- 3 mesi fa
Tgs Sette edizione del 21 giugno 2026
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NovitàTrascrizione
00:15Buona domenica e bentrovati, questo è TGS 7. Siamo nella settimana dedicata, lo possiamo dire, a Roberto Bolle,
00:24il grande ballerino italiano che ha scelto Palermo per uno spettacolo particolare, significativo, che ha un forte legame tra l
00:34'altro con questa città.
00:35Lo spettacolo si intitola Caravaggio. Ovviamente saremmo felicissimi di averlo in studio, ma è praticamente impossibile.
00:43Per fortuna ci ha detto di sì il sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, che abbiamo letteralmente strappato al palcoscenico,
00:51alle giornate del primo spettacolo ieri sera, delle prove, del grande tramestio che è attorno a questa grande stella della
00:59danza internazionale.
01:01Ringrazio Marco Betta per aver accettato il nostro invito.
01:04Grazie a voi.
01:05Ben trovato, sovrintendente.
01:06E allora, intanto le faccio una domanda a bruciapelo.
01:09Ma come avete fatto a ottenere questi spettacoli di Roberto Bolle così?
01:15Insomma, a sorpresa, l'abbiamo anche un po' anticipato noi del giornale di Sicilia, con Sommo Scorno magari, anche di
01:22voi in teatro.
01:23Però, insomma, ieri la prima esibizione, ce ne saranno altre tre. Com'è nata questa cosa?
01:28Non sappiamo come avete fatto, però siete brevissimi.
01:31Per fortuna, ogni tanto facciamo questo lavoro.
01:33Ma allora, questo progetto, come poi tanti altri che abbiamo compiuto e stiamo cercando di compiere, hanno anni di lavoro.
01:45Anni di lavoro, fra l'altro, il progetto di Roberto Bolle si connette a questo progetto anche più ampio sul
01:54corpo di ballo, sul potenziamento della danza, il teatro Massimo.
02:00E quando io sono diventato sovrintendente è uno dei pochi teatri.
02:04Anzi, ci sono solo quattro grandi fondazioni liriche in Italia che hanno ancora il corpo di ballo.
02:09Scala, Roma, Napoli, Palermo.
02:13Quindi, da questo punto di vista, il nostro corpo di ballo, che è il più piccolo solo numericamente parlando, necessitava
02:20anche di tutta una serie di stimoli che abbiamo cercato di dare con Eleonora Bagnato nella trasmissione che è andata
02:27su Rai Uno recentemente.
02:28Rai Uno recentemente, che è una sorta anche poi di madrina accudente del nostro corpo di ballo.
02:36Roberto Bolle torna a Palermo e per noi è una vittoria straordinaria.
02:40Queste sono immagini proprio dei giorni scorsi.
02:43Sì, io devo ringraziare Mangias perché senza di lui non ce l'avremmo fatta e devo dire che la cosa
02:54bella per noi di avere una star come Roberto Bolle è anche il fatto della reciprocità.
03:01Cioè il teatro Massimo è riuscito in qualche modo a essere credibile al punto che un'organizzazione di questo tipo
03:08diventa poi possibile.
03:11Ecco perché certo non si sposta diciamo per nulla o di fronte a una organizzazione che possa avere delle falle.
03:20Lei mi dà lo spunto per parlare un po' di questo corpo di ballo.
03:23In tanti lo abbiamo seguito negli anni e la crescita è stata veramente convincente.
03:28Personalmente non sono un'esperta però ho visto un lago dei cigni quest'inverno veramente indimenticabile.
03:35Merito del corpo di ballo, merito anche di chi lo dirige.
03:39C'è Colò che è veramente un grande personaggio.
03:42Sa che l'ho incontrato così per strada tempo fa e gli ho chiesto ma dopo il lago dei cigni
03:47ma come ha fatto a mettere su così bene questo corpo di ballo?
03:52Sa cosa mi ha risposto?
03:53No.
03:54Mi hanno fatto le assunzioni.
03:55Lo possiamo dire?
03:56Allora, Jean-Sebastien Colò è sicuramente un direttore del ballo che ha un'energia straordinaria.
04:06Ha dato tutto quello che artisticamente era fondamentale.
04:11Tecnica, cuore, passione, visione.
04:15E' chiaro che poi nessun processo artistico si può reggere se non c'è un processo amministrativo solido.
04:22E quindi ci vuole un bilancio solido e ci vogliono le assunzioni perché poi il corpo di ballo ha la
04:28necessità per affrontare un balletto, potremmo dire, di grande impegno come il lago dei cigni.
04:35Ci vogliono tanti tessicorei, tante tessicorei e tessicorei.
04:40Esatto.
04:41E vogliamo citare anche i ballerini che vedremo sul palcoscenico in questa sessione e quando Roberto Bolle andrà via.
04:51Cioè Martina, bravissima, tra l'altro ha ricevuto un bel premio, ce lo vuole ricordare?
04:56Sì, allora Martina Pasinotti e Casà saranno i solisti, saranno le nostre punte, le nostre ali in questo balletto.
05:11Martina Pasinotti tra l'altro ha recentemente avuto un premio che ci rende orgogliosi tutti perché questo premio è arrivato
05:21intanto per me inaspettato
05:23perché di solito quando uno poi inizia la mattina in teatro di solito comincia a occuparsi di tutti i problemi.
05:28Quindi quando ti arriva la notizia premio, insomma, sono cose belle delle quali siamo tutti orgogliosi.
05:37E veniamo un po' ai numeri.
05:38I numeri sono veramente interessanti, è una crescita netta, evidente, a due cifre.
05:43I ricavi aumentano del 12% rispetto a biglietti, biglietteria e abbonamenti.
05:49Insomma, stiamo parlando di cifre che possiamo attribuire a teatri internazionali, europei.
05:56Sono cifre da città europea.
05:59Io credo che questo processo che io chiamo di economia politica, che diventa da politica emotiva, che da emotiva diventa
06:10artistica,
06:11e che quindi mette insieme la politica culturale con quello che è poi il sistema fra istituzioni,
06:19ma soprattutto col pubblico e con i lavoratori, abbia proprio due dimensioni.
06:24Infatti io ringrazio per questi bilanci non solo lo sforzo di tutti gli uffici che lavorano costantemente
06:34per fare sì che i conti siano in equilibrio, in bilancio, in modo che ci sia questo equilibrio netto.
06:42Ma ringrazio principalmente i lavoratori che hanno affrontato il cammino del Teatro Massimo
06:48comprendendone la musica segreta, cioè quella che chiamiamo armonia.
06:54Non è che sia andata sempre bene, è un luogo complicato, è un'industria dello spettacolo e della cultura
07:00molto complessa al Teatro Massimo.
07:02Tutti i luoghi sono complicati, però a volte si riesce a creare questo miracolo,
07:07che è secondo me il principio dell'economia emotiva, in qualche modo un po' sentimentale,
07:13in qualche modo un po' artistica.
07:15Facciamo entrare nei trattati di economia?
07:17Che fa sì che il lavoratore si rende sempre più consapevole che quei risultati sono suoi,
07:25perché lui è il Teatro Massimo, così come lo è il pubblico, che sempre di più ci dà soddisfazioni straordinarie.
07:32Per cui poi la direzione amministrativa, la direzione esecutiva, tutte le parti del teatro
07:37lavorano per mettere in linea questi conti con tutti noi che stiamo attenti ai minimi passaggi,
07:43a sfruttare le sfumature per comprendere nel futuro cosa può succedere rispetto alle normative che cambiano.
07:50Ma tutto questo lavorio, in realtà, se non ci fossero i lavoratori e il pubblico,
07:55non potrebbe dare questi risultati con un patrimonio netto che arriva a quei livelli,
08:00con un valore della produzione che supera i 36 milioni di euro.
08:04Questi numeri che sembrano freddi, algidi e che ci fanno gioire,
08:09sono in realtà numeri ottenuti da tutte le anime del Teatro Massimo.
08:15Vorrei farle vedere l'opera con cui avete aperto la stagione, Le Gran Macabre.
08:21Questa è Aida delle passate settimane, però vorrei fare un passo indietro perché le dico questo.
08:27Perché Le Gran Macabre è stato, se vogliamo, uno spettacolo di azzardo, lo possiamo dire,
08:34perché comunque è un'opera non semplice, non di repertorio.
08:37Palermo è una città di ottimi conoscitori della lirica, però lì si azzarda.
08:41Questo paga, nel senso che negli ultimi anni è avvenuto spesso che si apre con un'opera, come dire, di
08:49avanguardia.
08:52Allora, io ho sempre voluto tenere un po' da musicista come bussola la scritta nel frontone.
08:58Sì.
08:59Che ha, alla fine, questa frase che secondo me sembra criptica, però dà una grande indicazione di percorso,
09:09vano delle scene di Ovenom, che fa capire anche quanto è necessaria la sfida nelle scelte artistiche.
09:18Le Gran Macabre, di due stagioni fa, questa stagione iniziata con, poi c'è stato Aleco e Pagliacci,
09:26che anche lì, diciamo, una sorta di sfida.
09:33Sfide che il pubblico e i lavoratori hanno affrontato benissimo, perché è chiaro che poi,
09:38nel cammino della programmazione di una grande fondazione lirico-sinfonia,
09:44come il Teatro Massimo, insieme alle altre fondazioni, è chiaro che poi la programmazione
09:49diventa una sorta di viaggio parziale dentro la storia della musica.
09:52Quindi devi rappresentare, devi raccontare delle storie.
09:56Cosa sono queste storie?
09:57Raccontiamo storie del passato, che in realtà sono contemporanee,
10:01perché quelli che chiamiamo capolavori non fanno che rappresentarci,
10:04pensiamo alla Traviata o a Rigoletti, non fanno che rappresentarci dell'eternità dello stare al mondo.
10:12Ha visto che mi ha ricordato che la stagione si è aperta con Aleco e Pagliacci.
10:17Per me è tutta una stagione continua, per la verità.
10:20Elegramma Cabro mi sembrava di ieri, invece sono due stagioni fa.
10:24È incredibile.
10:25Ma perché è bello anche questo?
10:27Cioè che le stagioni si colleghino fra loro.
10:29Sì, non c'è mai uno stacco.
10:30Sono viaggi parziali, per esempio le tematiche sociali affrontate da Aleco e Pagliacci,
10:36quindi tutte le questioni che attengono alla violenza,
10:40alla violenza sulle donne, alla violenza in generale,
10:43sono sempre, come dire, un filo importante che ha legato questa stagione,
10:49quindi le figure femminili, ma anche le grandi contraddizioni sociali.
10:53E in questo senso poi il tempo tende ad assottigliarsi,
10:59perché i grandi capolavori del passato sembrano parlarci oggi.
11:02È vero.
11:03I capolavori del passato prossimo, come Gramma Cabro,
11:07ci raccontano un presente che sembra essere smarrito,
11:13perché ci sono passati 50 anni e spesso dimentichiamo ciò che è avvenuto 50 anni fa
11:18in un modo incredibile rispetto a ciò che è avvenuto due secoli fa.
11:22Quindi sembriamo ricordare di più il passato che non il passato prossimo.
11:26Oppure stiamo invecchiando, soltanto questo.
11:29Il barbiere di Siviglia invece ha un piccolo primato,
11:33è l'opera che ha incassato di più, una bella soddisfazione.
11:37Bella soddisfazione.
11:37Mi dicono che abbiamo battuta quest'anno, ma non si può dire,
11:41perché poi lo diremo l'anno prossimo, perché quello di quest'anno, eccetera, eccetera.
11:45Però ecco, anche lì, il barbiere di Siviglia, Gramma Cabro,
11:49la sfida della musica contemporanea,
11:51che ci fa capire che la musica non è, tutte le musiche sono contemporanee.
11:56Il barbiere di Siviglia è contemporaneo esattamente come Gramma Cabro
12:01e come lo sono le opere Aleco e Pagliacci, Rachmaninoff e Leoncavallo,
12:08perché in realtà una delle cose più belle del teatro lirico che oggi può fare
12:13è raccontare come stiamo al mondo, che cosa c'è nel mondo,
12:19attraverso i grandi capolavori.
12:21E questa traiettoria ci serve per capire sempre di più che cos'è l'arte dentro un teatro lirico.
12:28Senta, lei è un compositore,
12:31il suo percorso è forse il più singolare in questa città,
12:36le lancio una piccola provocazione,
12:37perché lei è l'unica figura a capo di una grande istituzione,
12:43culturale in questo caso,
12:44ad essere rimasta al suo posto tra un'amministrazione di un segno e quella successiva.
12:51In questo il sindaco Lagalla è stato più che coerente, direi.
12:56Direi ha avuto una visione, l'ha voluta mantenere.
12:59Di questo cosa possiamo dire?
13:01Ma allora, io devo dire che la forza con la quale il sindaco Lagalla
13:07ha sostenuto non solo il mio nome,
13:11ma in realtà anche una posizione, oserei dire, intellettuale e tecnica,
13:17l'ho trovata sempre forte e commovente al tempo stesso.
13:22E' una cosa rara in Italia quella che è accaduta a lei.
13:27Una cosa rara che credo sia stata poi presa ad esempio
13:32e credo che questo essere il sindaco di tutti i cittadini,
13:37come lui sempre dimostra di essere,
13:40sia una chiave fondamentale di un governo attuale, moderno,
13:45che guarda come la scritta del frontone del Teatro Massimo all'avvenire.
13:50Cioè oggi il tema è superare le dialettiche
13:55attraverso l'armonia e l'armonizzazione e l'accordatura e la musica.
13:59Questo pur rimanendo nell'ambito di un'eccezione,
14:02di questo secondo me lei è assai consapevole.
14:05Adesso la richiamo su un altro tema,
14:07sul fatto che il percorso del Teatro Massimo come istituzione
14:11ha qualcosa di inversamente proporzionale a quello che invece accade attorno,
14:17fermo restando che la città ha cambiato il suo epicentro urbanistico e storico,
14:22il Teatro Massimo è lì al centro della città e non lo è stato sempre,
14:26diciamo da trent'anni.
14:27Il prossimo anno saranno trent'anni dalla riapertura.
14:31Se dovessimo stabilire con poche parole qual è il rapporto oggi del Teatro Massimo
14:36con questa città così bella e così difficile nello stesso tempo.
14:42Allora, io forse parlerei anche dei rapporti fra il Teatro Massimo
14:47e le città che sono Palermo.
14:51Forse è così.
14:53Palermo è più città.
14:55Lo voglio mettere, tant'è che ci sono tante Palermo nel mondo
14:59e tante volte io andando in altri posti nel mondo
15:01mi sembra di ritrovare l'anima bella di...
15:05Anche in Argentina per esempio.
15:06Sì, in Argentina, ma Parigi...
15:08Perché negli Stati Uniti c'è una Palermo.
15:11Palermo è tutto il mondo,
15:12perché poi ha questa stratificazione culturale straordinaria.
15:17Io penso che i due architetti Basile
15:20abbiano costruito non a caso questa architettura in questo modo.
15:24Spesso ho parlato del teatro allo specchio,
15:28del secondo Teatro Massimo teorizzato dall'assessore Carta,
15:33che è architetto.
15:35Io ho parlato specificatamente del fatto che la scalinata
15:39al contrario diventa una gradinata di teatro greco
15:42e che quindi poi la piazza diventa Gorà
15:45e che le due statue sono in qualche modo custodi
15:50e propagatrici di quello che è l'interiorità della...
15:58E quindi penso che già architettonicamente
16:01il Teatro Massimo sia un contenitore centripeto,
16:06ma anche centrifugo.
16:08La musica svanisce presto nel Teatro Massimo,
16:11è visibile immediatamente, ma diventa invisibile.
16:14Palermo cambia talvolta in modo invisibile,
16:17non ce ne rendiamo conto,
16:19ma è piena di un grandissimo fermento
16:21che non riusciamo a cogliere perché certi processi sono più lenti.
16:25Il teatro è un po' come quando nel fulmine
16:29la luce è più veloce e poi il suono arriva dopo.
16:33Il teatro ha questa possibilità di fare intravedere
16:37quello che la città è diventata,
16:40solo che noi siamo il contrario,
16:42perché la musica finisce subito.
16:44Anche in questi giorni con l'operazione Bolle
16:47volete fare un po' da centrifuga,
16:51cercando di incontrare anche altre zone della città
16:54dove in questo momento è in corso un'emergenza criminalità,
16:57dove c'è una mafia che rialza la testa,
17:00che si serve di ragazzi senza guida.
17:02Certo non si può rimanere indifferenti a tutto questo
17:05anche dal suo punto di vista.
17:07Ma il massimo per la città nasce da un'idea del sindaco
17:11poi sposata dal consiglio di indirizzo
17:13e sposata da tutti noi,
17:14perché in realtà è un'esigenza.
17:16L'esigenza appunto del città Teatro Massimo,
17:21le varie e molteplici parti del Teatro Massimo,
17:23di abbracciare e incontrare le città Palermo.
17:27Sì.
17:29È un'esigenza che secondo me anche tanti altri teatri hanno,
17:33che in realtà questo teatro aveva già prima
17:35e aveva già cominciato a...
17:37Facciamo vedere le foto di opera Nica,
17:39tanto per dare un'idea.
17:41Aveva già cominciato.
17:41Sì.
17:41Fra l'altro questo teatro,
17:43oltre a straordinarie maestranze tecniche,
17:47reparti amministrativi,
17:49un'orchestra, un core, un corpo di ballo
17:51che stanno dando dei risultati straordinari,
17:53ha anche più di 300 ragazzi
17:55che abitano il teatro con i complessi giovanili
18:01e che hanno dato vita proprio a opera Nica.
18:04Sì, infatti è una bellissima operazione.
18:06Con il teatro di Pirammo.
18:08Un'operazione che ci sta dando tante soddisfazioni
18:13con Elisa Parrinello e Michele De Luca
18:15che l'hanno portata già in giro.
18:18E quindi che cos'è questo fatto di...
18:20sono le città che si incontrano.
18:23Il teatro Massimo per la sua struttura,
18:25ma credo che sia poi anche
18:29una necessità fondamentale
18:32che in questo nuovo secolo,
18:34dobbiamo pensare anche che siamo nel 2026,
18:38è già trascorso un primo quarto di secolo
18:40di questo nuovo secolo
18:41dal quale stiamo apprendendo tante cose
18:46e anche a sentire questa nuova voce
18:48di questo secolo.
18:51E credo che abbiamo la necessità
18:54di riscrivere l'identità delle fondazioni liriche.
18:58Le possiamo chiedere a cosa pensate
19:00per il prossimo anno?
19:01Sarà il trentennale?
19:03Ci dica una cosa, è chiaro che ci sarà...
19:05Il prossimo anno saranno in 130 anni
19:08dalla riapertura.
19:09Sì.
19:10Dalla prima apertura.
19:12Dalla prima apertura.
19:1330 anni dalla...
19:13Dalla riapertura.
19:14Dalla riapertura.
19:16Sono anche 35 anni al 1992.
19:19Certo.
19:19Ma stiamo pensando a un qualcosa di esteso.
19:24Sì.
19:25A qualcosa di molto esteso
19:26che allaghi tutto il 97
19:29e che possa essere memoria
19:33e riscrittura di questa nuova identità
19:36della quale parlavo poco fa.
19:38Qual è la funzione oggi dei teatri?
19:40Io credo che la funzione oggi dei teatri
19:42non sia solo quella
19:45dell'intrattenimento.
19:46E quindi questa funzione qual è?
19:50È quella di manifestare,
19:53rappresentare
19:54un modello di vita possibile
19:56attraverso l'arte.
19:57Quindi attraverso il massimo per la città,
19:59attraverso la cura dell'orchestra,
20:01del coro, del corpo di ballo
20:03con i suoi elementi
20:04di tutte le maestranze,
20:05delle scenografie,
20:07degli allestimenti.
20:08Quindi diventare una grande officina
20:10laboratorio nel 2027
20:12per festeggiare i 130 anni,
20:15per ricordare i 30 anni
20:16per non richiudere mai più,
20:18per ricordare i 35 anni dal 1992
20:22e per ricordare qual è l'identità
20:25delle città teatro Massimo
20:27e delle città Palermo.
20:28Marco Betta è un compositore,
20:30ha studiato musica per tutta la sua vita.
20:34Continua.
20:35Continua, infatti,
20:36è anche docente del conservatorio
20:39e a guardare questi numeri
20:41è diventato anche un buon manager.
20:43Come si muove fra queste due anime?
20:46Ma questa è una cosa
20:47che un po' mi intimidisce
20:50perché me la dicono un po' tutti
20:52e che tutti hanno l'idea.
20:53Ma lei se l'aspettava da se stesso?
20:55Perché molti non se l'aspettavano da lei.
20:58Sì, allora,
21:00e questo un po' mi mette
21:02un minimo in confusione,
21:04nel senso che gli artisti, i compositori
21:06siamo un po' come gli atleti e i militari,
21:08siamo molto organizzati,
21:10dobbiamo fare un...
21:12ci dobbiamo svegliare presto
21:13per lavorare, per studiare,
21:15perché poi non c'è tempo.
21:16Non solo, ma dobbiamo fare allenamento
21:18tutti i giorni.
21:19E questo coi conti c'entra?
21:24Molti sanno che l'attinenza
21:25fra la musica e la matematica
21:27è un rapporto inorganico,
21:32in qualche modo.
21:33Io non so se questo centri,
21:36sicuramente l'organizzazione
21:37dell'orchestrazione,
21:39delle architutture formali in partitura
21:41e della misura della musica,
21:43che è anche una misura numerica,
21:46probabilmente ha allenato
21:48il mio cervello
21:49a seguire degli schemi molto,
21:52come dire, precisi, aderenti
21:53e che necessitano di una grande organizzazione,
21:56ma io penso che poi alla fine
21:59rispetto alle questioni del bilancio
22:01ci siano quelle che sono le strategie
22:03che sono sospese fra tecnica e passione.
22:06Quando una cosa poi
22:09tu la concepisci
22:10in una sola visione
22:13con un misto di sentimento,
22:16di amore quindi,
22:18di passione,
22:19di comprensione quindi profonda
22:21e ti dedichi ore al giorno,
22:23infatti poi non c'è il tempo
22:24per fare niente,
22:25i risultati
22:26possono arrivare
22:28chiaramente
22:29con l'aiuto
22:29di tutti i lavoratori.
22:31Pesci mette insomma
22:31un po' di romanticismo in questo,
22:33però noi non ci crediamo
22:34che sia solo questo.
22:35Però vorrei dire
22:36che questi risultati
22:37non sono merito
22:38di un compositore
22:39che sa fare bene il bilancio.
22:41C'è tutto lo staff
22:42del teatro massimo
22:43che lavora.
22:44Ha un buon management, insomma.
22:45Il management
22:46è quello che in realtà
22:47ha vinto
22:48insieme a tutti i lavoratori
22:49e al pubblico
22:50perché se non ci fosse stato
22:51il pubblico
22:52che amava
22:52e che sposava questi progetti
22:57nei momenti belli
22:58e nei momenti brutti
23:00perché io devo ringraziare
23:01il pubblico
23:01e i lavoratori
23:02a profitto di questo.
23:04Sì, no, ma le volevo proprio
23:05chiedere del pubblico.
23:07Che pubblico ha oggi
23:08il teatro massimo?
23:09Ma io trovo
23:10che il pubblico
23:11che ha oggi
23:11il teatro massimo
23:12è meraviglioso
23:12perché è un pubblico
23:13attento, non compiacente.
23:16Ci sono i grandi esperti
23:18Sì, c'è un drappello
23:19forte di esperti.
23:21Che vengono
23:21e sono anche critici
23:24ma ben venga la critica
23:25perché ti hanno comunque
23:26delle indicazioni
23:27che ti consentono
23:28di spostare l'asse
23:30e la direzione.
23:31Il problema è sempre
23:32sapersi ascoltare
23:33come insegna la musica.
23:35C'è un pubblico
23:36anche di turisti
23:36quindi c'è un pubblico
23:37eterogeneo
23:38anche di persone
23:39che arrivano
23:40non conoscono Palermo
23:41e prendono
23:42questa esperienza
23:43di Palermo
23:44come per cristallizzare
23:46un ricordo
23:46che nella loro vita
23:47probabilmente
23:48è di andare a legare.
23:48Magari c'è un po' meno
23:49eleganza rispetto
23:50alla fase
23:51che ha preceduto
23:52la chiusura.
23:53Parliamo del dress code
23:54mi sembra di capire.
23:55Il dress code è un po' calato
23:56però ben venga
23:57insomma
23:58a parte alcune curiosità
23:59poi insomma
24:00i turisti amano
24:01essere anche informali
24:02lei ha sicuramente
24:04girato per teatri europei
24:06anche ex europei
24:07insomma
24:08il dress code
24:09non è più così importante.
24:11So che sarò spiacevole
24:12per molti
24:13perché magari
24:14questa è una delle critiche
24:15che mi arriva
24:16più di sov'è
24:16più spesso
24:20cosa le dicono?
24:21Che il dress code
24:22non è rispettato
24:23però io credo
24:24che sia anche
24:25un grande respiro
24:26di libertà
24:27poter accogliere
24:28dei turisti
24:28che magari arrivano
24:30non hanno il tempo
24:31però hanno comprato
24:31il biglietto
24:34ora questo potrebbe
24:35farmi sembrare
24:36un cinico
24:37che guarda solo
24:38all'incasso
24:40però
24:41da compositore
24:43io penso
24:44che se una mia opera
24:45viene eseguita
24:47penso
24:47che se un giorno
24:49io non ci sarò più
24:49come avverrà
24:51e quindi
24:52qualcuno
24:53dovesse ascoltare
24:54un mio pezzo
24:54io
24:56guarderei
24:56all'anime
24:57e alle orecchie
24:58con le quali
24:58li ascolta
24:59più a come è vestito
25:00anche perché
25:01probabilmente
25:01dall'aldilà
25:02non lo vedrei
25:03come è vestito
25:04quindi questo pensiero
25:06a un certo punto
25:06sempre coltivato
25:08il grande spirito
25:09di libertà
25:09del pubblico
25:11e del teatro
25:11di cui esiste
25:12ma mi rendo conto
25:15che questo pensiero
25:17non incontra
25:18il favore di tutti
25:18c'è chi vorrebbe
25:20più ordine
25:21e questo fa parte
25:23dell'altro lato
25:24c'è un compositore
25:25che forse
25:26è riuscito insieme
25:27a tutto lo staff
25:27a fare bene i conti
25:29però è disordinato
25:30come artista
25:31dall'altro
25:32quindi in qualche modo
25:33pregi e difetti
25:34che possiamo mettere insieme
25:36quanti lavorano oggi
25:37al teatro massimo
25:38che è un'industria
25:39ormai importante
25:40dotazione organica
25:41prevede 358 lavoratori
25:43però poi con le punte
25:44dipende da Ida
25:45possiamo arrivare anche
25:46a 400
25:48superarli
25:49è comunque
25:50una bellissima
25:50in questo momento
25:51l'idea
25:52degli ultimi anni
25:53è proprio di un
25:54di un formicaio
25:55veramente tanta gente
25:56che brulica
25:57le visite
25:58insomma anche le visite
25:59vanno molto bene
26:00hanno dato buone soddisfazioni
26:01ottime
26:02le visite guidate
26:03sono uno zoccolo duro
26:05è vero
26:05di questo teatro
26:07e funzionano
26:07devo dire
26:08e sono anche
26:09un'anticamera
26:10per il palcoscenico
26:12perché poi
26:13molti turisti
26:14rimangono in qualche modo
26:16appassionati
26:16una cosa che vuole cambiare
26:18chiudiamo all'interno
26:20proprio del manufatto
26:21che comunque è
26:22straordinariamente bello
26:23è un capolavoro
26:24architettonico
26:25anche per dimensioni
26:27che cosa va cambiato
26:28e cambierà?
26:29una cosa
26:29che non si può cambiare
26:31è trovare nuovi spazi
26:33all'interno
26:34per fare sale e prove
26:35e questo è molto difficile
26:37è un ragionamento
26:38che vi porta fuori
26:39dal teatro
26:39perché questo sogno
26:40irreale
26:41poi si scontra
26:42con le problematiche
26:43e la sicurezza
26:44che vengono prima di tutto
26:45perché il teatro
26:46deve essere
26:47in primo luogo sicuro
26:49per tutti
26:50per i lavoratori
26:50e per il pubblico
26:52un'altra cosa
26:53è che vorrei cambiare
26:54architettonicamente
26:55degli spazi
26:56qualcosa
26:57che ha a che fare
26:58con un progetto
26:59magari concreto
27:00cercherei di riuscire
27:01e questo stiamo cercando
27:03di farlo
27:03a trovare tutti i modi
27:05per fare degli altri
27:06piccoli teatri
27:07dentro il teatro
27:08che già ci sono
27:08cioè potenziare
27:09sempre di più
27:10più che cose nuove
27:12vorrei la sala ONU
27:14potenziarla
27:15riuscire a fare in modo
27:16che anche il foyer
27:17possa essere la città
27:18dell'opera lirica
27:19e dell'arte
27:21sempre di più
27:22e che tutti gli spazi
27:24possano sempre di più
27:25essere segnati
27:27dalla presenza
27:28del teatro
27:29che già c'è
27:29ce lo saluta Bolle
27:31che sta qui
27:31fino a mercoledì
27:32ve lo saluto
27:33con grandissimo piacere
27:35e noi salutiamo lei
27:36grazie di essere stato qui
27:38grazie a voi
27:39TGS7 finisce qui
27:40grazie a tutti
27:41buona domenica
27:42grazie a tutti
27:58a tutti
27:58grazie a tutti
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