Vai al lettorePassa al contenuto principale
Buonasera Presidente trasmissione sulla politica in Sardegna, curata e condotta da Mario Cabasino. Dalla Prima Repubblica ai giorni nostri nei racconti dei leader. Fatti, aneddoti e retroscena. Tutti i martedì alle 21:00

Una produzione TCS S.r.l. 2021 #canale13 www.telecostasmeralda.tv

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:53Buonasera e bentornati a Buonasera Presidente, cari telespettatori di TCS,
00:57oggi parliamo di Antonio Segni, Presidente della Repubblica Sardo di Sassari,
01:04lo facciamo in compagnia del figlio Mario Tosegni, altro esponente politico di grande fama,
01:10ci siamo collegati via Zoom con Mario Tosegni dalla sua casa romana.
01:27Dunque, buonasera a Onorevole Segni, grazie in collegamento dalla sua casa di Roma.
01:32Antonio Segni, uno dei fondatori della democrazia cristiana, è stato Presidente della Repubblica dal 62 al 64.
01:40E allora la prima domanda è che ricordo ha di quel periodo al Quirinale?
01:45Guardi, io per la verità in quegli anni vivevo a Padova, dove subito dopo laureato andai e iniziai la carriera
01:54universitaria.
01:55Naturalmente andavo a Roma spessissimo a trovare i miei e vivevo con loro al Quirinale.
02:01vuole il mio ricordo, che credo fosse quello triste.
02:05Il Quirinale, dove viviamo, era un posto triste, che mio padre non amava.
02:09Mio padre pensava e lo diceva apertamente che lui doveva vivere al Quirinale dal Presidente
02:15perché diceva che il Presidente della Repubblica è il simbolo degli italiani
02:19e gli italiani dovevano sapere dove sei anche materialmente, quindi devo stare qua.
02:25Ma lui non piaceva, si sentiva in una specie di prigione dorata.
02:30e reagiva con quello che era la sua uscita, valvola di sicurezza psicologica
02:36che era aumentando i viaggi in Sardegna.
02:38Lui appena poteva, saliva sull'aereo e veniva in Sardegna.
02:42Era insomma una valvola di sfogo la Sardegna.
02:45Esatto, sì sì sì sì.
02:46Un rifugio già.
02:46Gli arrivava subito una grande serenità e veniva in Sardegna.
02:51Ricordo che peggiorò l'umore di mio padre al Quirinale.
02:56Proprio vivere al Quirinale non gli piaceva e non piaceva neanche a noi.
03:00Tra l'altro allora il Quirinale, l'alloggio del Presidente erano due o tre vecchie stanze
03:07bellissime, enormi, con mobili stupendi, ma scomodissime.
03:10Poi iniziarono dei lavori e fecero per il successore.
03:14Il Quirinale si misera rapidamente un appartamento, un bell'appartamento, normale, ma comodo.
03:22In effetti la presidenza di suo padre durò poco più di due anni e mezzo,
03:26la più breve della storia repubblicana dopo quella di De Nicola.
03:30La causa furono, ho letto, dei gravi problemi di salute,
03:34proprio conseguenti a degli scontri anche politici, verbali,
03:38con altri esponenti della politica italiana dell'epoca.
03:42Anche per questo, insomma, era un periodo di gravi tensioni, di grandi tensioni.
03:47Beh, che fosse un periodo di grandi tensioni non c'è dubbio
03:50che mio padre sentisse fortemente la responsabilità del momento e della situazione,
04:00sì, è chiaro, è sicuro, e che quindi tutto questo inevitabilmente
04:05abbia influito sulle sue condizioni di salute, anche sul male che l'ho preso.
04:10Certamente è sicuro, basta ricordare, ed è bene ricordarlo,
04:14perché i giovani che ci ascoltano, anche i miei figli,
04:17non si rendono conto di quello che erano negli anni.
04:21Il mio padre fu presidente dal 62 al 64.
04:26Ora, il 61 era stato l'anno della costruzione del muro di Berlino,
04:31per guardare al panorama internazionale.
04:34Nel 62, lo ricorderei, fumo sull'orlo della terza guerra mondiale,
04:39perché Khrushchev installò i missili, i famosi missili a Cuba.
04:43Insomma, quindi erano anni durissimi, anni di grande tensione.
04:51Dopodiché, che ci siano state cause specifiche,
04:55su questo in realtà si è raccontato un florileggio assolutamente infondato,
05:00cioè che ci sarebbe stata una litigata fra lui e Saragat,
05:06e che questo avrebbe determinato il malore che pare fu colto da un ictus.
05:11Questa non è assolutamente vero, fa parte di una serie di storie,
05:15le altre assai più gravi, assai più grosse,
05:18che sono state poi raccontate per anni, ancora per decenni,
05:23da una stampa che costruì tutta una mistificazione.
05:27Non successe nulla, se non era una normale,
05:31certe volte anche accesa discussione.
05:34Purtroppo, come sanno bene i medici, l'ictus non avverte.
05:40Quindi lui era seguito da un ottimo medico,
05:43ma purtroppo non viene annunciato.
05:46Ecco, quindi abbiamo detto un periodo di grande tensione,
05:50lei ha inquadrato bene anche storicamente quegli anni,
05:52quei primi anni 60.
05:54Ma Antonio Segni, prima di essere Presidente della Repubblica,
05:58è stato anche per due volte Presidente del Consiglio dei Ministri.
06:01Ricordo anche quel periodo, onorevole.
06:03Sì, fu un periodo, per lui furono anni di grande attività,
06:10Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri,
06:12Ministro dell'Interno, e quindi nei posti più importanti.
06:16Beh, io credo che forse la cosa più bella, direi,
06:22che fece mio padre, che fece da Ministro dell'Ericoltura,
06:25fu la riforma grave.
06:26Grande pagina di storia politica.
06:29Grande pagina di storia, devo dire, complessa, difficile,
06:33contrastata, e logicamente una riforma dura, naturalmente,
06:37questa, però, che fu l'evento di trasformazione agricola della storia italiana.
06:46Probabilmente furono espropriati circa 750 mila ettari,
06:51che furono ridistribuiti poi ai piccoli assegnatari,
06:55quindi fu un atto di straordinaria giustizia sociale,
07:01in un certo senso, proprio colorosa, perché naturalmente
07:05privola della legittima proprietà privata,
07:08un grande, un notevole numero di proprietari,
07:11compresa la mia famiglia, ma poi si è molto espropriata,
07:14ogni tanto vado ancora a vedere quei terreni in Urra,
07:18che poi furono impropriati, però fu una grande svolta,
07:23che in certe zone d'Italia diede luogo
07:26a un nuovo tipo di agricoltura molto avanzato.
07:30Se dovessi ricordare la pagina più bella di mio padre,
07:34direi questa, lui ne era molto orgoglioso.
07:38E anche la Sardegna aveva avuto degli effetti positivi,
07:41l'economia agropastorale sarda ne aveva tratto beneficio.
07:45Devo dire che da un punto di vista strettamente economico e agricolo,
07:51cambiò molte cose, ma non fu la regione in cui riuscì meglio,
07:56la riforma agraria.
07:57La regione fu in alcune zone della Basilicata e della Puglia.
08:02Tanti anni dopo, degli amici, anche Emilio Colombo,
08:08che era deputato di quella zona,
08:09mi portarono a Policorio, non ero mai stato,
08:13sull'Uion e la bassa Basilicata,
08:16dove veramente la riforma agraria diede luogo,
08:20creò una rete di piccoli imprenditori agricoli
08:23che poi si trasformarono in modo straordinario,
08:26gli vennero specializzati in serre,
08:29frutticoltura di qualità e così via.
08:31E il simbolo di tutto questo, mi facevano vedere alcuni,
08:36era che il castello della vecchia proprietà nobiliare
08:40era stato acquistato da un assegnatario,
08:43diventato contadino e poi diventato imprenditore agricolo,
08:46con grande successo.
08:48Devo dire che era una zona di terreni molto migliori
08:53e molto più fertilei di quelli che abbiamo pensato.
08:56E c'è, che avevamo soprattutto quando mancava l'acqua,
09:00insomma, quando c'era il problema della siccità.
09:03I segni, i Cossiga, i Berlinguer,
09:06tutti di Sassari, la città dei presidenti.
09:09C'era un'aria buona a Sassari?
09:11C'era un'aria buona a Sassari
09:12che esprimeva questa classe dirigente politica
09:16ad altissimi livelli?
09:17Beh, certamente.
09:18Non credo che dipendesse dall'aria,
09:20ma c'era un tessuto sociale e culturale, vorrei dire.
09:24Questo che favoriva.
09:26Non è detto che da un giustizio culturale buono
09:29pregavano fuori i presidenti della Repubblica,
09:31come è capitato in modo straordinario, effettivamente,
09:35per Sassari.
09:36Erano parte di uno stretto gruppo dei professionisti
09:38della piccola borghesia cittadina,
09:41tutta fatta o di professori universitari,
09:44di insegnanti, oppure di professionisti,
09:46avvocati o medici, per lo più.
09:49Di questi, naturalmente,
09:50quello più vicino a noi,
09:52alla mia famiglia, era Francesco Cossiga.
09:55Tra l'altro, non sono amici di famiglia,
09:59lui accompagna in scuola di uno dei miei fratelli,
10:01quindi non lo ricordo, a casa da bambini,
10:03ma abitanti vicini,
10:05ma vicini abitavamo tutti,
10:06erano tutti nella parrucchia di San Giuseppe.
10:08Era un punto di riferimento la parrucchia di San Giuseppe.
10:11Aspita, importantissimo.
10:13Importantissimo, è stato una fucina.
10:15Il parrucchio di Monsignor Masia,
10:18un uomo che io ricordo con venerazione,
10:21ma che lo ricordano tanti,
10:23fu il parruco di due presidenti della Repubblica,
10:26cosa che effettivamente non è frequente.
10:29Quindi il rapporto con Francesco
10:32era derivato anche che,
10:34in fondo, le famiglie vivevano lo stesso ambiente.
10:38e non solo la stessa città.
10:40E lui era tra l'altro compagno di scuola
10:42di uno dei miei fratelli
10:43e quindi io lo ricordo da noi da bambini.
10:47Quindi un rapporto molto stretto.
10:49È stato un rapporto bello anche quando
10:51Cossiga, a livello di presidente della Repubblica,
10:54quando cominciò a piccolare.
10:55Certo, poi nella lunga militanza politica di Francesco,
11:00nella mia un po' meno lunga,
11:02ma in certi momenti furono contemporanei,
11:05avremmo anche momenti di divergenza,
11:07scontri politici,
11:09come è assolutamente inevitabile in questi casi,
11:13però il ricordo umano rimane sempre.
11:17Che rapporto c'era tra suo padre e Aldo Moro?
11:20Guardi, Aldo Moro non era certamente
11:22nel gruppo più ristretto
11:24dei dirigenti democristiani all'inizio,
11:27quando diventò segretario,
11:28più vicino,
11:29perché era una personalità piuttosto distaccata
11:32allora, dal sembrino fosse stato già ministro.
11:35E poi fu un rapporto molto intenso,
11:37perché quando Aldo Moro diventò segretario
11:40è partito,
11:40mio padre era presidente del Consiglio.
11:42e poi fu anche molto per l'iniziativa di Moro
11:47che mio padre diventò presidente della Repubblica.
11:51Moro fu un sostenitore della sua campagna presidenziale
11:55fino all'ultimo.
11:58In alcuni anni fu una divergenza profonda,
12:02perché nell'ultima parte della Presidenza della Repubblica
12:06mio padre era convinto
12:07che l'esperimento di centrosinistra
12:09andasse almeno per alcuni anni interromto.
12:11Quindi era su una posizione politica opposta
12:14a quella di Aldo Moro.
12:17Siccome erano due politici
12:18che facevano seriamente le cose,
12:22quindi credevano tutte e due,
12:23in certi momenti
12:25il rapporto fu anche duro,
12:27fu politicamente.
12:28Devo dire che però ci fu sempre
12:30da parte di ambedue
12:32un sentimento di straordinaria stima umana.
12:36E vorrei dire che io scoprì
12:38in Aldo Moro,
12:39sia in occasione della malattia di mio padre,
12:43sia più avanti,
12:45quando io poi,
12:45tanti anni dopo,
12:46diventai deputato
12:47e quindi entrai in Parlamento,
12:49ho una straordinaria anche affettuosità
12:52che non si indovinava
12:54in un rapporto più di temperamento molto chiuso,
12:58come era quello di Moro.
13:00Il mio padre si ammalò ai primi d'agosto,
13:03quindi io mi ricordo per tutto,
13:05Moro era presidente del Consiglio
13:07e devo dire,
13:08quasi tutti i giorni,
13:11Moro veniva nel pomeriggio a cui rimane,
13:13veniva naturalmente,
13:15a sapere come stava il presidente,
13:17quindi era in parte una visita d'ufficio ovviamente,
13:22però poi si fermava da noi,
13:23a parlare a lungo anche con la famiglia,
13:27semplicemente a passare un pezzo di pomeriggio con noi,
13:31una cosa mi colpì,
13:33singolare,
13:33tra l'altro ogni tanto mi chiedevano,
13:35questo è il presidente del Consiglio,
13:36come fa ad avere tutto questo tempo
13:38da passare con noi,
13:39è un bellissimo ricordo.
13:41Lo trovava,
13:42si ritagliava lo spazio insomma
13:44per stare in vostra compagnia.
13:45E anche il mese d'agosto
13:46probabilmente aveva meno affare,
13:48però se il presidente a un presidente
13:49non mancano mai le cose.
13:51Non mancano mai niente.
14:03Onorevole Segni,
14:04ora parliamo del famigerato Piano Solo,
14:07non è un caso perché lei in questi giorni
14:10sta dando alle stampe un libro proprio
14:11che fa chiarezza su questa vicenda.
14:15Ricordiamo la figura del generale De Lorenzo,
14:17comandante dell'Arba dei Carabinieri,
14:19il generale ideò il cosiddetto Piano Solo
14:22che prevedeva l'intervento dei soli carabinieri
14:25per far fronte ad un'ipotetica situazione
14:29di emergenza nel Paese.
14:31C'era anche, si è parlato anche di un elenco
14:33di 731 uomini politici e sindacalisti di sinistra
14:37che i carabinieri avrebbero dovuto
14:39prelevare e portare in Sardegna a Capo Marraggio,
14:42in Sardegna, nella nostra bella Sardegna.
14:44Il piano prevedeva addirittura anche un presidio
14:46della Rai TV, un controllo della Rai TV.
14:49Il generale De Lorenzo chiese,
14:50ottenne un incontro con suo padre.
14:53Qui mi fermo e le chiedo di aiutarci a capire meglio
14:57questo che potrebbe essere classificato
15:00uno dei misteri della Repubblica.
15:02Mardini, io ho scritto un libro che in questi giorni
15:05proprio è nelle libri che è intitolato
15:07Il piano solo, o cosiddetto colpo è stato del 64,
15:12con un sottotitolo che è scritto
15:15La prima grande fake myth.
15:17E ho scritto per un motivo molto preciso
15:19che questa è veramente una gigantesca mistificazione.
15:24È veramente la più grossa, la più grave
15:28e la più gravida e conseguente fake news
15:31nel campo politico di tutta la nostra storia repubblica.
15:35C'erano dei poteri forti, onorevole Segni,
15:37che misero in campo, che architettarono
15:40tutta questa grande fake news antelittera?
15:42Fu lanciata dall'Espresso, architettata dall'Espresso
15:47La campagna di stampa dell'Espresso
15:49L'Espresso era diretto da Scalfari
15:52e l'inviato, il colui che faceva i servizi
15:57era Lino Iannuzzi
15:59Lino Iannuzzi, famosissimo Lino Iannuzzi
16:01e poi il parlamentare
16:04È stato a lungo parlamentare
16:05Il parlamentare fu a Italia
16:06No, fu a quello che vuole
16:09ma nel senso che invece una campagna
16:11l'Espresso era allora la bandiera della sinistra italiana
16:15ed è un'operazione veramente di creazione totale
16:23non di qualcosa che è stato gonfiato, che è stato raccontato
16:27ma di un piano eversivo che è stato inventato
16:32proprio inventato, sottolineo la parola
16:35è una formidabile fake news
16:39inventata per screditare totalmente la classe dirigente
16:43ed è allora, in particolare la democrazia cristiana
16:45inventata quindi per motivi politici
16:48e per motivi mediatici
16:50perché su questo poi
16:52l'Espresso diventò una rivistina
16:55in qual era allora una grossa rivista politica
16:58e diede luogo a Repubblica
17:00quindi è una fake news
17:01che è una serie di grandi conseguenze
17:05mediattiche e politiche
17:07Quindi una grande operazione anti-editoriale, certo
17:10Sì, sì
17:10Ecco, lei ha parlato di una cosa
17:12c'era un piano
17:12De Lorenzo fece un piano
17:15Guardi, dal 1945 ad oggi
17:19tutti i governi italiani
17:21hanno avuto le sedi riservate
17:25dei piani anti-editoriali
17:28perché si trovavano a fronteggiare
17:29un fortissimo partito comunista
17:32che era legato all'Unione Sovietica
17:34nel mondo che, come abbiamo ricordato prima
17:37aveva vissuto in quegli anni
17:39drammi colossali
17:40non eravamo quelli che ho ricordato
17:43ma nel 1956 l'invasione comunista
17:46la soppressione con le armi
17:49in quei carri armati della rivolta ungherese
17:51che ebbe il totale appoggio
17:53del partito comunista italiano
17:55contro gli atti in persona
17:57e con tutto il gruppo comunista
17:59che si alzò alla camera
18:01dopo la fucilazione di Nagy
18:04nel dibattito che ci fu
18:05si alzò alla camera a gridare
18:07Viva l'armata rossa!
18:09Questa era l'Italia
18:10perché quando le racconto alle mie figlie
18:12non possono capirla
18:14grazie a Dio sono vissute in un altro mondo
18:18che è completamente cambiato
18:20ma questa...
18:21e quindi tutti i governi avevano nel cassetto
18:24un piano, una serie di piani di emergenza
18:27in quegli anni era stato anzi rivisto, rivisitato
18:31un piano fondamentale che era fatto dal Ministero degli Interni
18:34che era Taviani in quel momento
18:38in quella c'era anche una lista
18:40come si è detto 731 villiche erano
18:43di persone pericolose per l'ordine pubblico
18:46che in gran parte erano poi
18:48l'ossatura dell'apparato militare clandestino
18:52del partito comunista
18:53quindi erano quelle in cui da quegli anni
18:55poteva venire il pericolo
18:56per la sicurezza dello Stato
18:58De Lorenzo fece un piano suo
19:00che poi in realtà rimase
19:02allo stadio di Boffi
19:04ma il punto centrale, essenziale
19:06è che quel piano fu semplicemente
19:08uno dei tanti piani organizzativi
19:11per prevenire e per combattere
19:13con un'eventuale inversione
19:14non fu mai nemmeno lontanamente
19:17passato o pensato o studiato
19:20per diventare operativo
19:22questo lo dissero alcuni
19:24lo dissero per due sentenze
19:26del Tribunale di Roma
19:27due sentenze di nuova
19:29quindi ci sono anche due sentenze
19:30insomma della...
19:31è una sentenza amorosa
19:33che condannò pesantemente
19:35Scalfari e Annunfi
19:37affermando che
19:40le lunghe e accurate indagini
19:42avevano dimostrato
19:44l'assoluta e totale inconsistenza
19:48di ogni accusa formulata
19:51cosa che poi ripete
19:52la connessione parlamentare
19:53di inchiesta alcuni anni dopo
19:55una seconda che invece
19:56fu molto più blanda
19:58ma concluse che comunque
20:00non c'era la minima prova
20:01che il piano difensivo
20:03come la stessa sentenza
20:05dice del piano solo
20:06avesse poi avuto
20:08caratteristiche diverse
20:10e questa vicenda ancora oggi
20:12le lascia la mano in bocca
20:13è supremamente discussa
20:15ma io ho voluto sottolineare
20:17e cerco di sottolineare
20:19che questa influenza
20:20non solo determinò
20:22un enorme clamore politico
20:25con gravi danni
20:27per gli apparati dello Stato
20:29devo dire
20:30ma poi successivamente
20:32fu la base
20:33di una lunga campagna
20:34condotta
20:36sia dagli stessi personaggi
20:38e dagli stessi in gran parte
20:39ma comunque
20:40da una lunga vicenda
20:42di una grande capacità
20:45mediatica e politica
20:47allora dominata
20:48dalla sinistra comunista
20:49o extra parlamentare
20:50che per anni dipinse
20:52la democrazia cristiana
20:53e tutto il mondo
20:55che faceva capo
20:56attorno ai governi
20:57da allora
20:57come i governi colpisti
20:59le stragi
21:00e gli attentati fascisti
21:01successivi
21:02degli anni 70
21:03terribili
21:04che ci furono
21:05a Piazza Fontana
21:06al Piazza della Loggia
21:08e così via
21:08non furono addossati
21:11direttamente
21:11ma fu creato
21:13il clima
21:14e fu sempre
21:15sottolineata
21:16l'accusa
21:16che erano stati fatti
21:17con la copertura
21:18e con l'appoggio
21:19di tutto il mondo
21:21democristiano
21:22e conservatore
21:23di allora
21:23per sbarrare la strada
21:25all'ingresso
21:26della sinistra
21:27al gol
21:27questa è
21:29la conseguenza
21:30di un racconto
21:31che è iniziato
21:32con le fandomi
21:33le reali
21:34mistificazioni
21:35date
21:36create
21:37sul piano
21:38solo
21:39questo va
21:40questo va detto
21:41questo va
21:42e guardi
21:44io
21:45mi permetto
21:46di invitare
21:47a comprare
21:47i libri
21:48e a leggere
21:49lo comprerò
21:50le sue impressioni
21:52grazie
21:52lo comprerò
21:53senza
21:54di discutere
21:55dopo con chi
21:56l'ha letto
21:56di sentire
21:58cosa se ne pensa
21:59perché credo
22:00di avere fornito
22:01poche alibi
22:02a chi continua
22:03a sostenere
22:04la tesi
22:05colpevolista
22:06e a chi ignora
22:07che su quello
22:08è stata fatta
22:08una manovra
22:09politica
22:10e mediatica
22:11che per decennio
22:12ha influito
22:14sull'Italia
22:14le dico di poco
22:15questa terribile
22:17campagna
22:19che
22:19ha portato
22:22alla demonizzazione
22:24dello Stato
22:25democristiano
22:26è stata una
22:27delle cause
22:28psicologiche
22:29del terrorismo
22:30di sinistra
22:30perché quando
22:32si instilla
22:33nella mente
22:33di fasce
22:34giovanili
22:34eventualmente
22:36portate a questo
22:37l'idea
22:37che lo Stato
22:38usa la violenza
22:39questi giungono
22:40fatalmente
22:41alla conclusione
22:42che bisogna
22:43rispondere
22:44alla cosa
22:45parole davvero
22:47che ci fanno
22:47riflettere
22:48Onorevole Segni
22:49abbiamo ancora
22:50pochi minuti
22:51due
22:51per chiudere
22:52è stato troppo lungo
22:53è stato molto interessante
22:56quello che ha detto
22:57soprattutto sul piano solo
22:58leggeremo
22:59il suo libro
23:00per venire
23:01alle sue
23:03vicende politiche
23:04tutti ricordiamo
23:05ai primi anni 90
23:06Mario Segni
23:07protagonista assoluto
23:08della scena
23:08politica
23:10con i movimenti
23:10referendari
23:11è il momento in cui
23:12Silvio Berlusconi
23:13la chiamò per dirle
23:14che sarebbe stato
23:16il premier
23:17il presidente
23:18del consiglio dei ministri
23:19di un governo
23:19di centro-destra
23:20lei
23:21molto elegantemente
23:22declinò l'invito
23:23se ne è pentito
23:25lo rifarebbe
23:27rispondo sorridendo
23:28se non mettendo
23:29perché rispetto
23:30alle cose che abbiamo detto
23:32questa è una cosa
23:32piccolina
23:33ma anche questa
23:34non diciamo
23:35una fake news
23:35la fake news
23:36è una grande cosa
23:37è una balla
23:38che è stata raccontata
23:39Silvio Berlusconi
23:40non mi offrì mai niente
23:42lei si figura
23:43se Berlusconi
23:44lo farà qualche
23:44di un altro
23:45di fare qualche cosa
23:46e lui di stare
23:47in secondo piano
23:48non lo immagino
23:50non lo immagino
23:51non è possibile
23:52non ho assolutamente
23:54niente
23:55ma guardi
23:55la posta
23:56di quello
23:57che lei ha fatto
23:58sempre a distanza
23:59non era
24:00conquistare il governo
24:01probabilmente sarebbe stato
24:03credo
24:03per l'Italia
24:04utile in quel momento
24:05che il vincitore
24:06di referendum
24:07nasse al governo
24:08ma la vera obiettivo
24:10era quello
24:11di cambiare
24:12il sistema
24:12e di arrivare
24:13a un sistema
24:14di democrazia
24:15decidente
24:16e governante
24:17come c'è
24:18nelle altre
24:18attraverso
24:19la legge
24:20noi ci siamo riusciti
24:21ma poi
24:22il castello
24:23è stato distrutto
24:24devo dire
24:25e questo mi consola
24:26molto
24:27che sono rimaste
24:27due cose
24:28due cose grosse
24:29di quella
24:30battaglia
24:31l'elezione diretta
24:32del sindaco
24:32e l'elezione diretta
24:33del governo
24:34senza le quali
24:36comuni e regioni
24:37sarebbero in uno stato
24:38molto peggiori
24:39di quello di oggi
24:41quindi alcuni muri
24:43diciamo
24:44della casa
24:44che avevamo costruito
24:46sono rimasti
24:47e io spero che un giorno
24:48non ci saranno
24:49ma comunque
24:52lontano magari
24:53qualcuno
24:54riesca a fare
24:55anche gli altri muri
24:56attenti
24:57grazie onorevole
24:59segni
24:59è stato gentilissimo
25:00davvero molto interessante
25:01questa intervista
25:02buona giornata
25:03grazie
25:32grazie
25:33grazie
25:36grazie

Consigliato