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  • 6 giorni fa

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Trascrizione
00:12La Basilicata è una delle più belle regioni del nostro meridione e merita davvero un viaggio.
00:19Offre scenari bellissimi, paesaggi naturali, arte e giacimenti incredibili di risorse enogastronomiche.
00:29Sono nel Vulture, terroir chiave per gli appassionati di vino.
00:33Qui c'è un grande protagonista, l'Eglianico, ma sento che sarà un viaggio ricco di scoperte.
00:40Incontro Pari de Leone che qualche anno fa ha dato vita ad una bella azienda che si chiama Terra dei
00:45Re,
00:45una moderna cantina alle pendici del Monte Vulture nel cuore del terroir dell'Eglianico.
00:51Pari de Io sono venuto qui nel 2000 per l'inaugurazione della cantina.
00:58L'azienda era appena nata.
01:00Cosa è successo in questi anni?
01:03Diciamo che c'è stata un'evoluzione.
01:05L'azienda nasce appunto nel 2000, viene fondata dalla famiglia Leone e subito dopo la famiglia
01:13Rabasco ci associa, si unisce a questo progetto dando un contributo dal punto di vista amministrativo,
01:22logistico e anche su un piano industriale.
01:26Mentre la famiglia Leone aveva questa tradizione nel mondo della vitivinicoltura lucana.
01:31Quindi la tua famiglia è una famiglia di viticoltori, produttori di vino?
01:35Sì, troviamo un registro in una soffitta del 1911 del mio bisnonno, dove c'è un'economia della conduzione di
01:45un vigneto.
01:46Quindi voce per voce si segnavano le spese e le operazioni vitivinicole che venivano praticate.
01:52E da quel registro parte un po' la nostra storia nel mondo del vino.
02:03Il nome della regione, Basilicata, nasce dal termine greco basilikos, che vuol dire governatore del re,
02:10il che ci riporta ai tempi della dominazione bizantina di questa terra, che i romani invece chiamavano Lucania.
02:17Aglianico, vitigno principe del territorio, ma c'è qualcosa di nuovo nell'aria.
02:23E' arrivato il pinot nero, quindi questo vitigno straordinario che aveva origini appunto lucane e anche qui nell'area del
02:33vulture abbiamo testimonianze della sua presenza.
02:36Testimonianze antiche quanto?
02:38Parliamo del VI secolo a.C. fino ad arrivare a testimonianze dell'inizio 800 fino alla metà del 900.
02:47Incredibile, ma poi a un certo punto è andato perduto, perché se lo state riscoprendo voi adesso vuol dire che
02:53non c'è stato per un periodo.
02:55Sì, abbiamo queste testimonianze dal 1800 con Gioacchino Murare di Napoli, che in un censimento della viticoltura qui nell'area
03:06del vulture censisce 154 vitigni.
03:09Tra questi il pinot nero, quindi una testimonianza certa.
03:13Un'altra la ritroviamo nel 1887 durante la prima mostra enologica svoltasi a Potenza, un mini vinitali allora.
03:21e il dottor Lacava parla della presenza del pinot nero nelle zone fredde della Basilicata e quindi nel vulture.
03:311893, Giovanni Bianchi, enologo, prima reggia cattedra ambulante fondata qui a Rionier in vulture, ritrova di nuovo il pinot nero.
03:40Incredibile, quindi una chance ulteriore per un territorio che comunque già con l'alianico del vulture esprime i vini di
03:48grande profilo.
03:49Io credo che questo sia un luogo baciato dalla fortuna.
03:53La fortuna del vulture è avere questa varietà, quindi cambiando altitudine o cambiando posizione geografica,
04:02si trovano delle condizioni pedoclimatiche straordinarie, quindi possiamo provare più vitigni in quest'area.
04:22Terra dei Re oggi vanta 31 ettari di vigneti in varie esposizioni per una produzione di circa 70.000 bottiglie
04:29l'anno.
04:30Ma si tratta di una realtà dinamica e in crescita sulla quale anche noi siamo pronti a scommettere.
04:41Terra dei Re sta approcciando una viticoltura a misura d'uomo, a misura d'ambiente. Cosa state facendo?
04:48Stiamo parlando di sostenibilità. Questa parola aleatoria che ognuno gli dà il significato che vuole,
04:55per me significa trasmettere ai nostri futuri successori ciò che i nostri genitori ci hanno dato dal punto di vista
05:05ambientale
05:06e soprattutto difendere questa biodiversità. Si parla molto di biodiversità, ma difenderla non è facile.
05:13Bisogna fare grandi sacrifici perché bisogna mettere in equilibrio ciò che la natura ci ha dato.
05:19E poi il basso impatto, quindi fare nelle vigne solo ciò che serve.
05:23E a livello di energie rinnovabili?
05:26Ci siamo dotati di un impianto fotovoltaico che ci consente appunto di produrre energia
05:31e quindi cercare di non inquinare.
05:35Tutto questo poi si riflette nel vino e devo dire che questa alianica è molto buona.
05:44Complimenti. Salute.
06:01Lino Carparelli è un enologo di grande esperienza, è un profondo conoscitore di questo territorio.
06:07Anche lui accetta la sfida, anzi rilancia.
06:11Lino, qual è la tua scommessa? Qual è la scommessa di Terra dei Re?
06:16La mia scommessa è legata intimamente a quello che può essere la curiosità di mettermi in discussione
06:23per la produzione di vini provenienti da queste varietà storiche, tradizionalmente importanti come l'Agliani,
06:31ma soprattutto la curiosità di aver constatato la presenza di un appezzamento
06:36a 800 metri sul livello di mare coltivato a pino nero.
06:51Affrontare l'avventura del pino nero è una sfida impegnativa.
06:56Cosa pensate di fare adesso?
06:57Sì, è una bella sfida che abbiamo raccolto.
07:01Chiaramente adesso il nostro prossimo impegno è quello di andare a identificare alcune aree
07:07che possono essere utilizzate per impiantare nuovi cloni di pino nero.
07:17Staremo molto attenti soprattutto nell'identificare un portoinnesto compatibile con questa varietà
07:28e nello stesso tempo non mi dispiacerebbe tentare un'esperienza, anche se in maniera molto limitata,
07:35quella di produrre su piede franco, che potrebbe dare sicuramente dei risultati estremamente interessanti.
07:41Però qui non stiamo parlando solo di due vini, del pino nero e dell'aglianico del Vulture.
07:47Certo, i nostri orizzonti si stanno allargando perché la curiosità adesso è anche su altre varietà
07:53bacca bianca come può essere una malvasia tipica di questo territorio, malvasia bianca,
08:00e poi stiamo anche interessandoci, vista l'altitudine, visto la natura del terreno,
08:06verso una varietà bacca bianca di natura romana come può essere il Traminer.
08:11Ancora, nella nostra differenziazione produttiva, il nostro interesse si sta avvolgendo anche
08:17verso una spumandizzazione, verso quel metodo classico, partendo sempre dal pino nero
08:23in associazione con l'aglianico. Vediamo che cosa succede e che cosa viene fuori.
08:37Il Vulcano 800 è un pino nero, un vino di una estrema eleganza su un terreno di natura
08:44vulcanica ad un'altitudine di 800 metri sul livello del mare e che ha anche la potenza
08:51per un invecchiamento lungo in bottiglia.
08:59Note speziate molto evidenti esprime la tipicità del vitigno e anche la tipicità del territorio.
09:19La Balvasia Bianca Clarisse è una varietà tipica del territorio a bacca bianca e che esprime
09:28un vino dalle caratteristiche piacevolissime a livello sia olfattivo che gustativo.
09:37Un'acidità mirata, un'acidità spiccata, un'acidità che esprime il territorio, la sua altitudine,
09:45la sua collocazione su terreni di origine vulcanica che sono caratteristiche molto apprezzate.
10:15Tommazzo Matulli
10:17è un primo piatto tipico della nostra tradizione, è un piatto molto semplice, fatto con ingredienti
10:24semplici. La base sono le acciughe, il pomodoro, la molica di pane fritto e poi questa pasta fatta
10:32in casa a base di farina di grano tenero e farina di grano rimacinato impastata insieme
10:39con acqua semplicemente. La molica di pane viene fritta sempre con l'aggiunta di aglio e le acciughe,
10:45quindi poi vengono fatte queste tagliatelle fatte in casa che vengono chiamate tumazzo e vengono
10:52saltate con questo sughetto preparato con polpa di pomodoro, acciughe, aglio, olio e condite con
10:59abbondante pane fritto. Praticamente gli ingredienti che si trovano spesso nelle case dei contadini,
11:05visto che è un piatto molto antico. A questo piatto abbiniamo un Pinot Nero Vulcano 800, un vino
11:16molto versatile, morbido, che lega bene con l'aggiù e col pesce e con i piatti a base di pomodoro,
11:22di pasta, quindi ha un'unione perfetta.
11:32A terra dei re ho la fortuna di incontrare Stefano Dellungo, un archeologo che da anni
11:38studia la viticoltura antica con le moderne tecniche della ricerca sul germoplasma. Mi
11:44propone un'affascinante teoria sul lungo viaggio del Pinot Nero e sull'origine dell'aglianico. Teoria
11:50affascinante e convincente, direi addirittura sensazionale.
11:55Siamo alle pendici del Vulture, a quota 800 metri, è appena terminata la vendemmia, ma
12:02una vendemmia di Pinot Nero, allora è l'ennesima stravaganza o un'operazione che ha un senso?
12:10Apparentemente sarebbe una stravaganza, oppure un andare a finire nel banale, perché tanto
12:16l'internazionale si trova ovunque. Invece qui siamo in Basilicata, siamo in quello che
12:21la storia e la genetica hanno definito come terzo centro di domesticazione varietale, cioè
12:27a dire che la pianta è entrata nella cultura dell'uomo. Il Pinot vanta un'antichità che
12:37gli è stata riconosciuta riconducendogli una marea di parentele, curiosamente in questo
12:43reticolo, su una linea di discendenza diretta tra Pinot e Sirà, si inserisce l'aglianico.
12:53Questa è una grande notizia?
12:55Eh sì, perché diventa quel terzo incomodo, in altri tempi si sarebbe detto in una famiglia
13:02nobile il figlio della serva, che però in realtà richiama un passato fino adesso ignorato.
13:25Ritrovare un Pinot che a livello genetico è stato visto come ancestrale e la cui storia
13:32si intreccia a varietà locali, allora o possiamo tutto circoscrivere al periodo di Giochino Murat,
13:39a quei sei anni dove i francesi sono passati e avrebbero portato tutto, ma in realtà l'aglianico
13:46già c'era, oppure c'è qualche cosa che risale proprio alle origini e queste origini si stanno
13:51scoprendo.
13:52Allora, si fa una sorta di triangolazione, il Pinot è una varietà ancestrale che forse
13:59parte da qua e arriva a Marsiglia attraverso Elea, Oveglia, sul Cilento.
14:04Quindi i Foscei?
14:05I Foscei, che lo portano.
14:07Ma lo portano avendolo ricevuto da Siriti e Sibariti che si erano dati tanto da fare con
14:14la popolazione del posto per arrivare ad avere delle varietà, diciamo di livello e
14:23una di queste prenderà il nome ed è il Sirà, che è una Sirica e viene dalla Siritide e
14:29si capisce perché uno zio molto stretto del Sirà è l'aglianico.
14:35Questo può essere accaduto solo qui.
14:38Le ipotesi che sono state fatte di un percorso al contrario purtroppo non è credibile, non
14:43è sostanziato da nulla.
14:45Quindi una provenienza da nord della Francia presupporrebbe che qui neanche un secolo si
14:51siano dati da fare, abbiano pigliato, selezionato l'aglianico, poi da lì ricavato in Sirà e poi
14:56se lo sono riportato a Siriti.
14:59Non è credibile.
15:01Invece la ricerca, in questo caso, svolta da due enti, il CREA di Turi e il CNR di Tito Scalo
15:10e unito poi alla collaborazione sempre delle aziende che si dialoga con i produttori, ha
15:16fatto scoprire che qui c'era.
15:19E abbiamo le fonti, e abbiamo anche le fonti, che lo descrivono.
15:24Lo chiamano in un'altra maniera naturalmente, però il risultato è quello, che il Pinot
15:39fa, parlo dei galli, non dei francesi.
15:42E così è stato.
15:44Ma i francesi l'hanno saputo vendere poi.
16:01Paride mi accompagna in una delle aree naturali più belle del territorio.
16:06Saliamo sul Vulture, fino ai laghi di Monticchio.
16:09Uno scenario intatto di grande bellezza, importantissimo per l'equilibrio climatico di questa viticoltura.
16:18Noi salendo qui, sulle pendici del monte, vediamo che i vigneti si diradano.
16:25Quindi la viticoltura è tutta nella parte bassa e nella pianura, nella parte collinare
16:30che poi arriva fino a Venosa e alla pianura.
16:34Come mai non si è pensato di coltivare sulle coste del monte Vulture?
16:40L'altitudine ha ovviamente un'influenza sulla maturazione dell'uva, in particolare dell'aglianico,
16:49che essendo un vitigno di quarta epoca, quindi un vitigno piuttosto tardivo nella maturazione,
16:55se saliamo di altitudine non ce la farebbe raggiungere a un certo grado zuccherino.
17:07Poi che progetti state facendo a livello viticolo qui sulla montagna?
17:13Beh, abbiamo impiantato un vigneto a 800 metri di altitudine.
17:18Questo pino nero, quindi sulle pendici del Vulture, come dicevi prima,
17:22attecchito in maniera meravigliosa, otto anni fa il compianto enologo Giuseppe Leone,
17:27voleva impiantare questo vigneto contro ogni logica della nostra area.
17:33E invece proprio questo vigneto ci ha dato dei grandissimi risultati.
17:45Aglianico del Vulture, Vulture, è un vino ricavato da un vigneto,
17:51coltivato ad un'altitudine di 450 metri sul livello del mare,
17:55e che per la sua eleganza, la sua finezza, abbiamo un riscontro sia dal punto di vista olfattivo
18:02che dal punto di vista gustativo.
18:07Dal punto di vista olfattivo riscontriamo questi sentori piacevoli,
18:12un vino più giovane, presenta note di freschezza, di frutti freschi,
18:17con un corpo, una struttura molto piacevole
18:19ed è adatto ad un lungo invecchiamento per apprezzarne le sue caratteristiche qualitative e organolettiche.
18:39L'aglianico del Vulture, Nocte, è un vino rosso dal colore intenso,
18:46che è l'espressione della varietà, che con una selezione accurata dei grappoli
18:51esprime la sua potenza, la sua energia, la sua forza,
18:55sia dal punto di vista olfattivo che dal punto di vista gustativo.
19:01Dalle note olfattive speziate, con una ricerca nel frutto,
19:07quindi con questa energia che è l'espressione tipica del vitigno da cui proviene.
19:35Il cosciotto d'agnello brasato laglianico è un cosciotto d'agnello disossato,
19:40viene farcito con della pancetta per renderlo morbido, arrotolato su se stesso
19:45e viene marinato con delle verdure, sedano, carote, cipolle e delle bacche di ginecra
19:50e con il nostro vino Nocte per circa 12 ore.
19:54Poi viene soffritto in padella con le verdure di marinatura
19:58e con l'aggiunta del vino di marinatura.
20:01Una cottura di tre ore, dopodiché lo scaloppiamo,
20:04lo mettiamo nel piatto di servizio con l'aggiunta della salsina che si crea con il vino
20:10e poi gli mettiamo come guarnizioni delle castagne lesse sbriciolate sopra.
20:22Abbiniamo al cosciotto d'agnello brasato laglianico,
20:25un laglianico del Vulture, il Nocte,
20:28un vino molto corposo, con buona tannicità e acidità,
20:31serve proprio a ripudire la bocca dai grassi dell'agnello,
20:35visto che è un piatto molto complesso.
20:37L'arte per terra dei re è molto importante,
20:40scrive Luigi Pirandello,
20:42era festa dovunque e mi piaceva citarlo perché
20:45per noi è una festa la cantina,
20:48è una festa perché attraverso il vino
20:51cerchiamo di dare emozioni a chi lo beve.
20:55Non a caso qui in Cantina abbiamo fatto concerti di Natale,
21:00molte personali di quadri e molte presentazioni di libri,
21:04innanzitutto perché vino è cultura
21:08e poi perché attraverso la cultura
21:11che noi veniamo a conoscenza
21:14non solo di un buon libro o di un bel quadro,
21:18ma anche di come viene fatto un buon vino
21:21e cosa ci può essere in un bicchiere di vino.
21:48Allora Paride, finalmente siamo sui laghi di Monticchio,
21:53posto bellissimo, noasi naturale, meravigliosa.
21:58Ma questo è il motore del sistema termico del Vulture?
22:02Qui abbiamo delle condizioni climatiche molto particolari.
22:07Abbiamo delle correnti calde, ascensionali,
22:10quindi che vanno verso l'alto
22:11e richiamano aria fredda verso il basso.
22:14Quindi una sorta di grande ventilatore
22:16che muove quest'aria
22:17creando le condizioni ideali
22:20per i vigneti che abbiamo qui vicino.
22:23E quindi è come un grande ventilatore
22:26che assicura un perfetto stato sanitario alle uve.
22:31Quindi oltre a creare anche escursione termica,
22:35questa buona ventilazione
22:37mantiene queste uve sempre sane.
22:38Certo, un posto magico,
22:42ma anche a livello di microclima
22:44qualche cosa di unico?
22:46Sì, perché qui abbiamo una specie particolare
22:50di una farfalla, si chiama la bramea.
22:52Questa farfalla che la ritroviamo in Africa, in Asia
22:55e poi unicamente in questo luogo.
22:58In Europa?
22:59In Europa non esiste, esiste solo qui.
23:01perché le condizioni climatiche
23:04sono appunto molto particolari
23:05e questa farfalla, scoperta nel 1963
23:09da Arting, un entomologo altoatesino,
23:12ha delle caratteristiche preistoriche.
23:14Quindi il clima qui non è variato.
23:17Quindi nei millenni
23:18si sono conservate queste condizioni.
23:28Affacciata sui laghi,
23:29ecco l'abbazia di San Michele Arcangelo,
23:32sorta nel Medioevo
23:33sulle grotte abitate dagli eremiti basiliani.
23:36Qui, nell'abitato intatto
23:38della riserva naturale del Lago Piccolo,
23:40c'è un bellissimo museo di storia naturale,
23:43dove potrete incontrare
23:44anche la rara farfalla bramea.
23:47Merita davvero una visita.
24:16Quella notte lo aveva sognato
24:19e il sogno gli era rimasto appiccicato addosso
24:22come un sudore freddo.
24:23Se l'era tenuto stretto
24:25nella tasca della giacchetta di velluto liso,
24:28mentre con gli occhi ancora sporchi di sonno
24:30cercava scampo dallo spavento
24:33nel suo nascondiglio della vigna.
24:35Per tempo,
24:36prima che l'acino infuocato del sole
24:39si infilasse in bocca l'aurora,
24:41quando il raggio non porta calore,
24:44ma viene acclamato
24:46come una risurrezione
24:47da fragori di uccelli.
25:00Il falco è l'animale totemico del vulture.
25:04Egli dà il nome.
25:05Una presenza che qui è familiare da millenni,
25:08come quella del Nibio dello Sparviere.
25:11Qui sul vulture amava venire a caccia
25:13anche Federico II,
25:15l'indimenticato signore di queste terre.
25:17E quando il falco vola
25:19è quasi possibile sentire
25:21la sua presenza che alleggia.
25:23Proprio qui,
25:24tra i castelli federiciani
25:25di Melfi e Lago Pesole,
25:27si conclude il mio viaggio.
25:29Una terra dalla storia antica
25:31che oggi ha deciso di affrontare
25:33nuove sfide.
26:07e che ci accade.
26:13La terra dalla storia antica
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