00:06I turisti di passaggio in Sardegna non possono andar via senza aver gustato una seada, il dolce
00:12dei sardi, che poi così dolce non è. Dentro due dischi di pasta di semola fritta si racchiude un
00:18cuore acido, quello del formaggio pecorino, spesso inacidito e lavorato con il limone,
00:23a cui fa da contrasto il miele o lo zucchero che viene cosparso sopra. Un dolce che è divenuto
00:29il simbolo della cucina sarda ed è come se racchiudesse in sé la nostra vera anima, quel
00:34misto di dolce amaro che è anche un po' il carattere dei sardi. La sua origine va ricercata
00:40nella cultura agropastorale, quando le donne di casa erano costrette a fare di necessità virtù
00:46e cercavano di elaborare cibi saporiti con i pochi ingredienti a disposizione e spesso nelle
00:52dispense, c'era solo farina, formaggio strutto, così si preparava una pasta avendo cura di
00:57lavorarla così tanto da renderla quasi un velo, la pasta violata da cui si ricavavano
01:03due dischi, una volta grandi come un piatto, per racchiudere un ripieno di formaggio. In
01:08alcune zone si usava il formaggio fresco inacidito, in altre il formaggio appena cagliato da mescolare
01:13con un poco di scorsa di limone, i due dischi sovrapposti venivano poi fritti nello strutto
01:18nell'olio se c'era. Il piatto era pronto così, solo successivamente si è trasformato
01:23in un dolce con l'aggiunta di miele, che era anche in questo caso uno dei pochi dolcificanti
01:28a disposizione nelle case.
01:33Dalle zone dell'interno la preparazione si è diffusa in tutta l'isola, trasformando
01:37la seada in un simbolo della cucina tipica, ha conquistato la stima dei grandi chef e come
01:43per altre preparazioni, da semplici si è poi arrivati ad elaborarne tante varianti.
01:48Oggi però, la seadas è un prodotto a marchio IGP, ha un disciplinare rigido che nel giustificarne
01:54l'unicità parla del suo regame indissubile con la terra tarda.