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  • 6 ore fa
A cura di Antonio Jodice e Matteo Santicchia.
La videorecensione di Ryse: Son of Rome, nuovo action di Crytek che punta a spingere al massimo le capacità grafiche della nuova console Microsoft, snocciola il gioco attraverso la sua componente narrativa, il gameplay, l'aspetto tecnico e un commento valutativo finale con un focus sui pro e i contro. Il video è corredato da sequenze di gameplay giocate dal vivo e registrate in presa diretta su Xbox One con risoluzione 720p e collegamento HDMI.
Trascrizione
00:083 erano i giochi del lancio di Xbox One ad essere attesi in maniera famelica da tutti
00:14i giocatori fan della console Microsoft. L'ultimo a finire sotto la lente di ingrandimento
00:20delle nostre video recensioni è Rise Son of Rome.
00:25La Roma di Neurone è sotto assedio per colpa dei barbari, ma la storia di Rise non è soltanto
00:31quella dell'imperatore nel momento più critico, ma è soprattutto la storia del giovane generale
00:37che guida le sue truppe, ovvero Marius Titus.
00:50Una volta al sicuro in una stanza segreta del palazzo imperiale, Marius racconta all'imperatore
00:55la sua storia, quella di un giovane soldato romano che, volendo seguire le orme del padre,
01:00senatore ed eroe dell'esercito, sogna di diventare un generale amato dai suoi soldati. Sogna di
01:06andare ai confini dell'impero e di distinguersi, solo che prima di riuscire a farlo, vede ucciso
01:11il padre e la madre da un gruppo di mercenari. Da lì, saltando di missione in missione legate
01:16da un esile filologico, viene narrata la vita di Marius attraverso una serie di flashback
01:21che portano al roboante finale.
01:31Rise è bellissimo da vedere, ricco di ambientazioni diverse e molto violento. Purtroppo però,
01:38col pad in mano, il discorso un po' cambia.
01:52Il primo esperimento action di Crytek presta il fianco a numerose critiche. Di base il sistema
01:58di combattimento è assimilabile a quello di Batman, da qui però gli sviluppatori cambiano
02:02le carte in tavola, attribuendo ad ognuna delle direzioni della croce digitale un perk
02:07che si attiva effettuando una delle mosse finali che si possono eseguire dopo un tot
02:11di colpi andati a segno. Queste mosse finali veri e propri quick time event truculenti sono
02:16impossibili da sbagliare. Non c'è possibilità che il nemico possa reagire. L'unico pegno
02:21che si paga se falliamo è un bonus minore. I quattro perk servono per ricaricare la salute,
02:26per attivare il potere speciale che rallenta il tempo, per avere più esperienza o per incrementare
02:31i danni. Cosa attivare e soprattutto quando attivarla sono scelte che donano a Rise un sottile
02:37strato di strategia, visto che il giocatore deve sempre scegliere quale perk utilizzare
02:41a seconda di cosa ha bisogno. Il problema di base è che Marius ha due mosse, una con
02:46la spada e una con lo scudo, e le può combinare ma in poche sequenze diverse. Purtroppo alla
02:51fine ci si trova a premere i tasti ritmicamente più preoccupati dai perk che per variare efficacemente
02:56gli attacchi. Non ci sono armi diverse dalla spada né equipaggiamenti da acquisire. I nemici
03:01sono di pochi tipi e rispondono a tre. Quattro pattern di attacco con cui è facile prendere
03:06di mestichezza. Il sistema è fluido, anche divertente, ma troppo poco profondo per pensare
03:11di impenserire gli altri esponenti del genere. Inoltre, la scelta di questi quick time event
03:16che non si possono sbagliare è quantomeno discutibile.
03:19Ogni tanto per spezzare i combattimenti ci viene chiesto di guidare le truppe a coprirsi
03:24con gli scudi e avanzare in blocco per superare le difese avversarie, ma c'è davvero poco
03:28altro per le 6 ore di campagna a livello normale? Dove Rise aggiunge un po' di sostanza è nel
03:34multiplayer con la modalità gladiatore all'interno del Colosseo, con ambientazioni che cambiano
03:39sotto i nostri occhi. Ci viene chiesto di scegliere una tra le quattro divinità a cui
03:43votarsi per avere un perk e una mossa speciale, per combattimenti serrati in un contesto tipico
03:48da Horde. Come per il single player, in cui i punti esperienza servono per potenziare
03:53le abilità per le esecuzioni o per migliorare le statistiche di Marius, anche qui il proprio
03:58personaggio sale di livello e acquisisce crediti con cui si possono comprare oggetti, ampolle curative
04:03e armi per potenziarsi e riuscire ad affrontare a dovere le 10 ambientazioni diverse tra quelle
04:09disponibili.
04:22Rise definisce in maniera concreta che cosa ci possiamo aspettare dalla next gen in questa
04:28prima ondata di titoli. Insomma Crytek ha mantenuto da questo punto di vista le aspettative
04:34dei tanti fan.
04:45Crytek insomma non sbaglia nulla e mette sullo schermo una vera e propria orgia visiva fatta
04:50di grande attenzione all'illuminazione, texture e animazioni di primo livello, il tutto all'insegna
04:55di scorci visivi davvero memorabili. Crytek non si fa mancare nulla, abbondanti le particelle
05:00del polviscolo che si levano dalle torce, presente il polline nelle foreste o la nebbia nei porti
05:05lungo i mari del nord per un quadro visivo che dà un significato vero alla next gen.
05:10Il framerate è poi sempre granitico per esaltare l'azione, a parte i piccoli rallentamenti nella
05:16modalità gladiatore quando i combattimenti si fanno troppo caotici.
05:40Rise Son of Rome è il più bel gioco di Xbox One in assoluto. Il problema è che è bellissimo,
05:45ma quasi solo da vedere. Il combat system potrebbe anche funzionare, ma tradisce l'origine diversa
05:50del progetto nato su Kinect, a cui è stato aggiunto in corsa la struttura da action per
05:54dare un corpo più consistente ad un quadro visivo eccezionale.
06:12Rise è bellissimo, ma da vedere, da giocare un po' meno. E questa è un po' la sintesi
06:17del nostro giudizio sul gioco di Crying. Ma se siete curiosi, andiamo a vedere quanto c'è
06:51garbato.
07:03Grazie a tutti.
07:27Grazie a tutti.
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