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  • 3 giorni fa
Trama
Frammenti di riprese, istantanee inedite e interviste a compagni di viaggio e di vita, costituiscono un omaggio a Massimo Troisi, attore, regista e produttore prematuramente scomparso, per celebrare quello che sarebbe stato il suo sessantesimo compleanno.
Trascrizione
00:00www.feyyaz.com
00:04www.feyyaz.com
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00:08www.feyyaz.com
00:09www.feyyaz.com
00:10www.feyyaz.com
00:12www.feyyaz.com
00:15Allora...
00:15Allora hai capito o no?
00:18Eh?
00:20Eh?
00:21Ma no, ma tu hai indeciso.
00:23Ricavi dai, hai capito?
00:25No. Ah.
00:27E tu...
00:28Tu ci piegherai una cosa.
00:30Segui però, non ti distratti.
00:33Capito?
00:33Segui amico, è facile, va bene.
00:39Io non credo essere ancora
00:41un regista cinematografico
00:44completo.
00:48Lo strumento, proprio macchina da presa,
00:51cinema...
00:52Credo che sia ancora una cosa abbastanza nuova,
00:54è abbastanza curioso,
00:55nel senso che sto ancora imparando,
00:58che sto ancora...
01:00cercando di riportare in ogni film che faccio
01:04quei 5-10 minuti che mi piacevano
01:06del film precedente.
01:07che...
01:09che...
01:20che...
01:36che...
01:37che...
01:38che...
01:39che...
01:42che...
01:43che...
01:45per me è ovvio fare del cinema,
01:47essendo figli di Ferroviere.
01:50E...
01:50infatti coliziano tutti i figli di Ferroviere
01:52suoi i messimi registi, no?
01:54Fellini, Antonioni, Zeffirelli, tutti figli dei ferroviere.
01:59Bertolucci?
02:00Bertolucci e figli dei trampieri.
02:02Comunque la stessa cosa, i ferrovi trampieri, dopo il lavoro, fanno questa cosa, ma è normale.
02:12Quello che fa partire il lavoro, diciamo, intorno a un'idea, è l'idea stessa.
02:22C'è l'esigenza di parlare o dell'amore o dell'amicizia, poi alla fine ogni volta tutto contiene tutto.
03:04Grazie a tutti.
03:36Nel cinema è un modo di lavorare su una sceneggiatura, di rivederla, di rilavorarci,
03:42perché, per esempio, quello che ho da dire non sia così importante.
03:48Devo convincere prima me stesso che vale la pena di raccontare un argomento,
03:53che sia l'amore, che sia la malattia, che sia l'amicizia, il potere,
03:56che dica non qualcosa di assolutamente nuovo,
04:00ma se il nuovo non c'è, sforzarmi di guardarlo da un altro punto di vista.
04:05La sua intuizione principale era quella di saper trovare il lato comico
04:13in qualsiasi aspetto della vita e nel riuscire ad evidenziarlo
04:20a chi pubblico non era in grado di vederlo.
04:24Massimo, ti chiedono di fare un film, facciamo questo film,
04:28ma in realtà, devo dire, nessuno di noi all'epoca aveva le competenze,
04:33era adatto a un progetto cinematografico.
04:36Fu qualcosa di folgorante, sia per me che per lui,
04:40anche per lui che era molto diffidente, era molto accorto,
04:44non era poi così disposto a fare cinema,
04:49insomma, poi lui era pigro,
04:52la sola idea di dover fare un film era per lui una fatica enorme.
04:57Massimo con Anna si mise a scrivere
04:59e alla fine uscì questo ricomincio da tre.
05:04Fa' me basta la fotografia, lei!
05:07Era quasi un bagno di sincerità, no?
05:10Per raccontare il mio disagio.
05:13Sono sempre un po' che...
05:14Agitato!
05:15No, sono un po' che mi sento troppo...
05:17Perché?
05:19Il fatto di non convivere bene con le regole,
05:25la società, la famiglia, tutte...
05:27Io ho pensato, appunto, di raccontarlo come qualcosa di unico, no?
05:32Ricomincio da tre è autobiografico senza volerlo essere,
05:38perché eravamo noi, eravamo io e Massimo che ci raccontavamo,
05:41però non erano le nostre vicende, erano le nostre tematiche.
05:44Sono sempre rimasto, appunto, molto fedele alla realtà,
05:48raccontata, però, spietatamente, no?
05:52Quindi vista, appunto, o da quel passo più in là,
05:56oppure da... dal fondo, guardate, proprio guardandosi quasi dentro, no?
06:03Nel momento in cui comincio a scrivere,
06:06che forse è la parte fondamentale, la parte più importante,
06:10è lì sono io.
06:13Fra di noi i ruoli non sono mai contati niente,
06:17quando si faceva il film di Massimo,
06:19nessuno ha pensato di fare un po' il film suo.
06:23L'esigenza era di raccontare quello che eravamo noi,
06:26ma non tanto in senso autobiografico,
06:30quanto nel senso del pensiero e del modo di essere,
06:36delle cose di cui discutevamo poi normalmente nella vita.
06:40Il direttore della fotografia veniva da me e diceva sempre,
06:43oh, ma che stiamo a fare qui?
06:44Qui non si capisce niente, questo parla in napoletano troppo stretto.
06:48Dicevano, sentite, ma è normale che l'audio sia così,
06:51perché non si capisce niente, soprattutto quando stanno tutti e due assieme,
06:55veramente si fatica a capire che stanno dicendo.
06:58Rispetto all'uso del napoletano, è quasi un fatto ideologico,
07:04era come la difesa, era anche lì forse non accettare le regole.
07:10All'inizio c'è quasi una forma di ermetismo dialettale,
07:13è così forte la componente dialettale,
07:16che si ha quasi l'impressione che lui la usi
07:19per esprimere l'incapacità di comunicare nei confronti della società.
07:24Se visto buona così va bene,
07:26se no non guardatemi, non prendetemi, ecco.
07:36Io forse in alcuni modi esagerando, estremizzando, sbagliando anche,
07:42mi ero addirittura, capito, incavonito,
07:45perché sarebbe stato troppo facile, capite,
07:48adeguarsi per entrare in un meccanismo
07:50che ti avrebbe dato sì successo,
07:54ti avrebbe dato la possibilità di esprimerti,
07:56però a condizioni.
07:58Non lo so, qualche scommessa di nivo, qualcosa.
08:02Ma non so cosa che si fanno in da sei ora, guarda.
08:04Infatti, tu vedi, le prime cose mie,
08:06si è in teatro, si è ricominciato da tre,
08:09sono molto più napoletane,
08:13ma perché a me davo l'idea
08:15che non avrei tradito solamente il dialetto,
08:18la mia cultura,
08:19ma avrei tradito anche le mie idee
08:21di voler fare delle cose diverse, no?
08:26San Gennaro, buongiorno.
08:29Non ci parlando con il frate, chissi?
08:31Era veramente meraviglioso andare a Torino,
08:34a Milano, nelle sale dove veramente non si capiva niente,
08:38e che la gente capisse di Massimo
08:40cose che non avevano a che fare con i vocaboli,
08:44che non avevano a che fare con la lingua,
08:45ma avevano a che fare con questa sua
08:48straordinaria capacità che aveva di comunicare.
08:52Si capivano di lui le cose che non diceva.
08:55Una sera andammo al cinema maestoso di Roma,
09:00che era un cinema che ci aveva 2.000, 2.500 posti.
09:05A certe battute, battevano i piedi per terra,
09:09si sentiva un rimbombo, una cosa terrificante.
09:13Lì capimmo proprio che il film era...
09:16aveva mazzeccato, insomma.
09:18Tutta la gente, diciamo, che ha regredato poi questo successo,
09:23anche enorme, diciamo, abnorme,
09:25era perché finalmente si sentiva quasi liberata, no?
09:28Si sentiva come probabilmente, non lo so,
09:32una seduta d'analisi.
09:33Io da produttore volevo...
09:36Volevo fare il numero uno, due, tre, cinque.
09:39Avrei voluto fare questo, ma lui era inamovibile.
09:43Ero sicuro di non essere, capite,
09:47il miracolo che volevano farmi credere,
09:49perché sapevo da dove erano nate quelle cose,
09:52sapevo quelle che avevo raccontato.
09:54Io sono andato quasi in cerca di un non-successo,
09:57di qualcosa che fosse più mio, di costrofobico,
10:00senza saperlo, però, scusate il ritardo per rivederlo,
10:03ma accorgo che è un po' chiusa anche quando è all'aperto,
10:06quasi sempre di notte, sempre pioggia,
10:10perché forse in quel momento era una voglia mia di nascondermi,
10:13anche in incapacità, forse,
10:15ad affrontare quelle che erano le prime abisaglie
10:19di un successo, quindi di un attacco al forte,
10:25che fino a quel momento avevo difeso anche troppo facimenti,
10:30perché nessuno attaccava.
10:31Lui non dava incontro al mercato del cinema,
10:33faceva un cinema per lui, insomma,
10:36un cinema che piaceva a lui,
10:37che poi il film faceva successo,
10:39è un altro discorso, perché lui è talmente bravo
10:41che riusciva a prendere la gente,
10:44gli spettatori, insomma,
10:45cosa che molti altri attori,
10:47registi non riescono.
10:4821, 3 seconda.
10:50Oh, c'è passaggio!
10:53Quando scrivo, quando penso,
10:55io lo faccio in napoletano,
10:56ma per un motivo proprio di ordine pratica,
11:01perché tutto mi viene più spontaneo, più celere.
11:04Ma mi dico, mamma figlia è una malattia,
11:06si canzolava, lo mostreva pipiare.
11:08Da certi meccanismi di comicità di cui parlavamo anche prima,
11:11non ci sarebbe arrivato in italiano,
11:14perché probabilmente in me sarebbe stato un processo
11:18che avrebbe avuto bisogno di più tempo.
11:21E quindi io scrivevo direttamente come lui parlava.
11:26La sua non era una recitazione continua,
11:29ma era una recitazione che continuamente
11:31si interrompeva, prendeva fiato.
11:34Io preferisco perdere una battuta,
11:36ma ripeterne una già,
11:38non è strana, però,
11:42perché a volte mi accorgo che ripeto qualcosa
11:44che non aveva significato prima,
11:46quindi a maggior ragione non ne avrà dopo.
11:48Invece, secondo me, ripetendolo tre volte,
11:50ha questo il significato di non sapere
11:52che cosa dire,
11:54ha questo il significato di essere sempre
11:56sulla linea di partenza.
11:58Mi ha in mente una cosa,
12:01capite, che,
12:02non lo so,
12:03io mi sto pensando in una parola alla fine,
12:05uno mi chiede, Massimo,
12:06ma che è?
12:10Soffrire questo personaggio
12:11non riesce a dire una cosa così ovvia
12:14in quel momento,
12:15e quindi mi pare che prepara di più il terreno
12:17per quando quella cosa non sarà ovvia.
12:19La città, la città.
12:21Lo stile tipico di Troisi
12:23è quello delle pause,
12:24dei puntini di sospensione,
12:26dei ritorni indietro,
12:27degli anacoluti,
12:28dei riavvolgimenti.
12:29Io credo che in fondo si possa dire questo,
12:31che Troisi fonde insieme
12:33due grandi tradizioni
12:35che erano poi tipiche
12:36della grande scuola di recitazione patenopea.
12:40Il naturalismo
12:41e quindi la capacità di riempire
12:43attraverso dettagli e movimenti del corpo
12:46la propria apparenza di realismo,
12:50e allo stesso tempo invece l'arte della parola.
12:53Per certezza si può dire
12:54che mette insieme
12:55la grande tradizione naturalistica di Edoardo
12:59con l'amore per la parola,
13:01per i giochi di parola alla Totò.
13:03Ho questo ricordo vago
13:05un po' di Edoardo,
13:06un po' di Peppino,
13:07che parlavano smuzzicato,
13:09che parlavano a cercare le parole.
13:12Un po' mi ero congeniale,
13:14perché nella vita parlavo così,
13:17nella vita dicevo la prima volta
13:20la cosa che diceva
13:21dicevo sottovoce.
13:22Se vedevo che non era una cosa
13:24che aveva scandalizzato,
13:26la ripeteva.
13:27Per me lui invece
13:29che aveva avuto il coraggio
13:30di uscire fuori così come era,
13:33era un mito.
13:34Ma solo per il fatto che
13:35non mi prendevano mai per i film,
13:37perché comunque ero troppo siciliana,
13:39aveva questo accento,
13:40mi facevano il verso.
13:41Prima pensavo che ero
13:42tra i miei difetti cinematografici
13:44come autore.
13:45Oggi non riconosco più invece
13:47i difetti,
13:47ma riconosco che è una cosa mia
13:50e che difendo perché
13:52è un modo mio di esprimere
13:54che mi piace.
14:41Massimo è sempre stato
14:45contrariamente a quello
14:46che può sembrare
14:48molto forte di carattere,
14:49ha sempre pensato
14:50di fare le cose sue
14:52senza interferenze
14:54e da parte della produzione,
14:57da parte del produttore.
14:58Io lo lasciai libero
14:59di fare quello che voleva,
15:01insomma,
15:01non sono intervenuto,
15:04se non in piccola parte,
15:07insomma,
15:07con consigli
15:08più che altro
15:09tecnicamente giusti,
15:13ma più di quello
15:15non si poteva fare.
15:15ormai Massimo era partito,
15:17aveva una sua
15:18una sua intelligenza
15:20difficilmente contestabile.
15:22mi preoccupa meno
15:24la regia tecnica,
15:26non per troppa sicurezza,
15:28il contrario,
15:29proprio perché è qualcosa
15:30sulla quale ancora
15:31non so riuscirà a incuriosirmi,
15:33la regia appunto
15:34della macchina,
15:35la preda delle luci.
15:36erano tutte cose
15:37che si lasciava fare
15:38dai collaboratori
15:41che gli avevano messo vicino,
15:43non era particolarmente
15:44interessato,
15:45perché era faticoso,
15:47era troppo faticoso.
15:49Io credo che si è registi
15:50molto di più
15:51quando si è a casa,
15:53quando si dorme,
15:54prima di addormentarsi,
15:55quando si parla con la moglie,
15:57quando si va in bagno,
15:59si è poco, poco registi
16:01sul set.
16:02Sul set si è molto più
16:04qualcuno che deve far funzionare
16:06un gruppo,
16:08qualcuno che deve fare in modo
16:09che delle persone
16:10si affezionino
16:12contemporaneamente
16:14a quello che lui già ha pensato,
16:16a quello che lui già ha
16:17nella sua mente.
16:19Quindi nel momento in cui
16:20lo crea cinematograficamente,
16:23è già passato,
16:24è qualcosa che già
16:25non puoi più rubargli,
16:27ma solo perché nella sua testa
16:28c'è una scena che ha già visto.
16:31Era impossibile
16:32non capire quello che voleva,
16:34e te lo faceva capire
16:35con una serenità,
16:36una semplicità,
16:38una...
16:39l'amore proprio.
16:42Ma non soltanto
16:43la serenità del set
16:44che si avvertiva
16:45come raramente
16:47si avverte su un set.
16:49Io non ho mai sentito
16:50urlare,
16:51non ho mai sentito...
16:53vedevo solo persone
16:54che ridevano.
16:55Lui dava lo stop,
16:57poi come sempre
16:57con grande delicatezza
16:59si avvicinava
17:00e diceva,
17:01Raffaele, guarda,
17:03già è venuto buono,
17:05ma non fa
17:06ma sta cosa
17:07che ti pensi,
17:08capite,
17:08che a mo'
17:10gli sa che
17:11non ti preoccupa,
17:11perché già
17:12è venuto buono.
17:13Sulla vista fa,
17:15non può più,
17:17perché...
17:17ma no,
17:18ma non ha cominciato
17:19a pensare che a fare
17:20gli sa che
17:20chi ha fatto l'attore,
17:21chi ha fatto...
17:23è solamente
17:23che già è venuto buono,
17:24ma la vista fa
17:25solamente un po' più,
17:26capite,
17:27ma no,
17:27ma no,
17:29una cosa...
17:30cioè,
17:30che siccome è già venuto buono,
17:32le ha fatto,
17:33come le hai fatte?
17:34Le ha fatto solamente
17:34che ad essere
17:35appena appena
17:36un po' più,
17:37e la cosa
17:38meravigliosa
17:38è che io capivo.
17:40Guarda,
17:40tu ti parla
17:41come uno
17:41che fai conto,
17:44diciamo,
17:44che vive
17:45tra Frosinone
17:46e Colleferro,
17:47mi fa, no?
17:48E io dico,
17:49e come parlano
17:50quelli che vivono
17:50tra Frosinone
17:51e Colleferro?
17:51io non lo so,
17:52diciamo,
17:55più verso Frosinone
17:56però che Colleferro,
17:57ho capito,
17:58ma se è chiaro,
17:59va bene.
18:00Lui non ti costruiva,
18:03voleva che tu fossi
18:04più possibile,
18:07più vicina,
18:08legata alla realtà.
18:09Sapeva perfettamente
18:10dove ti voleva portare,
18:11però in qualche modo,
18:13appunto,
18:14era sempre sottovoce,
18:15era sempre
18:17con un forse finale,
18:20probabilmente iniziale,
18:22non c'era mai
18:23questa autorità
18:24che traspariva.
18:25La mia cosa
18:26che mi rimproverava
18:26è che io,
18:27essendo dislessica,
18:28parlo veloce
18:30perché vado veloce
18:32e invece ho detto
18:32tu sei l'unica
18:33terrona che corre.
18:35Con gli attori
18:35avevo un grande feeling,
18:37era proprio,
18:38io ho fatto tanti film,
18:40ho visto tante persone
18:41dirigere gli attori,
18:42ma quello che faceva
18:43Massimo
18:44non l'ho mai visto fare
18:45a nessuno,
18:46era proprio,
18:47ti dava la voglia
18:48di recitare.
18:50Io sto male,
18:51io sto solo,
18:52capite,
18:52Vincenzo?
18:53Sto solo.
18:54Io non ce la faccio più,
18:56io penso sempre a loro,
18:57perché so che,
18:59che tutte le cose
19:00che io e lei
19:01ci raccontavamo
19:02quando stavamo insieme
19:03erano tutti...
19:09La scena sotto la pioggia,
19:12se uno la vuole vedere
19:13da un punto di vista
19:14tecnico di recitazione,
19:16è una scena
19:19complicatissima,
19:19non solo c'è l'acqua,
19:20non solo,
19:21è un unico piano sequenza
19:22nel quale
19:23l'inquadratura
19:24non cambia mai,
19:25è un carrello lunghissimo,
19:26non si può sbagliare.
19:28Io non c'ho un cane
19:29con il quale parlare,
19:30non c'ho un cane
19:30con il quale parlare,
19:31non c'ho un cane
19:32con il quale parlare.
19:33La scena non c'ho un cane
19:36con...
19:37cioè se sullevano un cane
19:38si pigliava un cane,
19:40non hanno svedese,
19:41cioè la scelta è stata precisa,
19:44o svedese,
19:45se no...
19:45È tutta una danza
19:47di tempi,
19:48dentro i tempi,
19:50con Massimo
19:51che fa una continuazione
19:54di mozzicature,
19:55di interruzioni,
19:56di discorsi ripresi.
19:58Stare là,
19:59stare dentro
20:00e dare come al solito
20:01una mano,
20:02ma dargli il tormento
20:04dei tempi,
20:05riportarlo a questo...
20:07a questo...
20:11debordare
20:12di sofferenze,
20:14di dolore,
20:14di pianto continuo
20:16e tenere tutti gli effetti comici,
20:18io, insomma,
20:19credo che
20:19solo con lui
20:21si poteva fare.
20:33cominciano le riprese,
20:35Massimo mi fa
20:37e mi chiede una cosa,
20:38una cosa proprio importante,
20:40siccome io non vado
20:41proprio dietro al copione,
20:43ci vado e dice com'è,
20:44no, io invento,
20:47se invento qualcosa
20:49che capisco
20:49che ti può far ridere,
20:51non ridere,
20:52perché se no,
20:52quando la rifaccio,
20:53non è mai bella
20:54come la prima volta
20:54che andrò a inventare,
20:55capito?
20:56La sfortuna
20:57di noi
20:58comprimari
20:59di Troisi
21:00è che quando lui
21:01partiva con le improvvisazioni
21:02cui tu non avevi provato
21:03e non sapevi
21:04e lui fa ridere
21:05e per cui ridevi,
21:07cioè per cui
21:07la maggior parte
21:08delle cose
21:10poi alla fine,
21:10insomma,
21:12andavano perdute.
21:12Quando tu recitavi
21:14con lui
21:14veniva
21:16tutto molto naturale,
21:18molto spontaneo
21:19come stiamo parlando
21:20noi adesso.
21:21E lui era molto dolce
21:22perché diceva sempre
21:23no, ma dillo come
21:25vuoi dirlo tu,
21:26però secondo me
21:26è meglio come l'ho scritto io,
21:27è più bello.
21:28Allora lui diceva
21:29no, allora lo dico
21:29no, tu dillo come vuoi tu.
21:31Poi si arrivava sul set
21:32e io lo dicevo
21:33come avevo detto io,
21:34provo un po' a dirlo
21:34come l'ho scritto io
21:35e diceva
21:36vedi che è più bello?
21:38Probabilmente anche perché
21:39avendo io
21:40un'idea precisa
21:42di come devono essere i dialoghi
21:44e quindi di come
21:45devono essere vissuti,
21:48dette le cose,
21:49per me è importante,
21:51devo dire soprattutto
21:52per i ruoli maschili,
21:54perché forse
21:55essendo più vicino
21:56a me
21:56quelli li faccio
21:57una certa facilità,
21:59insomma una certa
22:00tranquillità.
22:02Quelli femminili
22:03mi danno già
22:04un po' più di
22:05preoccupazione,
22:07insomma
22:07se quelle parole,
22:09quel concetto
22:10è espresso
22:11appunto in un modo
22:12naturale,
22:13normale
22:13oppure forzato.
22:15la sua ansia
22:16era lì
22:17perché
22:18forse aveva paura
22:20che attraverso
22:22la sua mediazione
22:24si indurissero
22:26in qualche modo
22:28perché alla fine
22:29questi personaggi femminili
22:31non erano mai
22:32dei personaggi femminili
22:34semplici
22:35ma erano sempre
22:36problematici
22:38quindi forse era questa
22:39problematicità
22:40che gli faceva paura.
22:42Era molto difficile
22:45mettersi
22:45nel corpo di una donna
22:47o nella testa,
22:48soprattutto nella testa.
22:50Lui diceva
22:51siete talmente
22:52complicate
22:53che poi alla fine
22:54non vale neanche la pena
22:55provare a capirvi.
22:57Da ricomincio da tre
22:58fino a
22:59pensavo fosse amore
23:00invece era il calesse.
23:02c'è stato un percorso
23:04attraverso i vari film
23:05sui sentimenti
23:07sul privato
23:08su che cosa significa
23:10poi dal punto di vista
23:11anche sociale
23:12e dei rapporti
23:13con gli altri
23:14avere un certo tipo
23:16di consapevolezza
23:17dei rapporti
23:18personali
23:19e sentimentali.
23:20Il pensavo fosse amore
23:22invece era un calesse
23:23c'è proprio la filosofia
23:24di Massimo
23:25sull'amore
23:26cioè un uomo solo
23:28per una donna
23:29non basta
23:30una donna
23:31per un uomo
23:31è troppo.
23:33questo uomo
23:35che si sente sempre
23:35inadeguato
23:36lui
23:37si è sempre sentito
23:39inadeguato
23:39vicino a una donna
23:40ma non tanto
23:41perché non si riteneva
23:43all'altezza
23:43ma perché
23:45in qualche modo
23:47lui diceva
23:48che una donna
23:48già standoti vicino
23:50in qualche modo
23:50è una richiesta vivente.
23:52I primi personaggi
23:54sfuggivano proprio
23:55alle responsabilità
23:57cioè buttavano lì
23:58una domanda
23:59e
23:59col gioco
24:01della comicità
24:02non rispondevano
24:03probabilmente
24:04gli ultimi
24:04nemmeno rispondono
24:06però
24:06si pongono il problema
24:08quindi
24:09attraverso il mio personaggio
24:11o gli altri
24:12che
24:12carfollano il film
24:14qualche risposta
24:16si piglia la responsabilità
24:17di darla.
24:18no?
24:26I primi due film
24:28sono stati
24:29due film
24:31in cui
24:31si raccontava
24:33la storia
24:34che
24:34si aveva
24:36in testa
24:37in quel momento
24:38e non poteva essere
24:39un'altra.
24:40Anche gli altri
24:41sono stati così
24:42però
24:43in qualche modo
24:44andando avanti
24:45nel percorso
24:45ci si rendeva conto
24:47che si stava
24:48facendo un percorso.
24:50Avevo affollati
24:52tanti di quei concetti
24:53che formavano
24:54un campo
24:55talmente grande
24:56che appunto
24:57non avevo avuto
24:57nemmeno modo
24:58di avventurarmi
24:59in certe cose
25:00però oggi
25:01forse
25:01con gli anni
25:02ho attraversato
25:03più il mio campo
25:05cioè
25:05sono andato a guardare
25:07anche la stradina
25:08di confine
25:09sono andato a guardare
25:10un territorio
25:11che era mio
25:11però forse
25:12prima
25:12conoscevo solo
25:13perché sapevo
25:14che era mio
25:14ma non l'avevo ancora
25:15visitato.
25:17A un certo punto
25:18il film
25:19che è stato
25:19raccontato
25:20in maniera consapevole
25:21è stato
25:22pensavo fosse amore
25:23invece era un calesse
25:25che è un film
25:25tutto sull'amore
25:26e che doveva
25:27concludere
25:28questo ciclo
25:30del racconto
25:31dei sentimenti.
25:33Tutto questo
25:34in una persona
25:35come me
25:36che era timida
25:38era insicura
25:39viveva il disagio
25:40di pensare
25:42che la parola
25:43potesse rivela
25:43solo le persone
25:44delegate alla cultura
25:46o delegate al potere
25:48e piano piano
25:49insomma ho dovuto
25:50poi accorgermi
25:51che ero
25:52poi diventato
25:53una persona
25:54che comunque
25:54esercitava un lavoro
25:56e quindi
25:57di volta in volta
25:58però ho imparato
25:59a prendermi
26:00la mia responsabilità
26:01e in un primo momento
26:02pensavo
26:03che fossero sempre
26:04gli altri
26:05a dover risolvere
26:06delle cose
26:07quindi forse
26:07perché si c'erano
26:08più domande
26:09senza risposte
26:10a dover risolvere
26:40e in un primo momento
26:40l'unico
27:10che stava
27:10e in un primo momento
27:22Io ho sempre visto nei film di Moretti qualcosa che per difetto non vedevo nei miei,
27:29cioè che avrei voluto capire da avere come tipo di racconto, sintesi, proposta proprio cinematografica.
27:36Questo meccanismo di complessità della recitazione, originalità dell'espressione, semplicità del cinema
27:43è un meccanismo molto simile anche in un autore completamente diverso di lui per formazione e naturalmente per poetica come
27:50Moretti,
27:50ma il meccanismo è per certi versi piuttosto semplice.
27:53L'idea di svuotare il cinema dei suoi elementi forse anche più euforici, più spettacolari, visivamente più attraenti,
28:03per concentrarsi esattamente su ciò che un corpo ha da dire, un soggetto e la capacità di passare a un
28:10pubblico più ampio possibile
28:12tutto questo attraverso per l'appunto lo spettacolo di ciò che un corpo può fare da solo in scena.
28:18Io penso che avevo fatto questa scelta perché mi pareva l'occasione di poter parlare, di poter esprimere tante cose,
28:26penalizzando un panorama, penalizzando una passeggiata, penalizzando lo scoppio di una macchina o un inseguimento.
28:36La nascita dell'esterno mediterraneo è proprio la conclamazione dell'autonomia intellettuale di Massimo.
28:45So che sono un po' figlio di una legge speciale, come molti miei colleghi tra l'altro,
28:51nel senso che sono venuti fuori in un momento in cui anche chi aveva gli strumenti poi non sapeva che
28:58farsene,
28:59per cui probabilmente c'è stata da parte della gente un'accettazione al di là dello strumento che era il
29:07cinema,
29:07per accettare dei discorsi.
29:10Nell'86 Massimo si convinse che poteva essere anche lui stesso partecipe alla società di produzione
29:19in cui eravamo soci Berardi, Massimo ed io e siccome il primo film, il primo contratto che Massimo firmò con
29:30Berardi
29:30lo firmò all'uscita di un ristorante a Napoli, alla riviera di Chiaia.
29:36Stavamo in macchina io, lui e Gaetano a Napoli e stavamo vicino all'esterno dell'albergo mediterraneo.
29:45Appunto dovevamo decidere questa società come farla, che nome dargli.
29:50Massimo pensò che era giusto chiamarla esterno mediterraneo,
29:54visto che il primo contratto concreto si era concluso proprio su un esterno mediterraneo.
30:06Il primo film prodotto dall'esterno fu Le vite del Signore sono finite.
30:11Che state scrivendo voi? Io vi sto vedendo dall'inizio che sto venuto qua, che state scrivendo.
30:18Scrivete tutte le cose poi piccole, tutte le cose brevi, due parole.
30:23Primo giorno, prima scena, treno. Mi ricordo Massimo, l'ha recitata in un moto.
30:27Poesia.
30:28Noi stavamo sul treno, era la conoscenza di Camillo e Orlando,
30:33e lo recitò a modo suo, come era Massimo, con tenerezza.
30:38E eravamo tutti e due sulla stessa onda.
30:42Mi ricordo che Massimo alla fine del ciacca ha fatto, no, no, no, rifacciamola che ho sbagliato.
30:47Voi siete, sempre per carità, siete un'intelligente.
30:53Come persona, voglio dire, siete un'intelligente.
30:56Ma che significa intelligente?
30:58L'ha rifatta in tono più aggressivo.
31:00Dice, perché Massimo, tu sei Orlando e sei questo personaggio dalla vena malinconica.
31:05C'è io invece dovevi essere più aggressivo.
31:06Intelligente, che signore?
31:07Intelligente, cioè, sta gente intelligente, gente ignorante, no?
31:11Allora sto dicendo, voi, perché ho visto che leggete, scrivete, fate, allora...
31:16Non è un'offesa, avete capito la domanda?
31:20Sì, certo, so scrivere, leggere.
31:24Perché Massimo ci teneva proprio a mantenere la mia vena malinconica,
31:28il mio modo di riciclare in quel modo,
31:30e il suo modo invece scoppiettante, aggressivo di Camillo.
31:33Non c'erano ragionamenti o scelte fatte in funzione di una soluzione produttiva.
31:40Aveva l'opportunità di girare il film nel modo e con i mezzi che più gli piacevano,
31:48perché comunque l'esterno mediterraneo è nata per produrre i film di Massimo.
31:55L'idea di produrre film di altri autori era anche perché comunque esisteva una struttura produttiva
32:01che comunque Massimo poi tra un film e l'altro ci metteva un po' di tempo,
32:04non era di quegli autori che fanno un film all'anno, tra un film e l'altro comunque aveva la
32:12vita.
32:13Mi diverte a dirige, a pensare alla storia e tutto, insomma.
32:18Scrivere qualcosa che mi sembra nuovo nel senso, come dicevamo prima, spostato, no?
32:24Mi dà talmente una carica d'emozione, di coinvolgimento,
32:29che io la consumo nel senso che la notte non dormo.
32:33Cioè io non è che non dormo se non mi è venuto niente o se non ho idee.
32:39Io non dormo se ce l'ho, se mi è venuto.
32:41I film di Massimo non avevano il proposito di essere delle commedie
32:47o di avere la struttura di una commedia.
32:50Erano dei racconti, erano degli approfondimenti sui personaggi, sui sentimenti.
32:58Ci sono state altre situazioni in cui Massimo si è riproposto,
33:02per esempio in Non ci resta che piangere con Roberto Benigni.
33:08Invece l'idea era proprio quella di fare un film che facesse molto ridere
33:13e di fatto ci sono riusciti.
33:15Ridevano molto anche durante la scrittura del film.
33:21Io non l'ho scritto, però c'ero quando scrivevano, anzi quando non scrivevano,
33:26perché giocavano, si prendevano in giro, perdevano tempo.
33:32E tutto questo ha creato questa intensità comica del film.
33:37Il titolo era provvisorio, però a me provvisorio non mi piaceva.
33:41Lui insisteva di intitolarlo provvisorio, però mi sembrava tutto come il titolo.
33:45Cagliato in Non ci resta che piangere.
33:46Sì, provvisorio era proprio tutto, dice Massimo Tullisi e Roberto Benigni.
33:49In provvisorio.
33:50È brutto, sì, veramente.
33:51Allora io...
33:52Allora abbiamo fatto...
33:53Poi è venuto fuori che il definitivo era più bello,
33:56Massimo Tullisi e Roberto Benigni il definitivo suonava meglio.
33:58Abbiamo scelto per definitivo.
34:01Anche gli altri film suoi poi li ha scelto per definitivo.
34:04Sì.
34:09Sì.
34:09Quando riguarda il fatto spettacolare, dà molta soddisfazione.
34:14Non come Non ci resta che piangere, che è comico, sei contento di dare tanto,
34:19di essere generoso sulla comicità.
34:22Però dovessi scegliere, come poi scelgo,
34:25e dopo mi sento più in pace con me stesso quando racconto le altre storie.
34:33Il Non ci resta che piangere.
34:34C'è anche quel gusto, per esempio, finalmente, diciamo,
34:39che probabilmente non si trova né completamente né nel cinema di Troisi,
34:42né nel cinema di Benigni.
34:43Di giocare con il cinema, con i costumi, con il montaggio,
34:48con le scenografie, anche per certi versi con le inquadrature.
34:52C'è un'esculzione delle capacità di inquadrature forse più ampia
34:55di quello che si trova nei loro film stessi.
35:12Sì, pronto?
35:14Sì, chi è?
35:15Ma su Pino, alza.
35:16Caetano, un attimo te lo passo, stiamo registrando.
35:21Ok, Caetano.
35:23Pronto?
35:32E ci vuole un documento per me.
35:56Raccontandomi ho sicuramente raccontato anche la mia famiglia,
36:00ho raccontato i miei amici nel mio paese,
36:03le aspirazioni, Napoli, la curiosità di guardare oltre.
36:09C'è una voglia di raccontare qualcosa di vero
36:13e quindi è inevitabile che ci sia anche dell'amarezza,
36:17della sofferenza, della tristezza,
36:20cioè che ci siano degli aspetti che fanno parte della vita
36:24e che si associano all'allegria, alla voglia di ridere,
36:29anche alla voglia di trasformare il dramma in commedia.
36:36C'è che ha poco senso raccontare la felicità o la contentezza.
36:43Nello sviluppo di una storia ci sono sicuramente,
36:46però raccontare una storia felice o insomma qualcosa che si è risolto
36:51nel momento in cui lo viviamo al presente,
36:54mi suona falso, no?
36:55Cioè non saprei raccontare, capito, un'ora e mezza, due ore di felicità.
37:00O forse dovrei raccontare in un'ora e mezza cinque minuti di vita.
37:04L'ironia serve a far arrivare un messaggio in maniera più morbida
37:10e quindi più accettabile.
37:12A volte il dramma è troppo forte e quindi non lo si ascolta
37:20perché è intollerabile.
37:22Ho cercato sempre di essere fin troppo sincero, no?
37:27E ho trovato che secondo me poteva essere divertente.
37:31Ho la sincerità assoluta, no?
37:34La lealtà proprio con te stessi.
37:36Troisi si difende comicamente da qualcosa di drammatico,
37:39però allo stesso tempo comunica allo spettatore qualcosa di puro,
37:43probabilmente direbbe lui, no?
37:44Di autentico, no?
37:46L'idea è che quella è una cosa a cui tiene tantissimo.
37:48Ed è questo un autore, no?
37:50Quello che ti porge qualcosa che per lui è così importante
37:53da non poter essere condiviso con il massimo numero di persone.
37:56Io come autore, come persona, diciamo che l'autore secondo me
38:01è inquinato dalla persona, che è una persona di non facile entusiasmo
38:06e che brucia in pochissimo tempo le gioie, le felicità.
38:13Lui aveva, come dire, paura che un attore dicesse troppo, facesse troppo
38:22e per questo ti focalizzava molto sulle pause, perché diceva che nella pausa
38:27c'è l'emozione che tu stai dando e poi dici la frase, che però è la pausa
38:35quello che conta, sono i silenzi, no?
38:36Cioè nel silenzio c'è più che in qualunque parola.
38:39Non c'è nulla che puoi dire per spiegare qualcosa che esprimi quando stai in silenzio.
38:45Questo è... è vero.
38:48Credo che serva scandire un tempo, anche d'ascolto, perché so che poi quando parlo
38:56se veramente vuoi confrontarti con qualcuno c'è il momento in cui o rifletti
39:01o fai silenzio già solo proprio per ascoltare l'altro
39:05e credo che nel cinema forse i grandi film, dei grandi autori che si sono posti
39:12il problema della scansione del tempo, credo che abbiano un loro valore.
39:16Anche quando stava lì, che pensava, quando doveva scrivere le sue metafore
39:21che poi sono le parti più belle del film, no?
39:24Perché poi comunque quelle parti le continui a rivedere e ancora oggi fanno sorridere,
39:28fanno pensare, perché siamo tutti un po' così, no?
39:30Quando non sappiamo, quando la passione è talmente grande
39:37ti rendi conto che nel silenzio trovi quella grandezza, però non riesci a trasferirla nelle parole
39:43perché le parole comunque sono sempre... limitano, secondo me, anche il sentimento.
39:49Questo personaggio di Postino, così legato alla poesia, al romanticismo, all'amore,
39:54l'idea che il massimo di purezza del personaggio di Troisi
39:58Troisi lo raggiunge quando pensa, racconta e mostra a se stesso
40:03come una persona che se rifiuta la società
40:06è però fortemente attratto dall'idea di poter condividere con gli altri
40:11oltre che con la propria sensibilità, la forza e l'intensità dei sentimenti, no?
40:17Il carisma e la passione vanno al di là delle parole, le parole sono un mezzo per comunicare
40:23ma poi le parole se ne sentono talmente tante e quello che ti resta è talmente poco
40:28che in realtà vale quello che tu dai, vale l'energia che resta, che è rimasta di massimo attraverso il
40:37film.
40:37E non è poi importante capirti, ma anzi, molte volte è molto più divertente leggerti,
40:43cioè leggere quello che scrivono, sentire dei pareri, per esempio qua io ho trovato delle cose
40:50delle chiave di lettura che mi sono piaciute, no?
40:53Che se ci penso a freddo, di avverso, non riusciti a scoprire sta cosa, no?
40:59Che è dentro di me o era nel momento in cui l'ho fatto, no?
41:03In effetti nella nostra scrittura c'è stato questo filo che si è concluso con il calesse
41:10e che con il postino ha aperto un nuovo percorso che poi non si è potuto percorrere,
41:16che anche lì partiva in maniera inconsapevole, c'era solo la consapevolezza di un interesse
41:24nei confronti di altre tematiche e poi piano piano sicuramente avrebbe trovato una sua strada.
41:32Questo era un diario che io regalai a Massimo il giorno che abbiamo cominciato le riprese
41:36ed è un diario di bordo, nel senso che abbiamo scritto questo diario,
41:40ce lo passavamo durante le riprese per commentare, per comunicare queste famose cose
41:47che lui magari non riusciva a dire.
41:49Mi faceva piacere soltanto leggere questa frase che io dedico a lui
41:53ed è una frase di Rainer Maria Ril, che dice così
41:57di Angelo e Marionetta, allora sì che c'è spettacolo.
42:04Secondo me Massimo è proprio questo, è una persona che nonostante il successo,
42:11nonostante la sconfinata cultura è rimasta pura, è rimasta semplice
42:16e dall'altra parte è la Marionetta perché poi alla fine tutto il suo essere artista,
42:23tutto il suo essere attore, tutto il suo essere napoletano è appunto essere una Marionetta.
42:31Voglio male
42:35E quarta notte mi alzo pane
42:41E sigaressa buona sana
42:45E non mi sposta e resta sotto a mu guardare
42:53Voglio male
42:55Voglio male
42:58Che morandica e chiunca
43:00Ma tu sai ci può fare male
43:07E per sognare poi qualcosa di vero
43:11Era questa ricerca assoluta della purezza
43:15Massimo ci ha abituati a cercare all'interno delle soluzioni, dei punti di vista che erano assolutamente straordinari
43:24Ha spostato in avanti, come dire, l'assicella per tutti quanti noi
43:28Ci ha costretto a saltare molto più in alto di quanto mai avremmo saltato
43:33E ci ha abituati a un progetto d'arte e di vita e di stare insieme ma in maniera veramente
43:42epica ed etica
43:44Non avere una sola verità, no? Non vedere le cose in un solo modo
43:51O forse spostarsi quel poco per cui la gente si riconosce
43:56E fa poca fatica a fare con te quel passettino
43:59Perché probabilmente se tu dicessi una cosa rivoluzionaria
44:02Forse resti troppo avanti
44:04Forse cercheresti di far passare delle cose che passeranno comunque
44:09Ma forse, capito, negli anni
44:13Esercitare il cervello, l'intelligenza, la mente
44:16A guardare appena appena da un po' più in là
44:19È facile che poi chi ascolta, chi ti vede, si riconosce in qualche modo, no?
44:31Con un piccolo sforzo, con un piccolo, piccolissimo movimento
44:38Ritrovarsi, non solo
44:49Voglio male
44:53E quarta notte mi alzo qua
44:59E sigaresso buona sana
45:02E non mi sposta e resta sotto a me guardare
45:07E non mi sposta e resta sotto a me guardare
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