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Tgs Sette edizione del 16 agosto 2026

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Novità
Trascrizione
00:15Buona domenica, questo è TGS7.
00:18Ricordiamo eroi o quantomeno esempi di questa terra ormai da alcune settimane.
00:25Perché è andata così? Venivano uccisi d'estate, come ci ha ricordato più volte anche Pif, attraverso un suo film
00:33molto indovinato e attraverso anche una serie televisiva.
00:37La mafia uccideva d'estate.
00:39Ed è successo anche a Paolo Giacone, medico legale del Policlinico di Palermo, che rifiutò di addomesticare una perizia, così
00:50come gli venne in qualche modo richiesto, attraverso una figura non meglio identificata, addomesticare una perizia che riguardava un killer
01:01di mafia.
01:01Per questo fu ucciso l'11 agosto del 1982, proprio nei viali del Policlinico, dove aveva concentrato la sua passione
01:11professionale e la sua capacità lavorativa.
01:15Ne parliamo oggi e la ospitiamo per la prima volta nei nostri studi con Millie Giacone, una dei figli di
01:23Paolo Giacone e con Tiziana Lenzo, collega giornalista che firma un libro che non aveva precedenti,
01:31con il racconto della storia di Paolo Giacone, storia, eredità, scientifica e morale, interviste e ricordi, edito da Torri del
01:38Vento.
01:38Tiziana, se non ti dispiace comincio comunque da Millie, perché le sue parole in questi anni sono state particolarmente profonde,
01:48anche quando ha messo in evidenza alcune discrasie del nostro sistema giudiziario,
01:55con permessi premio che hanno riguardato in particolare anche il killer di suo padre.
02:01Come ha vissuto questo ennesimo anniversario, tra l'altro in un contesto non semplice, in cui si parla anche di
02:08questioni carcerarie, di ordini che partono da fuori,
02:11come se ci fosse una recrudescenza del fenomeno mafioso che non dobbiamo sottovalutare. Che dice di questo?
02:17È un anniversario un po' particolare, perché diciamo che quest'anno il ricordo si è rinnovato in maniera veramente meravigliosa.
02:28Purtroppo tutto è scaturito da un permesso premio che è stato dato all'assassino di mio padre, a Rotolo,
02:35e ci fu Salvo Palazzolo che mi chiese cosa ne pensavo, e io giustamente potevo dire che non mi stupisce
02:43la cosa,
02:44da tanta amarezza, però purtroppo è una situazione veramente paradossale.
02:52Magari noi parenti veniamo invece, come si dice, non veniamo esonerati, non ci vengono dati permessi premio né dal dolore,
03:03né dalla discriminazione che a volte viene fatta perché passiamo per dei privilegiati.
03:08Allora questa è una storia fra le meno conosciute, se vogliamo, quella di Paolo Giacchone.
03:14Possiamo dire, perché abbiamo citato il nome del killer, Salvatore Rotolo, che non agiva di sua spontanea volontà,
03:20ma agiva su ordine della cupola mafiosa di quel tempo, i corleonesi che avevano preso il controllo della città.
03:28Curiosamente suo padre era nato a Corleone, tra l'altro.
03:30No, Bisacquino, lì vicino, insomma, in quel territorio.
03:34Sì, sì, in quella zona.
03:35E sentiva questa radice di appartenenza suo padre?
03:39Bisacquino diciamo che era nel suo cuore perché c'era praticamente le origini della sua famiglia,
03:45addirittura non so se ancora ma c'era una via a Giacchone.
03:48e il papà, il mio nonno era ginecologo, ma il nonno di mio padre era il medico condotto di Bisacquino
03:57e conosceva tutti dalla nascita alla morte, perché come voi ben sapete, tra l'altro in un altro secolo,
04:04queste figure di medico condotto, come ci racconta nel film La Cittadella,
04:09erano dei punti di riferimento per le famiglie in tutto.
04:12e quindi il bisnonno, il mio bisnonno, il nonno di mio padre era praticamente una figura di spicco.
04:20E conoscevano la mentalità di questi luoghi, non tanto Bisacquino che è un paese che ha una sua integrità,
04:27ma proprio a pochissima distanza c'era quel tipo di assetto antropologico,
04:33quindi conosceva la mentalità suo padre, non è che disse di no perché non sapeva quali potessero essere le conseguenze.
04:39Tra l'altro il suo lavoro era portato pure su questo, perché papà indagava sugli omicidi,
04:45papà faceva le sue relazioni, ed è questo che poi alla fine l'ha portato alla morte,
04:51proprio perché lui pur rendendosi conto di questa triste realtà,
04:55portava avanti il suo lavoro in maniera intergerrima.
04:59Tiziana Lenzo, l'idea di scrivere questo libro, intanto questo libro mette insieme un po' tutto,
05:06tutta la vicenda giudiziaria, ricostruisce anche il movente di questo delitto,
05:10che è di fatto una chiara ritorsione per avere detto di no ad una perizia, sostanzialmente in favore di un
05:19indagato.
05:20Ci puoi ricostruire il quadro nel quale matura questo delitto?
05:23Sì, Paolo Giacchone è una figura di grande spessore, come dicevi tu Marina, poco conosciuta.
05:34Basta raccontare la memoria della sua storia personale nel corso dei decenni.
05:41Fu un eroe trascurato per molto tempo e grazie, devo dire, a diverse iniziative nell'ultimo anno,
05:52si può dire, il suo ricordo è stato assolutamente riaffermato alla memoria dei palermitani.
06:00È un uomo eclettico con un profondo attaccamento al suo lavoro,
06:06è consulente della procura, dei tribunali,
06:11ed è un medico legale stimatissimo, la cui competenza è riconosciuta da tutti.
06:18Con chi lo vediamo qui in queste foto?
06:20Questa?
06:21Con un.
06:21Questa è proprio Millie che abbraccia papà.
06:23Era il mio compleanno, sei giorni prima che papà morisse.
06:27Quindi pochi giorni prima.
06:28Sì, sì.
06:29E la foto di insieme di poco fa la possiamo commentare?
06:32La facciamo rivedere?
06:33Mamma, poi c'è mio fratello, la sorella più piccolina.
06:37La foto sicuramente la starà facendo Amalia, che è la sorella.
06:41L'altra sorella.
06:42Suo papà aveva 53 anni quando è stato ucciso, era proprio giovane.
06:46La vostra era una famiglia numerosa?
06:48Sì, numerosa, molto unita.
06:49Eravamo una famiglia simpatica, devo dire.
06:53Anche lui era simpatico, si intravede anche in queste letture.
06:58Questa praticamente mi stava consegnando la medaglia di bronzo per la donazione di sangue.
07:04Perché lui era presidente regionale dell'Avis e portò l'Avis a Palermo insieme al professore del Carpio.
07:13Diciamo che fu un precursore di uno stile di condotta medica un po' raro, no?
07:20Perché ancora, tra l'altro, le donazioni di sangue non erano così diffuse.
07:23No, e tra l'altro gli studi ancora non erano avanti come adesso, ora si fa la feresi, si fa
07:29l'autotrasfusione.
07:30Tante cose che ai tempi ancora non erano.
07:32Eppure lui fu un pioniere di questa situazione.
07:36Esatto, in questo campo.
07:36Tiziana, tornando a quello che racconta il libro.
07:38Sì, Paolo Giacchone viene ucciso per aver detto no a una modifica di una perizia che accusava sostanzialmente un boss
07:51della Cosca dei Mille della strage di Bageria avvenuta appunto nella città di Bageria nel dicembre del 1981.
08:02Il suo no fu un no assolutamente categorico.
08:08Lui non cedette alle pressioni perché cedere a quelle pressioni avrebbe significato tradire la sua scienza.
08:18Ma non solo, avrebbe significato tradire anche la fiducia della magistratura e anche la propria ideontologia e la propria etica
08:28professionale.
08:28Ecco perché Paolo Giacchone ritengo che sia una figura straordinaria e di grande attualità, soprattutto in un momento storico in
08:38cui la cronaca ci racconta come sia fragile l'etica pubblica e come Palermo stia attraversando un periodo molto difficile.
08:49Ecco, da questo punto di vista vi sollecito su una faccenda che tu metti in evidenza nel libro e che
08:55puntualmente dimostra come ci siano sempre livelli di commissione mai del tutto chiariti in tante circostanze analoghe, in tanti delitti
09:05e in tante stragi.
09:06E cioè che c'è sempre una mano borghese che interviene per fare pressioni o per dare un'informazione o
09:14per sottrarre un reperto.
09:16La voce di questo avvocato, Millie, che mi dice di questa vicenda? Come fu avvicinato suo padre?
09:23Io ricordo questa telefonata, era un pomeriggio, papà era tornato da poco dal lavoro e ha suonato il telefono, ai
09:30tempi non c'erano cellulari, così c'era il classico telefono.
09:33E mia madre gli ha passato questa persona, dopo un poco lo sentiamo gridare, papà gridava pochissimo, era una persona,
09:41quando si arrabbiava faceva la classica levata dell'uomo buono, si arrabbiava per tutte le volte che non l'aveva
09:46fatto.
09:47E abbiamo sentito sbattere il telefono gridando, questo avvocato a me non può chiederlo.
09:52E poi disse, mi vogliono fare dire cose che non sono.
09:57E non sappiamo, cioè io non sappiamo.
10:00Quindi non volle sovraccaricare la famiglia comunque di questo peso?
10:04No, lui era molto vago nelle cose, soprattutto con mia madre, perché mia madre si allarmava tantissimo.
10:09Una volta io ho sentito al suo studio una minaccia alla segreteria telefonica, ne ho parlato a tavola, mio padre
10:19ha sminuito e poi mi ha preso in disparte e mi ha detto davanti a mamma mai queste cose, perché
10:24dice deve stare tranquilla.
10:26Quindi gliene capitavano?
10:27Sì che capitavano, una volta di notte, io avevo la stanza da letto accanto al corridoio dove c'era il
10:33telefono, c'era una libreria e questo telefono.
10:36E di notte una volta verso le quattro l'ho sentito gridare un certo zio d'America, non si è
10:42capito, dice che disse delle cose sgradevoli su mia madre.
10:48Insomma il papà all'inizio ironizzava poi la solita sbattuta di telefono.
10:54Ecco c'era anche questo Tiziana che non si coglieva fino in fondo il pericolo e non si coglieva un
11:00dato, intanto stiamo vedendo altre bellissime foto.
11:04Quella è Amalia che nell'altra foto non c'era.
11:06E mancava, questa è sua mamma, siete bellissimi, una bellissima famiglia.
11:10Poi eravamo a Parigi, una vacanza a Parigi.
11:13La questione di non percepire fino in fondo il pericolo e di non avere evidentemente interlocutori in grado di assicurare
11:22l'incolumità di chi metteva a rischio la propria vita, questo un po' emerge, un po' di solitudine di questo
11:29medico.
11:30Sì, devo dire che quello che mi ha colpito è stata proprio la solitudine di Paolo Giaccone, una solitudine che
11:37poi ha confermato anche la vedova, tua madre Millie, nei successivi procedimenti giudiziali che sono stati aperti.
11:51Lui venne anche da morto, emarginato dalla stessa facoltà e dalla stessa università alla quale apparteneva.
12:01Teniamo conto che siamo in un'epoca particolare, molto diversa ovviamente dall'università e dalla facoltà di medicina di oggi.
12:11L'uccisione venne commentata da alcuni come chissà per quale perizia è morto, come se fosse naturale che un medico
12:19legale potesse essere ucciso solo per aver fatto il proprio lavoro.
12:23Ma a proposito anche dell'avvocato che si presume abbia chiamato, è il buco della vicenda giudiziaria di Giaccone, perché
12:33la verità giudiziaria ha accertato mandanti ed esecutori materiali, ma resta una verità storica non conclusa, non accertata.
12:44Chi fu questo intermediario, questo professionista della borghesia che era sostanzialmente un intermediario della cosca dei mille e che cercò
12:58di comincere Giaccone a modificare la sua perizia?
13:02Ecco, questo dubbio che vi portate da allora sono trascorsi veramente tanti anni e lo ricordiamo Milli, quel 1982 si
13:12può definire un annus terribidis, perché poco prima di suo padre viene ucciso Pio Latorre,
13:18cioè il padre, l'autore della legge Rognoni da Torre che istituisce il 41 bis e il generale Carlo Alberto
13:27dalla Chiesa che era venuto, inviato dal governo teoricamente per stroncare la mafia.
13:33Suo padre sta in mezzo, quindi è una morte esemplare come segnale all'interno di una città che in quel
13:41momento forse era in mani altrui, è così?
13:44Sì, assolutamente. Io mi ricordo quel periodo in maniera particolare perché essendo studentessa in medicina e avendo il privilegio, fra
13:51virgolette, di poter stare in medicina legale, seguire le autopsie, fare esperienza sul campo,
14:00e vedevo tante cose, ho visto tanti amici di mio padre cadere per mano della mafia, ricordo ancora quando arrivò
14:10la telefonata a casa nostra per chiamare mio padre per l'omicidio di Boris Giuliano,
14:15papà dare un pugno sul muro e dire non ucciso Boris perché erano molto molto amici, oppure il generale russo,
14:22insomma sul giornale si iscrissero,
14:24anche il professore Giacchone piangeva mentre seguiva l'autopsia del generale russo, ed è vero.
14:31Quindi fu un periodo veramente pesante, mi ricordo che papà sognava una vacanza che dovevamo fare a settembre, anche perché
14:37da tre anni non prendeva ferie,
14:39proprio per il grande lavoro che c'era.
14:41Guardiamo qualche altra foto, chiedo ai colleghi in regia, a Manfredi Bernardini e a Giuseppe Caracausi che stanno con noi
14:49curando questa trasmissione.
14:51Siamo noi due, papà al compleanno.
14:54Ecco, questi siete voi due, con questi colori chiari che vedo anche ancora in famiglia, suo figlio Toti è chiaro
15:02come lei.
15:03Sì, gli somiglia tanto se lo guardi.
15:05Senta un po', ma di cosa era fatta la quotidianità di un medico legale che ogni giorno doveva vedere cose
15:12così sgradevoli?
15:13Qui, giovanissimo.
15:14Guarda mio figlio.
15:16La quotidianità, intanto, l'ultimo periodo praticamente eravamo insieme sempre, anche perché io andavo all'università e quindi la mattina
15:26cominciavamo insieme colazione e si andava in macchina.
15:30E la mattina in genere questo tragitto era per me importante, perché o verteva sul fatto che si sfogava di
15:36problemi suoi, di problemi miei, si parlava, oppure si babbiava in una maniera incredibile.
15:42Questi chi sono?
15:43Questi sono tutti i ragazzi dell'Avis Donatori, ragazzi che facevano parte dell'Avis Giovani, con i quali fu organizzata
15:50una marcia non competitiva che si chiamava Picciotti Arrancamo, su proposta di mio padre.
15:56E lui, qua si vede chiaramente, amava la gioventù, perché erano il futuro praticamente. Ed era ben voluto da tutti,
16:04i suoi allievi, i ragazzi che davano.
16:05Eh, infatti, ora faremo vedere, parleremo anche del professore Procaccianti, che di fatto è il suo erede dal punto di
16:10vista scientifico.
16:10Aveva 24 anni in tempi quando l'ho conosciuto, Paolo, quindi faceva parte del gruppo dei ragazzi.
16:16Tiziana, in questo libro c'è anche la raccolta di queste testimonianze, proprio a suffragare il valore di quella esperienza.
16:23Chi hai ascoltato?
16:26Sì, eh, io ho ascoltato, eh, intanto, oltre chiaramente a Millie, ho ascoltato Paolo Procaccianti, che raccolse il testimone,
16:35e che fa un ritratto un po' molto critico, non un po', molto critico dell'università di quel tempo.
16:46Eh, denunciando anche a questo isolamento e soprattutto il fatto che non venne mai fuori la parola mafia.
16:56Nella lapide, nella prima lapide che venne posta di fronte all'Istituto di Medicina Legale del Policlinico,
17:03per scelta della facoltà non venne scritta la parola mafia.
17:09Paolo Giacchone, morto all'esercizio del suo dovere.
17:15Proprio a...
17:16Negazionismo puro.
17:18Negazionismo puro.
17:19Possiamo dirlo, no?
17:20Assolutamente sì.
17:21Bisognerà aspettare poi gli anni 2000 perché venga posta una nuova lapide commissionata sempre dalla facoltà di Medicina,
17:31che fa riferimento a Paolo Giacchone, vittima della mafia, e tutti gli altri martiri della mafia.
17:36E questo è una denuncia, credo, abbastanza forte che fa il professore Procaccianti.
17:43Il percorso giudiziario, Millie, è stato lungo e si è portato dietro questa grande ombra di questa figura alla quale
17:51non è stato dato un nome.
17:53Oggi voi come vi mettete in relazione con quella verità?
17:59Devo dire che papà, volendo, è stato uno delle poche vittime della mafia per le quali si è fatta luce
18:06un po' su tutta...
18:07Un po' su tutto.
18:07Su tutto.
18:08Certo, resta qualche zona d'ombra.
18:10Ma quella non è un'ombra da poco, eh?
18:12Quella non è un'ombra da poco.
18:13Ma questo purtroppo è anche il riflesso di quello che è tutto questo meccanismo di complicità che c'è all
18:22'interno della mafia.
18:26Io quello che mi sono sempre chiesto, appunto, è riferendosi a quello che ha scritto anche Paolo,
18:31come mai in un mondo dove la malasanità regna sovrana purtroppo,
18:36e figure come Paolo Giacchone non vengono valorizzate un po' di più,
18:40perché dovrebbero così illuminare un pochino questa situazione oscura che si vede giornalmente.
18:47È difficile farle assurgere ad esempio, no?
18:50Perché, ecco, immaginare, dico, ci sono state tante inchieste fino a pochi mesi fa che hanno riguardato la sanità
18:58che ci dicono quanto sia un luogo di interessi, quanto sia un luogo complicato, un po' un terreno minato.
19:05Tiziana, tu cosa dici di questo? Perché ha questa difficoltà, questa figura ad assurgere, ad esempio, con la E maiuscola?
19:13Ma io credo che dipenda anche molto dal tipo di lavoro di Paolo Giacchone,
19:21perché in genere vengono ricordate come vittime di mafia soltanto, facciamoci caso, i magistrati, i poliziotti,
19:28qualche commerciante che ha detto di no alla racket.
19:31La figura di un professionista che dice no alla mafia contrasta con questo immaginario collettivo
19:40e invece per me la figura di Paolo Giacchone dovrebbe essere ricordata e insegnata alle scuole,
19:52ma agli stessi studenti universitari, perché molto spesso gli studenti di medicina del primo anno
19:56non sanno chi è Paolo Giacchone, a cui è stato il Policlinico.
20:00Credo che sia importante perché Paolo Giacchone ci insegna che la legalità non è un concetto astratto,
20:06ma la legalità è scelta quotidiana, ci insegna il valore di una firma, di un dato, di una scelta appunto
20:14nel nostro lavoro.
20:15E questo credo che vada assolutamente sottolineato e mi auguro che venga esaltata ancora di più.
20:25Già devo dire che l'ottobre scorso l'università insieme all'azienda ospedaliera universitaria ha realizzato questo murale
20:32proprio per celebrare la memoria di Giacchone e far sì che il suo ricordo sia visibile a chiunque passi dal
20:40Policlinico
20:42e quindi ponga chiunque guardi questo murale a chiedersi chi è questa persona e qual è il suo significato.
20:51Perché non è mai troppo tardi.
20:52Perché non è mai troppo tardi.
20:54Soprattutto in questo momento in cui due giorni fa appena il Presidente della Commissione Antimafia
20:59ci ha dato un quadro della città abbastanza risolante, una città che sembra indifferente alla mafia
21:05con una politica che sembra anch'essa indifferente.
21:10O quantomeno con il freno a mano attirato.
21:14Esatto.
21:15E con meccanismi di sottovalutazione che invece hanno una loro gravità.
21:20Volevo chiedere a Milli Giacchone, tornando un attimo indietro,
21:24ma voi avevate timore che quello che accadde quell'undici agosto potesse accadere?
21:30Cioè anche queste risposte veementi di Paolo Giacchone al telefono
21:34arrivavano a farvi temere che potesse essere a rischio?
21:38Devo dire che il pensiero ogni tanto almeno a me passava
21:42anche perché forse magari era un po' più addentro al suo lavoro come studentese.
21:46Mamma veniva rincuorata e quindi alla fine si tranquillizzava.
21:50I miei fratelli erano piccolini quindi erano fuori.
21:53Io devo dire che l'avevo questo dubbio.
21:55Addirittura ricordo che qualche giorno prima era morto il professore Maggiordomo
21:59e io conoscevo molto bene suo figlio.
22:02Eravamo un po' cresciuti insieme all'interno della medicina regale.
22:05Tra l'altro lui si chiamava Billy, io mi chiamavo Milli
22:07e scherzavamo sempre su questa affinità di nome.
22:11E l'avevo visto veramente distrutto.
22:13Il professore Maggiordomo era morto di malattia.
22:15E mi ricordo che una volta durante uno di questi nostri tragitti mattutini
22:18in cui parlavamo gli dicevo papà io ho visto Billy distrutto.
22:22dico ti raccomando non mi fare questo scherzo.
22:25E poi gli dici ma non è che c'è pericolo col lavoro che fai.
22:28E lui mi disse la famosa frase no Milli stai tranquilla
22:31perché un medico legale non l'hanno mai ammazzato.
22:33Dice io posso constatare poi è il giudice che mette la parola definitiva.
22:37Quindi dice chi è più a rischio è il giudice.
22:40Invece purtroppo non andò così.
22:41Invece non era così assolutamente.
22:42Senta le costa molta fatica raccontarmi che cosa avvenne quell'11 agosto.
22:47No, sono passati tanti anni.
22:51È un pensiero che si ripresenta in continuazione.
22:56Però non mi costa fatica anche perché ricordare papà in ogni modo
23:00per me è una cosa importante.
23:04E niente, quella mattina io come ogni mattina
23:06specialmente in quel periodo che non c'erano lezioni
23:09era agosto, che io ero più libera andavo con lui
23:12e c'erano purtroppo autopsie ogni giorno
23:14e quindi seguivo le autopsie.
23:16Quella mattina invece papà doveva accompagnare mia sorella
23:21dalla professoressa di violino, di soffeggio, non ricordo
23:24insieme a mamma.
23:25E siccome mamma la notte era stata male
23:27aveva avuto una colica
23:29papà mi disse fai una cosa, stai con loro
23:31poi quando finisce la lezione
23:33le metti sul taxi e vieni al policlinico
23:37tanto dice la prima autopsia sarà verso le 10.
23:40Voi stavate in centro a Palermo?
23:42Noi stavamo in Leonardo da Vinci
23:44Leonardo da Vinci
23:45un po' a malincuore devo dire perché
23:48però gli dissi va bene
23:53mentre scendevamo dalla macchina poco dopo
23:55siamo andati a prendere un caffè in un bar
23:57perché eravamo in anticipo
23:58e uscendo abbiamo visto passare una volante della polizia
24:01siccome di mattina si era parlato in macchina
24:03di tutti questi morti
24:05mamma mi disse guarda
24:06avranno già ammazzato qualcuno
24:08il primo morto della giornata
24:09chissà chi è
24:10era papà
24:11infatti siamo andati
24:12siamo saliti dalla professoressa
24:14e la professoressa ci disse
24:15signora deve parlare subito
24:16dal professore Stassi
24:17perché la cercano
24:18e dissero a mamma
24:20che papà aveva avuto un incidente
24:22ricordo che io in ascensore
24:23ho avuto una sensazione terribile
24:25mi sono messa a piangere
24:26mamma mi ha detto
24:27non piangere
24:27non piangere
24:28dobbiamo vedere prima
24:29cosa è successo
24:30poi c'è quella famosa scena
24:31che racconto sempre
24:33quando sono entrata al policlinico
24:35che ci fu l'uscere
24:36che si levò il cappello
24:37mi conosceva da quando avevo tre anni
24:39quindi perché io ero sempre lì
24:41e là
24:43fu tutto chiaro
24:45poi sono arrivata lì
24:46ho visto il sangue per terra
24:49qualcuno mentre entravo
24:50mi disse
24:51è morto
24:52e mi hanno spinto dentro
24:54per non farmi
24:55prendere di mira
24:56ed era chiaro che era stato ucciso?
24:58sì che era chiaro
24:59ma mi è andata subito
25:01per il riconoscimento
25:02a me
25:02è successa una cosa stranissima
25:04mi chiesero il nome
25:05dei miei nonni
25:06io non mi ricordavo
25:07il nome di mia nonna
25:08che si chiamava Camilla Giacone
25:10era una forma di amnesia
25:12e poi la cosa ancora più brutta
25:15fu che sono stata io
25:16a doverlo dire ai miei fratelli
25:18prima gli ho telefonato
25:20non accendete il telegiornale
25:22non accendete la televisione
25:24sto arrivando
25:25ho preso Paola
25:26abbiamo preso Paola
25:27dalla professoressa di solfeggio
25:30Paola aveva 14 anni
25:31glielo ho detto
25:33mentre eravamo in macchia
25:34è stata un'esperienza
25:35devastante
25:36non c'è dubbio
25:37è chiaro
25:38Tiziana
25:38cosa ha significato per te
25:40come professionista
25:42dell'informazione
25:43ricostruire
25:44tutta questa vicenda
25:45rispetto alla quale
25:46è chiaro
25:47hai colmato un vuoto
25:48
25:49è stato un lavoro impegnativo
25:51perché
25:52non essendoci
25:54questa
25:55questa memoria
25:56di Paolo Giacone
25:58una memoria pubblica
25:59ho ricostruito
26:00la sua storia
26:01attraverso
26:02i ritagli dei giornali
26:03e sentendo
26:04i vari protagonisti
26:06e testimoni
26:07quindi Paolo Procaccianti
26:09il procuratore
26:10Piero Grasso
26:11all'epoca
26:11che si occupa
26:13della vicenda
26:15il
26:16il professore
26:17Luco Orlando
26:19e
26:20tanti altri
26:21e quindi è stato
26:22un lavoro
26:23come dire
26:23di riemersione
26:24della figura
26:25di Paolo Giacone
26:26ed è stato un lavoro
26:27impegnativo
26:28e devo dire
26:29anche per me
26:30emozionante
26:31perché
26:32mi è dispiaciuto
26:34constatare
26:35che lo spessore
26:36l'umanità
26:37e la profondità
26:38di questo personaggio
26:40è il pionierismo
26:42esatto
26:42esatto
26:43oggi che si parla
26:45tanto di antimafia
26:46ma Paolo Giacone
26:47fece un'antimafia
26:49con la sua etica
26:50con il suo comportamento
26:51con la sua scelta
26:52con la sua rettitudine
26:54che era
26:54una rettitudine
26:55innata
26:56sentita profondamente
26:58e non era stato
27:00non si era mai
27:00allontanato
27:01da quei territori
27:02veniva da lì
27:03e capiva
27:04sapeva cosa
27:05voleva dire
27:06essere comunque
27:06retti
27:07e avere solamente
27:09rispetto
27:10degli altri
27:11dei pazienti
27:12penso che fosse
27:12mosso anche da questo
27:14tra l'altro
27:15col discorso
27:16dell'ematologia
27:18era molto vicino
27:19ai bambini
27:20telastemici
27:21quando gli capitavano
27:23dei pazienti
27:23si immedesimavano
27:26con le persone
27:28che esaminava
27:29lei è stata medico
27:31poi
27:31e ha avuto
27:32anche più di una
27:33disavventura
27:35oggi
27:35non le citiamo
27:37tutte
27:37ma sappiamo
27:38che il dolore
27:38l'ha attraversata
27:40ancora
27:40nella vita
27:42io mi complimento
27:44per la forza
27:44con cui lei
27:45comunque
27:46va avanti
27:47nel ricordo
27:49nel ricordo
27:49sicuramente
27:50c'entra
27:51c'entra Toti
27:52che è qui
27:52con noi
27:52in studio
27:54anche se non lo vediamo
27:55c'entra anche
27:56questo grande amore
27:57di questa famiglia
27:58si assolutamente
28:00siete rimasti
28:00una famiglia unita
28:01si anche se
28:03purtroppo
28:04mia madre
28:04nella famosa
28:05intervista
28:07di Costanzo
28:09diceva
28:10quando uccidono
28:10un uomo
28:11uccidono pure
28:11tutta la famiglia
28:12è una bomba
28:13che esplode
28:14sono tutti
28:15i progetti
28:16che vanno via
28:17sono
28:17le abitudini
28:19la vita di tutti i giorni
28:20che viene completamente
28:21sconquassata
28:22e quindi
28:23ci si deve adattare
28:24a nuova in realtà
28:24io l'ho provato
28:25due volte
28:26quella volta
28:26e poi quando è morta
28:27mia figlia
28:28doversi adattare
28:29a nuova in realtà
28:30spiacevoli
28:30è dover andare
28:32non c'è dubbio
28:32non c'è dubbio
28:33io la abbraccio
28:34per la sua grande forza
28:35intanto
28:38ringrazio anche te
28:39per questo lavoro
28:40che veramente
28:41mancava
28:43va letto
28:44senz'altro
28:45so che le vendite
28:46stanno andando bene
28:47non si fa il tifo
28:49per dei libri
28:49ma nel caso
28:50in questo caso
28:51invece il tifo
28:52va fatto
28:52e vi auguro
28:53di raccontare
28:54questa storia
28:54anche a tanti ragazzi
28:56perché questo
28:57è quello che va fatto
28:58posso dire una cosa
28:58sarebbe utile un film
29:00anche un film
29:02un telefilm
29:03qualcosa da mandare
29:04anche nelle scuole
29:05perché io vedo
29:07che prendono
29:08molto queste cose
29:09e chissà
29:09che qualcuno
29:10ci stia venendo
29:12ma non è raro
29:14non è raro
29:14per fortuna
29:15ogni tanto qualcuno
29:16si accorge
29:17che queste storie
29:18esemplari
29:18possono essere anche
29:19raccontate attraverso
29:21il cinema
29:21o la fiction
29:22grazie a Mili Giacone
29:24grazie a Tiziana Lenzo
29:26ancora in bocca al lupo
29:27sono sicura
29:28che questo libro
29:28andrà bene
29:29che questa storia
29:30si potrà tramandare
29:32TGS 7
29:33di questo 16 agosto
29:34si chiude qui
29:35grazie per averci seguito
29:36a tutti ancora
29:37buona domenica
29:38grazie a TGS 7
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