Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
«Fonti Alternative e Sicurezza Energetica - 6^Edizione» | 31 marzo
Trascrizione
00:16Do il benvenuto a Emanuela Trentin, CEO di Veolia Italia.
00:23Il compito che ci hanno dato è biometano, efficienza e tecnologie digitali per la transizione
00:28energetica e la competitività industriale, sono tutti compiti complicati quelli che ci
00:33dà l'Accademy per cercare di trovare dei punti e illustrare la complessità in modo
00:42semplice che vuol dire comprensibile ma veritiero.
00:46Cominciamo proprio da questo biometano di cui si parla da tanto tempo, ci sono anche tanti
00:51obiettivi molto elevati, a che punto siamo?
00:56Siamo che oggi ci sono in Italia circa 350 impianti di produzione di biometano situati tendenzialmente
01:05nel nord Italia con una produzione di 600 milioni di metri cubi, quando l'obiettivo fissato
01:12nel PNIEC è di circa 6 miliardi di metri cubi, quindi siamo un po' lontani, nel senso
01:18c'è ancora tanta strada da fare.
01:23Tuttavia diciamo che il percorso sembra assegnato, anche il governo, avete parlato del DL
01:29Bollette poco fa, quantomeno sul biometano conferma l'intenzione di considerare il biometano
01:38come uno dei mix energetici fondamentali per la sicurezza energetica del paese perché
01:45conferma in qualche modo il sostegno al percorso del biometano anche attraverso una riconversione
01:53degli impianti di biogas che invece sono molto più numerosi di quelli a biometano perché
02:00sono circa 2.200 in Italia spingendoli in qualche modo alla riconversione di produzione
02:06in biometano.
02:08Il biometano ha il grande vantaggio di poter essere assolutamente adeguato a essere trasportato
02:14nella nostra rete di trasporto del metano normale che è anche un patrimonio di questo paese.
02:22Noi abbiamo un'infrastruttura efficiente ed estremamente diffusa quindi perché no valorizzarla
02:29e utilizzarla con un vettore che è sostenibile ma che è assolutamente compatibile con la
02:36rete attuale, non solo con la rete ma anche con l'infrastruttura impiantistica italiana.
02:42Oggi il termico viaggia molto ed è basato sulla tecnologia della cogenerazione.
02:48Il biometano è compatibile assolutamente con la cogenerazione quindi di nuovo non dovremmo
02:56essere costretti a cambiare l'infrastruttura impiantistica, utilizziamo quella che c'è
03:01cambiando fonte e rendendola non solo più sostenibile ma anche più energeticamente sicura
03:12dal punto di vista dell'autonomia perché come citato poco fa da Monica Iacono sul tema
03:19del fotovoltaico e quindi delle rinnovabili da sole e da vento che sono risorse che in Italia
03:27abbiamo, allo stesso modo abbiamo rifiuti e soprattutto sottoprodotti agricoli che possono
03:35alimentare la produzione di biometano.
03:39Questo concetto di autonomia e indipendenza è un concetto che può trovare diverse risposte.
03:46Io insisto perché noi siamo alla sesta edizione, se pensiamo a quanto di ideologico c'è stato
03:53e ancora resta nell'energia o questo o questo, invece il percorso è questo e questo.
04:01Mi è piaciuto molto, prima qualcuno ha detto che si parla di energie alternative e bisognerebbe
04:05ragionare con energie complementari, cioè pezzi di una strategia che ti serve a far andare
04:12la luce a casa o far andare le industrie. Ma perché si va così pieno? Perché torno
04:18a quel numero lì che è impressionante, comunque da 600 a 3 miliardi, giusto?
04:23A 6 miliardi.
04:24A 6 miliardi.
04:25Da 600 a 6 miliardi.
04:27Perché questo rally? È un tema normativo, culturale, la cosa regioni, Stato?
04:37Allora c'è un tema autorizzativo che è un tema importante perché questi pianti devono
04:44essere autorizzati. C'è un tema culturale perché in parte può esserci anche un effetto
04:52di un imbi, cioè di impianti che non sono particolarmente graditi alla cittadinanza e che
04:59quindi in qualche modo fa una resistenza nel processo autorizzativo che ha già i suoi
05:05problemi, ma culturale anche del settore agricoleo che ha sempre un rapporto ambivalente, difficile
05:14nell'approcciare in maniera industriale il settore del biometano che finora è stato visto
05:23di nuovo come un'alternativa al biogas. Quindi biogas che invece piace molto agli agricoltori
05:29quasi in contrapposizione con il biometano. Invece dovrebbero essere complementari, forse
05:35dovrebbero essere un accompagnamento dal biogas al biometano e vedere e lavorare con
05:44il comparto agricolo affinché anche il biometano diventi un settore a supporto del settore
05:53dell'agricoltura che tra l'altro è un settore assolutamente strategico per l'Italia da tanti
06:00punti di vista. In primis perché a livello occupazionale è un settore importante, in
06:07secondo luogo perché fa parte della primaria autonomia di un paese che è quella alimentare.
06:14Peraltro la Lombardia è la prima zona agricola d'Europa, quindi abbiamo dei primati perché
06:19noi siamo nel tempo digitale che è un tempo meraviglioso, ma insomma il tempo delle produzioni
06:24agricole è un tempo altrettanto meraviglioso. La tecnologia peraltro aiuta molto a incrementare.
06:29lei ha usato questa parola che era un po' uscita dal vocabolario, nimbi, le cose
06:33purché non siano nel mio giardino. Mi è venuto in mente tutto quello che è successo con
06:40i regassificatori. Se pensiamo quali sono state le discussioni e quanto stamattina è
06:45stato detto, ma in questi mesi è stato detto, meno male che poi alcuni sono stati fatti.
06:51Ricordo un documento del 2011 che ne prevedeva 13 addirittura, 14.
06:57Ma tornando al tema del biometano in questo contesto, c'è stato lo shock del 22, lo shock
07:09del 28 febbraio. Quindi la risposta a queste situazioni deve essere tenendo conto di un
07:16armamentario molto diversificato se si vogliono attutire gli impatti. Io lo ricordo nel 22 l'inflazione
07:25è arrivato a due cifre. Questa parola non era emersa stamattina, ma il tema dell'energia
07:31vuol dire possibile inflazione. Inflazione vuol dire tassi di interesse più alti e tassi
07:36di interesse più alti vuol dire economia che rallenta. Quindi l'energia è il primo tassello
07:41di tutta questa catena di rischio che va mitigato.
07:45Sì, bisogna ragionare in termini di mix con, dandosi un tempo ragionevole, perché
07:52è quello che a volte la sensazione manchi è proprio una visione di medio e lungo termine,
07:57come tutte le cose ha bisogno di un tempo per essere autorizzato, realizzato e portato
08:04a regime, così come tutti gli altri investimenti, anche quello del biometano. Tant'è che una
08:10parte degli investimenti arriva dal PNRR ed è stata chiesta una rimodulazione del PNRR
08:18per poter mantenere il finanziamento degli impianti con questa fonte di finanziamento, perché
08:27non c'erano i tempi, erano stati stimati troppo ottimisticamente e invece hanno bisogno
08:34di un po' più di tempo. C'è anche bisogno di quella certezza di cui parlava anche nel
08:42precedente intervento. Per poter fare investimenti abbiamo bisogno di un orizzonte temporale di costanza
08:52di incentivazione, di regolazione, perché è quello che un'impresa può far fronte, è
08:57l'incertezza di mercato. Il rischio di mercato siamo abituati a gestirle e sta nel nostro DNA
09:03quello di affrontarle. L'incertezza regolatoria ed incentivazione invece che non è nelle nostre
09:13mani e non fa parte delle nostre leve, ecco questo è qualcosa che invece ci mette meno
09:20in comfort e sicuramente disincentiva gli investimenti. Il settore del biometano ha bisogno, come tutti,
09:30le operazioni infrastrutturali di grandi investimenti.
09:34Il prossimo del PNRR peraltro bisognerebbe già ragionare sul post-PNRR, perché quando questa
09:40fonte di crescita finirà nel dicembre 26, poi c'è un piccolo proseguo, ma questa modifica
09:47è stata fatta? Cioè questo allungamento di tempo funziona? Quindi qualche volta l'amministrazione
09:53ascolta? Perché se no si dice sempre che non funziona, qualche volta ascoltano.
09:57No, ascolta e devo dire che sono stati molto bravi anche a negoziarlo con l'Europa, questa
10:04rimodulazione, come l'hanno chiamato. Quindi questo assolutamente ha dato un grande
10:10beneficio. Va pensato il post, come anche il prossimo incentivo per poter sostenere il
10:18biometano. Il biometano è ancora in una fase, diciamo, early stage, come era il fotovoltaico
10:27una volta, che infatti era incentivato. Oggi il fotovoltaico non ha più bisogno di incentivi
10:31per stare in piedi. Lo stesso varrà per il biometano, ma è in una fase di maturità
10:39inferiore rispetto al fotovoltaico. Quindi è ancora bisogno di un minimo di sostegno.
10:45A proposito di incentivi, perché gli incentivi sono sempre una cosa benvenuta, ma molto controversa.
10:51Perché talvolta si dice, ma perché l'incentivo lo si dà a quella tecnologia o a quella modalità
10:56e non a quell'altra? Perché invece sono così importanti perché un paese imbocchi
11:02delle strade? Poi dopo è il mercato che deve decidere.
11:05No, intanto gli incentivi danno il senso di una scelta di priorità. Perché dove metti
11:12ovviamente la risorsa più importante, che è quella finanziaria, dove evidentemente tu
11:17credi e investi. In secondo luogo sono degli acceleratori. Quando hai bisogno di spingere,
11:24hai bisogno in qualche modo di incentivare. In terzo, servono a sostenere quelle tecnologie
11:31o quei mercati che non sono ancora maturi, in attesa che maturino. Tutto sommato il fotovoltaico
11:38è stato un successo nel passato, benché non così ben sfruttato. Ha dato in qualche modo
11:45un'accelerata e le ha portato a una maturità per cui oggi il fotovoltaico non ha più bisogno
11:51di incentivi. Si regge da sola tecnologie più mature e soprattutto a un mercato più
11:56sviluppato. Bisogna stare attenti e fare attenzione a, ecco, da un lato non esagerare
12:06con gli incentivi, dall'altro attenzione a non disincentivare con manovre appunto regolatorie
12:13gli investimenti su determinate tecnologie. Si parla tanto di incentivi, si dovrebbe parlare
12:18anche di evitare disincentivi. A fare le cose. Prima abbiamo parlato dei NIMBI, invece
12:24sono curioso di coloro i quali questi impianti li accettano. Diceva, va bene, si fa. Qual è
12:29la leva che spinge i luoghi, i territori, le imprese a dire facciamolo?
12:34Facciamolo in quei territori che sono prettamente dedicati all'agricoltura, sono tendenzialmente
12:40non proprio vicino a abitazioni e quindi si prestano di più a essere accolti. E sono
12:48fortemente integrati, come dicevo, col mondo agricolo, quindi fanno già parte della filiera
12:56agricola e quindi si prestano di più.
13:00Io la ringrazio molto e le auguro buon lavoro.
13:02Grazie.
13:04Grazie.
13:05Grazie.
13:08Grazie.
13:09Grazie.
Commenti

Consigliato