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Tg Sette edizione del 15 febbraio 2026

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Novità
Trascrizione
00:07Musica
00:15Buona domenica, bentrovati questo è TGS7, il nostro rotocalco settimanale.
00:21Abbiamo ricordato nei giorni scorsi i 40 anni dall'inizio del maxiprocesso a Cosa Nostra,
00:27una vicenda epocale che viene raccontata in un libro bellissimo secondo me,
00:33che porta la firma di Pietro Grasso che di quel processo fu giudice all'Atere.
00:39Lo abbiamo invitato a parlare di Umaxi, questa sua ultima fatica perché non è il primo libro di Pietro Grasso.
00:46In primis la saluto Presidente e benvenuto a TGS7.
00:49Salve, salve a tutti.
00:51Abbiamo preparato una brevissima scheda, certamente 50 secondi non basteranno a elencare quello che è accaduto
00:59in quell'anno incredibile, ma le cifre vi danno l'idea di quello che accadde.
01:04Eccola.
01:0710 febbraio del 1986, a Palermo si apre il più grande processo alla mafia siciliana.
01:14475 gli imputati, un'aula bunker costruita appositamente.
01:18Fra gli imputati Luciano Liggio, Totorina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Michele Greco.
01:24I magistrati del pool che lo istruiscono e i pubblici ministeri in dibattimento sono Giovanni Falcone,
01:29Paolo Borsellino, Giuseppe Aiala, Domenico Signorino.
01:3222 mesi per 349 udienze.
01:36Determinanti saranno le deposizioni dei pentiti, Buscetta, Contorno e Calderone.
01:41La Corte che giudica è composta da Alfonso Giordano, presidente della Corte d'Assise,
01:46da Pietro Grasso, giudice all'Atere, 6 giudici popolari effettivi e 6 supplenti.
01:51Il 16 dicembre 1987 arrivano 346 condanne, 114 assoluzioni, 19 iergastoli, 2665 anni di carcere.
02:02Il 30 gennaio del 1992 la Cassazione conferma
02:06Cosa Nostra è un'organizzazione unitaria, un sistema criminale capillare
02:11che pervade Palermo e buona parte della Sicilia.
02:15Il presidente Grasso aveva 41 anni quando si è aperta la prima udienza
02:20poco meno quando fu chiamato per questa piccola, grande trappola.
02:26Lei la definisce così, lo temette quando fu convocato.
02:29Ci può raccontare quell'episodio, presidente?
02:32Ma ovviamente era luglio del 1985, io mi trovavo in vacanza a Mondello, nella mia villa
02:38e tutto mi aspettavo tranne una telefonata del presidente del tribunale, Franco Romano,
02:44il quale mi chiamò e mi disse
02:47vieni urgentemente, ti devo parlare.
02:50Io naturalmente gli dissi, ma io sono in ferie, quando entrerò in ufficio ne parliamo,
02:55così urgente.
02:57Lui dice, no, devi venire assolutamente.
02:59Io dissi, ma ho la macchina dal meccanico e non posso venire, una piccola bugia.
03:05Mi pento, ma il presidente insistette e mi disse, ti manda a prendere con la mia macchina
03:10e il mio autista.
03:12E così non potevi fare a meno che levarmi i pantaloncini, maglietta, mettermi i giacca,
03:17calate e andare al presidente del tribunale, il quale appena mi accolse e mi disse
03:22è perché tu, Grasso, sei un bravo magistrato, dirigente, un gran lavoratore, hai anche un
03:28buon rapporto con gli avvocati.
03:30Quindi gli dissi al presidente dove è la pregatura, perché uno che ti manda a prendere
03:34con l'autista e ti incomincia a fare l'elodico, insomma qualcosa ti vuole appioppare.
03:39E di fatti, ma io già avevo capito, ho convocato alcuni magistrati per fare il presidente del
03:46tribunale, della corte di Assise che dovrà fare il maxiprocesso, quello che Falcone, Borsellino
03:51del pull antimafia, stanno finendo di istruire, ebbene tutti hanno presentato certificati medici
03:59oppure devono andare in pensione anticipata o hanno problemi di incompatibilità e quindi
04:05ho deciso di scegliere il giudice a latere e penso che tu lo possa fare.
04:10Io ho detto un attimo Presidente, prima devo parlare con la mia famiglia e poi le darò
04:14la risposta domani.
04:16Ecco, voglio fare un piccolo cenno alla reazione di sua moglie, che non c'è più, mi piace
04:21ricordarla anche perché lei le dedica questo libro.
04:24Sua moglie le tenne bordone, come si suol dire, non era una cosa scontata perché poteva facilmente
04:29immaginare quanti rischi.
04:32Ma non potevo io affrontare una cosa del genere e sapevo cosa avrebbe comportato senza prima
04:38avere l'assenso di mia moglie e quindi andai lì e le dissi guarda che la nostra vita
04:43cambierà da un giorno all'altro se io accetterò questa proposta, perché saremo attorniati
04:48dalle scorte con i giubbotti antiproietti, le mitre in mano, potremmo fare più le nostre
04:55passeggiate in Riva al Mar o in Via Libertà a Palermo, saremo oggetto di calugne, di minacce,
05:02di intimidazioni.
05:04Insomma, tutto questo tu sei disposta ad accettare.
05:07Lei mi disse, ma fare il magistrato è sempre stato il tuo sogno, la tua missione, questo
05:11è il tuo dovere, non puoi tirarti indietro, vai avanti e quello che verrà lo affronteremo
05:16e così lo affrontammo tutti insieme.
05:18Senta Presidente.
05:19Questo fu per me un viatico veramente perché io temevo che lei mi avesse potuto fare qualche
05:26difficoltà ma invece la trovai subito pronta a spingermi addirittura ad andare.
05:32Anche quando riceveste delle minacce esplicite e quando temeste che vostro figlio potesse
05:39anche subire, non dico azioni di disturbo, forse anche peggio.
05:44E purtroppo, infatti quello che io avevo previsto avvenne ben presto perché mentre studiavo
05:50le carte, perché io poi andai dal Presidente e dissi che accettavo, poi mi recai da Giovanni
05:57Falcone per dirgli che io sono stato designato il giudice a lato del maxiprocesso e Giovanni
06:01Falcone mi squadrò dall'alto verso il basso e mi disse, ah sì, vieni con me.
06:07Uscì dalla sua stanza, al seminterrato del Palazzo di Giustizia, attraverso un corridoio,
06:12che aprì una stanza e mi disse con aria plateale, ecco ti presento il maxiprocesso e al presentarmi
06:20il maxiprocesso e rientro in quella stanza e mi si girò il sangue perché c'erano quattro
06:25pareti con degli scaffali fino al tetto pieni di faldoni, di carte che si dovevano leggere,
06:30c'erano 120 faldoni e 400 mila fogli da studiare perché allora il processo era molto
06:35diverso e quindi io vedi che Falcone mi osservava, mi studiava e gli dissi però
06:42non gli volevo dare soddisfazione e gli dissi ma dov'è il primo volume e lui mi indicò
06:47il primo volume e poi mi assegnò uno sgabuzzino là vicino e io mi incominciai a studiare
06:52quelle carte, ero confuso in mezzo a tutte quelle carte, quando arrivò Paolo Borsellino
06:58e mi disse non ti preoccupare, ti aiuto, mi dette una copia delle sue rubriche fatte con
07:03una scrittura minuta, precisa e mi indicava le cose più importanti e soprattutto la collocazione
07:09in quel mare di carte e questo mi aiutò moltissimo, mi sentì coccolato, aiutato da una squadra
07:17di amici che capiva quello che sarebbe stato il mio impegno.
07:20Senta Presidente, ma lei aveva chiare le idee su quanto fosse gigantesca questa operazione
07:26giudiziaria, inedita, pericolosa? Si poteva andare a sbattere? Non tutta l'opinione pubblica
07:32era dalla vostra parte, dalla parte di chi aveva istruito il processo, dalla parte vostra
07:38come corte, Alfonso Giordano che veniva dal mondo della giustizia civile e si disse
07:42ma che cosa deve fare questo signore che non ha mai fatto penale? Tante cose remavano
07:47contro, è vero?
07:50Certo, ma c'era la responsabilità comunque di affrontare i problemi vari che si ricreavano
07:57di andare avanti, ma di fatti io devo dire che dopo aver superato tante di quelle prove
08:03io nella mia vita sono stato aiutato perché io penso che non ci siano cose impossibili
08:11perché con l'impegno e col lavoro si può riuscire a ottenere quello che si vuole
08:16se appunto ci si dedica con passione e con entusiasmo e così abbiamo fatto. Gli ostacoli
08:24erano enormi perché il codice di quell'epoca non poteva far affrontare un maxiprocesso
08:29così enorme. Ma mettiamoci di mezzo anche la paura Presidente, trovarsi di fronte a
08:35Luciano Liggio, poi arrivò catturato Michele Greco, mafiosi di quel calibro che erano, diciamolo
08:42pure, io lo penso francamente, padroni di Palermo. Beh io devo dire che questo non mi ha toccato
08:51la paura nel vedere queste persone, ma la paura io l'ho avuta quando mi sono arrivate le minacce
08:56per mio figlio, quando tornando a casa trovai mia moglie terrorizzata perché mentre mio figlio
09:02era uscito per qualche attimo erano venuti a citofonare sotto casa e hanno detto signora
09:10i figli si sa quando escono ma non si sa se ritornano, capisce bene che tragedia, insomma
09:17che turbamento aveva creato questa minaccia fatta da una persona che seguiva i movimenti
09:24mio figlio e non solo ma aveva l'arroganza e l'ardire dalla strada, ancora non c'erano
09:30le vigilanze sotto casa, erano proprio i primi giorni in cui io studiavo le carte, l'ardire
09:37di minacciare così in maniera diretta e poi scegliamo cosa fare, allora con mia moglie
09:43disse guarda qua la mafia vuole tassarci il polso, vuole capire di che passo siamo fatti,
09:48noi non dobbiamo fare nulla, non dobbiamo nemmeno né dirle al nostro figlio né denunciare
09:52nulla, facciamo finta di niente perché la notizia vedrebbe sui giornali e mostreremmo
09:58una debolezza che non dobbiamo mostrare, quindi decidemmo di non fare nulla ma con quale
10:03ansia, con quale paura, perché mia moglie stava al balcone appena lui ritardava un po',
10:10tra l'altro aveva conquistato dopo l'otto in famiglia il motorino, dovevamo privarlo
10:13di quella libertà che aveva ottenuto e farlo scortare anche lui oppure farlo rinunziare
10:22e poi è diventato un uomo dello Stato suo figlio, ha scelto?
10:25Eh sì, nonostante questo, nonostante aver subito tutto questo, poi ha scelto di fare
10:31il funzionario di polizia, una sua scelta, oddio io non è che la condividevo tanto, però
10:36ho rispettato quelle che erano le sue scelte.
10:39La fermo un attimo Presidente e torniamo subito dopo perché voglio parlare del dibattimento
10:43e dei pentiti del suo confronto anche con Buscetta.
11:34GB Auto si aspetta in via Partanna Mondello 52 a Palermo www.gbauto.com
11:41Rieccoci Presidente, e allora veniamo un po' al dibattimento. Falcone e Borsellino vi
11:47consegnano questa mega istruttoria e poi arriva il momento di affrontare questa gente, questa
11:56organizzazione della quale non si sapeva niente ma che grazie ai pentiti viene messa a nudo
12:02nel suo organigramma. È chiaro che il contributo di Buscetta e di Contorno sono stati determinanti.
12:10ci può dire quando lei decise, scelte anche lei di interrogare Buscetta, come andò?
12:17Devo dire che Buscetta è stato fondamentale anche se c'era stata un'indagine preliminare
12:25di pull anti-mafia che aveva colto le relazioni fra i pentiti, fra i mafiosi, aveva fatto
12:33indagini bancarie nel processo Spatola, quindi i pentiti arrivarono a chiarire la dimostrazione
12:40poi di quello che già era stato in un certo senso già approvato.
12:43A venirlo a dire in aula?
12:46A avere però Buscetta in aula ha cominciato a svelare i segreti, a aprire il forziere di tutti
12:54i segreti di Cosa Nostra, a svelare i riti di come si entrava, come ci si presentava fra
13:00i mafiosi, come era la struttura, le famiglie mafiose alla base, poi i mandamenti, la cupola
13:06che decideva gli omicidi più importanti, gli omicidi eccellenti.
13:11Ebbene, tutto questo chiaramente per noi era importante perché dava il riscontro a tutte
13:17le indagini che erano state fatte, tutti i rapporti tra i vari mafiosi, perché il problema
13:22era dimostrare l'associazione, quindi le relazioni tra i vari mafiosi e questo avevamo già
13:30per esempio i rapporti bancari attraverso la divisione dei profitti del traffico di stupefacenti
13:37e quindi però Buscetta ci dette la cornice, il quadro dentro cui inserire tutto questo panorama
13:45di... e quindi venne fuori l'organizzazione unitaria, verticistica, piramidale con tutte
13:52le gerarchie. Fino a quel momento si negava l'esistenza di Cosa Nostra, si diceva che erano
13:58un insieme di bande criminali oppure si diceva che era una realtà romancesca che si era inventata
14:04Mario Puzzo, l'autore del libro Il Padrino. Quindi finalmente invece Buscetta, la prima cosa
14:13che disse, la parola mafia è una creazione letteraria, noi ci chiamiamo Cosa Nostra, quindi
14:20è detta un'identità all'organizzazione e poi disse anche io non sono un pentito perché
14:25non ho di che pentirmi perché questa organizzazione che prima era dedita secondo una sorta di visione
14:36così mistica che voleva portare avanti, immaginifica che voleva portare Buscetta e disse questa organizzazione
14:45ha cambiato tutto, prima era un'organizzazione che dava solidarietà, amicizia, ora uccidono
14:52i bambini e c'era stata la guerra di mafia con i cordonesi che appunto volevano conquistare
14:58il potere contro le altre famiglie mafiose e quindi è l'organizzazione che è cambiata,
15:06io non mi considero un pentito.
15:08Volevo chiederle anche della città, la città guardava forse impreparata anche a questo
15:17grande avvenimento la costruzione in così poco tempo dell'aula, del maxiprocesso che costò
15:23allora una cifra ingente, 35 miliardi, vi sentivate un po' soli?
15:27Di dire però.
15:29Di dire, certo ovviamente, ci mancherebbe. Come vi sentivate? Un po' isolati in quella fase?
15:37Beh c'era diciamo per esempio Paolo Borsellino che incontrava le persone e diceva a Giovanni
15:45Falcone sai la gente fa il tifo per noi, invece Giovanni Falcone che era più razionale, più
15:50distaccato, diceva guarda a me mi pare che stanno alla finestra aspettando come va a
15:54finire perché nessuno crede che questo processo possa avere risultati positivi e come una corrida
16:01stanno a vedere come va a finire però non è che tutti tifano per il toro, alcuni tifano
16:05per il torero, alcuni tifano per il toro, cioè la mafia e quindi era questa la... c'erano
16:12dei sentimenti contrastanti perché per esempio qualche giornale scriveva anche ma perché
16:18questi soldi spesi era meglio dare questi soldi ai lavoratori e fare... frattanto c'erano
16:24i cortei in città degli operai dell'Alesca che era la società di manutenzione delle strade
16:31eccetera dell'impresa Cassina che erano in cassa integrazione e protestavano e sfilavano
16:36con i cartelli vogliamo la mafia che ci dà lavoro, viva Ciancimino, questo era il clima.
16:43E poi c'erano invece gli studenti universitari, gli studenti in genere che invece appoggiavano
16:49l'inizio del processo, addirittura avevano chiesto che ci fosse un minuto di silenzio nel
16:57momento dell'inizio in tutta la città nel momento in cui si iniziava il marchiprocesso ma
17:02questo naturalmente non fu accorto da nessuno.
17:04Senta Presidente, le chiedo una parola anche per Alfonso Giordano e poi arriviamo all'epilogo.
17:11Una figura straordinaria di grande equilibrio con quella voce piccola, giovane, eternamente
17:17giovane ma che tenne il punto grazie al suo aiuto mi lasci dire in quel periodo, in quel
17:24lasso di tempo che se vogliamo per la giustizia italiana non fu neanche così lungo.
17:28che dice di questo?
17:30No, rispetto ai processi di ora veramente no, perché 22 mesi per quel processo con 475 imputati
17:40veramente allora fu una sorta di record, senza dubbio.
17:44senza dubbio. E quindi il Presidente Giordano fu eccezionale perché riuscì con signorilità
17:52devo dire a accontentare anche tutte le difese degli imputati, a cercare di chiunque facesse
18:01qualche domanda istruttoria veniva accontentato.
18:05Anche le parole terribili di Greco che quando annunciaste il ritiro in Camera di Consiglio disse
18:12vi auguro Presidente, le auguro la pace, insomma una frase pesante, minacciosa, simbolica.
18:19La pace, alcuni fu intesa come un augurio di pace eterna, diciamo, come una sorta di minaccia
18:26ma invece io ho pensato sempre che volesse lui dare il suggello, essere l'ultimo ad avere
18:32la parola e quindi in questo secondo me dimostrò il fatto di essere quello che negava, cioè
18:38il capo di Cosa Nostra.
18:39Il Papa della mafia.
18:41Senta Presidente, le ultime cose che volevo chiederle.
18:44Intanto perché ha scritto questo libro e come lo ricorda quel periodo?
18:51Si è reso conto che si è trattato di una stagione epica per la giustizia di questo paese?
18:58Beh, io ho scritto queste pagine perché ho avuto la possibilità di rivedere alcune immagini
19:06delle udienze e mi sono reso conto che molte cose di quella vicenda sono state dimenticate
19:13perché appunto si ricordano le cose principali, le cose ormai stereotipate come il confronto
19:18a Carlo Buscetta, appunto le frasi di Michele Greco, ma invece ho scoperto tanta umanità,
19:25tante verità, tante storie di personaggi, anche il dolore delle donne che sfilavano davanti
19:32a noi e che avevano perso i figli, i mariti o un padre, ricordo la figura di un padre che
19:40si rammaricava di non avere la vista buona perché il figlio gli era stato ammazzato sotto gli occhi
19:46mentre ero in macchina con lui e dice avrei potuto riconoscere quella persona e purtroppo
19:51la mia vista non mi ha aiutato. Cioè ci sono tante storie, tante storie drammatiche,
19:57chi ha ingoiato i chiodi per bloccare il maxiprocesso, chi si cucì la bocca, chi veniva in barella
20:08perché cercava attraverso certificati medici di sfuggire il processo, insomma c'era un
20:13caleidoscopio di umanità, c'era chi faceva un interrogatorio che sembrava una sorta di
20:20cabaret perché affrontava con una speciosità particolare il modo di raccontare le cose,
20:28poi ci fu il problema del dialetto di contorno che parlava in dialetto e gli avvocati di fuori
20:34non riuscivano a capire nulla. Fu Santi Correnti a tradurlo. Sì, poi ha tradotto il professore
20:41Santi Correnti ma nel momento in cui c'era l'interrogatore eravamo noi, io il presidente
20:46che traducevamo in diretta le risposte per poter farli capire agli avvocati, quindi una serie
20:54di difficoltà l'una dietro l'altra e quindi ci sono da raccontare tante storie, quelle
21:02donne che fecero pentire un pentito, che aveva appena parlato con Falcone, che fecero pentire
21:08di essere pentito e quindi ritornò in aula poi rifiutando di continuare la collaborazione.
21:14Poi ci fu un piccolo domino che fu uscito durante il processo, il proclama di bontà,
21:21insomma ci sono tante storie che meritano di essere riconosciute.
21:26È un libro imperdibile.
21:27E quindi io ho dato fondo a tutti i miei ricordi per poter fornire una traccia di tutte queste
21:34cose che poi, insomma, in maniera che chi vuole veramente approfondire quel momento, momento
21:40che fu di una svolta storica, una svolta nella lotta alla mafia, una svolta di civiltà,
21:46perché ad attuare questo progetto fu tutto lo Stato nel suo complesso, quindi non solo
21:53la magistratura, le forze dell'ordine, ma anche i cittadini che fecero i giudici popolari,
21:59i testimoni, le parti civili, ma anche il governo che stanziò tutte quelle risorse per fare questo
22:05processo e farlo appare.
22:06Una vittoria dello Stato.
22:08Senta, Presidente, ho l'ultimissima domanda.
22:10Lei ha avuto molto dalla vita grazie al suo impegno.
22:15È stato poi procuratore aggiunto presso la Procura di Palermo, procuratore nazionale antimafia.
22:21No, aggiunto no, sono stato procuratore.
22:24Benissimo, è stato procuratore.
22:25Procuratore, non aggiunto.
22:27Benissimo, grazie di avermi corretto.
22:28Sono stato procuratore nazionale antimafia.
22:30È stato, sì, procuratore nazionale antimafia, è Presidente del Senato e oggi anima una fondazione
22:37scentille di futuro.
22:39Le faccio una domanda, mi deve dare una risposta breve su questo.
22:43Quella sentenza probabilmente è il movente delle grandi stragi del 92.
22:48Eppure quel processo si doveva fare a tutti i costi.
22:52Cosa le rimane però di questo grande cortocircuito che ha consegnato morte al nostro Paese?
23:01Ma certe volte ho fatto delle riflessioni un po' macabre, nel senso che ho pensato
23:06ma se io avessi fallito, con quasi un complesso di colpa, per il fatto che quel processo ha avuto
23:13un risultato positivo, forse sarebbero ancora vivi i miei amici Falcone, Borsellino.
23:18E poi mi sono dato una risposta perché loro dopo il primo fecero il Maxi 2, il Maxi 3,
23:24non si sarebbero mai fermati e quindi mi sono rasserenato con la mia coscienza, nel senso
23:30che comunque andava fatto, quello era il mio dovere in quel momento e purtroppo ci sono
23:35state poi le stragi, le stragi incapaci di Via D'Amelio.
23:41Però successivamente possiamo oggi dire che tutti quei mafiosi, quei mafiosi stragisti
23:46sono tutti stati condannati al carcere a vite, alcuni sono già morti in carcere come Rina,
23:52Provenzano e Matteo Messina Denaro e quindi sotto questo profilo lo Stato può dire che ha vinto
23:59una battaglia anche se non ha vinto la guerra, perché ancora purtroppo questo fenomeno esiste.
24:05Grazie Presidente, davvero un caro saluto e consegniamo questi suoi racconti ai nostri telespettatori,
24:12in bocca al lupo al suo libro che è veramente bello, complimenti.
24:15Grazie, grazie tanto, arrivederci.
24:19TGS7 finisce qui, grazie per averci seguito, ci vediamo domenica prossima, arrivederci.
24:34Grazie a tutti.
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