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  • 2 giorni fa
«Fonti Alternative e Sicurezza Energetica - 6^Edizione» | 31 marzo
Trascrizione
00:16Buongiorno anche da me, buongiorno a tutti, siamo alla parte conclusiva di questa interessantissima
00:22mattinata, io volevo dire soltanto, fare solo una premessa, ho sentito ripetere da più persone
00:29la sostenibilità non è più di moda, non si è mai sentito parlare di sostenibilità tanto quanto in queste ultime
00:36settimane, sarà per un assist involontario di Trump che pur odiandola ha creato una crisi che non fa altro
00:43che spingere tutte le imprese a occuparsi di questi argomenti. Ed è proprio di questo che parliamo in
00:49quest'ultimo rush finale della mattina perché lo vediamo da un punto di vista che finora è stato più volte
00:56toccato ma mai ancora trattato organicamente e cioè quello delle imprese soprattutto da una parte e
01:05dall'altra della ricerca e dell'innovazione, le imprese che ragionano sul vantaggio competitivo, sui mercati,
01:12sulla sostenibilità economica e l'innovazione e la ricerca invece che deve offrire ancora in tanti
01:21aspetti che non sono soltanto quelli che abbiamo visto finora, degli strumenti per poter agire
01:28opportunamente. Cominciamo subito a parlarne con Daniele Carbonin, Principal Consultant di CarbonSync,
01:36che fa parte del gruppo South Pole e che è quindi più grande player nel campo della consulenza climatica,
01:47delle soluzioni climatiche anche per le competenze che hanno CarbonSync. Noi abbiamo lavorato tanto
01:53come Pianeta 2030 con CarbonSync, appunto la competenza sulla lotta al cambiamento climatico e con Andrea
02:00Rocco che è Chief Sustainability and Risk Officer di Brembo. Benvenuti. Allora Daniele, partiamo back to basics,
02:12giusto per cominciare a ragionare. In che modo, perché questo è importante anche proprio fare una considerazione,
02:21le strategie di mitigazione del rischio climatico possono creare un valore differenziale per le imprese?
02:29Grazie, buongiorno a tutti e grazie per l'opportunità concessa Edoardo. Sì, assolutamente, noi CarbonSync
02:38è il braccio italiano diciamo di un gruppo internazionale diffuso globalmente, South Pole, e quello che vediamo
02:46oggi è, come correttamente dicevi tu, si parla sempre di sostenibilità ma il concetto di sostenibilità si sta
02:54evolvendo rapidamente di pari passo con i cambiamenti che vediamo. Cosa vediamo? Noi abbiamo il privilegio
03:02forse di vedere diverse aziende del mondo energetico ma di tutti i settori industriali in realtà e quello che
03:10vediamo è di fronte agli avvenimenti attuali ci sono precise esigenze. C'è un'esigenza che è abbastanza ovvia, cioè
03:19quello di diversificare l'approvvigionamento energetico per dipendere da meno dagli shock che sono
03:26occorsi recentemente nel mondo. C'è un'esigenza parallela, forse un po' meno ovvia ma che va di pari passo,
03:33cioè
03:33se gli shock energetici magari possono trovare una risoluzione grazie alle rinnovabili e all'autonomia
03:40ci sono anche le catene di fornitura, quindi la fornitura di materiali e non solo di energia che sono
03:47soggette a possibili shock e si parla molto di resilienza delle catene di fornitura. Allora qui una risposta
03:54non tanto ovvia ma che può aiutare è la circolarità, cioè avere meno bisogno di materie prime che
04:03provengono dagli angoli più remoti del mondo, nel mondo chiaramente può aiutare a navigare queste
04:11incertezze e queste complessità. Nonché fare sostenibilità oggi è diventato anche essere molto più attenti
04:18ai cambiamenti normativi, alle logiche che sottendono i cambiamenti di lungo periodo.
04:25Quindi un'azienda che anticipa i trend normativi che stanno per arrivare dimostra sicuramente
04:35lungimiranza, lo abbiamo sentito da diversi relatori che si sono alternati oggi che hanno detto
04:40chi si è mosso prima oggi ha avuto la bontà di non soffrire così tanto le crisi che stiamo vivendo.
04:48Quindi di fronte a queste esigenze che hanno le aziende noi vediamo che sono più in auge
04:54che mai alcuni discorsi. Il discorso più importante forse è quello non del tutto nuovo, mi auguro
05:02che ne abbiamo già tanto sentito parlare, ma è quello del decoupling, cioè il disaccoppiamento
05:07della crescita di un'azienda, della sua prosperità economica dal consumo di energie e risorse, soprattutto
05:14quelle risorse e quell'energia che sono non sostenibili. Oltre al decoupling c'è anche
05:21il discorso di indossare la lente della mitigazione dei rischi, cioè la sostenibilità non guarda
05:27solo alle iniziative di decarbonizzazione o di circolarità, ma guarda anche alla coerenza
05:35del percorso che fa il business nel lungo periodo per capire quali rischi e quali opportunità
05:40come contraltare sono disponibili nel panorama futuro e credo che forse poi Brimbo ci potrà
05:47dare anche questa ottica di visione con la lente dei rischi. Ultimo grande concetto, non c'è
05:56soltanto il fatto di settarsi un obiettivo di lungo termine, molto si è parlato di iniziative
06:02come la Science Based Target Initiative sui commitment net zero che le aziende possono
06:09darsi negli ultimi anni, ma oggi il mercato chiede anche un passetto in più, cioè chiede
06:13anche un'implementazione ben specifica che fermo l'obiettivo di lungo termine, 2040-2050,
06:20possa dare degli orizzonti intermedi di breve o di medio termine, quindi 2030 è il numero
06:27rotondo più vicino a cui molte aziende guardano. Ecco, per fare una sintesi in tutto questo
06:33devo dire il ruolo della sostenibilità è cambiato e sta cambiando e sta assumendo una
06:38forte importanza sui tavoli anche decisionali delle imprese perché l'Head of Sustainability
06:44tipicamente oggi è colui o colei che ha sott'occhio il quadro completo dei rischi di lungo termine
06:51da mitigare, si pensi ai rischi del cambiamento climatico e anche alle opportunità di trasformazione
06:57del business che derivano dall'analisi ad esempio di scenari.
07:03Andrea, Daniel ha fatto un assist perché dice guardare avanti è ovviamente la cosa fondamentale
07:11per l'impresa e voi dal punto di vista proprio concreto, andiamo proprio sul piano più concreto
07:20possibile, sia dal punto di vista della produzione e poi c'è un aspetto che sottolineava adesso
07:26Daniele, il fatto del cambiamento climatico con tutte le sue conseguenze che purtroppo vediamo
07:33sempre più di frequente anche sul nostro territorio nazionale. In che modo condiziona o in qualche
07:40modo orienta le decisioni dal punto di vista per esempio degli impianti, degli stabilimenti?
07:47Sì, domanda complessa diciamo, proverò a spiegare cosa facciamo noi sostanzialmente, ma
07:54ben prima che arrivassi io in azienda in realtà la nostra azienda si era già mossa secondo la
08:00guida dell'imprenditore nell'andare poi a cercare di prevenire più possibile questi rischi
08:05e un primo aspetto, anche se banale, si tratta di andare a capire quando si fanno degli investimenti
08:11piuttosto che da greenfield o se acquisiscono strutture, capire quali sono i rischi effettivamente.
08:17Dal punto di vista del cambiamento climatico per esempio quello che storicamente il gruppo
08:21ha sempre fatto è stato quello di capire se le ubicazioni erano esposte o meno a questo
08:26tipo di rischi e questo tipo di analisi che è abbastanza semplice, ormai ci sono database
08:32che consentono di farle veramente in modo immediato, poi nel medio e lungo periodo danno
08:38benefici perché non si hanno danni, non si hanno disruption e sono aspetti molto importanti
08:44in industrie come quella dell'automotive dove la continuità del business è uno dei valori
08:49più importanti. Per cui questo aspetto è stato poi introdotto alla fine anche in tutto
08:56ciò che è il trend sulla parte di sostenibilità, quindi le analisi secondo il TCFD e quant'altro
09:02però di fatto già l'imprenditore ben prima che si parlasse di questi argomenti in modo
09:07strutturato già lo facevano. Questo è un po' nel DNA di Brembo anche rispetto al tema
09:13degli obiettivi, darsi obiettivi di breve periodo e di lungo periodo mixandoli cercando
09:19poi di adattare in qualche modo anche il percorso rispetto alle influenze interne ed esterne
09:25soprattutto perché in questo momento le influenze esterne sono molto importanti e la velocità
09:31con cui le dinamiche con cui oscillano questi rischi sono talmente veloci che non si sono
09:38mai viste. Quindi è molto complesso oggi per l'azienda valutare i rischi, gestirli,
09:43cercare di essere resiliente, cercare di poi perseguire i propri obiettivi di sostenibilità,
09:49però affrontandolo in modo olistico con degli obiettivi, misurandosi è secondo noi
09:55poi la chiave per garantire il raggiungimento di questi target e poi per diventare anche
09:59un valore competitivo perché ti differenzia rispetto alle altre aziende.
10:05Daniele prima citavi le filiere, le filiere sono una, l'abbiamo già vista da tanti punti
10:14di vista oggi sono importanti anche dal punto di vista della decarbonizzazione e qui da questo
10:21punto di vista quali sono le indicazioni per esempio che CarbonSync dà ai propri clienti,
10:29ai propri interlocutori?
10:33Sicuramente negli anni più recenti si è spostata molto l'attenzione di chi vuole decarbonizzare
10:39e sa che non deve decarbonizzare solo le proprie operazioni ma deve fare un lavoro
10:44di filiera, filiera complessiva, tipicamente la filiera upstream, quindi il mondo dei fornitori,
10:50ma anche volendo la filiera downstream, quindi tutto il sistema in cui è inserita l'azienda,
10:56quindi quando parliamo tipicamente di emissioni scope free ci riferiamo a tutto l'universo
11:01di emissioni indirette che ruotano attorno al business dell'azienda.
11:06Mi preme sottolineare un punto che già oggi vediamo che gli effetti del cambiamento
11:11climatico, parliamo di quelli fisici ma anche quelli di transizione, cioè i mercati che cambiano,
11:18la normativa che cambia hanno un impatto sulle filiere e per un'azienda che come Brembo è
11:27in una posizione privilegiata di essere alla base di una filiera molto importante, quella
11:33del settore automotive, motorsport, dei trasporti se vogliamo più in generale, sicuramente
11:40c'è una sorta di responsabilità in questo, da due lati.
11:46Da un lato far vedere di essere pronti, proattivi e capaci di eseguire, di anticipare delle richieste
11:57che arrivano abbastanza correntemente ormai dai clienti B2B è qualcosa che genera linearità
12:06nelle relazioni, quindi sicuramente Brembo si pone e si posiziona in questo senso come
12:11un esempio di azienda che può dare garanzie ai propri clienti che richiedono requisiti di
12:18sostenibilità. Di contro c'è il lavoro che Brembo può fare a monte con i propri fornitori,
12:26quindi lavorare sulla filiera vuol dire anche lavorare evidentemente a cascata per moltiplicare
12:31gli effetti. Allora tipicamente realizzare delle partnership collaborative passa da realizzare
12:39piani di decarbonizzazione congiunti, questo si può fare mettendosi a tavolino, analizzando
12:45la catena di fornitura e capendo dove si nascondono i colli di bottiglia o gli hotspot emissivi
12:53più importanti, come ridurre in termini di efficienza operativa, efficienza energetica,
12:59come elettrificare laddove è possibile e laddove questa energia possa essere evidentemente
13:05rinnovabile. Quindi la risposta è sotto molti aspetti variegata, però quello che è
13:15CarbonSync vede e fa con le proprie consulenze è facilitare questo rapporto dell'azienda inserita
13:22nel suo ecosistema per facilitare le relazioni con fornitori e creare una road map di decarbonizzazione
13:32congiunta. Andrea, mettiamo a terra ancora di più questo ragionamento, perché Brembo è un grande
13:40gruppo internazionale e quindi voi avete un po' lo sguardo su tutti i vari, anche dal
13:46punto di vista delle filiere, su tutte le varie aree del mondo, Stati Uniti, Europa, Cina,
13:52India, come stanno?
13:55La sfida della filiera è forse quella più complessa e difficile, noi abbiamo migliaia di fornitori
14:01di materiali diretti, indiretti, veramente poi si ramifica in una maniera molto molto complessa.
14:07Il tema della decarbonizzazione è uno dei temi, lo vediamo come una sorta di petalo, di
14:12una margherita, perché ci sono altri petali che sono la continuità operativa, la qualità,
14:19il rispetto dei diritti umani, ci sono tanti elementi che devono essere valutati tutti
14:25insieme, non si può andare a focalizzarsi solo su un aspetto, quindi noi cerchiamo di avere
14:29questo approccio un po' olistico su questi temi.
14:32E questa è una prima considerazione. La seconda, proprio venendo al tema della decarbonizzazione,
14:39la cosa più facile è lavorare su scopo 1 e scopo 2, noi siamo arrivati all'88% di
14:45energia rinnovabile, energia acquistata e siamo energivori, la filiera chiaramente deve evolvere
14:52secondo dinamiche che devono essere innanzitutto adatte al contesto, quindi qual è il mix energetico
14:58del paese di riferimento, cosa può fare concretamente il fornitore, quindi vanno viste anche queste
15:03in una logica di lungo periodo, non a strattoni come si citava prima giustamente.
15:09E l'elemento più sorprendente forse è che in questo momento l'est del mondo sta quasi
15:15spingendo, cioè mentre ci aspettavamo qualche anno fa di dover essere molto più attivi e
15:21tirare, settare, abbiamo iniziato a lavorare con un lavoro sulla formazione innanzitutto e poi
15:26dopo iniziare a definire negli accordi vari obiettivi e alzare l'asticella piano piano,
15:31che un po' ci piace come approccio del miglioramento continuo.
15:34In questo momento quasi vediamo più spinta da quella parte del mondo che non appunto dal
15:40lato più occidentale e questo ci colpisce favorevolmente, abbiamo grandi speranze appunto
15:46che si possa veramente andare in una direzione molto positiva.
15:49Contribuite ovviamente i motivi sono tanti, i quadri sono tanti, che cosa che vi ha, come
15:55ve lo siete spiegato?
15:57Secondo me non stanno facendo quelle azioni così forti, così discontinue che forse abbiamo
16:03fatto noi in Occidente dove abbiamo accelerato moltissimo, poi abbiamo iniziato a rallentare,
16:08poi abbiamo inchiodato, forse adesso ripartiamo magari ispirati anche da quello che sta accadendo
16:12in Medio Oriente.
16:13Ecco, in realtà questi argomenti vanno apprecciati in maniera molto più nel medio e lungo periodo
16:18e quindi bisogna lavorare in modo consistente.
16:20Da questo punto di vista dobbiamo effettivamente guardare con invidia e con lungimiranza a quello
16:27che fanno nell'est del mondo.
16:29E l'America?
16:30L'America è un soggetto un po' complesso in questo momento, un po' anche imprevedibile,
16:35quindi noi giustamente...
16:36Del resto...
16:37Noi quello che cerchiamo di fare è sfruttare appunto la nostra resilienza finanziaria e operativa
16:43che nasce da una grande diversificazione appunto sia del footprint produttivo che dei mercati
16:49di riferimento, che delle valute, che del mix energetico, quindi per noi in questo momento
16:55l'aspetto più importante è privilegiare la resilienza e forse questo è il collegamento
17:00anche col tema dell'evento, cioè la diversificazione migliora anche in generale la resilienza perché
17:06ti rende meno esposto a singoli eventi, su singoli aspetti di business o su singole
17:12geografie.
17:12Gli inglesi dicono don't put all your eggs in one basket e quindi in qualche modo...
17:17Torniamo lì, abbiamo due minuti, allora una domanda per tutte e due perché alla fine
17:22sempre torna semplificando.
17:24Da una parte l'innovazione ha un costo, dall'altra non agire può sembrare in tanti
17:30momenti anche attraente. Qual è la ragione per andare da una parte o dall'altra? Daniele
17:37prima e poi Andrea.
17:39Ci proviamo a semplificare. Ma devo dire io ho avuto anche di recente l'opportunità di
17:47sedermi al tavolo con aziende nel momento in cui prendevano delle decisioni di investimento
17:53importanti e spesso la domanda chiave è quanto mi costa, perché costa così tanto
18:00essere sostenibili, semplificando. Io vorrei far notare che ci sono due lati che complementano
18:08questa domanda, cioè se invece non investiamo sulla sostenibilità, sulla decarbonizzazione,
18:14qual è il costo? E questo è il costo dell'inazione, cioè ci sono dei costi, nascosti forse, ma che
18:22a cui andremo incontro se non facciamo niente. Quindi il vero pericolo forse è più l'inazione
18:28che non il cambiamento stesso. E l'altro grande aspetto è sì, è vero, la sostenibilità
18:34costa, nessuno ha mai detto che sarebbe stata gratis fare un percorso di sostenibilità
18:39completo, attrattivo per i fornitori, per gli investitori, per la forza lavoro. Costa e questo
18:47costo però ha un ritorno. Allora in Carbon Sync e in South Pole ci stiamo anche attrezzando
18:53con dei tool anche digitali per avere una sistematicità di indici finanziari di costo
19:00e di ritorno degli investimenti di sostenibilità da confrontare con il costo dell'inazione, perché
19:06è lì che l'equazione diventa completa e si crea il vero business case per capire che
19:11fare sostenibilità non è solo un costo a perdere, ma dà dei ritorni tangibili e intangibili.
19:16E aggiungo l'inazione è anche un rischio, perché poi il tema di essere disrappati
19:21è sempre dietro angolo, quindi per esempio noi abbiamo comunque deciso nel 2025 di investire
19:27più del 6% dei ricavi in ricerca e sviluppo perché questo è necessario fondamentalmente,
19:33altrimenti uno si trova sorpassato proprio nel momento più bello in cui pensa di essere
19:38vincente e questo rischia di non essere vero se uno appunto non investe e non progredisce
19:43in queste aree.
19:46Grazie, siamo puntualissimi, grazie a Daniele Carbonini e a Andrea Rocco.
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