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«Fonti Alternative e Sicurezza Energetica - 6^Edizione» | 31 marzo
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ApprendimentoTrascrizione
00:12Lidia Armelao, direttore Dipartimento Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del Consiglio
00:18Nazionale delle Ricerche e con Luigi Crema, che dovrebbe essere qui per un attimo sul palco con
00:24me, perché Lidia è collegata, Luigi Crema, direttore Sustainable Energy Center della
00:31Fondazione Bruno Kessler. Buongiorno Lidia e benvenuto. Buongiorno, buongiorno a tutti.
00:40Allora, abbiamo parlato appunto di innovazione molto e parliamo anche di ricerca, perché
00:45poi la ricerca è fondamentale e stiamo osservando quanto avere perso qualche passaggio nel recente
00:55passato forse con altri paesi, altre aree del mondo può essere stato uno svantaggio. E
01:01proprio da questo punto di vista, Lidia, una delle domande che io mi facevo è le materie
01:08prime di cui sentiamo tanto parlare, le materie prime, rare, le materie critiche, sono evidentemente
01:17delle materie difficilmente sostituibili. Ci sono margini per ragionare, vediamolo intanto
01:25dal punto di vista della disponibilità, cioè il modo per utilizzare altri materiali, ricercare
01:32materiali che possano essere alternativi, che possano essere efficaci in modo simile?
01:40Sì, allora, innanzitutto la transizione energetica è legata moltissimo alla disponibilità di materie
01:51prime critiche, nel senso che per poter sfruttare al massimo le energie rinnovabili, per esempio,
01:59è necessario disporre di molti metalli che talvolta sono concentrati anche in alcune zone
02:07geografiche. Quindi naturalmente nell'affrontare il tema della transizione energetica bisogna
02:14stare attenti di non passare dalla dipendenza delle fonti fossili alla dipendenza per esempio
02:21delle materie prime. La ricerca quindi lavora molto in questa direzione, innanzitutto nell'ottimizzazione
02:31per esempio di materiali che servono per catturare le energie rinnovabili come per esempio l'energia
02:38del sole, l'energia del vento, l'energia del moto ondoso e questi materiali ovviamente vengono
02:45studiati in modo tale da minimizzare la quantità di materie prime critiche che contengono, per
02:51esempio sostituendole, cercando di sostituirle con materie prime che sono meno critiche e moltissimo
02:59si lavora anche sulla possibilità di riciclare queste materie prime una volta che un materiale,
03:07un dispositivo per esempio è arrivato al termine del suo ciclo di vita. Quindi appunto
03:14la ricerca è sia concentrata sulla transizione energetica in quanto tale, quindi ovviamente
03:22sulla capacità di aumentare la quantità di energia che deriva da fonti rinnovabili, tra
03:31l'altro nel 2025 la rivista Science ha appunto affermato che il traguardo scientifico dell'anno
03:41è stato proprio il fatto che le rinnovabili hanno superato le fonti di energia fossili e
03:48quindi questo ovviamente è un risultato molto importante che ci deve incoraggiare sempre
03:53di più, ma poi c'è tutto il tema legato all'economia circolare, quindi alla capacità
03:59di riciclare materie prime, materiali e dispositivi appunto che sono legati alla transizione energetica.
04:07Quindi questo è molto importante proprio per appunto non passare dalla dipendenza delle
04:13fonti fossili alla dipendenza appunto delle materie prime.
04:17E dal punto di vista del riciclo, settore nel quale l'Italia ha tanti record europei quantomeno,
04:26ci sono spazi di ricerca per l'appunto che possono permetterci anche, vedendo la questione a monte,
04:36magari nella progettazione di questi materiali?
04:41Sì, senza dubbio, infatti uno dei filoni di ricerca importanti è quello di progettare materiali
04:48in modo tale che siano alla fine del loro ciclo di vita già pronti appunto per essere riciclati
04:55o per essere riutilizzati. Questo avviene diciamo sia per materiali legati appunto alla transizione
05:02energetica, ma in generale per molti altri materiali che riguardano le filiere manifatturiere
05:08diciamo del nostro paese. Quindi senz'altro si sta lavorando moltissimo anche proprio su quello
05:14che è l'ecodesign, il sustainable by design, quindi materiali già prontati sin dal principio
05:21appunto per essere poi riciclati e riasserti.
05:25Quindi anche nei settori della transizione energetica.
05:34Luigi, prima sentivo anche tutti i ragionamenti che si facevano.
05:39La transizione energetica è senz'altro una transizione tecnologica, però ho come la sensazione
05:48che se la guardiamo soltanto come transizione tecnologica ci perdiamo un po' con uno sguardo
05:57d'insieme che ci permetta di vedere invece per esempio tutti questi aspetti ulteriori, progettare
06:05l'ecodesign anche con il neodimio o con qualche altra delle terre rare.
06:12E' così?
06:15Sì, direi che ci troviamo sicuramente in un quadro complesso dove la transizione energetica
06:23è sicuramente anche in un momento tra difficoltà e opportunità.
06:29leggevo un articolo qualche giorno fa che metteva in luce che i paesi che hanno già investito
06:35più di altri sulla transizione energetica hanno una maggior resilienza in questo momento
06:42geopolitico e stanno resistendo meglio allo shock energetico, quindi sicuramente è un tema
06:49da portare avanti. La transizione tecnologica è un elemento che deve avere una competitività
06:58come caratteristica, assieme parlerei di transizione di sistema, di sistema nel senso che va fatto
07:07un'analisi a 360 gradi ad esempio nel contesto europeo su quello che è il quadro di tecnologie
07:16da sviluppare e da portare verso il mercato piuttosto che invece mercati che esistono già
07:23e che sono già popolati di tecnologie dove forse l'Europa farà fatica a recuperare rispetto
07:31ad altri ambiti geografici mondiali. Il report Draghi sulla competitività ha già dato
07:38già da tempo un quadro abbastanza chiaro su questo elemento.
07:42Posso farti una domanda molto banale forse perché mi viene sempre in mente quando sento
07:48questi ragionamenti in cui noi siamo in ritardo. Essere in ritardo è evidente, ce ne siamo
07:55accorti tutti quanti, significa che dobbiamo abbandonare la cossa, significa che c'è modo
08:02di scegliere delle vie laterali per agguantare alcuni obiettivi magari marginali o magari laterali,
08:12appunto. Sì, questa è una sfida che abbiamo raccolto anche come centro sustainable energy
08:18dove stiamo puntando su tre pillar tecnologici complementari ma assolutamente necessari in
08:25una integrazione. Una di queste sfide è una sfida di recupero assieme a una filiera europea
08:32con cui siamo in contatto molto ampia ed è sul settore delle batterie, però ad oggi
08:37il 90% delle batterie viene prodotto in altre geografie, non in un ambito europeo e in Europa
08:44non c'è ad oggi nessuna azienda che produca l'elemento fondante delle batterie, ossia le
08:51celle. Quindi sicuramente questa è una sfida di recupero che si gioca anche come citava
08:59Lidia su tecnologie nuove e sull'uso magari di materiali meno critici dal punto di vista
09:06della supply chain tecnologica. L'Europa ad esempio sta cercando di puntare sulle batterie
09:12al sale piuttosto che agli ioni di sodio, piuttosto che sulle batterie a flusso che è un'altra
09:19tecnologia dove possiamo sviluppare filiere industriali senza essere dipendenti sui materiali
09:27da altri paesi. Però si svolgono anche altre sfide che sono invece dove l'Europa presenta
09:36un'industria, un'industria competitiva e un'industria che può mantenere un posizionamento importante
09:42sul mercato. Oggi abbiamo sentito parlare di piccoli reattori nucleari, dove di fatto
09:50poi l'Europa comunque è in svantaggio temporale rispetto ad esempio alla Cina di un qualcosa
09:56tra 5 e 10 anni. La Cina farà il commissioning del secondo impianto SMR entro la prima metà
10:03del 2026. L'Europa sta pensando a poter fare questo passo dopo il 2030, quindi sicuramente
10:12c'è un gap da recuperare. L'altro pillar è quello delle tecnologie dell'idrogeno dove
10:17l'industria europea è presente ma di nuovo dobbiamo portare la transizione tecnologica
10:25in una transizione di sistema che ha un paradigma, devo dire, di piano industriale europeo che
10:33dovrebbe stare alla base di questo, ossia collegare lo sviluppo di un nuovo mercato complesso
10:39magari come è anche quello del nuovo mercato dell'idrogeno con l'uso delle tecnologie europee
10:46nel momento in cui c'è un uso di fondi pubblici nello sviluppo appunto di questi nuovi mercati.
10:53Questa è una politica di cui se ne parla già da un po' a livello di Commissione europea
10:59ed è stata introdotta all'interno delle regole presenti nell'Industrial Acceleration Act che vincola
11:06in tutta una serie di strumenti futuri europei che useranno fondi pubblici per creare nuovi mercati
11:13il Made in Europe come tecnologie. Questo è molto importante come altrettanto importante
11:19che nella transizione di sistema si lavori di pari passo tra elementi di scaling up industriale
11:27con elementi di creazione dei mercati. Faccio un esempio su tutti. Thierry Breton qualche anno fa
11:33ha spinto la formazione dell'electrolyzer partnership quindi un consesso industriale
11:39per fare scaling up della tecnologia degli elettrolizzatori europei dove l'Europa è eccellente
11:45a livello mondiale. Abbiamo una prospettiva di circa una produzione annua tra i 30 e i 40 gigawatt
11:53al 2030 però se non avremo un altrettanto mercato della stessa dimensione saremo in un overcapacity
12:01di produzione che chiaramente creerà problemi alle aziende che hanno fatto investimenti di natura
12:06così importante.
12:13Lidia, uno degli aspetti su cui forse ancora si può lavorare dal punto di vista della ricerca
12:19non è soltanto il riciclo ma anche la manutenzione degli impianti, di tutti i materiali in modo tali
12:28che possono avere una vita più lunga. A questo vorrei agganciare un'altra domanda
12:35conclusiva visto che abbiamo ancora 5 minuti per tutti e due. La ricerca italiana da questo
12:41punto di vista, anche osservando dalla CNR, è messa bene? Oggi in tante questioni abbiamo
12:50fatto il punto su come è messa l'Italia, forse siamo più avanti se non siamo così messi
12:54come male. La ricerca com'è?
13:00Deve aprire l'audio.
13:01Deve aprire l'audio perché non ti sentiamo?
13:05Mi sentite adesso?
13:06Sì, adesso sì, grazie.
13:08Grazie, sì. L'Italia ha investito molto sulla transizione energetica anche attraverso
13:15il PNRR. Ricordo uno fra tutti, il partenariato esteso NEST che appunto è l'acronimo di Network
13:24for Energy Sustainable Transition e nell'ambito appunto di questo progetto che ha impegnato
13:30quasi 118 milioni di euro, 700 ricercatori, oltre 90 collaborazioni industriali, quindi una
13:40filiera veramente completa dalla ricerca di base fino poi appunto alle aziende e all'industria
13:47si è occupato proprio di tutti questi temi appunto che citava. Quindi lo studio di materiali
13:54secondo appunto i concetti che abbiamo detto innovativi di design che possono avere una durata
14:02maggiore rispetto per esempio a materiali già noti o già impiegati. Quindi lavorare su questi
14:11temi, quindi una maggior resistenza appunto dei materiali e dei dispositivi fino anche naturalmente
14:20ad occuparsi di quelle che sono le smart grid, quindi la distribuzione dell'energia elettrica
14:27che viene prodotta da fonti rinnovabili e la resilienza appunto dell'intera diciamo
14:33catena di approvvigionamento energetico. Sicuramente ecco oltre a questo progetto ne sono stati anche
14:41finanziati altri, ricordo sempre il PNRR che attraverso il Ministero dell'Ambiente e della
14:51Sicurezza Energetica ha finanziato un grosso progetto sull'idrogeno, quindi faccio riferimento
14:56a quanto diceva Luigi prima appunto su questo vettore energetico su cui si sta studiando molto
15:03e poi anche altre iniziative per esempio Mission Innovation che è un'iniziativa internazionale
15:09e che è incentrata appunto sullo sviluppo di materiali per l'energia. I materiali sono effettivamente
15:15una tecnologia abilitante per questa transizione e quindi la ricerca in questo settore ovviamente
15:21sta facendo moltissimo. Grazie. Luigi ti chiedo a questo punto su che cosa state lavorando voi
15:29perché secondo me sapere cosa sta facendo anche la Fondazione Bruno Kessler ci dice un po' dove
15:35fosserebbe opportuno andare e perché? Molto volentieri. Come accennato già prima nel mio centro
15:43siamo un centinaio di ricercatori all'interno di più di mille ricercatori della Fondazione.
15:49lavoriamo su tre pillar tecnologici, lo sviluppo di nuove batterie che abbiano appunto elementi
15:54di competitività nel contesto del mercato, il supporto allo sviluppo di tecnologie su tutta
15:59la filiera dell'idrogeno, dalla produzione alla logistica all'accumulo agli usi finali
16:03e abbiamo iniziato a lavorare anche sullo sviluppo di elementi che permettano alla tecnologia
16:11dei piccoli reattori nucleari di essere pronta in tempi più rapidi. Su queste tecnologie
16:17lavoriamo con un approccio moderno di ricerca quasi più da innovatori, ci piace definirci
16:24come ricercatori con eccellenza scientifica ma che lavorano con metodologia industriale
16:30e su un approccio industriale lavoriamo anche sulle scale a cui porteremo le nostre infrastrutture
16:37e le facility di ricerca con un approccio a one stop shop, ossia lavoriamo sia in push
16:43per sviluppare nuove idee e portarle verso un'opportunità di mercato ma anche in pull
16:49ossia con grandi attori anche dell'industria per risolvere problematiche che facciano un
16:55derisking dello scaling up industriale verso il mercato. Per poter supportare questa sfida
17:02stiamo investendo assieme alla provincia di Trento nel polo idrogeno e batterie che
17:08sarà collocato in zona industriale a Rovereto su una facility di grande scala, di scala
17:16rilevante industriale dove su una linea di potenza di 10 megawatt riusciremo a testare
17:23tecnologie di queste filiere, gli elettroizzatori, le pile a combustibile e le batterie su moduli
17:29anche oltre il megawatt e questo permette diciamo come innovatori di fornire un contributo
17:35non solo di derisking ma anche quello che si diceva prima essere una delle sfide di accelerazione
17:42della prontezza delle tecnologie verso il mercato e quindi lavorando poi da un lato con tutto
17:48il mondo della ricerca e dell'università, dall'altro con il mondo industriale che per noi
17:53è un player, uno stakeholder di collaborazione principale.
17:58Grazie, grazie Lidia Armelao, grazie Luigi Crema.