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  • 22 ore fa
Le vie del Signore sono finite è un film del 1987 scritto, diretto ed interpretato da Massimo Troisi e vincitore di un Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura.

Trama
La storia si svolge in epoca fascista. Camillo, un barbiere di Acquasalubre, soffre d'una malattia psicosomatica, di isteria da conversione: ha infatti perso l'uso delle gambe senza avere tuttavia alcuna lesione organica e il suo medico ne indica la causa nell'amore finito tra lui e Vittoria, una ragazza di origine francese da tempo residente in Italia.

Nel treno di ritorno da Lourdes, Camillo conosce Orlando, che è realmente paralitico. I due chiacchierano, e Camillo gli parla del suo medico, che gli fa anche da psicanalista il quale è seguace e ammiratore di un certo Sigmund Freud, che però non legge le sue lettere, perché cestinate da una cameriera che, memore della sconfitta dell'Austria nell'ancora recente prima guerra mondiale, ha in odio gli italiani.

Qualche giorno dopo, Camillo scopre che Vittoria s'è fidanzata con un altro, un francese di nome Bernard, ma lei non ha interrotto i rapporti con Camillo, dato che s'incontrano ancora. Dopo il loro incontro, Bernard lo scopre e litiga con Vittoria, poiché non sopporta che lei l'incontri ancora dopo essersi lasciati. Per la gioia d'un loro possibile riavvicinamento, Camillo guarisce e ritorna a camminare, ma decide di tacere della sua guarigione per non dare un dispiacere a Orlando e rovinare l'amicizia, rivelandolo solamente a Vittoria e al proprio fratello Leone, anche lui barbiere e anche lui anima in pena che, come ammetterà alla fine, esiste solo per accudire il fratello malato.

Per tentare di fare uscire Orlando dal suo profondo stato di solitudine, Camillo organizza con Vittoria un incontro in cui finge d'incontrare casualmente la ragazza, accompagnata dall'amica Anita che, secondo Camillo, s'avvicinerebbe ai gusti di Orlando, allo scopo di favorirne un'eventuale relazione. Anita si dichiara però fervente ammiratrice del Duce e abbandona disgustata la sala da tè dopo una battuta di Camillo su Mussolini. Orlando, inoltre, invece che d'Anita, s'innamora di Vittoria e lo rivela all'amico. Qualche giorno dopo, vedendolo per caso uscire dalla vasca da solo, Orlando scopre la guarigione di Camillo.

Il giorno dopo, Camillo si reca a Roma per brevettare due lozioni di sua invenzione, una contro la calvizie ed una contro il dolore, ma il gerarca fascista che presiede l’ufficio brevetti lo arringa, quasi con disprezzo, dicendo che secondo il duce (che era calvo!) la via della salvezza è “segnata dal dolore e dalla sofferenza”. Quindi Camillo ritorna deluso ed amareggiato al paese. Al suo ritorno verrà arrestato a causa della battuta rivolta ad Anita, che ha fatto la spia e ha mandato una spedizione punitiva. Rimarrà in carcere due anni, dove si riammalerà di nuovo. Uscirà grazie a Orlando, nel frattempo diventato un importante funzionario del partito.
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