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  • 10 ore fa
A cura di Matteo Santicchia.
La videorecensione snocciola il gioco attraverso una breve introduzione, il gameplay, la componente tecnica e un commento valutativo finale. Il tutto corredato da sequenze di gameplay giocate dal vivo e registrate in presa diretta su PC con risoluzione 720p e collegamento HDMI.
Trascrizione
00:10Voi se non siete pazzi, libero, qui rapidamente.
00:15Porto in chiaro, Bagram, in arrivo.
00:1810 secondi, ehi, questi sono onde.
00:21Ok, sono fresche.
00:22Pronto?
00:23Via, via, via!
00:24RPG!
00:28Avevamo lasciato il franchise nei cieli d'Europa in piena seconda guerra mondiale.
00:33Quest'anno Medal of Honor tenta il grande salto al giorno d'oggi, permettendoci di rivivere
00:38le operazioni americane in Afghanistan all'indomani dell'11 settembre.
00:43Se volete conoscere tutto sul gioco, guardatevi la nostra video recensione.
00:51Sicuro che Tarika abbia informazioni?
00:53Wengley dice di sì, qualcosa sa o non avrebbe bisogno di protezione.
00:58A sinistra?
00:59Ma che cazzo?
01:01Vodou, abbiamo compagnia.
01:02Danger Close ha posizionato le dieci missioni che compongono il gioco nelle prime fasi dell'operazione
01:07Enduring Freedom.
01:08Si parla quindi della fine del 2001-inizio 2002.
01:12In un lasso di tempo, se si esclude il prologo iniziale, di solo due giorni, con una scansione
01:17temporale serratissima, in cui seguiamo per quasi tutto il tempo le azioni delle forze
01:22speciali Tire One, con dei rapidi passaggi di palla ai range.
01:26La storia ci fa seguire passo passo le vicende di uomini infiltrati dietro le linee nemiche,
01:32sempre circondati e costantemente in pericolo, alternandoci tra le varie squadre sul campo.
01:59Medal of Honor propone un gameplay che non si discosta da quello tipico degli FPS bellici
02:04di quest'ultimo tempo. Linearità e scripting sono quindi protagonisti assoluti, senza però
02:10mai arrivare ad essere troppo invasivi e frustranti.
02:13Il gioco propone missioni in cui le azioni di un gruppo ricadono direttamente su quelle
02:17dell'altro, o meglio il raggiungimento di un obiettivo comune è raccontato attraverso
02:22due punti di vista differenti, in cui la sequenzialità è rafforzata anche dal fatto che spesso
02:28e volentieri vediamo, magari dalla lunga distanza, i nostri compagni.
02:32Segno questo di un probabile cambio di protagonisti sulla scena.
02:36Il gioco eccelle nella ricostruzione realistica del campo di battaglia, inserito in un contesto,
02:42quello attuale, che non permette derive trionfalistiche e che quindi rifugia da qualsiasi epica buon
02:47mercato, anche perché la storia, quella con la S maiuscola, non può essere presente
02:52e mostrata. Le basi quindi che hanno fatto la fortuna dei primi capitoli della serie e dei
02:56primi Call of Duty vengono qui a mancare.
03:04Intelligentemente, Danger Close ha spostato il focus quindi sugli one. All'epicità di
03:09uno sbarcho in Normandia, o dell'assalto al Raidstag, gli sviluppatori hanno fatto la
03:13saggia scelta di renderci protagonisti di piccole operazioni e di metterci sempre e costantemente
03:18in pericolo, legando tra di loro le vite dei vari operatori, facendoci diventare parte di
03:23una famiglia. Sensazione corroborata anche dalle cutscene in cui il comandante sul campo
03:28litiga aspramente con il generale in doppio petto a 15.000 miglia di distanza, reo di non
03:32capire o di non voler capire le vere esigenze dei soldati. L'epicità è quindi data non da
03:38pirotecniche esplosioni o da gigantesche scene di invasioni, momenti presenti comunque, ma
03:44dal senso di fratellanza che emerge tra i vari Tire One. A partire dal secondo giorno quasi tutto
03:55andrà storto, non c'è speranza di vittoria, non ci sono bandiere da piantare né stato in piazza
04:00da abbattere, ma solo morti da piangere e eventualmente da vendicare. Raramente insomma un
04:05videogioco americano di guerra è stato così poco americano. La potenza della macchina bellica viene
04:10mostrata in tutta la sua spettacolarità, il supporto aereo guidato non manca, ma più
04:15in generale si respira un'aria estremamente realistica, credibile nel mettere in scena le
04:19vicende di uomini sempre sul punto di morire, che fanno il loro lavoro e basta, rispondendo
04:24solo a loro stessi, cercando solamente di salvare la pelle dei propri compagni.
04:40Purtroppo le note dolenti non mancano, Medal of Honor giocato a livello normale è decisamente
04:44facile, ma soprattutto si porta a termine in sole 5 ore. 5 ore, seppur intensissime, dal
04:50gran ritmo e bellissime da giocare, sono oggettivamente un quantitativo troppo esiguo. Secondariamente,
04:57l'intelligenza artificiale dei nemici oscilla tra il basilare e lo stordito. Si alzano e
05:02si abbassano dalle coperture, ma non si è mai assistito a movimenti di concerto per prendere
05:07alle spalle il giocatore, e nonostante la loro fissità, qualche volta hanno il brutto
05:12vizio di cercare il centro della scena, con l'unico risultato di farsi foderare di piombo.
05:17Di tutt'altra pasta invece è quella dei nostri compagni, che rispondono sempre al fuoco e non
05:22soffrono di particolari problemi di pathfinding e che riescono, spesso e volentieri, a trarsi
05:27di impaccio nei momenti più concitati. Per ovviare a queste problematiche, Danger Close
05:32ha implementato la modalità Tire One, che ci vede rigiocare le missioni inserite però
05:37in un contesto che potremmo definire arcade, in cui il punteggio finale si basa sul tempo
05:42impiegato e sulla nostra abilità col fucile. In pratica, ad esempio, ogni headshot, ogni
05:47colpo melee, ogni killstreak ravvicinata, sottrae un tot di secondi al computo finale.
05:52In pratica, siamo invitati a rigiocare le missioni più e più volte per scalare la
05:57classifica, con alcuni distingo però rispetto alla campagna principale. Non è presente la
06:02possibilità di rifornirsi dai propri compagni, ogni sessione va portata a termine senza morire
06:07mai, così da accedere alla classifica, e il livello di difficoltà sembra essere quello
06:12più elevato. Il ritmo di gioco si ribalta rispetto alla campagna, diventa quindi più elevato,
06:18non si può perdere tempo dietro le coperture, bisogna essere velocissimi e soprattutto infallibili.
06:23Pena, perdite di tempo che ci fanno scendere in classifica.
06:33Sul versante multiplayer la palla passa a DICE, che ha sviluppato una tipologia di gioco
06:38piuttosto classica, con evoluzione del personaggio, nuove armi, gadget e azioni di supporto, ma che
06:43ci lascia sensazioni da prodotto medio, e che si posiziona idealmente tra Modern Warfare
06:48e Bad Company, e proprio per questo potrebbe far storcere il naso agli appassionati di
06:53entrambi, ma che alla fine della fiera funziona, pur senza i fuochi artificiali delle altre
06:57produzioni DICE e Infinity Ward. Una buona offerta di gioco comunque, il numero massimo di giocatori
07:04che possono partecipare alle battaglie è di 24, distribuiti su 8 mappe, per 4 modalità
07:09di gioco principale, alle quali si aggiunge quell'arcore, in cui nessun tipo di aiuto
07:14è presente sullo schermo. Delle quattro tipologie di gioco, quella più personale è certamente
07:19Combat Mission, che ha il pregio di voler legare i diversi obiettivi all'interno delle enormi
07:24mappe in un contesto narrativo, o meglio, di dare un nesso logico ai diversi momenti di
07:29attacco e difesa. Funzione diverte, dà ritmo più lento e ragionato rispetto alle altre.
07:38Due guardie, scegli la tua, io prenderò l'altra. Libero.
07:56Da un punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Danger Close e da DICE è sicuramente di alto
08:02livello ed entrambi offrono un buon impatto, capaci di mandare a schermo degli scorci mozzafiato
08:07soprattutto nella campagna single player, in cui si è praticamente sempre in alta montagna,
08:12immersi nella fitta boscaglia o negli impervi sentieri ad alta quota. Più in generale il
08:17gioco riesce benissimo nel ricreare un credibile e realistico campo di battaglia, facendo da
08:22perfetto contraltare al piglio adulto e dolente della due giorni della modalità principale.
08:27Degli ottimi effetti speciali non mancano, i particellari abbondano, soprattutto nelle missioni
08:32dei ranger, e l'HDR ci acceca quando finalmente si riesce a guadagnare la cima della montagna,
08:38facendoci tremare quando una figura nera si staglia contro il sole. In riferimento alla
08:42modalità storia, è davvero alto il dettaglio dei compagni, così come le animazioni, un po'
08:48altalenanti invece texture e modellazione dei fondali, che si attessano comunque su un
08:52buon livello medio senza però mai eccellere, tanto in singolo quanto in multiplayer.
09:17Medal of Honor ci riporta all'origine del franchise di Electronic Arts, e pur perdendo
09:22il supporto emozionale che la storia, quella che si studiava nei banchi di scuola, riusciva
09:27a darci, riesce a colpirci con l'asciutto ma potente racconto delle vicende degli uomini
09:32in guerra. Una campagna tesa, senza cali di ritmo, varia, pur con poche ambientazioni,
09:37emozionalmente impegnativa, con momenti davvero memorabili, ma purtroppo brevissima, intorno
09:43alle 5 ore, e che ci lascia con la sensazione di terminare sul più bello, in più piuttosto
09:48facile e gravata da un'intelligenza artificiale non troppo sviluppata.
09:53Interessante è la modalità Tire One, che può essere un buon mezzo per tornare a giocare
09:57in modo diverso la campagna, e ben congegnate il multiplayer, che però paga d'azio in termini
10:02di personalità, ponendosi a metà tra il fratello più grande Bad Company e l'acerrimo
10:07nemico Modern Warfare.
10:28Ti ho appena salvato il culo.
10:31Torniamo al lavoro.
10:45Torniamo al lavoro.

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