- 4 minuti fa
Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
Tutti i martedì alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:00Musica
00:49Buonasera a tutti cari telespettatori di Telecosta Smeralda e benvenuti a questa nuova puntata di Ritratti di Sardegna.
00:55Oggi siamo ospiti, lo ringraziamo per averci aperto le porte della sua bellissima casa qui a Palazzo Seda Piras a
01:02Cagliari nel cuore della Cagliari di un tempo con affaccio sul porto del nostro bel capoluogo di Paolo Fadda.
01:10Grazie Dottor Fadda di averci accolto.
01:12Grazie a voi.
01:13Paolo Fadda ha vissuto tante vite perché Paolo Fadda è uno scrittore, lo conosciamo in tanti come scrittore, ma è
01:22stato anche un imprenditore, un manager di importanti gruppi economico-finanziari.
01:30E' stato anche un amministratore pubblico, ma non solo, anche possiamo dire un uomo impegnato in prima persona, in politica,
01:37con ruoli di primo piano nella democrazia cristiana, in consiglio comunale,
01:41ma anche con ruoli da amministratore nel consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna, quando il Banco di Sardegna era
01:48davvero la banca di tutti i sardi.
01:52E' stato il primo presidente dell'EMSA, dell'ente minerario sardo, e anche questo è un grande capitolo della storia
01:58economica della Sardegna.
02:00I suoi libri ci hanno raccontato tutta la Sardegna finanziaria, economica, imprenditoriale.
02:05Si è fatto molto focus su questo e di questo gli siamo grati perché ci ha informato e ci ha
02:13dato tante informazioni utili,
02:14anche sulle famiglie più rappresentative del mondo dell'economia e dell'imprenditoria in Sardegna.
02:22Allora, dottor Fadda, tante belle vite, qual è quella a cui è più affezionato?
02:28Beh, nell'avventura che la sorte mi ha lasciato e mi ha permesso di percorrere,
02:37io credo che l'aspetto più importante sia stata quella di aver visto da una finestra privilegiata come quella di
02:47una banca
02:48e in anni importantissimi della Sardegna perché negli anni tra il 60 e l'80 si è svolta gran parte
02:59della storia contemporanea della Sardegna,
03:01di aver visto una regione passare dal sottosviluppo sempre più pauperistico che aveva
03:11ad una regione che si tentava di affacciarsi in Europa.
03:17E averla vista dalle finestre privilegiate di una banca è certamente un fatto straordinario,
03:27proprio perché dà una visione a 360 gradi.
03:31Anche da protagonista, insomma.
03:33E soprattutto, avendola vissuta questa, a fianco e come collaboratore di uno dei più grandi banchieri
03:43che la Sardegna abbia avuto, il dottor Giago De Martini.
03:47Insomma, uno dei più illustri, sicuramente, di più prestigio, di più gran pezzo.
03:51Certamente, un uomo poi di una cultura, anche questa, senza limiti.
03:59Io direi che forse il banchiere sardo o il banchiere italiano che più si poteva avvicinare a Mattioli,
04:06che fece grande la banca commerciale italiana.
04:09La Comit.
04:09Proprio per i suoi interessi anche di carattere culturale, letterario e direi anche di formazione.
04:18Proprio perché nella scuola del Banco di Sardegna di allora si era formata una classe dirigente,
04:26di dirigenti sardi capaci di portare una banca con sedia anche a Colonia in Germania
04:35e soprattutto ad aprire una serie di sportelli importanti, da quello di Milano a quello di Parma,
04:45a quello di Livorno, a quello di Genova, di Roma.
04:48Di essere, cioè, una, come si diceva allora, tra gli enti economici, bancari italiani,
04:56il più piccolo, ma forse il più intraprendente.
05:00Più grintoso.
05:02Uno dei suoi libri più notti ha un titolo davvero particolare,
05:06sono l'amico degli uomini potenti.
05:08Se le dico Francesco Cossiga, lei cosa mi risponde?
05:11Per Francesco Cossiga è stato per me un amico fraterno, anche perché per ragioni di lavoro
05:17io sono stato a Sassari proprio negli anni di formazione di quella che è stata la rivoluzione
05:24dei giovani turchi.
05:25Giovani turchi, insomma.
05:26E quindi con lui e con gli altri del suo gruppo ho stabilito, avevo stabilito un rapporto,
05:34io dico fraterno, con lui che poi è stato testimone alle mie nozze.
05:39E quindi abbiamo sempre avuto un rapporto di grande amicizia.
05:44Ed è proprio quel titolo, gli uomini potenti, perché in quei giorni, lui mi portò un giorno
05:51un suo biglietto da visita in cui c'era Francesco Cossiga, amico di uomini potenti.
05:57Molto spiritoso come era nel suo carattere, nelle sue formi.
06:00Esatto, che era nel suo carattere.
06:01Io infatti me ne feci stampare allora dal tipografo Gallizzi un altro, Paolo Fadda,
06:07amico di Francesco Cossiga, amico di uomini potenti.
06:12E da lì anche il libro che lei ha dato alle staff, che ha avuto un grande successo.
06:18Se può raccontare un aneddoto di Cossiga, un episodio che più le sta a cuore?
06:24È difficile dirlo perché era un uomo certamente pieno di tante risorse,
06:32da quelli che erano un po' i suoi hobby, che erano quelli soprattutto legati a tutte le forme di comunicazione.
06:43Aveva anche una grande passione per telecamere, macchine fotografiche.
06:47Esatto, oltre che per i servizi segreti.
06:49Anche per i servizi segreti, aveva un filo diretto.
06:51E infatti, devo dire, la sua permanenza nel primo incarico di governo come sottosegretario di Stato alla difesa,
07:01allora nel governo Moro, lui si occupò proprio di tutta quella vicenda che va poi sotto il nome di Claudio,
07:10cioè di quelle che erano i semplici paralleli, per usare un certo tipo.
07:16Ed è forse stato un suo vantaggio ed anche un suo limite,
07:22che delle volte gli si è anche rivolto contro, come nel caso di Moro,
07:28nell'ambito di come furono organizzati allora i servizi per la ricerca di dove poteva essere prigioniero Moro.
07:42Era un uomo però affascinante, un uomo di un'empatia notevole da un punto di vista umano, familiare,
07:53ma è anche, chiamiamolo così, capace anche di molta generosità.
07:57In questi tempi si celebrano i trentennali di Mani Pulite, tante riflessioni, tante letture.
08:05Quella prima Repubblica che fu spazzata via dalle inchieste molto aggressive e rampanti,
08:13ci manca, c'è mancata in questi decenni che abbiamo vissuto poi dopo Sangetopoli.
08:19Secondo lei?
08:20Ma io ho finito di leggere proprio ieri il libro di Buccini sulla storia di Mani Pulite,
08:28di quella che è stata la grande parabola di Antonio Di Pietro, perché lì c'è una storia di successi,
08:39di insuccessi, anche di malversazioni giudiziarie.
08:45Perché per dirla, molti dei personaggi che sono transitati in Mani Pulite hanno fatto parte anche delle mie conoscenze,
08:58dal più noto perché è stato l'unico condannato e messo in carcere per lungo tempo Sergio Cusani,
09:06ad altri...
09:07Finanziere socialista, no?
09:08Esatto, che hanno avuto poi, chiamiamolo così, anche una riabilitazione postuma,
09:17per dare proprio, chiamiamolo così, contezza anche della superficialità di certe accuse.
09:27Franco Nobili, presidente dell'Iri, con cui ho avuto un grandissimo rapporto di amicizia,
09:33fu lui poi, ad esempio, da vicepresidente di Bastoggi, di mettermi a capo del loro gruppo in Sardegna.
09:40Ecco, non ho ricordato, lei è stato il numero uno di Bastoggi, Saia, insomma, un gruppo molto importante qui in
09:47Sardegna.
09:47Certo, soprattutto importante perché sono riuscito, nel momento in cui Bastoggi decideva di lasciare,
09:58di ottenere che un nuovo imprenditore ne prendesse le file, le redini e fu Pino Cabassi,
10:08altro personaggio importante allora della storia economica italiana, con cui ho avuto poi modo di crescere anche imprenditorialmente
10:19perché sono stato presidente di una sua società, da Brioschi Immobiliare, voltata in borsa.
10:27Quindi per me è un'esperienza unica, importante, perché è un gruppo che praticamente è nazionale,
10:35che aveva proprietà da Roma a Milano e oltre che in Sardegna.
10:40E soprattutto il rapporto con una platea di azionisti che nelle assemblee pubbliche sono sempre molto importanti.
10:51Cioè guidare una società voltata alla borsa di Milano è certamente formativo.
10:57Senz'altro, sì.
10:58La classe imprenditoriale Sarda, lei ha scritto di tanti in una bella collana che ha dato alle stampe,
11:04che ha avuto un grande successo in libreria, ha scritto di tante famiglie, insomma, capitali di industria.
11:10È una terra di imprenditori, la Sardegna, oppure come vuole la vulgata, insomma, non siamo molto bravi negli affari?
11:18Intanto dobbiamo pensare che la Sardegna è un'isola di 24 mila chilometri quadrati con una popolazione modesta,
11:28di un mercato modesto, povero, insomma, e quindi praticamente tutti gli imprenditori locali sono limitati
11:40nel loro capacità di espansire.
11:43Ed è mancata in Sardegna, salvo alcune eccezioni, la capacità di passare il mare,
11:52cioè di andare a vedere che cosa c'era al di là del mare,
11:56sia per produzioni importanti che la Sardegna aveva, da quelle minerarie a quelle agricole,
12:05sia proprio anche per la difficoltà di avere collegamenti poi con mercati esterni alla Sardegna.
12:14D'altra parte, per chi si occupa di economia e di economia aziendale,
12:21il fattore di prossimità, cioè la vicinanza di una regione con un'altra regione,
12:28dà dei vantaggi.
12:30Cioè il Veneto non sarebbe stato quello che è stato, o che è attualmente,
12:35se non fosse così vicino all'Austria e alla Germania,
12:39e le marche non sarebbero così importanti da un punto di vista imprenditoriale ed economico
12:46se non fossero così vicino all'Emilia-Romagna.
12:49Il mare ci penalizza.
12:52È un fattore di trasfusione di sangue buono,
12:56che è quello che apre nuovi mercati, apre nuove conoscenze,
13:01e dà possibilità soprattutto di interagire anche da un punto di vista dell'innovazione.
13:23Tante famiglie importanti, mi vengono il nome che ha questo palazzo,
13:30c'è da Piras, piuttosto che ha un psicola Capra, Martelli,
13:34incardinate su uomini, diciamo, non su organizzazioni manageriali,
13:39poi comunque gli eredi hanno passato il testimone,
13:43non hanno più continuato nell'attività spesso dei nonni, dei padri.
13:47Questi sono i limiti delle dinastie familiari.
13:52Cioè in Sardegna non abbiamo avuto delle imprese legate al mercato, alla borsa,
14:02quindi alla capacità di un capitalismo diffuso.
14:05E' stato un capitalismo tutto familiare e quindi le famiglie ad un certo momento
14:12si esauriscono anche nelle capacità trasmissive.
14:18Abbiamo però degli esempi che sono andati anche al di là della terza e quarta generazione.
14:25Una di queste di cui ho scritto la storia è per esempio
14:29i Pinna di Tiesi dell'industria dei formaggi,
14:34ma ci sono anche altre imprese che attualmente sono su quella strada,
14:39gli Argiola di Sardiana, ad esempio.
14:42E tra le altre cose non c'è stata in Sardegna la capacità di avere un mercato finanziario.
14:52E questa è stata la grande difficoltà anche della emancipazione della nostra economia.
15:02Il tentativo che fu fatto dal Banco di Sardegna, del dottor Giago,
15:09quello di aprirsi al mercato con un capitalismo quotato in borsa.
15:16Il Banco di Sardegna aveva delle azioni di risparmio quotate alla borsa di Milano.
15:23E' stato esaurito poi dai suoi successori che non hanno capito che quella era la strada
15:30che si era tracciata in un incontro, lo ricordo ancora molto bene,
15:35in un ristorante romano, io ero presente anche io,
15:39tra Giago e il ministro allora del tesoro Nino Andreatta,
15:43di aprire quelli che erano gli istituti bancari di Stato,
15:48con cui era anche il Banco di Sardegna,
15:51al mercato attraverso la ricerca di capitale privato,
15:56cioè quotandosi e trasformandosi in S.P.A.
16:00In S.P.A., andando sul mercato a cercare nuove risorse e nuovo ossigeno.
16:04Lei ha avuto un rapporto stretto anche col mondo del giornalismo,
16:06scrive spesso anche editoriali sull'Unione Sarda,
16:10tra l'altro in famiglia, ricordiamo sua figlia era sposata con uno dei più grandi giornalisti
16:16della Sardegna, Alberto Rodriguez, una firma indimenticata del giornalismo sardo
16:23d'alto spessore culturale.
16:25Il suo rapporto più stretto era con il direttore Fabio Menecrivelli?
16:28Certo, che è stato così anche la persona con cui ho stabilito un'amicizia personale,
16:38oltre che una collaborazione che ho sempre voluto mantenere con l'Unione,
16:45proprio perché il mio primo sogno da ragazzo del liceo era quello di fare il giornalista.
16:54Poi ha fatto tutt'altro.
16:56Devo dire che mi ha permesso anche di avere delle conoscenze quasi fraterne
17:05con quello che era il giornalismo di quegli anni, i fratelli Fiori, Franco Porro,
17:11altra persona a cui io mi sono molto sentito legato.
17:16Ma Crivelli era certamente un personaggio straordinario per l'equilibrio,
17:23la capacità di ascolto e allo stesso tempo di guida.
17:27Ha fatto dell'Università Arda un giornale importante.
17:29Ha fatto un giornale moderno.
17:32Si è passato dal giornale molto provinciale a un giornale che interloquiva sui fatti nazionali,
17:45sui fatti internazionali con una capacità anche di analisi e di descrizione di primo livello.
17:53Roma, quindi davvero importante.
17:56La sua esperienza politica come capogruppo della democrazia cristiana,
18:01ecco ha scritto un libro anche sulla quella che fu la democrazia cristiana,
18:06è stato un grande partito che ha costruito l'Italia e anche quindi la Sardegna.
18:09Io sono e rimango democrazio cristiano, nel senso che è stata un'esperienza straordinaria per quegli anni,
18:21intanto perché allora io sono del 1930, nel 1945 avevo 15 anni e quindi era proprio...
18:34e mi sono affacciato a quella che era la libertà, con la curiosità e direi anche così la speranza
18:46che forse venivamo da una guerra perduta, da una città distrutta, di una ricostruzione che fosse una ricostruzione generale.
18:57Tutti eravamo pronti a rimboccarci le maniche e la politica è stata la prima scoperta
19:04Io mi ricordo che i primi comizi, il comizio di Lussu dal balcone della Camera di Commercio di Cagliari,
19:12di questo mito che era allora Emilio Lussu, furono proprio gli incentivi per dare alla politica
19:21una sorta di valdi, di volano per cercare di essere utili alla comunità in cui si viveva.
19:31La democrazia cristiana, gli uomini della democrazia cristiana, perché i partiti sono sigle,
19:38ma dentro queste sigle poi ci sono gli uomini.
19:41Gli uomini della democrazia cristiana di allora mi sembravano i più vicini a quelli che erano i miei ideali,
19:48le mie aspettative e anche i loro progetti erano quelli che mi erano più vicini da un punto di vista
19:58chiamiamolo così, culturale, intellettuale ed è per questo che anche la mia milizia nella democrazia cristiana
20:08è stata sempre più vicina a quelle posizioni. La democrazia cristiana era un partito molto pieno di correnti.
20:19C'erano tante anime, no?
20:20I miei punti di riferimento erano Dossetti, poi Moro, cioè di quella democrazia cristiana
20:32che come diceva De Gasperi era legata a dare un equilibrio al paese, ma anche a dare un progresso al
20:44paese.
20:45Certo. Dottor Fadda, parlavamo dell'economia e della sua grande esperienza al Banco di Sardegna,
20:52quindi una finestra privilegiata sul mondo economico sardo. Il piano di rinascita, il petrolchimico,
20:59si è detto tante volte un fallimento totale, però c'è qualcuno che dice almeno siamo riusciti a portare fuori
21:07la Sardegna da quelle secche di miseria in cui si trovava nel dopoguerra.
21:12In tanti paesi dell'interno della Sardegna non c'era la corrente elettrica, non c'era nulla.
21:17Secondo lei, Cocco, che lettura dà del piano di rinascita dei fondi?
21:24Intanto bisogna dire che il piano di rinascita, così come è stato varato all'inizio degli anni 60,
21:34aveva come obiettivo quello di una modernizzazione della Sardegna, modernizzazione che allora faceva rima
21:43solo con industrializzazione.
21:44Era l'unica strada, no?
21:46L'industria petrolchimica era l'unica industria in arretrato nell'Italia del miracolo economico.
21:55Cioè gli investimenti nel campo petrolchimico in Sardegna sono venuti proprio perché c'è la necessità
22:03per il nostro paese di andare verso un miglioramento di quella che era una dell'etare del nostro sviluppo.
22:15La gente non si ricorda, perché la memoria è sempre molto corta nella gente,
22:21che il fallimento della petrolchimica è nata perché nel 1982, da un'altra parte del mondo,
22:31c'è stata la guerra del Kipur, cioè quello del costo di un barile di petrolio che da 5 dollari
22:40è passato a 45 dollari.
22:43E quindi tutto questo ha portato a quello che era l'industria petrolchimica, soprattutto
22:50l'industria petrolchimica più giovane, quella che non aveva ancora, diciamo così...
22:56Le spalle larghe.
22:57Ecco, le spalle larghe e la costituzione forte di traballare.
23:03E fu questa, diciamo, la grande difficoltà in cui andò il gruppo petrolchimico Sardegna.
23:10Anche, bisogna dirlo con onestà, proprio perché il suo condottiero, Rovelli, era anche...
23:20Blandito da altre aspettative, da altri interessi, di altre regioni che aspiravano a verlo come partner
23:30nella industrializzazione, parlo soprattutto della Calabria.
23:34E quindi, insomma, la Sardegna era stata un po' lasciata al suo destino.
23:38Lì, da presidente della Bastoggi Saia, è stato anche, come dire, lo scopritore di alcuni talenti.
23:47Tra questi, Antonio Romagnino, uno degli scrittori più cari a noi cagliaritani.
23:53Sì, Antonio è stato una persona a cui mi sono sentito legato molto, proprio per questo amore per Cagliari,
24:03per la mia città e anche perché su Cagliari abbiamo avuto anche idee molto vicine, molto simili.
24:12proprio quando sono diventato così il presidente di questo gruppo, che aveva una vocazione immobiliare
24:23piuttosto importante, attraverso Romagnino gli ho voluto far dedicare anche una serie di prodotti letterari.
24:33E assieme ad una prestigiosa casa editrice milanese, la Eletta, pubblicamo dei libri tra la fotografia,
24:46con uno dedicato a Marina, fotografie di Gianni Berengo Gardin, cioè uno dei più grandi fotografi,
24:54in cui la parte fotografica fu soprattutto corretta e corredatta
25:01da degli scritti molto belli di Antonio Romagnino.
25:05E lui mi diceva, sei tu che mi hai aperto le porte per diventare uno scrittore.
25:16Era una bella soddisfazione per lei.
25:18Esatto.
25:19Grazie dottor Fadda.
25:20Prego.
25:21Grazie a tutti.
25:51Grazie a tutti.