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Tgs Sette edizione del 27 settembre 2026
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NovitàTrascrizione
00:15Buona domenica, bentrovati a TGS7. È stata una settimana, quella trascorsa, nella quale si è aperto un festival che per
00:24la prima volta ha abbracciato i temi del Mediterraneo.
00:28Un festival letterario dal titolo Logos, tre giorni di presentazioni, di incontri con personaggi della letteratura internazionale, parole ma anche
00:39intrecci di culture con incontri di altro tipo.
00:43Si è parlato di cucina, si è parlato di attualità, si è parlato di pace, quella pace che il Mediterraneo
00:49rivendica tutti i giorni.
00:50Abbiamo la direttrice artistica di questo nuovo festival letterario in studio. Che saluto e che ringrazio per aver accettato il
00:57nostro invito.
00:58Nadia Terranova, bentrovata nei nostri studi, benvenuta nei nostri studi, mi correggo.
01:02Ma perché questo festival? Qual è stata la ragione che l'ha spinta ad accettare un incarico così impegnativo?
01:09La follia? La voglia di sperimentare qualcosa che avesse a che fare con la letteratura che è il mio mondo,
01:16il mondo in cui sono cresciuta, il mondo in cui sento di muovermi a mio agio.
01:22Ma non soltanto, perché è una letteratura che si arrocca fuori dal mondo e è una letteratura che perde la
01:27sua capacità di incidere sulla realtà.
01:29Quindi il desiderio alla base di Logos era quello di riunire tutte le arti, le discipline, dall'enogastronomia al teatro,
01:40al cinema, alle arti visive, l'illustrazione, il fumetto, la musica, il linguaggio del recital.
01:47Quindi la parola scritta, letteraria, che prende carne e voce sul palco.
01:53Questo sogno è in realtà questa convivenza, questa polifonia che nella mia testa c'è sempre stata, perché io sono
02:00una lettrice, ma sono anche una fruitrice di tutti questi mondi.
02:04Quindi l'idea di poter vedere sul palco, sui palchi, un'intera piccola città, un'intera piccola comunità che si
02:14riunisce per festeggiare, per celebrare il potere della parola, il potere della musica, dell'arte,
02:21è alla base di questo soffione, di questo tarassaco che è il logo di Logos, quindi un fiore che sparge
02:27i suoi petali in tutto il Mediterraneo.
02:29Ma perché una scrittrice, due volte finalista al premio Strega nel 2019 con Addio Fantasmi e l'anno scorso con
02:36quello che so di te, si cimenta in un ruolo di questo genere?
02:39Perché in fondo costruire un festival è come costruire l'impalcatura di un romanzo.
02:44C'è un mondo interamente invisibile agli altri che tu hai dentro la testa, dentro il cuore e che conosci
02:52benissimo, gli altri non lo vedono ma per te è reale,
02:54dal primo momento in cui cominci a fare una scaletta, a pensare agli ospiti, è come quando vai nel mondo
02:59e stai scrivendo un romanzo, cioè sempre.
03:01Gli altri non lo sanno ma c'è una parte di te con loro e una parte di te invece
03:05che vive già in un altro tempo, in un altro spazio, con altri personaggi.
03:10E così è stato, io costruivo l'impalcatura insieme a questo bellissimo gruppo di lavoro, Marcello Barrale, di Villa Filippina,
03:18Giovanni Lu Giudice della Casematrice Talos, Cristiano Guzzardi
03:21e tanti altri, tante altre che hanno collaborato a costruire mattoncino dopo mattoncino questa bellissima casa che è stata e
03:30sarà Logos.
03:31E stavolta però non ero da sola, come nella scrittura di un romanzo, che è ovviamente diverso, è strano per
03:38una persona abituata a stare da sola dietro le quinte,
03:40è un altro tipo di messa in gioco, però se non ci si mette in gioco si muore.
03:44Quando io l'hanno proposto a cosa ha pensato? Ci ha pensato su, ha detto subito sì? Come funzionano cose
03:50di questo genere?
03:51Ci ho pensato su, non so come funzioni, ci ho pensato su perché avevo sempre sognato di poter restituire alla
03:58Sicilia,
03:59che tanto mi ha dato e tanto mi dà dal punto di vista dell'immaginario e anche del sostegno,
04:04perché io sono stata molto sostenuta, soprattutto agli esordi, quando avevo bisogno dovevo far conoscere la mia voce
04:09dalle rassegne siciliane e dai librai siciliani e quindi mi è sembrato una grande possibilità di restituzione,
04:16avendo fatto una parte importante di percorso, però naturalmente avevo molti dubbi, dubbi legati proprio anche all'inesperienza
04:24e allora mi sono ricordata cosa mi disse una volta uno dei miei mentori, mi disse
04:28l'ingenuità che dà l'inesperienza, naturalmente ti dice che c'è ancora molto da fare, molto da imparare,
04:36si possono fare degli errori, ma la freschezza dell'ingenuità non ce l'ha nessuno, quindi quando senti buttati nelle
04:42cose.
04:42Quindi insomma già si assolve a prescindere, con questo figlio chi ti può dare addosso.
04:49E che devo fare?
04:49Senta un po', a proposito di Mediterraneo, lei è una scrittrice puramente siciliana, il ricordo, la memoria,
04:57le trame familiari, il rimpianto, ma anche la prospettiva, sono nella sua scrittura.
05:03Cosa si può portare nell'organizzazione di un festival di questo patrimonio che è interiore ed esteriore?
05:10Logos è come un grande albero, alle radici di questo albero c'è la Sicilia, c'è il mondo del
05:15Mediterraneo,
05:16si chiama questo festival Parole dal Mediterraneo, proprio perché vede suonare e risuonare note, parole,
05:27espressioni, profumi, sapori che sono propriamente siciliani.
05:31Io dico sempre che non sono una scrittrice italiana, sono una scrittrice dello stretto,
05:35di questa particolare sottoregione della Sicilia che è lo stretto.
05:39Quindi la mia patria, anzi la mia matria, va via via ingrandendosi, si passa dallo stretto alla Sicilia
05:46e poi all'Italia, all'Europa.
05:48Naturalmente noi intendiamo il Mediterraneo non in senso localistico, ma in senso enorme.
05:54Noi, insomma, con Melisse de Querangà, l'ospite del festival, vogliamo veramente raccontare
05:59tutte le lingue del Mediterraneo, tutte le culture che formano la nostra storia.
06:04A che pubblico si parla con un festival del genere?
06:08Noi abbiamo bambini, giovani, ragazzi, Villa Filippina invasa da persone di tutte le età.
06:15Io credo che immaginarsi soltanto un tipo di pubblico sia una forma di offesa nei confronti delle persone,
06:22perché tante volte la cultura si è arroccata dietro un'idea molto snobistica di ricezione.
06:29Invece io sono convinta che i libri, i grandi libri, i libri belli, non i libri bruttini, ammiccanti o commerciali,
06:38abbiano una forza straordinaria quando arrivano a tutti.
06:41Oggi noi possiamo leggere una terzina di Dante a una persona analfabeta come a un grandissimo erudita.
06:47E la forza, la potenza sentimentale ma anche formale di quella terzina gli arriverà.
06:53Senta, gli editori ci credono in queste manifestazioni, si dimostra. Come li si convince?
07:00Gli editori hanno risposto da subito molto molto bene.
07:04Io so che non è facile perché l'editoria cartacea viene continuamente minacciata dalle nuove tecnologie,
07:11anche se con mia grande felicità si sta già registrando un passo indietro,
07:16perché piano piano ci stiamo accorgendo che ciò che dà la lettura del libro di carta è insostituibile a livello
07:23proprio neurologico.
07:24E quindi comunque è bello che non solo che resista ma che addirittura si riaffermi anche attraverso i più giovani.
07:32Tante persone della mia età hanno smesso di leggere libri di carta o sono più assediati dal tempo che non
07:39hanno.
07:39Invece i ragazzi si stanno cominciando a ritagliare uno spazio perché per loro è quasi una novità i nativi digitali.
07:44Quindi gli editori hanno risposto bene, hanno scommesso e noi speriamo di chiudere la manifestazione
07:50dicendo che gli editori hanno portato a casa un incasso, perché bisogna anche parlare di questo.
07:56La filiera editoriale si struttura e può strutturare i suoi presidi di cultura, le case editrici, le librerie,
08:03anche attraverso la fiducia della gente.
08:05Quindi abbiamo tenuto un biglietto molto basso in modo che la gente potesse avere voglia di uscire da Villa Filippina
08:11con un libro, comprando almeno un libro.
08:13Senta, prima di passare a qualche domanda sulla sua attività di iscrittrice, le chiedo
08:18Palermo è una città di rassegne letterarie, questa non lo è puramente ma principalmente.
08:24Ce n'era bisogno se vogliamo malignare un po'?
08:28Io benignerei più che malignare.
08:30Direi che una città che dimostra di saper fiorire poi continua a farlo in maniera incontrollata, imprevedibile.
08:37Una città che esprime un bisogno, esprime un desiderio di cultura è sempre da ascoltare.
08:43Noi abbiamo in questi giorni messo a frutto un bellissimo gemellaggio con un altro festival,
08:48Mercurio, che è un festival che si occupa principalmente di teatro, di teatro molto interessante,
08:53una delle realtà più belle che ci sono in Sicilia e forse direi in Italia.
08:57E poiché i giorni si accavallavano ci siamo guardati e abbiamo detto cosa facciamo?
09:01Perché è inutile pensare che uno dei due faccia un passo indietro, no? Che brutto.
09:04guardiamoci in faccia e facciamo degli eventi gemellati.
09:07E funziona, ha funzionato.
09:10Io credo che questo serva.
09:11Palermo è grande, Palermo può ospitare, può moltiplicarsi, può sostenere.
09:16Magari avere un evento al giorno e anche di più popolato da persone che si scambiano anche consigli su dove
09:24andare.
09:26La Sicilia è una terra di scrittura, di scrittori, insomma grandissima tradizione.
09:31Ma è una terra di lettori?
09:34Io so che la narrazione disfattista va tantissimo perché a nessuno come ai siciliani, e lo dico da siciliana, piace
09:42lamentarsi e lamentare che nulla va bene.
09:45Perché questo ci ha sempre confortato nel nostro immobilismo.
09:48E purtroppo i nostri grandi romanzi lo raccontano.
09:51Questa è una terra che fa veramente fatica a lasciare andare e a guardare il futuro.
09:56E io penso che le parole creino la realtà, non devono rispecchiarla.
10:00La letteratura passiva rispecchia la realtà, infatti non smuove le cose.
10:06Ma la letteratura attiva, uno sguardo attivo, che può essere anche uno sguardo politico attraverso l'arte,
10:11è una letteratura che in fondo dice, va bene, c'è questa narrazione, creiamone un'altra.
10:16Sarà pur vero che ci sono pochi lettori.
10:19Ma facciamo che dopo questi quattro giorni ne avremo di più.
10:22Facciamo che questi bambini che si sono comprati dei libri col sorriso e con i libri in mano li fotografiamo.
10:26Non avrei dovuto provocarla, perché lei è un fiume in piena da questo punto di vista.
10:31Io amo i libri, amo la cultura e quindi...
10:33Certo, no, ma la sfida è tutta lì.
10:35Anche lo stereotipo, anche le aspettative, insomma vanno sfidate anche con operazioni di questo genere.
10:42E dunque Nadia Terranova dove trova il tempo per scrivere?
10:45Come scrive, come lo fa?
10:46Si siede, lo fa su una poltrona, lo fa davanti a un pc. Qual è il suo metodo?
10:52Io la mattina mi sveglio e scrivo.
10:53Prima subito, adesso dopo che lascio mia figlia a scuola o che la lascia mio marito,
10:57la mattina la dedico alla scrittura, il pomeriggio e tutto il resto.
11:00E un anno e mezzo fa mi sono cancellata definitivamente per sempre da tutti i social network.
11:05Ah, questa è una roba radicale.
11:07Ho fame di vita, di scrittura e di lettura.
11:10Ho una certa età, tra un anno e mezzo avrò, girerò il mezzo secolo di vita.
11:15Gli anni che mi restano li voglio passare a leggere, non a scrollare.
11:19Le idee non mancano?
11:21Ah, scrivere scrivo.
11:23Leggere grazie al cielo, chissà, ce ne andremo da questo mondo con meno libri letti di quanti vorremmo.
11:29Senta, è il sogno di un Mediterraneo di pace.
11:31C'è anche questo sogno in una rassegna del genere, no?
11:34C'è tantissimo, noi abbiamo ospitato eventi sul genocidio, su Gaza, sui conflitti, abbiamo scelto di raccontare come si racconta
11:45la guerra,
11:46ci siamo posizionati con eventi che raccontano la pace, donne per la pace soprattutto e non solo, donne, uomini e
11:54bambini per la pace.
11:55Ce n'è un bisogno disperato, nessuno ha bisogno di una guerra, nessuno può averne bisogno, figuriamoci di più d
12:00'una.
12:01Un suo bilancio, lei non ha ancora 50 anni, non avevamo citato questo numero, ma i numeri non sono così
12:07importanti alla fine.
12:09Al momento il suo bilancio qual è adesso che si cimenta con questa nuova avventura?
12:13Dopo aver pubblicato tanto, con tante copie vendute, essere entrata anche nel circuito, se vogliamo, dei metrapenser,
12:20perché lei ragiona su tante cose anche della contemporaneità.
12:23Io penso sempre a quella ragazzina che fece il primo tema al liceo, col mio professore italiano,
12:29che era un poeta, un intellettuale, stava per andare in pensione, dopo di noi andò in pensione,
12:34resta il primo tema, non mi conosceva e disse, questo ride sempre, non le avrete dato due soldi,
12:40poi scrive ed è esplosiva, spero di restare sempre così, un po' corrosiva.
12:45Un po' si vede che ha mantenuto quel sacro fuoco e dunque le faccio molti auguri, complimenti
12:51e ci vediamo il prossimo anno.
12:53Grazie, l'aspetto, vi aspetto.
12:56Ci fermiamo, ci fermiamo fra poco un nuovo ospite, un altro ospite, salutiamo ancora Nadia Terranova.
13:11Approfondimenti su patologie, diagnosi, terapie e innovazioni in campo medico.
13:18Da casa potete confrontarvi con i nostri specialisti, potete mandare le vostre domande in diretta
13:25al 335-87-83600.
13:29Torna dal 30 settembre TGS Salus.
13:33Vi aspetto tutti i mercoledì a partire dalle 15.
13:41Speciale weekend con Malika Ianna.
13:50Sabato 3 e domenica 4 ottobre, su RGS e TGS, Malika Ianna presenta il nuovo album, Cicali.
13:58E il tour Malika Ianna a Teatro 2026, il 19 novembre a Catania, Teatro Metropolitan,
14:05il 20 novembre a Palermo, Teatro Golden.
14:15E rieccoci in studio con un ospite graditissimo, Gian Mauro Costa, che ha presentato il suo
14:22ultimo romanzo proprio durante la rassegna Logos a Villa Filippina a Palermo, un romanzo
14:28che parla di Palermo, ma parla di Palermo negli anni 70.
14:32Benvenuto nei nostri studi, Gian Mauro, caro collega, scrittore di successo, tant'è che
14:37lo pubblica Mondadori, certo non una cosa da poco, questo romanzo si intitola Gli Immortali.
14:43Chi sono gli immortali?
14:44Beh, gli immortali erano quelli della generazione, i giovani della generazione degli anni 70,
14:52che credevano di poter cambiare il mondo e credevano anche di essere invulnerabili rispetto
15:00alla morte, che sembrava, come a tutti i giovani, un evento così remoto e quasi impossibile,
15:08ma che soprattutto per quella generazione era davvero molto lontano dalle utopie e dai sogni.
15:18Cambiare il mondo poteva significare in qualche modo diventare invincibili e diventare immortali.
15:25Quindi le cose non sono andate in questa direzione.
15:29È un memoir che ovviamente ha un gancio, un espediente letterario anche molto ben congegnato,
15:36l'attesa di un risponso medico, di un esame istologico, il protagonista si consuma in questa
15:44attesa e nel frattempo si passa davanti una storia lunga, parecchi anni.
15:52È una storia anche personale, è una collocazione nell'ambito di una generazione,
15:57ci sono tanti personaggi di Palermo citati in modo più o meno esplicito.
16:03Com'è stato lavorare a questa raccolta di ricordi?
16:06Debo dire che non è stato complicato da un punto di vista narrativo, lo è stato forse
16:13di più da un punto di vista personale e psicologico perché in qualche modo si trattava di ripercorrere
16:21dei vissuti spesso piacevoli ma talvolta anche dolorosi, tenendo conto appunto di tutti i problemi
16:31che hanno colpito quella generazione. Tu hai detto bene, si tratta di un diario, un diario
16:37di ansia se vogliamo, dei dieci giorni di attesa di un risponso e di un misterioso messaggio
16:45che induce il protagonista, l'io narrante, a credere che una spiegazione o una soluzione
16:52a quello che gli sta accadendo vada rintracciata negli anni settanta e lì parte il nastro della memoria.
17:00E allora, è un romanzo che nell'attraversare una lunga fase parla di tante cose, parla di
17:09politica, parla di anarchia, parla di sinistra, parla di mafia, della mafia che scommette sul
17:16mercato della droga palermitano e semina morte a partire proprio da quegli anni, sotto
17:22gli occhi, se vogliamo, innocenti anche della tua generazione. È così?
17:25Sì, è decisamente così. Non si tratta ovviamente di un'inchiesta giornalistica né di un saggio
17:33sociologico, però ripercorrere quello che accadde in quegli anni fa emergere questi aspetti
17:40o questi retroscena. Cioè, quella stagione della politica che infiammò la generazione degli
17:48anni settanta portava dentro di sé purtroppo i germi di una deriva dovuta alle disillusioni,
17:56allo scontro con la realtà che anche per causa di forze esterne, occulte, criminali, portò
18:05in molti casi alla deriva verso le droghe pesanti. E Palermo fu proprio una città cavia in questo
18:12senso. Improvvisamente furono completamente assenti sul mercato gli spinelli che erano
18:22un poco il simbolo di quella generazione floreale, rocchettara, impegnata e vennero immesse
18:33sul mercato subdolamente le bustine di eroina. Da quel momento la morte, la morte voluta ovviamente
18:41dalla mafia, cominciò a infiltrarsi, a distruggere quella generazione e a portare disperazione.
18:49C'è anche tanta musica in quel periodo e passioni musicali in qualche modo si intrecciano
18:57anche con passioni civili. Rimane tanta cultura, tanta eredità da quel periodo, no?
19:02Sì, Palermo, non dimentichiamolo, proprio all'inizio di quel decennio, nel 1970, ospitò
19:10il Palermo Pop. Doveva essere un grande raduno di rock, non lo fu perché gli annunciati
19:20Rolling Stones, Led Zeppelin, Pink Floyd non vennero, ma fu una grande riunione delle anime
19:28solo i jazz. E Sanci, a Palermo, quello che era un fenomeno che già si stava muovendo da anni,
19:37quello della musica jazz, che poi ha consacrato Palermo come una delle capitali europee del jazz,
19:43grazie al Brass Gruppo, a quello che fece il Brass Gruppo nella sua cantina di Via Duca della Verdura,
19:52dove suonarono i più grandi nomi del jazz. Lì ci fu sicuramente uno spartiacque, anche tra le anime
20:02della sinistra, quella più dogmatica e ideologica, e quella che invece si apriva alla musica, al rock,
20:10come un'altra delle possibili strade da percorrere di ribellione e cambiamento individuale.
20:17Fu anche il periodo in cui, se vogliamo, la borghesia più illuminata scoprì la psicoanalisi,
20:23e questo avvenne anche in questo distretto, no? Si pensava che andare indietro nel tempo,
20:28ricostruire il passato, le relazioni familiari, potesse essere una chiave di lettura del disagio,
20:34dello splin che attraversava questa generazione.
20:39Certo, perché in quegli anni una delle istituzioni che fu messa in crisi, insieme a quella dello
20:47stato borghese, fu la struttura familiare. E quindi sono anni nei quali un poco le controversie,
20:57le tensioni tra la vecchia cultura dei padri e quella dei giovani vennero a entrare in conflitto.
21:05E dopo la fine delle illusioni, del grande sogno collettivo, si rimase individui isolati e con delle
21:16angosce, con dei disagi che dovevano essere sanati in quel modo. Qualcuno li cercò andando in India,
21:23scegliendo la strada spirituale, altri, molti altri invece, cercarono nella psicoanalisi uno strumento
21:32per poter risolvere i propri conflitti interiori e chissà, forse, quelli sociali.
21:39Quello che mi sono chiesta, leggendo, e di questo non abbiamo parlato nel preparare questa
21:44intervista, è se vi ritenevate giovani perfettamente calati nel continente, nella modernità e anche
21:52nel dissidio europeo di quel tempo, le grandi proteste, la questione dei grandi diritti.
21:59Cioè Palermo era periferia o no?
22:02No, Palermo non è mai stata periferia, anzi è stata all'avanguardia su tanti fronti, nel
22:09bene e nel male, sul fronte della protesta. Non dimentichiamo che poi altri movimenti successivi
22:15a quello del 68, quello del 77, ma anche dopo, poi quello della Pantera, ha sempre visto
22:21gli universitari di Palermo in prima linea. Sulla cultura Palermo non è mai stata provincia,
22:27citavo Palermo un po' ma c'è da citare esperienze teatrali straordinarie come quelle
22:33di Michele Perriera, di Beno Mazzone, una vitalità anche letteraria che era sempre stata molto
22:41forte. Quindi no, Palermo non è stata periferia, in questo i suoi collegamenti anche internazionali
22:50sono stati molto forti.
22:52E cosa rimane però di quell'epoca? Perché il libro lascia intravedere un tantino di malinconia
22:59anche se poi c'è uno slancio, che non sveliamo del tutto, ma diciamo di speranza ce n'è
23:04e tu fai riferimento alle nuove generazioni, sulle quali puntate anche molto nel distretto
23:10culturale del Rouge Noir, che gestisci assieme alla tua famiglia, che è diventato un epicentro
23:16di grandi stimoli rispetto al cinema, alla cultura contemporanea.
23:19Beh, se vogliamo anche questa esperienza del Rouge Noir, soprattutto del Super Cine Club,
23:24che è un appuntamento seguito davvero da centinaia di ragazzi e figlio di quelle esperienze
23:30e di quella stagione. Perché quella fu anche l'epoca del cinema alternativo, dei locali
23:40d'essè, dove si andavano a vedere film diversi e dove si maturava una coscienza culturale
23:47e politica particolare. Ma io infatti in questa analisi, che devo dire abbastanza, non dico
23:55spietata, ma senza sconti che faccio a questa generazione degli anni 70, il bilancio appunto
24:02non è catastrofico. Perché se quella generazione è stata sconfitta sul piano politico, sicuramente,
24:10in molti casi anche sul piano personale, esistenziale, ha però lasciato delle grandi eredità
24:19nel campo culturale, nel campo dei diritti, come dicevi tu. Non dimentichiamo la grande
24:25questione femminile, che fu un grande carburante per esplosioni di libertà e consapevolezza.
24:34E queste cose non possono non essere rimaste oggi in una generazione che è molto forse più
24:42consapevole per tanti aspetti. Tu parlavi del piano internazionale, allora si scendeva per
24:48le strade per protestare contro una guerra nel Vietnam, che era molto lontana, ma che
24:55si riempiva di contenuti politici. Oggi questi ragazzi la guerra non ce l'hanno in Asia, ce
25:02l'hanno alle porte di casa e avvertono tutta l'angoscia di quello che sta accadendo nel mondo.
25:09Un'ultima domanda. Poche presentazioni ancora, perché il libro è appena uscito e tantissima
25:16gente viene ad ascoltare. Che bisogno c'è di sentire raccontate queste storie dal tuo
25:22punto di vista?
25:23Penso che lo abbiamo anche un poco fatto capire grazie alle tue domande e a quello che abbiamo
25:30detto. Il bisogno di capire dove tutto un poco è nato, lo spartiacque sta sicuramente
25:37nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda. C'è da ricordare che questa generazione
25:44degli anni settanta è stata tra le prime, se non la prima, a essere giovane in tempo
25:51di pace. Ha vissuto tutto in tempo di pace. Oggi, in cui queste certezze, che per noi erano
25:59assolute di vivere in pace, non ci sono più, bisogna andare a capire cosa ci ha portati
26:08a questo. Cosa ci ha portati per esempio a un pianeta, altro tema per cui i giovani di
26:14oggi sono sensibilissimi, che sta agonizzando con un clima, con una situazione ambientale
26:24disastrosa per colpa dei potenti della Terra.
26:27Una chiosa sul giornalismo. Sei stato a lungo giornalista, hai visto di tutto, hai vissuto
26:32anche momenti tragici in cui neanche la deontologia ci aiutava più di tanto nel libro racconti
26:38di avere chiesto ad un bambino la testimonianza dopo l'omicidio del padre. Di questo cosa possiamo
26:46dire in un momento in cui la nostra professione è così sotto attacco?
26:49Sì, io debbo tutto al giornalismo. Io più che dico sempre che sono un giornalista che scrive
26:57libri e romanzi, preferisco questa definizione, ho avuto l'onore di stare in un giornale coraggioso,
27:05piccolo e battagliero come il giornale Lora, poi una lunga esperienza in Rai. Credo che sia
27:11un momento delicatissimo per uno dei pilastri di ogni democrazia, quello della stampa e della
27:18libertà di stampa che è messa in difficoltà per ragioni economiche, per tecnologie che hanno
27:26avuto sviluppi dissennati e senza regole, però credo che sempre ci sarà bisogno di un
27:34giornalismo autorevole che possa dare informazioni corrette, vere, che possa in qualche modo suggerire
27:42dubbi come è giusto che ogni buon giornalista faccia.
27:48Allora vi lascio con la copertina degli immortali di Gian Mauro Costa per Mondadori, un grande
27:55editore, in bocca al lupo dove ce ne fosse bisogno e ci vediamo presto.
28:01Grazie Marina, grazie a tutti voi.
28:03Finisce qui TGS7, ci vediamo la prossima settimana, arrivederci.
28:08Grazie a tutti.