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https://www.pupia.tv - Roma -​ Indagine conoscitiva dinamiche geopolitiche regione dell'Artico - Audizione di Gunnar Rekvig (Global Artic) - Versione italiana
La Commissione Esteri, in merito all'indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico svolge le seguenti audizioni:
ore 12.30 Gunnar Rekvig, vicedirettore di Global Arctic (20.05.25)

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Trascrizione
00:00La trasmissione attraverso la OETV della Camera dei Deputati ricorda attresì che la partecipazione
00:10da remoto è consentita a colleghe e colleghi secondo le modalità stabilite dalla Giunta
00:15per il Regolamento. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva
00:20sulle dinamiche geopolitiche nella Regione dell'Artico, l'audizione di Gunnar Reckwig,
00:26vice direttore di Global Arctic. Anche a nome dei componenti della Commissione saluto e ringrazio
00:32per la disponibilità a prender parte dei nostri lavori, collegati in videoconferenze,
00:36il professor Reckwig. Ricordo che il Global Arctic Project è nato nel 2014 su iniziativa
00:43del Northern Research Forum e della Rete Tematica su Geopolitica e Sicurezza dell'Università
00:49dell'Artico, con l'obiettivo di definire un approccio interdisciplinare alla Regione
00:54Artica che tenga conto di tutti i profili ecologico, culturale, economico, geopolitico
00:59e sociale. Considerati i tempi stretti cedo la parola al professor Reckwig afinché possa
01:05svolgere il proprio intervento.
01:07Permettetemi di cominciare ringraziando gli onorevoli membri della Camera dei Deputati
01:21e grazie mille per questa occasione che mi avete dato per parlare della governance artica.
01:30Vorrei evidenziare la cooperazione storica, i meccanismi storici di cooperazione tra il
01:41Nord e la Russia man mano che ci sono delle evoluzioni nell'Alto Nord. La mia prospettiva
01:50è basata sulle mie ricerche sulle relazioni internazionali dell'Artico con un'attenzione
01:55particolare concentrata sulla pace nordica, sulla costruzione della fiducia nella guerra
02:02fredda e sulle dinamiche geopolitiche all'interno dei quadri di governance nell'Artico.
02:08L'Artico di oggi è una Regione che cambia. Pensate all'Artico come a un microcosmo che
02:18riflette cambiamenti più ampi nell'ordine internazionale. La Regione Artica si estende
02:27per oltre 30 milioni di chilometri quadrati con una popolazione di approssimativamente
02:324 milioni di persone. Oggi vi parlo della Regione di Barents, l'area più popolata
02:39dell'Artico, che comprende le parti settentrionali di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia nord-occidentale.
02:48Questa Regione oggi si trova al crocevia di dinamiche geopolitiche piuttosto complesse
02:58e anche al crocevia di cambiamenti climatici. Gli sviluppi che hanno luogo qui amplificano
03:06le sfide globali legate all'estrazione delle risorse, alle rotte commerciali marittime
03:14e alla competizione strategica tra grandi potenze.
03:17Mi voglio concentrare sulla evoluzione storica della governance artica. Il periodo post-guerra
03:32fredda ha visto l'istituzione di strutture formali di governance artica basate sui precedenti
03:44accordi bilaterali. Nel 1993 la dichiarazione di Kirchner ha lanciato la cooperazione euro-artica
03:57di Barents, istituzionalizzando le relazioni tra Norvegia settentrionale, Svezia, Finlandia
04:04e Russia nord-occidentale, quindi la Regione di Barents. Questo quadro multilaterale comprendeva
04:12tredici regioni amministrative in questi Paesi. Nel 1996 il Consiglio Artico è emerso
04:23come primo principale forum di governance polare, unendo gli otto Stati Artici con partecipanti
04:32permanenti che rappresentavano le popolazioni autoctone. Il suo mandato si concentrava sullo
04:38sviluppo sostenibile e sulla protezione dell'ambiente, escludendo esplicitamente la sicurezza militare.
04:50Si tratta di una limitazione che oggi limiterebbe l'efficacia nell'affrontare le sfide emergenti
05:00in materia di sicurezza, quello a cui stiamo assistendo oggi. Malgrado questo, il panorama
05:10della governance artica contemporanea comprende vari quadri di riferimento che esistono e che
05:17sono in corso. Forse il più importante è la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto
05:24del mare, l'UNCLOS, che fornisce il quadro legale per la delimitazione dei confini marittimi
05:31e le rivindicazioni della piattaforma continentale. Poi abbiamo l'Organizzazione Marittima Internazionale
05:38che ha contribuito a istituire il Codice Polare per le norme di navigazione nelle acque polari,
05:44abbiamo l'accordo di pesca nell'Oceano Artico Centrale. L'obiettivo di tale accordo è quello
05:51di prevenire la pesca illegale nella parte dell'Oceano Artico Centrale settentrionale.
05:59Oltre a questo abbiamo degli accordi bilaterali che affrontano questioni specifiche tra gli
06:05Stati Artici, tra cui la gestione della pesca e la delimitazione dei confini. Questa architettura
06:16multilivello ha funzionato bene storicamente durante i periodi di bassa tensione geopolitica,
06:26ma algrando questo adesso si trova a fronteggiare delle sfide profonde man mano che la transizione
06:33del sistema va verso la multipolarità, e questo è particolarmente evidente nella regione
06:40dell'Artico. A causa di questo, all'interno di questo quadro di governance, assistiamo
06:51all'espansione della presenza della Nato nell'Artico, la Nato che funziona sia come alleanza militare
06:58che come attore di governance, de facto, grazie alla sua presenza a nord. Inoltre adesso vorrei
07:08parlarvi della cooperazione nordico-russa, dei meccanismi di cooperazione nordico-russi,
07:15soprattutto del caso norvegese. Io sono norvegese, quindi è una questione che mi sta a cuore.
07:23La relazione tra Norvegia e Unione Sovietica dimostra come la fiducia o le misure di costruzione
07:37della fiducia possono facilitare la cooperazione tra i nemici ideologici. Le basi di questa
07:47relazione risalgono alla liberazione della Norvegia settentrionale da parte dei sovietici
07:55nel 1944 e il loro successivo ritiro unilaterale nel 1945. Quindi la Norvegia è l'unico paese
08:05da cui le forze sovietiche si sono ritirate volontariamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
08:14Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la Guerra Fredda, la Norvegia ha implementato
08:25varie iniziative di rafforzamento della fiducia nei confronti dell'Unione Sovietica, mantenendo
08:30al contempo la sua appartenenza alla Nato. In primo luogo abbiamo un accordo culturale
08:37che risale al 1956. La Norvegia era diventata il primo paese occidentale a stabilire un
08:44accordo culturale formale con l'Unione Sovietica, facilitando così gli scambi in ambito sportivo,
08:51in ambito cinematografico, teatrale e musicale. Tutto questo è stato caratterizzato come
08:56un'apertura nella cortina di ferro. L'accordo culturale ha portato nel 1958 a una collaborazione
09:04scientifica tra istituti di ricerca marina norvegesi e sovietici. Ci sono stati dei monitoraggi
09:13congiunti nell'ecosistema di pesca del mare di Barents. Questo ha portato alla commissione
09:22mista per la pesca nel 1974. Si è trattato di un meccanismo bilaterale che ha ripartito
09:28equamente le quote di pesca, con una suddivisione equa. Questa commissione continua a operare
09:37malgrado la guerra in Ucraina. Poi abbiamo i negoziati sui confini del mare di Barents.
09:47I negoziati sono durati dal 1970 al 2010. Durante questo periodo di negoziati abbiamo
09:59avuto una moratoria sull'estrazione di idrocarburi nell'area contesa. Il trattato del 2010 è
10:05stato siglato tra la Norvegia e la Federazione russa. È un trattato che rappresenta una
10:11soluzione equilibrata, che ha diviso l'area in modo equo. L'ultima politica di rassicurazione
10:23è stata quella delle restrizioni militari unilaterali. La Norvegia ha implementato varie
10:30limitazioni militari autoimposte, ha proibito le basi militari straniere in tempo di pace,
10:37ha vietato le armi nucleari su territorio norvegese, ha limitato l'attività militare
10:45della NATO vicino al confine sovietico. Questo meccanismo dimostra come le regioni periferiche,
10:54come la Norvegia, soprattutto la Norvegia settentrionale, possano navigare in relazioni
10:58geopolitiche complesse grazie a un impegno strategicamente calibrato. L'approccio della
11:06Norvegia ha riconosciuto l'assimmetria del suo rapporto con l'Unione sovietica, preservando
11:14al contempo il suo allineamento di sicurezza con la NATO, producendo così stabilità regionale
11:21durante l'apice del confronto, durante la guerra fredda. Il fianco settentrionale della
11:27NATO durante la guerra fredda è stato pacifico. Adesso passiamo alle trasformazioni contemporanee
11:37nel quadro dell'Artico e della sicurezza artica. Il sistema di governance dell'Artico post-guerra
11:43fredda attualmente sta subendo delle profonde trasformazioni a causa di due variabili interconnesse
11:52la guerra in Ucraina e l'accelerazione del cambiamento climatico. La guerra in Ucraina
11:59ha segnato una rottura decisiva con le precedenti ipotesi di eccezionalismo artico, accelerando
12:07la messa in sicurezza e sospendendo i quadri di cooperazione che andavano avanti da lungo
12:14tempo. Il lavoro del Consiglio Artico si è effettivamente interrotto quando la Russia
12:22ha assunto la presidenza nel 2021 e gli altri sette Stati Artici hanno boicottato le riunioni
12:30in risposta all'invasione russa dell'Ucraina. Contemporaneamente il cambiamento climatico
12:36va avanti a un ritmo senza precedenti, con un riscaldamento dell'Artico quattro volte
12:41più veloce rispetto a quello della media globale. La rapida riduzione dei ghiacci ha portato i
12:47climatologi a prevedere estati senza ghiaccio, potenzialmente entro il 2030, a soli cinque anni
12:55da oggi. Nel 2023 il passaggio a nord-ovest ha registrato una copertura di ghiaccio storicamente
13:02bassa, mentre la via del mare settentrionale sulla Russia è stata in gran parte priva di ghiaccio
13:07nel mese di agosto. Questi due fattori hanno creato delle condizioni che collegano l'Artico
13:13Atlantico all'Artico Pacifico, mettendo in discussione la precedente segmentazione dei
13:20complessi di sicurezza artici. Tre sviluppi chiave illustrano tale trasformazione. Il primo,
13:28la posizione militare russa nell'Artico si è stesa a ben oltre le operazioni orientate
13:35all'Atlantico. Negli ultimi anni si è assistito a un significativo miglioramento delle infrastrutture
13:41militari lungo tutta la costa artica della Russia. La flotta del nord sta passando da
13:50una forza prevalentemente atlantica a una forza con capacità transartica, con un potenziale di
13:59proiezione di potenza verso il Pacifico settentrionale sull'intero Arco Artico. In secondo
14:05luogo, la crescente presenza della Cina nell'Artico presuppone una sfida multidimensionale che trascende
14:13la divisione tra l'Atlantico e il Pacifico. L'iniziativa di Pecchino, della Via della
14:18Seta Polare e le stazioni di ricerca in Islanda e nelle Svalbard, in Norvegia, e gli investimenti
14:23nei progetti russi di gas naturale liquefatto rivelano un approccio completo che fonde obiettivi
14:30economici, scientifici e strategici. In terzo luogo, con la diminuzione della copertura di
14:39ghiaccio, nuovi corridoi marittimi che collegano i bacini del Pacifico e dell'Atlantico alterano i
14:46modelli di navigazione, creando vulnerabilità nella sicurezza a livello regionale e mettendo
14:53in discussione i quadri di sicurezza consolidati. Le strozzature sono critiche, sono per esempio
14:59quelle dello stretto di Bering, di Davis, di Danimarca e di Fram e tutto questo ha un'importanza
15:04strategica sempre maggiore. Tra gli sviluppi hanno spinto a riconsiderare gli accordi di
15:12sicurezza già in vigore. I paesi nordici hanno subito un riallineamento sostanziale con l'adesione
15:20di Finlandia e Svezia alla Nato, trasformando di fatto il Mar Baltico in un lago della Nato
15:27ed estendendo il confine diretto dell'Alleanza con la Russia da circa 200 chilometri a oltre
15:361300 chilometri. Quindi qual è la situazione al momento? Abbiamo deterrenza senza rassicurazioni.
15:50Gli sforzi profusi storicamente per costruire fiducia nordico-sovietica sono in netto contrasto
16:00con le attuali relazioni nordico-russe. L'equilibrio tra deterrenza e rassicurazione
16:07che caratterizzava l'approccio durante la guerra fredda si è spostato oggi verso la deterrenza
16:13senza avere i corrispondenti meccanismi di rassicurazione. La trasformazione è palese
16:20ed è evidente nell'abbandono da parte della Norvegia delle restrizioni militari autoimposte.
16:26Abbiamo dei marini statunitensi in modo permanente, in tempo di pace, abbiamo delle
16:33esercitazioni militari congiunte che prima erano vietate, ospitiamo i sottomarini d'attacco a
16:41Tromsø, a nord della Norvegia, sottomarini statunitensi e assistiamo all'aumento della
16:47presenza navale della NATO nel mare di Barents. Questa è la nostra nuova normalità. Modelli
16:53simili possono essere visti in tutta la regione nordica, con l'adesione alla NATO di Finlandia e
17:00Svezia che rappresenta il più significativo riallineamento dalla sicurezza regionale,
17:05dalla conclusione della guerra fredda. La regione nordica ha perso gli stati
17:12cuscinetto neutrali, quindi la Svezia e la Finlandia. In questa congiuntura abbiamo anche
17:21il ruolo sempre più potente della Cina nella governance artica. La presenza della Cina nell'artico
17:28si è evoluta, passando da un impegno principalmente scientifico a una strategia multidimensionale
17:35completa. Al di là della sua autodesignazione come stato vicino all'artico, la Cina ha sviluppato
17:42una notevole infrastruttura scientifica con stazioni di ricerca alle isole Svalbard in
17:48Islanda. Recentemente sono emesse delle preoccupazioni riguardo a potenziali attività
17:54duplice uso, dove la ricerca scientifica civile può fungere per scopi militari. Secondo quanto
18:02segnalato nel 2024, l'istituto cinese di ricerca sulla propagazione delle onde radio,
18:08attivo nella ricerca alle Svalbard, aveva dei legami con aziende elettroniche dell'esercito
18:17popolare di liberazione. Questo ha spinto la Norvegia tempestivamente a intensificare i
18:23controlli sulle attività cinesi presso la stazione del fiume giallo a Niolesund. La
18:29Cina ha sviluppato una narrativa artica distintiva che si allinea con le prospettive russe, promuovendo
18:35al contempo i propri obiettivi strategici. Il conflitto in Ucraina ha intensificato la
18:42cooperazione tra Cina e Russia, intanto le sanzioni hanno aumentato la dipendenza russa
18:46dai mercati e dagli investimenti cinesi, in particolare per quanto concerne le infrastrutture
18:53energetiche lungo la rotta del Mare del Nord. Concluderò citando alcuni aspetti futuri della
19:02governance artica. Con la transizione dell'Artico verso una realtà multipolo, emergono varie sfide
19:14per la governance. Per esempio la frammentazione istituzionale, la sospensione della partecipazione
19:20della Russia a quadri cooperativi, che ha creato alcune lacune nella governance, in particolare
19:26per quanto concerne il monitoraggio ambientale e nella capacità di risposta alle emergenze. Poi
19:32c'è la militarizzazione senza dialogo, quindi a differenza di quanto accadeva durante la Guerra
19:36Fredda, l'attuale rafforzamento militare avviene nell'Artico senza le corrispondenti misure di
19:43rafforzamento della fiducia e questo fa aumentare il rischio di errori di calcolo e di conseguenze
19:48impreviste e involontarie. Nesso clima sicurezza, l'accelerazione dei cambiamenti ambientali crea
19:56nuove vulnerabilità per la sicurezza, tra cui l'instabilità delle infrastrutture dovuta al
20:02disgello del permafrost e l'aumento del traffico marittimo in acque poco monitorate. Per le medie
20:09potenze come l'Italia, che ha interessi nell'Artico, ci sono varie considerazioni strategiche per i
20:15tevoli di attenzioni. La consapevolezza del dominio marittimo, quindi gli approcci integrati per il
20:21monitoraggio delle attività in superficie e nel sottosuolo, diventano sempre più importanti con
20:27l'espansione del traffico marittimo nelle acque precedentemente coperte dai ghiacciai. Il monitoraggio
20:32ambientale, la valutazione ambientale collaborativa supporta la pianificazione proattiva per i rapidi
20:39cambiamenti nella copertura dei ghiacci e gli impatti ecologici, creando potenzialmente uno spazio
20:45per la cooperazione depoliticizzata. Ampliare il coinvolgimento delle parti coinvolte, una tavola
20:52rotonda con le parti interessate alla sicurezza dell'Artico, che includa potenze navali non
20:58artiche come Italia, Polonia, Giappone e Corea del Sud, potrebbe consentire di affrontare le sfide
21:04della sicurezza transartica, collegando i vari aspetti della sicurezza, e poi la protezione delle
21:11infrastrutture critiche. Con l'aumento dell'attività economica nell'Artico aumenta anche la vulnerabilità
21:17delle infrastrutture critiche alle minacce della zona grigia e questo richiede delle misure di
21:23protezione coordinate. E mi avvio a conclusione. La trasformazione della governance artica riflette
21:32le più ampie transizioni sistemiche dal bipolarismo all'unipolarismo durante il post-guerra fredda.
21:40Adesso stiamo andando verso il multipolarismo. Mentre i modelli di interazione della guerra
21:46fredda bilanciavano la deterrenza con la rassicurazione, oggi stiamo andando verso
21:50una deterrenza senza meccanismi di rassicurazione. Mi fermo qui, quindi vi ringrazio molto per la
21:59vostra attenzione. Prima di passare la parola ai colleghi per le domande ne ne pongo una io.
22:08Ci ha accennato alla stazione di ricerca cinese a New Olisund, Yellow River Station,
22:17quanto dobbiamo preoccuparci delle attività cinesi nell'Artico e della volontà di essere
22:26presente della Cina nell'area e quanta preoccupazione c'è nei Paesi dell'Artico e,
22:34tra questi in particolare, la Norvegia. Grazie.
22:37Grazie per la sua domanda.
22:57La Norvegia sta facendo dei passi avanti per mitigare il rischio delle ricerche cinesi
23:08alle Svalbard e all'interno della Regione. La Norvegia ha delle regole molto rigide rispetto
23:16al modo in cui questa collaborazione nelle Svalbard può essere condotta e quindi stiamo
23:23ricordando ai cinesi che devono seguire il protocollo su queste isole. La Norvegia sta
23:30inoltre limitando le libertà precedenti sulle isole Svalbard, quindi in un certo qual modo
23:40stiamo nazionalizzando nella misura del possibile. Un esempio risale a qualche anno fa. I cinesi
23:52stavano festeggiando questo anniversario e qualcuno è arrivato con un uniforme militare.
24:09Questo è proibito. La Norvegia ha segnalato questo alle ambasciate e a Oslo ed è stato
24:17rassicurato che questo non succederà di nuovo. Quindi sì, stiamo facendo dei passi avanti per
24:21mitigare quello che loro stanno facendo e spero di aver risposto alla sua domanda.
24:27Grazie mille. Adesso si è prenotato per una domanda l'Onorevole Orsini Daremoto. L'Onorevole
24:35Orsini è di Forza Italia, ha una lunga esperienza sugli esteri ed è anche un componente dell'Assemblea
24:43parlamentare della Nato. Prego. Grazie innanzitutto per l'eccellente e interessantissima
24:54relazione. Volevo fare due domande in realtà. Una parte proprio dalla fine del suo intervento,
25:02in cui lei ha ben spiegato come la governance della regione dell'Artico sia stata per molti
25:16anni codificata nell'ambito degli equilibri della guerra fredda. Oggi, passando a un mondo
25:24multipolare, i vecchi schemi sono saltati. Quindi adesso a suo giudizio cosa succede?
25:34Nel senso che esiste la possibilità e come di arrivare a ridefinire un assetto dell'Artico che
25:46garantisca la sicurezza di tutti e a noi naturalmente interessa in particolare la
25:52nostra sicurezza dell'Europa e dell'Occidente. Se sì, in che termini? La seconda domanda che
26:01poi è in che non è del tutto distinta da questa riguarda il famoso tema della Groenlandia balzato
26:10agli onori della cronaca dopo le prese di posizione del Presidente Trump. Fermo restando sul piano
26:18del diritto, e su questo non ci può essere naturalmente discussione, che la sovranità del
26:24Regno di Danimarca non può essere messa in discussione e che di conseguenza ogni scelta
26:35deve essere fatta dalla Danimarca in accordo con i groenlandesi. Rimane però un tema geopolitico
26:45che la presa di posizione sia pure un po' originale del Presidente Trump ha messo sul
26:57tappeto e cioè il futuro di un'area importantissima rispetto all'Artico, importantissima per le materie
27:07prime che contiene, eccetera, che è indubbiamente fragile, che è difficile immaginare che possa
27:15essere gestita in un confronto globale di superpotenze nella dimensione dei 30 o 40
27:25mila abitanti della Groenlandia, la cui sovranità rimane assolutamente rispettata e sono evidentemente
27:32troppo fragili per gestire questo problema da soli. Può avere un ruolo l'Unione Europea anche
27:43se la Groenlandia non fa parte dell'Unione Europea pur facendo parte del Regno di Danimarca?
27:48Può essere? E quanto è preoccupante il futuro della Groenlandia in questo ambito?
27:56Grazie Onorevole Orsini, ha concluso l'intervento Onorevole Orsini, Onorevole della Vedova lo
28:08presento, è stato sottosegretario agli esteri e si è occupato proprio di Artico, prego Onorevole
28:14della Vedova. Grazie, quando sono stato all'Esvalbard 7-8 anni fa a visitare la missione
28:24scientifica del CNR, la missione scientifica italiana, il mondo era diverso e quindi eravamo
28:34ancora in quello che il nostro interlocutore, che ringrazio per l'intervento, c'era l'eccezionalismo
28:44Artico in cui c'era una sorta di multilateralismo efficace, i tempi sono drasticamente cambiati,
28:59probabilmente anche in conseguenza del fatto che il cambiamento climatico in quell'area
29:06si muove ahimè in modo velocissimo, il che ha effetti su tutto il resto del pianeta,
29:14ma anche effetti diretti lì in termini di vie commerciali, di sfruttamento delle risorse
29:22del sottosuolo e quindi di rilevanza strategica, in un mondo che si sta, come ha detto il nostro
29:33interlocutore, passando dal multilateralismo alla, se va bene, cooperazione, se no confronto
29:41tra superpotenze imperiali, abbiamo visto quello che stanno facendo, quello che fanno
29:47gli Stati Uniti rispetto alla Groenlandia e anche al Canada, ancora ieri Trump ha detto
29:56che prenderà la Groenlandia in un modo o nell'altro, di Russia abbiamo parlato, di
30:01Cina abbiamo parlato. Quello che io volevo chiedere, in parte riprendendo un tema del
30:07collega Orsini, è rispetto a questi interlocutori, rispetto agli Stati Uniti che ormai hanno
30:16una postura nazionalista, imperiale, autonoma, paesi come i due paesi dell'Unione Europea,
30:29Treco, la Danimarca, Norvegia, rischiano di essere, come dire, inefficaci. Lei individua
30:38la possibilità che l'Unione Europea in quanto tale si ponga, magari con uno stretto rapporto
30:46con il Canada che in questa fase è possibile, si ponga come interlocutore tra le grandi potenze
30:54oppure i paesi geograficamente europei o i paesi dell'Unione Europea continueranno a
31:01muoversi come singoli? Prendiamo atto che l'eccezionalismo artico è finito e quindi
31:07bisogna muoversi in qualche modo con una logica di potenza anche noi, oppure no?
31:12Grazie. Adesso si è prenotata l'onorevole Marrocco di Forza Italia da remoto. Prego.
31:22Sì, eccomi presidente, mi sente?
31:27Sentiamo benissimo, grazie.
31:29Perché non ho le cuffie? Grazie, grazie a voi. Innanzitutto ringrazio per questo incontro e
31:37poi volevo fare tre domande, in realtà tre domande molto secche. La prima è come valuta
31:45oggi il ruolo del Consiglio Artico, soprattutto dopo la sospensione delle relazioni con la
31:49Russia a seguito della guerra in Ucraina. Volevo sapere qual è il confine tra sfigurezza
31:55ambientale e sicurezza militare nell'Artico, se si tratta davvero di due dimensioni separabili
32:01e, secondo lei, quali sono le principali sfide politiche che la Regione Artica deve affrontare
32:06nei prossimi 10-15 anni. Grazie ancora.
32:09Grazie. Prego, a lei la parola per la replica.
32:16Bene. Ho di nuovo l'eco. Allora, per rispondere alla prima domanda del deputato,
32:46che cosa si può fare per rispondere alle sfide di sicurezza ad Occidente?
32:56Questo è quello che sta succedendo adesso. Una delle cose che credo sia importante comprendere
33:03è questa, il modo in cui la Regione Nordica è cambiata. Putin ha ottenuto qualcosa che
33:14i paesi nordici non sono stati in grado di fare da soli. Lui ci ha messi in un'alleanza
33:21di sicurezza, ci ha uniti all'interno della Nato. L'ultima volta che i paesi nordici sono
33:27stati uniti in un'alleanza è stata a Mgnone di Colmar del 1300. A partire da quel momento
33:37abbiamo avuto molti conflitti. I paesi nordici fino al 1820 erano in una guerra
33:47de facto. Dopo c'è stato un cambiamento, c'è stata una certa pace nordica che si è stabilita,
33:56ma malgrado questo non siamo stati in grado di unificarci in un quadro di sicurezza. La Svezia
34:04e la Finlandia erano solide potenze neutrali. Dopo la seconda guerra mondiale la Svezia ha
34:12cercato di avere un'unione di difesa scandinava neutrale e anche questo tentativo è fallito,
34:19ma adesso i paesi nordici vengono coordinati all'interno della Nato. Fuori da Norfolk in
34:30Virginia sono stati stabiliti dei quartieri generali alle Norfolk, quindi nel quadro
34:39dell'alleanza adesso stiamo creando un blocco e stiamo investendo in modo ingente nella
34:48ricostruzione della capacità militare che abbiamo a nord. Ad esempio abbiamo alcune sfide legate
34:55alla logistica, alle infrastrutture. C'è una regione a nord della Norvegia, la più grande
35:08della regione della Norvegia, che è più grande del Regno di Danimarca e più grande del Belgio,
35:15ma c'è solo una rotta che connette questa regione al resto della Norvegia. È molto
35:23soggetta a valanghe e tutto questo può tagliare fuori l'intera regione del Paese, quindi questi
35:30problemi infrastrutturali mettono alla prova le nostre politiche e sono da fronteggiare adesso.
35:39Inoltre dobbiamo pensare alle potenze medie non artiche all'interno della regione artica,
35:51c'è già una tavola rotonda di sicurezza nell'Artico, questo già esiste, ma credo che dovrebbero
36:01esserci più stati membri non artici attorno a questa tavola rotonda. Potrebbe essere stabilita
36:09una tavola rotonda per paesi non artici nell'Artico per fare in modo che queste potenze medie vadano
36:15nell'Artico, per esempio la Germania, l'Italia, la Spagna, la Polonia, il Regno Unito,
36:21loro dovrebbero partecipare in modo da poter dare una parvenza di stabilità alla regione
36:29per rispondere a questa cooperazione sino-russa. Oltre alla cooperazione sino-russa possiamo
36:43aspettarci anche un coinvolgimento dei BRICS nell'Artico, ma la Russia non si alleerà con
36:52l'Occidente e quindi aumenterà la sua esposizione alle altre nazioni BRICS nel
36:56quadro di questa consolazione artica e questo costituirà un'altra sfida per noi.
37:01Adesso rispondo alla domanda sulla Groenlandia. Donald Trump asserisce di aver bisogno della
37:15Groenlandia per la sicurezza nazionale, ha detto che ci sono delle imbarcazioni russe,
37:24cinesi ovunque. Gli Stati Uniti con Trump asseriscono che l'annessione della Groenlandia
37:36è necessaria ai fini della sicurezza nazionale, ma da un punto di vista di sicurezza questo
37:43non ha molto senso perché siamo tutti alleati, siamo tutti nella stessa alleanza, siamo tutti
37:48paesi nordici, quindi siamo tutti integrati nella sfera americana della Nato. Gli americani
37:56hanno già spazio in Groenlandia, cooperano a stretto contatto con la Danimarca e con
38:03la Nato a livello del monitoraggio delle attività russe in Groenlandia, quindi forse si tratta
38:12maggiormente di un interesse alla ricchezza della Groenlandia, alle terre rare. Questo
38:21è magari un ritorno all'espansionismo del XX secolo legato all'influenza cinese. Gli
38:35americani non hanno una comprensione storica del retaggio del colonialismo nell'isola
38:42della Groenlandia. La Groenlandia ha sofferto sotto la sovranità danese, ci sono molti
38:50errori che sono stati commessi e gli Stati Uniti non si presentano come un migliore colonizzatore
38:58per i groenlandesi. Le relazioni di guerra tra Stati Uniti, Groenlandia, Danimarca e
39:12anche Canada potrebbero retrocedere, dovrebbe esserci un maggiore equilibrio da raggiungere.
39:24Passando alla prossima domanda, credo di aver già parlato di alcuni elementi, ma nel rispondere
39:38alle future sfide nel quadro della sicurezza artica dobbiamo capire una cosa. Gli stati
39:46piccoli dell'Artico hanno un funzionamento che è cambiato radicalmente nel post-guerra
39:55fredda. Durante la guerra fredda i piccoli stati artici avevano un equilibrio tra superpoteri.
40:04La Norvegia, la Danimarca e l'Islanda, membri fondatori della Nato, anche all'interno della
40:13Nato, hanno ancora questa idea di neutralità e di non allineamento, hanno questa idea del
40:19costruire punti tra est e ovest. Questa funzione che ha condotto a una costruzione della fiducia
40:29con l'Unione sovietica ha portato a un'atmosfera pacifica per il nord dell'Europa e tutto questo
40:39è finito. La guerra in Ucraina ha creato una reazione forte nella regione a nord, era qualcosa
40:48di impensabile, non si pensava assolutamente che questo potesse accadere. Quindi c'è un bisogno di
40:55mettere di nuovo in sicurezza il nord e questo è il motivo per il quale c'è stato un grande
41:02cambiamento in Svezia e in Finlandia, quando si è parlato del supporto all'adesione alla Nato.
41:10Quindi i piccoli stati artici sono cambiati, devono essere più sicuri nell'Artico e ci
41:23auguriamo che l'Italia possa avere un ruolo maggiore in questo quadro di sicurezza che sta
41:31cambiando, così come le altre medie potenze e ci auguriamo di poter cooperare con altri attori
41:40affini come il Giappone, come la Corea del Sud e anche Singapore. Quindi c'è stato un tentativo,
41:46non molto tempo fa, di stabilire delle ambasciate Nato in Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda,
41:52Australia. La Francia ha bloccato questi tentativi ma adesso il Giappone sta cercando di rimanere
42:01coinvolto con la regione a nord, la regione artica, perché vuole fronteggiare questo blocco sino-russo
42:13che sta emergendo. Entro i prossimi 10-15 anni quello che succederà dipenderà dal risultato
42:30della guerra in Ucraina. Adesso ci sono dei negoziati in corso con l'amministrazione Trump
42:36tra l'Ucraina e la Russia, quindi credo che i risultati di quei negoziati davvero saranno
42:44esiziali per capire il modo in cui la situazione di sicurezza cambierà. Malgrado questo,
42:50il blocco europeo nella Nato dovrà assumere responsabilità di gran lunga maggiori per la
43:01sicurezza europea e nordica sul fronte nord della Nato. Non so se ho risposto a tutte le vostre
43:08domande. Grazie mille, non vedo altre domande. Ringrazio davvero per il contributo molto molto
43:20interessante e qualificato. Ci teniamo in contatto e faremo sapere del proseguo dei lavori. Grazie.
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