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  • 4 ore fa
A cura di Matteo Santicchia.

La videorecensione snocciola il gioco attraverso una breve introduzione, il gameplay, la componente tecnica e un commento valutativo finale. Il tutto corredato da sequenze di gameplay giocate dal vivo e registrate in presa diretta su PlayStation 3, PC e Xbox 360 con risoluzione 720p e collegamento HDMI.
Trascrizione
00:20Quanto è difficile essere buoni padri di famiglia e nello stesso tempo super soldati
00:26impegnati nella guerra al terrore?
00:33Ce lo mostra Danger Close con Medal of Honor Warfighter, lo spara tutto in prima persona,
00:39tutto impergnato su missioni reali delle teste di cuoio di tutto il mondo.
00:49Insomma, abbiamo passato molto tempo con Medal of Honor Warfighter e questa è la nostra
00:54video recensione.
01:07Due anni fa, Danger Close era riuscita a lasciare il segno con una campagna piuttosto originale
01:13per piglio e per tematiche raccontate.
01:15La scelta di mettere in scena le drammatiche vicende degli operatori dei gruppi speciali
01:20in Afghanistan, alle prese con le missioni fallimentari giocate quasi sempre in difesa, aveva gettato
01:25uno sguardo diverso sul tritocopione degli shooter in prima persona.
01:29Oggi Danger Close cambia le carte in tavola per buttarci nel più classico giro del mondo
01:34all'inseguimento del solito novello Bin Laden, gettando nella mischia anche sprazzi di vita
01:38personale dei protagonisti per rimarcare l'attenzione e l'autenticità nel raccontare i veri supereroi
01:44americani.
01:45Nulla di nuovo, quindi.
01:50Medal of Honor Warfighter perde quindi una certa originalità di fondo, e quello che
01:55ne esce alla fine è un guazzabuglio di livelli poco ispirati, con un continuo ricorso a flashback
02:01che spezzano ancora di più il fluire della debolissima trama.
02:04Proprio l'eccessiva frammentazione dell'azione ci lascia intendere poco o nulla del complesso
02:08sistema a compartimenti stagni della cellula terroristica, con personaggi che entrano ed
02:13escono di scena come improvvisi Deus Ex Machina.
02:16Si viene trasportati dagli eventi nei panni dei vari operatori coinvolti, e quei momenti
02:20che dovrebbero esaltare l'umanità dei protagonisti, come le scene in famiglia o quelle cameratesche,
02:25perdono qualsiasi velletà empatica dando nessun valore aggiunto al gioco.
02:29Nelle circa quattro ore e mezza di gioco che si impiegano per portare a compimento la campagna,
02:34si visitano punti caldi della lotta al terrore in missioni che solo in piccola parte possiamo
02:38definire come esaltanti.
02:40Per il resto ci troviamo di fronte alla fiera del visto e del rivisto, il tutto condito
02:45con un design delle mappe che grida vendetta e che appiattisce le sparatorie nella più
02:49triste delle shooting gallery dal basso tasso di sfida.
02:53Livelli come quello pakistano o quello dell'enorme compound terroristico sono senza dubbio il
02:57fiore all'occhiello della produzione, ma buona parte delle vicende si svolgono spesso e volentieri
03:02in ambienti chiusi con un level design per lunghi tratti, asfittico.
03:05Tanti corridoi e linearità estrema, il tutto appesantito da un'intelligenza artificiale
03:10sia dei compagni che dei nemici ai minimi storici, come avversari che rimangono imperterriti
03:15in copertura ad attendere l'esplosione di una granata, o meglio ancora espongono buona
03:20parte del corpo al nostro piombo.
03:22Anche i nostri compagni non sono da meno, spesso si attardano nel continuare a colpire
03:26coperture o, peggio ancora, non fanno scattare col giusto tempismo il trigger per la sessione
03:31successiva. Non mancano comunque implementazioni senza dubbio positive. Il feedback delle armi
03:36è oggettivamente un punto di forza del gioco. Il rinculo si fa sentire, le armi hanno caratteristiche
03:41pecoliari e soprattutto molte di esse sono dotate di doppia ottica. Il titolo è poi dotato
03:46di un sistema di coperture finalmente funzionale e non farraginoso.
03:49Peccato però che la struttura corridoi di molti livelli renda questa feature sin troppo
03:54efficace, trasformando l'azione in una sorta di versione moderna di Time Crisis. Ma quello
03:59che rende ancora più palese la generale mediocrità delle missioni sono le due sezioni in auto
04:04realizzate per l'occasione da Criterion. Non sono semplici sezioni in macchina, ma ci impegnano
04:09in fughe e in seguimenti davvero entusiasmanti, con una buona attenzione per il modello di
04:14guida e il truck design, con tanto di semplice ma efficace drive stealth.
04:18A risollevare la produzione sono gli sforzi che i ragazzi di Danger Close hanno immesso nel
04:23tentare di realizzare un buon comparto multiplayer. Molti avevano riscontrato poca personalità
04:28nel primo capitolo, questa volta le scene di design personali non mancano, ma alla fine
04:32Medal of Honor Warfighter si situa in quella zona poco definita tra Call of Duty e Battlefield.
04:37Del primo troviamo la frenesia e la velocità degli scontri a fuoco in mappe di dimensioni
04:42medio-grandi. Del secondo c'è la grande tensione per le dinamiche cooperative e il gioco di squadra.
04:48L'introduzione più importante è senza dubbio quella del Fire Team, ovvero ogni giocatore
04:53è legato all'altro, è sempre visibile mediante una silhouette verde e che in caso di uccisione
04:58del compagno può riportarlo in vita istantaneamente se uccide chi lo ha freddato, potendo inoltre
05:03rinascere alle spalle del proprio compagno. Insomma, una simbiosi cameratesca continua
05:08tutto nell'ottica di una fruizione che vorrebbe essere un filo tattica e ragionata.
05:12È interessante e ben implementata anche la suddivisione in classi mediante l'inclusione
05:17dei veri corpi speciali, ognuno con la propria uniforme d'ordinanza, armi e abilità speciali
05:22peculiari. Ad esempio, l'assaltatore americano Seal può sbloccare il lanciagranate e, come
05:27azione di supporto, può designare bersagli per il mortaio, mentre il demonitore russo
05:32Spetsnaz può indossare un elmetto balistico grazie al quale può incassare più colpi, utilizzare
05:37un lanciagranate automatico e chiamare un piccolo drone armato. Le possibilità di offesa non
05:43mancano e soprattutto a livello di personalizzazione siamo su livelli molto alti, potendo non solo
05:48sostituire le ottiche, ma anche andando a lavorare di fino su tutte le componenti dell'arma,
05:52modifiche queste che cambiano sensibilmente il comportamento del fucile. Parlando di contenuti,
05:57il numero di mappe non fa certamente gridare al miracolo. Solo otto, ma sono caratterizzate
06:02da un buon level design, con un'alternanza ben ponderata di spazi aperti, defilamenti,
06:07sezioni al chiuso e lunghe sgombre e linee di tiro. La valle di Shogor o Sarajevo sono un
06:12buon esempio in tal senso, anche se generalmente si può sentire la mancanza di una più spinta
06:18personalizzazione dei vari campi di battaglia. Il menu delle varie modalità di gioco è soddisfacente,
06:23ma non esorbitante. Oltre a quelle classiche, senza dubbio quelle più azzeccate e che stuzzicano
06:28maggiormente la spinta cooperativa del gioco, sono i match ad obiettivi missione di combattimento,
06:33hotspot e home run. Parlando di meccaniche, il numero di colpi necessari per stendere un
06:38avversario sembra davvero randomico, magari il tutto sarà legato alla balistica reale delle
06:43armi. Ma non è raro colpire più volte un avversario alla testa anche da distanza media
06:48e non vederlo morire. Secondariamente il sistema di respawn è sembrato poco preciso, meglio
06:53sembra non sapere realmente discernere il livello di pericolo al momento di rinascere vicino al
06:58compagno, lasciandoci decisamente allo scoperto. Ma quello che ha più danneggiato il nostro testo,
07:03nonostante la corposa patch da installare al momento del lancio, è stato il continuo respawn sotto
07:08sopra la mappa, o peggio ancora, al di fuori delle barriere invisibili, con tanto di conto
07:12alla rovescia che ci imponeva di tornare sul campo di battaglia. Siamo quindi in attesa
07:17di correzioni più significative. In definitiva il comparto multiplayer si può dire senza
07:22dubbio riuscito. Il piglio cooperativo è palese, ma nonostante tutto il suo più grande
07:26difetto sta nel porsi esattamente nel mezzo tra i due colossi del settore, portando solo
07:31in parte caratteristiche peculiari che possono fare la differenza, senza dimenticare un'offerta
07:35di gioco che al momento del lancio non può definirsi molto corposa.
07:46A livello visivo Medal of Honor Warfighter subisce su console tutti i limiti e i compromessi
07:52dell'utilizzo del sin troppo performante Frostbite, scadendo in un basso livello di dettaglio
07:57anche negli elementi di primo piano, e in un generale guazzabuglio di texture dalla lunga
08:01distanza il tutto forse a causa di una ricca modellazione poligonale degli ambienti e di
08:05un continuo ricorso ad effetti di luce e particellari di buona fattura che gravano
08:09sul motore. Virtualmente assente poi la distruzione ambientale, che qui si limita ad alcune coperture
08:15e poco altro e frame rate granitico, ancorato ai 30 fotogrammi al secondo. Su PC la musica
08:21cambia, anche se di poco purtroppo. Non basta settare al massimo le possibilità
08:25grafiche, anche qui i limiti di base delle texture sono avvertibili e pongono senza dubbio
08:30Medal of Honor Warfighter al di sotto di Battlefield 3.
08:38Medal of Honor Warfighter è un prodotto dalla doppia faccia, un'operazione riuscita a metà.
08:44Accanto ad una mediocre e breve campagna, ovvero un mix di strane scelte di design, pessima
08:49intelligenza artificiale e situazioni trite e ritrite senza mordente, che sbugiarda quanto
08:54di buono Danger Close aveva realizzato due anni fa, troviamo un buon comparto multiplayer
08:59con alcune feature e peculiarità azzeccate, ma che si fatica a definire come irrinunciabile.
09:04Libero! Non fermateli!
09:09Mater, comunicazioni sabotate, spara a vita dal Speedboy.
09:12Cosa vuoi dire?
09:14Abbiamo un esangolo sugli edifici attorno alla tua posizione.
09:17Mezza dozzina, forse di più all'interno.
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