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  • 5 settimane fa
Regia di Ettore Scola. Un film Da vedere 1977 con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Alessandra Mussolini, Françoise Berd. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 1977, durata 105 minuti.
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6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di una appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro.
Dramma psicologico di finissima fattura e eccezionale presa emotiva, Una giornata particolare è una delle vette dell'opera di Ettore Scola, autore anche della sceneggiatura scritta con Ruggero Maccari e la collaborazione di Maurizio Costanzo. Aperto da sei minuti di cinegiornali a contestualizzare il momento storico, questo indiscutibile capolavoro del cinema italiano degli anni Settanta avvolge con i movimenti di una macchina da presa mobilissima, con la fotografia color seppia di Pasqualino De Santis, con un'atmosfera ovattata che, meglio di qualunque altra, comunica una dolorosa sensazione d'attesa. Pur muovendosi soltanto tra due appartamenti, una rampa di scale e una terrazza, il regista riesce a svelare la complessità della congiuntura storico-sociale e quindi di un mondo intero, fatto di rinunce e infelicità, asciugando l'enfasi, ma senza respingere, tuttavia, un continuo e quasi incombente stato di commozione. O meglio di compartecipazione. I punti di vista di Antonietta e Gabriele sembrano, inizialmente, inconciliabili, ma finiscono con l'avvicinarsi. Alla fine della giornata addirittura coincidono perché c'è una sola e giusta direzione di sguardo, un'equivalenza di solitudine capace di colmare le differenze tra due diverse eppure uguali vittime del regime mussoliniano, la prima incosciente e la seconda fin troppo consapevole: «Io non credo che l'inquilino del sesto piano sia antifascista. Se mai il fascismo è anti-inquilino del sesto piano» dirà Gabriele, riassumendo l'orrore della dittatura.
Come ogni grande film, è anche una potente riflessione sul tempo, inteso in senso strettamente filmico quanto filosofico, la narrazione si chiude del resto con Antonietta che spegne l'abat-jour dopo il risveglio della propria coscienza: «Una giornata, nulla di più. Di quelle che cambiano la vita. Una manciata di ore che arriva dentro un'esistenza cambiandola. Dopo, tutto sembra diverso. Tutto quello che era accettabile non lo è più, tutto quello che appariva normale non lo è più» (Walter Veltroni, Certi piccoli amori. Dizionario sentimentale di film, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1988).
Trascrizione
00:00E perché? Mi vedete nervosa?
00:13Ecco qua, ho riportato la chiave del terrazzo, Sor Antonier.
00:16Però ho visto che pure voi c'avete i panni da ritirà.
00:18Sono asciutti.
00:19Sì, grazie. Adesso ci vanno.
00:23Che sta ancora lì?
00:26Sì, perché mi sta riparando il lume della cucina.
00:30Chi è quello? Io non gli farei riparare manco il secchio della monnezza.
00:35Ma si può sapere perché ce l'avete tanto con lui?
00:38Io lo dico per voi, figlietta mia.
00:40A frequentare certa gente, una si può trovare pure nei guai.
00:44Io prima non ve lo volevo dire,
00:46ma l'inquilino del Sesto Viano è una mezza cartuccia,
00:49un disfattista, un antifascista.
00:53E in parole povere, poi sarebbe come di un frio della mignotta.
00:57No.
00:58Ah no? E secondo voi perché l'hanno mandata via dalla radio?
01:01Lo sapete che gli hanno detto?
01:03E mo' che fai? Le metti a sputà nel piatto dove magni?
01:07E beh, allora...
01:08Li dà c'è il piatto.
01:13Ma una persona così per bene?
01:16Non può essere un antifascista?
01:19E per bene non c'entra.
01:21Io per divene una.
01:21Conosco un ladro che è venuto pure a rubà qua nel palazzo nostro.
01:27E adesso...
01:28...è caposquadra della milizia.
01:31Uno può essere pure un mascalzone che vuol dire.
01:33Quello che bisogna vedere è se è fedele o no al partito.
01:37Questo conta, non vi pare?
01:40Ora sfilano i granacchieri di Sardegna e di Savoia.
01:43Il comandante generale della milizia, Benito Mussolini,
01:47illustra all'ordine del capo del terzo Reich le benemerenze dell'acqua.
01:51Il colpo del Führer appare commosso di fronte a questo spettacolo
01:55nel quale palpita tutta la storia di Roma.
01:58Sentite, io devo sapere...
02:00E dov'è?
02:01Di qua.
02:10Ma che state facendo?
02:11Sto riparando il lume.
02:13Se la portiera torna a controllare e vede che non ha giustato...
02:16Vi siete messi a sentire?
02:18Solo all'inizio.
02:19Poi avete abbassato troppo la voce.
02:21Lasciate stare quel lume.
02:22Io devo andare in terratto.
02:23No, ho quasi finito.
02:25Cosa le ha detto la portiera di me?
02:27Di voi?
02:29Sì.
02:31Perché? Che mi doveva dire?
02:34Beh, in genere sono il suo argomento di conversazione preferito.
02:38Dopo la buonanima di suo marito, si intende.
02:41Che quando agonizzava, invece del viatico,
02:43chiese di morire indossando la camicia nera.
02:45Era un gran bravo uomo, un vero fascista.
02:47Non era un dispattista.
02:49Un sovversivo.
02:52Come me.
02:53È vero? Ha visto che gliel'ha detto?
02:58Eh, quando la gente parla, è sempre segno che qualcosa di vero c'è.
03:03Io non credo che l'inquilino del sesto piano sia antifascista.
03:07Semmai il fascismo è antinquilino del sesto piano.
03:10Eh già.
03:10Sono gli altri che ce l'hanno con voi.
03:12Guardate lì.
03:16Ancora un po' di sabbia.
03:20E allora?
03:21Perché vi hanno mandato via dalla radio?
03:24Perfizio?
03:26Perché?
03:28Forse perché la mia voce non era come prescrivi il regolamento Eyal.
03:33Solenne, marziale e vibrante di romano orgoglio.
03:37Io avevo poco romano orgoglio.
03:39Forse perché sono nata a Viterbo.
03:41E se.
03:43a chiacchiere, a chi vi parte a voi?
03:46Secondo me, scusate la franchezza.
03:49Hanno fatto proprio bene.
03:59La scossa!
04:01Madonna, la scossa!
04:02Ma l'ho fatto vita!
04:02E che mi possino ammazzare!
04:04E scusate, quando ce l'ho, ce l'ho.
04:07Quasi, quasi mi pigliavo un colpo.
04:08E con quella che sta sempre a sentire tutto.
04:10Chi sa che si pensa.
04:11Ma siete venuti proprio a compromettermi.
04:13In casa mia!
04:14Sovanti, scendete che devo uscire!
04:15Io volevo solo farla ridere.
04:16E se visto come mi avete fatto ridere.
04:18Però il lume è a posto.
04:19Non scende più.
04:20Sono stato bravo?
04:21Eh, bravissimo.
04:22Poi vi mandate il conto.
04:26Ma guarda, sono tutti bottoni.
04:29L'ha fatto lei anche questo?
04:30Sì, io, io, con le mie mani.
04:32Perché? Devo rendere conto a voi?
04:34No, è gagliardissimo.
04:35La porta, perpici.
04:36Poi adesso che hanno inventato le chiusure a lampo,
04:38i bottoni devono anche seguire a qualcosa.
04:40Voi con questo spirito di patate non fate ridere.
04:44Beh, arrivederci.
04:48Ma che fate? Invece di scendere, salite?
04:50Sì, passo dalle fontane.
04:51Così evito la borghiera.
04:53Fate con me.
04:59Me lo dovevate dire subito come la pensavate.
05:01Eh?
05:02Me lo dovevate dire subito come la pensavate.
05:04Su che?
05:06Sugli...
05:07Sugli albi di fotografia.
05:10E cosa cambiava?
05:12Cambiava.
05:13Che non vi faceva entrare in casa mia, ecco che cambiava.
05:15Ma di che ha paura?
05:16Lei è così sicura delle sue idee?
05:18Sì, signore.
05:19No, quella roba non è mia.
05:22Però non mi va di discutere con uno come voi.
05:24Che critica tutto, prende in giro tutto.
05:28Voi scherzate sempre sulle cose che non c'è niente da ridere.
05:31No, guardi, io non rido sempre.
05:33Veramente non ho motivi per ridere.
05:35Lei piuttosto perché non ride, eh?
05:38Le cose le vanno bene come vanno.
05:41Ha una casa, un marito, sei figli.
05:44Ma perché non ride?
05:45Eppure questo fatto del lei, lo sapete che è proibito, no?
05:49È obbligatorio darsi del voi.
05:50Niente, pare che lo fate apposta, da stamattina, lei, lei.
05:53Ma perché mi date del lei?
05:55Lei è contenta?
05:57Lei è sicura delle sue idee?
06:11Ve ne siete andato?
06:15Meglio così.
06:17Però poteva pure far usare.
06:21Le bimbe innamorate, le garancine comprate, il magico sapore.
06:25D'accordo, basta con il lei, da questo momento ti farò fare tu.
06:28Non è troppo mazzo.
06:34Hai visto che stai ridendo finalmente?
06:36Non sto ridendo.
06:37Peccato perché secondo me quando ridi sei molto più bella.
06:41E' più una volta, forse.
06:43Pace.
06:44Pace.
06:50L'azzurro cielo, nel fungore del suo sole primaveriglie,
06:54è solucato dalle grandi anguie, dal cuore d'acciaio,
06:57arcobalenanti di tricolore,
06:59erottate dai nostri piloti sulla via delle stelle,
07:02verso i confini del mondo.
07:05Banale scherzo finito, tragicamente.
07:07Hai visto che mi è grafico?
07:09Ben vista.
07:13Che c'è?
07:16C'è che mi sono scocciata,
07:19dei vostri scherzi, chiamiamoli così.
07:28Io non lo so che vi siete messi in testa,
07:30ma vi state sbagliando, questo è certo.
07:33E senza che fate quella faccia, avete capito benissimo.
07:45Antonietta, io non avevo, ti assicuro, nessuna intenzione.
07:49No, ma che?
07:50Ma avete abbracciato per combinazione.
07:52Voi uomini siete tutti uguali.
07:54Ma io me l'aspettavo.
07:56Da stamattina.
07:58E l'aspettai? Da me?
08:00Prima i tre moschettieri, poi il caffè.
08:04Certo che nel vostro ambiente deve essere diverso.
08:08No, lasciate che faccio da sola.
08:10Ma non, anche a casa, aiutavo sempre.
08:14Attrici, cantanti, annunciatrici.
08:22A posto vi siete fatto mettere il telefono?
08:24Vi è fatto difersare alla scossa
08:27che il contatto che risulta nella città
08:29lo giuolo di tanta storia
08:30darà al genio mistico e pedito
08:33che vogliono il cancettiero da Raia.
08:47Andate.
08:53Andatevene per favore.
08:57Vi ho detto per favore.
09:01Ve ne dovete andare.
09:05Prima quando mi avete abbracciato
09:08ce l'avevo più con me che con voi.
09:19perché da stamattina che mi guardo?
09:32Te ne devi andare, hai capito?
09:34Io non sono pure.
09:36Mai, mai, mi devi credere.
09:38E' la prima volta.
09:41La prima?
09:43Dimmi tu, Gabriele.
09:45Ti prego, dimmi.
09:47L'importante.
09:49Gabriele.
09:54Gabriele.
10:11C'è una frase nel tuo album.
10:13L'uomo deve essere marito, padre e soldato.
10:22Io non sono...
10:24né marito, né padre e né soldato.
10:48che vuol dire?
10:51Che vuol dire?
10:52Non mi hanno mandato via dalla radio,
10:54presa la mia voce.
11:00disfattista, inutile.
11:03E con tendenze depravate.
11:07Così hanno detto.
11:16Non capisco.
11:18hai capito benissimo.
11:25È così.
11:39che ti aspettavi?
11:41Che ti aspettavi?
11:43Facci, mozzichi,
11:44tattate,
11:45valli sotto le vesti.
11:46È questo che ti aspettavi stamattina?
11:48È questo si deve fare
11:49quando si resta soli con una donna?
11:51Non faccio.
11:52Rispondi,
11:52tanto tutti gli uomini sono uguali,
11:54è vero?
11:54Non mi toccate.
11:55Lasciatemi.
11:56Bisogna farvelo sentire.
11:58Perché questo,
11:59il muscolo più importante.
12:01È vero.
12:02Non mi toccate.
12:03Non mi toccate.
12:06Mi dispiace per te,
12:07ma ti sei sbagliata, cara.
12:08Ti sei sbagliata.
12:09Io non sono quel maschione vinile
12:11che speravo.
12:12Sono un froso.
12:14Froso!
12:15Così ci chiamano.
12:17Al biliardo di Piazza Duscolo,
12:19quando scoprivano uno come noi,
12:20gli calavano i calzoni
12:21e gli piccavano la stecca del culo.
12:23Hai capito cosa gli facevano?
12:25Che ne sai?
12:25Madonna, questa mano.
12:27Che ne sai tu?
12:28Sei una piccola donna ignorante o giudice.
12:30Una maritata in fregola,
12:32ma tanto per bere.
12:33Tanto per bere.
12:34Una di quelle che ti dico
12:35è stato un momento di teboletta,
12:37cosa non c'erete di me?
12:38disposto a farsi sbagliare in terrazza,
12:40a fronte a giudicare,
12:42a linciare.
12:43Ma che ne sai?
12:43Che ne sai?
12:45Che ne sai tu?
12:46Dice le vostre,
12:47la chiamo io la portiera.
12:49Portiera!
12:51Portiera!
12:52Così lo sapranno tutti finalmente
12:54che l'inferno del senso piano
12:56è ricchiore,
12:58è filozio,
12:59è inventito!
13:03E' filozio.
13:06E' filozio.
13:07Escrivere per radio
13:08agli ucliari del mondo.
13:09Questa rivista militare
13:11è via dei tempi,
13:12cilie e ucli
13:13e di legittimo orgoglio.
13:14Composta in battaglioni poderosi,
13:17la forza militare
13:18del popolo fascista
13:19e il nostro popolo esercito
13:21passa nella luce di Roma
13:22davanti al grande ospite.
13:29Tutto quanto
13:30il più moderno
13:31impatto di mezzi
13:32e di armamenti
13:33può contribuire
13:34a rendere forte
13:34e temibile
13:35un esercito
13:36scorre rompando
13:37e scontorando
13:38davanti al bravo
13:39dell'azione amica
13:40che assiste
13:41visibilmente sorpreso
13:42e compiaciuto.
13:58Mentre le truppe
13:59defluiscono
14:00per le arterie
14:01prestabilite,
14:02la forza
14:03chiama il luce
14:04per rinnovargli
14:05il suo
14:05delirante
14:06tributo
14:06di devozione
14:07e di fede.
14:12Dopo di Dio
14:13viene lui.
14:13Dio ci dà il pane
14:15e il liceo difende
14:16con penni
14:17anche il perdimento
14:18di tutto un po'
14:46per ascoltare
14:47le parole
14:48di Insolini
14:49e di Hitler
14:49che verranno
14:50trasmette
14:51dagli alto parlanti.
15:03La quattordinesima
15:04leva fascista
15:05al minea
15:06nelle sue file
15:07inizione
15:08354
15:09tra i stanzi
15:10e le progetti
15:10organizzati.
15:12Contate in quadrate
15:13queste forze di leva.
15:15Maschi
15:1635.500
15:18Mepine
15:1925.839
15:25Mi dispiace
15:29Perché non minto
15:31sono affittata
15:33sul fuoco
15:45per il risultato
16:02di
16:03Il grande tributo di demozione del genere.
16:10Ora, si avvicina.
16:12Con gli spigli di mezzo.
16:14Con gli spigli di mezzo.
16:15Con gli spigli di mezzo.
16:22No, no, no, no, no, no, no!
16:36Si fa un maestoso silenzio.
16:38Benito Mussolini, fondatore dell'impero,
16:41rivolge il saluto dell'Italia fascista al capo del terzo Reich.
16:50Italia fascista non conosce che una sola legge etica della vicenda.
17:19Con una mi sono anche fidanzato.
17:24Una della radio.
17:27Perché si li sapesse.
17:30La portavo a cena, al cinema.
17:32insomma, in tutti quei posti dove ero sicuro che ci avrebbero visto assieme.
17:37Mi fingevo pazzo di lei.
17:39E lei di me.
17:42Era una buona amica che voleva aiutarmi.
17:46Ma forse...
17:48le citavo male alla mia parte.
17:52Poi un giorno mi hanno chiamato in direzione.
17:55Mi hanno detto che...
17:57non facevo più parte della famiglia Eichel.
18:01non è la tessera del partito, mi hanno detto.
18:03No, ce l'ho.
18:04No, dice, ce l'avevi.
18:06Te l'abbiamo ritirata perché quelli come te...
18:08non possono far parte del nostro partito.
18:11Che è un partito di uomo.
18:16Allora...
18:17io tentai di barare
18:20esibendo un certificato medico
18:21che dichiarava che...
18:22non ero omosessuale.
18:26Sì...
18:26insomma, che ero un individuo normato.
18:29Ci hanno creduto.
18:30Ma che?
18:32Oh, aspetta.
18:33Ma certo, è un errore.
18:36Se uno non lo è,
18:38non va in giro
18:39con il certificato, no?
18:48E questa è...
18:50è la cosa futale
18:51che cerchi di sembrare
18:53diverso da quello che sei.
18:57Ti obbligano a vergognarti di te stesso.
19:00da nasconditi.
19:11A me però l'hai detta.
19:14Sì, con te ho trovato il coraggio.
19:18Perché non sei come gli altri.
19:21Non è vero.
19:24Tutti liate pure a schiaffi.
19:28Già, però...
19:30fai qui con me.
19:55Come fai a tirare avanti?
19:58Mi occupo di...
19:59di corrispondenza pubblicitaria
20:01per conto di un grande emporio.
20:03Scrivo gli indirizzi dei clienti
20:05su per questo.
20:08È un lavoro che mi ha lasciato
20:10un mio amico.
20:14Partito più di un anno fa.
20:18Confinato in Sardegna,
20:19a Carboni.
20:22era un...
20:24sovversivo.
20:27Sovversivo...
20:28come me.
20:29Andai a salutarlo.
20:34Quando lo imbarcarono
20:35a Civitavecchio
20:36ed è stata l'ultima volta
20:36che l'ho visto.
20:38Mentre saliva sul battello.
20:51tiene una bella telegrafia.
20:54Me ne spediscivano pure a me.
21:05pure io tante volte
21:07mi sento...
21:10umiliata.
21:14Considerata meno di zero.
21:20Mio marito con me non parla.
21:23Ordina.
21:25Di giorno...
21:28e di notte.
21:32E da quando eravamo fidanzati
21:34che non ci facciamo più
21:35non eri stati insieme.
21:41Lui ride fuori casa.
21:43Quale altre?
21:45Ma come non ti è fedele?
21:47Mi sembravi...
21:49una moglie felice e sicura.
21:56Fedele.
21:59Aveva patria.
22:02Sai quei posti dove vanno...
22:07gli uomini a pagamento?
22:11Lui ha conosciuto più di che nel suo ufficio.
22:19ma finché erano quelli lì.
22:28Invece il mese scorso
22:29li ho trovato una lettera
22:31di una certa Laura
22:33che fa la maestra elementare
22:35e gli erogero banchi.
22:41mettersi con un'istruita.
22:47E' come se mio marito...
22:54E' come se mio marito...
22:55E' come se mio marito...
23:01vero, è vero, io a scuola
23:02ci sono andata poco o niente.
23:05E' una lettera come quella.
23:09Anche quando gli volevo bene.
23:13Non glielo mai scritta.
23:19Ma perché non la so scrivere?
23:30è un'ignorante che non puoi fare qualunque cosa
23:33perché non c'è rispetto.
23:43mi piace il caffè.
23:46Mi piace.
23:49Così come sei.
23:52Quelle cose che mi hai detto
23:56non me ne importa niente.
24:01è un'ignorante che non ci sono
24:14Io penso a me.
24:33Mi piace molto anche tu.
24:59Grazie a tutti.
25:23Grazie a tutti.
25:53Grazie a tutti.
26:28Grazie a tutti.
26:54Grazie a tutti.
27:35Grazie a tutti.
28:01Grazie a tutti.
28:17Grazie a tutti.
28:43Grazie a tutti.
28:56Grazie a tutti.
29:36Grazie a tutti.
30:05Grazie a tutti.
30:19Grazie a tutti.
30:42Grazie a tutti.
31:00Grazie a tutti.
31:20Buonasera.
31:49Grazie a tutti.
32:18Buonasera.
32:25Buonasera.
32:54Buonasera.
33:24Buonasera.
33:30Buonasera.
34:00Buonasera.
34:30Buonasera.
35:00Buonasera.
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