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  • 1 giorno fa
«Fonti Alternative e Sicurezza Energetica - 6^Edizione» | 31 marzo
Trascrizione
00:18Do il benvenuto a Monica Iacono, Presidente e Amministratore Delegato di Engie Italia.
00:23Benvenuta. Volevo cominciare un po' dal contesto nel quale noi ci stiamo trovando.
00:34Geopolitica, aumento della domanda, intelligenza artificiale, un contesto complicatissimo sul fronte dell'elettrificazione.
00:45Decisamente. Parto da qualche numero per poi arrivare a qualche considerazione.
00:50Allora, sicuramente stiamo entrando nell'era della elettrificazione.
00:55Lo dicevano anche gli speaker precedenti.
00:57È prevista una crescita della domanda globale mondiale del 3,5% l'anno.
01:03Se arriviamo all'Italia, l'Italia è in una situazione un pochettino diversa.
01:08Nel senso che quest'anno, per esempio, abbiamo avuto in controtendenza con quelle che sono le indicazioni del PNIEC.
01:14Abbiamo avuto una maggiore produzione di gas per il 5% e le rinnovabili hanno avuto un calo del 2%,
01:20poi composto da più fotovoltaico, però meno vento, meno idrico.
01:26Quindi, sostanzialmente, nonostante le indicazioni che vanno verso un aumento significativo dell'elettrificazione,
01:35perché è previsto al PNIEC nel 2030 ad arrivare a circa 400 TWh, stiamo arrivando.
01:40Però, oggettivamente, i fenomeni sono sotto gli occhi di tutti.
01:44Quindi abbiamo il tema dell'elettrificazione dei consumi, abbiamo un tema dell'elettrificazione dei processi industriali,
01:50della mobilità elettrica e, non ultimo, il tema dei data center.
01:53Giusto qualche dato sui data center.
01:55Nel 2025 sono state richieste a Terna 55 gigawatt di connessione.
02:02Nel 2024 avevamo 800 megawatt di capacità installata e sono previsti al 2030 di raggiungere i 3 giga.
02:10Questo per darvi la dimensione del fenomeno.
02:16Quindi, torniamo alla domanda.
02:19Come si fa a accompagnare questa crescita in modo tale che non diventi un problema anche a fronte ai prezzi
02:29e anche a, diciamo, che possa mettere anche un po' a rischio il percorso verso la decarbonizzazione,
02:35perché c'è questo anche rischio.
02:36Cioè, l'idea di tornare, di dire, vabbè, allora...
02:38Sì, esatto, nel senso che ci sono anche grandi data center che stanno pensando a fronte di connessioni molto lunghe,
02:46richieste di connessioni molto lunghe a Terna, di magari provvedere con dei cogeneratori fossi a gas, voglio dire.
02:55Quindi, il fenomeno c'è.
02:59Dunque, io penso che sostanzialmente negli ultimi anni in Italia e in Europa,
03:07soprattutto abbiamo impostato il ragionamento in modo un po' tattico, mi spiego meglio.
03:16Siamo partiti con questo processo della transizione ecologica e la sostenibilità e le rinnovabili,
03:22quindi erano spinte da questo motivo importante.
03:26Con la crisi geopolitica con l'Ucraina si è partiti e si è arrivati ad un concetto di attenzione alla
03:34sicurezza energetica.
03:35Per arrivare poi nel 2022 al picco estremo dei prezzi e avere un tema di competitività.
03:41Ora siamo di nuovo sulla competitività.
03:43Cosa è stato fatto?
03:44È stato sempre, volta per volta, preso in considerazione il singolo problema degli strumenti, ahimè, un po' tattici, un po'
03:53poco strategici,
03:53e quindi siamo un po' punto a capo, ecco.
03:57Detto questo, qual è la soluzione?
04:00Non esiste la soluzione.
04:02La soluzione è strutturalmente cercare di far fronte a questi tre elementi.
04:08E secondo il nostro punto di vista sono le rinnovabili poi alla fine.
04:13Perché?
04:14Perché rispondono a un tema di sostenibilità ambientale.
04:20rispondono a un tema di sicurezza energetica, perché vengono prodotti nel nostro paese,
04:26quindi non ci sono fenomeni geopolitici che possano mettere a rischio l'approvvigionamento.
04:31E sicuramente rispondono a un tema di competitività, perché, come tutti sanno,
04:37il prezzo marginale in Italia è dato dal gas.
04:42Il 40% della produzione di energia elettrica viene fatta con il gas in Italia.
04:45Quindi questo comporta...
04:47Prego.
04:48Ecco, mentre l'ascoltavo, pensavo al voto di fiducia di oggi sul decreto bolletto.
04:53Cioè di quanto queste tre variabili, quando poi bisogna prendere le decisioni, diventa complicato.
04:58Perché tu da un lato hai le famiglie, dall'altro hai le imprese, dall'altro hai chi produce quell'energia.
05:03Ed è maledettamente complicato.
05:05E però qualche pezzo di risposta è possibile.
05:08Volevo affrontare con lei il tema dei contratti PPA, quelli un po' più lunghi.
05:15Perché un tema dell'industria, no?
05:18Dice, beh, in Italia l'energia costa più che altrove.
05:22Questo è un dato poi talvolta contestato, ma insomma più o meno è così.
05:25Assolutamente vero.
05:26È così.
05:27Le industrie hanno bisogno di energia.
05:30La devono comprare.
05:31Forse comprarla su tempi con contratti di tipo diverso funziona o no?
05:38Assolutamente sì.
05:39Questo è un punto importantissimo.
05:42Se ne parla da tempo di questi famosi PPA, quindi questi strumenti che consentono la messa in sicurezza.
05:49Quindi la copertura, avere una sorta di assicurazione di copertura dei rischi per quanto riguarda la variazione dei prezzi.
05:56Noi abbiamo un parco significativo di PPA che abbiamo siglato con le nostre aziende clienti e abbiamo fatto un'analisi
06:03proprio per dare qualche dato.
06:05Chi ha sottoscritto un PPA?
06:07Abbiamo analizzato chi ha sottoscritto un PPA nel 2021 che quindi ha deciso all'epoca...
06:20media che va dai 12 ai 15 anni.
06:23Ecco, bene.
06:24Nonostante i doppi, diciamo, e grazie ai doppi al primo problema dell'aumento dei prezzi e quello che stiamo vivendo
06:32adesso,
06:33queste aziende hanno beneficiato di un prezzo medio più basso del 20-25%.
06:37Ma quelle che, oltre a questo PPA, hanno anche avuto l'intelligenza, forse la lungimiranza, di avere on-site, cioè
06:46avere degli impianti di produzione fotovoltaica vicino alle loro aziende e autoconsumarla,
06:51sono arrivati, ebbene, anche al 50%.
06:54Quindi di risparmio rispetto ai prezzi medi che si stanno verificando.
06:59Quindi effettivamente è un fenomeno neanche così complicato.
07:04Ci sono tanti strumenti in questo momento, anche il GSE sta facendo di tutto per rendere accessibile questo strumento.
07:11Noi abbiamo circa 70 megawatt in Italia di questi, diciamo, di questi PPA, ovviamente frammentati, e abbiamo però grandi ambizioni.
07:21Perché noi pensiamo che questa sia una soluzione strutturale e che possa rispondere al tema della competitività per le aziende.
07:27Mentre lei parlava, mi veniva in mente questo, si è detto prima, che molte imprese si stanno dotando di un
07:34dipartimento energetico,
07:36che si deve, penso sempre a questo nostro tessuto economico, che è un tessuto molto frammentato, fortemente reattivo,
07:43che però, da quello che capisco, nel quale però la cultura energetica, cioè il fatto di come gestire al di
07:51là dell'emergenza che deve affrontare,
07:53forse dovrebbe un po' crescere.
07:56E il meccanismo competitivo, la presenza nel paese di tante imprese, lo ricordo che in questo paese fino al 1999
08:02c'era il monopolio,
08:04poi è stato avviato uno spezzettamento, e quindi è un paese che è diventato un paese competitivo,
08:10forse questa cultura energetica dovrebbe un po' crescere. Un incontro come questo serve anche un po' a questo?
08:14Assolutamente sì, sono molto d'accordo. Non sono materie semplici, però fare un po' di cultura, dare un po' di
08:23referenze concrete
08:24e fattibilità, esempi come questi, può sicuramente aiutare.
08:32Nelle conversazioni precedenti, ogni tanto, chi l'ha detta in maniera più soft, chi l'ha detta in maniera più
08:41forte,
08:42c'è un problema normativo. Nel senso che, forse ce ne sono troppe dove non serve, vengono fatte talvolta senza
08:52ascoltare gli operatori.
08:55E' chiaro che lo Stato deve svolgere il suo ruolo, ma in mondi così è bene che si ascoltino gli
09:01operatori pubblici, gli operatori privati.
09:04Ecco, lì che cosa si potrebbe fare per cercare di abbassare i rischi e rendere un sistema più fluido,
09:11che consente poi alla fine di pagare meno, perché poi quello è il punto, o di investire di più anche.
09:16Sicuramente il dialogo dei tavoli costruttivi che consentano anche agli operatori energetici di poter proporre delle soluzioni
09:27potrebbe essere assolutamente necessario e importante.
09:32Ci troviamo di fronte a soluzioni o comunque dei decreti che vengono definiti quasi emergenziali
09:42che portano a delle soluzioni che in realtà, secondo noi, non sono assolutamente strutturali,
09:50ma possono avere anche dei profili di criticità strategica o distorsivi addirittura di alcuni fenomeni.
09:56Adesso mi riferisco al decreto bolletta che appunto si sta discutendo in questi giorni,
10:01però per esempio la richiesta dell'abolizione dell'ETS, è chiaro che è necessario trovare una soluzione
10:08perché, come abbiamo detto, la competitività delle nostre aziende può essere messa a rischio,
10:13siamo i primi a renderlo e siamo i primi a vedere effettivamente che in Europa non c'è nessuno
10:18che paga l'energia elettrica così alta come facciamo noi.
10:23Certo è che alcune soluzioni forse dovrebbero essere magari pensate insieme con soluzioni anche proattive,
10:30forse anche dal lato nostro un po' più proattive, perché poi alla fine dobbiamo stare attenti a due rischi.
10:37Il primo è quello appunto di effetti distorsivi perché banalmente l'ETS è un sistema,
10:43diciamo l'Europa è un sistema interconnesso e bisogna toccare con cautela queste dinamiche di market design.
10:51E dall'altra parte è sicuramente vero che queste soluzioni possono anche in qualche modo,
11:02se sempre fatte per esempio ad anno o comunque temporaneamente su tutto quello che sono gli investimenti sulle rinnovabili,
11:11si può portare questo a scoraggiare qualche investitore o comunque un bel percorso che l'Italia aveva iniziato così bene.
11:23Quello che diceva prima Rimbotti, cioè se tu cambi le regole, sta succedendo anche col 5.0,
11:30mentre delle cose più o meno stanno funzionando, poi non è detto che sia il migliore dei mondi possibili,
11:36il rischio è molto forte.
11:39Questo è assolutamente deleterio, sì, assolutamente.
11:41Cioè è meglio tenersi delle regole non proprio quelle perfette.
11:46Esatto.
11:47Il tema è che non c'è cosa peggiore che può fare ad un'azienda,
11:52che è quella di avere delle regole o retroattive o in corsa o non chiare.
12:00Quindi per le aziende, sarà molto banale, ma è importante la stabilità, il medio termine e la certezza,
12:08perché questo consente alle aziende di essere sufficientemente sicure dei loro investimenti,
12:14di rischiare con i dovuti modi.
12:18Chiaro è appunto che in alternativa un continuo stop and go crea grandi problemi, grande anche diffidenza.
12:28Una ultima cosa, se lei dovesse individuare, so che la domanda è apparentemente complicata, però ci provo,
12:39una differenza tra il 22 e il 25, cioè tra la maledetta invasione della Russia nei confronti dell'Ucraina,
12:47quello che è successo e quello che invece sta succedendo adesso.
12:51Adesso qualcuno dice che la guerra dura poco, tra due settimane è finita.
12:57è una situazione di incertezza permanente nella quale dobbiamo abituarci a stare?
13:02Sì, allora, non siamo esattamente, a mio modo di vedere, nella situazione del 2022.
13:13Come anche ha detto la Borderline recentemente, il tema della sicurezza degli approvvigionamenti è più solida,
13:19indubbiamente, non sicura al 100% ma più solida e ovviamente stiamo vivendo una discontinuità sul tema dei prezzi.
13:27Tema dei prezzi che però non hanno lontanamente ancora raggiunto i prezzi del 2022 e tutti i forward,
13:34quindi tutte le previsioni che vengono fatte e vengono stimate, non danno un ritorno a quel mondo e a quei
13:41livelli.
13:41Quindi questo ci fa essere un pochettino più positivi, speriamo ovviamente che tutto finisca presto
13:48e che si possa continuare e tornare ad un minimo di normalità.
13:52Detto questo, anche qua, misure emergenziali, come quella per esempio della tassa inframarginale
14:00che era stata data nel 2022, possono essere non opportuni in questo momento,
14:08proprio perché non stiamo vivendo lo stesso tipo di momento.
14:11Di scenario. Io la ringrazio molto e le auguro buon lavoro.
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