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  • 2 days ago
“Molti pazienti non riconoscono i primi sintomi dell’encefalopatia epatica perché si tratta di segnali lievi, spesso attribuiti ad altre alterazioni neurologiche. Questo determina un ritardo diagnostico che, nei casi più avanzati, porta il paziente a una condizione gestibile solo in ospedale. Gli strumenti oggi disponibili ci permettono invece di intercettare una quota significativa di casi non ancora diagnosticati e di intervenire in modo preventivo.” Lo ha dichiarato Giacomo Germani, segretario dell’AISF – Associazione italiana per lo studio del fegato, durante la presentazione a Roma della campagna “Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla”, promossa da Alfasigma.

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Transcript
00:03Il ritardo diagnostico è uno dei determinanti più importanti dell'evoluzione prognostica e funzionale dei pazienti con cirrosi epatica.
00:13L'encefalopatia epatica è una complicanza neurologica che spesso si sviluppa con forme lievi, cosiddette encefalopatia minima,
00:21ma poi può evolvere in forme più avanzate, cosiddette conclamate, in cui il paziente manifesta alterazioni neurologiche invece molto più
00:27importanti
00:28che possono arrivare fino al come e spesso necessitano di ricovero ospedaliero.
00:32Diventa fondamentale per tanto identificare non solo i fattori scatenanti della patologia,
00:38basta pensare a infezioni, disidratazione, la stipsi, ma soprattutto identificare precocemente quei sintomi lievi,
00:45come per esempio l'alterazione del ritmo sonoveglia, una difficoltà alla concentrazione, una lieve difficoltà motoria,
00:51che spesso vengono confusi con altre alterazioni neurologiche associate magari all'età del paziente o all'altra comorbidità.
00:58In questo contesto quindi l'identificazione precoce, una presa in carico adeguata, non solo tardiva, ma già nelle fasi iniziali,
01:06diventa fondamentale per i determinanti di salute dei pazienti con cirosi epatica e con encefalopatia.
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