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  • 19 ore fa
Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 21:00

Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:47Secondo Borghero, patron del Tonno di Corsa, uno dei ristoranti più rinomati di Carloforte,
00:54e innanzitutto grazie di averci accolto nella tua residenza cagliaritana perché tu l'inverno ne approfitti per essere più cagliaritano
01:01che Carlofortino.
01:02Sì, io sono sempre nell'animo tabarchino, però devo dire che Cagliari è una bella città, mi piace, anche perché
01:11poi essendo su un'isola di mare,
01:15anche Cagliari ha un respiro sul mare che effettivamente fa molto piacere, è poi una città molto molto molto bella.
01:22E questo a Cagliaritano ci fa piacere?
01:23Non solo, ma poi è anche molto vivibile, una città a dimensione umana, io mi trovo benissimo.
01:30Una bella qualità della vita.
01:32Certo.
01:33Secondo tu hai aperto il Tonno di Corsa perché sì, hai una grande passione nei confronti della cucina, della gastronomia,
01:41ma soprattutto perché sei un paladino della cultura tabarchina Carlofortina, volevi conservare tradizioni che, insomma...
01:50Sì, sì, certo, perché questo rientra un po' nella psicologia dell'isolano, che poi in grande è anche il sardo,
01:59è così, perché è un isolano anche il sardo.
02:01Cioè chi abita su un'isola e vive su un'isola è un microcosmo, dove effettivamente i valori culturali e
02:10anche, diciamo, la tradizione, insomma,
02:14ti dà, diciamo, lo stimolo per poter poi anche andare avanti.
02:18E io negli anni Ottanta, essendo appassionato e legato molto poi a Carloforti, avevo cominciato...
02:25Poi l'estate facevo un po' di esperienze anche di lavoro col turismo, come tutti i ragazzi di Carloforti, facevo
02:34le stagioni nei ristoranti, eccetera.
02:36E il mondo della ristorazione mi ha sempre un po' affascinato.
02:40Poi avevo colto l'occasione perché in quel momento anche a Carloforti stava subentrando una sorta, diciamo, di cucina consumistica.
02:50Piano piano ci stavamo un po' dimenticando quello che erano le nostre tradizioni.
02:55Allora, che cos'era il tono di coro? Perché poi il nome è tono di coro?
02:58Come mai l'hai chiamato tono di coro?
03:00Esatto, perché, diciamo, nella tradizione Carlofortina, nella cucina Carlofortina, il tono è un elemento basilare.
03:08Perché, essendoci a Carloforti, storicamente le tonnare, ormai da precedenti, addirittura alla colonizzazione dell'isola,
03:16per cui c'era veramente, c'è nella cultura gastronomica fortina questo tono che è sempre presente.
03:23Sia nella versione fresca, che è quella del periodo stagionale, che è il periodo primaverile-estivo,
03:30però c'è anche un grande giacimento gastronomico che è rappresentato dal tono conservato, sotto olio, sotto salice.
03:38Ecco, tutto questo era un po' la matrice, chiamiamola, gastronomica culturale, di quello che è la tradizione, di quella che
03:47è la cultura Carlofortina, tabarchina.
03:51E il vostro punto di forza, tant'è che avete organizzato anche un evento molto importante, il girotone, che apre
03:55la stagione.
03:56Certamente, il girotone è stata una grande intuizione, perché effettivamente ha portato a livello anche internazionale l'immagine del tono.
04:07Poi è capitato in un momento storico interessante, dove il tono sta diventando, era diventato, allora, e tuttavia è, diciamo,
04:17un pesce molto alla moda.
04:20Però anche qua bisogna stare molto attenti, perché non bisogna cadere nel trannello, diciamo, del marketing, che è quello delle
04:28varie preparazioni, del tono crudo, che va bene, voglio dire, non è che uno si deve fossilizzare sulla tradizione.
04:36Però è importante anche avere dei riferimenti sulla tradizione e non abbandonare, diciamo, quelli che sono i piatti storici Carlofortini.
04:48Puoi innovarti, però devi stare...
04:50Però la tradizione deve essere sempre la base, diciamo.
04:53Perché, come diceva un grande scrittore, Primo Levi, il futuro ha radici antiche.
04:59Esatto, esatto.
05:00Questo è il concetto, che non dobbiamo mai scarocciare da questo punto di vista.
05:06Carloforti diventa turistica, diciamo, ormai è una meta consolidata nei viaggi, anche abbiamo visto tantissimi personaggi importanti,
05:15di arrivare aiutato anche il marina, che è nel cuore del paese.
05:21Però diventa turistica con qualche ritardo rispetto al resto della Sardegna, perché voi Carlofortini, diciamo, avevate un'economia diversa,
05:29sempre legata al mare, che vi consentiva di star bene così.
05:33Certo, allora, diciamo che la svolta inizia negli anni Ottanta, ma non è casuale, in quanto l'economia dell'isola,
05:43soprattutto nel secondo dopoguerra, è stata quella, diciamo, della marineria.
05:48Una marineria anche molto ricca, perché non dimentichiamoci che a Carloforti c'era, e c'è tuttavia, un istituto tecnico
05:55nautico,
05:55che ha sfornato grandi professionalità, diciamo, anche figure professionali che sono finite poi a dirigere grandi navi, grandi petroliere.
06:06Non ultimo, un Carlofortino è diventato praticamente il numero uno di una grossa compagnia di navigazione croceristica.
06:16Quindi, insomma, è una grande tradizione.
06:18Esatto, per cui abbiamo questa grande tradizione.
06:20Questa tradizione ha alimentato un'economia che per tutti gli anni 50, 60, 70 è stata autosufficiente.
06:29Poi, a un certo punto, diciamo che anche questa economia si è praticamente venuta un po' meno,
06:36e ecco che, anche per una questione proprio di vocazione turistica, di vocazione anche il paese e l'isola presentano,
06:45diciamo, anche un'immagine molto bella, eccetera,
06:48e ci ha spinto ad accettare il turismo, con un po' di ritardo.
06:51Questo ritardo, devo dire, è stato anche un aspetto positivo.
06:56La salvezza, se vogliamo.
06:57Esatto, perché ci ha consentito di non fare quegli errori che solitamente vengono fatti nell'investimento turistico.
07:04Perché dobbiamo stare molto attenti.
07:06Il turismo è una gran, bella economia, però può essere molto inquinante.
07:10Inquinante da un punto di vista anche sociale, non solo ambientale, ma anche sociale.
07:15Un'ambiente più in Italia.
07:16Esatto.
07:17Carloforte, diciamo, da questo punto di vista, il suo ritardo ha garantito, diciamo, la sua salvaguardia.
07:24Vista dal mare è bellissima perché comunque è ancora tanto verde, non è stata aggredita dal cemento Carloforte.
07:32Siete riusciti a tutelare?
07:33Sì, siamo riusciti a tutelare e pensiamo bene che abbiamo più di un terzo dell'isola che è completamente inedificabile.
07:40Perché c'è la zona che va da Caposan, dall'Ossino, ad arrivare alla punta.
07:45Massimo, vincolo.
07:46Vincolo totale non si può.
07:47E quello è la nostra ricchezza.
07:49E la nostra ricchezza perché quello oggi rappresenta un patrimonio che, diciamo, se usato bene può dare i suoi frutti.
07:59E gli sta dando, devo dire.
08:00L'ingegnere Carlo De Benedetti, quando veniva da te in ristorante, ti diceva una cosa molto significativa.
08:05Certamente, io mi ricordo, mi era rimasta impressa questa sua osservazione e negli anni fine 80, inizi 90, Carlo De
08:14Benedetti, come tanti personaggi, erano frequentatori, erano soprattutto affascinati dall'isola.
08:21Ed erano tutti personaggi che arrivavano in barca perché, insomma, essendo un'isola, la prodo più facile.
08:28Poi l'importante è che c'è la prodo nel cuore del paese.
08:30Poi, esatto, cioè, proprio nel, non è un porticciolo turistico così in periferia, eccetera.
08:38Arrivi nel centro storico.
08:39Tu sei lì, si può scendere in banchina e vedi da te.
08:43Esatto, arrivi sia col traghetto che con la tua barca privata, sei in piazza.
08:50E mi ricordo sempre De Benedetti che tra una pietanza e l'altra, sa come avviene nella ristorazione, poi si
08:58diventa, non dico amici, ma si diventa, come si dice, si familiarizza, eccetera.
09:04E mi diceva che per lui, Carlo Forti, a Carlo Forti c'era una cosa bellissima, che era un lusso,
09:14uno dei più grandi lussi che l'uomo si può, diciamo così, può avere.
09:18Il silenzio.
09:19Il silenzio che lui mi raccontava che con questa barca arrivava in un punto dell'isola che si chiama Burugna,
09:26che in Carlo Fortino si chiama lo specchio, lo specchio da Burugna.
09:30Quindi ha letto che è ancora più bello.
09:32Esatto.
09:33E a un certo punto dice, io sto fermo lì mezz'ora a contemplare, c'è un silenzio, cioè quello
09:39è il vero lusso.
09:39Il vero lusso è quello.
09:41De Benedetti poteva comprarsi qualsiasi lusso.
09:42Qualsiasi cosa in quel periodo penso si potesse comprare tutta l'isola.
09:46Tutta l'isola, certo.
09:48Hai avuto anche un impegno sul fronte politico, sei stato vice sindaco.
09:56la tua, anche se non attivamente, continui comunque a preoccuparti del futuro dell'isola.
10:01Ma sai, io sono, io mi reputo un Carlo Fortino Medio, cioè Carlo Fortino Medio che cos'è?
10:07È soprattutto uno che si sente molto legato al territorio.
10:12E allora quando ti senti legato al territorio diventi parte attiva di tutto il sistema sociale, eccetera.
10:20Ecco, in questa ottica io ho fatto politica.
10:24Interpretando anche un po' a parte, diciamo, l'appartenenza politica di parte,
10:30ma interpretando un po' come, devo dire, in quel periodo storico tutti i consiglieri comunali,
10:35quello che era la preoccupazione e quello che era soprattutto il problema della salvaguardia dell'isola.
10:42Noi, per esempio, come abbiamo fatto a bypassare le lottizzazioni e, diciamo, i condomini sul mare?
10:49Può arrivare.
10:49Perché avevamo due problemi.
10:51Uno, quello di dare una risposta anche a un'economia locale che si poneva il problema di evolversi,
10:58perché giustamente dire no è molto facile, ma non puoi dire no a tutto.
11:02È certo.
11:02Allora noi avevamo trovato un sistema, quello della baracca Carlo Fortino.
11:07Cioè, nella tradizione Carlo Fortino, c'è sempre stato sull'isola l'agglobenato urbano nel paese.
11:13Il Carlo Fortino.
11:14Il Carlo Fortino.
11:15Poi c'era, sparsa per tutta l'isola, tutta una serie di piccoli appiazzamenti con la famosa baracca Carlo Fortino.
11:21La casa in Campania.
11:23La Campania.
11:23E era praticamente, poi c'è sempre stato sull'isola una grande, diciamo, tradizione di vinificazione, di vendemmia, di uva.
11:31Allora tutti avevano, più o meno, tutte le famiglie avevano una casetta in paese e una casetta in Campania.
11:39Questo è un po' come nella tradizione Ligure, dove si faceva quando, questa era una cosa antica, legata anche molto
11:45alla marineria, eccetera,
11:47quando c'era brutto tempo si andava in campagna e si sfruttava.
11:51Su questo concetto noi abbiamo organizzato la cosiddetta seconda casa, cioè senza fare nessuna realizzazione, utilizzando questo concetto la baracca
12:02si è trasformata in casa, diciamo, di villeggiatura.
12:05E questa è stata la risposta, diciamo, e siamo riusciti a contenere, diciamo, lo sviluppo urbanistico al tempo stesso e
12:14a dare però una risposta.
12:15E questo, devo dire, non era stata tanto una scelta politica, ma una scelta culturale di tabarchività, di salvaguardia dell
12:23'isola.
12:24Certo.
12:37Un'isola che è un'enclave ligure e un'enclave tabarchina.
12:41Certo.
12:41La cultura va tutelata, insomma.
12:43Certamente.
12:44Ci sono tante iniziative che mettete in campo anche per conservare la lingua.
12:49Certo, ci sono molte iniziative.
12:50C'è un'associazione culturale che si chiama Saffirina ed è un'associazione che si occupa soprattutto, diciamo così, della
12:59tutela di quella che è la tabarchinità.
13:01Che cos'è la tabarchinità?
13:03Noi, prima di arrivare sull'isola di San Pietro, cioè noi, noi siamo tenati, prima di arrivare sull'isola di
13:08San Pietro,
13:10avevano colonizzato una piccola isoletta, diciamo, tra il confine tra l'Algeria e la Tunisia,
13:16che questa isoletta era uno scoglio, si chiamava appunto Tabarca.
13:21Tabarca era una concessione spagnola data a questi liguri, questi imprenditori liguri, che erano i signori Lomelino,
13:27e gli serviva per fare commerci tra il Nord Africa e il resto dell'Europa.
13:34Quando era venuto meno la protezione della Spagna, questi liguri si sono trovati poi in balia delle onde,
13:41in balia soprattutto dei pirati tunisini.
13:43Nel frattempo la Sardegna era diventato regno sardo e piemontese e a questo punto avevano approfittato,
13:49siccome l'isola di San Pietro era completamente disabitata,
13:52i Savoi avevano fatto in quel momento storico una campagna, diciamo, di infeudazione, di colonizzazione della Sardegna,
13:59e questi liguri da Tabarca si sposteranno a Carloforte e si chiamano Tabarchini.
14:07Ma la cultura tabarchina, e questo va detto, è una cultura molto inclusiva, nel senso che non erano solo liguri.
14:15Poi negli anni a Carloforte sono arrivati di tutti, a prevalso il dialetto ligure.
14:22Però abbiamo avuto, per esempio, nella seconda metà dell'Ottocento, una grande immigrazione di ponzesi,
14:29che venivano alla pesca del Corano, e poi abbiamo avuto Toscani, Corsi, cioè la tabarchinità è proprio la cultura dell
14:39'inclusione.
14:40Siete un popolo aperto, insomma.
14:42Sì, da questo punto di vista, sì.
14:44Sì, nonostante sia un'isola nell'isola, comunque...
14:47Esatto, ma è un'isola che ha sempre, diciamo, come caratteristica, ha sempre avuto un'economia mercantile,
14:54per cui è un'isola molto aperta.
14:57È un'isola aperta, certo, anche agli scambi cominciati.
15:00Agli scambi, noi non dimentichiamo che nell'Ottocento a Carloforte c'erano i consolati,
15:06perché i consolati garantivano, appunto, diciamo, tutto l'aspetto amministrativo del commercio,
15:12perché, poi non dimentichiamo una cosa, che quando c'è stato lo sviluppo delle colonie del Nord Africa,
15:18da parte, diciamo, di Napoleone e della Francia,
15:21San Pietro era, è praticamente sul passaggio tra il sud della Francia e il nord dell'Africa,
15:27dunque era una zona di...
15:28Ancora oggi ci sono tanti...
15:30Di grandi commerci.
15:31Tanti transiti imbarcati, soprattutto a vela dalla Francia, tanti parigini...
15:35Esatto, questo oggi rappresenta, dal punto di vista, diciamo, turistico,
15:40ecco qua, può essere rilanciata questa...
15:43Già anche, diciamo, che ci ha di fatto...
15:45È molto apprezzata dai francesi.
15:47Dei francesi, tantissimo.
15:48Tanti parigini hanno casa, insomma, a Carloforte,
15:51soprattutto nella zona, diciamo, tua.
15:53Sì, sì, nella zona dove abbiamo i ristoranti, che è il centro storico.
15:57Centro storico.
15:57Le calcinate.
15:59Le calcinate, che è il primo insediamento, mi dicevi.
16:01Sì, è il primo insediamento, diciamo, urbanistico dell'isola di San Pietro.
16:05Di San Pietro.
16:06Tu sei uno dei pochi ad essere, allo stesso tempo,
16:08a vestire la duplice veste di patron e anche di chef,
16:11il che è un impegno non da poco, insomma, essere proprietario è anche...
16:15Nonostante l'ambientà che comincia ad essere avanzata,
16:17devo essere contento, perché mi sto concentrando molto sulla cucina.
16:22Perché la parte amministrativa la sta prendendo in mano mio figlio.
16:25Che ti alleggerisce, insomma.
16:26Che per fortuna, diciamo, si è inserito, e questo mi fa molto piacere,
16:32nell'attività, insomma, di famiglia, eccetera.
16:34Diciamo che una cucina di ristorazione, una cucina professionale,
16:38vive molto, sì, sull'esecuzione, però anche sull'idea.
16:45Cioè, qualsiasi, anche lo chef più bravo del mondo,
16:50non può fare da mangiare in contemporanea per cento persone.
16:53Come si fa?
16:54Esatto, esatto.
16:55Perché lo sai noi.
16:56Bisogna, diciamo così, intanto pensare un menu e pensare una linea.
17:01Dopodiché si va a preparare la linea.
17:04Cosa succede?
17:04Che, infatti, il cuoco, nella visione moderna, viene chiamato chef.
17:10Perché viene chiamato chef?
17:12Perché il chef è l'organizzatore, è il capo.
17:15È il capo.
17:15E io dico sempre ai ragazzi in ristoranti, in cucina, noi siamo una squadra.
17:21Siamo una squadra di calcio, io sono allenatore.
17:23Voi dovete giocare.
17:24Voi dovete giocare, nel senso che io vi do le strategie, studiamo il menu assieme,
17:29facciamo tutti i pezzi, poi, che è la linea, poi durante il servizio li assembliamo.
17:34Chiaramente, io sovrintendo, perché essendo un allenatore non è che sto solo in panchina a guardare.
17:40È evidente che.
17:41Ecco, questa è, diciamo, la funzione dello chef.
17:45È impegnativo.
17:46È un mestiere totalizzante.
17:48È una professione che ti impegna.
17:50È un lavoro molto impegnativo e che molte volte è molto sacrificante,
17:56perché non ci sono orari e devi continuamente, diciamo, essere sul pezzo.
18:02E se non hai una famiglia che ti condivide, rischi di rompere anche la famiglia.
18:07Tu hai avuto supporto in famiglia.
18:09Molto, sì, sì, sì, devo dire.
18:10Toleranza, bisogna che ti capiscano a casa.
18:13Esatto, ci vuole...
18:14E poi devi farlo con molta passione.
18:16Ci vuole la passione.
18:17Perché, sì, è vero che siamo tutti uomini e a tutti piace il guadagno.
18:23Guadagno, vabbè.
18:24Però il guadagno...
18:25Il guadagno professionale.
18:26Esatto, però anche il prestigio è importante.
18:29La passione.
18:30Deve animarti la passione.
18:32Deve andare di pari passi.
18:33Deve andare di pari passi.
18:34Tu ti devi, diciamo così, innamorare di quello che stai facendo.
18:38Faresti altre cose?
18:39Apriresti altri ristoranti?
18:42Hai mai sogno di dire vado ad aprire un ristorante a Roma piuttosto che a Milano?
18:46Allora, mi hanno sempre...
18:47Io ho avuto sempre molte proposte in questo senso.
18:49So che ti hanno contagiato in tanti.
18:51Sì, e io però ho sempre fatto una riflessione ad alta voce.
18:55Allora, il nostro è un lavoro fortemente artigianale.
18:58Come tutti gli artigiani, se vuoi far uscire il pezzo bene, devi stare a bottega.
19:03Questa cosa che adesso va di moda, no?
19:05Lo chef va in televisione, ha un marco, è un nome.
19:09Quella è l'inizio della decadenza della cucina, secondo me.
19:13Perché anche grandi professionisti, gente molto capace, però quando tu cominci a disperderti e cominci a puntare più sul tuo
19:23nome che sul tuo lavoro, le cose...
19:27Non è più, so, diventa un'industria.
19:29Io penso che il ristorante debba essere legato, diciamo, allo chef, al patron, è una bottega dell'artigiano.
19:38L'artigiano non è una catena di montaggio, è l'artigiano.
19:42Fa il pezzo.
19:57Perfetto.
19:57Secondo me...
19:58Dovresti trascurare Carloforte.
20:00Chiudi una cosa, apri un'altra.
20:01Allora sì, ma io sono per stare, diciamo...
20:04Le radici sono...
20:05Le radici sono quelle.
20:06Non quelle.
20:07Certo.
20:08E poi sono molto affascinato dalla mia cucina.
20:10Dalla tua cucina.
20:11Sei innamorato del tuo lavoro.
20:12Molto.
20:13E anche perché, diciamo la verità, io sull'isola, Carloforte, poi ho una grande fortuna, come tutti quelli che operano
20:20a Carloforte, quella di avere una materia prima, eccezionale.
20:24Eccezionale.
20:24Tu fai la ricerca personalmente della materia prima, la mattina con la tua bicicletta, che ho visto diverse volte.
20:30Perché vedi, questa è un'altra cosa che secondo me nella ristorazione non bisogna delegare.
20:38Perché un buona pietanza, un buon piatto, nasce dalla materia prima.
20:42Ecco, tu puoi in cucina delegare alcune cose, ma la scelta della materia prima la devi fare tu.
20:49Perché tu li valuti che cosa andrà a finire nella tua cucina e che cosa andrà a finire nei piatti
20:55del cliente.
20:56Certo.
20:56Il mare sicuramente per voi è la risolta principale.
20:59Noi per esempio abbiamo, ma non solo a Carloforte, anche un po' in Sardegna, abbiamo una grande ricchezza che non
21:04siamo in grado di vendere, no?
21:08Di vendere bene.
21:09Noi abbiamo, per fortuna in Sardegna, abbiamo ancora il pesce di mare.
21:14Nei mercati internazionali, ormai il pesce è tutto dalle fa a me.
21:18Noi abbiamo ancora il pesce di mare, ma stiamo scherzando.
21:22Cioè, che è una cosa inestimabile.
21:25Avere un orata, un sarago vero.
21:28C'è da dire che a Carloforte si trovano ancora le aragoste.
21:31Esatto, tra l'altro ci sono anche le aragoste.
21:33Le aragoste che non sono poche, insomma, è diventata una rarità.
21:37E allora, tra l'analità, è diventato anche, diciamo, il problema dell'arragoste a Carloforte è legato anche, diciamo, al
21:45costo della pesca,
21:49che ormai è diventato abbastanza elevato per i pescatori e dunque diventa, faccio un esempio,
21:57uno pescatore che prende un tonno da 200 kg, incassa molto di più di un altro pescatore che prende tre
22:05aragoste o quattro aragoste.
22:09Allora, si sta spostando verso, diciamo, pesche più remunerative.
22:16Il tonno rosso è quello più pregiato.
22:18I giapponesi andavano ancora oggi, vanno pazzi.
22:20Certo, perché...
22:22Tu sei confrontato anche con diversi chef.
22:24Certo, io ho avuto addirittura, negli anni 90, ho avuto uno chef giapponese che è venuto a Carloforte a fare
22:33uno stage.
22:34Un ragazzo in gambissima, devo dire.
22:36Tra l'altro, lui a Tokyo ha aperto un ristorante sardo.
22:42Ah, qui?
22:42Allora, io con lui siamo sempre in buoni rapporti, eccetera, e lui addirittura ha mandato un paio di anni fa
22:52un suo chef a imparare a fare i culur jones,
22:57perché in questo ristorante giapponese a Tokyo, lui fa cucina a sarda e fa cucina a Carlofortino.
23:03Va forte, piace.
23:04Piace moltissimo. Io ho dei clienti giapponesi che vengono mandati da lui a Carloforte.
23:10E ti cercano perché?
23:12Certo, certo, vengono in ristorante, oppure mi mandano delle mail, insomma.
23:17Lui è stato molto, molto bravo.
23:19E devo dire che io ho acquisito delle cose, perché nella cultura giapponese c'è molto rispetto per la materia
23:27prima.
23:28Noi siamo un po' spreconi.
23:29Mi aveva colpito, una volta avevamo comprato un tonno da 200 kg.
23:34E noi l'abbiamo pulito nella nostra maniera.
23:37A un certo punto tutto ciò che era la spina centrale, lui ha visto, noi stavamo, diciamo, per buttare.
23:44No, no, fermi tutti.
23:45Allora si è messo lì un pomeriggio con un coltello affilatissimo e ha tirato fuori due ciotole di queste briciole
23:52di tonno,
23:53che allora non andava di moda il tonno, parliamo del 92.
23:56E lui invece aveva cominciato a fare appunto queste tartare di tonno, che avevano avuto un grande successo.
24:04Secondo, cosa vedi, cosa auspichi per Carloforte nel prossimo futuro, sul fronte turistico, gastronomico?
24:12Allora, ormai diciamo che da un punto di vista paesaggistico stiamo andando abbastanza bene
24:18e dunque bisogna stare su questa linea e cercarli di salvaguardare.
24:22Bisogna investire sui servizi, perché secondo me la gente oggi arriva e vuole i servizi.
24:31Una parte dei servizi, adesso non mettiamoci la testa sotto la sabbia, dando sempre colpa al politico di turno.
24:38Dobbiamo anche noi come imprenditori assumerci le nostre responsabilità, non possiamo pensare
24:44che tutto deve dipendere dalla classe politica, la classe politica ha un ruolo, che è quello di impostazioni.
24:52Poi le gestioni delle cose le hanno fatte da noi, cioè un servizio di taxi, mica te lo può fare
24:59il comune.
25:02Poi ci sono anche servizi che possono essere gestiti assieme al comune, per esempio noi abbiamo
25:07tre musei che andrebbero attivati meglio, ma perché non vengono attivati?
25:13Perché le risorse non ci sono, a questo punto però anche il privato, cioè l'imprenditore privato
25:18deve entrare dentro a questa gestione, cominciare a responsabilizzarsi e assumere una posizione.
25:26non puoi pensare, noi non dobbiamo essere meridionali, scusando il termine, no, dobbiamo anche noi darci una mossa.
25:38Per chiudere l'intervista, un augurio in tabarchino lo vogliamo fare?
25:43Ma mi spero che tutti quelli che ne hanno visto, ne vengono a trovare e vengono soprattutto a mangiare e
25:49a gustare
25:50Ecco, se è buona da cucinata barchina.
25:53Grazie.
25:54Prego.
26:21Grazie.

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