Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 5 ore fa
Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 21:00

Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:47Dopo oltre mille trapianti di rene, il fatto di aver portato per la prima volta in Italia la tecnica del
00:56robot, si va in pensione?
00:59Sì, c'è un po' di emozione perché insomma io ho iniziato al Brozzo la mia carriera nell'84, sono
01:06passati quasi 40 anni e quindi lasciare questo ospedale mi dà un po' di emozione.
01:14Certo è che sono state anche tante le soddisfazioni di Mauro Frongia che ha guidato un reparto che ha dato
01:22lustro non solo a Sardegna ma anche all'Italia, il primo spunto del robot da Vinci per fare i trapianti
01:29di rene che è una parte della vostra attività.
01:32C'è stato, mi dicevi, in America, Chicago da Dottor Benedetti.
01:38Sì, diciamo che partiamo dagli anni 90 in cui noi insieme all'Urologia abbiamo sempre fatto, ci siamo sempre occupati
01:45di trapianto, da sempre.
01:46Quindi è un reparto che si è sdoppiato fra l'attività dell'Urologia e l'attività di trapianto renale.
01:51A questo poi si è aggiunto, a partire da 2011, l'attività della chirurgia robotica.
01:59In sostanza il robot da Vinci è arrivato al Brozzo alla fine del 2010, grazie fra l'altro a un
02:06finanziamento regionale attraverso fondi europei.
02:10Detto questo, il robot da Vinci noi l'abbiamo utilizzato per tutte le patologie urologiche, naturalmente e soprattutto quelle oncologiche,
02:20le patologie oncologiche della vescica, del rene e della prostata.
02:25Siccome però avevo e abbiamo nel mio reparto l'esperienza del trapianto renale, che è cresciuta negli anni,
02:34perché abbiamo ottenuto molte soddisfazioni anche nel trapianto renale, con la chirurgia tradizionale,
02:44facendo anche i doppi trappianti, facendo i trappianti dal vivente,
02:47io ho pensato di poter utilizzare la tecnica robotica anche nel trapianto renale.
02:54Questa idea che mi è venuta, appunto, dopo averlo usato inizialmente, come ho detto, per tutti gli interventi di oncologia,
03:03mi ha portato a pensare di iniziare l'attività del trapianto renale con il robot da Vinci nel donatore dal
03:09vivente.
03:10In sostanza il trapianto si fa, è un trapianto che si può fare sia da donatore vivente che da donatore
03:17cadavere.
03:17Il donatore vivente è un trapianto che si fa ovviamente per la donazione del papà al figlio, del marito alla
03:27moglie.
03:28Insomma, in Italia si fa soprattutto tra consanguinei, quindi si tratta di un regalo, piassiamo così,
03:33di un tipo di donazione assolutamente volontaria.
03:38Per cui cos'era il problema? Che il donatore che deve fare di fatto una nefrectomia, cioè bisogna togliere un
03:44rene,
03:45con la tecnica mini-invasiva, cioè quella robotica, avrebbe avuto meno fastidi nel decorso post-operatorio.
03:52Quindi l'idea era facciamolo col robot.
03:55Ma anche allora nel 2011-2012 in Europa non c'era nessuna esperienza sul prelievo dal donatore vivente con il
04:04robot da Vinci.
04:05Non ci si faceva in laparoscopia, ma la robotica è un'evoluzione della laparoscopia, è qualcosa di più,
04:11perché si vede meglio, perché il chirurgo ha una visione in 3D, perché il tremore del chirurgo viene completamente abolito
04:18dal robot.
04:19Insomma, ci sono diverse cose che migliorano.
04:22Allora, in Europa, in quel periodo, chi aveva un po' di esperienza nel prelievo di rene,
04:28dal donatore vivente, era la Francia, era Nancy, e c'era il professor Hubert che faceva questi interventi.
04:36Per cui siamo partiti in Francia, siamo andati a vedere un po' come lui poteva fare questo.
04:41Siamo tornati poi nel 2012.
04:42Nel 2012 abbiamo iniziato proprio l'attività robotica nel trapianto renale con il prelievo di rene dal donatore vivente.
04:49Da quel momento in poi tutti i prelievi che abbiamo fatto sul donatore vivente li abbiamo fatti con robot.
04:54Quindi questo era un primo step sulla chirurgia robotica.
04:58Poi però abbiamo continuato, nel senso che mi è venuto in mente, e questa è stata una mia idea,
05:03che forse il trapianto renale si poteva anche, si poteva fare anche per il ricevente.
05:12Cioè, chi doveva prendere il rene, c'è il vero intervento di trapianto renale,
05:16invece di farlo con la chirurgia tradizionale, ho pensato che si potesse fare con il robot.
05:21E questo avrebbe dato al paziente ovviamente dei vantaggi che poi vediamo quelli che sono.
05:26Nel mondo, in quel periodo, soltanto la chirurgia robotica di Chicago,
05:30che era diretta fra l'altro da un italiano, il professor Benedetti,
05:33faceva questo tipo di interventi, che li limitava fra l'altro agli obesi,
05:38perché gli obesi erano esclusi dal trapianto renale in maniera tradizionale,
05:42proprio per la massa di grasso e le complicanze.
05:46Per cui Benedetti aveva pensato che facendolo poi con il robot in chirurgia mini-invasiva,
05:51tutti questi problemi non ci sarebbero stati.
05:54Dopodiché lui aveva iniziato nel 2009,
05:56e quando nel 2013 io gli ho mandato una mail per capire se lui mi poteva ospitare per vedere questo,
06:02lui ne aveva fatto già 200, quindi era già una bella casistica.
06:06Per cui nel 2013 siamo partiti insieme ai miei collaboratori,
06:09siamo andati a Chicago, abbiamo visto appunto come faceva il trapianto,
06:12quando siamo tornati poi a Cagliari, sempre nel marzo del 2013,
06:17capitò un paziente che aveva una massa di grasso leggermente più alta del normale,
06:24e quindi avvicinandoci un po' al modello americano abbiamo detto
06:26facciamo il primo trapianto con il robot.
06:29Siete partiti.
06:30E siamo partiti, è andato tutto bene,
06:31Bene, a quel punto abbiamo avuto anche un riconoscimento internazionale,
06:37che ci ha dato un po' come dire, lo spirito, la voglia di continuare,
06:42di poter progredire, e da allora ne abbiamo fatto tanti.
06:44E da lì anche la tua idea di creare la scuola.
06:47Sì, poi più avanti, proprio per questa esperienza,
06:52c'è stata l'idea di creare una scuola robotica,
06:55grazie alla sensibilità di alcuni politici,
06:58io voglio anche ricordare l'onorevole Giorgio Oppi,
07:01che è stato molto sensibile in questo,
07:04mi ha dato una mano,
07:07è stata creata proprio una scuola di chirurgia robotica,
07:11che ha iniziato la sua attività quattro anni fa,
07:14e che ancora oggi funziona regolarmente.
07:17Quindi diamo degli attestati,
07:18è una scuola che è riconosciuta dalla regione,
07:21dà la possibilità a tutti i medici laureati,
07:23quelli che sono strutturati negli ospedali,
07:25ma anche agli specializzati di poter fare questo corso
07:31e di ottenere un livello base, insomma, di chirurgia robotica.
07:35Certo.
07:35Come mai hai fatto il medico?
07:37Hai scelto, come dicevo, una vocazione che avevi visto da piccolo?
07:41Sì, devo dire di sì.
07:43Già quando ero nelle scuole medie,
07:45ma soprattutto al liceo,
07:47insomma, dicevo sempre ai miei amici del liceo
07:50che io sarei stato medico
07:51e quindi magari se avevano bisogno di qualcosa
07:52li avrei cominciati a curare.
07:54Naturalmente mi vedevano un po' così,
07:56ma in realtà effettivamente avevo questa idea.
08:00Questa idea l'hai portata avanti.
08:01L'hai portata avanti.
08:02Con determinazione.
08:02Sì, sì, assolutamente sì.
08:04In Sardegna ai tuoi tempi c'era una buona scuola,
08:08hai avuto sicuramente un maestro al quale dire grazie.
08:11Sì, sì, assolutamente.
08:12Il mio maestro, cioè a parte,
08:14quando io sono arrivato,
08:16c'era il dottor Mariano Ciccu
08:18che è venuto a mancare nel 1995
08:20e che mi ha voluto proprio nel reparto di urologia del Brozzo.
08:25Però diciamo che la mia grande attività chirurgica
08:28l'ho fatta col dottor Domenico Giordano
08:31che è stato effettivamente il mio maestro.
08:33Che fra l'altro lui ha contribuito con l'ospedale di Roma
08:39nella evoluzione dei trapianti
08:41perché lui è stato tanti anni
08:44insieme all'equipe dello spedale di Roma
08:49che veniva a fare nei primi anni 90
08:53da tutor per i trapianti.
08:55E lui, insomma, mi ha insegnato tanto.
08:57E come nel calcio, nella medicina,
08:59giocare con quelli bravi
09:01alla fine si diventa bravi, insomma, si cresce.
09:03Sì, credo di sì, credo di sì.
09:05Ci vuole naturalmente, come dire, volontà, passione,
09:08forse anche un po' di talento per poterlo fare.
09:12Ma se si è, come dire, seguiti da qualcuno bravo
09:15è possibile che si migliori molto più in fretta.
09:18Non è una semplice professione,
09:20è quasi una vocazione, potremmo dire.
09:24Allora, fare il medico può essere, sì, una professione
09:28può essere anche vista, da un certo punto di vista,
09:31come un miglioramento delle condizioni economiche
09:34perché alcuni medici questo possono farlo,
09:37lo fanno bene e va benissimo.
09:38Però se uno decide di fare una chirurgia,
09:41una chirurgia dei trapianti soprattutto,
09:44non tanto una chirurgia, ma una chirurgia dei trapianti,
09:46che si può fare solo negli ospedali
09:47e che, diciamo, totalizza il tempo del chirurgo
09:52perché comunque la reperibilità esiste sempre,
09:54non ci sono Natali, non ci sono Domeniche.
09:5724 ore su 24 si può.
09:59Sì, perché chi fa un trapianto,
10:00cioè, normalmente questo può andar bene,
10:03ma non è semplice,
10:04cioè le complicazioni sono sempre dietro l'angolo,
10:08bisogna affrontarle e risolverle.
10:10Ed è una chirurgia difficile
10:12per la quale ci vuole molta passione
10:15perché se non si ha quella,
10:17è quello che dico sempre ai giovani.
10:19Cosa ti consigli?
10:20Se vi volete avvicinare alla chirurgia del trapianto
10:22o a questo tipo di chirurgia,
10:24lo dovete fare perché avete una passione personale.
10:27Da un punto di vista economico non vi conviene
10:29perché non potreste farla fuori,
10:31non potreste fare nulla di tutto questo fuori
10:34e quindi non è quello il motivo per cui uno fa questo.
10:37Dà però molte soddisfazioni,
10:39soddisfazioni personali
10:40perché quando il paziente poi si alza dal letto,
10:42va a casa, hai ottenuto una...
10:45quella credo che sia impagabile,
10:47non ci sono soldi che possono dare questa emozione,
10:51secondo me.
10:52E a proposito di soddisfazioni,
10:54hai ricevuto anche diversi riconoscimenti
10:56come Sardus Pater da parte del presidente Ugo Capellacci,
11:00il premio alziator e Sardi nel mondo
11:02e questo ti fa piacere,
11:04è un attestato dell'impegno.
11:05Sì, un attestato dell'impegno fa sicuramente piacere,
11:09anche se ritengo magari che ho tanti colleghi bravissimi
11:12che avrebbero forse meritato molto più di me questo premio.
11:15Però il fatto di averlo ricevuto è sicuramente,
11:19per me non sono un onore,
11:20ma comunque è una fonte di orgoglio,
11:23perché non solo mia,
11:24perché comunque il risultato,
11:25e lo dico sempre,
11:27il risultato di quello che noi abbiamo fatto,
11:29ottenuto, non è personale,
11:30è un risultato dell'equip.
11:32È un'equip che fa questo tipo di cose,
11:35è un'equip costituita da medici,
11:37da colleghi che ti seguono,
11:39ma soprattutto da tutti gli infermieri
11:41che si adoperano,
11:42perché questo possa andare bene,
11:44sia quelli del reparto
11:45che devono seguire i trapiantati,
11:47in questo caso sia la sala operatoria
11:50che è sempre a disposizione,
11:51a tutte le ore, ti segue.
11:53Insomma, ci vuole un'equip molto affiatata,
11:55che ti segua
11:56e che sia orgogliosa di quello che fa.
11:59E io, in questo, sono stato molto fortunato.
12:15Come ha giornata tipo di un medico
12:20del tuo impegno?
12:24come si articolava?
12:26Ci si sveglia molto presto?
12:28Presto un reparto?
12:28Sì, l'abitudine di svegliarsi presto
12:30è una cosa che mi ha sempre,
12:32che ho sempre avuto, quindi,
12:34e si mantiene nel tempo,
12:36perché svegliarsi presto,
12:37uscire al mattino,
12:39e poter arrivare in ospedale
12:40prima che inizi tutta la...
12:42È sempre stata una...
12:43Che si mette in moto la macchina.
12:43Che si mette in moto la macchina.
12:45Niente, in genere,
12:46la vita di un chirurgo,
12:47come quel tipo di chirurgia che faccio io,
12:50insomma, si svolge soprattutto
12:52nelle sale operatorie,
12:53e poi si svolge nelle sale operatorie,
12:56e quindi la vita sta dentro,
12:58la sale operatorie.
12:58C'è una questione anche di fatica fisica,
13:02nel senso che alcuni interventi,
13:03sia di urologia,
13:05e anche interventi sul trappianto,
13:08possono essere molto lunghi,
13:09e quindi impegnano anche fisicamente.
13:12Può durare ore, ore.
13:13Può durare diverse ore, sì.
13:15Devo dire che l'avvento della chirurgia robotica
13:17ha un pochettino migliorato questa cosa,
13:19perché il chirurgo si siede in una console,
13:21come se avesse un joystick,
13:23come se dovesse giocare al Nintendo,
13:25per intenderci,
13:26sta in una console,
13:27che sta lontana dalla sala operatoria,
13:29è seduto,
13:30può chiedere al robot di fermarsi un attimo,
13:33e non succede nulla.
13:34Addirittura adesso le console
13:35possono stare fuori dalla sala operatoria.
13:38In questo caso al brozzo noi ne abbiamo due,
13:40ne abbiamo una all'interno della sala,
13:42e una fuori dalla sala,
13:43in una zona non sterile,
13:44che si può utilizzare per operare,
13:47perché ovviamente è collegata
13:48attraverso i microfoni,
13:49e si può parlare.
13:50Però questo è il fatto che sia fuori,
13:53e che possa consentire al chirurgo
13:54di riposarsi un attimo,
13:56di prendere un caffè,
13:57di lasciare le cose,
13:58e poi risedersi normalmente,
14:00è già un'evoluzione,
14:01nel senso che risolve molti problemi di fatica,
14:05che prima invece non si potevano fare,
14:06perché una volta che uno sta in un campo operatorio sterile,
14:11ed è chiaramente alla tutta sterile,
14:14ed è pronto per operare,
14:15non si può spostare,
14:16andare a prendere un caffè,
14:17deve stare lì,
14:18fermo,
14:18finché non finisce l'intervento.
14:20Il robot ha migliorato questa condizione,
14:22quindi per gli anziani e vecchietti come me,
14:24ho visto che questa cosa è decisamente meglio.
14:27C'è più quello stress fisico anche,
14:28solo mentale insomma,
14:29lo stress è solo mentale.
14:31Sì, fisico molto meno, sì.
14:32Ci vuole un grande equilibrio,
14:34anche mentale,
14:35per poter esercitare questa professione.
14:37Sì, ci sono dei momenti in cui si pensa di non riuscire a fare qualcosa,
14:41ci sono dei momenti in cui tutti i chirurghi provano questa sensazione,
14:45soprattutto di fronte a degli interventi che sono difficili,
14:49interventi che possono essere pericolosi,
14:51interventi per i quali è prevista una perità di sangue molto importante,
14:55imponente,
14:56che si pensa,
14:57il chirurgo ha sempre paura di non riuscire a controllarla,
15:00e sono, come dire,
15:03delle sensazioni,
15:04degli incubi che tutti i chirurghi hanno,
15:06però ci sono dei momenti in un intervento in cui queste cose succedono,
15:11e allora bisogna un attimo stare un po' freddi
15:13per cercare di non farsi prendere dal panico,
15:17perché se no il problema ovviamente non viene risolto.
15:21Questa è una vita, è la vita del chirurgo generalmente,
15:23sono sensazioni che chi fa questo lavoro conosce benissimo,
15:27e che però fanno parte del mestiere,
15:30quindi l'impegno mentale è notevole.
15:32L'emotività bisogna lasciarla fuori, insomma.
15:34bisogna lasciarla fuori, ecco perché non tutti riescono a fare questo lavoro.
15:38Le persone molto emotive hanno difficoltà a fare il lavoro da chirurgo.
15:45È troppo, è troppo, insomma, bisogna avere freddezza, concentrazione.
15:49Si è stato preso dallo sconforto qualche volta?
15:52No, uno sconforto durante l'intervento, sì, come tutti noi purtroppo,
15:56non essendo perfetti, qualche piccolo errore si può commettere,
16:00qualche piccolo errore che può portare poi ad una condizione di irreversibilità,
16:08nel senso che poi il paziente non ce la fa,
16:11succede in 40 anni di lavoro e di servizio,
16:13e quello è una cosa che ti prova moltissimo,
16:16nel senso che ti fa credere che forse non è il tuo mestiere,
16:20nonostante ne abbia fatto tante.
16:23Sono cose che succedono, insomma.
16:26La medicina in Sardegna, la sanità in Sardegna,
16:29possiamo dire che è un malato molto grave,
16:31ci sono dei problemi storici,
16:33dei problemi che si sono acquiti col Covid.
16:37Come lo vedi questo paziente da medico?
16:41Possiamo avere speranze di salvargli la vita?
16:44Diciamo che la Sardegna, rispetto agli altri regioni,
16:46già economicamente compromessa, diciamo, per tanti motivi,
16:50ha risentito più degli altri di questo periodo di inattività,
16:54e la pandemia gli ha dato un duro colpo su questo.
16:58Le risorse sono quelle che sono,
17:00e quindi di fatto la difficoltà nel ripartire è più alta,
17:04rispetto agli altri regioni, però non è che per questo non si possa fare,
17:08cioè si tratta di riorganizzare un po' tutto,
17:11di ripartire, di cercare di trovare una soluzione.
17:15Io sono sempre ottimista,
17:16credo che comunque con la volontà e con una buona organizzazione
17:19si riesca a ripartire,
17:20però stiamo parlando di una regione isolata,
17:23una regione che, insomma,
17:25quando si confronta con gli altri ospedali,
17:28stiamo parlando di una regione che per poter arrivare
17:30o anche seguire dei corsi,
17:32ha bisogno sempre di uno spostamento attraverso un aereo.
17:35Abbiamo visto di questi tempi quanto sia difficile.
17:37Voglio dire, l'isolamento pesa un po',
17:40è su questo, è difficile riuscire a rimanere a galla su queste cose qua.
17:44Bisogna lavorare un po' più del solito,
17:47avere più, lavorare con passione,
17:50credo, se no non si riesce a ottenere una soluzione.
17:52Però è un malato che può anche guarire.
17:55Può anche guarire, quindi insomma non disperiamo.
17:58Assolutamente.
17:58Non ci sono più medici, abbiamo sbagliato qualcosa,
18:02chi ha governato questo settore ha sbagliato qualcosa,
18:05ha fatto male i calcoli.
18:06Credo di sì, perché l'idea di chiudere l'ingresso a medicina
18:11attraverso un test molto difficile
18:13non sia stata un'ottima idea secondo me.
18:15È da rivedere.
18:17Bisogna...
18:17Altre regioni, altre nazioni, cioè fanno lavorare tutti.
18:22Poi magari durante il periodo,
18:25se non si riesce poi a ottenere i risultati con gli esami,
18:28magari vengono eliminati, ma in un secondo momento.
18:31Però dare l'opportunità a tutti di poter entrare,
18:33forse questo sarebbe stato l'ideale.
18:35In questo momento abbiamo pochi medici
18:37ed è il risultato di una politica secondo me sbagliata.
18:40Bisogna correggere questo...
18:42Sì, penso di sì, che chi ha la possibilità di farlo
18:46magari può sentire, può valutare una migliore organizzazione
18:50in questo lato, perché la realtà è che molti medici
18:53della mia età che stanno andando in pensione
18:55stanno lasciando dei vuoti, nel senso che non è semplicissimo
18:59poi dover, se non abbiamo i numeri e i medici a disposizione.
19:04Sei riuscito a creare degli allievi e tirar su un po' di...
19:09Siamo tranquilli, il brozzo resta sempre un'eccellenza.
19:12Il brozzo ha delle eccellenze incredibili,
19:14nel senso che all'interno di quell'ospedale
19:16ci sono dei reparti veramente di altissimo livello.
19:19Adesso io non voglio dire l'uno o l'altro
19:21per non creare dei problemi.
19:22Però ci sono veramente delle professionalità
19:26che sono un'eccellenza.
19:29Io l'ho visto, l'ho valutato in tutti questi anni
19:31e i colleghi sono molto bravi in generale.
19:34Quindi è un bello ospedale
19:36che ha bisogno naturalmente anche quello di risorse.
19:39Ha bisogno di un sostegno politico e di risorse,
19:41e su questo non c'è dubbio.
19:42Senza risorse è impossibile fare la sanità.
19:45Assolutamente.
19:46La buona sanità che conosciamo noi
19:47che distingue anche l'asservizio sanitario italiano.
19:51Assolutamente.
19:52Nel futuro di Mauro Frongia c'è sempre la medicina
19:55perché un medico comunque rimane tale per tutta la vita.
19:58Non è che si appende...
19:59Diciamo che io ho pensato che magari non era ancora tempo
20:03di andare a comprare una canna da pesca
20:05e di andare là, come dicono i miei colleghi,
20:08ma dai, vieni là, vieni a Giorgino,
20:11e facciamo un frugino di co...
20:13Ho detto, va, aspettiamo ancora qualche anno.
20:15Credo che possa ancora fare qualcosa
20:17perché, ripeto, soprattutto nella chirurgia robotica,
20:20dove la fatica fisica è meno importante,
20:22forse l'esperienza paga un po' di più
20:24e quindi possa ancora mettere a disposizione dei pazienti
20:27un po' di esperienza.
20:28Quindi ho pensato che magari
20:29possa continuare a fare qualcosa.
20:31Sarai impegnato su due fronti,
20:34in Sardegna ancora e a Milano, mi dice.
20:36Sì, in Sardegna ho scelto di lavorare
20:39nella nuova struttura privata di Oristano,
20:43Casa di Cura Madonna del Rimedio.
20:45Mi ha convinto in termini di organizzazione
20:47e di equipaggiamento, insomma, voglio dire,
20:51mi è sembrata una buona idea.
20:53E poi però io ho sempre l'idea di poter lavorare con i robot.
20:57Nella sanità privata i robot non ci sono,
20:59ma a Milano, alla Columbus di Milano,
21:01ce ne sono due.
21:02Ho un buon rapporto con questo ospedale
21:07e quindi ho pensato che continuerò a lavorare anche a Milano.
21:10A parte il numero degli abitanti,
21:12che potrebbe essere, diciamo, molto...
21:16C'è un numero di ospedali molto elevato
21:18e devo dire che la qualità è elevata.
21:21Oltre la capacità che hanno di attrarre
21:26la buona pubblicità, che sanno fare,
21:29e soprattutto anche i modi con cui gestiscono i pazienti.
21:32Punto interrogativo.
21:34Bisognerebbe anche qualche volta
21:36pensare che i pazienti non sono dei numeri
21:39e quindi quando vengono in ospedale
21:41magari vanno trattati in maniera un po' più umana.
21:43Questo ho cercato di fare nel mio reparto.
21:46Perché questo fa la differenza.
21:48Io noto appunto che
21:49quando si va nel nord
21:51questo aspetto è molto curato.
21:54mentre qui nel sud in generale
21:57questa è una cosa magari che si vede un pochino meno.
22:01Non voglio dire che non si faccia
22:02perché ci sono dei reparti assolutamente umani,
22:05chiamiamoli così,
22:06però è un aspetto che andrebbe migliorato, tra virgolette.
22:10Molti, molti sardi hanno notato questo,
22:13questa differenza, questo tratto umano
22:15che al nord sicuramente
22:19contraddistingue in maniera...
22:21E non è soltanto una questione legata al fatto
22:23magari che le strutture private
22:25hanno interesse a trattare bene i pazienti.
22:27Questo viene fatto anche negli ospedali pubblici.
22:29Quindi è proprio una cultura diversa.
22:31Cioè la cultura dove appunto il paziente
22:34viene considerato umanamente,
22:37non come un numero.
22:38Ecco, questa cosa qui
22:40da noi è un pochino meno...
22:43Non dico che non ci sia,
22:44perché, ripeto ancora,
22:45ci sono dei reparti in cui
22:46questo aspetto è ben curato
22:48e questo dipende anche dai direttori,
22:50naturalmente,
22:51che danno un indirizzo agli ospedali.
22:54Però, insomma,
22:55ritengo che sia un aspetto
22:57su cui bisognerebbe, insomma...
23:00Dare un maggiore...
23:01Sì, di attenzione.
23:02Una maggiore attenzione.
23:03Maggiore attenzione, sì.
23:04Speriamo, insomma,
23:05che i medici ascoltino
23:07e accorgiano questo invito.
23:09Ma sì, penso di sì.
23:09I medici sardi.
23:10Quanto la tecnologia incide
23:13nella chirurgia?
23:15Io sono un appassionato di tecnologia,
23:18quindi farmi questa domanda
23:20per me è facile dare una risposta.
23:23Però ritengo che la tecnologia
23:25sia indispensabile,
23:26il futuro va vissuto,
23:28non bisogna allontanarlo.
23:31Nella chirurgia
23:32l'evoluzione del robot
23:33naturalmente è stata indispensabile,
23:37però c'è tutto il problema
23:38dell'intelligenza artificiale.
23:40Ci sono anche altri strumenti
23:41che vanno sempre visti.
23:43Adesso, da poco,
23:44mi è capitato
23:44di utilizzare una macchina
23:47che è in grado
23:47di mantenere, per esempio,
23:49gli organi,
23:50una volta prelevati
23:51dal donatore,
23:53di mantenerli in vita,
23:54senza il ghiaccio,
23:55cioè senza metterli nel ghiaccio
23:57che, bene o male,
23:58ha un limite di tempo.
24:01Spieghiamo un attimo
24:02in maniera banale le questioni.
24:03Quando si fa un prelievo d'organi,
24:06tutti gli organi
24:06hanno un tempo limite
24:08oltre il quale
24:08non si può andare
24:09per essere trapiantati.
24:10Per esempio,
24:11il fegato ha bisogno
24:12di 6-7 ore,
24:13non oltre.
24:14Il cuore è un po' meno,
24:15sulle 5 ore
24:16deve essere in ghiaccio sempre.
24:17Il rene ha una capacità maggiore,
24:20quindi fino a 17-18 ore
24:22si può tenere in ghiaccio.
24:23L'idea è stata quella
24:25di utilizzare dei sistemi
24:28che potessero perfonderli
24:29e ho sperimentato questa macchina
24:32che si chiama normotermica.
24:33In questo caso,
24:34l'organo viene prelevato
24:36dal donatore,
24:37inserito in questo sistema,
24:38trasfuso normalmente
24:39e tenuto in vita
24:41perché inizia ad urinare
24:42in maniera...
24:43e quindi quasi fa impressione,
24:45emozionante,
24:45che un rene
24:46si metta ad urinare
24:47in una macchina.
24:48Però questo significa,
24:49un'evoluzione della tecnologia,
24:51significa che tutto il problema
24:52legato alla tossicità
24:53della ischemia cosiddetta fredda,
24:56che non può mantenere gli organi
24:57per tanto tempo,
24:58verrà superata.
24:59Questo è un esempio
25:00per dire che la tecnologia
25:02avviene incontro,
25:03bisogna abbracciarla,
25:04non allontanarla.
25:06L'intelligenza artificiale,
25:07l'uso per esempio
25:08dei robot,
25:09delle...
25:10come dire,
25:11esistono anche degli umanoidi,
25:13per così dire,
25:13che sono in grado
25:14di gestire,
25:14di vivere insieme
25:15agli umani
25:17negli ospedali.
25:18Sono tutti i progetti
25:20che sono molto avanti,
25:21che sono stati fatti
25:22e che secondo me
25:23daranno una mano enorme
25:24alla medicina.
25:27Quindi bisogna essere pronti
25:29e accogliere
25:29questa nuova tecnologia.
25:32Grazie,
25:32e come dire,
25:34ogni bene
25:34in bocca al lupo
25:35per il futuro professionale.
25:37Grazie a voi,
25:38è stato un piacere.
26:05Grazie a voi,
26:09Grazie a voi.

Consigliato