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Trascrizione
00:00Ed eccoci pronti con il sommario di questa nuova puntata di Zofatto l'Italia si racconta.
00:06Parleremo di come tramutare le proprie ferite in occasioni di crescita.
00:10Cercheremo poi di entrare nei corridoi di un pronto soccorso per capirne meglio la quotidianità.
00:17Parleremo e faremo il punto sul fenomeno, ahimè attualissimo, dei Lichicomori
00:22e compiremo un viaggio nella periferia di Roma tra le menti di ragazze e la ricerca del riscatto sociale.
00:29Tutto questo ovviamente sempre insieme alle nostre rubriche e subito dopo la sigla.
00:59Ed eccoci con una nuova puntata di Zofatto l'Italia si racconta.
01:02Alcune puntate fa avevamo parlato del binomio, se ricordate, individuo-patologia.
01:08L'avevamo fatto in compagnia del dottor Davide Pagnoncelli, psicologo, psicoterapeuta,
01:14formato in ipnosi, terapia, oniroterapia, teatroterapia e arteterapia.
01:18E avevamo promesso entrambi che saremmo tornati sull'argomento perché non eravamo riusciti a completarlo del tutto.
01:27Eccoci qua, ogni promessa un debito.
01:29Dottor Pagnoncelli, buongiorno, ben ritrovato.
01:33Buongiorno, ben ritrovato lei e chi ci ascolta ci vede.
01:37Allora, ripartiamo da dove eravamo arrivati per non rubare minuti preziosi a quello che ci racconterà.
01:43Le volevo chiedere, dottor Pagnoncelli, quali strumenti interiori possono aiutare un individuo
01:51a trasformare le proprie ferite in occasioni, in possibilità di crescita?
01:59Ma dovremmo precisare prima una cosa, che è un processo di alchimia interiore la rielaborazione delle ferite
02:08perché non è facile, ma l'alternativa non è certamente facile perché vuol dire subire il dolore,
02:14cioè quella di trasformare il dolore in possibilità.
02:17Per esempio, invece di continuare a chiedersi, potrebbe essere, come dire, comprensibile,
02:23ma diventa qualcosa di vittimistico, invece di continuare a chiedersi
02:27ma perché è successo proprio a me, non doveva succedere, è più funzionale per esempio chiedersi
02:32cosa mi sta dicendo questa cicatrice, cosa mi sta succedendo e come posso utilizzarla.
02:38Ripeto, non è semplice, soprattutto in casi, diciamo così, molto molto tosti e molto traumatici,
02:46però l'alternativa è di essere preda completamente del dolore,
02:49perché questa domanda già comincia a togliere un po' di potere al dolore,
02:54quindi non si diventa più vittime, ma potremmo dire esploratori della propria storia,
03:00del proprio dolore, quindi si disidentifica un po' dal dolore,
03:05perché se per esempio uno non è solo dolore, allora significa che può osservarlo,
03:11e se può osservarlo può anche decidere cosa fa, ne può cominciare a dire, per esempio,
03:16che è solo una parte di sé graffiata, non resta ancora un'essenza importante,
03:23che io anche la volta scorsa chiamavo appunto l'essenza indenne, questo è un primo passo,
03:29poi c'è un altro passo che è la capacità, attraverso varie modalità,
03:35l'arte e in questo caso è maestra, di generare nuove narrazioni, nuove rielaborazioni,
03:41perché ovviamente il passato non si cambia, ma si cambia il senso che gli diamo,
03:45quindi usare il dolore, raccontarlo, dargli voce, anche in modo artistico,
03:51non tutti possiamo essere artisti, ma tutti possiamo esprimerlo, diciamo,
03:55in un certo senso, in modo, come dire, emotivamente condiviso soprattutto,
04:01c'è addirittura un detto popolare che dice, se condividi un dolore, si dimezza,
04:06e se condividi una gioia, si raddoppia.
04:09Quindi invece di pensare, di dire soltanto, sono rovinato per sempre,
04:14adesso ormai non posso più fare niente, poter dire, ho un segno dei traumi,
04:20ma sono integro, una parte di me integra, e questa mi può aiutare anche a dare senso al dolore.
04:27Guarire non significa tornare indietro come prima, ma evolvere per andare oltre.
04:33Grazie, dottor Pagnoncelli.
04:35Facciamo un passo ancora più in avanti, ovviamente nel momento in cui abbiamo delle ferite,
04:41ma non solo, noi viviamo nel rumore, circondati dal rumore di tutti i tipi,
04:46dalle notifiche del cellulare al caos cittadino, al frastuono,
04:51e poi c'è chiaramente anche il rumore, quello interiore,
04:54quello costante della mente, delle preoccupazioni che ci parlano,
04:57questa vocina che ci assilla e non ci lascia in pace.
05:00Ecco, esiste però un luogo, diciamo, quieto,
05:05sì, un luogo quieto dentro di noi che può essere ritrovato nella nostra quotidianità
05:11e che ci può aiutare in questa direzione?
05:15Ma per quello che è la mia esperienza, sia personale che professionale,
05:19questo esiste, certamente poi va ricercato, non viene per schiocco di vita o in pochi secondi,
05:27però ritrovare un luogo quieto dentro di sé che tutti hanno non significa fuggire dal mondo
05:33o raggiungere quello che qualcuno pensa uno stato di vuoto mistico e essetico,
05:38ma piuttosto cambiare la propria frequenza interiore per sintonizzarsi su ciò che è sempre stato dentro di sé,
05:46la propria essenza profonda.
05:48Quindi, perché esiste uno spazio tra noi e il pensiero, in questo spazio risiede la quiete.
05:55Mentre la mente, per esempio, vive nel passato, allora ci sono rimpianti continui,
06:00o è proiettata nel futuro, preoccupazioni, ma cosa farò e così via,
06:05dobbiamo tenere presente che il corpo vive solo nel presente.
06:09Quindi sentire il corpo vivo, spostare l'attenzione dalle lucubrazioni mentali alle sensazioni fisiche,
06:16per esempio il respiro, il peso dei piedi a terra, il calore delle mani,
06:21quindi abitare il corpo, perché noi siamo anche esseri ovviamente sensoriali, multisensoriali,
06:28spegna automaticamente il volume a volte dalla mente che diventa ossessiva.
06:33Ed è importante la sospensione del giudizio,
06:36perché gran parte del rumore interiore deriva da giudicare costantemente ciò che accade.
06:42Questo è sbagliato, non dovrei sentirmi così, perché accade proprio me, perché gli altri fanno così.
06:48Cioè creare, potremmo dire, uno spazio del non fare.
06:51Cioè non fare significa avere diritto ad assaporare quello che si sta vivendo.
06:57Quindi è l'ora ritagliarsi ai momenti in cui non si deve risolvere alcun problema,
07:03non si deve rispondere a nessuno, non si deve diventare migliori.
07:07Allora questo silenzio ci aiuta ad assaporare meglio.
07:11D'altronde anche nella musica, per esempio, molti musicisti hanno detto che la musica
07:17è essenzialmente composta non solo di note, di suoni, ma di pause.
07:23E le pause sono molto importanti, danno senso anche alla musica per i musicisti.
07:29Quindi la quiete, potremmo dire, è la tela su cui ogni artista ha dipinto il rumore della propria vita,
07:36gli ha dato, come dicevamo prima, senso al dolore.
07:40Quindi la calma non è assenza di rumore, ma è essere presenti a se stessi.
07:45Ovviamente questo richiede un allenamento, perché siamo abituati a fare esattamente il contrario.
07:52Quindi allora smettiamo, potrei dire a me stesso, chi ci ascolta e ci vede,
07:58smettiamo di aggiustarci continuamente, di voler sempre aggiustare tutto,
08:03ma cominciamo ad ascoltare la parte di sé che non si è mai rotta, la parte sana di sé.
08:09Questa è una cosa importante che ci fa anche godere ad assaporare le cose, le persone e il mondo.
08:15Anche perché noi sappiamo bene, no, avere la tendenza a focalizzare l'attenzione su quello che non è sano,
08:21su quello che è un disagio, su quello che non va, non sui risultati, ma su quelli che sono i
08:27fallimenti.
08:27Vero dottor Pagnoncelli?
08:30Sì, perché anche il silenzio, potremmo dire, ha un valore, non è vuoto passivo,
08:37ma è una postura, potremmo dire, una predisposizione attiva di ricezione,
08:43di decompressione in un mondo che ormai ci satura di stimoli continuamente,
08:48con sovraccarichi cognitivi anche importanti.
08:53Il silenzio può creare questo spazio vuoto dentro di sé affinché i pensieri si sedimentino.
09:00È come vedere anche in un laghetto, in una pozza, l'acqua che prima era agitata,
09:09che poi si sedimenta e che fa vedere il fondo.
09:12E allora lì possono sorgere delle intuizioni profonde.
09:15Quindi è un po' questo silenzio come un intervallo fondamentale,
09:19come dicevo prima, tra le note e anche nella musica.
09:23Quindi in questo vuoto possono nascere sensazioni, intuizioni,
09:29e può nascere anche l'espansione della propria coscienza
09:33e anche altri movimenti della coscienza.
09:36Quindi è importante sentire questo eco del silenzio.
09:40Grazie, bello, mi piace l'eco del silenzio, mi piace molto.
09:44Sembra uno simbolo, ma in realtà ha spiegato ampiamente il perché.
09:48Perché, dottore, io so dal fuori onda che lei ha scritto, tra l'altro,
09:53una poesia sul luogo quieto.
09:57In anteprima ci vuole fare questo regalo?
10:01Le va di leggercela?
10:03Ma, bu, volentieri il titolo è proprio l'eco dentro il silenzio.
10:08E così recita.
10:12C'è una stanza in fondo alla tua anima?
10:16Lì il rumore non ha mai avuto accesso.
10:19Uno spazio vuoto, in chiaro scuro, ricco di possibilità da ampi confini.
10:24Luogo quieto, intatto, silenzio.
10:28Attende l'occasione per essere ascoltato e tradotto le luci calde dell'energia
10:33che hai impresso nelle tue vene.
10:36In quella stanza ora puoi dimorare,
10:40proferire parole,
10:43parole che sono intinte nelle tue radici,
10:46hanno aspettato tanto, hanno saputo attendere.
10:48Ora possono darsi voci,
10:51possono dialogare con te,
10:52con chi vuoi davvero amare.
10:54Dentro di te, nella tua interiorità profonda,
10:57c'è davvero, davvero una vitalità taciuta,
11:02sottaciuta e qualche volta inconfessata.
11:05Perché costringerla a pascolare il buio?
11:08Falle uscire alla luce.
11:11Grazie, dottore.
11:13A pascolare il buio mi piace tantissimo,
11:15tra l'altro come immagine.
11:16Le poesie avrebbero bisogno di tempo
11:19e la televisione in questo senso non ci viene molto in soccorso
11:22per fissarsi anche quelle parole chiave,
11:25le figure retoriche contenute all'interno dei versi,
11:28ma è stato un grande regalo
11:29che lei ha fatto a noi di ipsofatto in anteprima,
11:32e quindi lunga vita a questa poesia.
11:34E grazie, dottor Pagnoncelli,
11:36per essere tornato e aver mantenuto la promessa
11:39di completare in maniera un pochino più esaustiva
11:42l'argomento che avevamo già affrontato
11:44un po' di puntate fa.
11:46Grazie ancora.
11:48Grazie a lei che ci ascolta
11:49e buon silenzio creativo a tutti.
11:51Anche a lei da parte nostra altrettanto.
11:55E ora invece torna la nostra Silvia Alonso
11:58con le sue orme di giallo,
12:00quindi ascoltiamola insieme.
12:11Che si diceva?
12:13Il fiore ha come un miele che nebri l'aria,
12:16un subacur che bagna l'anima
12:17di un oblio dolce e crudele.
12:20Forse avete riconosciuto la poesia di Giovanni Pascoli,
12:23una citazione di Digital Purpurea,
12:25proprio perché il fiore può avere una doppia valenza.
12:28Da una parte la sua bellezza e il suo profumo in ebre l'anima,
12:32ma dall'altra parte può contenere delle sostanze altamente velenose,
12:35che sono insospettabili, visto il suo profumo.
12:38E proprio di questo parla il romanzo di cui voglio parlarvi oggi.
12:43Amici di Ipsofatto, benvenuti in una nuova puntata di Orme di giallo
12:45di Silvia Alonso.
12:46Oggi parliamo di questo meraviglioso giallo
12:49ambientato in un contesto spirituale,
12:52La morte non medita di Geraldina Neri.
12:57Milano 100, prima settimana d'agosto.
13:00Il caldo è respirabile, l'afa è quasi insopportabile.
13:04C'è ancora il traffico,
13:06c'è ancora il cosiddetto delirio pre-vacanza,
13:09anche se la città inizia a essere svuotata.
13:12E il contrasto è quello che domina la prima scena di questo libro.
13:16Immaginatevi nella Milano a Fosa dei primi d'agosto
13:19un giardino segreto,
13:21proprio nel centro, nel cuore della metropoli.
13:24In questo giardino segreto,
13:25dominato dalla statua del grande Buddha
13:27e da mille candeline,
13:30ci sono delle persone radunate per un convegno spirituale.
13:34E si sente il canto, il mantra della pace,
13:37che arriva da questo giardino, nel cuore di Milano.
13:42E a questo punto, tra Buddha,
13:44canti della pace,
13:46armonia, atmosfera new age
13:48e il fiofiore della borghesia milanese
13:51che frequenta il centrolistico spirituale
13:54The White Lotus, si consuma un efferato delitto.
13:58E chi potrebbe mai dirlo
14:00che in un luogo dedito alla spiritualità,
14:03dove le persone si ironiscono
14:04per elevare il proprio animo
14:06per un percorso spirituale,
14:08ci possa essere un assassino.
14:11Quali sono le motivazioni molto basse
14:14che spinge il misterioso assassino
14:17ad ammazzare una ragazza bella,
14:19giovane, angelica,
14:21come la vittima del primo omicidio.
14:25Dico primo omicidio perché subito dopo
14:28ne seguirà un altro
14:30e un tentativo anche di un terzo omicidio,
14:33sempre nella stessa area,
14:34nello stesso contesto.
14:35Aridaga è un personaggio molto forte,
14:38nuovo e innovativo.
14:40Amanda Visentin, un'ispettrice,
14:42giovane, bella,
14:44tuttavia molto schiva.
14:45La bellezza lei la vive quasi come un fardello,
14:48proprio per la sua impostazione severa,
14:51mascolina che ha avuto,
14:52è figlia di un generale.
14:53I suoi hobby sono la box in particolare,
14:56si perse sempre di nero
14:57per camuffare questa sua ingombrante bellezza.
15:00Lei almeno lo considera ingombrante.
15:02Amanda ha un talento particolare,
15:05un olfatto molto spiccato
15:08che le permette di sentire subito
15:10a pelle dalle note,
15:12dalle note profumate delle persone,
15:15dalle note olfattive delle persone
15:16chi ha davanti.
15:18Sente subito l'odore della menzogna
15:21delle persone che lei indaga,
15:23dei suoi indagati.
15:25E lei si precipita quindi,
15:27subito entra nel pieno dell'indagine
15:30cercando di scovare
15:32quelli che sono i segreti
15:34di un ambiente spirituale
15:36apparentemente molto affettato
15:39di sentimenti alti,
15:42ma in realtà che nasconde un sacco,
15:44un sacco di misteri e di ipocrisie.
15:47La domanda è proprio questa.
15:50Quanta ipocrisia spesso si cela
15:53in alcuni centri spirituali
15:55creati per le élite,
15:57apparentemente specchiati
15:59di alti valori
16:01e invece poi tutto il mondo e il paese
16:03spesso nascondono invidie,
16:05le solite invidie
16:06per i soliti motivi,
16:09sesso, potere e denaro.
16:10E proprio in questi centri
16:12creati per le élite
16:14è un paradosso,
16:16ma è molto reale,
16:18l'invidia serpeggia
16:20proprio come un serpente
16:22velenoso.
16:25Spiritualità profonda,
16:26un'esigenza di elevare
16:28il proprio animo
16:29e di cercare la verità
16:30versus manipolazione,
16:33solitudine delle persone
16:34che si rivolgono a questi centri.
16:36Il tutto cozza
16:37con un personaggio chiave,
16:39il manipolatore,
16:41un guru affascinante
16:43che è al centro
16:44della narrazione,
16:46che fa leva
16:47sul proprio fascino maschile
16:49e su una faticente formazione
16:51che dovrebbe aver avuto
16:52per anni e anni in India,
16:53ma non si sa bene
16:54con chi, come e dove,
16:56che manipola le frequentatrici.
16:59E il tutto condito
17:01dall'invidia,
17:02il solito male
17:05che affligge molti di noi,
17:07che si ritrova in ogni ambiente,
17:09quindi la competizione
17:10e l'invidia
17:10per sedurre il maestro.
17:12Il romanzo di Geraldina Neri,
17:14La morte non medita,
17:15è un romanzo molto brioso,
17:18pieno di brio,
17:18la sua protagonista,
17:20Amanda,
17:21è molto viva
17:22e descrive
17:24una fetta di società
17:25particolare
17:26che merita anche
17:27una riflessione profonda
17:29come c'è nel libro
17:31sul mondo delle apparenze,
17:34sulla solitudine
17:35delle giovani ragazze,
17:37spesso manipolate,
17:39perché in cerca
17:39semplicemente di affetto,
17:42e su una fetta di società
17:43che molto spesso
17:44non viene analizzata
17:46nei noir.
17:48Quindi io ve lo consiglio,
17:50vi ringrazio per l'ascolto
17:51e vi do appuntamento
17:52alla prossima puntata
17:53di Orme di Giallo.
18:03Ed eccoci in studio,
18:05grazie a Silvia Alonso,
18:06come sempre,
18:06adesso parliamo
18:07del pronto soccorso,
18:09com'è la vita
18:10al suo interno.
18:11Ce lo spiega
18:11il nostro prossimo ospite,
18:13Antonio Sposito,
18:14operatore socio-sanitario,
18:16che proprio
18:17al pronto soccorso
18:18lavora
18:19e che è anche
18:19autore di un libro
18:20che lo narra
18:21in maniera dettagliata
18:23dal titolo
18:23al manacco
18:24del pronto soccorso.
18:26Appunto,
18:26li diamo il benvenuto,
18:27Antonio,
18:27buongiorno,
18:28ben trovato.
18:31Salve, salve,
18:32salve a tutti.
18:34Buongiorno.
18:35Allora,
18:36come fa?
18:36Nel tuo libro
18:38tu racconti
18:41questo microcosmo
18:42ospedaliero
18:43e lo fai attraverso
18:45il personaggio
18:46di Edoardo
18:47e lo fai raccontando
18:49il caos quotidiano
18:50che appunto
18:53vi appartiene,
18:54che caratterizza
18:54la vostra professione.
18:56Da una parte
18:56con ironia,
18:57dall'altra
18:58con grande umanità.
19:00Ecco,
19:00quanto c'è
19:01della tua esperienza
19:03personale
19:04in quello
19:05che tu racconti
19:06per farci conoscere
19:07com'è davvero
19:08questo microcosmo
19:09ospedaliero?
19:13Allora,
19:14diciamo che
19:15è un po' come
19:16un genitore
19:16che genera dei figli,
19:17così uno scrittore
19:18che crea un'opera
19:19e c'è sempre qualcosa
19:21di rilaggente
19:22perché quando la storia
19:23possa essere inventata
19:24c'è sempre un po'
19:26della realtà che vive,
19:27dell'esperienza che vive,
19:29quindi sì,
19:29della mia esperienza
19:30c'è molto
19:32per quanto
19:33l'ho fatto
19:33con personaggi inventati
19:35perché ogni personaggio
19:36proprio come i figli
19:37hanno in sé
19:39delle caratteristiche
19:40dei genitori,
19:41ogni personaggio
19:42che mi ha inventato
19:43ha comunque
19:45caratteristiche un po' mie,
19:46un po' delle persone
19:47che ho incontrato,
19:48un po' dell'esperienza
19:49che ho vissuto,
19:51insomma,
19:51quindi c'è
19:52quell'ansia
19:53nel personaggio
19:53anzioso
19:54che a volte
19:54si può vivere
19:55in delle situazioni
19:57di pronto soccorso,
19:58come anche
19:58il personaggio
19:59che tende a sdramatizzare,
20:01il personaggio
20:01un po'
20:02pasticcione,
20:03perché poi
20:04la cosa che è
20:05alla base
20:06del pronto soccorso,
20:08come meglio
20:08lo metto in evidenza,
20:10è il concetto
20:11di tempo,
20:12perché il tempo
20:13può fare la differenza
20:15a volte anche
20:15tra la vita e la morte
20:16quando arriva
20:17un codice russo,
20:18il tempo
20:19che dedichiamo
20:19agli altri
20:20e questo tempo
20:21che poi non torna più indietro
20:23e quindi va investito
20:24in questo modo,
20:25ma questo
20:25in genere anche
20:26nella vita di tutti i giorni,
20:27il valore che diamo al tempo
20:28fa la differenza.
20:31Assolutamente,
20:31però hai detto
20:32una cosa sacrosanta
20:33a mio avviso,
20:34perché nel momento
20:35in cui
20:36c'è un'emergenza
20:37come quella
20:38che arriva
20:38spesso
20:39con i codici rossi
20:41in pronto soccorso,
20:42il tempo
20:43fa veramente
20:44la differenza,
20:45fate un lavoro
20:46per quanto mi riguarda
20:48di grandissima
20:49ammirazione
20:50e grandissime gratitudine
20:52nei vostri confronti.
20:54Torniamo un attimo
20:55a parlare del libro,
20:55poi ci spieghi meglio
20:57com'è questo pronto soccorso,
20:58perché il libro
20:59ci è utile
20:59proprio per capire meglio
21:01come funziona
21:01all'interno.
21:04Antonio,
21:05diciamo che Edoardo
21:05è un personaggio
21:06sicuramente insicuro,
21:09spesso travolto
21:10dagli eventi,
21:12impacciato
21:12se vogliamo
21:13anche un po',
21:15però è sempre
21:16molto sensibile
21:17nei confronti
21:18dei suoi pazienti.
21:19Perché hai scelto
21:20di raccontare
21:21questo mondo
21:22che appartiene a te
21:23ma che, ahimè,
21:24può capitare
21:25a tutti noi
21:25quando non stiamo bene
21:26attraverso
21:28un personaggio
21:29così umano
21:30e al contempo
21:31anche così
21:31imperfetto?
21:34Ma perché
21:36pensandoci
21:37gli eroi
21:37alla fine
21:38non sono
21:39le persone
21:39perfette,
21:40sono le persone
21:41con cui ci possiamo
21:42identificare.
21:44Anche Superman
21:44ad esempio
21:45ci diventa più
21:46gradevole
21:46nel momento in cui
21:47scopriamo
21:48che nel suo privato
21:49non è altro
21:50che Clark Kent
21:51insomma,
21:53come un po'
21:53tutti i personaggi
21:54per Batman
21:55e via discorrendo.
21:57E nelle fragilità
21:58che ci vediamo
21:59e nelle crepe
22:00insomma
22:00che si vede
22:02un po'
22:02il materiale
22:04di cui si può
22:06ecco
22:06come facciamo
22:07come fanno
22:08se no
22:08nelle crepe
22:09mettono l'oro
22:10per rendere
22:11quel vaso
22:11unico speciale
22:13e nelle nostre
22:14agilità
22:14che possiamo
22:15identificarci
22:16anche
22:16con le persone
22:18che incontriamo
22:18oltre che
22:19nel protagonista
22:20della storia
22:21insomma.
22:23Antonio
22:23nel libro
22:24emerge
22:25inevitabilmente
22:26perché parlando
22:26di pronto soccorso
22:27e facendolo
22:28sì con dei personaggi
22:31inventati
22:32diciamo così
22:33seppure basati
22:34su delle caratteristiche
22:36che tu tutti i giorni
22:37trovi in reparto
22:38in corsia
22:38però emerge
22:40con forza
22:41appunto il tema
22:42della crisi
22:42della sanità pubblica
22:44alle prese
22:45da una parte
22:45con la carenza
22:46di personale
22:47con lo stress
22:47con le difficoltà
22:48organizzative
22:49ecco
22:51ci porti davvero
22:52dentro
22:53a quella
22:54che è una giornata
22:55tipo
22:56e quanto era
22:57importante per te
22:58raccontarci
22:59quello che davvero
23:00succede
23:01dietro le guinte
23:02di un pronto soccorso?
23:07Allora
23:08quando ho scoperto
23:09a scrivere il libro
23:10era accaduto
23:11che
23:12telegiornale
23:13ma anche
23:15quello che vedevamo
23:16noi con nostri occhi
23:18parlava spesso
23:19di aggressioni
23:20sanitari
23:22medici
23:23per questo
23:24è nato
23:25il libro
23:26come
23:28possibilità
23:28di raccontare
23:30alle persone
23:30un po'
23:32come era la situazione
23:33perché
23:33purtroppo
23:34per fortuna
23:35prima o poi
23:35saremmo tutti quanti
23:36un po' pazienti
23:37un po' parenti
23:39dei pazienti
23:39e questo
23:40è quando noi
23:40che lavoriamo dentro
23:41può permettere
23:43un po'
23:43di sviluppare
23:45l'empatia
23:45nei confronti
23:46del nostro prossimo
23:47quando
23:48è apparente
23:49dei pazienti
23:51che stanno dentro
23:52ecco che noi
23:54possiamo ricordarci
23:55quando siamo stati
23:57noi in quella condizione
23:58e
24:00sostenerlo
24:00nei limiti
24:01del possibile
24:02quando
24:02la messa è molta
24:04e gli operai
24:04sono pochi
24:04diceva Gesù
24:07però
24:08purtroppo
24:09noi
24:09siamo stati
24:10pronto soccorso
24:11quindi
24:11mettiamo nei panni
24:13dell'utenza
24:14può essere difficile
24:16per l'utenza
24:17non prendere
24:18una difficoltà
24:19perché
24:19mentre noi
24:21all'interno
24:22corriamo
24:23un poco
24:23davanti e indietro
24:24tanto di varie situazioni
24:27molte volte
24:28i pazienti
24:28stanno fuori
24:29e aspettano
24:29molte ore
24:31per nonostante
24:32trasmettere
24:33un po'
24:35ecco
24:36una visione
24:36a 360 gradi
24:37di quello
24:38che è il pronto soccorso
24:39non solo quello
24:40che è conosciuto
24:41ma anche quello
24:42che c'è dietro
24:43le guinde
24:43che molti
24:44conoscono
24:46sono d'accordissimo
24:48anche perché
24:48dove si conosce
24:50di solito
24:51si instaura
24:51una maggiore
24:52comprensione
24:53reciproca
24:53una maggiore
24:54empatia
24:55e si lavora
24:56di concerto
24:57per far funzionare
24:58meglio
24:59il meccanismo
25:00se tu questo libro
25:01l'avessi scritto
25:02prima della pandemia
25:03i contenuti
25:04sarebbero stati simili
25:06o ci sarebbe stata
25:06molta differenza
25:10allora
25:12la pandemia
25:13ha portato
25:14un po'
25:14un momento
25:15della crisi economica
25:16che già stavamo
25:17messi male
25:17già dalla crisi
25:19del 2008
25:19no?
25:21però
25:22io credo
25:23che i contenuti
25:23sarebbero stati
25:24diversi
25:25perché
25:26prima della pandemia
25:28noi eravamo
25:29semplici operatori
25:30sociosanitari
25:31un lavoro
25:31come un altro
25:32insomma
25:32persone che
25:34puliscono
25:34altre persone
25:35che purtroppo
25:36non possono farlo
25:37autonomamente
25:38quindi
25:38le nostre mani
25:40diventavano
25:41anche le mani
25:41del nostro prossimo
25:43dei pazienti
25:43le nostre gambe
25:45si aiutavano
25:47le persone
25:48che da sole
25:48non potevano
25:49mobilitarsi
25:50però era visto
25:51un lavoro
25:52come un altro
25:52quando invece
25:53è accaduta
25:54la pandemia
25:54è come se ci avessi
25:55valorizzato un poco
25:56e quindi
25:58ecco
25:58si sono puntati
25:59un po' più
26:01come si dice
26:02il faretto
26:03il rovi
26:03no?
26:05mostrando un poco
26:06una realtà
26:07che prima
26:07era quasi
26:09sconosciuta
26:09e pertanto
26:11credo che
26:12far conoscere
26:13la realtà
26:14del pronto soccorso
26:15dopo la pandemia
26:16abbia avuto
26:17un effetto diverso
26:17rispetto a quando
26:18era considerato
26:19un lavoro
26:19come un altro
26:21sono d'accordo
26:22Antonio
26:23volevo anche
26:23chiederti
26:24quanto sia importante
26:25anche nei momenti
26:26quelli più
26:28drammatici
26:31e quindi
26:32in un ambiente
26:32così duro
26:33così sempre
26:34alle prese
26:35quasi sempre
26:35con appunto
26:36l'emergenza
26:37o comunque
26:37anche laddove
26:38non c'è
26:38un'emergenza
26:39con un tasso
26:41a livello numerico
26:42di utenza
26:44elevato
26:45per cui
26:45insomma
26:45non ci si ferma
26:46sostanzialmente
26:47mai
26:48conservare
26:49la leggerezza
26:50e il senso
26:51dell'umorismo
26:52si instaura
26:52laddove è possibile
26:53anche una sorta
26:54di alleanza
26:55con il paziente
26:57che arriva
26:57in pronto soccorso
26:58aiuta voi
26:59ma aiuta anche loro
27:00vicendevolmente
27:03allora
27:04diciamo che
27:05nella stesura
27:06del libro
27:07ho cercato
27:08di essere
27:08un po' più ironico
27:09per rendere
27:09il tema
27:10più datevole
27:11anche perché
27:12guardare le cose
27:13con leggerezza
27:14cosa si fa
27:15quando si è leggeri
27:16si vola
27:17quindi
27:18volando
27:18vedi le cose
27:19dall'altro
27:19e le vedi
27:19nella loro interezza
27:21mentre guardi
27:22una cosa
27:22quando guardi
27:23una cosa
27:23troppo da vicino
27:24ne vedi solo
27:26i difetti
27:27alcuni dettagli
27:28insomma
27:28ma ti perdi
27:29l'insieme
27:31però
27:32in effetti
27:33quando ha a che fare
27:33col paziente
27:34insomma
27:35non esiste
27:35una formula
27:36univoca
27:36alle volte
27:38essere un po' più
27:39diciamo così
27:40amichevoli
27:41può aiutare
27:42la persona
27:43a sentirsi più
27:44a suo agio
27:44in un contesto
27:45che comunque
27:46ha della drammaticità
27:47intorno in sé
27:48vede persone
27:49che gridano
27:50persone che urlano
27:51che insomma
27:52chiamano
27:53continuamente
27:54vede un po'
27:55di quel caos
27:56e vedere invece
27:58la persona
27:59che ci lavora
28:00tranquillo
28:02aiuta
28:03l'utente
28:04a
28:07trasmettere
28:08quella cosa
28:08come diceva
28:09Daniel Goleman
28:09le emozioni
28:10sono come
28:11i virus
28:11si trasmettono
28:13quindi
28:13questo fa
28:14la differenza
28:15sempre Daniel Goleman
28:16in intelligenza sociale
28:18diceva che
28:19un ambiente sereno
28:20aiuta la persona
28:22guarire prima
28:22rispetto a
28:24tanti farmaci
28:25però
28:25un ambiente
28:26in cui non si sta bene
28:27quindi questo
28:28credo che sia
28:29poi
28:30con alcuni pazienti
28:31certo è meglio
28:32a volte
28:32essere
28:34meno
28:35simpatici
28:36diciamo così
28:37perché
28:38in quel momento
28:39di drammaticità
28:39potrebbero
28:40vivere
28:40nella maniera
28:41sbagliata
28:42non accogliere
28:43il messaggio
28:44quindi tutto
28:45sta a chi è di fronte
28:46fondamentalmente
28:48assolutamente
28:49comunque
28:49diciamo che
28:50questo senso
28:51di leggerezza
28:52è contagioso
28:54ecco
28:54è l'accezione positiva
28:55del termine
28:56contagio
28:57in un contesto
28:57del genere
28:58un'ultima curiosità
28:59prima di salutarti
29:00e ringraziarti
29:01Antonio
29:01volevi con queste
29:03tue pagine
29:03lanciare una sorta
29:04di messaggio umano
29:06sul valore
29:07di chi lavora
29:08appunto
29:09ogni giorno
29:09nell'emergenza sanitaria
29:11o lo scopo
29:11era solo
29:12quello di intrattenere
29:15allora
29:16entrambe le cose
29:17desideravo
29:19intrattenere
29:19però
29:19quei personaggi
29:20che ho creato
29:21e li ho messi
29:21in quel contesto
29:22volevo che il lettore
29:24ecco passasse
29:25diciamo così
29:26dei momenti
29:26insieme a noi
29:27si divertisse
29:29insieme a noi
29:29vedesse la realtà
29:30insieme a noi
29:31riflettesse
29:32insieme a noi
29:32cioè il mio desiderio
29:34non tanto lo scopo
29:36perché non so
29:36se l'ho raggiunto
29:37però il desiderio
29:38era quello
29:39di far fare un viaggio
29:40appunto insieme a noi
29:41al lettore
29:42però nello stesso tempo
29:43quando si fa un cammino
29:45perché si chiama cammino?
29:46perché inizi da un punto
29:47e poi ti trovi
29:48da un'altra parte
29:49quindi era questo il senso
29:51intrattenere
29:52soltanto
29:53no
29:54l'avrei visto come una cosa
29:56frivola
29:57intrattenerlo soltanto
29:58per quanto a volte
29:58può essere utile
29:59anche distrarsi
30:00però intendevo appunto
30:02sì
30:03trasmettergli
30:03delle cose
30:04che purtroppo
30:05chi non sta dentro
30:06non le riesce a vivere
30:07ma questo
30:09non solo dal punto di vista
30:10del paziente
30:11ma anche dal punto di vista
30:12nostro
30:12come persone
30:13che lavoriamo dentro
30:14mettersi nel panni
30:16del paziente
30:16fornire vari punti di vista
30:18varie riflessioni
30:20che permettessero
30:21ecco
30:22una crescita
30:22o un miglioramento
30:23della società in cui viviamo
30:24uno scopo
30:25fosse troppo ambizioso
30:26però insomma
30:28perché no?
30:30no
30:30esattamente
30:31perché no
30:32sono d'accordo
30:32anche su questo
30:33vale sempre la pena
30:35provarci
30:35come dire
30:38è una goccia
30:39in un oceano
30:40però
30:40tante gocce
30:41fanno l'oceano
30:42appunto
30:42Antonio
30:43grazie
30:44grazie davvero
30:45è stato un piacere
30:47averti
30:48con noi
30:49e insomma
30:50essere riusciti
30:51a capire qualcosa
30:51di più
30:52di un ambiente
30:53dove tutti
30:53non
30:54vorremmo tutti
30:55rifuggire
30:56no?
30:56chiaramente
30:57però
30:58ahimè
30:59è bene
31:00che ci siano
31:00i pronto soccorso
31:01e che funzioni
31:02e siano efficienti
31:03anche con
31:04personale
31:05che sia
31:06contento
31:07perché è un po'
31:08una missione la vostra
31:09di lavorarci
31:10all'interno
31:11grazie ancora
31:11ad Antonio Sposito
31:12buon lavoro
31:13Antonio
31:14grazie a te
31:15ciao
31:16ciao
31:16grazie da parte nostra
31:18e adesso invece
31:19è il momento
31:20della nostra
31:21Costanza Marana
31:22e quindi ascoltiamo
31:23anche la seconda rubrica
31:24di questa puntata
31:34salve
31:35benvenuti
31:36anche oggi
31:37nelle nostre
31:38piccole letture
31:39quotidiane
31:40oggi
31:41affronteremo
31:43un autore
31:44francese
31:44dell'ottocento
31:45il cui nome
31:47è
31:47Gautier
31:49è un piccolo
31:51racconto
31:52si intitola
31:53la milleduesima
31:55notte
31:56dopo
31:58mille e una notte
31:59il sultano
32:00è ancora
32:01affamato
32:02di racconti
32:03ma
32:04la povera
32:05principessa
32:06Cerasade
32:06ha finito
32:07le sue novelle
32:08perciò
32:09vola a Parigi
32:11sul tappeto magico
32:12chiedendo
32:13a un autore
32:13di foglietton
32:14di inventare
32:16una storia
32:17per la
32:17milleduesima
32:18notte
32:22quel giorno
32:23avevo dato ordine
32:26di non fare entrare
32:27nessuno
32:27al mattino
32:29avevo deciso
32:31di non fare nulla
32:32e non volevo essere
32:33disturbato
32:34in quell'importante
32:36occupazione
32:38sicuro di non essere
32:40importunato
32:41da nessun seccatore
32:43non ce n'è
32:44soltanto
32:45nelle commedie
32:46di Molière
32:46avevo preso
32:48ogni misura
32:49per assaporare
32:51con comodo
32:52il mio piacere
32:53preferito
32:54un grande fuoco
32:57ardeva
32:58nel mio camionetto
32:59le tende chiuse
33:01filtravano
33:02una luce tenue
33:03e indolente
33:04mezza dozzina
33:06di cuscini
33:07se ne stavano
33:08sparsi
33:08sul tappeto
33:09e dolcemente
33:11disteso
33:12davanti al fuoco
33:13a distanza
33:14di uno spiedo
33:15facevo danzare
33:17sulla punta
33:18del piede
33:19una grande
33:20pantofola
33:21marocchina
33:22di forma
33:23stravagante
33:24e colore
33:25giallo
33:25orientale
33:26il mio gatto
33:29mi si era
33:29coccolato
33:30sulla manica
33:31come quello
33:33del profeta
33:34mammetto
33:34e non avrei
33:36mutato
33:36posizione
33:37per tutto
33:38l'oro
33:38del mondo
33:39i miei
33:42sguardi
33:43distratti
33:43già immersi
33:45in quella
33:45deliziosa
33:46sonnolenza
33:47che segue
33:49la sospensione
33:50volontaria
33:51del pensiero
33:52vagavano
33:53senza
33:54troppo
33:54vedere
33:55dall'affascinante
33:57schizzo
33:57della Madeleine
33:58deserto
33:59di Camille
34:00Roqueblaine
34:00al severo
34:02disegno
34:03a penna
34:03di Aligny
34:04e al grande
34:05paesaggio
34:06dei quattro
34:07inseparabili
34:08Foucher
34:09Sechand
34:09Yeter
34:10e Desplechim
34:11tesoro
34:13e gloria
34:14della mia
34:15dimora
34:16di poeta
34:17a poco a poco
34:19la percezione
34:20della vita
34:21reale
34:22mi abbandonava
34:23e io
34:24sprofondavo
34:25sotto le
34:26insondabili
34:27onde
34:27di quel
34:28mare di
34:29annullamento
34:30in cui
34:31tanti
34:31sognatori
34:32orientali
34:33hanno perso
34:34la ragione
34:35già scossa
34:36dall'ascisce
34:37dall'opio
34:38il più profondo
34:39silenzio
34:40regnava
34:41nella stanza
34:42avevo
34:44fermato
34:44la pendola
34:45per non
34:46sentirne
34:46il ticchettio
34:47quel battito
34:48di impulsi
34:49dell'eternità
34:50poiché
34:51non posso
34:52soffrire
34:52quando sono
34:54ozioso
34:54la lacra
34:55e stolida
34:56fremesia
34:57di quel disco
34:58di ottone
34:58giallo
34:59che va
35:00da un angolo
35:01all'altro
35:02della sua
35:02gabbia
35:03e corre
35:04tutto il giorno
35:05senza muovere
35:06un passo
35:08d'improvviso
35:09d'indonna
35:10lo squillare
35:12di un campanello
35:12vivace
35:13nervoso
35:15insopportabilmente
35:16argentino
35:17ricadde
35:18sulla mia
35:18tranquillità
35:19come una
35:20goccia
35:20di piombo
35:21fuso
35:21che si tuffi
35:22crepitando
35:23in un lago
35:24assopito
35:25senza pensare
35:27al gatto
35:27accoccolato
35:28a palla
35:29sulla mia
35:29manica
35:30mi alzai
35:32di soprassalto
35:33e saltai
35:34in piedi
35:35come una
35:35molla
35:36mandando
35:37ogni
35:37maledizione
35:38all'imbecille
35:39custode
35:40che aveva
35:41lasciato
35:41passare
35:42qualcuno
35:42malgrado
35:44la consegna
35:44ricevuta
35:45poi
35:46mi sedetti
35:48appena
35:48mi rimesi
35:49dallo scatto
35:50di nervi
35:50mi sistemai
35:51i cuscini
35:52tra le braccia
35:53e attesi
35:54a piaffermo
35:55gli eventi
36:06grazie
36:07grazie ovviamente
36:08anche a Costanza
36:09Marana
36:09appuntamento
36:10la prossima volta
36:11e ora
36:12andiamo avanti
36:13a parlare
36:13di un altro
36:14argomento
36:15un'altra
36:15emergenza
36:16sociale
36:16che è il fenomeno
36:17dell'ichicomori
36:18lo facciamo
36:19con un contributo
36:20preparato appositamente
36:21per noi
36:22dalla dottoressa
36:23Chiara Vergani
36:24che ringrazio tantissimo
36:26e che ricordo
36:27essere insegnante
36:28pedagogista
36:29formatrice
36:30sulle tematiche
36:31del bullismo
36:32specializzata
36:33in criminologia
36:34e tutela
36:35del minore
36:36all'argomento
36:37dell'ichicomori
36:37ha proprio dedicato
36:39un suo nuovo libro
36:40uscito
36:41di recente
36:42ascoltiamo
36:43che cosa ci racconta
36:44su questo fenomeno
36:45questo è un fenomeno
36:48sociale
36:49ma soprattutto
36:50direi
36:51di persone
36:53ragazze
36:53e ragazze
36:54che esistono
36:56davvero
36:57che vivono
36:58nelle nostre città
36:59nelle nostre scuole
37:00nelle nostre famiglie
37:02persone
37:03che combattono
37:04e che spesso
37:07vengono
37:08definite
37:09inermi
37:10vengono
37:11definite
37:11asociali
37:12quando invece
37:14stanno
37:14combattendo
37:15una battaglia
37:16personale
37:17silenziosa
37:19profondissima
37:20la parola
37:21ikikomori
37:22sappiamo che
37:23nasce in giappone
37:24significa letteralmente
37:25stare in disparte
37:27ritirarsi
37:28ikikomori
37:30non è soltanto
37:31isolamento
37:32è una frattura
37:33fra il ragazzo
37:34la ragazza
37:35e il mondo esterno
37:37è il momento
37:38in cui
37:39un adolescente
37:40smette
37:41di sentirsi
37:41al sicuro
37:42nella società
37:45e decide
37:46lentamente
37:48di sparire
37:48la cosa
37:49più importante
37:50che dobbiamo
37:51capire
37:52è questa
37:52nessuno
37:54sceglie
37:54volontariamente
37:55di smettere
37:56di vivere
37:57dietro una
37:58porta chiusa
38:00non c'è
38:02comodità
38:02ma c'è
38:03dolore
38:04c'è paura
38:04c'è spesso
38:05un senso
38:06di fallimento
38:06che cresce
38:07giorno dopo giorno
38:09nel mio lavoro
38:10di pedagogista
38:11ho incontrato
38:12famiglie disperate
38:14genitori
38:14che non sanno più
38:15come aiutare
38:16i propri figli
38:17e figlie
38:18insegnanti
38:19che si sentono
38:20impotenti
38:21ragazzi
38:21che vivono
38:22da anni
38:23mesi
38:23chiusi
38:24in una stanza
38:25parliamo
38:26di giovani
38:27intelligentissimi
38:28sensibili
38:29profondi
38:30che a volte
38:31hanno smesso
38:31di andare a scuola
38:32dopo episodi
38:33di bullismo
38:34altre volte
38:35dopo pressioni
38:36scolastiche
38:37troppo forti
38:38altre ancora
38:39perché incapaci
38:40di reggere
38:41il confronto
38:42continuo
38:43con modelli
38:44irraggiungibili
38:45viviamo in una
38:46società
38:47che chiede ai giovani
38:49di essere sempre
38:50performanti
38:51devono essere
38:52perfetti
38:53a scuola
38:53perfetti nel corpo
38:55perfetti sui social
38:56perfetti nelle relazioni
38:58ma un adolescente
39:00non può vivere
39:01a mio avviso
39:02costantemente
39:03sotto esame
39:04i social network
39:06hanno amplificato
39:07questo problema
39:08oggi i ragazzi
39:10non si confrontano
39:11più solo
39:11con la classe
39:12oppure con il quartiere
39:14ma con milioni
39:16di immagini
39:18filtrate
39:18di vite
39:19apparentemente
39:20perfette
39:21e di standard
39:22impossibili
39:23e chi è più
39:25fragile
39:26più sensibile
39:27più introverso
39:28rischia di sentirsi
39:30continuamente
39:31sbagliato
39:32molti
39:33i kikomori
39:34non odiano
39:34la vita
39:35ma odiano
39:36il giudizio
39:36odiano
39:37la pressione
39:38e odiano
39:39la sensazione
39:40di non essere
39:42mai abbastanza
39:43e allora
39:44si ritirano
39:45l'isolamento
39:46però
39:46dobbiamo dire
39:48che non arriva
39:48all'improvviso
39:49si tratta
39:50di un processo
39:51graduale
39:52prima
39:53cambiano
39:53le abitudini
39:54poi arrivano
39:55le assenze
39:56scolastiche
39:57il sonno
39:58si altera
39:59le amicizie
40:00spariscono
40:00la stanza
40:01diventa
40:02l'unico luogo
40:03percepito
40:04come sicuro
40:05e più passa
40:06il tempo
40:07più uscire
40:09diventa difficile
40:10spesso gli adulti
40:12reagiscono
40:13nel modo
40:13meno adatto
40:14rabbia
40:15punizioni
40:16frasi come
40:17devi reagire
40:18stai esagerando
40:19ai miei tempi
40:20non succedeva
40:21il disagio giovanile
40:23non si cura
40:24con la colpa
40:24secondo me
40:25un ragazzo
40:27i kikomori
40:27non ha bisogno
40:28di essere giudicato
40:30necessita piuttosto
40:31di essere compreso
40:33di sentire
40:34che il suo valore
40:35non dipende
40:36dalla performance
40:37scolastica
40:38dai voti
40:39o dai like
40:40o dalla produttività
40:41nel mio libro
40:43ecco
40:43ho cercato
40:44di raccontare
40:45proprio questo
40:46l'umanità
40:46dietro il fenomeno
40:48perché dietro
40:49ogni caso
40:50c'è una storia vera
40:52spesso ci dimentichiamo
40:53che questi ragazzi
40:55non sono numeri
40:57o etichette cliniche
40:58ma sono figli
41:00studenti
41:01esseri umani
41:01che stanno chiedendo
41:03aiuto
41:04e lo fanno
41:05nel loro modo
41:07sparendo
41:08credo che oggi
41:09la vera emergenza educativa
41:11sia l'ascolto
41:12ecco proprio
41:13la categoria
41:14dell'ascolto
41:14dobbiamo tornare
41:16a guardare
41:17i ragazzi
41:17negli occhi
41:18dobbiamo creare
41:19delle scuole
41:20più umane
41:22non solo più efficienti
41:24dobbiamo insegnare
41:26ai giovani
41:26che il fallimento
41:27fa parte
41:28della vita
41:29e che non bisogna
41:30essere perfetti
41:31per meritare
41:32amore
41:33e rispetto
41:35penso si debba
41:36smettere
41:37di pensare
41:38che la fragilità
41:39sia una vergogna
41:40molti ragazzi
41:42si isolano
41:42proprio perché
41:43si sentono incapaci
41:45di mostrare
41:45la propria sofferenza
41:47in una società
41:49che premia
41:49soltanto
41:50chi appare
41:52forte
41:53chi è fragile
41:54spesso si nasconde
41:56l'ikikomori
41:57ci sta dicendo
41:58qualcosa di enorme
42:01rispetto alla società
42:02in cui viviamo
42:03ci sta raccontando
42:05che troppi giovani
42:07si sentono
42:08schiacciati
42:09che non trovano più
42:11il proprio posto
42:12nel mondo
42:12la connessione
42:14digitale
42:15non sempre significa
42:16relazione umana
42:17e allora
42:18la domanda
42:19non è soltanto
42:20che cosa succede
42:21a questi ragazzi
42:23ma la vera
42:24domanda
42:24a mio avviso
42:25è che società
42:26stiamo costruendo
42:28io credo
42:29che la risposta
42:30debba partire
42:31dall'educazione
42:32dall'empatia
42:33dalla prevenzione
42:34e dalla capacità
42:36di creare
42:37relazioni
42:38autentiche
42:39nessun ragazzo
42:40dovrebbe sentirsi
42:42così solo
42:43da voler
42:44scomparire
42:45col mio libro
42:46i kikomori
42:47d'italia
42:48ho voluto
42:49dare voce
42:50a chi spesso
42:50non riesce più
42:51a parlare
42:52proprio perché
42:53dietro il silenzio
42:55degli kikomori
42:56esiste un grido
42:57che noi adulti
42:59dobbiamo imparare
43:01finalmente
43:01ad ascoltare
43:04ecco poi
43:05nel mio libro
43:06riporto
43:07parecchie testimonianze
43:09di ragazze
43:10e ragazzi
43:11che sono stati
43:13i kikomori
43:14che ne sono usciti
43:15alcuni che sono
43:16ancora dentro
43:18la situazione
43:19ma anche
43:20di genitori
43:22genitori
43:23che stanno
43:24vivendo
43:25il problema
43:26assieme ai loro
43:27figli
43:27genitori
43:28che vanno in crisi
43:29che si pongono
43:30delle domande
43:31che si chiedono
43:32dove ho sbagliato
43:34cosa posso cambiare
43:35genitori
43:37che si fanno
43:38aiutare
43:39da uno psicologo
43:40da una psicologa
43:42e che
43:43non sanno più
43:44come fare
43:45ad affrontare
43:46il problema
43:46allora credo
43:47che dovremmo
43:48creare
43:50una rete
43:51una formazione
43:53per i docenti
43:54affinché possano
43:55riconoscere
43:56anticipatamente
43:57il ragazzo
44:00o la ragazza
44:01che potrebbe
44:03diventare
44:03i kikomori
44:04per
44:05diciamo
44:06prevenire
44:07ecco
44:08è fondamentale
44:10prevenire
44:11andare incontro
44:12e
44:12ascoltare
44:14e noi ringraziamo
44:15tantissimo
44:16la dottoressa
44:17Ghiera Vergani
44:17che è sempre preziosa
44:18con i suoi
44:19contributi
44:20nell'affrontare
44:21tematiche
44:21di stringente
44:22attualità
44:23e anche
44:23di grande
44:24valore
44:25sociale
44:26e adesso
44:27parliamo invece
44:28in chiusura
44:28di puntata
44:29di un romanzo
44:30che prende
44:31in esame
44:31la società
44:32di giovani
44:34emarginati
44:35malallevati
44:36che cercano
44:37un riscatto
44:38e che muovono
44:39una sorta
44:40anche di sfida
44:40a chi è nato
44:41in condizioni
44:42di privilegio
44:43non meritato
44:45lo facciamo
44:45con il prossimo
44:46ospite
44:47gli diamo
44:47il benvenuto
44:48l'autore
44:48Andrea Mariani
44:49buongiorno
44:50Andrea
44:52buongiorno a tutti
44:53grazie
44:54per essere qui
44:55con noi
44:55e hai pubblicato
44:57con edizione
44:58il viandante
44:59il titolo
44:59soltanto
45:00ragazzi
45:01beh se vogliamo
45:01c'è anche una sorta
45:02di fil rouge
45:04nei giovani
45:05di oggi
45:07di cui dobbiamo
45:08assolutamente
45:08parlare
45:09a cui dobbiamo
45:09dedicare
45:10attenzione
45:10e arriviamo
45:12però al tuo libro
45:13nello specifico
45:14Andrea
45:14allora tu racconti
45:15un'adolescenza
45:16intensa
45:17fatta di amicizie
45:18di eccessi
45:19di fragilità
45:20quanto c'è
45:21di autobiografico
45:23cioè di esperienza
45:24personalmente
45:25vissuta
45:26nella costruzione
45:28di Ivan
45:28e del suo gruppo
45:32molto
45:32sicuramente
45:33molto
45:34io ho cercato
45:36di raccontare
45:37anche costruendo
45:38i due personaggi
45:39principali
45:40che sono comunque
45:41due personaggi
45:42immaginari
45:43ho cercato
45:45tramite loro
45:45di raccontare
45:47quella che però
45:48era effettivamente
45:49la realtà
45:50quella che poteva essere
45:51la realtà
45:52dei ragazzi
45:54adolescenti
45:55più vicini
45:56alla giovinezza
45:57che all'adolescenza
45:58che vivevano
45:59in un contesto
46:00particolare
46:01in cui ho ambientato
46:03io
46:03il panzo
46:04mi viene in mente
46:06una battuta
46:07che mi faceva
46:08spesso un mio amico
46:09all'epoca
46:11questo
46:11se lo raccontiamo
46:13non ci crede nessuno
46:14per cui
46:15io ho cercato
46:16di raccontare
46:17una realtà
46:18la realtà
46:19che era allora
46:19spesso anche
46:22riducendola
46:22perché
46:23per dare
46:24uno sviluppo
46:26verosimile
46:27alle vicende
46:28ai personaggi
46:29del romanzo
46:29spesso
46:30mi sono trovato
46:31a ridurre
46:32quello che era
46:32l'impatto
46:33della realtà
46:35sulle persone
46:36reali
46:37che io ho cercato
46:38di raccontare
46:39tramite due personaggi
46:41immaginari
46:41che sono
46:42Ivan e Emiliano
46:43quindi non ti si può
46:45in alcun modo
46:46accusare
46:46di aver esagerato
46:47di aver in qualche modo
46:49Andrea
46:49calcato la mano
46:51sulla caratterizzazione
46:53anzi
46:54se proprio vogliamo
46:55hai
46:56come dire
46:56appunto ridotto
46:58questo
46:58questo impatto
46:59di quella che era
46:59la quotidianità
47:00che tu vivevi
47:02siamo nella città
47:03di Roma
47:04Roma
47:05che non è solo
47:06uno sfondo
47:07ma diventa
47:07il protagonista
47:08potremmo dire
47:09davvero che è un personaggio
47:10vivo
47:11che rapporto hai
47:13con la tua città
47:14allora
47:15che rapporto avevi
47:16che rapporto hai
47:16oggi
47:17con gli occhi
47:17dell'adulto
47:20Roma
47:21o si ama
47:22o si odia
47:24il romanzo
47:25la storia
47:26che ho voluto raccontare
47:27soltanto a Roma
47:28si poteva sviluppare
47:30anche per una questione
47:33logistica
47:34nel senso
47:35io nel romanzo
47:38punto molto
47:39sullo spiegare
47:41come può essere
47:42un quartiere di mezzo
47:43in questo caso
47:44dottor Revecchia
47:45a Prima Valle
47:46in cui si svolge
47:47gran parte della vicenda
47:48che un quartiere
47:50era all'epoca
47:51ma non è cambiato molto
47:53non troppo disagiato
47:54ma neanche troppo benestante
47:57la cosa
47:58che può succedere
47:59soltanto a Roma
48:00è che
48:01non ci sono
48:04grosse distanze
48:05fra quartieri
48:06molto benestanti
48:08e quartieri
48:09molto a rischio
48:10molto emarginati
48:12con una forte presenza
48:13di delinquenza
48:14e
48:15Torre Vecchia
48:16in cui è ambientato
48:17quel romanzo
48:18è esattamente quello
48:19cioè una terra di mezzo
48:21che però
48:21è due passi
48:23da una realtà
48:24molto
48:25molto più
48:26facoltosa
48:26molto più benestante
48:28e una realtà
48:29molto più
48:30a rischio
48:31e molto più
48:32delicate
48:32sviluppandosi
48:34in questo contesto
48:35i ragazzi
48:36sono continuamente
48:37alle prese
48:39con
48:40guardando due passi
48:42a nord
48:43quello che vorrebbero
48:44avere
48:45quello che
48:45gli piacerebbe
48:46essere
48:47magari
48:47alla fine
48:49del loro sviluppo
48:50ma hanno anche
48:51delle influenze
48:52continue
48:53girandosi a sud
48:55e guardando
48:56quello che succede
48:57in realtà
48:58dove trovare
48:59scorciatoie
49:00che siano
49:00la criminalità
49:04senza massiccia
49:06di situazioni
49:07a rischio
49:08gli causa
49:09è molto semplice
49:10aspirare
49:11ad andare a nord
49:12non riuscirci
49:13con le proprie
49:14con le proprie
49:15forze
49:16e quindi
49:16cercare
49:18tornando a sud
49:19una scorciatoia
49:21per quello
49:21che si desidera
49:22ottenere
49:23questo può succedere
49:24purtroppo
49:25soltanto a Roma
49:27chiarissimo
49:27chiarissimo
49:28e
49:30diciamo
49:30delle vite in bilico
49:32beh del resto
49:32tu
49:34fai percepire
49:35che questi protagonisti
49:36vivono sempre
49:37a metà
49:38tra la voglia di libertà
49:39da una parte
49:40di affermazione
49:41di riscatto sociale
49:42l'abbiamo detto
49:42anche nella premessa iniziale
49:44Andrea
49:44e dall'altra parte
49:45di autodistruzione
49:46ma
49:47questi
49:48soltanto
49:49ragazzi
49:51effettivamente
49:52che cosa
49:53cercano
49:54tu che
49:55questa situazione
49:56l'hai
49:56l'hai vissuta
49:58parlavamo di condizioni
49:59di privilegio
50:00senza merito
50:01quando guardano
50:02a Roma Nord
50:03evidentemente
50:04e dall'altra parte
50:05le scorciatoie di Roma Sud
50:07perfetto
50:07in realtà
50:08che cosa cercano
50:10stando nel mezzo
50:13cercano
50:14quello che gli manca
50:15cercano
50:16io ho cercato
50:18di sviluppare
50:19altri personaggi
50:20oltre ai due
50:22protagonisti
50:23e ognuno
50:24cerca quello
50:25che effettivamente
50:25non ha
50:26chi ha una
50:27famiglia assente
50:28con scarsissimi
50:30mezzi economici
50:31cerca anche
50:31inconsapevolmente
50:33di migliorare
50:34la propria situazione
50:35e magari
50:36di costruirsi
50:37il suo
50:39ideale
50:39di famiglia
50:40viceversa
50:41chi ha qualche
50:42mezzo in più
50:43ma sente il bisogno
50:44di un'affermazione
50:45perché magari
50:46caratterialmente
50:47non è così
50:48portato ad emergere
50:49e cerca
50:51di mostrarsi
50:52diverso
50:53magari proprio
50:54approfittando
50:55di alcune
50:56conoscenze
50:57di realtà
50:57diciamo un pochino
50:58più forti
50:59e quindi cerca
51:00di sviluppare
51:00il suo carattere
51:01in realtà
51:02tutti cercano
51:03molto semplicemente
51:04quello che
51:05non avevano
51:06anche le passioni
51:08portano
51:08alla voglia
51:10di esprimersi
51:11alla voglia
51:11di cambiare
51:12nel romanzo
51:13sono molto presenti
51:14sia la passione
51:15per le auto
51:17le moto
51:18sia la passione
51:18per lo sport
51:19ed erano mezzi
51:20che all'epoca
51:22in cui il romanzo
51:23ambientato
51:23effettivamente
51:24ti permettevano
51:25erano i soli
51:27mezzi che ti permettevano
51:28di emergere
51:29rispetto al
51:30gruppo
51:31adesso
51:32con altri tipi
51:34di tecnologia
51:34i mezzi
51:35sono diversi
51:36per cui
51:37una ricerca
51:38continua
51:39di quello
51:40che si vorrebbe
51:41avere
51:41ma che di fatto
51:42non sia
51:43portata di mano
51:45e nel libro
51:46emerge tra l'altro
51:48e vorrei fare il punto
51:49contese
51:49me lo consenti
51:50Andrea
51:51con forza
51:52il tema
51:53dell'identità maschile
51:55della necessità
51:56di mostrarsi
51:57sempre forti
51:58i sociologi
52:00oggi si spiegano
52:01che una delle grandi
52:02difficoltà
52:02del sesso maschile
52:03è il fatto
52:04di dover
52:05sempre
52:06essere
52:08in una situazione
52:09di
52:10non debolezza
52:12e sempre
52:13prestanti
52:14a cui non è mai
52:15consentita una lacrima
52:16per esempio
52:17il sesso femminile
52:18affronta altre difficoltà
52:19quello maschile
52:20è in crisi
52:21da questo punto di vista
52:22ecco quanto è stato
52:23importante per te
52:24affrontare
52:25questa dimensione emotiva
52:27tra
52:29ragazzi
52:29di un periodo
52:30come poteva essere
52:31il tuo periodo
52:32della giovinezza
52:34e i ragazzi
52:35di oggi
52:37è una
52:38delle parti
52:40fondamentali
52:41del messaggio
52:43che ho cercato
52:44di dare
52:44raccontando
52:45quella che era
52:46la quotidianità
52:47diciamo
52:47della mia generazione
52:49noi siamo
52:50cresciuti
52:51in questa storia
52:52con i modelli
52:53di televisione
52:56di cinema
52:56Stallone
52:58Schwarzenegger
52:59Statam
53:00e anche
53:02nostro malgrado
53:03veniva quasi
53:04naturale
53:05cercare di essere
53:06come quelli
53:07che ci venivano
53:09proposti come modelli
53:10l'uomo duro
53:11il maschio
53:11alfa
53:12l'indistruttibile
53:14l'uomo
53:14che non deve
53:15chiedere mai
53:16questa era una cosa
53:17molto comune
53:17vale anche
53:19nei miei personaggi
53:21vale anche
53:21per la parte
53:22femminile
53:22però
53:23perché anche
53:24loro
53:24all'epoca
53:25avevano
53:26dei modelli
53:29cito
53:29sex and
53:30desidia
53:31ad esempio
53:31che era molto
53:32popolare
53:32tra le ragazze
53:33della mia generazione
53:34modelli di donne
53:35forti
53:36emancipate
53:36che devono
53:37per forza
53:38riuscire
53:39devono riuscire
53:40nella vita
53:40era un continuo
53:42bombardamento
53:43su quello
53:43che i ragazzi
53:46pensavano
53:47dovessero diventare
53:48questo è
53:49un grosso problema
53:51soprattutto
53:51adesso
53:52secondo me
53:53perché
53:54noi avevamo
53:55dei modelli
53:56sicuramente
53:57sbagliati
53:58dal mio punto di vista
53:59però comunque
53:59erano
54:00dei modelli
54:01ti presentavano
54:02una sorta
54:03di etica
54:04di amore
54:05di giustizia
54:08adesso
54:09venendo meno
54:10quei modelli
54:11pur sbagliati
54:12mi sono accorto
54:14soprattutto
54:14ultimamente
54:15al salone
54:16del libro
54:17di Torino
54:17ho avuto modo
54:18di parlare
54:18con molti
54:19giovani
54:1916, 17, 20 anni
54:21a loro
54:22mancano
54:23proprio
54:23i modelli
54:24ho cominciato
54:26a pensare
54:27che anche
54:27un modello
54:28sbagliato
54:28come quello
54:29che potevamo
54:29avere noi
54:30è comunque
54:31già qualcosa
54:32rispetto
54:32all'assenza
54:33totale
54:34di un modello
54:35che
54:37ti
54:39costringe
54:40a
54:42fare di tuo
54:43senso
54:44un esempio
54:45e
54:45per quanto
54:46un esempio
54:47possa essere
54:47sbagliato
54:48è già
54:49un'indicazione
54:50secondo me
54:51questo
54:52ne ha risentito
54:52sia la mia
54:53generazione
54:53con tutte
54:54le nostre
54:55problematiche
54:55dell'uomo
54:56d'uomo
54:56virile
54:57della donna
54:58in carriera
54:58ma forse
55:00era
55:02comunque
55:03un aiuto
55:04nello sviluppo
55:06chiarissimo
55:06cioè
55:07meglio di niente
55:08come si dice
55:09meglio il più tosto
55:13è interessante
55:14mi sarebbe piaciuto
55:15avere più tempo
55:16a disposizione
55:16invece siamo
55:17in chiusura
55:17di puntata
55:18per affrontare
55:19questo tema
55:20tra l'altro
55:20abbiamo visto
55:21anche dei titoli
55:22di giornale
55:22il salone
55:23del libro
55:24salvato
55:25dai ragazzini
55:26quindi
55:26questa utenza
55:28importante
55:28a cui è stato dato spazio
55:32e a cui bisogna dare sempre più spazio
55:33ma prima
55:34ancora
55:35due domande
55:36velocissime
55:36Andrea
55:37la penultima
55:38che ti volevo fare
55:39è
55:39come hai lavorato
55:41sul linguaggio
55:42perché la narrazione
55:43alterna
55:43momenti malinconici
55:45molto intimi
55:45a dei momenti
55:46invece di adrenalina
55:47credo che non sia semplice
55:49adottare questo registro
55:51in maniera modulata
55:54e l'ultima domanda
55:55che volevo farti
55:56è
55:56non che faccio spesso
55:58chi sarebbe
55:59nel cast di attori
56:00se diventasse un film
56:02ma ti chiedo
56:02se fosse la logandina
56:04di un film
56:05che cosa ci sarebbe
56:06rappresentato sopra
56:07due domande in uno
56:08prego Andrea
56:10velocissimamente
56:12rispondo prima
56:13alla seconda
56:14mi piacerebbe
56:16che avesse esattamente
56:18la copertina
56:20del libro
56:21e
56:23abbiamo cercato
56:25di dare
56:26l'idea immediata
56:28di quello
56:28che si può trovare
56:29all'interno
56:30del romanzo
56:31e se fosse
56:32un film
56:33mi piacerebbe
56:34che accadesse
56:35la stessa cosa
56:36quanto a personaggi
56:38autori
56:39e autori
56:40che possano interpretare
56:41i miei personaggi
56:42sinceramente
56:43non
56:44ne avrei idea
56:45perdonami
56:46ho perso un attimo
56:47il filo
56:48della domanda
56:49il registro
56:50il registro narrativo
56:51cioè amalgamare
56:53e modulare
56:54in maniera sapiente
56:55ovviamente
56:55nella narrazione
56:57la parte
56:58dei momenti
56:59più adrenalinici
57:00a quella
57:01invece
57:01dedicata
57:02più ai momenti
57:03malinconici
57:04e intimi
57:06come hai fatto?
57:08in realtà
57:09ho seguito
57:10ho cercato
57:10di ricordare
57:11quella che era
57:12proprio
57:12la quotidianità
57:14dell'epoca
57:15a differenza
57:15di oggi
57:16noi ragazzi
57:17avevamo
57:19ragazzi di allora
57:20avevamo dei tempi morti
57:21obbligati
57:22c'era il periodo
57:23dall'uscita
57:24di scuola
57:25fino a che
57:25si usciva
57:26erano quelle due o tre ore
57:28che passate da soli
57:30e senza lo smartphone
57:31senza la possibilità
57:32di fare altro
57:33nell'immediato
57:34di fatto
57:35ti portavano
57:36a riflettere
57:36ho cercato
57:37di seguire
57:37l'andamento
57:38di quella
57:39che era
57:39effettivamente
57:40la quotidianità
57:41di un ragazzo
57:43di allora
57:43per cui
57:44mi è venuto
57:45molto facile
57:45ho rubato
57:46dalla realtà
57:47ecco
57:48vedi
57:49mi hai dato
57:50una risposta
57:50molto saggia
57:51non ci avevo pensato
57:52effettivamente
57:53credevo che fosse
57:54particolarmente difficile
57:55bilanciare il tutto
57:57invece bastava
57:58tra virgolette
57:59basarsi su quello
58:00che effettivamente
58:01è il reale
58:03Andrea
58:03grazie per essere
58:04stato nostro ospite
58:05ringrazio ti
58:06e ringrazio ovviamente
58:07tutti gli ospiti
58:08che ti hanno preceduto
58:09la regia
58:10i curatori delle rubriche
58:11Ant che mi veste
58:13ma soprattutto
58:13per l'opera
58:15che fa tutti i giorni
58:16con i malati oncologici
58:18e i loro caregiver
58:18e grazie a voi
58:19che ci avete
58:20seguito
58:20appuntamento
58:21alla prossima settimana
58:22grazie ancora
58:23a tutti
58:23a tutte
58:44grazie a tutti
58:47grazie a tutti
58:48Grazie a tutti.

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