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CortometraggiTrascrizione
00:01Sono Angela Raffanelli e sono qui per farvi conoscere sei donne, protagoniste del Novecento,
00:08che hanno dato un contributo molto importante alla cultura e che si sono distinte per il loro talento.
00:16Donne coraggiose, donne tenaci, donne che hanno lottato per realizzare le proprie idee.
00:23Donne straordinarie, che hanno lasciato un segno nel mondo dell'arte, in politica, nella moda o nell'imprenditoria.
00:33Interpretate da sei attrici che intervisterò e che risponderanno con le parole da loro stesse pronunciate
00:40o ricostruite attraverso un'attenta ricerca storica.
00:48In questa puntata Letizia Battaglia.
01:20Letizia Battaglia
01:49Letizia Battaglia
01:52Nata a Palermo nel 1935, Letizia Battaglia è la prima donna fotoreporter a lavorare per un giornale,
02:01L'Ora, il famoso quotidiano del capoluogo siciliano.
02:05La sua macchina fotografica, ovvero la scatola magica, come Letizia Battaglia la definisce,
02:11le ha permesso di raccontare la vita più intima delle persone e la storia dell'Italia.
02:18di essere testimone dei più cruenti fatti di mafia, della condizione delle donne e di
02:24trasmettere al mondo intero il suo sguardo nei confronti dell'umanità .
02:28Dopo un periodo trascorso a Milano, fotografando tanti volti rappresentativi delle lotte sociali e culturali,
02:37Letizia torna nella sua amata Palermo nel 1974 per immortalare le drammatiche faide che attanagliavano la Sicilia.
02:49Eclettica e sempre schierata in prima linea, resta affascinata anche da un invisibile universo della follia
02:56che incontra come volontaria nell'ospedale psichiatrico di Palermo, prima di dedicarsi con passione alla politica.
03:07Letizia Battaglia, benvenuta, prego.
03:10Grazie.
03:13Vedo che ha al collo la sua macchina fotografica.
03:17Sì, è la mia Pentax K1000.
03:20Eh, ce n'è voluto un po' prima che io e lei diventassimo una cosa sola.
03:25Ma mi ha fatto entrare in simbiosi con il mondo.
03:28Lei perché ha scelto di fare la fotografa?
03:31Per fermare in immagini quello che mi suscita rabbia,
03:34quello che mi suscita pietà , amore, ma anche bellezza.
03:43Ho sempre scelto di ritrarre donne che hanno dentro qualcosa, qualcosa di profondo.
03:50A me il bello assoluto non mi interessa.
03:59Quelle donne con le quali lei riusciva a intravedere degli elementi in qualche maniera di affinità ,
04:07sia a livello di sensibilità o anche di percorso di vita.
04:14Lei è ancora affascinata dal mondo dei fotografi?
04:18Io adoro essere una fotografa.
04:21Adoro i fotografi e adoro la fotografia.
04:24La parte più affascinante è che io riesco a prendermi il mondo ovunque io sia.
04:31E questa cosa è esaltante perché mi rende più ricca,
04:36meno fragile rispetto al mio essere donna,
04:39ma proprio rispetto al mio essere persona.
04:47La fragilità di cui lei parla deriva dal trauma che ha subito quando aveva dieci anni.
04:53Tutta la mia vita fa riferimento a quel singolo episodio che poi è durato pochi secondi.
05:00È spuntato davanti a me un orco, un uomo che si è aperto l'impermeabile e ha iniziato a toccarsi.
05:08Io poi non ne sapevo niente del sesso.
05:10Per me l'amore erano i baci.
05:14E poi sono tornata a casa.
05:16Mio padre si è spaventato, io ho raccontato tutto e lui ha deciso
05:20che da quel momento io non sarei mai più uscita di casa da sola.
05:26E tutto si è tinto di dramma, improvvisamente.
05:29Io quel giorno ho perso la libertà .
05:32Un padre padrone che una volta solamente per averla vista tornare a casa a piedi con un compagno di scuola
05:39la fa chiudere per punizione un mese in un centro femminile costretta a chiedere scusa per qualcosa che non ha
05:49fatto
05:50e cerca un modo per liberarsene.
05:55Suo padre lavorava sulle navi da crociera ed era un uomo chiuso all'antica.
06:01Non voleva che studiasse e la faceva sentire in gabbia.
06:04Per uscirne lei avrebbe fatto qualunque cosa, anche sposarsi.
06:10Quando incontra Franco Stagnitta, lei ha 15 anni, mentre Franco ha 7 anni di più e lavora in una torrefazione
06:16nel centro di Palermo.
06:18Come vi siete conosciuti?
06:19Un giorno che io uscivo da scuola e mi ricordo che aveva questo sorriso bello, luminoso
06:25e mi regalò una bomboniera di cristallo piena, piena, piena di cioccolatini.
06:30E quel regalo vi sembrò stupendo, meraviglioso.
06:33Vi siete sposati il 22 novembre del 1951.
06:40Dal suo matrimonio nascono tre figlie che lei adora, Cinzia, Scioba e Patrizia.
06:49Aveva questo grande sogno di libertà , di felicità , che si è infranto quando si è reso conto
06:57che lei e appunto suo marito eravate molto diversi, anche se lei amava Franco.
07:02Cercava di contenere, di frenare la mia vivacità più che poteva, il mio interesse per il mondo.
07:11Non mi voleva male, mi voleva tutta per sé.
07:14Questa situazione di impossibilità per Letizia di realizzarsi, esprimersi come donna,
07:20questa sua energia indomabile, trattenuta all'interno,
07:24ha fatto sì che nel corso degli anni Letizia sviluppasse delle crisi di angoscia,
07:29un'oppressione cardiaca molto forte.
07:32Quindi c'è questa incomprensione di fondo da parte di un uomo che cerca di tenerla costretta
07:38in un ambiente domestico che per Letizia Battaglia era diventato impossibile.
07:43La sua salute si è aggravata sempre di più fino a quando è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico.
07:50Mi hanno mandato in Svizzera a fare la cura del sonno.
07:56Ma io volevo la pace, io volevo la libertà , la cura del sonno non era la medicina migliore per me.
08:04Quindi dopo 14 giorni che ero ricoverata in quella clinica, una mattina mi sono svegliata urlando.
08:13Allora dicevano sicuramente, nasconde qualcosa, tutti i castelli in aria costruiti
08:20perché non sapevano dare una risposta a quello che effettivamente avevano.
08:26Quando ritorna a Palermo nel 1968 conosce Santi Caleca, è un ragazzo di 20 anni.
08:33Fa il fotografo a 12 anni, meno di lei.
08:36Santi mi faceva delle scenate terribili, che non accettava il fatto che io stessi a casa con mio marito
08:43e voleva che lasciavo casa.
08:45Anch'io lo volevo, ma io avevo tre figlie e non avevo lavoro.
08:51È stato soltanto nel 1969 e grazie alla psicanalisi che io ho trovato il coraggio di separarmi da mio marito.
09:02Letizia mi chiese di andare di notte a prenderla con le ragazzine
09:06perché voleva evitare che il portiere, insomma, altra gente potesse vedere questo traslovo.
09:13Avevamo affittato un appartamento segreto in qualche modo perché Franco non doveva rintracciarci.
09:20Letizia l'avrebbe fatto anche prima, aspettava, dice
09:22aspetto che le mie figlie abbiano una certa età per potergli spiegare le ragioni.
09:29Prende il coraggio di separarsi andando contro l'opinione pubblica, ma lei non se ne cura.
09:36Il suo obiettivo è costruire Letizia a battaglia.
09:40Tutto è partito l'estate del 1969, quando io ho iniziato a collaborare con l'Ora,
09:47un quotidiano di Palermo con cui io condividevo gli ideali e i valori comunisti.
09:53Io ero innamorata della figura di Enrico Berlinguer e quindi proposi degli articoli.
09:59Mi ricordo sul circo, sul Luna Park, gli zingari.
10:07E poi un giorno succede che in redazione non c'è nemmeno un fotografo.
10:13Quindi lei si fa prestare una macchina fotografica e scatta la prima fotografia.
10:19Allora, io dovevo scrivere un pezzo, ero sola, sono uscita e ho fotografato una prostituta.
10:26Questa prostituta era accusata di essere complice di un omicidio, era l'amante dei mafiosi.
10:36Un giorno comprai due macchine fotografiche, una per me e un'altra la regalai a Letizia.
10:43Lei amava la scrittura, in fondo voleva fare la giornalista, la scrittrice,
10:47però poi, usando la macchina fotografica, la scrittura, la vera scrittura l'ha fatta con la fotografia.
10:55La macchina fotografica è la scintilla che fa brillare la stella nel suo cielo.
11:05La sua collaborazione però poi allora sembra non avere prospettive.
11:11Santi Caleca si è trasferito a Milano e quindi lei nel 1971 decide di raggiungerlo.
11:33Gli anni a Milano, soprattutto i primi anni, furono molto difficili, guadagnavano poco, dovevano costruirsi tutta una rete di collaborazioni.
11:41Quindi molti alloggi all'inizio erano alloggi di fortuna, a casa di amici.
11:46Tra l'altro Letizia decide di portarsi due figlie, le figlie minorenni.
11:50E questo rende ovviamente per lei anche la necessità di trovare una sistemazione ancora più urgente.
11:57Passato questo primo periodo molto difficile, anche sotto il profilo economico,
12:01Letizia viene subito assorbita da tutto quello che accade a Milano.
12:09Quando io mi sono trasferita a Milano in realtà avevo un accordo con l'Ora.
12:14Dovevo scrivere dei articoli su siciliani famosi che vivevano in città .
12:20Però per mantenermi io collaboravo anche con altri periodici a Milano.
12:25E sempre succedeva che io scrivevo un articolo, lo portavo in redazione,
12:29il direttore lo guardava, lo approvava e diceva sì ma le fotografie?
12:35E Santi le ripeteva continuamente come usare la macchina fotografica a livello tecnico,
12:40ma lei ripetutamente sbagliava.
12:41Quindi questa cosa faceva in modo che alla fine lui dicesse va bene,
12:46tu fai le tue fotografie e io faccio le mie.
12:50Letizia Battaglia era rispetto a lui quella che seguiva le manifestazioni,
12:55seguiva le proteste, tutti quei luoghi che rappresentavano
12:59dei luoghi di fermento culturale e anche politico a Milano in quegli anni.
13:02Le organizzazioni sindacali chiamano i lavoratori a sostenere con la lotta le proprie rivendicazioni.
13:08A Milano, il 22 novembre, circa 200.000 metalmeccanici affluiscono in Piazza Duomo.
13:14Altre manifestazioni provinciali e regionali hanno luogo nei giorni successivi nelle maggiori città italiane.
13:24Io seguivo tutto quello che mi sembrava interessante.
13:28A Milano c'era un mondo che voleva cambiare e io mi sentivo libera.
13:35Io a Milano ho conosciuto e ho fotografato persone che hanno segnato il mio percorso artistico,
13:41però anche il mio percorso di vita.
13:43Io ho fotografato Pierpaolo Pasolini.
13:51Letizia rimase fortemente delusa da delle foto che aveva fatte a Pasolini.
13:56Lei ha amato moltissimo e queste foto finirono su un giornale che in qualche modo utilizzava
14:02una delle fotografie che Letizia aveva fatte a Pasolini come copertina per mettere delle cose sgradevoli rispetto al personaggio.
14:11Allora là Letizia ebbe un atteggiamento molto duro.
14:16Nel 1974 arriva una telefonata dal direttore dell'Ora.
14:23Vittorio Nisticò la richiama, così lei lascia Milano e torna a Palermo.
14:29Io sono stata la prima donna in Italia a dirigere l'intero settore fotografico di un quotidiano.
14:37Ma poi in redazione c'erano i vecchi comunisti e i giovani, che giovani adesso sono tra i più grandi
14:44giornalisti italiani.
14:45Ogni giorno si denunciava la mafia, si denunciava la corruzione, la collusione con la politica.
14:54L'Ora era il giornale dell'altra Palermo, c'era il giornale di Sicilia che era il giornale della palude
15:01di Palermo,
15:02il giornale ufficiale, il giornale del potere.
15:04Era un giornale piccolo ma importante perché in quel giornale io ho conosciuto Sciascia, veniva Pasolini, Guttuso.
15:12Tutti gli intellettuali o i grandi giornalisti che scendevano in Sicilia entravano a loro.
15:27Nel frattempo la sua relazione con Santi Caleca termina e lei conosce Franco Zecchin.
15:35Siamo nel 1975, lui sarà il grande amore della sua vita e starete insieme per ben vent'anni.
15:44Diciannove.
15:44Diciannove, tantissimi.
15:46Una vita.
15:47Voi condividete amore, lavoro, anche lui lavora al giornale L'Ora.
15:53Ma c'è mai stato un confine tra privato e professionale?
15:59Ma un confine non poteva esistere perché noi abbiamo vissuto il dramma in prima linea.
16:04Ogni giorno, ogni giorno di corsa con la Vespa, da una parte all'altra di Palermo, da un omicidio all
16:13'altro.
16:17Ed è stato un rapporto per Letizia molto importante perché aveva trovato in Franco Zecchin una persona che finalmente metteva
16:25ordine in qualche maniera nella sua vita.
16:27Le dava stabilità , le dava tranquillità , ma anche la libertà di esprimersi con il quale condivideva anche un lavoro che
16:35era un lavoro che non aveva orari perché seguivano una cronaca che a Palermo occupava l'intera giornata.
16:45Sono le foto di Franco di quel periodo bellissime.
16:49Grandissimo fotografo anche lui, di grandissima sensibilità .
16:53Letizia fotografava con l'istinto, con il cuore, con la passione, come era Letizia.
16:58Franco aveva più tecnica probabilmente.
17:01Avevano due stili, due modi diversi di intendere la fotografia.
17:12Quando il telefono squillava ci si fermava il cuore perché sapevamo che da qualche parte era successa una tragedia.
17:20Era difficile, è stato faticoso.
17:24Letizia non aveva il tempo di fare asciugare le foto che le buttava sulla scrivania del caporedattore ancora bagnate di
17:35acido.
17:35Un giornale del pomeriggio stampa a ritmi vertiginosi e quindi il caporedattore tagliava le foto in base alle sue esigenze.
17:44Il titolo, la prima pagina, la seconda pagina, la terza pagina e non in base alla bellezza o all'arte
17:51delle foto di Letizia.
17:53Quindi Letizia poi urlava quando usciva il giornale perché gli avevano mortificato il lavoro.
18:04Tra gli anni 70 e 80 a Palermo scoppia una feroce guerra di mafia.
18:10In quegli anni fotografare non è semplicemente scattare una fotografia, è proprio un vero atto di impegno civile.
18:19Come si sentiva tutte le volte che si recava su un luogo di un omicidio?
18:24Immersa nel dovere di documentare e testimoniare ed essere presente senza sosta, mi prendeva un forte senso di nausea, l
18:34'immobilità e il silenzio di un corpo, di un morto ammazzato steso a terra.
18:42Io non potrò mai dimenticare l'odore di un morto trovato, ammazzato in campagna molti giorni dopo dal suo omicidio.
18:53Tutte quelle formiche che gli camminavano sul volto.
19:03A Palermo c'è stata una guerra o più guerre che lo Stato italiano non ha mai riconosciuto come tali,
19:10fino a quando non è stato costretto.
19:13Cioè nell'estate del 1992 con le stragi Falcone e Borsellino.
19:18Ma prima noi ci sentivamo in guerra, noi giornalisti ci sentivamo corrispondenti di guerra a casa nostra.
19:31Gli attimi prima di fotografare si accavallavano dentro di me tanti sentimenti.
19:38Perché come fotografa io mi dovevo assicurare che la macchina avesse l'apertura di diaframma giusta per quella luce.
19:46Io non usavo flash, non ho mai usato esposimetro, non ero tecnica e non mi interessava.
19:52Dovevo cercare di non farmi coinvolgere dal pianto di una madre che si indiozza per la morte del figlio morto
20:00-ammazzato.
20:01Dovevo cercare di fare capire ai parenti delle vittime che giustamente si potevano sentire in soggezione davanti al mio obiettivo.
20:12Che tu sei lì perché ne rispetti, che tu sei lì per loro.
20:16Ma che esiste prima di tutto il dovere di fotografare, il dovere di testimoniare.
20:22Per questo io volevo essere sempre tra i primi ad arrivare nella scena del crimine.
20:31Lei è stata la prima e unica donna in un mondo di uomini.
20:36C'erano i giornalisti, il medico legale, il giudice, i miei colleghi, tutti uomini.
20:42Arrivavo io e i poliziotti mi bloccavano.
20:46E io mi mettevo a gridare perché dovevo portare le fotografie all'ora.
20:54Tizia era sempre la prima ad arrivare.
20:56Poi era una donna, molto bella, molto appariscente nel suo aspetto,
21:00anche come si vestiva queste gonne lunghe, fiori, gli zoccoli,
21:04in un mondo di uomini dove non solo era rispettata, alcune volte era temuta.
21:16E la sua tenacia è stata ascoltata, perché ben presto hanno capito il suo impegno,
21:22quanto fosse serio e sentito.
21:25Però c'è stato qualcuno che le ha spianato la strada in qualche modo.
21:29È stato il capo della squadra mobile di Palermo, Boris Giuliano.
21:34Una volta entrò e disse, la signora deve fotografare Letizia Passa.
21:38E da quel momento non mi hanno ostacolato più.
21:42Sei colpi di pistola alle spalle, uno dopo l'altro.
21:45Il capo della squadra mobile palermitana, Boris Giuliano, ha pochi passi da casa.
21:5021 luglio 1979.
21:53Io non dimenticherò mai quella mattina.
21:56Eravamo in redazione, il telefono cominciò a squillare,
21:59ma non ci dissero cosa era successo.
22:02Quindi noi siamo arrivati in via di Blasi e lì ce l'hanno detto.
22:07Hanno ammazzato Boris.
22:10I poliziotti erano tutti ragazzi giovani, erano come impazziti dal dolore.
22:16E sfogavano la rabbia tirando i pugni contro il muro.
22:22Era un uomo che aveva degli ideali.
22:24E per questi ideali era pronto a vivere ogni giorno,
22:26nel momento della sua vita, e era pronto anche a morire.
22:31Non lo dimenticherò mai.
22:33Non ce l'hanno fatto vedere e non ce l'hanno fatto fotografare.
22:36E il suo corpo è rimasto dietro la cassa del bar Lux, al buio.
22:47Questa mostra è il risultato di cinque anni di lavoro a Palermo.
22:49Siamo fotoreporter di un quotidiano, l'ora di Palermo.
22:52E lo spazio che ci dà il giornale non ci basta per dire le cose che vogliamo.
22:57Allestirla e esporre queste foto in pubblico.
23:00Avete trovato difficoltà nelle autorità , permessi, cose di questo genere?
23:04Non abbiamo trovato nessuna difficoltà .
23:06Noi avevamo paura.
23:09Avete dovuto superare questa paura?
23:11Sì, avevamo paura.
23:12Perché io personalmente sento che il momento è drammatico.
23:17Io mi sento sulla pelle questa violenza,
23:20anche perché noi con questo lavoro siamo testimoni di soppruso,
23:23di violenza, di corruzione.
23:25Per cui avevamo paura a farla.
23:30È il 6 gennaio del 1980.
23:33Lei è in macchina.
23:35A un certo punto vede un capannello di persone
23:38intorno ad una macchina con dei vetri rotti.
23:44Dentro quella macchina c'è il corpo del presidente della regione siciliana,
23:49Pier Santi Mattarella.
23:53È stato un momento molto drammatico, pieno di confusione.
23:58Noi siamo arrivati, c'era questo vetro,
24:01in mille pezzi.
24:03Io distinto, ho infilato la macchina fotografica e ho scattato la foto.
24:08E senza saperlo ho fotografato gli ultimi istanti di vita
24:14del presidente della nostra regione.
24:16Noi eravamo dentro la macchina, la colonna non si muoveva,
24:19delle macchine.
24:20Allora, per istinto professionale, ci siamo buttati fuori.
24:24Abbiamo visto che c'era un piccolo mucchietto di gente,
24:27dieci persone, era appena avvenuto qualcosa.
24:31Siamo andati verso questo mucchietto
24:33e abbiamo visto un uomo dentro una macchina,
24:34gente che gridava, che piangeva.
24:51Lei è anche dichiarata di essere affascinata dalla follia
24:55e con Franco Zecchin nel 1978 organizzate dei corsi di teatro
25:01nell'ospedale psichiatrico di Via di Pindebonte a Palermo.
25:06Ogni giorno scappavo dalla redazione dell'Ora durante la pausa pranzo
25:12e andavo da loro, dai malatini.
25:15Noi li chiamavamo così e ci abbracciavamo, giocavamo,
25:19cercavamo di dimostrargli il nostro affetto.
25:22e alcuni ci seguivano subito, altri rimanevano chiusi nel loro mondo.
25:30Quello che la spinge ad entrare nel manicomio
25:34è la possibilità di mettere in comunicazione il dentro con il fuori,
25:38di dare a queste persone la possibilità di interagire con un mondo
25:42dal quale si sentivano assolutamente esclusi, invisibili.
25:46Voleva che queste persone trovassero in lei, in Franco Zecchin,
25:50affetto e comprensione.
25:53Lei ha dichiarato
25:54Quelle donne chiuse lì dentro non erano affatto pazze.
25:59Molte erano state vittime di abusi da parte dei mariti
26:02che quando non le volevano più le maltrattavano.
26:05Le facevano gridare dalla disperazione
26:07e poi chiamavano la polizia una, due, tre, quattro volte
26:13fino a quando non venivano rinchiusi in manicomio.
26:16Era facile fare internare una persona, era il modo per eliminarla.
26:22Con la reclusione, con l'elettroshock, con le violenze,
26:28pure chi non era pazzo diventava pazzo.
26:31Facevano la vita che fanno i cani, abbandonati,
26:33che ti parlano soltanto con gli occhi.
26:41Nel 1985 le assegnano il premio Eugene Smith a New York,
26:47il premio internazionale più importante per la fotografia sociale.
26:53Mi hanno mandato un telegramma e c'era scritto che ero tra i finalisti.
26:58E io quando lo lessi pianzi tantissimo.
27:02Era la prima volta che mi dicevano che le mie fotografie avevano un valore.
27:08E poi tre mesi dopo mi hanno mandato un altro telegramma
27:12dove mi dicevano che avevo vinto il premio.
27:15E seguo con Donna Ferrato.
27:17Il fotografo deve fotografare.
27:20L'etica non è soltanto il rapporto a un cadavere.
27:22In rapporto a come ti avvicini, a come le racconti le cose.
27:27E se in una singola foto non riesci a raccontare il tuo rispetto,
27:31la tua rabbia per le cose che stai fotografando in quel momento,
27:36in una unica foto che uscirà ,
27:37tu non potrai raccontare chi sei tu e perché fai questo.
27:42E tu mostri non solo il morto ammazzato,
27:45ma mostri anche la faccia di coloro che sono responsabili.
27:49Puoi usare la macchina fotografica come...
27:52La parola non mi piace perché sono una pacifista,
27:55ma la puoi usare come un'arma,
27:57un'arma dalla parte di coloro che ami.
28:01Un anno importante è sicuramente il 1987.
28:06Viene scelta come assessore alla vivibilità urbana e ai parchi di Palermo.
28:12Ho fatto cose pratiche, anche piccole.
28:15Ho pulito le coste dai detriti,
28:19ho fatto piantare 5.000 alberi.
28:24E io credo che debbano stare molto attenti i partiti che pensano
28:29che i movimenti, che la gente non abbiano nessuna forza,
28:33né qualcosa da difendere.
28:34Noi in questa città vogliamo difendere con questa giunta i cittadini,
28:38non i poteri politici.
28:41Per cui io credo che non si possa barattare Palermo,
28:43veramente non si può.
28:46Quando è stata assessore,
28:48lei diceva che è stato quello il periodo più bello della sua vita,
28:52perché faceva cose concrete,
28:54ma non credo che lei pensasse di non fare cose concrete fotografando.
28:59Solo che vedeva le cose,
29:01le vedevamo anche noi le cose che faceva.
29:03Per la prima volta poteva esprimersi attivamente come cittadina,
29:08quindi la politica intesa come un servizio da parte di un cittadino
29:12ad altri cittadini.
29:14Era dentro anche un movimento,
29:16non politico soltanto, ma culturale.
29:19Ha contribuito a fare dei piccoli cambiamenti a Palermo.
29:23Perché poteva fare quelli che lei diceva,
29:25gesti concreti di bellezza.
29:26La prima cosa che fece fu mettere una panchina davanti al carcere del Lucciardone,
29:31perché ogni volta che passava vedeva queste donne,
29:34sempre e soprattutto donne cariche di pacchi,
29:37in attesa di poter entrare senza avere la possibilità di sedersi da nessuna parte.
29:50Vedevo queste donne in piedi,
29:53in attesa dell'orario di apertura del carcere,
29:56stanche,
29:57provavano un senso di solidarietà nei loro confronti.
30:00Io credo che coloro che sono arrestati per mafia debbono rimanere in prigione,
30:04ma che le condizioni in cui essi vivono dentro le prigioni
30:07debbono essere più umane.
30:13Negli anni 90,
30:15dopo la fine della sua storia con Franco Zecchin,
30:18la chiusura del giornale L'Ora
30:20e le stragi di Falcone e Borsellino,
30:22Letizia battaglia attraverso un profondo momento di crisi.
30:26Inoltre, dopo aver ricoperto la carica di deputata all'Assemblea regionale siciliana,
30:31si sente delusa dalla politica
30:33e decide di lasciarla.
30:36Eppure, con il coraggio che la contraddistingue,
30:39decide ancora una volta di raccontare le inquietudini del suo tempo
30:43e di dare voce a chi non ne ha,
30:46fondando nel 1992 la casa editrice Edizioni della Battaglia.
30:52Dopo l'inizio del nuovo millennio,
30:55i suoi scatti di denuncia continuano a ricevere prestigiosi premi
30:59e riconoscimenti internazionali,
31:01trasformandola definitivamente in un simbolo di impegno civile
31:05e in un'icona nel mondo della fotografia.
31:08Nel 2017 riesce a inaugurare a Palermo
31:12il Centro Internazionale di Fotografia,
31:15un punto di riferimento dell'avanguardia artistica e fotografica
31:19che le consentirà di lasciare un ulteriore segno
31:22nella società palermitana e nella cultura italiana.
31:28Signora Battaglia, ben ritrovata.
31:31Prego.
31:32Grazie.
31:35Vedo che ha al collo una nuova macchina fotografica.
31:39Me l'hanno regalata nel 2007,
31:42quando la società tedesca di fotografia
31:45mi ha assegnato il Derrick Salomon Prize.
31:48Nel 2009 vince anche un altro premio a New York,
31:52il Cornell Kappa Infinity Award,
31:55uno dei premi più importanti al mondo della fotografia.
31:58Io sono la prima italiana ad averlo preso.
32:01Qui puoi fare buone fotografie con la macchina tradizionale,
32:05povera, ricca,
32:07l'importante è che ci metti cuore e testa messi insieme
32:09e le gambe per camminare.
32:11Io in genere fotografo persone,
32:13mi piace fotografare le persone,
32:16avvicinarmi molto.
32:17Per questo motivo uso un grand'angolo
32:20che sarebbe un obiettivo che non prende così come un 50,
32:23ma è un obiettivo che prende un po' così.
32:26E per rendere, perché la foto venga bene,
32:30bisogna avvicinarsi molto.
32:31Io sono una che si avvicina molto,
32:34qualche volta si mette un cazzotto.
32:36Non me lo sono mai preso un cazzotto,
32:38però qualche cosa è avvenuto.
32:46Quando lei pensa a Palermo,
32:50che cosa prova?
32:51Rabbia.
32:52Un sentimento di rabbia
32:55mista a dolcissima disperazione.
33:01Letizia Battaglia aveva un rapporto simbiotico con Palermo.
33:07Come infatti diceva, se Palermo soffre o sta male,
33:11soffro anche io.
33:12Infatti lei diceva,
33:13sono una fotografa palermitana,
33:16proprio perché era Palermo
33:18che aveva tirato fuori anche la sua creatività ,
33:21il suo talento espressivo nella fotografia.
33:24definisce Palermo una città che puzza splendidamente,
33:28cioè la bellezza e l'orrore all'interno di uno stesso territorio,
33:33che convivano, che combattono quotidianamente.
33:36Questa lotta esce fuori dalle fotografie di Letizia,
33:39della vita e della morte, del bianco e del nero.
33:42Una buona foto non la posso descrivere a priori.
33:45La vedi,
33:48la senti.
33:49Quella cosa che succede,
33:50che è come una specie di piccolo miracolo,
33:52e allora sì che ognuno ha un suo stile.
33:55Cioè se tu riesci a mettere insieme,
33:58in un attimo,
34:00tutto quello che hai fatto,
34:02gli amori che hai avuto,
34:03i libri che hai letto,
34:04i film che hai visto,
34:06il Caravaggio che ti è piaciuto tanto,
34:08o Leonardo da Vinci che non ti era piaciuto,
34:11eccetera, eccetera.
34:12Se riesci a mettere insieme queste cose,
34:15la scatta quella foto giusta.
34:21Palermo le ha dato tanto,
34:23ma anche lei ha dato tantissimo,
34:26alla città di Palermo.
34:28Anche la sua nuova avventura editoriale,
34:31le edizioni della battaglia.
34:33Dal 1992 lei ha investito
34:38gli stessi soldi che lei aveva guadagnato
34:42come deputato regionale,
34:44in questo progetto in cui lei crede tantissimo,
34:47che poi è stata costretta a chiudere,
34:49anni dopo, nel 2006.
34:522006.
34:52Ma come ha scelto gli scrittori?
34:56Allora, io non ho cercato scrittori affermati,
34:59perché non volevo.
35:01Piuttosto pensatori liberi
35:03di esprimere le proprie idee,
35:06di trovare il modo per scandagliare
35:09e raccontare l'inquietudine della gente,
35:12per cercare di ricostruire
35:15quello che era stato distrutto.
35:16Ho incominciato questa casa editrice
35:18subito dopo la morte di Falcone Borsellino,
35:22proprio per parlare dei nostri problemi.
35:24Sono i problemi della mafia,
35:26della corruzione politica,
35:28della grande responsabilitÃ
35:29degli uomini politici che ci hanno governato.
35:34Le radici, però, di questo progetto
35:37affondano in due esperienze editoriali precedenti.
35:41Il mensile Grande V
35:43e poi Mezzo Cielo,
35:44una rivista pensata e scritta da sole donne.
35:48Grande V è stato una fuscina creativa.
35:52Io volevo creare un mezzo di informazione libera,
35:56ambientalista
35:56e di fare giornalismo investigativo,
36:00di denuncia e di opposizione.
36:02Mentre, quando è nata Mezzo Cielo,
36:04si era appena conclusa a Palermo
36:07l'esperienza della primavera palermitana
36:09e tra le donne c'era e c'è ancora
36:13la voglia di costruire percorsi nuovi
36:16e affrontavamo tutti quei temi
36:18che erano trascurati dalla stampa.
36:21Letizia Battaglia è una delle protagoniste
36:23di questa primavera di Palermo.
36:25Il ruolo delle donne in questa cittÃ
36:27qual è stato in questi anni?
36:28Beh, nel passato noi accusavamo le donne
36:31di complicità e di silenzio.
36:34Le donne hanno avuto molta responsabilità .
36:36Oggi avvengono cose diverse.
36:39Le donne in prima linea,
36:41io credo che avranno un ruolo
36:44sempre più importante le donne.
36:46In prima linea,
36:46le donne hanno deciso che la mafia
36:48non va bene,
36:50non fa bene alla vita dei loro figli
36:52e alla vita civile
36:55di una società ricca e colta come Palermo.
37:02Lei ha sempre fotografato
37:04tanti volti femminili.
37:07Io alle donne che ho fotografato
37:09ho sempre attribuito
37:10un ruolo purificatore
37:12in cui la bellezza è coraggio
37:14ed è più potente della mafia
37:17ed è capace di scrivere
37:19una storia diversa.
37:21Cerco ancora di donare alle donne
37:23uno sguardo
37:24che non è lo sguardo dell'uomo
37:27contro una società patriarcale
37:30che c'è tuttora
37:32e che costringe le donne
37:35a restare intrappolate
37:37dentro a dei ruoli.
37:41Letizia aveva questa capacitÃ
37:43di entrare in relazione empatica
37:46con le persone che fotografava
37:48e anche di provocarle
37:49in qualche maniera
37:50per farle uscire,
37:51per farle esprimere,
37:53per coglierne
37:54quei sentimenti nascosti
37:55soprattutto appunto
37:57con le donne
37:58e quelle donne
37:59di cui lei si è circondata
38:01e che erano donne
38:02che raccontavano qualcosa
38:05anche della sua vita.
38:09Senti, ma in Sicilia
38:11che cosa vuol dire
38:12essere donna?
38:14Lottare, sempre.
38:17Lottare contro i finti amori,
38:19lottare contro le finte passioni,
38:22lottare contro i pregiudizi.
38:24Io nella mia vita
38:26ho fatto sempre
38:27quello che ho voluto.
38:28Naturalmente, certo,
38:30ho avuto le mie belle tragedie
38:32per il fatto che ero una donna,
38:34ma ho sempre fatto
38:35quello che ho voluto
38:36con dignità .
38:37Bisogna riconoscere
38:39che ogni gesto,
38:41ogni pensiero
38:44devono fare parte
38:45di una costruzione.
38:47Anche l'allegria,
38:48anche la spregiudicatezza,
38:50anche farsi i capelli
38:52gialli o verdi
38:53o rosa
38:54fanno parte
38:55per me
38:56di una lotta
38:58contro le mafie,
39:00contro i pensieri chiusi.
39:07Per lei che cos'è la bellezza?
39:09è una bambina di dieci anni
39:11che sogna,
39:13ma ancora non sa.
39:15È il sogno della bambina,
39:17mi commuove.
39:19Abbiamo solo una vita
39:20e la dobbiamo poter vivere
39:23con dignitÃ
39:24e con verità .
39:26Questa è la bellezza.
39:28Una bambina di dieci anni.
39:31Ma è vero che quando lei le fotografa
39:33cerca sempre se stessa?
39:35In tutte le bambine
39:38che ho fotografato
39:39ci sono io.
39:41In tutte.
39:41È come se ogni volta
39:42esce fuori
39:43la bambina che ero,
39:45che ritrova
39:46il suo fantastico
39:48mondo perduto.
39:50Quell'etÃ
39:50in cui i sogni
39:52sono in bilico
39:53e possono rompersi
39:54da un momento all'altro.
39:56Forse è per questo
39:57che le bambine
39:58che fotografo
39:59non sorridono quasi mai,
40:01perché hanno perso la gioia.
40:02come è successo a me
40:03quando avevo dieci anni.
40:11In realtà lei fa proprio
40:12questo gesto
40:13con la sua fotografia,
40:15quello di alzare
40:16lo sguardo,
40:18il volto
40:19di queste bambine
40:20per dire loro
40:21siate protagoniste
40:22della vostra vita,
40:23guardate in alto,
40:24guardate ai sogni
40:25che potete realizzare,
40:28non dovete soccombere
40:29a una storia
40:30che qualcuno
40:31ha già scritto per voi.
40:37L'universo femminile
40:39Letizia Battaglia
40:40lo ha reso protagonista
40:41nella sua fotografia
40:42in modo politico
40:43come rivendicazione
40:45di uno spazio
40:46che fosse uno spazio
40:47di dignità ,
40:48che fosse uno spazio
40:49di libertà .
40:54Cosa vuol dire
40:55per lei fotografare?
40:57È un atto di amore,
40:59è l'amore vero
41:00e conoscenza,
41:01però per conoscere
41:03bene un luogo
41:04e la sua gente
41:05tu ci devi trascorrere
41:07tantissimo tempo.
41:08Perciò io sono
41:09una fotografa
41:10palermitana
41:12e soltanto
41:13le fotografie
41:13che ho scattato
41:15a Palermo
41:15sono quelle
41:16che mi rappresentano
41:18veramente nel profondo.
41:19Poi certo
41:20ci sono stati momenti
41:22in cui io lavoravo
41:23alla redazione dell'ora
41:25di cui non ho foto
41:27in cui non ho scattato.
41:35Quando ammazzarono Falcone
41:37e poi Borsellino
41:38io dissi
41:39basta
41:39io non voglio più
41:42documentare
41:43questo dolore
41:44e non andai a fotografare
41:47Falcone
41:48e non andai a fotografare
41:50Borsellino.
41:51Non sei un fotografo
41:52o una fotografa
41:53soltanto,
41:54sei una persona
41:56che vive in una città ,
41:58che ama questa città ,
42:00che conosce delle persone
42:01che ama
42:02e delle persone
42:02che vengono ammazzate.
42:14rimangono momenti
42:16il cui ricordo
42:17mi sovrasta
42:18con immenso dolore.
42:20Cioè si può cercare
42:21di continuare
42:22a essere normale,
42:25a fare una vita normale.
42:27Mai queste ferite vive
42:29che si accavallano
42:31una sopra l'altra.
42:33perché tu sei stata parte
42:35di quella straziante realtà .
42:43Un'etichetta
42:44che spesso
42:45le attaccano
42:47addosso
42:48è quella
42:48di fotografa
42:49della mafia.
42:50Lei come ci si sente?
42:53È insopportabile,
42:55è ridicolo.
42:56Io casomai
42:57ho raccontato
42:59le cose di mafia,
43:00certo,
43:01ma non soltanto
43:02le cose di mafia.
43:03io ho tantissime fotografie
43:05della societÃ
43:06palermitana,
43:07ho fotografato
43:08i poveri,
43:09i poveracci,
43:10ma ho fotografato
43:11anche i ricchi.
43:12La fotografa
43:13della mafia
43:14e che vuol dire?
43:15Io sono una persona
43:16anti-mafia,
43:19io sono una persona
43:19che crede
43:20nella giustizia,
43:21non necessariamente
43:22la giustizia legale,
43:24io sono una persona
43:25che crede
43:25nella giustizia umana.
43:26quindi dire
43:27fotografa della mafia
43:29a me sembra
43:30una fesseria,
43:31una sciocchezza,
43:32una banalità .
43:37La fotografia
43:39per lei
43:39ha rappresentato
43:40un mezzo
43:40di salvezza personale,
43:42ma anche
43:42uno strumento
43:43di denuncia,
43:44di documentazione
43:45e di denuncia.
43:46Una possibilitÃ
43:47per entrare
43:48in relazione
43:48con gli ultimi,
43:51con quelli
43:52ritenuti
43:53invisibili,
43:54e quindi
43:55di farli esistere,
43:56di dargli una dignità .
43:57Credo che la fotografia
43:58per lei
43:58abbia rappresentato
44:00un'estensione
44:01della sua anima,
44:02cioè lo strumento
44:02che le ha permesso
44:04di superare
44:04la solitudine,
44:05questo me l'ha detto lei,
44:07e di entrare
44:08in contatto
44:10con il mondo,
44:11di prenderselo appunto
44:12con la macchina fotografica.
44:13Non vengono
44:14le foto bene
44:16perché tu
44:18sei bravo
44:20a scattare foto,
44:23vengono bene
44:24se tu hai qualcosa
44:26da dire.
44:28La macchina fotografica
44:30mi ha reso
44:31a me stessa
44:34perché
44:34per la prima volta
44:37io ero sicura
44:39di qualcosa
44:40e se io ho
44:41una certa forza,
44:43una fragile forza,
44:45lo devo alla fotografia.
44:53Nel 2017
44:55fonda e dirige
44:56il Centro Internazionale
44:58di Fotografia.
44:59È un miracolo,
45:01noi organizziamo
45:02workshop fotografici,
45:05eventi culturali
45:06di cinema,
45:07teatro,
45:08danza,
45:09musica,
45:10è un luogo aperto
45:11a tutti
45:11perché tutti
45:12hanno qualcosa
45:13da dare
45:14e tutti hanno qualcosa
45:15da insegnare
45:16e questo centro
45:18è una vittoria
45:20per la cittÃ
45:21di Palermo,
45:22è un sogno civile,
45:23un sogno collettivo.
45:24Era una visione
45:25che lei aveva
45:26per la cittÃ
45:26e per la creatività ,
45:27per i talenti
45:28perché soffriva molto
45:29nel non vederli
45:30riconosciuti.
45:30Lo spazio
45:31rappresentava
45:32un riscatto
45:33per Palermo,
45:34la possibilitÃ
45:34per Palermo
45:35di competere
45:36con tutte le altre
45:37città europee,
45:38di avere un luogo
45:39di cultura,
45:39di arte
45:40che fosse
45:40un luogo
45:43ricco,
45:43che attirasse
45:44il mondo,
45:45che attirasse
45:46il mondo
45:46a Palermo.
45:47La cosa curiosa
45:48fu che
45:49appena
45:50sui giornali
45:51venne la notizia
45:52tutti i fotografi
45:53palermitani
45:54si presentarono
45:55da Orlando
45:56e gli dissero
45:57Picchiid,
45:58perché lei?
45:59E allora Letizia
46:00dà questa frase
46:01Picchiid
46:02ne ha fatto
46:03col neon,
46:04l'ha scritto
46:05al centro,
46:07la prima cosa
46:07che entrando
46:08si legge
46:09questo neon
46:10Picchiid.
46:16Un sogno.
46:18Lei da bambina
46:19Letizia Battaglia
46:20ne aveva tantissimi
46:21di sogni.
46:22Quanti
46:22ne è riuscita
46:23a realizzare
46:24nella sua vita?
46:28Intanto
46:29io sono certa
46:30che la mia vita
46:32non l'ho sprecata,
46:34perché sono contenta
46:36di essere sempre
46:36rimasta fedele
46:38a me stessa,
46:39ai miei valori,
46:40ai miei ideali,
46:41non mi sono venduta mai,
46:43ho sempre difeso
46:45con dignitÃ
46:46e con forza
46:47la mia vita,
46:48senza paura,
46:49senza condizionamenti.
46:50E a me questa cosa
46:51mi fa sentire leggera,
46:53perché è la prova
46:55che la mia vita
46:56è stata piena
46:57di bellezza
46:58e piena di coraggio,
47:00come quella
47:01della bambina
47:02che ero,
47:04un indomabile,
47:05e che sono ancora
47:07e che insegue
47:09i suoi sogni,
47:11forse un pochettino
47:12ammaccati.
47:13Non posso dire
47:15sono una fotografica,
47:17no,
47:19sono cosa,
47:21sono tutto,
47:22sono Letizia
47:23e basta.
47:31Grazie signora Letizia.
47:33No,
47:33grazie a te.
47:41Grazie a te.
48:11Grazie a te.
48:12Grazie a te.
48:15Grazie a te.
48:17Grazie a te.
48:19Grazie a te.
48:19Grazie a te.
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