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  • 4 giorni fa
ROMA (ITALPRESS) - Nella ventiduesima puntata di "Diplomacy Magazine - Il racconto della geopolitica", il format tv dell'Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Daniele Ruvinetti, Senior Advisor della Fondazione Med-or. L'ambasciatore Giampiero Massolo nella rubrica "Realpolitik" parla dei temi caldi della geopolitica in vista dell'imminente 2026, mentre Ettore Sequi in studio fa il punto sull'Ucraina e su Gaza.
sat/azn

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Trascrizione
00:00Benvenuti da Claudio Brachino a questa puntata speciale di Diplomacy Magazine, il racconto
00:16della geopolitica, perché speciale? Perché come spesso accade non abbiamo un paese ospite
00:22protagonista, ma facciamo una puntata su dei temi, in questo caso il tema inevitabile, noi
00:28avendo cominciato con questo nuovo format del multimediale di Italpress a febbraio, ogni
00:33due settimane vi abbiamo raccontato non solo i pesi, ma anche quello che succede nei temi
00:38della geopolitica e il nostro Ettore Francesco Sequi, che saluto e ringrazio collegato da
00:44Roma e sono a Milano per la sua presenza costante e per il contributo intellettuale che ci ha
00:48dato, però lo farò poi alla fine facendo gli auguri, apre la puntata nel solito quarto d'ora
00:55con me dicendoci che cosa pensa di questo 2025, se lui come ambasciatore va a casa la sera
01:00e si guarda allo specchio non ci dica le sue riflessioni private, non quelle morali, ci
01:08dica solo quelle geopolitiche, ma è stato un anno in cui a forza di fare, a forza di parlare
01:13su almeno i due grandi temi, se andiamo per ordine, Ukraine e Gaza, abbiamo portato a casa
01:18qualcosa o no, cominciamo dall'Ucraina. Questo è certamente un anno che è stato all'insegna
01:26direi del disordine mondiale, disordine mondiale perché abbiamo avuto varie crisi, le due crisi
01:36maggiori, chiaramente l'Ucraina e Gaza, cominciamo da Gaza. Abbiamo assistito a un tabù che si è
01:45rotto e cioè l'attacco israeliano contro l'Iran, questo è un tabù che direi segnerà
01:55l'anno che si sta per concludere. Gaza purtroppo abbiamo fatto dei passi avanti ma non così
02:02sostanziali come avremmo voluto, nel senso che siamo arrivati a una cessazione più o meno
02:09dei combattimenti, salvo qualche attività militare frizionale. Siamo arrivati a un piano
02:16che però si è impantanato alla prima fase di questo piano, cioè il cessato il fuoco e
02:21sono ancora aperte tutte le questioni più importanti che vanno dal ritiro completo israeliano
02:27da Gaza, che riguardano il disarmo di Hamas, che riguardano in prospettiva la ricostruzione
02:33sia naturalmente strutturale, infrastrutturale, ma anche politica, direi perfino morale di
02:41quest'area e che è strettamente legata naturalmente al tema della Cisgiordania. Ci siamo impantanati
02:48anche su questo perché ci sono voci, come dire, discordanti sulla creazione di uno Stato
02:54palestinese, paesi arabi e arabia sodita lo vorrebbero, mettono in qualche modo una condizione
03:02per l'estensione degli accordi di Abramo e chi in realtà non lo vuole, per esempio
03:08il governo israeliano e direi gli stessi Stati Uniti. Quindi qualche passo avanti si è fatto
03:13ma direi che la situazione è a livello certamente di stallo.
03:18Beh, insomma, non è una considerazione felicissima, da adesso tu l'hai spiegato mille volte,
03:26andando più nell'analisi, ti aspetti uno sviluppo, visto che Zelensky ha fatto delle
03:33aperture, Putin continua ad essere molto rigido, Trump punta nel 2026 al Nobel per la
03:39pace, i critici di Trump dicono che Trump è semplicemente un confusionario, l'Europa
03:46si sa, insomma, l'abbiamo analizzato mille volte, un po' guarda, un po' il gruppo dei
03:50volenterosi, l'abbiamo definito qualche volta un format, quello dei volenterosi, quasi una
03:55nuova governance nella governance, anche perché è dentro la Gran Bretagna che non è nell'Unione
04:00Politica Europea, noi italiani stiamo anche lì un po' alla finestra, ma insomma in tutta
04:05questa situazione, cominciamo da Lucania, dobbiamo aspettarci qualcosa, quindi oltre ai bilanci
04:09ci andiamo a vedere un po' il 2026, nel 2026, a febbraio 2026 sono 4 gli anni della guerra,
04:19cominciasse una guerra lunga, con tanti morti, tanta distruzione e tanti tentativi falliti
04:25dalla diplomazia, alcuni erano falliti quasi in partenza, qui insomma ci si sta provando
04:32in qualche modo. Sì, e anche qui direi che il bilancio certamente del 25 è un bilancio
04:38che segna qualche piccolo progresso, però complessivamente non è brillante, siamo quasi
04:45a 4 anni come giustamente ricordavi e tra poco, spero, non vogliamo battere il record
04:52della seconda guerra mondiale, però devo dire che ci stiamo avvicinando. Ci sono dei passi
04:59avanti perché quantomeno si è messo in chiaro quelli che sono veramente i punti cruciali
05:04su cui bisogna trovare un'intesa e sono sempre i soliti poi alla fine, rinunce territoriali
05:10dell'Ucraina, questione delle famose garanzie di sicurezza e poi in prospettiva tutto quello
05:17che serve per la ricostruzione dell'Ucraina e anche l'utilizzo di, o il non utilizzo meglio,
05:28dei fondi, degli asset russi che sono bloccati in Europa, ma l'utilizzo di un diverso strumento
05:36per poter finanziare nel 26 e nel 27 l'Ucraina, sono uno degli aspetti che poi ancora va definito.
05:44Quindi quello che ci possiamo probabilmente aspettare è questo, dei progressi o delle evoluzioni, meglio,
05:53nel negoziato che saranno dettate anche se non soprattutto dall'andamento delle operazioni militari,
05:59quindi dalla situazione sul terreno. Oggi ancora il negoziato non viene raggiunto perché le posizioni
06:05sono estremamente distanti tra Russia e Ucraina, perché il costo politico di sedersi al tavolo,
06:15o meglio, il costo politico di raggiungere un accordo è ancora superiore, malgrado tutto,
06:20al costo politico di continuare a combattere. Certamente non potrà durare così, tutti e due i paesi
06:27sono abbastanza allo stremo, sotto vari profili, militare, economico, sotto il profilo, in certi casi
06:35anche, vediamo delle crepe qua e là, della tenuta interna e di questa impazienza strategica
06:42di Trump che sempre più convintamente cerca di portare le parti a intendersi, questo soprattutto
06:52in qualche modo a discapito dell'Ucraina. Con, un'ultima considerazione, un'Europa che cerca
06:58di hissarsi al tavolo negoziale anche con questo meccanismo dei volenterosi. Quello che dovremo
07:05vedere nel nuovo anno sarà se il meccanismo dei volenterosi, che già in qualche modo discute
07:13sulle garanzie di sicurezza, si consoliderà anche all'interno dell'Unione Europea, perché abbiamo
07:19dei volenterosi anche all'interno dell'Unione Europea, l'approvazione di un prestito a favore
07:26dell'Ucraina, si è verificato con la non partecipazione di alcuni paesi e i volenterosi
07:34in questo caso sono stati 24 su 27, vediamo se continuerà o no.
07:39Senti, invece con quanto riguarda il Medio Oriente, pensi che ci saranno sviluppi sul destino
07:44politico di Netanyahu, sull'idea di arrivare prima o poi a una soluzione dei due stati per
07:50due popoli, di questa governance su Gaza che non si capisce qual è sul mondo palestinese,
07:56tra un'autorità palestinese oramai reputata vecchia, su una massa che non si capisce se
08:00disarma, su grandi nomi, anche dalla politica internazionale che non si sa se ci stanno
08:08o non ci stanno, mi sembra una situazione un po' confusa, non so se si riesce a fare lì
08:12una previsione a breve termine almeno, ovviamente.
08:16Se la nostra previsione deve essere al 2026 direi che possiamo considerare alcune cose,
08:23il 26 sarà per certi aspetti un anno elettorale, ad esempio in Israele, ad esempio negli Stati
08:33Uniti con le elezioni in mid term, sarà un anno in cui anche queste campagne elettorali
08:39influiranno in un modo o nell'altro, direi, probabilmente sarà un anno elettorale anche
08:45in Ucraina, sappiamo che c'è questa pressione russa affinché ci siano elezioni e non solo
08:51russa.
08:53Quindi io credo che per tornare al Medio Oriente ci saranno certamente un'influenza di queste
09:00tornate elettorali. Certo è che la situazione dei due Stati si complica sempre di più ogni
09:10giorno che passa, è dell'altro giorno che ci saranno dei nuovi insediamenti in Cisgiordania,
09:16quindi noi sappiamo che più si erode la Cisgiordania più è complicato creare uno Stato
09:21palestinese. Quindi quello che ci possiamo credo legittimamente attendere in Medio Oriente
09:28è che ci sia una progressiva pressione affinché il piano Trump approvato da tutti gli altri
09:39sia da tutti gli altri attori medievidentali proceda e vada avanti. Certo non è facile
09:46ma il mio timore è che i due Stati non li vedremo certamente nel 2026, se mai li vedremo.
09:54Un ultimo capitolo se ne parla sempre, se ne parla sempre troppo poco, diciamo l'aspetto
10:00della geopolitica del Pacifico come si dice, l'interesse di Trump per la Cina, la Cina e
10:05Taiwan, insomma un mondo che non si tocca per ora, però insomma quella parte lì del mondo
10:11prima o poi forse ce la dovremo occupare, che dice l'ambasciatore?
10:15Direi di sì perché in realtà quella parte del mondo sta influendo pesantemente su di noi,
10:21di già. Pensiamo ad esempio al discorso dei Dazi, c'è stata una dinamica tra Stati
10:29Uniti e Cina in termini di Dazi che ha avuto degli alti e bassi e dei momenti anche molto
10:36difficili. Pensiamo alle contromisure cinesi che hanno colpito non soltanto gli Stati Uniti
10:41ma direi tutto l'Occidente in materia di controllo dell'esportazione di terre rare e pensiamo
10:48anche a un interessante fenomeno che riguarderà molto probabilmente l'Estremo Oriente ma sta
10:55già riguardando il resto del mondo che è quello della tendenza ad andare verso aree
11:00di influenza in cui un'area di influenza conclamata, chiarissima e sono le Americhe per gli Stati
11:07Uniti, i russi che stanno cercando di creare una propria area di influenza in Europa e i cinesi
11:14che sempre più assertivamente vogliono creare un'area di influenza in Estremo Oriente che
11:24comprenda soprattutto Taiwan dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista di quelli
11:30che sono i passaggi delle merci cinesi attraverso lo stretto di Taiwan, quindi per questo è importante
11:38controllare Taiwan e arrivare all'oceano. Tutto questo sta provocando, e anche questo ci interessa
11:45molto da vicino, una reazione del Giappone con cui i rapporti con la Cina sono assolutamente ai minimi
11:52storici, dell'India che cerca di giocare su due tavoli e cioè rapporti certamente con l'Occidente
12:03di carattere economico ma guarda nel momento in cui ci sono problemi con l'Occidente e soprattutto
12:10con gli Stati Uniti che guarda con grande attenzione anche agli altri alleati o meglio agli altri potenziali
12:17partner in Asia. Quindi direi che in estrema sintesi quello che vedremo nel 2026 sarà la ulteriore
12:28manifestazione di un disordine geopolitico che abbiamo già avvertito nel 2025. Siamo entrati
12:35nell'epoca del nuovo disordine globale e credo che questa tendenza si consoliderà anche nel 26 in tutti i vari
12:44scenari che in questo momento abbiamo esaminato.
12:48Allora, ambasciatore Ettore Francesco Segui, ti ringrazio come sempre per la disponibilità, per la professionalità,
12:54per la grande chiarezza e ti ringrazio al nome non solo mio ma anche del direttore responsabile
12:59di Borsellino di tutte le Italpress per la prestazione intellettuale di questo 2025 in Diplomacy Magazine
13:07che guarda già con questa puntata, quindi lo dico già, un format riconfermato per il 2026.
13:13Ti auguro anche buon anno, penso che mi sembra corretto, invece personalmente ripeto al nome
13:18di tutte le Italpress, va bene, si può fare.
13:21Grazie, molti complimenti per l'azione di informazione che Italpress sta facendo e molti auguri a tutti i nostri
13:30ascoltatori. Devo dire che Italpress, con questo Diplomacy Magazine, ma anche con il resto,
13:37visto che abbiamo 30 secondi, li uso per questo, sta facendo una opera veramente importante.
13:43C'era un famoso filosofo Norberto Bobbio che sosteneva che la democrazia ha bisogno non solo
13:52di persone con opinioni, esige non solo persone con opinioni ma soprattutto persone informate.
14:01L'attività di informazione è fondamentale anche per la democrazia, quindi complimenti.
14:06Grazie, adesso pochi giorni fa il direttore Borsellino ha firmato un accordo con l'agenzia di stampa
14:11importante cinese, questo per dire che Italpress guarda il mondo e fa accordi editoriali, ovviamente
14:18intellettuali anche con i colleghi di tutto il mondo per portare ovviamente le informazioni
14:23nostre nel mondo e del mondo da noi. Per cui con questo format un po' l'iceberg di questa
14:29attività. Grazie ancora all'ambasciatore Segui, buon anno ancora una volta e ci vediamo invece
14:35la Realpolitik per l'ultima volta nel 2025, abbiamo con lo sguardo sul 2026 dell'ambasciatore
14:41Gian Piero Masolo che anche lui ovviamente, non direttamente ma indirettamente, ringraziamo
14:46per essere stato con noi e per aver dato la sua prestazione intellettuale qui a Italpress.
14:51Vediamo!
14:56Com'è stato l'anno che si chiude e quali possono essere le previsioni per l'anno prossimo?
15:02Nel bene o nel male è stato l'anno di Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti è arrivato
15:09con una forte carica e una forte determinazione a condurre un programma di cui non aveva fatto
15:16mistero nella campagna elettorale e per di più assecondato da una squadra, non come la
15:22volta precedente che lo indirizzava e cercava di incanalare i suoi programmi ma che lo asseconda
15:30pienamente. È stato un anno marcato dalla sua personalità e ha avuto un tema dominante,
15:38questo tema dominante è stato rovesciare l'ordine internazionale per renderlo più funzionale
15:45agli interessi degli Stati Uniti. In campo economico, perseguendo una politica di dazi,
15:52soprattutto lottando contro lo sbilanciamento dell'interscambio commerciale degli Stati
15:58Uniti, come se poi il fatto che gli americani consumino più di quanto producano e più del
16:05loro reddito fosse in qualche modo colpa altrui, ma anche sul campo geopolitico. Sul campo
16:12geopolitico non ha avuto differenze fra alleati, competitors, avversari. Ristabilito l'idea
16:23che la Cina è l'avversario prioritario, si è impegnato per gestire il rapporto con quel
16:30Paese, non per rompere o non ancora per rompere quel rapporto, ma visto il grande rapporto
16:36di interdipendenza per gestirlo. Poi si è impegnato a fare quello che aveva detto, l'idea
16:43di riportare i ragazzi americani a casa, l'idea di porre fine alle guerre, che si tratti del
16:51Medio Oriente, che si tratti dell'Europa. Perché lì una logica c'è, cioè se la mia
16:58priorità è lo scenario indopacifico, allora non posso lasciarmi dietro alle spalle dei
17:04focolai di stabilità. E ha cercato di stabilizzare il Medio Oriente e l'Europa a modo suo. Il
17:12Medio Oriente tornando alla logica degli accordi di Abramo, investendo nel rapporto con Israele
17:18con i Paesi Arabi moderati, lasciando via libera Netanyahu finché era possibile, assicurando
17:26perciò stesso un primato regionale a Israele, ma anche stando ben attento a non andare al
17:32di là per non perdere per strada i Paesi Arabi moderati. E in Europa cercando prima di torcere
17:40la mano al più debole e poi cercando in qualche modo di un'intesa con Putin per arrivare a non
17:47cessate il fuoco pur che sia. Che si tratti di prendere il premio Nobel per la pace, cosa
17:53che è diventato un tema ormai ricorrente nei commenti, o comunque di stabilizzare le
17:58regioni, in Medio Oriente finora la tregua che è riuscito a procurare sembra reggere un
18:04po' meglio dei tentativi di pace con Ucraina e con Russia che finora non hanno portato a molti
18:12risultati. Cosa ci dobbiamo aspettare l'anno prossimo? L'anno prossimo è il consolidamento
18:19di queste tendenze, un'America che non farà troppi sconti, un'America che non distinguerà
18:25tra partners e avversari, un'America che sarà crescentemente transazionale per cui bisognerà
18:33fare il proprio per riuscire ad assumere una certa rilevanza nei confronti di Washington.
18:40Questa è una sfida per l'Europa, molto grande, perché l'Europa da un lato sarà costretta
18:47a fare ancora di più in termini della propria sicurezza, in termini della propria difesa,
18:53ma sarà anche chiamata ad avere un rapporto di più alto profilo se gli Stati Uniti dovessero
18:59insistere a cercare di rompere il blocco europeo dal punto di vista dei commerci, dal punto di
19:05vista delle nostre regole, che sono poi le regole di cui l'Europa si fa forte per avere
19:12un ruolo nel mondo, l'Europa come potenza regolamentare. Quindi un'Europa che sarà
19:18chiamata a maggiore compattezza, sarà chiamata ad andare avanti sempre più per quanto può
19:24all'interno delle istituzioni, ma anche fuori dalle istituzioni a geometria variabile,
19:30attraverso l'uso di queste cooperazioni fra paesi che vogliono e possono e coinvolgono
19:36anche i membri non europei dell'Unione Europea, membri fuori dall'Unione Europea come il Regno
19:45Unito e poi per quanto riguarda la difesa e sicurezza, lavorando a potenziare il pilastro
19:51europeo della Nato, aggiovandosi di quegli assetti nel caso in cui la nostra sicurezza
19:57fosse messa a repentaglio. Sarà un anno non facile, tutto da inventare per quanto riguarda
20:05le modalità e tutto da rendere determinato per quanto riguarda gli obiettivi. Una sfida
20:11per l'Europa, una sfida per il mondo, credo di poter dire che la stabilità non è a portata
20:19di mano, tutt'al più un assetto che ci succederà ad un altro senza necessariamente garanzie
20:27di pace e duratura e sarà vero anche purtroppo nel cuore dell'Europa.
20:32Siamo ancora al discorso sulla geopolitica del 2025 e senza fare i profeti, perché possiamo
20:43essere contraddetti da qualsiasi cosa, un minimo di sguardo sulla geopolitica del 2026
20:49in questa nostra puntata di fine anno e abbiamo chiamato un altro esperto di geopolitica che
20:55lavora con noi. Siete in tre di fatto, vi saluto già Daniele Rubinetti, grazie dei nostri
21:00studi. Grazie a voi. Senior advisor della fondazione Med-Or, conosciamo il capo di questa fondazione
21:07Minniti perché è venuto molto spesso da noi, ha raccontato che cosa fa Med-Or, che sta per
21:13Mediterraneo, Medioriente, insomma tutto e due, poi lo chiediamo anche a te, ci possiamo dare
21:19del tu e quindi dopo segui Massolo e Rubinetti chiude la puntata.
21:24Eh beh, c'ho una bella responsabilità.
21:26Ci vediamo nel 2026, vogliamo ricordare un po' il pubblico cosa fa Med-Or, perché è una
21:30cosa molto importante sia per il piano Matteo che per la geopolitica del Mediterraneo.
21:35Sì, è una fondazione ovviamente che oltretutto da gennaio mantiene la maggioranza Leonardo,
21:42ma dentro a tutte le aziende di fatto più importanti di Stato, Enel, Eni, Poste, Fincantieri,
21:49CDP, Snam, credo di non averne dimenticato, e Ferrovie dello Stato, quindi insomma terna,
21:59ingloba tutte le aziende principali e appunto si diciamo ha lo scopo quello di promuovere
22:05la formazione, promuovere ovviamente anche il sistema paese con dei scambi culturali, non
22:14solo diciamo in Africa, nel Mediterraneo allargato, il Medio Oriente, ma anche ad esempio
22:19in Sud America, dove stiamo, abbiamo aperto anche diciamo dei progetti anche lì, a fianco
22:27ad esempio di aziende come Enel che sono nostri, appunto nostri soci ormai, e quindi insomma
22:33oltretutto ovviamente abbiamo il piano Mattei, su cui supportiamo il governo, insomma, quindi
22:40tutta una serie di attività per cercare di portare avanti un po' il sistema paese Italia.
22:46Ecco era giusto dirlo perché poi sai io quando, sempre nel mio lavoro giornalistico, ma anche
22:53nei format che ho cominciato a fare nel 2020 per questa agenzia di stampa nazionale che
22:58sul piano del multimediale, senza equilodarci, imbrodarci, facciamo i bilanci di fine anno,
23:03è cresciuta moltissimo perché una volta i format non c'era un'agenzia di stampa, c'erano
23:07le sessioni, gli incontri, qui facciamo dei veri e propri programmi come questo, che
23:12tra l'altro si sta un po' con più un anno ed è stata un'intuizione importante perché
23:16grazie anche all'aiuto di esperti come voi o i singoli paesi che raccontiamo con gli
23:21ambasciatori, stiamo cercando di spiegare all'opinione pubblica, ai cittadini attraverso
23:26il nostro sistema distributivo importante che cos'è la geopolitica e come si sta trasformando
23:32la geopolitica, così quando vedo un titolo grande su un giornale, Trump, Zelensky, Gaza,
23:37lo possono comprendere, quindi abbiamo chiarito anche le sigle, chiariamo cosa fanno le persone,
23:43cerchiamo di essere chiari. Io ho la domanda che ti faccio prima di andare sui singoli casi
23:49di cui hanno già parlato anche i tuoi colleghi, ma questa è come prospettiva di un delitto,
23:53ognuno dice dalla sua visuale, non è che cambiamo l'oggetto, il delitto è sempre lo stesso,
23:57cambiamo le visuali, la grammatica e l'approccio professionale in base anche allo stile e alla
24:03storia personale dei singoli nostri aspetti di geopolitica. Com'è cambiato il linguaggio?
24:08Questa è una domanda che fece Massolo prima che lavorasse con noi, quando aveva fatto il
24:14libro della Politik, perché la geopolitica è un linguaggio, per esempio Segui sostiene sempre
24:19che nel caso dell'Ucraina il linguaggio della geopolitica e quello della diplomazia alla fine
24:26sono sottoposti, un po' come Marx diceva, strutture e sovrastrutture al campo, alle forze
24:31militari, come se la legge del più forte fosse oramai diventata la legge anche della trattativa.
24:38Un tempo noi eravamo abituati forse a delle trattative che avevano una tale forza di agire
24:43anche sul campo. Non so se questo schema ti piace o se è un modello di lettura che possiamo
24:49rendere attuale alla fine di questo 2025.
24:52Io sono d'accordo, molto d'accordo su questa impronta che viene data la nuova geopolitica,
25:01cioè la nuova geopolitica è cambiata molto, nel senso che si sono affermati, e questo tante
25:08volte, ahimè, le autarchie, quindi quelle che hanno un impatto forte cercando di rivendicare
25:22una forza non solo diplomatica ma anche militare. E quindi le autarchie e i personaggi forti,
25:32da Putin, ad Erdogan, allo stesso Trump. Con l'arrivo di Trump anche ha dato una spinta
25:40a questo tipo di impronta, nel senso che c'è un linguaggio anche della forza, quindi Trump
25:48utilizza la forza degli Stati Uniti, non solo militare ma anche proprio diplomatica, economica,
25:54per ottenere, ad esempio, abbiamo visto tutto il tema dei dazi, no? E questo viene usato
25:59anche sui scenari di influenza militare. E quindi quando si parla, e lo stiamo vedendo
26:06banalmente o plasticamente proprio sul tema del russo-Ucraina, cioè Putin rivendica di
26:13voler avere dei territori che anche ancora non ha conquistato perché dice nei rapporti
26:19di forza io sto vincendo, sono più forte e quindi quello mi spetta. Quindi di fatto
26:24si basa sui rapporti di forza, non tanto sulla diplomazia vecchio stile che oggi sta subendo
26:36un rallentamento rispetto a come eravamo abituati a vederlo prima, ad esempio il multilateralismo
26:44oggi è in crisi, oggi c'è diciamo l'approccio bilaterale che è quello che piace a Trump,
26:50che piace a Putin e non dimenticandoci anche della Cina con Xi Jinping. Quindi sono loro
26:57che oggi fanno da driver e quindi impostano un modello nuovo di geopolitica a cui tutti
27:02e quindi il modello europeo che invece è un vecchio modello, quindi con la diplomazia
27:08fatta vecchio stile con un multilateralismo oggi è in difficoltà. Lo vediamo proprio
27:14su queste ore sulla discussione sugli asset russi.
27:19Tutto molto chiaro Daniele, allora poi sugli asset russi ti voglio chiedere una spiegazione,
27:26anzi te la chiedo subito perché l'ho già chiesta. Spiegiamo all'opinione pubblica di
27:30che cosa si tratta e del perché c'è questa discussione, perché qualcuno dice attenzione
27:35sono soldi del popolo russo e di una federazione con cui noi europei non siamo in guerra direttamente.
27:42E allora che cosa vuol dire prendere questi soldi? Che cosa sono asset russi? Uno parla
27:47qui sotto, inizia a uscendo un corso di Porta Vittoria con un microfono, guarda qui a barra,
27:52guarda un signore che passa e dica oh, ma lei lo sai cosa sono gli asset russi? Vi stanno
27:56sentendo parlare tutto il giorno. Spiegiamo cosa sono e perché aprono, e perché aprono
28:01una discussione giuridico e geopolitica? Gli asset sono di fatto tutto quello che era
28:10referente uno agli oligarchi russi che avevano ovviamente una serie di proprietà, ad esempio
28:18dalla grande barca, lo yacht fino a quota azionare o qualsiasi tipo di bene riferito
28:25diciamo ai cosiddetti oligarchi russi oltre proprio a invece avere proprio disponibilità
28:33proprio della federazione russa. Quindi tutto ciò che era riferito non solo allo Stato
28:38tra virgolette russo ma agli oligarchi russi presenti in Europa è stato di fatto congelato
28:45e sequestrato quindi da quota azionari a conti correnti, a barche, appartamenti, ville, tutto
28:52quello che è materialmente possibile prendere e congelare. La discussione è di mettere questi
29:02beni a garanzia, visto che parliamo di tanti soldi, tanti centinaia di miliardi, di metterli
29:12a garanzia per poter finanziare l'acquisto di armi ucraine. Ecco lì si è creato questo
29:20in pass, perché? Perché ci sono una serie di tecnicalità giuridiche con il rischio
29:26come giustamente dicevi tu Claudio, visto che l'Europa non è direttamente in guerra con
29:31la Russia e quindi con una Russia che denuncia e dice io faccio ricorso perché tu stai
29:37illegalmente, mi stai congelando dei beni di non tua proprietà e quindi con il rischio
29:44che nella sede di una corte internazionale si possa dare ragione alla Russia con un problema
29:51legale e anche eventualmente risarcitorio probabilmente. E quindi questo ha creato questo
29:57impasse, questa discussione all'interno dell'Europa che ha creato un problema, oltre al fatto che
30:05ricordiamo che ci sono dei paesi che sono proprio, vediamo l'Ungheria e non solo, contrari proprio
30:12all'idea di congelare degli asset russi per utilizzarli in Ucraina.
30:16Ti voglio dire, congelare i beni vuol dire che intanto questi beni producono degli interessi
30:21se non sbaglio, giusto? Si esatto, teoricamente si.
30:25Quindi quando si dice scongeliamoli per usare questi soldi per aiutare sia finanziariamente
30:31che militarmente l'Ucrania o addirittura far pagare ai russi un'eventuale ricostruzione
30:36dopo un piano di tregua e di pace che dovesse funzionare e ciò l'auguriamo anche a breve
30:41termine, cosa vuol dire? Prendere i beni o prendere gli interessi?
30:45No, tu praticamente, no, lì tu metti, l'idea era di metterli a garanzia, quindi non prendere
30:53fisicamente, proprio per evitare questo tipo di... c'è stato prima l'ipotesi principale
31:00e li prendo e punto. Però lì fai un sequestro fondamentalmente, che è molto più complicato
31:06a livello giuridico. Potresti, l'idea che si era pensata era invece, visto che io ho
31:12questi asset fermi, questi beni fermi, li metto a garanzia presso una banca, è stato
31:18chiesto alla BCE, che con questo avere la disponibilità a garanzia di questi beni ti
31:24dà un prestito. Proprio è come quando tu metti a garanzia un appartamento su cui ci prendi
31:30un mutuo. È la stessa cosa, per spiegarlo in termini al pubblico facili. Metto a garanzia
31:35questi asset e avere un finanziamento con la garanzia di questi asset. Questo non è stato
31:40possibile, la BCE si è opposta per una serie di termini legali, non c'è stato l'accordo
31:46in sede europea e quindi si è arrivato poi invece a un finanziamento classico, che è
31:52stato... ieri c'è stato l'accordo per circa 90 miliardi, ma quello è un finanziamento
31:58che andrà a pesare poi come debito nell'Unione Europea.
32:03Vabbè, tu come pensi che vada a finire politicamente nel 2026 questa storia?
32:07Ma io credo che...
32:08Su questo l'Europa ci gioca o il suo principio formalistico o il suo principio un po' più
32:14aggressivo. Non so se mi spiego, no? Un po' più protagonista.
32:18Guarda, io credo che se parliamo della famosa accordo sulla Russia di tregua o di pace o
32:25quello che sia, io credo che Putin se non ottiene il Donbass, io credo che difficilmente
32:31accetti una pace o una tregua. Quindi lui continuerà a tenere il punto sul fatto che
32:40lui vuole anche il Donbass. Ricordiamo che manca circa un 10-12% del Donbass, che ancora
32:46non è nelle mani russe. Lui vuole anche quello. Quindi se gli viene dato quello, evidentemente
32:52può pensare di arrivare ad un accordo insieme al no dell'ingresso dell'Ucraina nella Nato.
33:02Differentemente, giustamente, gli ucrani non vogliono cedere del terreno che non hanno
33:07ancora i russi conquistato e quindi il rischio è che si vada avanti perché Putin a questo
33:13punto non ha interesse a trovare un accordo ora. La mia preoccupazione, e qui dico una cosa
33:21secondo me che va approfondita, è che Putin sa che nei prossimi anni potrebbe cambiare
33:27l'assetto europeo. Cioè nel 2027 si vota in Francia, potrebbe vincere il Rassemblement
33:35National, quindi Le Pen Bardellà, probabilmente il candidato sarà più Bardellà. Ecco, allora
33:41lì, come ad esempio Farage un domani in Inghilterra, questi sono movimenti evidentemente che guarderebbero
33:49a Putin in modo diverso. Quindi lui potrebbe anche avere l'idea di aspettare che l'asse
33:57cambi ancora di più in Europa per avere un'Europa più favorevole, più dialogante con lui. Quindi
34:03questo è un fattore da tenere in considerazione e anche, tra virgolette, un qualcosa che anche
34:13la stessa Ucraina deve tenere a mente. Insomma, ecco, c'è probabilmente una Russia che aspetta
34:20di vedere come si sistemino gli assetti europei. Questi movimenti che sono cosiddetti più
34:28sovranisti ovviamente hanno un approccio diverso rispetto alla guerra russo-Ucraina.
34:33Però attualmente, quindi penso di aver capito che tu per il 2026 almeno nei primi mesi non
34:37ti aspetti niente di decisivo. No. Come vedi non ti ho coinvolto in cose di cui abbiamo
34:42già discusso come potrebbe funzionare il cuscinetto delle forze di sicurezza internazionali,
34:47chi ci sarà, chi non ci sarà. Lasciamo perdere le nuove elezioni a Kiev per capire se ci sarà
34:52o no Zelensky. Abbiamo detto che l'Ucraina potrebbe entrare nell'Unione Europea ma non nella
34:58NATO. Però insomma, tutti i meccanismi che mi sembra che allunghino i tempi, intanto Putin
35:03va avanti militarmente. Cioè questi punti, esatto, Claudio, non ci saranno finché non c'è
35:08un accordo, no? E questo purtroppo se... Lì il tema è che una delle due parti deve
35:15cedere. Quindi se Putin vuole a tutti i costi anche quella parte del Donbass che non ha conquistato
35:23e Zelensky giustamente non vuole cederla perché è territorio ucraino, non si riesce a trovare
35:29e io non credo purtroppo che neanche gli americani riescano a convincere i russi nel congelare
35:36diciamo lo stato attuale sul campo. E quindi questo crea una situazione di una guerra che
35:46potrebbe purtroppo continuare.
35:49Ti faccio un'ultima domanda, te la farei duemila. Un giorno ci rivedremo, parleremo di
35:53come è cambiato l'Occidente, l'hai già detto, con Trump, come è cambiato il rapporto
35:58fra America e Europa, come è cambiato il rapporto fra America e Russia, come abbiamo
36:06parlato di America e Cina tante volte, di geopolitica dell'estero, del Mediterraneo,
36:11dell'Indo-Pacifico. Molto spesso ci accusano noi giornalisti che siamo dei sintomisti che
36:16ci occupiamo delle cose quando hanno una grande notizia e poi le dimentichiamo. Allora io ti
36:21chiedo l'ultimo tratto di questa intervista che chiude Diplomasi Magazine del 2025, che
36:28succede invece a Gaza? Perché avevamo detto tanto, stiamo dicendo poco, sta avvenendo senza
36:33che noi diciamo con la consueta attenzione. Poi perché il nostro mestiere è una grammatica
36:37come se hai delle notizie, tu frequenti talk, frequenti giornalisti, hai una sensibilità
36:42giornalistica, a di là del tuo ruolo ufficiale. E lì che succede secondo te?
36:46Guarda, là stiamo tutti in attesa della partenza della cosiddetta fase 2, che è quella però
36:54più complicata. La fase 2, ricordiamolo, è appunto la creazione di una sorta di governance,
37:03cioè di un comitato, di un ente che dovrebbe governare la striscia, anche con una presenza
37:10multinazionale all'interno, con una forza di interposizione che dovrebbe garantire appunto
37:18questo cuscinetto tra Gaza e Israele e ovviamente, altro punto che è quello veramente diciamo
37:27che sta difficile, che ancora non sia realizzato, il disarmo di Hamas. Questa fase non sta partendo
37:34perché manca ancora il corpo di un israeliano, di un rapido israeliano, che ancora non è
37:42stato restituito, credo ne manchi solo uno, ed è per completezza della prima fase, c'era
37:49la restituzione di tutti i corpi degli israeliani, manca un corpo di un israeliano. Teoricamente
37:56restituito questo dovrebbe iniziare la fase 2. So che c'è una spinta degli Stati Uniti,
38:02ma anche dei paesi arabi come Qatar e Turchia, che stanno cercando di far partire la fase
38:082. Non si è capito quale entità e chi governerà fondamentalmente la striscia per garantire
38:16appunto questa pace che è stata, questa tregua che è stata trovata tra Israele e Hamas.
38:23Anche qui, ecco, sicuramente siamo molto più avanti, nel senso che la tregua, insomma,
38:28più o meno, anche con non perfettamente, sta comunque tenendo, è chiaro che è la fase 2,
38:36quella più complicata. Cioè Hamas è in dubbio che ha, si è un pochino riorganizzata nel momento
38:41in cui sono fermati gli attacchi israeliani, questo sta innervosendo ovviamente Israele e
38:47quindi il punto secondo me cruciale sarà il disarmo di Hamas, che non si è ancora capito
38:52bene come avverrà. Ecco, lì è il punto nodale, secondo me. Quindi va verificato bene,
38:57anche questo è un equilibrio molto fragile e speriamo che si arrivi alla fase 2, cioè
39:03a una creazione di un comitato per poi guardare nel tempo alla creazione di due stati, che è
39:10l'unica, secondo me, soluzione anche se molto, molto, molto complessa.
39:13Grazie Daniele Rubinetti, grazie a te, grazie a voi.
39:18Sì, ed è con noi, insomma, Senior Advisor della Fondazione Medoro, ripeto, esperto come
39:24sentite a tutto tondo di geopolitica, tutti i temi che riprenderemo dal primo giovedì
39:29effettivo del nostro rurino di marcia, se non diamo, da tutti i giovedì ogni due settimane,
39:34abbiamo cominciato a febbraio, stiamo per fare compleanno, giovedì 15 gennaio, questa
39:40era una puntata speciale di fine anno, con un bilancio e tutti i temi che mi sembra con
39:44grande correttezza e onestà intellettuale e chiarezza noi abbiamo posto al nostro pubblico.
39:50Ti auguro, diciamo, delle buone feste.
39:53Grazie anche a te Claudio, anche a voi, a tutta la redazione, agli ascoltatori, buone feste,
39:59sperando sempre che, appunto, a discapito di quello che ci siamo detti, che però poi invece,
40:05insomma, in qualche modo chi deve decidere nel mondo si metta la mano sul cuore e cerchi
40:11di fermare le guerre, che sono sempre un grande disastro umano, purtroppo.
40:15Assolutamente d'accordo, chi fa il mio mestiere si dice che dà solo cattive notizie, io sono
40:19di quelli che dà tutte le notizie e aspetto anche di dare quelle buone, che ci farebbero
40:24così piacere.
40:25Grazie ancora, Daniele Lovetti.
40:27Grazie a voi.
40:27E grazie a voi che ci avete seguito.
40:30Termina qui questa puntata speciale di Diplomacy Magazine, il racconto della geopolitica.
40:36Auguri di nuovo da parte mia e di tutto il gruppo di Italpress e ci rivediamo, ripeto,
40:42giovedì 15 gennaio.
40:44Arrivederci.
40:45Grazie.
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