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Tgs Sette edizione del 24 maggio 2026

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Trascrizione
00:16Buona domenica e bentrovati a TGS 7.
00:20Ricordiamo anche attraverso questa trasmissione la strage di Capaci.
00:26Ci sono trascorsi 34 anni, un tempo molto lungo, ma non sufficientemente lungo per non imporre un bilancio della lotta
00:37alla mafia.
00:38Le vittime le vedete in questa foto composta.
00:42Giovanni Falcone morì a 53 anni, sua moglie magistrato come lui morì a 46 anni.
00:49Gli agenti di scorta Vito Schifani ne aveva 27, Antonio Montinaro 29, Rocco Di Cillo 30 anni.
00:57Tutte persone nel pieno della loro vita, della loro esistenza e della loro professione.
01:03Vi proponiamo due interviste.
01:05Una molto lunga, articolata e molto dura.
01:09Ad Alfredo Morvillo, fratello di Francesca e cognato di Giovanni Falcone, una vita in magistratura.
01:17Ha lavorato a Palermo, è stato capo della procura di Termini Merese, ha chiuso la sua carriera da presidente del
01:22Tribunale di Trapani.
01:24Una esistenza umana e professionale segnata da un gravissimo lutto e una opinione molto severa su questi anni trascorsi a
01:34Palermo,
01:35nel tentativo di creare una coscienza antimafia vera e sentita a tutti i livelli della società.
01:43Ecco l'intervista.
01:46Dottore Morvillo, questi 34 anni che cosa le lasciano nella memoria e che segno le rimane di questa lunga stagione
01:55dopo la strage di Capaci?
02:00Dopo la strage di Capaci, indubbiamente, dal punto di vista giudiziario, soprattutto, tante cose sono cambiate.
02:08Il momento repressivo della lotta alla mafia è sotto gli occhi di tutti.
02:13Si conosce ormai nei livelli di efficienza mai raggiunti prima.
02:17Come è noto sono stati arrestati tutti i lati tanti, continuano a farsi tante indagini, tanti procedimenti,
02:25tanta altra gente è stata condannata e così via.
02:28Quindi il momento repressivo della lotta alla mafia è sicuramente un risultato da collegare alle stragi,
02:36a tutto ciò che avevano messo in piedi il dottore Falcone, il dottore Borsellino e tutti gli altri che hanno
02:41lavorato con lui.
02:43E' giusto sottolineare che quando noi ricordiamo, e parliamo di Falcone e Borsellino,
02:48parliamo di tanta gente che ha dato la vita per la lotta alla mafia.
02:52Noi simbolicamente ricordiamo sempre Falcone e Borsellino perché sono stati fatti più eclatanti,
02:58gli ultimi fatti, diciamo, tirate alle stragi del 1993, fatti fuori parelli.
03:02Ma ricordiamo tutti che sono tante le vittime di uomini e donne che hanno perso la vita per volersi impegnare
03:11per un ideale di giustizia, di antimafia, eccetera.
03:15Parliamo del dottore Chinnici, del generale della Chiesa, del Boris Giuliano, di Bari Puglisi.
03:22Quindi l'elenco sarebbe lunghissimo e sicuramente ne dimenticheremo qualcuno.
03:26Quindi i risultati sono in tema repressivo, non c'è dubbio che sono da attribuire al rinnovato impegno dello Stato
03:35che non ha potuto restare indietro rispetto ai risultati raggiunti da Falcone e Borsellino
03:41con il maximo processo, ovviamente.
03:44Poi però dobbiamo avere la lucidità di esaminare il tema del bilancio dopo 34 anni
03:53guardando anche al di là del momento repressivo, ricordandoci soprattutto alle parole di Paolo Borsellino.
04:00Quando Paolo Borsellino in un suo noto discorso fatto a Casa Professor dopo l'assaggio di Capaci
04:05lui cominciò a dire che il problema di Palermo, il problema della lotta alla mafia
04:12non è un problema soltanto repressivo.
04:15Il dottore Borsellino ha sempre detto che è un problema di carattere morale, sociale, culturale.
04:20Se non si vince questa battaglia sociale, se non si fa in modo che il substrato sociale
04:27rifiuti qualunque tipo di compromesso con qualunque aspetto della logica mafiosa
04:34noi saremo sempre allo stesso punto, potremo sempre registrare un grande momento investigativo e giudiziario
04:43ma saremo sempre fermi ad una società che si muove nel pantano delle logiche mafiose o paramafiose.
04:50E dal suo punto di vista in questi anni si è perso un po' quell'obiettivo antimafia
04:57di modificare anche la società nelle sue pieghe. C'è qualcosa che ci ha riportato indietro secondo lei?
05:05L'osservazione della realtà è quella che a me piace fare. L'osservazione della realtà non è che in questa
05:12città
05:13ci sia un indirizzo dato dai nostri governanti perché l'indirizzo ce lo devono dare i nostri governanti.
05:20la gente guarda loro, non guarda ai magistrati, ai poliziotti o ai giornalisti. I segnali che vengono dall'alto
05:28non sono certamente segnali di una posizione rigidamente antimafia, non sono segnali di rifiuto
05:36di tutto ciò che ha anche una lontana contaminazione con le logiche mafiose. I segnali non sono questi.
05:45Non c'è una grande intransigenza nei confronti di tutto ciò, ma c'è anche un'assenza di qualunque soggetto
05:54che partecipi della vita di questa città che rilevi cose che sono accadute che avrebbero meritato di essere sottolineate.
06:04Le dico soltanto l'ultimo. Quando lo scorso anniversario del 2025, per il 19 luglio, viene organizzata una mega festa
06:14con migliaia di invitati, invitando pure tanti dei nostri governanti quasi a sfidare le istituzioni
06:22il 19 luglio. Ma stiamo scherzando? Non c'è stato nessuno che ha preso posizione e ha detto
06:28ma come ti permetti di fare una cosa del genere? Anzi, i politici invitati sono andati ben volentieri
06:36a partecipare a questa mega festa e così via. Questo è uno dei tanti momenti.
06:42Si è successo qualcosa però dopo quella festa. Lei si riferisce ad una festa che riguardava la famiglia
06:46di Dottor Cuffaro che poi è incappato nuovamente nelle maglie della giustizia.
06:50Ma quel fatto lì è un fatto che doveva indurre tutti e dire ma come ti permetti di fare una
06:58cosa
06:58il 19 luglio? Ma mi vuoi venire a provocare posto casa? Ma non è successo niente. Tutti andando avanti
07:07come se fosse un fatto di ordinare l'amministrazione.
07:10Ma lei cosa pensa? Che oggi l'antimafia sia ancora troppo sbilanciata sulla magistratura?
07:17Ma guardi, io non vedo al di là. Guardi, noi abbiamo un grande aspetto positivo nel tema dell'antimafia
07:26che è il volontariato palermitano. Sono tanti sacerdoti palermitani, tante associazioni, tanta gente
07:33che spontaneamente dedica una parte della propria vita a delle iniziative che hanno tutte un comune
07:43denominatore che è quello di dare una mano d'aiuto a questa città.
07:47Non si può dire che non sia cambiato nulla, diciamo.
07:50Questo non c'è dunque, ma il grosso del lavoro che dovrebbe essere fatto, ripeto, dalle istituzioni
07:57che nel tempo troppo spesso hanno dato dimostrazione di non essere impermeabili alla contaminazione
08:05mafiosa. Da parte delle istituzioni devono avere segnali forti. L'istituzione non può
08:12lontanamente porre essere un'azione qualunque che possa avere una lettura da parte dei cittadini
08:18come una possibilità di convivere con le vecchie logiche mafiose. Dobbiamo renderci conto
08:24che Palermo, per la sua storia che nota a tutti, dovrebbe essere la capitale dell'antimafia,
08:33la capitale mondiale dell'antimafia. Perché quello che è successo a Palermo non è successo
08:37da nessuna parte del mondo. Palermo dovrebbe essere un continuo fiorire di iniziative antimafia,
08:46tutte finalizzate a diffondere il più possibile una sana mentalità rigorosa, intransigente
08:53nei confronti di tutto ciò che è anche più lontano al sapore di mafia. Questo dovrebbe
08:59essere Palermo. E invece, notoriamente, Palermo continua ad essere un simbolo notorio a tutti
09:06del compromesso politico mafioso. Apriamo il giornale e leggiamo che la politica locale
09:12continua a risentire dell'influenza sempre dei soliti vecchi personaggi che conosciamo
09:18tutti. Ma fino a quando siamo fermi a questo modo di ragionare? Fino a quando io l'altro
09:25giorno, in occasione di un'operazione antimafia del Tribunale di Palermo, un giornale locale
09:32scriveva da questa immagine, da questa indagine emerge l'immagine di una città che ha voglia
09:39di mafia. È gravissimo tutto questo. Riporta la conversazione, una conversazione telefonica
09:47dove una persona che vuole avviare un'attività commerciale, parlando di un uomo vicino alla
09:52mafia, dice io parlo con voi perché a voi sì che risolvete i problemi. Ora, fino a quando
09:58siamo fermi a questo stato delle cose, che ripeto non se ne inventa nessuno, è la realtà
10:04nuda e cruda, purtroppo la soluzione finale di dare una mano d'aiuto a questa città, soprattutto
10:11con riferimento alle parti più dimenticate della città, sarà sempre più lontana perché
10:18una mano d'aiuto alle periferie, al di là ripeto del volontariato, non gliela dà nessuno.
10:25È da lì che secondo lei viene il pericolo che si torni a voler vivere secondo criteri
10:31mafiosi. Sì, è lì che si vive così, in atto. Abbiamo le cronache di tutti i giorni,
10:37ma è lì che bisognerebbe cominciare a investire anche piccole somme. Non c'è bisogno di milioni
10:46e milioni di euro, piccole somme in interventi che naturalmente come primo acchitto avrebbero
10:53piccoli risultati, ma che nel tempo dovrebbero costituire l'inizio di una nuova forma di vivere
11:00in questa città. Offrire a questa città la possibilità, poco a poco, passettino dopo
11:07passettino, la possibilità di riemergere, di liberarsi di questo atalico condizionamento,
11:13questa kappa politico mafiosa.
11:17Le volevo chiedere, la sua sensazione qual è? Che in tutti questi anni e dopo quel grande
11:22lavoro, l'istruzione del maxiprocesso, quelle condanne, l'individuazione dell'organigramma
11:28di Cosa Nostra. La sua sensazione è quella di fallimento da familiare di Giovanni Falcone
11:34e Francesca Morvillo?
11:36Non intendo dire che la situazione sia fallimentare. Io intendo sottolineare che se noi dobbiamo
11:43avere la lucidità di mettere in una bilancia da un lato la enormità del sacrificio di queste
11:54numerosissime persone che consapevolmente sono andate incontro alla morte. Sono tantissime
12:01le persone che sono state uccise per avere fatto il proprio dovere, per avere perseguito
12:07una linea di onestà, di legalità, di antimafia, di giustizia. Quindi da un piatto della bilancia
12:12abbiamo questo. Quindi per bilanciare cosa dovremmo avere dall'altro lato non basta aver
12:19arrestato tutti i lati tanti, non basta nei procedimenti penali. Bisogna cominciare a respirare
12:24un'aria diversa. Ci vuole qualcuno il giorno in cui, io una volta l'ho detto, ci sarà chi
12:31che sia. Non è un problema dei partiti politici ovviamente. Qualcuno le dice a chi gli offre
12:37voti facili, voti provenienti, io non li voglio. Fra l'essere eletto essendo candidato
12:44di qualcuno vicino alla mafia e non essere eletto, io per la mia coscienza, per la mia
12:50questione morale preferisco non essere eletto. Il giorno in cui accadrà una cosa del genere
12:55avremo fatto un passo avanti. Qui non è un problema dei singoli. A me personalmente
13:00dei singoli non è importante. A me interessa Palermo. A me interessa che i palerbitani devono
13:05capire che appresso a certa gente non è più il caso di andare, anche se è comodo,
13:11anche se la vicinanza a certa gente ti dà dei vantaggi, ti offre la soluzione di certi
13:17problemi, ti dà gli aiutini, ti dà la raccomandazione. Posso capire che è difficile immaginare una
13:28società che viva completamente senza raccomandazione, ma c'è un limite a tutto. Noi non possiamo continuare
13:34a vedere i nostri ragazzi che si laureano in certi settori della vita della città e per
13:43avere dei riconoscimenti legati alla loro capacità se ne devono andare fuori. Oggi lo sappiamo
13:49tutti, non dico nulla di nuovo che chi vuole andare avanti nel settore della sanità deve
13:54andare fuori perché qui se non sei amico di qualcuno il concorso per primaria non lo
13:59vinci. Non dico nulla di nuovo. Certo. Rispetto invece alla questione delle inchieste, che effetto
14:05le fa questo tema ricorrente del depistaggio, della presunta pista nera, dal punto di vista
14:13della ricostruzione giudiziaria e anche storica se vuole? Lei si sente pacificato da fratello
14:18di Francesca Morvillo e cognato di Giovanni Falcone. Guardi, le devo dire che questa pacificazione
14:26non esiste. Quello che abbiamo subito, quello che abbiamo sofferto non può essere pacificato
14:36da nulla, dal punto di vista umano, che ha perso il padre, che ha perso il marito, che
14:43ha perso la sorella, che ha perso... sono delle perdite che mai potranno essere sanate,
14:52nemmeno dall'inchiesta più brillante del mondo. Su questo, vabbè, umanamente credo che
14:58ci siano delle pianghe che non si potranno mai rimarginate. Però c'è da dire che è
15:05chiaro che l'osservazione della realtà, aver eseguito i procedimenti penali, aver eseguito
15:12tanti dibattiti, tanti discorsi su ciò che è accaduto, ci consente di distinguere nettamente
15:20da un lato la realtà processuale, che come noi sappiamo è legata a tutte le regole del
15:26processo e così via, che è quella che abbiamo tutti appreso con le sentenze di condanna,
15:31eccetera. Poi ci sono dei risvolti per tante vicende che sono accadute a Palermo, non soltanto
15:40legate alle stragi, ma tante vicende che riguardano fatti investigativi di particolare rilevanza,
15:47su cui ancora regna il mistero. Ancora io non so per qual motivo non è stata fatta immediatamente
15:53una perquisizione a Totorrina e lì a casa di Totorrina gli investigatori avrebbero trovato
16:01chissà che cosa, che poi abbiamo saputo che chi di competenza ha provveduto a fare sparire
16:06dopo qualche sera. La sorellina delle telecamere racconta ai bambini della scuola elementare
16:12a chi prendere in giro. Mi spiego da che mondo è il mondo, qualunque investigatore che
16:17arresta una persona che abbia un minimo di spessore criminale, un arresto a qualcuno che
16:24non sia soltanto il lato di automobili, immediatamente da un lato c'è qualcuno che accompagna l'arrestato
16:30in galera, dall'altro lato c'è una squadra che parte per il domicilio a andare a fare la
16:34perquisizione. Questo è uno dei fatti più gravi che siano successi, la mancata perquisizione
16:39a Totorrina, perché non ce lo dicono. Sarà stato un prezzo da pagare per averla annestato?
16:46Lo dicono, lo facciano capire, così il resto è un mistero. Ma così ci sono anche tanti
16:51altri misteri. Quando abbiamo appreso dai ribattimenti che a un certo punto Totorrina, a proposito
16:56di Via D'Amelio, comunica ai suoi che bisogna fare presto, bisogna accelerare. E accelerare
17:02in lingua italiana significa qualche cosa. Significa che dobbiamo evitare che la vittima
17:09prestabilita, se perdiamo tempo, possa fare qualche cosa.
17:13La tesi del Borsellino, che è emersa negli ultimi anni e di particolare gravità, vede coinvolti
17:18anche nomi di magistrati?
17:20No, ma vede coinvolti soprattutto il problema della trattativa, perché è chiaro che il dottore
17:24Borsellino seppe di ciò che c'era in piedi. Anche questo capitolo ha la trattativa, dove c'è
17:31stato un processo con enormi difficoltà.
17:34Questo filone degli appalti la convince?
17:36No, io ci ho lavorato pure, quando fu allora ero alla procura di Palermo, ci abbiamo messo
17:40in mano tutti i sostituti. A un certo punto quel rapporto giudiziario fu diviso tra tutti
17:45i sostituti della DDA. È un filone investigativo molto importante, non c'è dubbio, non dico
17:51nulla di nuovo. Ma, ripeto, il tema è quello che ci sono ancora delle pagine oscure che resteranno
17:59tali perché possono essere chiarite questi lati oscuri diversi da quelli processuali. Se
18:06non c'è qualcuno che dice, signorini, io a quell'epoca ero presente, ho vissuto quei
18:12momenti e quello che so è questo, ve lo racconto. Questo non accade, perché tutti questi misteri
18:19ci vorrebbe una gola profonda, signorini, passano attraverso le istituzioni. Questi misteri, non è che
18:26li sa il cittadino della strada. Questi misteri, i fatti che farebbero luce su questi misteri sono
18:33a conoscenza di uomini dello Stato. E questi uomini dello Stato si guardano bene da raccontarcelo
18:39con onestà e senso di collaborazione.
18:43Vorrebbe qualcuno che si liberasse la coscienza.
18:44Esatto, ma tanta gente non solo può permettere questo lusso.
18:50Le chiedo un ultimo ricordo, però non voglio giocare sull'emozione, però che cosa le manca
18:57di Giovanni Falcone? Che genio è stato? E quanto siamo riusciti a recuperare anche il
19:03ricordo giusto e corretto di Francesca Morbillo?
19:07Le dico, Giovanni Falcone, come voi sapete, è stato detto tutto su Giovanni Falcone.
19:14Visto da lei?
19:16Visto da me, perché vede, io ho cominciato a lavorare alla fine degli anni 70, quando ancora
19:21Giovanni Falcone credo che lavorasse a Trapeli. Lavorare in quel periodo, lavorare con onestà,
19:30con impegno, con professionalità e con fedeltà alle istituzioni, in quel periodo non era così
19:35semplice. E alla fine degli anni 70, i primi anni 80, noi abbiamo avuto delle conferme anche
19:42professionali, ci sono stati uomini delle istituzioni, diciamo così genericamente, implicati
19:47in tanti procedimenti penali. Quindi non le sto dicendo nulla di nuovo. E i fatti sono
19:54accaduti tutti in quell'epoca, cioè alla fine degli anni 70, anni 80. Quindi fare bene
20:01il giudice istruttore, nell'epoca in cui l'ha fatto Giovanni Falcone, è prima di lui
20:06Rocco Chinnici, perché non dimentichiamo che il primo Sinterpares, per così dire, è stato
20:12Rocco Chinnici, che fu Rocco Chinnici che voleva Giovanni Falcone all'ufficio di istruzione.
20:16Il Falcone era in un altro ufficio.
20:19bisogna dire che fare quel lavoro a quell'epoca era particolarmente complesso. Eppure il dottor
20:24Falcone impresse, così come ci aveva fatto Chinnici, un ritmo e una passione nel lavoro
20:34mai viste prima. Prima gli uffici giudiziari, il poveriggio, erano tutti spenti. Da quando
20:42comincia l'era di Chinnici e di Falcone, mi ricordo che ci fu un presidente del tribunale
20:47che per fare un complimento a Rocco Chinnici disse, sai Rocco quando io il poveriggio passo
20:52dalla piazza d'antistante del tribunale l'unica stanza accesa che io vedo è la tua. Quindi
20:57cambiano tante cose, cambia appunto come le diceva il modo di interpretare il ruolo del
21:02magistrato. E Falcone lavora, dice qual è il segreto di Falcone? Lavorava tutta la giornata,
21:09si alzava presto la mattina, guarda che si negava anche momenti di distrazione, la famiglia,
21:16la moglie, gli amici, eccetera, con le dovute proporzioni. Era un uomo come tanti altri, era
21:21una persona seria, era una persona che credeva nella giudizia, aveva un forte ideale, sapeva
21:27che andava incontro a questo rischio, che era quasi una certezza. Così come lo sapeva Paolo
21:33Borsellino, lei mi parla di fare un bilanciamento dei risultati. Se noi pensiamo che Paolo Borsellino
21:40seppe che molto probabilmente era arrivato a Palermo l'esplosivo destinato a lui, mi
21:49dica lei la grandezza dell'aspetto morale di quest'uomo, era un padre di tre figli, non
21:58è che aveva una famiglia. Se Paolo Borsellino aveva detto, signori miei, voi mi avete mandato
22:05alla Sinara quando fu del maxiprocesso, perché evidentemente non eravate in grado di proteggermi
22:11qua a Palermo. E io che ora so che è arrivato l'esposito per me, devo restare qua a farmi
22:15ammazzare. Chi avrebbe potuto dire nulla se Borsellino aveva detto, signori miei, io per
22:21tre o quattro mesi me ne vado alla Sinara e mi pago l'arretta, me l'avete fatto pagare
22:27allora. Ma io non sono qua messo, io ho famiglia, è vero il lavoro, tutto quello che volete
22:33voi, ma Paolo Borsellino è rimasto là, non si è mosso. E lo Stato lo ha protetto in
22:41maniera carente. Le carenze del sistema di protezione del dottor Borsellino sono apparite
22:49subito gravissime, gravissime. Ma non è successo niente, perché lì l'unico elemento
22:58su cui doveva lavorare chi aveva come compito istituzionale occuparsi della sicurezza del
23:04dottore Borsellino, l'unico spostamento al di là da casa in ufficio, ufficio casa, era
23:08chi andava a trovare la madre. Non ce n'erano altri. Quindi bisognava lavorare su un obiettivo.
23:14eppure lì non fecero nulla. Nulla significa zero. Ora, noi parliamo di tutto quello che
23:22è successo. Sono successe queste cose.
23:24La sorella era preoccupata?
23:26Ma certamente che mia sorella era preoccupata. A mia sorella era preoccupata, ma non si allontanò
23:31mai dal suo marito. Mia sorella propose ad un certo punto una scorta autonoma rispetto
23:36a quella di Giovanni Falcone. Per consentirle di muoversi autonomamente e di non condividere
23:41i rischi del marito da un punto di vista fisico. Mia sorella era rifiutata, mi diceva che sto
23:47accanto al mio marito e non posso dargli la sensazione di essere abbandonato anche dalla
23:52moglie. Perché non solo. Tanti cittadini scrivevano lettere di protesta contro Falcone perché
23:59erano disturbati dal dover aspettare qualche minuto quando lui usciva da casa con le macchine sotto
24:05a casa, quei cittadini che proponevano di far alloggiare Falcone e gli altri che percorrerano
24:11pericolo di un rense e non si fuori città per non disturbare gli altri. Questo è ciò
24:15che la città offre nei confronti di Falcone, nei confronti di coloro che fanno questo mestiere.
24:26La realtà è questa. È inutile che ce la nascondiamo. Ci fu un momento, racconta Paolo Borsellino,
24:35in quella sua famosa intervista, in cui dopo un'operazione di polizia, il risultato di un'indagine
24:42fatta da loro, Giovanni si presentò con Paolo e gli disse Paolo, avendo constatato ciò che
24:48accadeva in città, ho la netta sensazione che la gente tifi per noi. Una frase eccezionale.
24:56perché in quel periodo qualcosa si stava cominciando a muore. Falcone e Borsellino cominciavano
25:02ad avere nei confronti della gente un effetto trainante, cominciavano ad essere credibili
25:07di poter finalmente ottenere una, diciamolo pure in termini molto barali, vittoria dei
25:14confronti della mafia. E allora ci dobbiamo chiedere, oggi nel 2026, se noi ci poniamo
25:23una domanda, oggi i palermitani tifano, tiferebbero Falcone e Borsellino con quello che simbolicamente
25:29sa significare. Io purtroppo temo che oggi in Palermo non tifi Falcone e Borsellino, io temo
25:34che oggi tifi Cuffano e Dell'Utri. Sono convinto di questo, spero di sbagliarmi naturalmente,
25:40ma per una buona parte di Palermo, naturalmente ci sono sempre le eccezioni, per carità, meno
25:46male che ci sono tante persone che io pure conosco, che fanno del bene, che si comportano
25:51correttamente, ma c'è una larga parte di Palermo che comprende anche una larga fetta
25:58delle nostre istituzioni, che tifa così come allora una parte di Palermo tifava Falcone e
26:05Borsellino. Oggi gli idoli sono questi signori i cui nomi, mentre i nomi di Falcone e Borsellino
26:13che erano gli idoli di una parte di Palermo, che sono gli idoli di una parte di Palermo,
26:18lei li trova nei registri dove sono annotati i cittadini italiani seguiti dalla medaglia
26:24d'oro al valore civile. Quei nomi che costituiscono gli idoli di una buona parte della città di Palermo,
26:31non lo sa dove li trova, nei registri dell'ufficio matricola dell'Ucciardone o di altre carceri
26:36italiane. Questa è la differenza tra le due parti di Palermo. È un dato di fatto che sta
26:41lì sotto gli occhi di tutti, non mi invento nulla, è triste, ma è così. Proviamo a immaginare
26:48questa grande bilancia, dove mettiamo le vite di tutta questa gente che consapevolmente
26:54è andata incontro alla morte e i risultati. Credo che purtroppo la bilancia sia in una posizione
27:00non di equilibrio.
27:02Grazie.
27:04Queste le parole di Alfredo Morvillo e adesso le riflessioni di Giuseppe Ayala, anche lui
27:09magistrato di lunga data, pubblico ministero al primo maxiprocesso a Cosa Nostra, un processo
27:17epocale che segnò davvero la svolta nel rapporto giudiziario con l'organizzazione mafiosa.
27:25Ecco il suo sentiment di adesso rispetto alla lotta alla mafia, un'analisi che vi proponiamo
27:32in questa intervista.
27:34Presidente Ayala, invece il suo bilancio com'è a 34 anni della strage di Capaci? Com'è cambiata
27:41questa terra? Se è cambiata? Se ha fatto passi indietro?
27:46No, dopo dire passi indietro lo scuderei. Non è cambiata quanto si auspicava che cambiasse.
27:53Io credo che molto dipenda dal fatto che Cosa Nostra ha completamente cambiato strategia,
27:57nel senso che ha abbandonato la strategia stragista dei cordeonesi, in parole povere, non ammazza
28:04più. E questo la rende meno visibile, meno percepibile. La conseguenza è che si è tornata
28:13all'antica anche inconsapevole toleranza del fenomeno. Mentre negli anni in cui c'erano
28:19vicini continuamente, a parte la guerra di mafia si ammazzavano tra le loro, tutti gli amicidi,
28:24i servitori dello Stato, i giornalisti. Era una visibilità drammatica. Era un attacco
28:31frontale. Era un attacco frontale allo Stato. E loro è stato reagito, devo dire la verità,
28:35basti pensare al maxiprocesso, ma non soltanto il maxiprocesso. Poi hanno capito che era sbagliata
28:41evidentemente questa strategia, cioè che non era utile per loro. E ci sono di nuovo gettati
28:47nella clandestinità più assoluta. E però questi fenomeni recenti, questi Kalashnikov che sparano,
28:53questi ragazzi probabilmente messi insieme a forma di bande, probabilmente senza controllo
28:59perché tanti mafioti sono in caccia. Che idea le danno? C'è un humus secondo lei favore?
29:04Lei ha fatto una domanda che contiene la risposta, almeno secondo la mia opinione. Secondo me non
29:10c'è più il controllo capillare che le vecchie famiglie mafiotiose avevano. Come se la mafia fosse
29:19ad un certo punto indebolita. Per cui lascia spazio a questi criminali giovani, magari che non fanno
29:27parte organica dell'organizzazione, perché non ha più il controllo del territorio che era capillare
29:34tradizionalmente. Questo credo che sia la spiegazione più plausibile.
29:38Dovrebbe avere il controllo del territorio? Non dovrebbero essere le istituzioni?
29:41Dovrebbe. Dovrebbe avere l'istituzione del controllo del territorio. Però è un fatto
29:46storico. Quando parliamo di cosa nostra, ci sono inevitabilmente delle zone d'ombra.
29:56Senta, le volevo chiedere, avrà seguito anche le recenti inchieste che riguardano proprio la
30:02strage di Capaci e quello che arriva da Pentiti che cercano di descrivere scenari ai quali si crede
30:10e non si crede. Che opinione lei ha di questa presunta pista nera?
30:16Non posso dire nulla, ovviamente, perché non ho nessun elemento. Mi viene in mente una
30:21famosissima frase che Giovanni Falcone disse dopo l'attentato della D'Aura, fallito per
30:26fortuna, quando parlò di menti raffinatissime e di centri occulti di potere capaci anche di
30:33orientare le scelte di cosa nostra. Falcone era uno non solo che ne capiva di mafia come nessuno
30:39non ha mai capito né prima né dopo. Ma poi era molto cauto nell'esprimersi, quindi
30:44io non so a cosa si riferisse ovviamente, però se lui disse una cosa del genere, la pista
30:51per cui non c'è solo la mafia nelle strage del 92, secondo me è una pista da percorrere.
30:58Certo, è complicato, è molto difficile. Dobbiamo fare il tifo per i colleghi che ancora ci stanno
31:04lavorando e speriamo che si viesse un giorno a svelare tutta la verità.
31:09Secondo lei non è passato troppo tempo? Non bisognerebbe lasciare aperto adesso uno spazio
31:12per una ricostruzione storica?
31:15Beh, per la ricostruzione storica rimane lo spazio. Io parlavo dell'aspetto giudiziario,
31:21che è quello più interessante, cioè quello per scoprire i colpevoli. Se ci sono, ripeto, io non...
31:25La gente non ci sarà più però, no?
31:27Evidentemente, non ci sono passati 34 anni.
31:30Dal suo punto di vista, lei è stata una delle anime del maxiprocesso, ha vissuto quello...
31:36Ho lavorato.
31:37Ci ha lavorato parecchio e ha lavorato su quello che avevano preparato con Falcone e Borsetto.
31:42Esatto.
31:42L'orgoglio di quella grande esperienza e anche il successo di quel processo, è un successo
31:48giudiziario, forse non ha avuto più repliche, se vogliamo, tranne quello successivo.
31:54Il suo bilancio qual è?
31:57Ma il maxiprocesso è stata una svolta storica, nel senso che in precedenza si facevano pochissimi
32:04processi contro i mafiosi, addirittura venivano celebrati a Catanzaro, per esempio, o a Bari
32:12una volta, perché c'era la legittima sospizione, cioè si partiva dal presupposto che i giudici
32:18li parlavano nello sufficientemente obiettivo, cose che oggi sembrano follie, ma era la realtà.
32:24E che non ci fu col maxiprocessi.
32:27Col maxiprocessi invece si celebrava il palermo con i giudici, anche i non togati.
32:39E' stato un grande successo quello indubbiamente, merito di questa straordinaria istruttoria,
32:43naturalmente fatta da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Leonardo Guarnotta e Peppino Pilello,
32:49questo il gruppo era, guidati dal grande uomo che era Caponnetto.
32:53Stiamo parlando di giganti della storia giudiziaria italiana.
32:59Dopo il maxiprocessi io noto però che c'è da parte della magistratura un impegno che dà
33:05anche dei risultati.
33:07Di tutto si potrebbe fare di più, sì, ma si potrebbe anche fare di meno.
33:12Quindi io sono abbastanza fiducioso sulla pressione giudiziaria.
33:16Solo quella non basta evidentemente, perché c'è un problema di educazione, di formazione
33:25anche dei giovani alla cultura della legalità, per esempio, cosa nella quale io credo moltissimo.
33:30Perché delegare tutta la magistratura all'aspetto repressivo, che è importantissimo perché
33:37l'Italia non lo sottovaluto per tanto, però non basta.
33:40Ci vorrebbe un movimento più articolato, soprattutto nelle scuole, nelle famiglie.
33:47Questo sarebbe il supporto essenziale.
33:50Vorrei chiudere con un dato personale.
33:52Qual è il suo più grande rimpianto rispetto al suo rapporto con Giovanni Falcone,
33:57che comunque visse le ultime fasi in una condizione di isolamento?
34:01Questo non lo possiamo dimenticare.
34:05Noi abbiamo continuato ad avere un rapporto molto intenso con Giovanni,
34:08perché quando lui andò a Roma si mosse, perché venisse chiamato anche io a Roma.
34:15Infatti andai a fare, lui era direttore generale dell'affari penale dell'amministratore della giustizia
34:19e io fui chiamato a fare il consulente a tempo pieno della commissione parlamentare antimafia.
34:24Quindi il nostro rapporto continuò ad essere sempre fraterno, perché noi non eravamo colleghi soltanto del lavoro,
34:31eravamo, Falcone scherzando, mi diceva, tu sei figlio unico solo all'anagrafe,
34:35perché per tua fortuna hai il fratello maggiore.
34:39Però in realtà l'isolamento di Falcone è un dato.
34:44Basti pensare all'interno della magistratura, la mancata nomina alla guida dopo l'istruzione di Palermo,
34:50quella rimane, scelgono Medi perché ha vent'anni di anzianità in più,
34:55con tutto il rispetto per la memoria di Medi, per carità di Dio,
34:58ma se c'era una persona che doveva ricoprire con l'incarico era Falcone.
35:02Ma il Consiglio Superiore della Magistratura lo bocciò.
35:05E chiudiamo così questa puntata di TGS7 con queste due testimonianze.
35:11Vi diamo appuntamento alla prossima settimana.
35:13Buona domenica.
35:14Buona domenica.
35:25Buona domenica.
35:29Buona domenica.
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