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  • 1 giorno fa
«Fonti Alternative e Sicurezza Energetica - 6^Edizione» | 31 marzo
Trascrizione
00:14Eccoci di nuovo, buongiorno a tutte e a tutti e benvenuto a Lorenzo Giussani che è direttore
00:22strategia e crescita del gruppo A2A. Ci conosciamo da tempo, il gruppo A2A Multi Utility attiva nei settori classici della
00:33Multi Utility
00:34quindi acqua, rifiuti, energia, produzione e anche distribuzione. Di recente A2A si sta focalizzando sull'elettrificazione
00:45non dico niente di segreto, lo avete detto nei vostri piani industriali, quindi uno sposta una focalizzazione maggiore
00:53sull'elettrificazione e diciamo una minor sviluppo di quella che è invece la parte gas. Questo per inquadrare il gruppo
01:05che nell'ultimo piano industriale ha presentato un nuovo business che è quello dei data center, proprio come partner
01:14di chi poi va a sviluppare il data center dal punto di vista più computeristico.
01:23Abbiamo visto il momento che stiamo attraversando quindi questa crisi nel Medio Oriente che si inserisce
01:29in un percorso di decarbonizzazione dell'Unione Europea ma anche in un percorso di attesa di aumento
01:36dei consumi dell'energia con i data center eccetera e la necessità di abbassare però il costo dell'energia
01:44sia alle famiglie ma anche all'industria e lo abbiamo visto il tema della competitività è al centro
01:51dell'agenda europea ormai da mesi. Allora come si può affrontare, come si può gestire questo bisogno
02:01di abbassare le bollette energetiche al netto di interventi comunque temporanei che ci possono essere
02:08in crisi, in questi shock energetici conciliando anche però le esigenze dell'industria dell'energia.
02:18Buongiorno a tutti, anzitutto il fattore chiave è che noi reputiamo che il percorso di elettrificazione
02:27sia uno strumento abilitante all'efficienza energetica quindi un mondo che riesce a trasformare
02:34ove possibile perché non dappertutto è possibile, i propri consumi in consumi elettrici è in grado
02:40di aumentare la produttività migliorando il pattern di consumi. L'altro aspetto rilevante
02:47è che stiamo parlando di un percorso che impone ingenti investimenti infrastrutturali e il nemico
02:52numero uno di questo percorso che ovviamente ha orizzonti di medio e lungo termine è proprio
02:59il muoversi in maniera scomposta quando ci sono gli shock. In questo senso noi vediamo
03:05con tutte le differenze del caso però alcune analogie con quello che è successo nel 2022
03:10dove vediamo da un lato che siamo un po' più pronti, nel senso che banalmente siamo stati
03:15capaci in questi anni di liberarci dalla dipendenza del gas russo, abbiamo un po' migliorato le
03:20opzioni di approvvigionamento del gas, abbiamo sviluppato un po' le rinnovabili, avremmo potuto
03:26fare infinitamente di più. L'elemento che noi riteniamo fondamentale però è riuscire
03:32a definire un percorso che consenta di tenere la barra dritta in questo percorso di elettrificazione
03:39da un lato che si accompagni con una maggior sicurezza in termini di crescente autonomia
03:44ma anche di stabilità e competitività del prezzo. In questo senso la strada almeno in via
03:51teorica è abbastanza lineare nel senso che noi abbiamo tutti bene in mente che uno sviluppo
03:56intelligente delle rinnovabili che vuol dire continuativo posto geograficamente e tecnologicamente
04:03in maniera intelligente perché non tutti gli impianti sono uguali, il mix energetico ha
04:08delle esigenze differenze quindi si deve riuscire a guardare un minimo nel medio-lungo termine
04:14definendo una certa qual stabilità di traiettoria. Le emergenze come è quella di questi giorni
04:22sono un'occasione cui certamente bisogna dare una risposta transitoria, ci sono degli
04:28spike che devono essere gestiti ma per certi versi averci pensato prima è la soluzione
04:34migliore. Faccio un esempio banalissimo, tutti i clienti che hanno in mano un contratto a lungo
04:43termine che può essere dal biennale ai contratti decennali che noi abbiamo sul mercato da un
04:49anno e mezzo più o meno, questa crisi la stanno vedendo con grandissima serenità, nel senso
04:54che non sono minimamente impattati dalla crescita repentina dei prezzi di gas e di energia elettrica
05:01e quindi possono navigare tranquilli perché siamo noi che abbiamo preso carico di questo
05:07rischio che però abbiamo bilanciato da uno sviluppo infrastrutturale. Gli interventi tampone
05:11rischiano di fare disordine e il disordine in un mercato come il nostro non aiuta quasi
05:18mai e tra l'altro è bizzarro anche vedere che ci sono legittimi interventi normativi
05:26finalizzati alla riduzione del costo dell'energia perché è chiaro che per famiglie e imprese
05:31avere un'energia che costa poco è un elemento necessario e abbiamo visto nel giro di 15 giorni
05:37come il DL bollette ha portato a un gradino verso il basso più una serie di potenziali
05:41effetti distorsivi su cui non mi soffermo che andrebbero però analizzati magari gestiti
05:47per tempo però è stato immediatamente mangiato dallo shock legato dalla guerra in Iran.
05:53quindi ci muoviamo in un mondo estremamente complicato. Su questo lancio un paio di spunti
06:00il primo è legato al fatto di non temere le dinamiche di mercato come azienda ma anche
06:08come sistema Italia. Noi non dobbiamo avere paura di quello che il mercato esprime come
06:13segnali, dobbiamo affrontarlo con lungimiranza. Questo è un elemento. L'altro aspetto e lo dico
06:19a livello più di sistema europeo è un ragionamento più integrato anche dal punto di vista banalmente
06:26di pianificazione delle risorse può aiutare certamente l'Europa che è un continente che
06:31è un po' più fragile dal punto di vista di presenza di materie prime a essere più solido
06:37dal punto di vista di prospettiva di lungo termine e competitività.
06:40Ecco quindi la ricetta per abbassare i prezzi è fare più rinnovabili e anche pensare a un
06:49mercato dell'energia più spostato su contratti di medio lungo termine che non sul mercato spot
06:57in cui uno acquista energia il giorno prima e paga il prezzo di borsa e quello è.
07:04Assolutamente sì, nel senso che lo sviluppo delle rinnovabili aiuta ad abbassare il costo
07:10marginale del sistema e noi sappiamo che ormai sostanzialmente l'ECOI, cioè il costo pieno
07:16a vita intera di un megawattora prodotto con fonte rinnovabile è più basso di quello prodotto
07:21con altre fonti di generazione. Ovviamente le rinnovabili hanno un difetto che essendo non
07:27programmabili e dipendenti da vento, sole, necessitano di strumenti per poterli integrare
07:33con altre forme che garantiscano la flessibilità. Quindi noi dobbiamo da un lato proseguire
07:38in maniera importante a sviluppare nuove fonti di generazione, aumentare i megawattora rinnovabili
07:43che costano poco e dall'altra parte accompagnare il sistema nella modalità più efficiente possibile
07:48per integrare e garantire la flessibilità. In questo senso faccio due esempi, uno sul tema
07:58dello sviluppo a costo basso e un altro invece sulla flessibilità. Lo sviluppo a costo basso
08:03faccio un esempio facile, noi sappiamo che il fotovoltaico produce col sole e quindi ha tipicamente
08:09questa forma giornaliera, l'eolico è uno strumento più interessante perché è più disordinato,
08:13meno prevedibile, però guardandolo in aggregato somiglia un po' di più a una produzione base load.
08:19In Italia esiste una risorsa che è quello del repowering degli impianti relativamente vecchi
08:25che già ci sono che possono aumentare riducendo il numero di pale capacità e produzione, quindi
08:30banalmente uno dice c'è uno spazio molto importante che non è espresso. L'altro elemento invece
08:35è legato alla flessibilità che ha connotazioni tecniche infrastrutturali, chi garantisce la flessibilità
08:42al sistema? Idrolettico a bacino, cicli combinati e le batterie che adesso stanno sviluppando
08:48dove l'idrolettico a bacino può essere integrato col pompaggio. Facciamo lavorare queste fonti
08:53per competere nel garantire flessibilità al costo minore. Da questo punto di vista
08:58anche il sistema regolatorio può aiutare. Per esempio, adesso non vorrei entrare troppo
09:04in tecnicismi, ma c'è stato un ciclo di incentivi e delle gare recentemente per assegnare il
09:09cosiddetto FERX che garantisce sostanzialmente una remunerazione a prezzo fisso per qualsiasi
09:17impianto che si aggiudica all'asta, in qualsiasi localizzazione presente, in qualsiasi ora del
09:22giorno produce, in qualsiasi geografia senza distinzione. L'evoluzione è il FERZ che vende,
09:30tra virgolette, mette all'asta dei prodotti piatti che impongono una capacità di gestire
09:37la flessibilità non solo con fonti rinnovabili ma anche con capacità di energy management,
09:41che è un costo che esiste ma che viene stimolato a essere messo sul mercato. Questi sono spunti
09:48a mio avviso molto intelligenti.
09:50Sì, lei ha citato i decreti che studia e poi pubblica il Ministero dell'Ambiente e della
09:58Sicurezza Energetica appunto per poi fare le aste per le varie fonti. Quindi l'ultima
10:07asta è stata il FERX, FERX transitorio, poi ci sarà un FERX 2 perché è il mondo dell'energia,
10:16come ha detto Guido Bortoni la settimana scorsa, c'è una cosa che cresce sempre della complessità
10:22e purtroppo ci dobbiamo adattare. Quindi da questo decreto chiamato FERX arriveremo, lo
10:29sappiamo già perché i tecnici del Ministero lo hanno detto, si chiamerà FERZ e riguarderà
10:36non più soltanto le fonti rinnovabili e questo comunque per favorire, per permettere
10:48una gestione migliore.
10:50Sì, assolutamente. La chiave è la gestione integrata di energia prodotta in modo efficiente
10:58che garantisca la flessibilità. Perché noi siamo abituati a un mondo in cui il consumo
11:03consuma un po' quando gli pare e la produzione insegue il profilo. Oggi stiamo dicendo che
11:08abbiamo oggi il 40% di fonti rinnovabili che non insegue nessuno, produce quando produce.
11:12Questa percentuale è destinata a crescere, noi dobbiamo garantire la combinazione perfetta
11:20tra immissione e consumo al costo più basso possibile. Perché altrimenti noi rischiamo
11:25di avere o un sistema che va in tensione e va a rischio blackout, pensate alla Spagna
11:29qualche mese addietro, oppure un sistema in cui magari quei megawattora lì costano molto
11:34poco. Ma farli stare in equilibrio costano un sacco di soldi.
11:38Assolutamente. Data center arriveranno, stanno arrivando, arriveranno. Quanto consumeranno,
11:45quanto richiederanno nessuno lo sa, però ci sarà una domanda addizionale. Ecco, siamo
11:51preparati a coprire questa domanda? Ci saranno tensioni sui prezzi proprio a causa di questa
11:57domanda aggiuntiva? Ci saranno dei colli di bottiglia in qualche parte del paese? Voi
12:03che proprio avete appena inaugurato questo business.
12:06Sì, noi stiamo tentando di portare il nostro contributo a un fenomeno che è globale e che
12:13va affrontato anzitutto ponendosi una domanda stupida apparentemente. Cioè, ma i data center
12:19sono un valore o un disvalore per il nostro sistema? La risposta è facile in realtà. Sono
12:24un valore. Sono un valore perché sono un elemento che aiutano a accompagnare l'Italia,
12:31l'Europa, ma stiamo parlando degli investimenti che erano fatti da noi, sul percorso della
12:34transizione digitale. Cioè, così come dobbiamo essere efficienti dal punto di vista energetico,
12:39dobbiamo essere efficienti e in qualche maniera più autosufficienti di prima anche sul mondo
12:44del digitale. Quindi è neanche un male necessario. Lo sviluppo di data center è un bene necessario.
12:50E' a impatto zero? No. No perché sono oggetti che consumano moltissimo, sono oggetti che
12:56funzionano baseload, sono grandissimi energivori e abbiamo visto, fortunatamente non essendo
13:01i primissimi nel mondo che vedono questo trend di crescita, abbiamo visto che in aree in cui
13:07lo sviluppo è incontrollato, si creano delle anomalie. Irlanda, il consumo di data center
13:12ha superato il consumo domestico. In Virginia il 60%, quindi alcuni casi di cui fare tesoro.
13:17L'elemento fondamentale che noi vediamo è, in un momento in cui c'è oggi oggettivamente
13:23una bolla di narrazione e di pre-progettualità, i colleghi di Terna sono inondati di richieste
13:30di connessione, ci sono oltre 70 ma il contatore continua a procedere, oltre 70 giga di richieste
13:36che è un numero, come dire, se mai dovessero essere realizzati tutti questi impianti avremmo
13:43un 3x dell'energia consumata in Italia, è impossibile.
13:49Andando su numeri veri e realistici, noi ci immaginiamo che si possa arrivare a 3,5, 4,
13:545 giga in un orizzonte di una decina di anni.
13:58È fondamentale che questi investimenti infrastrutturali nascano ad origine ben costruiti dal punto
14:05di vista di efficienza energetica, quindi devono essere, come dire, collocati al posto giusto,
14:10con connessioni vicine e magari, come dire, molto efficienti, magari anche direttamente
14:15connesse alla generazione e poi c'è un tassello in più che noi abbiamo la fortuna, bravura
14:20di poter cogliere, nel senso che sanno tutti che lo sviluppo dei data center in Italia è
14:24molto orientato al nord Italia, molto orientato alla Lombardia, molto orientato all'interno
14:29milanese. Il vantaggio qual è? I data center, oltre a consumare un sacco di energia, producono
14:34calore, devono essere raffreddati, o tu consumi energia per raffreddarli, oppure l'uovo di
14:40colombo, usi questa energia termica per riscaldare le case, quindi colleghi i data center al
14:46teleriscaldamento e riscaldi casa tua con una grandezza che altrimenti andrebbe dispersa
14:52o dovresti spendere dei soldi per poter abbattere la temperatura. Quindi avere in mente che il percorso
14:57di sviluppo efficiente data center è possibile, ben orientato con linee guida e poi ancora
15:03una volta lasciando fare al mercato.
15:06Grazie tante a Lorenzo Giussani.
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