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  • 11 mesi fa
ROMA (ITALPRESS) - Nella prima puntata di "Diplomacy Magazine - Il racconto della geopolitica", il nuovo format tv dell'Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Mirjana Jeremić, Ambasciatore della Repubblica Serba in Italia, e Luca Gori, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Serbia. In studio anche l'ambasciatore Ettore Sequi che analizza gli sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina e i rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea. Nella rubrica "Realpolitik" l'ambasciatore Giampiero Massolo spiega invece quanto sia importante comprendere le relazioni internazionali per comprendere meglio il nostro futuro e il futuro dei nostri figli.
abr/mrv

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Novità
Trascrizione
00:00Benvenuti da Claudio Brecchino per l'inizio di una nuova avventura del multimediale di
00:16Italpress, agenzia di stampa che sta investendo molto nei prodotti che ci raccontano la realtà,
00:24la cronaca, la politica, il sociale, ma anche la geopolitica, fa parte di un processo anche
00:33di rapporti con il mondo estero che sta facendo Italpress, New York, Tirana, Bucharest, Bruxelles,
00:40Belgrado, ma fa parte anche di una nostra volontà e mia come editorialista e del direttore
00:47responsabile Gaspar Borsellino di raccontare il mondo perché il mondo in questo momento
00:52deve essere compreso nella sua complessità, le notizie oramai sono sui giornali, nei telegiornali,
00:57nei programmi, su internet, tutti i giorni e vanno decodificate, noi lo facciamo con questo
01:03nuovo format che si chiama Diplomacy Magazine, il racconto della geopolitica una volta ogni due
01:09settimane, ogni settimana ci sarà un paese protagonista con una piccola scheda, l'ambasciatore
01:15di quel paese che vive in Italia e insieme intervisteremo subito dopo l'ambasciatore
01:20italiano di quel paese, ho due grandi intelligenze diplomatiche che mi accompagnano, una è subito
01:24qui con me in studio Ettore Francesco Segui, ambasciatore, che ha accettato il nostro invito
01:30di essere parte di questo format, di questo racconto, farà sempre l'incipit della puntata
01:35non sul paese ma sul tema del momento che non può essere in questi giorni, noi registriamo
01:40poco prima di essere pubblicati, lo dico per trasparenza, non può essere che l'Ucraina,
01:45che sia piena di titoli, sia piena di notizie e sia piena di polemiche, noi sappiamo che
01:51comunque Trump e Putin si parlano, che si sono viste le delegazioni in Arabia Saudita
01:57e che questa pace, qualcuno la chiama cessazione della tregua, potrebbe esserci già in qualche
02:03forma a Pasqua, ma mille polemiche, Zelensky escluso, l'Unione Europea si sente esclusa,
02:10preoccupazioni per il futuro della sicurezza europea, se lei dovesse raccontare quello
02:14che sta succedendo agli italiani che ci seguono, cosa ci direbbe in tutto questo?
02:20Userei le parole che ha usato il presidente finlandese a Monaco, ci sono decenni in cui
02:27non succede niente, ci sono settimane in cui succedono i decenni, qui c'è un'accelerazione
02:31molto forte di quella che è una tendenza, un tentativo di trovare una via d'uscita,
02:38una pace, intanto passando per una tregua, questa crisi che ormai ci accompagna da tre
02:42anni e che ha avuto degli impatti terribili anche per la vita di tutti noi, pensiamo
02:46ai prezzi del gas, pensiamo ad esempio per alcuni paesi poveri, l'aumento del prezzo
02:52del pane, del frumento che non poteva essere esportato da Russia e Ucraina, quindi c'è
02:58un'accelerazione molto forte, vediamo se riusciremo a cogliere l'abbrivio.
03:03Perché secondo lei nel mainstream italiano, nel discorso pubblico italiano, soprattutto
03:08il giornalistico, questa pace quasi non viene chiamata tale, è brutta, Trump è cattivo,
03:15è cattivo quasi quanto Putin, nell'Unione Europea si lamenta, Zelensky non va in Riyadh,
03:20è la sconfitta della democrazia, è la sconfitta di quello che abbiamo fatto di noto oggi,
03:24è eccessiva questa lettura o la Realpolitik di cui parleremo tra poco, presentando il
03:31secondo ambasciatore che ci accompagna in questo format, prevede logiche che non hanno
03:35a che fare, anche se è giusto parlare di etica, di trasparenza politica, ma che ha
03:40altri valori, altri meccanismi, e poi la pace alla fine ha comunque un valore o no?
03:45Direi di sì, ma credo che ci siano vari problemi, intanto noi vediamo già un percorso verso
03:51la pace, ma oggi ancora si combatte, il secondo punto è che spesso il dibattito risente delle
03:57lenti anche di politica interna, quindi il dibattito a volte è un po' falsato rispetto
04:04a quella che è la realtà. Dobbiamo considerare una cosa importante, nel mondo internazionale,
04:13nel mondo delle relazioni internazionali non ci sono amici, ci sono interessi e noi siamo
04:17in una fase in cui si tratta di provare a mettere insieme interessi che per certi aspetti
04:22sono contrastanti, per esempio quello della sicurezza dell'Europa rapportata alla sicurezza
04:30degli Stati Uniti, si dice ad esempio che c'è un dicaplin, c'è uno sganciamento della
04:37sicurezza degli Stati Uniti da quella europea, quindi l'Europa deve fare qualche cosa e si
04:42sta discutendo proprio di questo in questi giorni a Parigi. C'è una divergenza di interessi
04:49ad esempio, abbastanza netta, come è evidente, tra quelle che sono le richieste russe per
04:57arrivare a una pace e quelle che sono invece ciò che l'Ucraina può mettere a disposizione,
05:04può accettare e proprio per questo credo gli Stati Uniti stanno cercando di massaggiare
05:09i russi. Si riuscirà a proseguire in questo cammino? Non lo so, certamente comunque c'è
05:17un'accelerazione che è importante seguire. Faccio un salto, è chiaro che noi abbiamo
05:22bisogno di tanto tempo, ma cerchiamo di spiegare i concetti man mano che vengono, poi non è
05:26detto che noi non parleremo anche nelle prossime puntate di questo tema, quindi sarà sicuramente
05:32ancora attuale, sceglieremo dei focus, oggi siamo un po' più generali, ma è vera quest'ipotesi
05:39di arrivare come punto finale a un'Ucraina divisa in tre con la Crimea e parte del Donbass
05:45che vanno in barba al diritto internazionale al più forte, cioè a Putin, un cuscinetto
05:50intermedio con truppe che potrebbero essere europee e poi un'Ucraina di quello che rimane
05:56con delle nuove elezioni, sono state annunciate da Trump, forse con Zelensky, forse no, che
06:01però avrà la sua sovranità, sarà nell'Unione Europea, ma non nella Nato e nello stesso
06:06tempo una Nato che rimane formalmente così, ma con un ingaggio americano più fragile anche
06:11in termini economici e questo crea problemi sulla sicurezza europea, dalla Polonia, dai
06:16paesi baltici, dalla Finlandia che si sentono coinvolti direttamente e Draghi ha parlato
06:21proprio in queste ore della necessità ancora una volta di un esercito comune europeo, questo
06:27è il quadro finale? Sono circolati in questi giorni e anche nelle scorse settimane tutta
06:32una serie di potenziali piani di pace, c'è uno per esempio che è circolato in modo abbastanza
06:39informale e prevedeva una dichiarazione alla disponibilità di una tregua per Pasqua,
06:51la dichiarazione di una tregua all'inizio di maggio che per i russi è un giorno molto
06:56interessante perché è il giorno dell'8 maggio, della vittoria nella guerra patriottica,
07:04tra questo periodo e l'estate delle elezioni, perché uno dei temi che pongo nei russi è
07:10che Zelensky non è un interlocutore credibile, legittimato perché il suo mandato è scaduto
07:17già da tempo, è stato sospeso per la legge marziale, con la speranza russa probabilmente
07:22di poter in qualche modo avere alla fine delle elezioni un altro presidente, questo poi lo
07:28vedremo, è molto interessante ciò che ha detto Trump proprio ieri sul fatto che la
07:33popolarità è Zelensky, oggi è al 4%. Forse ci sono diverse opinioni su questo,
07:42ovviamente il 4% è un poco, però questo è già l'indizio del fatto che si pensa
07:47ad avere un altro soggetto, o quantomeno un altro presidente. Lei dal suo punto di vista
07:52come ambasciatore, che è abituato a una lunghissima, non l'ho detto prima ma l'abbiamo raccontato,
07:57è stato molte volte nostro ospite, una lunghissima guerra diplomatica del mondo, un'esperienza
08:02come segretario generale della Farnesina, dalla sua ottica, è d'accordo o non d'accordo?
08:09Capisco che l'etica l'abbiamo detto e i valori tradizionali e dell'interesse nazionale
08:14passano un po' in secondo piano, ma le piace questo percorso anche verso Zelensky?
08:19Io direi che bisogna considerare due aspetti che sono fondamentali, l'aspetto numero uno
08:26che ormai è implicitamente direggiato, quello delle amputazioni territoriali che inevitabilmente
08:33l'Ucraina dovrà avere e su questo si discuterà fino a che punto e in che formato. Il secondo
08:37punto che era critico fin dall'inizio è quello delle garanzie, cosiddette garanzie
08:44di sicurezza, cioè cosa fare affinché la Russia un domani non aggredisca nuovamente
08:50l'Ucraina e su questo ci sono varie teorie. Per esempio c'è chi parla di una forza di
08:56peacekeeping, noi sappiamo che una forza di peacekeeping è molto debole e quindi non
09:00può probabilmente rispondere domani a un'eventuale aggressione. C'è chi parla di una possibilità
09:07di una forza di deterrenza, ci vorrebbero 150 mila uomini, ci vorrebbero armamenti pesanti,
09:13ci vorrebbe probabilmente un sostegno americano, sono disponibili gli americani a offrirlo?
09:17E' disponibile la Russia ad accettarlo? Un'altra scuola di pensiero quella di Zelensky dice
09:24l'Ucraina deve essere nella NATO, nessuno la vuole, diciamo la verità. Un'altra possibilità
09:30è quella di consentire all'Ucraina di riarmarsi, ma questi oneri dovrebbero essere assunti
09:38dall'Europa, quindi direi che ci sono moltissime strade aperte su cui poi si ragionerà.
09:43Certo, ci sono pochi secondi, siamo stati brevissimi in dieci minuti perché insomma
09:47sono argomenti complessi. Quanto contano gli interessi economici anche per gli americani,
09:51la costruzione e terre rare?
09:53Moltissimo, contano moltissimo perché gli americani in fondo sanno di avere speso molto,
09:58quindi vogliono in qualche modo recuperare e soprattutto le terre rare. In due parole,
10:05quando Trump ha messo dei dazi di circa il 10% sulla Cina, i cinesi hanno risposto in
10:11modo moderato, salvo hanno dato un piccolo messaggio restringendo l'esportazione a alcune
10:16terre rare che sono necessarie per l'industria americana, quella più avanzata, quindi da
10:22qualche altra parte bisogna pure prenderle.
10:24Ma come fa a prenderle se poi quei pezzi di territorio vanno del Donbass e quelli ricchi
10:28vanno a Putin?
10:29Sono solo una parte perché una parte resta in Ucraina, però la cosa interessante che
10:34non è stata sottolineata abbastanza è che nell'incontro che c'è stato in Arabia
10:39Sudita, i russi erano accompagnati dal capo del fondo sovrano russo, perché i russi hanno
10:45capito che bisogna ingaggiare gli americani anche sull'economia.
10:48Questo è interessante, ne parleremo ancora, io la ringrazio per l'arabidità, colgo
10:52l'occasione, anche nelle nostre rubriche si parla sempre dei libri, lei è il direttore
10:56scientifico di questo bel tomo, che però deve essere usato come una forma di consultazione
11:00perenne, perché noi traduciamo al pubblico, l'abbiamo fatto in politica, l'abbiamo
11:04fatto in economia, lo stiamo facendo sugli esteri, che siano convinti che la gente deve
11:08capire ciò che sente tutto il giorno, delle cose che poi ci riguardano anche come lei
11:12ha detto economicamente o anche nella nostra sicurezza militare, l'Atlante geopolitico
11:17del 2024, edito dalla prestigiosissima Treccani, lo vedete, questo signore che qui è il direttore
11:23scientifico, ma soprattutto noi siamo onorati di averlo come super editorialista del format
11:28che lanciamo oggi, e lanciamo anche un suo collega, un altro ambasciatore, Giampiero
11:33Massolo, che qui ha presentato il suo libro La Real Politik, che è anche una rubrica
11:37che tiene sul Corriere della Sera, e si chiama così anche la rubrica che farà per noi e
11:42ci spiega che cos'è la Real Politik, vediamo insieme.
11:47Perché questa rubrica? Questa rubrica intanto nella mia intenzione serve per cercare di
11:58dare agli ascoltatori, a chi mi vede, chi mi ascolta, proporre un metodo con il quale
12:07approcciarsi alle relazioni internazionali e questo metodo è basato su di una considerazione
12:15abbastanza semplice, cioè il mondo è in una certa maniera e noi dobbiamo guardare
12:21il mondo così com'è, non come vorremmo che fosse. È chiaro che una volta partiti
12:27da questo dato, una volta analizzata la situazione, poi possiamo formarci delle opinioni, è
12:34legittimo che sia così, è giusto che sia così, possiamo guardare a quel punto attraverso
12:40il prisma della nostra opinione al mondo dal punto di vista etico, dal punto di vista
12:44giuridico, dal punto di vista economico, ma la realtà vera è che prima dobbiamo capire
12:49le dinamiche che muovono le relazioni internazionali e questo è particolarmente importante soprattutto
12:55in un Paese come il nostro, l'Italia, dove talvolta si è poco consapevoli di quello
13:01che succede all'estero e quanto quello che succede fuori dai confini nazionali poi finisce
13:06per essere importante per la nostra sicurezza e per la nostra prosperità. Dunque il mondo
13:12è com'è e cosa lo muove? Lo muove il gioco degli interessi nazionali, gli interessi nazionali
13:18sono quelle decisioni dei governi che vengono prese prendendo in considerazione tutta una
13:24serie di fattori, questi fattori inglobano sia caratteri permanenti, quindi dove un determinato
13:31Paese si trova geograficamente, qual è la sua storia, qual è l'animo dei suoi cittadini,
13:38sia elementi non permanenti che sostanzialmente si tratta di cogliere le opportunità e evitare
13:45le minacce, evitare i rischi. Questi atti di sintesi, queste decisioni politiche che
13:50i governi compiono sono l'interesse nazionale, rappresentano l'interesse nazionale, sono
13:57frutto appunto di decisioni che inglobano elementi complessi e di queste decisioni i
14:04governi poi sono responsabili, sono responsabili di fronte alle opinioni pubbliche, di fronte
14:08ai parlamenti, di fronte alla fine ai cittadini elettori e quindi questi atti politici sono
14:14atti opinabili, ma muovono di volta in volta i governi nel loro comportamento, nei loro
14:21atteggiamenti nei confronti degli altri governi e da questo tiro alla fune che rappresenta
14:28il far valere gli interessi di ciascuno, che scaturiscono poi le crisi politiche, che scaturiscono
14:36i conflitti internazionali. Io dico sempre che proprio perché si tratta di un tiro alla
14:42fune, di uno scontro fra interessi, è come stare sotto una coperta corta, uno la tira
14:49da una parte, una la tira dall'altra, siamo tutti un po' al freddo, ma nessuno è veramente
14:56nudo e questo da un lato ci porta a essere un po' preoccupati, perché quando si parla
15:03di interessi poi a volte i calcoli corrono il rischio di essere sbagliati, ma dall'altro
15:10ci porta anche ad un elemento di conforto, proprio per questo fatto che alla fine il
15:16gioco degli interessi finisce per essere a somma zero. Quindi credo e mi propongo con
15:24questa rubrica di cercare di far crescere la consapevolezza su come funziona la comunità
15:29internazionale.
15:30Allora ringraziamo gli ambasciatori Sequi e Massolo, che ritroveremo nel nostro Format
15:40per due settimane e andiamo al primo paese protagonista di Diplomacy Magazine, il racconto
15:46della geopolitica, che è la Serbia e questa è una scheda introduttiva per comprendere
15:53alcuni tratti essenziali di questo paese.
15:56La Serbia è un paese di oltre 6 milioni e mezzo di abitanti nel cuore della penisola
16:09balcanica, sulla via più importante che collega l'Europa e l'Asia. Un crogiolo di etnie,
16:16la maggioranza della popolazione è serba, ma sul suo territorio convivono ungheresi,
16:21bosniaci, rom, croati, montenegrini, albanesi e rumeni. La religione principale è quella
16:29cristiana ortodossa. Dopo la seconda guerra mondiale, la Serbia era una delle sei repubbliche
16:35della Jugoslavia. Nel 1990 tornò indipendente, due anni dopo formò una repubblica federale
16:42con il Montenegro. Nel 2006 i due stati si separarono. La Serbia ha presentato domanda
16:48di adesione all'Unione Europea nel dicembre 2009 e ha ottenuto lo status di paese candidato
16:55nel marzo 2012. I negoziati di adesione sono iniziati nel gennaio 2014 e sono ancora in
17:02corso. L'Italia è tra i paesi che ne sostengono con più convinzione l'ingresso nell'Unione.
17:13Dopo la scheda riassuntiva di da scarica sul paese che è protagonista della nostra
17:24prima puntata della Serbia, abbiamo il piacere di presentarvi qui nei nostri studi romani
17:29il primo ambasciatore del nostro format, Diplomacy Magazine, del racconto della geopolitica,
17:35che è Mirjana Jeremic, ambasciatore della Repubblica Serba qui a Roma. Grazie di aver
17:42accettato il nostro invito. Una lunga carriera diplomatica, poi la presenza a Roma. Come
17:50si inserisce il lavoro dell'ambasciata di Roma in un rapporto fra due paesi che dichiarano
17:57pubblicamente di essere amici e che hanno uno scambio molto intenso su tutti gli elementi
18:02degli scambi, cioè culturali, personali, economici e diplomatici.
18:07Grazie, davvero vi ringrazio per questo invito a fare questa intervista, sono molto lieta
18:18di essere qui con lei. Le nostre relazioni tra Italia e Serbia sono davvero di lunga
18:28data. L'anno scorso abbiamo celebrato 145 anni dei rapporti diplomatici e anche 15 anni
18:36del partenariato strategico. La nostra cooperazione è sviluppata davvero in tanti settori e il
18:46mio lavoro è cercare e trovare l'opportunità per crescere insieme anche nell'ambito istituzionale
18:57e anche economico. Dall'altro lato cultura è una grande parte del mio lavoro qui a Roma
19:07e l'ambasciata è un punto di incontro tra gli amici italiani e serbi. Abbiamo fatto
19:15l'anno scorso tanti eventi, devo dire che abbiamo avuto una proiezione del film con
19:26la collaborazione del museo di Nikola Tesla a Belgrado, il film si chiama Senza fili.
19:33Dopo la proiezione io ero un po' delusa, devo dire, perché gli italiani non sanno
19:44che Nikola Tesla era serbo. E per esempio questo è il mio lavoro, è un esempio per
19:54non solo gli italiani ma per tutto il mondo. Diciamo che Nikola Tesla era un scienziato
20:02serbo anche mondiale.
20:03E' chiaro ed è importante, poi ci torneremo ancora sul lavoro dell'ambasciata. Nei rapporti
20:11tra i due paesi ho scelto il tema economico perché è un tema molto importante, ha parlato
20:16del partenariato, sono scambi importanti e spero di non dire che i numeri li abbiamo
20:22corretti insieme. Sono 1.200 le aziende italiane che sono lì, ho intervistato anche persone
20:30di confindustria che hanno confermato questa presenza forte, vuol dire posti di lavoro
20:34diretti o indiretti. Significa poi l'anima del commercio, complessivamente al 2022 erano
20:444,8 miliardi di euro, una cifra che si può migliorare e incrementare anche perché alla
20:50fine di gennaio c'è stato comunque il forum economico tra i due paesi. E' venuto fuori
20:55qualcosa di iniziative che secondo lei sono importanti ancora di più per migliorare questi
21:01numeri che sono già indici di un rapporto molto florido sul piano economico?
21:06Sì, certo. La Serbia è un piccolo paese, però siamo molto lieti con tutti i rapporti
21:14specialmente economici con l'Italia. Nel 2023 abbiamo avuto il primo business forum
21:22a Belgrado con il vicepresidente ministro degli affari esteri Antonio Tajani, con la
21:30presenza di tantissime aziende italiane e serbe. E poi a Trieste l'anno scorso nel
21:36maggio con la presenza del nostro primo ministro e cinque ministri e l'ultimo era il 31 gennaio
21:45anche con la presenza del ministro Tajani con più di 400 aziende italiane a palazzo
21:54Serbia. Tutto questo significa, è un segnale che i nostri rapporti economici sono davvero
22:02eccellenti e con l'apertura del Sime Sace, Casa Depositi e Prestiti a Belgrado, è anche
22:10un segnale per gli investimenti italiani di venire in Serbia e di investire.
22:19Certo, io lo dico, lei non lo sa, nelle rubriche economiche che tengo per l'Italpress traduco
22:24sempre tutte le sigle, sono le sigle di cui parliamo spesso, abbiamo intervistato anche
22:29i presidenti di ICI, sono le grandi agenzie governative che poi partecipano a questi investimenti
22:35anche delle aziende all'estero e poi stanno con delle sedi lì, in questo caso a Belgrado
22:40e aiutano tutta questa cooperazione, perché molti magari non sanno cosa fanno queste nostre
22:46aziende, questo è un problema nostro. Lei in un'intervista che ho letto ha parlato
22:50però di iniziative importanti per i prossimi anni che riguardano i rapporti Italia-Serbia,
22:55ma riguardano anche la Serbia come centro di summit importanti dall'Expo, ma ho letto
23:01anche di un summit che dovrebbe esserci sull'internazionale, sull'intelligenza artificiale di cui tanto
23:06si parla, quindi anche stare al passo con i tempi, con quella nuova industria del digitale
23:11e delle tecnologie della comunicazione. Siamo molto orgogliosi perché abbiamo vinto
23:17la prestigiosa competizione come l'Expo, siamo ospiti dell'Expo 2027, Belgrado sarà
23:29un capitale del mondo dal 15 maggio al 15 settembre, allora solo per tre mesi, Roma
23:36è sempre, però solo per tre mesi andiamo a Belgrado. Aspettiamo più di 100 paesi presenti
23:47a Belgrado, ci sarà un'altra nuova città vicino al nostro aeroporto e devo dire che
23:53il nostro aeroporto, che si chiama Nicola Tesla, è molto più vicino che l'aeroporto
24:00Fiumicino qui a Roma, è davvero un'opportunità non solo per Serbia, ma anche per gli altri
24:07paesi e anche per l'Italia. Il Ministro Tajani ha annunciato a Belgrado che l'Italia sarà
24:15presente all'Expo e mi fa piacere, certo perché è davvero un'opportunità grande
24:24per tutti. Siamo tra i primi 25 paesi che hanno adottato
24:37la strategia sull'intelligenza artificiale e per applicazione l'intelligenza artificiale
24:47sull'energia, l'istruzione, la sanità, la medicina, certo. Anche abbiamo ospitato
24:57il vertice nel dicembre dell'anno scorso sull'intelligenza artificiale.
25:03Allora, le ultime tre domande. Ci sono anche i serbi in Italia, io ne ho parlato spesso,
25:10sono quel presidente dell'amicizia, il gruppo interparlamentare per l'amicizia Italia-Serbia,
25:16l'abbiamo intervistato a Milano la settimana scorsa, 32.000 persone, se non sbaglio, giusto?
25:21E voi lavorate anche per loro, non solo per promuovere la Serbia in Italia, ma anche per
25:26loro che stanno qui. Sono felici, li trattiamo bene noi italiani.
25:30Sì, sì. Devo dire che la maggiorità è a Trieste e quando ho visto il sindaco di
25:38Trieste mi ha detto che ha ottimi rapporti con la comunità serba e sono davvero contenta
25:46di sentirlo perché è molto importante. La comunità serba è un ponte tra Italia e Serbia,
25:53ma ci sono più di 30.000, perché non si tratta solo dei serbi con il permesso temporaneo
26:01o permanente, ma anche i serbi che hanno acquisito la doppia cittadinanza e ci sono artisti,
26:15imprenditori, studenti, atleti. Si fa parte della vita sociale.
26:23Esatto. Contribuiscono alla vita, alla connettività tra l'Italia e Serbia e siamo molto contenti
26:34perché sono ben integrati in Italia e mi fa piacere saperlo, è certo, è bello dirlo
26:42quando qualcuno dice che… E' bello pure per noi italiani sentire l'inclusione,
26:49parliamo tanto in termini anche diversi, di politica migratoria, di un mondo globalizzato,
26:54di gente che si sposta, di mobilità internazionale. Quando fra le comunità c'è un'inclusione
26:59che riesce dobbiamo essere felici. Siamo felici, sì.
27:03Il nostro Premier, Giorgia Meloni, ha sempre detto pubblicamente che ci tiene moltissimi
27:09rapporti sani, costruttivi con il suo Paese e che si offre anche come una sorta di mediatore,
27:18l'Italia non solo il Premier, per i rapporti futuri con l'Unione Europea, per l'adesione
27:22all'Unione Europea. A che punto siamo? L'adesione all'Unione Europea è una strada
27:30molto lunga. Siamo fortunati perché sempre abbiamo il sostegno dell'Italia. Per esempio,
27:42siamo pronti di aprire il Cluster 3 negli ultimi tre anni, però non l'abbiamo fatto
27:48perché ci sono ragioni… Noi abbiamo soddisfatto tutti i criteri tecnici, però ci sono ragioni
27:57geopolitici. Non possiamo farlo, però speriamo e anche il Ministro Tajani ha detto che la
28:08Serbia potrebbe essere un membro dell'Unione Europea anche prima del 2030. Siamo molto
28:14grati e tutto il governo italiano sta davvero, come ho detto, abbiamo il sostegno quando
28:21si tratta dell'Unione Europea, però purtroppo non c'entra solo l'Italia. Ci sono 27 membri
28:32dell'Unione Europea. No, queste sono le istituzioni europee, però abbiamo parlato
28:36del ruolo dell'Italia nel rapporto privilegiato. L'ultima domanda, non la voglio portare
28:44sulle tematiche che qui in Italia sono sempre molto spinose, sulla parità dei generi, sull'inclusione,
28:50sui ruoli anche apicali delle donne, però l'ho letto in un'intervista e mi ha colpito.
28:55Lei è una donna che guida l'ambasciata della Serbia in Italia, quindi una struttura fatta
29:00di tante persone, di collaboratori, non è solo l'ambasciatore che sta lì in casa,
29:04sta solo lui, non c'è nessun mondo. Però anche nei consolati importanti di Milano e
29:09di Trieste mi sembra che ci siano delle responsabilità delle figure femminili, quindi le donne protagoniste
29:15almeno della diplomazia e della politica estera. Giusto o no? Giusto, assolutamente,
29:23perché davvero le donne, credo che le donne in Serbia, nel Ministero degli Affari Esteri
29:33non possano lamentare perché ci sono tante, al Ministero anche ci sono tanti ambasciatori,
29:40non ho l'ambasciatrice, nel mondo. Forse magari le donne c'è una sensibilità particolare,
29:52però davvero secondo me è molto importante che le donne sulle posizioni di leadership
30:00che questo sarà una regola, una normalità e non una eccezione. Questo è importante,
30:08anche da noi. C'è una legge che prevede un tot di quote già da tanti anni e io dico
30:13sempre bene le leggi, ma poi dobbiamo raggiungere questo stadio di democrazia matura nel rapporto
30:20tra i ruoli degli uomini e delle donne nei lavori importanti per cultura, per modelli
30:25culturali e non per leggi. Senta, io le ringrazio, sono tante le cose che le chiederei, i nostri
30:31format vivono nel tempo, poi li dobbiamo mettere in delle televisioni che hanno dei break pubblicitari
30:36e anche su internet, le cose più sono rapide più viaggiano velocemente. La ringrazio di
30:42essere stata con noi, grazie a Mirjana Jeremic, ambasciatore della Serbia in Italia e speriamo
30:48poi si veda la puntata, se le piace ci ritorniamo a trovare tra un po' di tempo e facciamo un
30:54fact checking sullo stato delle relazioni fra Italia e Serbia. Grazie ancora. Con grande
30:59piacere, la ringrazio. Grazie, arrivederci.
31:30Vedo lì dietro la foto del nostro grande presidente a simboleggiare il suo lavoro e il paese che lei rappresenta.
31:38Abbiamo parlato prima, molte domande saranno simili in questo crossover che facciamo nelle interviste,
31:44però gliela metto con questo focus. C'è un motivo particolare dell'amicizia fra questi due paesi
31:50che abbiamo celebrato prima anche con l'ambasciatore della Serbia, di questa vicinanza fra questi due povoli?
31:57C'è un grande amore dei serbi per l'Italia storicamente ma anche culturalmente, per esempio
32:06io rimango sempre colpito nel vedere quanti serbi parlano italiano, è veramente fantastico.
32:14E poi tutta la nostra cultura popolare dagli anni 50 in poi è passata attraverso Trieste,
32:21in Jugoslavia e in Serbia ed è diventata veramente un mito per molti versi qui in Serbia.
32:29Questo crea un contesto estremamente favorevole ai rapporti politici, economici e culturali
32:36e naturalmente abbiamo un forte interesse congiunto alla sicurezza e alla stabilità di questa regione.
32:43Questi due focus che lei ha messo, i rapporti politici, diplomatici e quelli economici,
32:50il Premier Giorgio Meloni ha sempre detto che l'Italia è in prima fila nel dialogo diplomatico con la Serbia,
32:57nell'equilibrio dello scacchiere dei Balcani occidentali ma anche l'Italia come mediatrice
33:05di questo avvicinamento progressivo della Serbia all'Unione Europea.
33:09Ecco, faccio la stessa domanda, a che punto siamo lì?
33:14Per molto tempo l'allargamento dell'Unione Europea è rimasto fermo,
33:19negli ultimi 15 anni purtroppo si sono fatti pochi progressi.
33:23Con l'invasione russa e l'Ucraina l'allargamento è tornato di attualità
33:28e quindi anche per i Balcani occidentali si è avviato un processo più dinamico.
33:36L'Italia è in prima fila per favorirlo, il Vice Presidente del Consiglio Tajani è venuto tre volte a Belgrado,
33:43abbiamo creato un gruppo di amicizia dei Balcani occidentali che si è riunito a Roma anche recentemente
33:51e l'obiettivo è quello di accelerare il processo.
33:55Il Presidente Vucic ha preso l'impegno a realizzare tutte le riforme che chiede l'Unione Europea entro il 2026.
34:04L'obiettivo è ambizioso ma l'Italia sosterrà questa visione.
34:09I rapporti economici, anche questo ne abbiamo parlato tante volte,
34:13io ho intervistato qui a Italpass anche i protagonisti di questo gruppo, come le chiamati, all'amicizia Italia-Serbia.
34:21Insomma, tante aziende italiane, ne abbiamo fatto prima conto con l'ambasciatore della Serbia 1200,
34:28tanti interessi, tanti posti di lavoro diretti o indiretti,
34:32quindi c'è proprio anche una comunità, al di là dei posti di lavoro creati lì, di italiani in Serbia.
34:39Quanti sono? Quante ne incontra? Come li assiste?
34:44La Serbia ha un sistema Italia unico nella nostra rete diplomatica consolare,
34:52perché oltre all'ambasciata che ha un ufficio commerciale c'è l'ICE, c'è la Camera di Commercio Italo-Serba,
34:59c'è Confindustria e poi nell'ultimo anno hanno aperto gli uffici anche Cassa Depositi e Prestiti, Sace e Simest.
35:07Quindi c'è un sistema straordinario, una cassetta di attrezzi che viene messa a disposizione delle aziende
35:17e noi incontriamo regolarmente e sosteniamo qui l'internazionalizzazione della nostra impresa.
35:23Tenga conto che negli ultimi due anni noi abbiamo fatto tre business forum tra Italia e Serbia.
35:29La Serbia è l'unico paese con cui l'Italia ha fatto tre business forum in due anni
35:34e questo la dice lunga sull'importanza che attribuiamo a questo paese.
35:38Nell'ultimo forum della fine di gennaio, pochi giorni fa, c'è qualche iniziativa nuova che merita di essere raccontata
35:46al di là di questo quadro di insieme che abbiamo fatto?
35:49Ci sono stati fatti accordi nuovi perché Tajani è tornato anche lì in questa occasione?
35:54Noi abbiamo portato 150 aziende italiane, ce ne erano 250 a Serbia, abbiamo fatto più di 400 B2B,
36:07quindi abbiamo creato moltissime occasioni di sviluppo dei nostri rapporti economici
36:14e quindi i contratti sono convinto arriveranno perché li stiamo già seguendo come seguito del business forum.
36:25La novità è che come Italia adesso e come aziende italiane in Serbia stiamo puntando su settori innovativi
36:34rispetto a quelli su cui eravamo concentrati in passato, cioè stiamo puntando su agritech, transizione verde,
36:41diversificazione energetica, infrastrutture digitali e di altro tipo.
36:50Questo mi ha un po' anticipato che volevo sapere quali erano i settori rilevanti di questo scambio
36:57e mi ha detto quali sono quelli nuovi, se mi vuole dire quali sono quelli importanti storicamente così completiamo il quadro.
37:04Storicamente noi siamo sempre stati forti qui nel settore assicurativo, nel settore bancario,
37:12banca intesa Unicredit sono le due banche più importanti del paese, esportiamo molti macchinari ovviamente
37:19e anche nell'agricoltura stiamo occupando delle posizioni importanti.
37:25Però ecco il salto di qualità che dobbiamo fare adesso è quello di passare dai settori tradizionali a settori con un più alto contenuto tecnologico
37:34perché la Serbia sta cambiando abbastanza rapidamente. Pensi che, le do questa curiosità, la prima voce dell'export serbo oggi sono i servizi ICT.
37:45Certo è interessante, che insomma lo dico è una cosa di cui mi occupo sempre io perché sono un giornalista che lavora molto sul termine della filosofia della comunicazione
37:55Information Communication Technology che vuol dire le tecnologie della comunicazione che sono le protagoniste del ventunesimo secolo.
38:03Io traduco tutte le sighe perché se poi magari qualcuno non si ricorda che cosa sono.
38:08Ultima domanda di tipo tecnico, poi ne faccio una personale e la saluto.
38:12L'Italia è tra i paesi partner della 46° fiera internazionale del turismo di Belgrado che si tiene in questi giorni.
38:21Ci sono ancora potenzialità da sviluppare questo scambio di flussi turistici fra i due paesi?
38:28Assolutamente, facciamo proprio stasera l'apertura qui della fiera del turismo con l'Italia paese partner.
38:37Ci sono molte possibilità di sinergia anche perché i collegamenti diretti tra i due paesi si stanno moltiplicando.
38:47La Serbia ha 10 collegamenti diretti con l'Italia, quest'estate si aprirà anche quello con la Sardegna.
38:53Infatti la Sardegna sarà protagonista di questa fiera del turismo.
38:57Ma noi vogliamo sviluppare un partenariato con la Serbia sul turismo anche per quanto riguarda i modelli di accoglienza.
39:04Per esempio, noi come Ministero degli Esteri abbiamo lanciato questa iniziativa del turismo delle radici che è rivolto alla comunità italiana che vive all'estero e che vuole tornare a visitare i luoghi di origine in Italia.
39:16Siccome anche la Serbia ha una comunità espatriata molto importante, è un modello sul quale possiamo lavorare insieme.
39:24Così come sui modelli del turismo dell'enogastronomia, per esempio, o il turismo della montagna dove la Serbia ha molto da offrire.
39:35Senta, abbiamo un minuto e mezzo, poi se diventano due minuti non succede niente.
39:40Poi io sono molto incuriosito anche dell'altro aspetto della diplomazia.
39:44Io dico sempre lo scambio fra le persone, quando diciamo culturale, antropologico sulle persone.
39:50Metteremo un po' a posto il format, Diplomacy Magazine, racconto della geopolitica, ma anche il racconto delle persone.
39:58Lei ha bel grado la sua giornata, il suo incontro con gli altri, come si trova, mangia bene, si diverte, ha la sua famiglia lì, si è fatta una famiglia con gente di bel grado.
40:08Mi interessa sapere un po', io da piccolo ho detto una volta voglio fare il diplomatico, così giro il mondo e lo conosco.
40:14Conoscere il mondo è la cosa più bella, no? Conoscerlo e trasferirlo, perché conoscere vuol dire migliorare sempre le relazioni fra gli uomini, giusto?
40:24Assolutamente, sono perfettamente d'accordo.
40:27Naturalmente la diplomazia non è solo poi scambi formali, ma c'è una diplomazia informale che è molto importante e alla quale i serbi tengono molto.
40:40Quindi è importante qui, per esempio, mangiare insieme, andare a bere un caffè insieme, perché hanno la stessa cultura italiana dello stare in famiglia, ma dello stare anche tra amici e condividere la cena o il pranzo come momento in cui davvero ci si toglie la cravatta e si parla in maniera più aperta di tutte le questioni.
41:07Da questo punto di vista Belgrado è una città straordinaria, è cresciuta e secondo me è diventata ormai una capitale europea, offre tantissime cose. Ricordiamo che nel 2027 qui ci sarà Expo, Expo 2027 dedicato alla musica e allo sport.
41:29Sì, anche l'Italia parteciperà come ha annunciato il ministro Tajani.
41:34Io la ringrazio, il tempo è scaduto, ma solo perché è scaduto il tempo, se no avrei avuto altre domande, però è molto simpatico, molto disponibile. So anche il rapporto con la nostra agenzia, con il nostro direttore Borsellino. Avremo occasione ancora di incontrarci.
41:49Grazie a Luca Gori, ambasciatore dell'Italia, del nostro paese a Belgrado. La nostra prima puntata di Diplomacy Magazine, il racconto della geopolitica, finisce qui. Non dico molto altro perché siamo stretti con i tempi, dobbiamo mettere a punto, sentire tante persone, tante storie, tanti temi.
42:07Torneremo tra due settimane esatte con un altro paese, altre storie, altri uomini, altri mondi da raccontare. Grazie per essere stati con noi. Arrivederci.
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