00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:16della geopolitica che in questi giorni è concentrata soprattutto su quello che è successo, sta
00:22succedendo negli Stati Uniti, il tanto atteso voto di Midterm, significa metà mandato di
00:28un Presidente della Repubblica e qui in questi studi abbiamo fatto la prima lunga diretta
00:32di un'agenzia di stampa quando due anni fa vinse a novembre Trump e Trump invece ha perso
00:38questa elezione e l'ha perse anche in maniera consistente, vero? Ambasciatore Ettore Francesco
00:44Segui, buongiorno, collegato con noi, buongiorno Ambasciatore.
00:48Buongiorno, buongiorno, effettivamente direi che però era una sconfitta annunciata anche
00:53se non probabilmente in queste dimensioni. Il motivo è abbastanza semplice, cioè lui
01:00ha dimostrato, e alcuni Stati che sono stati persi anche per la prima volta repubblicani
01:07lo confermano, ha dimostrato di non aver tenuto sufficiente conto di quelle che erano un po'
01:14le necessità, le attese e le aspirazioni degli americani che gli avevano dato un mandato
01:18su due punti, ridurre le guerre all'estero e ridurre l'inflazione. Il risultato è stato
01:25quello che alcuni hanno definito Trumpflation, cioè un'inflazione derivante dalle politiche
01:32di Trump, soprattutto all'estero e in particolare, come del resto ha riconosciuto lo stesso vicepresidente
01:40Vance dalla guerra contro l'Iran. Tra l'altro dobbiamo tenere presente un fatto, e cioè che
01:49gli aumenti dei costi del carburante che sono stati registrati in questo periodo incidono
01:55soprattutto proprio nel periodo delle elezioni. Perché? Perché da Halloween in poi è iniziato
02:03un periodo degli acquisti che poi ci porterà a Natale. E siccome il traffico, i trasporti
02:11negli Stati Uniti avvengono soprattutto via terra, quindi con i camion, tutti questi aumenti
02:19si ripercuotono evidentemente non solo sul prezzo del gasolio, ma soprattutto e anche sul
02:25prezzo dei beni che vengono trasportati. E questo naturalmente ha colpito moltissimo
02:31l'elettorato. L'altro punto credo che sia importante sottolineare è che in Paesi, in
02:39Stati come ad esempio il Texas, ma anche altri, che erano tradizionalmente repubblicani, i
02:46democratici sono riusciti a creare un travaso di voti ex-repubblicani verso i candidati
02:54democratici, basati proprio non tanto sull'ideologia, ma soprattutto sulla percezione di questo malessere
03:05in buona parte sociale, in buona parte derivante appunto dall'aumento dei prezzi o da altre
03:11questioni di carattere locale, come ad esempio Data Center, l'acqua, di cui Data Center hanno
03:17bisogno per il raffreddamento, che hanno fatto capire a molti rappresentanti, a molti
03:24elettori repubblicani, che l'attuale amministrazione non stava tenendo in adeguata considerazione
03:30le proprie necessità.
03:33Allora, se non l'ho letto male, mancano 806 giorni, noi pubblichiamo, ambasciatore come
03:40sai, registriamo poco prima della pubblicazione di questo bisettimanale, siamo vicini alla cronica,
03:47una capa di evitare, diciamo, di dire cose troppo inesatte, 806 giorni ancora di presidenza
03:55Trump e tutti si chiedono, io ho letto, ci sono 900 titoli dei siti oggi, insomma, che
04:01succede, che succede per noi, io devo dire la verità, dopo un po' mi stanco, che succede
04:05se abbiamo la lampadina, che succede, che non succede, allora diciamo così, per la mia
04:09esperienza di giornalista politico, anche di esteri e economico, saranno due anni difficili,
04:15perché quando poi, diciamo, le strutture democratiche vanno in una dimensione contraria
04:21rispetto a quella che è il singolo Presidente, nonostante i poteri del Presidente, governi
04:25male, insomma, mi spiegano, ma riuscirà in questi due anni Trump a, diciamo, rimettere
04:31la barca in piedi o già come si legge adesso, poi fondamentalmente un partito democratico
04:37che, diciamo, l'abbiamo detto tante volte, era scomparso.
04:40Se l'analisi di quelle che sono socialmente, economicamente, le cause sono chiare, di questo
04:46brunami, l'hanno definito, no? Questo tsunami blu, perché il blu è il colore, diciamo,
04:51del partito democratico, poi alla fine non era chiaro chi erano i leader, non era chiaro
04:58chi era il partito, non era chiaro come si era riorganizzato dopo la sconfitta elettorale,
05:02qualcuno addirittura aveva parlato di islamizzazione, socializzazione del partito democratico, poteva
05:08addirittura cambiare nome, tutte le analisi fatte dai politologi, adesso chi saranno i
05:14candidati, già ci sono i nomi, manca ancora tanto tempo, questi 806 giorni, saranno ancora
05:21giorni di caos, saranno giorni in cui questa vittoria del partito democratico potrà rettificare
05:27alcune, diciamo, senza essere scortesi, esagerazioni, va? Stavo così al termine follia, esagerazioni
05:34di Trump. Allora, premesso che naturalmente con Trump è sempre difficile avere capacità
05:40divinatorie, però quello che dobbiamo dire è che certamente questa sconfitta non può non
05:47avere un'influenza. Allora, innanzitutto, in brevissimo, lui ha perso il congresso, quindi
05:54la Camera, dove passano le leggi di spesa, dove vengono autorizzati appunto gli aspetti
06:02anche della spesa, dei decreti del Presidente, dove si possono, così come il Senato del resto,
06:09stabilire delle commissioni di indagine su alcuni comportamenti dell'amministrazione.
06:13e ha perso anche il Senato, dove in realtà si passano in rassegna, si passano all'esame
06:20tutte le nomine presidenziali, dai giudici, ai diplomatici, ai membri dell'amministrazione,
06:27così via. Per cui è chiaro che questo non può non avere un impatto. In secondo luogo,
06:32direi che Trump ha dato dei segnali già ieri, perché? Perché intanto ha proclamato, insomma,
06:40ha questa disponibilità a lavorare con i democratici, salvo poi mostrare questo cappellino
06:46con la scritta Veto, ricordando che il Presidente può mettere il veto alla legislazione
06:53appunto del congresso. Che significa che Trump non è cambiato, vuole negoziare, si rende
07:00conto che non può farne a meno, ma si rende anche conto che vuole farlo, così come solitamente
07:06fa, con la pistola sul tavolo e la pistola e il veto. Però tutto questo ci dice un paio
07:11di cose. Che nelle crisi internazionali lui non potrà evidentemente contare, se mai lo
07:18volesse, su azioni militari lunghe, sostenibili. Perché? Perché probabilmente il congresso
07:24non autorizzerebbe la spesa relativa. Quindi se anche dovesse iniziare delle campagne militari
07:32sarebbero comunque di breve durata. In secondo luogo, è anche chiaro, così passando velocemente
07:41in rassegna, in Medio Oriente la scommessa di Netanyahu e di Trump di avere questo rapporto
07:48preferenziale, si sta rivelando una scommessa poi alla fin fine azzardata, visti i risultati.
07:55Perché è molto probabile che dunque Israele perderà quella, o meglio Netanyahu perderà
08:04quella cambiale in bianco che era riuscito ad avere. In secondo luogo, il congresso probabilmente
08:12metterà pressione all'amministrazione perché tenga maggiore considerazione ad esempio questioni
08:18come la Cisgiordania, non cambierà molto, ma una maggiore attenzione per esempio all'azione
08:27dei coloni certamente ci sarà. In Europa, anche lì, noi dobbiamo ricordare che comunque
08:35anche i democratici avevano chiesto un aumento delle spese militari dei paesi europei. Certo
08:44è che Trump ha fatto capire che la sicurezza dell'Europa è separata dalla sicurezza americana
08:50e dunque da questo punto di vista direi il congresso potrà certamente influire sulle politiche
09:01eccessivamente muscolari degli americani, diciamo dell'amministrazione Trump verso l'Europa
09:08e così via. Trump ha a questo punto, giusto per chiudere, due strade davanti a sé. La
09:14prima strada è quella di una introspezione strategica che vuol dire dedicare più tempo
09:19e più attenzione alle questioni interne, all'economia sulla quale poi si gioca anche
09:24in prossima elezione evidentemente chiunque sarà il candidato repubblicano, oppure cercare,
09:31come hanno fatto altri presidenti per la verità, cercare di giocare anche la carta diciamo di
09:40un maggiore attivismo in politica estera e perché no anche di qualche campagna militare
09:46è il caso ad esempio, perché no dell'Iran, un'azione su siti presuntamente nucleari potrebbe
09:59anche spostare l'attenzione da questa batosta obiettivamente che lui ha preso. Un'ultimissima
10:05parola sui democratici. La parola che si potrebbe usare era quella della balcanizzazione, cioè
10:11di una frammentazione. Ed è molto interessante l'intervento di Obama ieri che ha ricordato
10:17che comunque bisogna trovare un'unità dei democratici, perché i democratici hanno dimostrato
10:23che ci sono molti modi di battere Trump, ma non hanno dimostrato però di avere una agenda
10:29che non sia anche comune in termini propositivi e non solo un'agenda anti-Trump.
10:37Grazie all'ambasciatore Ettore Francesco Segui, come sempre chiarissimo e sintetico e soprattutto
10:44molto molto compensibile, come sono i tuoi bellissimi articoli sulla stampa che leggiamo
10:50con piacere. Grazie di essere stato con noi, si è collegato, quindi lasciamo all'ambasciatore
10:56i suoi impegni e ci guardiamo insieme, l'altro nostro ambasciatore che è Gian Piero Massolo
11:02con la sua Realpolitik. Questo è il tema del momento e sentiamo il punto di vista dell'ambasciatore
11:07Massolo.
11:13Quanto è arrabbiato Donald Trump? Ma è probabile che lo sia abbastanza, non tanto per la sconfitta
11:21che forse aveva perfino lui messo in conto, anche se dice che se il suo nome fosse stato
11:27sulle schede, cosa tutta da dimostrare, per la verità le sorti di questa elezione sarebbero
11:33state diverse, quanto invece per le dimensioni. Le dimensioni sono oggettivamente molto rilevanti
11:40e denotano quanto grande sia il distacco fra la realtà che percepisce il Presidente e la
11:47realtà degli Stati Uniti di oggi. Gli americani hanno votato come sempre con la loro tasca,
11:54ma hanno però in qualche modo imputato a Donald Trump il fatto che la benzina al gallone
12:01costi di più, il fatto che non abbattuto l'inflazione, il fatto che pur avendo spergiurato
12:08che non avrebbe più impegnato in conflitti interminabili gli Stati Uniti all'estero, si
12:14trova impelagato in una guerra in Iran che ha peraltro delle conseguenze gravi dal punto
12:19di vista inflazionistico. Tutto questo con grande evidenza è stato fuori dalla percezione
12:26del Presidente. Adesso queste elezioni sanciscono in qualche modo un Trump anitra zoppa. L'anitra
12:34zoppa in questo caso può essere anche abbastanza arrabbiata e dunque sfogare il proprio istinto
12:43su quella parte di attività politica che meno dipende dal congresso. Certo li possono
12:50tagliare i fondi, ma le iniziative in politica estera, in modo particolare le guerre, le crisi,
12:57questo prescinde in gran parte dal congresso e il Presidente degli Stati Uniti potrà continuare
13:06in qualche modo estremizzandole in comportamenti ai quali ci ha abituato nel corso dei primi
13:13due anni. Sono due le dinamiche che bisognerà in qualche modo vedere. La prima dinamica è quella
13:22interna al Partito Repubblicano. L'idea che ovunque lui appoggiasse dei candidati o scegliesse
13:28dei candidati, questi candidati siano stati sconfitti, fa riflettere chi si deve presentare tra i
13:35repubblicani alle prossime elezioni fra due anni e dunque sono possibili delle prese di distanza,
13:42degli ammutinamenti in un partito che altrimenti Trump aveva completamente sotto il suo controllo.
13:50Quindi vediamo, perché questa dinamica potrà anche incidere su chi sarà poi il candidato
13:56repubblicano nel 1928, non è detto a questo punto che sia né Rubio né Vance. Poi l'altra dinamica
14:04interessante è quella del Partito Democratico, perché un conto è vincere elezioni importanti
14:12ma locali, presentando ovunque un candidato magari un po' più estremo e in altri collegi
14:19un candidato un po' più moderato e quindi azzeccando le candidature. Altro è fare una
14:26sintesi fra le varie anime non poche del Partito Democratico e convergere alla fine su un unico
14:33nominato che abbia delle chance effettive di inserirsi su quella che sarà ancora una cresciuta
14:40disaffezione nei confronti del Presidente degli Stati Uniti e di quello che rappresenta.
14:46Una cosa è certa che per l'Europa cambia poco, ci troverà di fronte un Trump probabilmente
14:54ancora un pochino più estremo. Dovremo essere a bordo, dovremo fare in modo che non ci siano
15:03soluzioni senza la nostra partecipazione. È una sfida rilevante per l'Europa, il caso
15:10ucraino sarà da questo punto di vista per noi una cartina al tornasole. Lo seguiremo.
15:21L'Ungheria è una repubblica parlamentare situata nell'Europa centrale, priva di sbocchi
15:27sul mare e attraversata dal Danubio. Conta circa 10 milioni di abitanti e ha in Budapest
15:33la propria capitale. Nell'anno 1000 nacque il Regno d'Ungheria che per secoli fu uno dei
15:38principali stati dell'Europa centrale. Nel 1867 entrò a far parte della monarchia
15:45austro-ungarica, tornando indipendente nel 1918, al termine della Prima Guerra Mondiale.
15:52Dopo la Seconda Guerra Mondiale entrò nell'orbita sovietica. Nel 1956 fece il giro del mondo
15:59la notizia della rivolta, passata alla storia come Rivoluzione Ungherese, che si è accese
16:04a Budapest e che fu repressa infine dall'Armata Rossa. Nel 1989, con la caduta del comunismo,
16:11iniziò la transizione democratica. Dal 2004 l'Ungheria fa parte dell'Unione Europea e dal
16:171999 della Nato. La sua economia si basa su industria automobilistica, tecnologia, agricoltura,
16:26turismo e servizi. La posizione geografica la rende un importante punto di collegamento
16:31tra Europa occidentale, orientale e balcanica.
16:40E dopo la nostra scheda, con piacere vi presentiamo il nostro ospite, che è l'ambasciatore dell'Ungheria
16:47a Roma, che nei nostri studi di Roma Italpress, sono i nostri studi di Milano, ma spesso accade
16:52che facciamo interviste in Milano-Roma. E saluto con piacere l'ambasciatore Andor Ferenz
16:58Davide, buongiorno. Buongiorno, un saluto a tutti gli aspettatori, grazie.
17:03La ringrazio, la ringrazio, parla per fortuna, insomma, è anche complice della nostra lingua,
17:08quindi possiamo fare un'intervista in italiano e questo indica anche un grande rispetto
17:12dell'ambasciatore anche per il nostro paese, perché si, diciamo così, espone a un'intervista
17:17nella nostra lingua, diciamo nei nostri studi.
17:20Senta, ambasciatore, noi abbiamo uno schema di interviste che insomma più o meno è sempre
17:25quello che poi moduliamo ovviamente in base anche al paese specifico, però chiaramente
17:30il nostro pubblico ha cominciato a capire cosa vuol dire questo termine rapporti bilaterali,
17:36è un termine tipico della diplomazia, quindi come sono oggi i rapporti bilaterali fra Italia
17:41e Ungheria con rapporti che, lo diciamo, hanno origini antichissime e ricordiamo che la solidità
17:47di questi rapporti è confermata da un fatto che è simbolico, importante, che il primo
17:51ministro Peter Mayer è stato a Roma il 7 maggio in una delle sue prime trasferte in assoluto
17:57dopo le elezioni, questo indica ovviamente un'attenzione particolare verso il nostro paese.
18:04Dunque, allora, ambasciatore, come sono messi i nostri rapporti bilaterali?
18:08Grazie di nuovo per l'opportunità di fare questa intervista, certamente i rapporti bilaterali
18:15sono eccellenti, sono fondati su delle pietre molto fisse, anche hanno delle radici molto
18:24profonde nella cultura, nella storia europea, quindi hanno un buon base su quale si può
18:31costruire. Certamente, come ha riferito, il nostro primo ministro a talvolta soltanto
18:37primo ministro eletto, ancora non insediato, è stato ricevuto dal Sua Eccellenza Presidente
18:44del Consiglio Meloni il 7 maggio, ma qui rivolgerei che dopo questo incontro c'erano
18:51anche incontri tra i nostri ministri degli affari esteri su varie vertici, anche qui a
18:58Roma durante l'incontro degli amici dei paesi dei balcanici occidentali e recentemente c'era
19:05anche un incontro tra i nostri presidenti delle nostre assemblee parlamentari, Sua Eccellenza
19:12Fontana e Forsthofer che si sono incontrati qui a Roma. Quindi tutti questi incontri istituzionali
19:19aiutano a identificare dei progetti, aiutano a identificare dei problemi comuni e di fare
19:28un riscontro con idee come affrontarli e coordinare delle politiche nazionali. Quindi io credo che
19:37questi dialoghi fra il vertice dei nostri politici sono eccezionali e andranno avanti
19:47così via nonostante quale formazione politica sia in ciascun paese.
19:53Nel 2010 è stata sottoscritta a Budapest una dichiarazione di partenariato strategico, anche
20:00questo è un codice linguistico della diplomazia economica che abbiamo tradotto al nostro pubblico
20:07e quindi oramai è chiaro il tema, il concetto a cui si riferisce questo slogan, questa edizione
20:14in cui è stata individuata una serie di settori, quello politico, quello economico, quello sociale
20:18e culturale che poi noi snotiamo nella nostra intervista a Ambasciatore, nei quali potete sviluppare
20:23ulteriormente la collaborazione fra i due paesi? Come valuta lo stato attuale questa attuazione,
20:30questa messa in pratica di questo partenariato?
20:32Sì, tutti questi accordi di partenariati sono un buon cornice per sviluppare il dialogo
20:41fra i due paesi, certamente bisogna sempre avere in valutazione il presente, la realtà della
20:49geopolitica e delle situazioni internazionali in quale si troviamo, ma da un cornice, da
20:56un quadro perfetto per incominciare gli incontri, di mettere sulle tavole le proprie posizioni
21:06e di cercare i ponti di connessione. Quindi io credo che durante questi ultimi decenni
21:13questo cornice, questo trattato bilaterale ha fornito anche sul livello economico e anche
21:24sul livello culturale e sociale delle opportunità di sviluppare i rapporti. L'Italia è un paese
21:32grande fondatore dell'Unione Europea, un membro della G7, un membro della G20, certamente
21:38la voce dell'Italia ha una riflessione molto importante non soltanto nella politica europea
21:46ma in quella mondiale. Quindi visualizzare e vedere e avere dei rapporti di coordinamento
21:55di politica ci aiuta anche a prendere delle decisioni e di vedere in quale direzione sta
22:01andando l'Europa. Quindi nei forum, vari forum internazionali come quello nelle istituzioni
22:07europee o quelli della Nato o delle Nazioni Unite, così si può affiancare e si può coordinare
22:16le politiche ancora più o meglio. Quindi possiamo anche parlare della cooperazione economica
22:23che è di commercio che è importante, ma quello è forse un altro aspetto delle cooperazioni,
22:31ma in ambito in quello in cui si troviamo adesso, per esempio il costo delle energie o
22:39l'allargamento dell'Unione Europea verso i bacani occidentali, che sono delle politiche
22:45in quali l'Ungheria e l'Italia sono sulla stessa pagina o forse possiamo anche parlare di combattere
22:54la migrazione massiccia illegale, i traffichi delle persone, sono dei aspetti in quali la
23:04coordinazione istituzionale non soltanto fra la vertice dei politici, ma anche su livelli
23:10di competenti autorità di istituzioni è molto importante. Uno di questi documenti può fornire
23:20un quadro regolare e un quadro ben preciso di connessioni e riscontri.
23:28Senta, veniamo appunto all'interscambio commerciale, che è una delle categorie che stanno dentro
23:33anche questi accordi. Nel 2024, dopo dei numeri, l'interscambio commerciale tra i due paesi ha raggiunto
23:40i 13,5 miliardi di Euro. L'Italia si posiziona come quarto mercato di destinazione per l'export
23:48ungherese e ottavo fornitore per l'import. È contento di questi risultati, ambasciatori,
23:54ci sono a margine di miglioramento? Spero sempre di sì, sempre ci sono a margine di miglioramento.
23:59Non sarebbe una risposta di poter migliorare sempre i rapporti, il nostro compito alla fine
24:06del giorno è di migliorare sempre i rapporti, quindi anche lo scambio di beni tra i due paesi
24:14può essere migliorato. Certo, qui è importante vedere le esigenze delle varie dite. Io vorrei
24:22vedere uno scambio e una cooperazione molto più ampia fra le piccole e medie imprese, che
24:29sono la colonna vertebrale delle nostre economie, perché le grandi aziende alla fine del giorno
24:35sono abbastanza autonome in cercare i propri mercati e le proprie cooperazioni, ma le piccole
24:42e medie aziende, le piccole e medie imprese sono quelle che hanno bisogno di una specie
24:47di push anche dal punto di vista che noi possiamo come ambasciata fornire aiutando queste imprese
24:58che cercano dei partneriati o cercano delle nuove possibilità di cooperazione, cercano dei
25:04partner che sono affidabili, così anche per le imprese italiane come quelle ungarese
25:12possiamo facilitare, possiamo aiutare tramite dei vari avventi come incontri fra business
25:20to business o vari incontri di esibizioni economiche e così via. Una specie di istituzionalizzato
25:30incontro in quale si possono presentare, possono riflettere sui progetti comuni, quindi
25:35quello che Ungheria può offrire in questo campo è di grande valore aggiuntivo, c'è
25:40un grande focus sulla ricerca e sull'innovazione, ci sono varie università di ricerche in quali
25:48le più nuove innovazioni sono state messe alla prova, si guarda anche come si possono essere
25:57implementati, adesso sto parlando non soltanto in campo della IT ma anche nel settore energetico,
26:06quello logistico, ci sono qui varie dimensioni in quale con i partner italiani si può intraprendere
26:13una cooperazione più concreta, per esempio c'è un investimento in corso con i nostri partner
26:19italiani nel porto di Trieste che speriamo che avanzerà anche in futuro, che fornirà
26:27una nuova via verso l'Europa centrale, verso i mercati dell'Europa centrale e poi anche
26:37per i Balcanici occidentali. Quindi io credo che qui ci sono tante possibilità e poi non
26:45dimentichiamo che per l'Italia il mercato ungherese è un mercato molto importante, questo
26:51è anche visibile che ci sono due banchi abbastanza grandi dall'Italia che sono presenti in Ungheria
27:02che hanno già un contributo molto importante così all'economia delle imprese e quelle delle
27:11famiglie in Ungheria e hanno delle informazioni e del sapere, del know-how che può essere
27:18utile non soltanto agli imprenditori ungheresi che vogliono venire qui in Italia ma anche agli
27:23italiani che vogliono andare in Ungheria.
27:25Ecco allora mi aggancio a quest'ultima frase perché in questo quadro che lei ha fatto,
27:30che noi stiamo declinando piano piano domanda dopo domanda, se noi concentriamo il focus
27:34proprio su gli investitori italiani nel suo paese in Ungheria, quindi gli imprenditori italiani
27:40che vengono a investire lì perché questa è una parte importante del ragionamento che
27:45abbiamo fatto di qualsiasi partenariato, di qualsiasi interscambio commerciale, un po' lei
27:50l'ha già accennati, se vogliamo rimettere in ordine quali sono i campi di principale investimento
27:55e che cosa vuole dire attraverso questa intervista, attraverso i nostri microfoni, attraverso
28:00il nostro programma agli imprenditori italiani che ci guardano per invogliarli a venire a investire
28:05nel suo paese?
28:06Guardi che per un investimento bisogna prendere in considerazione la cosa più importante è
28:15che il mercato e il paese in quale si investa sia affidabile, le regole siano chiare, che
28:23l'investimento è in un posto sicuro dove le regole non si cambiano un giorno o l'altro,
28:30dove il diritto degli investimenti è ben regolato e anche eseguito secondo i diritti
28:41e secondo le norme europee, quindi in quei campi in quali gli investimenti sono ben accolti
28:50sono quelli che contengono anche valore aggiuntivo, quindi prendono per esempio delle meccanizzazioni
29:00che abbiano bisogno di una specie di innovazione in materia meccanica o materia logistica che
29:09può essere fornito anche dai scienziati ungheresi.
29:13Quindi io credo che qui nell'ambito anche nell'energia, che è un settore abbastanza importante
29:21non soltanto per l'Italia e per l'Ungheria ma anche per tutta l'Unione Europea, perché
29:29il costo dell'energia non dipende soltanto dalle source, da dove proviene questa energia,
29:36su quale via, su quali mezzi arriva, ma anche su un'ampia possibilità di risparmio sull'energia
29:47che forniscono delle nuove tecnologie che possono aiutare a risparmiare con l'uso dell'energia.
29:55Anche in questo l'Ungheria sta facendo dei progressi molto importanti che credo possono essere
30:02in una buona possibilità per vari imprenditori.
30:07Poi nel settore della salute, che l'Ungheria ha tante possibilità a fornire, abbiamo una
30:14tradizione così farmaceutica come quella di medicinali e di ricerche di medicina.
30:25nonostante nel 2003 abbiamo avuto due prezzi Nobel in questo campo, uno per la chemia, l'altro
30:33nella fisica, ma tutti e due connessi con la buona vivenza degli esseri umani.
30:39Quindi io credo che anche in campo internazionale l'Ungheria è ben riconosciuta in questi campi.
30:47Quindi quello che voglio dire per gli investitori italiani che sono benvenuti in Ungheria,
30:53che hanno delle possibilità molto avanzate e molto vaste nel trovare dei partner.
31:02Il mio omologo a Budapest sono sicuro che è anche a disposizione per aiutare gli investimenti
31:07come noi qui a Roma.
31:09Abbiamo uno speciale dipartimento per la cooperazione economica in cui cerchiamo di aiutare imprese
31:19italiani a individuare secondo le proprie esigenze i migliori partner ungaresi che sono
31:25affidabili, che sono dei partner buoni e che possono offrire delle soluzioni e delle opportunità
31:32di cooperazione nel futuro.
31:35Parliamo di geopolitica, lo diciamo sempre nelle nostre puntate, raccontiamo l'attualità
31:40ogni volta, insomma adesso siamo in giornate in cui commentiamo delle elezioni di midtermine
31:45Europa, ma parliamo sempre di Medio Oriente, Iran, Ormuz, Ucraina, parliamo delle sfide
31:51geopolitiche globali, parliamo anche del futuro dell'Unione Europea, noi realizziamo anche
31:56un programma con i nostri format che si chiama Primo Piano, proprio una volta al mese direttamente
32:01negli studi di Bruxelles.
32:03che tipo di partner si possono aspettare i paesi membri dell'Unione Europea dall'Ungheria
32:11e in quali ambiti il governo ungherese è pronto a collaborare strettamente con i partner
32:16europei per la sicurezza e il benessere comune?
32:20Certamente l'Ungheria è un partner affidabile, un partner che è pronto a riscontro e che rispetti
32:26tutti i trattati che sono stati firmati, quindi è un partner che sa dove è il suo posto
32:35nel sistema euro-atlantico in quale ci sono già le possibilità di rappresentare i propri
32:45interessi nazionali ma non in modo monopolizzante, quindi avere una sensibilità anche per gli altri
32:55perché soltanto conoscendo le intenzioni e i punti di sensibilità degli altri paesi
33:04si può raggiungere un accordo e una politica comune.
33:11Quindi certamente la sfida sarà da parte quella economica e quella della sicurezza dell'Unione
33:21europea in quale l'Ungheria vuole avere un ruolo proprio nonostante con la coscienza
33:30del peso e della grandezza del paese, in quale contribuiamo alla difesa comune così alle
33:38frontiere esterne dell'Unione europea come quanto dell'autonomia di sicurezza e di difesa
33:47europea nell'ambito dei paesi e dell'alleanza NATO. Quindi io credo che qui l'Ungheria sarà
33:58sempre anche nel futuro un partner molto affidabile.
34:04Ultima domanda che la facciamo sempre perché la riteniamo ultima ma non ultima, lo diciamo
34:10in italiano in termini di importanza, quello degli scambi fra le persone, gli scambi antropologici
34:17diciamo così, antropologico-culturali e quindi anche la cultura, gli scambi fra i popoli
34:21attraverso l'umanità delle persone e la cultura che è un elemento importante dei rapporti
34:27fra i paesi come tutti gli altri, tutte le altre visuali che abbiamo toccato. Allora qual è
34:33secondo lei il giudizio del livello dello scambio culturale fra Italia e Ungheria e qual è
34:37l'impegno della sua ambasciata per favorire questo interscambio che è importante quanto
34:42quello economico e squisitamente diplomatico e contribuisce in fondo.
34:47Io dico sempre che la cultura è la dimensione più facile, più bella perché è una dimensione
34:54quale è difficile criticare o criticizzare quindi la cultura di un paese è sempre meraviglioso
35:03nonostante di quale stiamo parlando perché ci sono dei aspetti molto particolari. La cultura
35:10italiana e quella ungarese essendo fondatori e essendo una base della cultura umana e anche
35:18quella europea hanno dei radici profondi quindi anche nella nostra storia di più di mille anni
35:25da quanto abbiamo preso come religione ufficiale il cristianesimo il nostro primo re ricevette la
35:32corona dall'Italia, da Roma. Quindi poi durante il rinascimento vari studiosi e scienziati si trovarono
35:44nelle corti delle re ungheresi come quello di Corvinus, Mattias. Poi durante il risorgimento
35:56italiano c'erano i garibaldini ungheresi che combattai erano a fianco di garibaldi e poi
36:03non possiamo dimenticare neanche il generoso supporto degli italiani durante la nostra rivoluzione
36:12regione del 1956 che fu schiacciata dalle armate sovietiche e dopo di quale l'Italia offrì una
36:22solidarietà eccezionale accogliendo tanti profughi dall'Ungheria che poi anche rimasero qui in Italia
36:32e incominciarono una propria vita. Quindi sul livello culturale e quello storico ci sono varie dimensioni,
36:42abbiamo un istituto culturale in Roma già da cent'anni a via Falconieri, via Giulia 1, vi invito
36:48tutti gli aspettatori a vedere questo magnifico palazzo che è un gioiello dell'architettura qui a Roma
36:56in quale ci sono varie esibizioni di vari artisti ungheresi, quelli italiani, dove anche tramite la cultura
37:05si cercano i punti di riflessione, i punti di connessione cercando di attirare studiosi, ricercatori, artisti italiani
37:19in questo meraviglioso palazzo che ospita il nostro istituto culturale già da cent'anni.
37:25Quindi io credo che questa dimensione è una delle più belle dimensioni delle relazioni bilaterali
37:33che continuerà a fiorire, a produrre dei frutti anche nel futuro.
37:41Bene, sono contento di aver sentito queste parole, insomma prendiamo questo flusso positivo
37:46che lei ci lascia in questa intervista, d'auguro davvero ambasciatore un buon lavoro su tutti
37:52i fronti che ha detto, compreso l'ultimo che ha detto che io reputo e lei è d'accordo
37:57con me, molto importante.
37:59Allora grazie all'ambasciatore dell'Ungheria in Italia, Andor Ferenz e David, grazie di essere
38:06stato con noi e speriamo di rincontrarci, di fare un fact-checking di tutto quello che abbiamo
38:11detto, intanto però ti ripeto è venuto a noi e queste cose ce le ha dette e noi...
38:16La prossima volta cercherò di incontrarlo e venire a incontrarli a Milano, quindi un
38:20grande saluto a tutti i frutti, o ai referenzi.
38:24Ma io vengo spesso anche a Roma, insomma, e poi c'è anche il calcio, indubbiamente importante,
38:30insomma, però perché insomma il Milan incontra una squadra ungherese forte, quindi bisogna
38:38perdonare se farò il tifo per il Ferenz-Varos, ma...
38:42Va bene, va bene, ma concesso, concesso, io continuo a fare il tifo per il Mila e giustamente
38:47fa parte delle leggi del sport, meno male, meno male, meno male, viva lo sport con le
38:53sue apparenti divisioni, ma in realtà fondamentalmente è una dialettica.
38:57Grazie all'ambasciatore di nuovo, le auguro davvero buona vita a Roma e buon lavoro e grazie
39:02a voi telespettatori che ci avete seguito, anche in quelli che ci seguono ovviamente
39:06su internet, nell'agenzia scritta, nei podcast, questo Diplomacy Magazine, questa puntata,
39:12il racconto della geopolitica finisce qui, ci rivediamo, se volete, fa 14 giorni. Arrivederci!