaggio sempre sardo, questa forte legata.
08:26Era il cugino primo, Alfredo Masala, che erano cugini primi, avevano le nonne in comune,
08:34tant'è vero che una delle nonne era Siligo, e io accompagnai Cosiga, Siligo, a trovare
08:39la nonna, perché c'è un episodio molto bello, che io racconto, che è una delle cose
08:45che più mi ha, verso la fine del settennato, mi sembra, nel 92, proprio, dopo vari tentativi
08:51mandati a voto per questioni burocratiche. Dovete andare a Londra a trovare la regina,
09:01a collocare con, mi sembra che fosse Blair. Quindi l'aereo arrivò a Gatewick, l'aeroporto
09:09di Londra, si aprì il portellone dell'aereo di Stato. Cosiga si era vestito, lui e il cugino,
09:16con Intait, la prima volta in vita sua, Cosiga, Intait, quindi code lunghe, elegantissime,
09:23elegantissimo. Come si aprì il portellone, c'era una guida rossa che arrivava fino alla
09:30carrozza dove c'era Margaret, la sorella della regina, in attesa, la carrozza reale, le guardie
09:38di palazzo, quelle con il bacco nero schierate da una parte all'altra, e Cosiga si dovete
09:45trattenere in cima alla scaletta in attesa dei 21 colpi di cannone che li spettavano come
09:52capo di Stato. E Cosiga, rivolgendosi ad Alfredo Masala, gli dice Alfredo, se ci vedesse nonna,
10:00Cosa direbbe?
10:01Cosa direbbe?
10:02Ferebbe orgogliosa di no.
10:03Sì, e la nonna appunto è questa, la nonna, quella che andiamo a visitare, io e lui,
10:09soli, senza nemmeno la scorta, nel cimitero di Siligo, a rendere omaggio. Questo è un episodio
10:16che me lo rendeva molto caro, sono le cose di Cosiga, era molto, molto umano, sì, sì.
10:22Aveva un tratto molto umano, anche quei sui collaboratori, da Presidente della Repubblica demandava
10:28al Quirinale, dava, insomma, lasciava ai suoi collaboratori spazio di esprimersi, a voi
10:34i collaboratori, insomma, era una persona che sapeva delegare.
10:38Sì, sì, ripeto, la mia amicizia è nata, prima di tutto in una, se posso raccontare come
10:46è avvenuta, perché io ero già allora ordinario all'Università di Cagliari, ordinario di paleografia
10:54e diplomatica, una materia molto difficile. So leggere le scritture fonetiche da dopo le
11:03scritture ideografiche egiziane ad oggi, quindi non è che fosse un mio hobby, ma era la mia
11:10materia. Però ero stato incaricato come professore ordinario di fondare la facoltà di magisterio,
11:18poi diventata facoltà di lettere, a Sassari, perché per fondare una facoltà ci vogliono
11:22tre ordinari e io ero uno dei tre. Quindi abitavo a Sassari a fondare quella che oggi
11:27è una bellissima facoltà di lettere di Sassari e un giorno venne a sapere che il sottosegretario
11:36alla difesa, Francesco Cossiga, che era professore di diritto costituzionale a Sassari, sarebbe
11:44venuto da Roma a tenere una conferenza insieme ad altri su un suo antenato, il Tola, Pasquale
11:52Tola, che per chi fa storia sa che è uno dei più grandi storici sardi, quello che ha
11:59fatto il Codex Diplomatico Sardinia. Io ero in prima fila, a un certo momento mi vede arrivare
12:06un bigliettino da questo, non lo conoscevo, Francesco Cossiga, ma mi mandava un bigliettino
12:12con uno serie dove c'era scritto qual è dei ritratti della sala dell'aula magna del rettorato,
12:22il ritratto di Tola? E io gli risposi, perché lui ha una grafia terribile, io l'ho lessi,
12:31gli risposi si tratta del terzo eccetera. Finito la conferenza, lui si attaccò a me, mi ha ringraziato,
12:38da quel momento non ci siamo più lasciati. Non vi siete più lasciati. È scattata un'amicizia
12:43così. Pensi che quando io andavo in missione in Spagna, a quei tempi lì la missione in
12:51Spagna era molto difficile, si prendeva il treno, prima la nave per arrivare a Genova,
12:57poi da Genova a Porbou, a Porbou si doveva cambiare perché gli scartamenti del treno spagnolo
13:03sono diversi da quelli europei, quindi un travaglio. Però lui da sottosegretario alla
13:11difesa e poi da ministro dell'interno controllava la bassa di passaggio, cioè controllava chi
13:18passava le frontiere. A quel tempo lì non era come adesso, erano pochi quelli che passavano
13:23le frontiere e naturalmente vedeva il mio nome. Quindi mi chiamava al telefono e mi diceva
13:29Cesare, cosa facevi di Spagna? Da questa data a questa data. Era curioso, molto curioso.
13:34Era curioso, mi cedeva, mi controllava qualsiasi movimento e io naturalmente le rispondevo che
13:40facevo ricerche.
13:52Poi è successo che quando, la settimana prima che lui diventasse Presidente della Repubblica,
13:57io ero a Roma perché ero direttore, già direttore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, mi vede
14:04arrivare la macchina blindata del Presidente del Senato, Francesco Cossiga, che mi veniva
14:11a prendere un albergo, c'era un albergo vicino alla stazione Termini, mi chiamò al Senato
14:21e mi disse Cesare, forse mi stanno trattando perché diventi Presidente della Repubblica.
14:29Dice, io non voglio rimanere a Roma, perché nella bagara, se vogliono mi chiamano, ce ne
14:37andiamo io e te. E ho detto, come vuoi. E lui mi chiede, dove mi porti? Conosci Barcellona?
14:44No, andiamo a Barcellona, perché io la conosco molto bene, ci ho abitato 15 anni, dal 60 al
14:5075 e quindi andiamo, domani vengo a prenderti con un aereo della Montedison e andiamo a Barcellona.
14:58Quindi la settimana prima che lui diventasse Presidente della Repubblica, io e lui, con
15:04l'aiuto del Console Generale, che si chiama Schepisi, fumo a Barcellona e nel passeio
15:13andammo al teatro, sempre in contatto con Roma, telefonico con soprattutto De Mita, era
15:20quello che trattava la sua presidenza, diciamo. E una cosa molto curiosa, lo portai all'Archivio
15:27della Colonna d'Aragona e dove c'era come direttrice una mia carissima amica, Mercedes
15:33Costa, Maria Mercedes Costa Paretas, che ci fece entrare nel sotterraneo dell'Archivio
15:39della Colonna d'Aragona, a vedere i documenti che fanno vedere a pochissime, che sono migliaia
15:45e migliaia, per non dire centinaia di migliaia, di documenti, perché l'Archivio della Colonna
15:50d'Aragona è il più ricco al mondo, anche più ricco di quello del Vaticano. Così aprì
15:55un compactus, ci erano compactus quelli, aprì un compactus, prese a caso un registro, aprì
16:03e trovò il terzo del Sardegna. Dico, su migliaia e migliaia di documenti, all'apertura prima
16:09di un registro, trovò la storia del regno del terzo del Sardegna, che era quel famoso esercito
16:17del periodo di Carlo V e poi di Filippo II, che combatte a nome della Sardegna, perché
16:26la Sardegna era uno dei regni della Colonna d'Aragona, quindi aveva un esercito, anche
16:31se non composto da sardi indigene, pochissimi, erano quasi tutti spagnoli, ma si chiama Terzo
16:36di Sardegna. Francesco Fortunato, tant'è vero che questo l'ho ricordato anche nella prefazione
16:42di un volume che è stato fatto dal mio collaboratore sul terzo del Sardegna, racconto questo episodio
16:49della famosa settimana prima dell'elezione a Presidente della Repubblica.
16:57Sì, quando decidemmo di andare a Barcellona quella sera, naturalmente Cossiga telefonò
17:04all'ambasciatore a Madrid, ambasciatore sto per venire in Spagna e l'ambasciatore si chiamava
17:14Vanni d'Archirafi, cercava di non convincere, evidentemente non lo voleva, diceva no presidente,
17:21non è il caso, mi ricordo così che gli disse, ambasciatore io vengo lo stesso, vengo con un
17:27amico e infatti fu un assistito dal console generale Alberto Schepisi, non dall'ambasciatore
17:35che rimase a Madrid, se no che evidentemente alla fine della settimana quando Demita telefonò
17:41a Cossiga, Francesco Vieni sei Presidente della Repubblica e stavamo riprendendo l'aereo
17:46per tornare in patria, l'ambasciatore evidentemente prese l'aereo immediatamente da Madrid e venne
17:54a Barcellona a omaggiare il neopresidente della Repubblica, ma Francesco lo trattò molto
18:02freddamente, da buon sardo molto freddamente e poi continua l'episodio, non posso dirlo.
18:13Sicuramente il sequestro e la morte di Moro hanno segnato in maniera profonda la vita politica
18:19di Cossiga al quale disse mi sono venuti i capelli bianchi e le macchie, ne avete mai
18:24parlato tra di voi del caso Moro, del sequestro Moro? Ne ne aveva mai parlato così in maniera
18:31confidenziale?
18:32Beh, qui si entra in una parte dove io ho dimenticato tutto.
18:37Meglio dimenticare.
18:38In realtà, no, effettivamente no, no, no, no, no, a parte sono passati tanti anni, tante
18:48cose, sono morte con lui e con me sono dimenticate, sono periodi molto molto alti, erano periodi
18:59brutti. Una cosa posso dire, questa si può dire, lo posso dire, Cossiga era molto religioso,
19:04contrariamente a me, molto religioso e spesso io lo accompagnavo alla messa e ogni volta che
19:10usciva dalla messa, io naturalmente lo aspettavo sempre fuori, mi diceva ho pregato per Aldo
19:17Moro, questo sì, ma fino all'ultimo, proprio evidentemente aveva sentito molto perché era
19:28amico e mentore, Moro era quello che lo indirizzava, lui si rivolgeva moltissimo a Moro e quindi
19:35l'ha sentito, tant'è vero che credo che sia l'unico ministro che si è dimesso per un caso,
19:42non è rimasto nella poltrona, questo lo posso dire sì, il resto fa una parte che non conosco.
19:50E' meglio far finire di non conoscere. Il settennato di Cossiga ormai è passata la storia
19:57per essere contrassegnato a due periodi, un Cossiga molto attento al protocollo, quasi notaio,
20:05perfetto presidente e poi il Cossiga picconatore, voi collaboratori come avevate queste due fasi?
20:14credo che sia del settennato, i primi tre anni ha agito da inglese, diciamo, molto rispettoso
20:23di tutto, le formule. Io l'ho seguito con la prima crisi governativa, quando cominciò per la prima volta
20:39le consultazioni per fare un nuovo governo, questo lo ricordo molto bene perché spesse volte mi invitava
20:46a pranzo e poi dopo il pranzo si sedeva in poltrona, si chiacchierava fino alle 4 del pomeriggio
20:53quando iniziavano le consultazioni. Ecco lui mi diceva, pacato, mi raccontava cosa sarebbe avvenuto,
21:02diceva, sai, io all'inizio darò l'incarico a Neil Dejotti, che io poi ho conosciuto personalmente,
21:09una donna straordinaria, però comunista del PC, naturalmente non è in grado di fare un governo,
21:21però ne so che dirà che io non ho iniziato con l'altra parte, diciamo, sempre democristiano era,
21:27naturalmente dopo darò l'incarico a questa, a quell'altra, la crisi durò 6 mesi e poi il bello che
21:35così che mi diceva cosa sarebbe avvenuto, come un giocatore di scacchi che anticipava le mosse,
21:42dice poi alla fine lo darò a uno che nessuno immagina, ed era Gianni Goria, che nessuno conosceva,
21:50Gianni Goria, lo diede dopo 6 mesi a Gianni Goria, quindi per tornare a Bomba, lui all'inizio
21:57proprio si comportò proprio da Presidente della Repubblica, diciamo...
22:01Inecepibile, veri brindici.
22:03Poi ci fu qualche cosa che cominciò a subodorare nella democrazia cristiana, nelle famose mani pulite,
22:13cominciò a qualcosa che non gli andava, cominciò a sparare pian piano, le picconate prima erano leggere,
22:20poi sempre più forti e naturalmente da buon sardo le picconate diventavano molto, molto, molto forti,
22:28a questi e a quell'altro, io mi permettevo anche di rimproverarlo per certe picconate,
22:35e lui con molto, anche con un sorriso, perché non dimentichiamo che la sassarese, la cionfla
22:43gli piaceva molto, con un sorriso diceva, veramente sono stato violento?
22:47E Francesco, sei stato violento e come? E mi ricordo con Occhetto, con qualche giornalista,
22:54Coscalfari di Repubblica, violento, proprio violento, ha cominciato a picconare.
23:02Tutti sanno che alla fine dell'anno il presidente fa un discorso alla nazione,
23:09naturalmente è un discorso che viene equilibrato, viene discusso tra i collaboratori.
23:14Soppesato anche nelle virgule.
23:15Soppesato, le ri, le cose, eccetera. Non ricordo in che anno, ma credo che verso la fine del settennato
23:23avevamo concordato questo discorso, ci piaceva tanto.
23:27Se non che arrivò la televisione, tutti quanti, come succede adesso.
23:35Ciac via presidente, lui mise da una parte il discorso preparato, tirò fuori dalla tasca interna
23:41un foglio dove lui si era scritto il discorso e cominciò una picconatura terribile alla democrazia cristiana.
23:50E' stato lui. Tant'è vero che la democrazia cristiana, lo stesso Demita, che prima gli era stato molto amico,
23:58lo facevano passare per pazzo. Era un momento terribile.
24:04Proprio noi amici gli stavamo molto vicino perché lui lo sentì molto questa cosa qui.
24:09Dicevano che era pazzo, che era qua. Non era pazzo di sicuro.
24:13Lei che conosceva che cosa succedeva. Infatti dicevo, ma a te ti hanno mai offerto qualcosa?
24:21Se ci provavano io, ho i carabinieri alla porta, li avrei fatti arrestare immediatamente.
24:27Insomma, di un'onestà incredibile. Anche la sua casa, Ennio Quirino Visconti, in zona Prato di Roma,
24:36era una casa modestissima, modestissima. Non ha mai ostentato ricchezza. Mai, mai, proprio mai.
24:46Addirittura viaggiava senza soldi. E quando capitava che magari mangiavamo insieme,
24:53in qualche trattoria, mi diceva, pagati.
24:55Paga tu il conto.
24:56Paga voi. Perché non aveva soldi.
25:01Grazie, professore. Molto bello questo ricordo di consiglia. Grazie.
25:20Grazie.
25:36Grazie.

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