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  • 2 giorni fa
Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 20:30

Una produzione TCS S.r.l. 2024 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:00Musica
00:47Signor Bruno, innanzitutto grazie di averci accolto qui nella sua azienda, nel suo albergo l'Hotel Califfo, un albergo storico
00:55del litorale di Cagliari IV verso Villa Simeus.
01:00Comincio dal suo primo libro, Bruno Mura, pionieri agli albori del turismo in Sardegna. E lei davvero è un pioniere
01:07del turismo in Sardegna?
01:10In parte lo sono stato anch'io, ma ho voluto descrivere un po' come è nato il turismo e come
01:17i sardi ci hanno creduto. Inizierò proprio, ecco, la prima cittadina che si è affacciata nel turismo è Alghero.
01:24È stata la prima, la perla della Rivera del Corallo, no?
01:28Io ho avuto modo di conoscere perché ho fatto il primo corso di cameriere all'Alghero.
01:34Che anni erano?
01:35Erano gli anni 53-54.
01:39Quindi proprio agli albori?
01:41Agli albori, beh, gli anni 50 è quello che ha decollato. Avevano costruito l'esiti queste taverne in diversi posti
01:49della Sardegna e qualche albergo.
01:51Uno a Santa Teresa, uno poi l'aveva costruito Alghero, poi ne aveva costruito uno a Nuoro, uno a Sorgono.
01:59Sono quasi a dare un indizio di dove poter gli imprenditori fare iniziative turistiche.
02:07E questo gli imprenditori l'avevano captato.
02:11Devo dire a Onor del Vero che era un'iniziativa di Franco in Spagna.
02:16La catena di Paraderoso non era altro che un invito agli imprenditori che aveva distribuito in diverse zone turistiche,
02:26cioè batteggiate turistiche all'epoca, che aveva dato l'input agli imprenditori per costruire alberchi.
02:32Quindi lei impara i primi rudimenti del turismo?
02:37Sì, ne conosco le prime radici del turismo, ma ho voluto premiare diverse famiglie di imprenditori sardi,
02:48fra cui li riporto proprio nel libro.
02:52Coraggiosi imprenditori.
02:54Coraggiosi al punto di vendere casa, bestiame al paese per poter fare anche un piccolo albergo di poche camere.
03:03Ci sono i Palimode di Uriera, il secolo cuore.
03:07Con Palimode è stata un'amicizia fraterna di oltre 40 anni.
03:12Però avete molto legati?
03:13Sì, molto legati.
03:15Ne descrivo dettagliatamente l'inizio e poi la sua dispedita, che è stata una cosa che mi ha colpito abbastanza.
03:25Ma poi ecco, di Alghero, fallo di Fratelli Magia.
03:29Poi l'inizio della Costa Smeralda, dell'ogliastra della famiglia Mazzella,
03:35di qualche anche avventuriero che è stato veramente pioniere, Nini Pava a Rizzo.
03:42Ad A Rizzo, che è stato con Samufara.
03:45Sono delle iniziative che meritano di essere ricordate.
03:48Meritano di essere richiamate, perché non sono investimenti soggettari,
03:53sono frutto dello spirito che ha invogliato questo sardo,
03:58che ha acquisito dell'esperienza all'estero e poi è tornato in Sardegna a metterla a frutto.
04:05Questa era la cosa che...
04:07Con grande coraggio.
04:08Con grande coraggio, naturalmente.
04:10Stiamo parlando di un turismo ancora molto acerbo, no?
04:13Molto acerbo, ma principalmente era mare la scelta.
04:16La Sardegna era...
04:17L'abbinamento era mare-Sardegna.
04:20Mare-Sardegna.
04:20Mare di Sardegna.
04:22L'interno della Sardegna era ancora molto difficile da poter inserire in un campo turistico.
04:28Ecco perché.
04:28Poi ho citato Zia Michela di Orosei, che è stata una donna coraggiosa,
04:37una donna difficile da definirla nello spirito della sua mente.
04:43Pensare che la sua poca istruzione, ma la sua forza di volontà, il suo coraggio,
04:51l'ha portata a realizzare 1200 posti letto.
04:55Un caso da manuale, insomma.
04:58Sì, un caso da manuale.
04:59Sarebbe a studiare.
05:00Un caso da portare esempio.
05:01Tutte queste persone sono vissute assieme a me.
05:05Siete cresciuti insieme anche, non professionalmente.
05:07Tutti insieme, ecco, ci vedevamo a tutte le riunioni, a tutte le borse turistiche all'estero e in Italia.
05:14Durante questi incontri era per noi la vacanza migliore perché si chiedeva sia agli uni che agli altri
05:21le esperienze che avevano vissuto.
05:23Era oggetto di crescita personale anche.
05:26Un confronto importante.
05:27Un confronto importante.
05:28Ricordiamo lei, signor Bruno, dunque lei muove i primi passi nella ristorazione con il famosissimo all'epoca Bruno 74.
05:35Esatto, no, il 1,74 è l'anno che l'ho ristrutturata, ma prima era un ristorante da Bruno, caratteristico,
05:42tutto rivestito in canne, in tessuto di canne.
05:46Era il ristorante che aprì suo padre a Cagliari.
05:48Era stato un successone quel tipo di locale, anche perché avevo creato una maniera nuova di mangiare.
05:58Da Bruno non si usava il menù, non si usava niente.
06:02E come funzionava?
06:03Come funzionava?
06:03Cioè si sedeva, c'era anche il menù naturalmente, perché si può incontrare il cliente pignolo che voleva scegliere quello
06:11là,
06:12però non era in uso.
06:14Sapevano già tutti quanti che quando andavo al ristorante da Bruno, mangiavi quello che volevi,
06:19più delle volte era una tarifa quasi fissa.
06:22Fissa, è stato un espluato, un grande successo.
06:25Esatto, 3.000 lire mangiavi tutto quello che volevi.
06:27Di che anno stiamo parlando?
06:29Stiamo parlando degli anni 65, 64, 63, tutti quegli anni lì.
06:37Ecco, e la ristorazione a Cagliari com'era?
06:40Erano davvero pochi ristoranti?
06:41La ristorazione a Cagliari, io già venivo da un'esperienza che avevo fatto un po' girellando nel napoletano,
06:49che già il turismo era un pochettino, poi a Alghero, poi ero stato a Venezia.
06:57Insomma, ha fatto diverse esperienze importanti.
07:12I miei concorrenti c'era un classico ristorante che era l'Italia, un ristorante Italia storico, molto buono,
07:19poi la Rosetta, l'Illicu, che era una caratteristica, Giacomino, Sabalena, qualche cosa che stava creando,
07:28ma tutto lì.
07:29Non avevano un quadro appeso nelle pareti, mancavano le strisce azzurre per chiamarlo garage.
07:40Io invece ho fatto ingresso libero a tutti gli artisti che volevano esporre dei quadri.
07:47Manco ci è passato qualche mese e il ristorante era pieno di quadri.
07:52Sì, mi ricordo Dino Fantini che dice Bruno me ne fai appendere due invece che uno me ne fai prendere.
07:59Ma per te, ho detto, faccio un'eccezione.
08:01Eravate amici, avevate un bel rapporto.
08:03Poi da lì Liliana Cano, Anfossi, Meledina, Costantino, Spada, tutti i pittori che passavano a Cagliari venivano da Bruno.
08:18Dopodiché l'albergo.
08:20Dopodiché Bruno, no, è andato avanti per anni naturalmente il ristorante.
08:26Quando mi hanno cominciato le avvisaglie di spropriarmi metà del ristorante.
08:31Perché poi ricordiamo che lì nasce il Palazzo del Consiglio regionale.
08:35Sì.
08:35In quegli anni, insomma, le spropriano una parte del ristorante.
08:42Allora comincio a disamorarmi della ristorazione e penso al futuro e allora è nato il califone.
08:49Lei è sempre molto intraprendente, non si è arreso, certo, ha guardato al futuro con coraggio.
08:55No, no, era un ragazzo curioso, ecco.
08:57Un ragazzo di campagna, curioso della vita che si svolgeva nelle città e nel mondo.
09:03Nelle città e nel mondo.
09:03Sempre con questa propensione verso il turismo.
09:05Sì, sì, però io propendevo per il turismo, per accogliere gente, per far venire a conoscere la Sardegna.
09:15Quindi ha guardato qui sul litorale di Quanto, verso Vila di Giorgio.
09:18Sul litorale, perché avevano appena asfaltato la strada per Villa Simioso.
09:22Che era bianca prima.
09:23Sì, che era bianca.
09:24E quindi ad occhi a questi terreni e mette le basi per costruire l'hotel califo.
09:30Esatto, esatto.
09:32È stato coraggioso.
09:33No, ma le dirò un dettaglio.
09:36Siccome c'era mio fratello anche che gestivamo la trattoria, ancora non era, eravamo negli anni 50.
09:43E allora facevamo un anno l'uno, un anno l'altro.
09:47Io avevo acquisito tramite l'avvocato Scimone il promontorio di Smortorius e mi ero inventato un ristorantino lì.
09:54Ah, quindi aveva già iniziato sul litorale.
09:56Sì, sì, avevo iniziato questo qui ed ecco la simpatia per il litorale.
10:00Lì lo stesso c'era solo questo qui, poi questa iniziativa, e poi c'era una genera alimentare a Flumini
10:08di Quarto.
10:09E poi è nato un orale capitana.
10:11Ma io mi ero invitato lì alla batteria Faldi, mi ero invitato un ristorante proprio sopra il mare.
10:17È bellissimo, andava bene, era frequentato.
10:20Un angolo dove con un giubbocco facevo musica.
10:23Per far ballare i clienti.
10:25Sì, ma inizialmente clienti non se ne vedeva.
10:29Una sera, siccome avevo dato una barca a questi amici che andavano a pesca a Mezzadria, una specie di patto,
10:38come si vuol dire.
10:41Io il pesce ve lo compro tutto, però metà ve lo pago e metà me lo date perché io vi
10:47ho armato la barca.
10:48Di reti e tutto quanto, le reti e tutto l'occorrente.
10:53Tornando da una barcheggiata di pesca, lì proprio al promontorio abbiamo visto due figure di pesci enormi.
11:04Dice che cos'è?
11:05Questa è la balena, questa è una balena, è un capodoglio, un qualcosa.
11:08C'era allora Natale Desi, corrispondente di quarto.
11:13Il padre dell'attuale direttore di Emanuele.
11:15Il padre di Emanuele Desi.
11:17L'ho contattato subito, l'ho contattato subito.
11:21Dice Natale, guarda.
11:22Lui è venuto l'indomani mattina con un'equipe di fotografi che cercavano di fotografare la balena.
11:30Da l'indomani la gente così a smortorio.
11:34Un richiamo incredibile.
11:35Lo facevo in tempi a prendere canestri di zuppa di pesce, clienti in fila.
11:41E' stata una cosa positiva per l'indomani.
11:43Penso che Natale ha fatto una pagina o due pagine intere che a quarto non gliel'avevano mai dedicata
11:49e con tanto di fotografia si è raggiunto la foto di repertorio di una balena evidentemente.
11:56E si è balena e smortorio.
11:59Pericolo di spiaggiamento al poeto.
12:02Da lì è stato un espluato.
12:04Proprio quanto ci vuole. Alle volte la fare girare, la ruota a favore.
12:09Basta un episodio, un fatto.
12:11Un episodio per far girare la direzione giusta.
12:14Come pure un artista non diventa famoso per tanti quadri, ma per un'opera che ha portato
12:22poi il seguito di tutte le opere che lui ha fatto.
12:38Il ristorante è stato un'altra scuola di vita.
12:41Esatto, una scuola di vita, veramente.
12:44Perché ho conosciuto dalla cosiddetta Popolino e alle altri locati.
12:52Era frequentato da tutta la fascia della società.
12:54No, non dico che l'ha frequentato.
12:56Poi ho fatto un salto di qualità.
12:59Quando ho aumentato i prezzi, già quella fascia di clienti l'ho persa, però ne ho badagnato
13:06un'altra di Gallunga Superiore.
13:08Tutti i politici, i nobili di Cagliari e tutti i professionisti.
13:14Frequentavano Bruno.
13:16Non passava un'occasione né politica né professionale né sportiva che non facevano
13:22tappa da Bruno.
13:23Chiaramente il piatto forte del pesce.
13:25Sì, ma io facevo anche delle altre specialità.
13:31Pensa che mi ero inventato.
13:33Io sono un cacciatore partito.
13:36Per la caccia ho fatto degli sforzi che nel lavoro non li avremmo mai fatti.
13:41E ho inventato la settimana della caccia.
13:44Ora mi dispiace per quelli che sono contrari alla caccia, ma purtroppo.
13:50I cagliaritani non conoscevano questo tipo.
13:53I cagliaritani sono dei grandi appassionati del mare, dei grandi conoscitori dei prodotti
14:01critici.
14:02Non ci sono altri che sono esperti come i cagliaritani.
14:05Poi quel mercato di San Benedetto, no?
14:07No, il mercato sempre di Largo Callo Felice.
14:10Ah, il vecchio mercato.
14:11Sì, quello è nato dopo.
14:13Dopo, dopo.
14:13È dato dopo.
14:14E così via.
14:15Io sono diventato esperto di mare, ma non ho trascurato mai la caccia.
14:20La caccia.
14:20E le prime settimane faceva assaggiare queste degustazioni della caccia, ma non aveva avuto
14:28granché successo.
14:30Però, evidentemente, ricordavano e mi telefonavano.
14:35Bruno, ma la settimana della caccia quest'anno la fai?
14:39La fai.
14:39Sì che la faccio.
14:40Magari poi diventavano anche tre settimane distribuite tra ottobre e gennaio, tra ottobre
14:49e gennaio, febbraio, ecco.
14:51E aveva preso piede anche di mangiare la caccia.
14:55Pensi che le pernici con lenticchie o le pernici fatte a insalata, le pernici fatte che erano
15:03era una vecchia ricetta di mia nonna, che per non esisteva allora l'industria del freddo,
15:10e queste pernici le bolliva, le metteva sotto olio con spicchi d'aglio e altre piccole spezie
15:16e duravano, perché c'era anche l'aceto, duravano settimane, qualche settimana, sì.
15:26E allora tutte queste cose, poi le papardelle con la lepre, il cinghiale, poi i faggiani,
15:33poi le anatre, per tutto un insieme di assortimento che faceva, aveva attecchito e si prenotavano
15:42delle comitive proprio di 10, 12, 15 persone che venivano a gustare questo.
15:49Una cosa che mi aveva sorpreso anche, perché non era un piatto apprezzato dai cagliaritani,
15:55insomma, hai riuscito anche a portare questa novità.
16:00L'altro libro che ha scritto, Il porto era blu, storie e figure della Cagliari che fu,
16:04proprio dal suo osservatorio del ristorante, no?
16:08Io ero un ragazzo curioso, quando chiudeva la trattoria di pomeriggio me ne andava al porto.
16:14A passeggio, a vedere cosa succedeva.
16:16No, io le confesso, da quando aveva avuto la fortuna di vedere l'Amirigo Vespucci,
16:25che mi ero intrufolato in una scuola del liceo navale, come si chiama, il nautico, con un professore,
16:34e questo comandante ci aveva spiegato tutto, ero innamorato del mare, è un'avventura il mare.
16:39Le sarebbe piaciuta molto, insomma, essere imbarcato.
16:42Ma successivamente l'ho fatta.
16:44Ha fatto anche quello, nelle sue tante vite.
16:46Sì, quello dovrà uscire in un prossimo libro.
16:49Ci sta lavorando.
16:50Non gliela racconto.
16:51No, no, aspettiamo che esca il libro.
16:52Aspettiamo che esca il libro.
16:54Certo.
16:55Poi se no mi giudica già da adesso che ero pazzo, è meno male che adesso non c'è il
17:01ricovero coatto,
17:03altrimenti manicomio su.
17:05No, no, per carità.
17:06La sua famiglia la seguiva in tutte queste, la famiglia, in tutte queste intraprese?
17:11No, no, nel modo più assoluto.
17:14Anzi, anzi, dirò che avevo, non dico frustrazioni, ma dove potevano il bastone fra le ruote,
17:23me lo potevano, perché volevano che rimanessi sempre fisso al lavoro, possibilmente 24 ore su 24.
17:31E allora c'era quella formula padre padrone.
17:35Ah sì?
17:36Sì, comandava.
17:37Basta.
17:37Sì, ma io, per fortuna, vivevo lontano dai genitori, perché i genitori erano rimasti in paese.
17:48Allora, questo non è altro, non è altro questo qui, il porto era blu, perché io dalla Darsena andavo alla
17:56Rarinantes a nuoto,
17:58nei moli, nei moli peschiavamo le patelle, le cozze e tutto, quanti ci li mangiavamo.
18:04Erano buone, si potevano mettere un inquinamento, non c'era.
18:07Buone, ma tu vedevi il fondo del mare, se facevano attività di nuoto dei ragazzini,
18:14la piscina non era altro che delle corde che avevano messo in mare, un tratto di mare che avevano,
18:21sicché era una cosa che la valutazione dell'igiene e del non inquinamento, non esisteva nessuna formula di inquinamento.
18:32Poi ho voluto riportare la cagliaritanità di quel tempo.
18:39Ce la racconti un po', che cagliari era?
18:42Era una cagliari che oggi non la ravvedi per niente più, oggi vedi la marina, tu la puoi confondere con
18:51un angolo di una città del Pakistan.
18:53Esatto, un po' con questi episodi anche di cronaca nera che non sono molto raccomandata.
19:00Lì allora la gente camminava a piedi, la gente parlava, pensa che rientravano dall'asfollamento e si abbracciavano tutti quanti,
19:10proprio contenti di essere in vita perché non riavevano la stessa casa, non ritrovavano gli stessi amici, non ritrovavano la
19:19stessa gente.
19:20La gente era, tu vedevi, c'erano questi magazzini di roba americana, che nella marina ce n'erano una ventina.
19:29Ammocchiata la gente in questi mucchi di indumenti che sceglievano tutto quanto, sceglievano tutto.
19:36Si trattava di tutta roba usata americana che aveva scaricato.
19:40A vagoni proprio.
19:41A vagoni, ecco.
19:43Non sapevano proprio cosa fare.
19:45La gente andava e sceglieva.
19:48A comprare questi.
19:48E poi c'era il mercato civico, che hai detto prima.
19:51Poi il mercato civico.
19:51Il mercato vecchio via Largo Carlo Felice.
19:54Il mercato civico di via Carlo Felice, di via Largo Carlo Felice, via Baile,
19:58che era l'unico mercato per tutta la città di Cagliari.
20:02Per tutta la città di Cagliari.
20:02E la gente camminava a piedi.
20:05Le macchine non ce n'erano.
20:06E c'erano i spicciocchi de grovi.
20:08I spicciocchi de grovi.
20:09I spicciocchi de grovi erano quelli che aiutavano le signore
20:12a portare la spesa a casa.
20:14Ed erano sempre in fila sul portico del lato di via Baile, aspettando.
20:19Io ne facevo uso tutti i giorni di due o tre.
20:22E quando non c'era disponibile uno, sceglie ne un altro.
20:27Creavo sempre malumori con gli altri.
20:31Sì, sì, sì.
20:31Poi gli altri andavano, chi poteva, e andava in auto o in carrozza.
20:38E raccordò determinati episodi.
20:41I fratelli Marcedo, che erano dei fabbri, che erano in via Università a Cagliari.
20:46Che quelli scendevano col carretto e col cavallo, verso mezzogiorno e mezzo a luna.
20:55Perché lì allora, non esistendo l'industria del freddo.
20:59O lo vendevi, se no i cagliaretani l'indomani non ne compravano di quel pesce.
21:04Di quel pesce.
21:11E' un esperto.
21:13Sono degli esperti a distanza.
21:17Dunque, non lo vendevi più.
21:20Tra i tanti episodi, adesso ricordiamo, con la scomparsa di Gigi Riva, uno dei frequentatori del suo ristorante era il
21:26grande giornalista Gianni Brera.
21:27Sì, con Gianni c'è stata una grande amicizia.
21:30Una profonda amicizia.
21:31Lui cosa non avrebbe fatto per vedermi milanese.
21:36Sì, dice, vieni a Milano, apri un ristorante a Milano.
21:38Sì, ti aiuto io.
21:39Sì, certo, faceva la cena del giovedì a Bosisi Oparini, nella sua villa.
21:45E qualche volta gliel'ho seguita, qualche giovedì, quando ero.
21:49Ma gli ho aperto anche la posta, tutto quanto, per gli inviti che riceveva.
21:54E' stata un'amicizia veramente sentita.
21:58Sono quelle cose che nascono, lui mi chiamava sempre l'amico Berbero.
22:04Perché?
22:04Non mi chiamava Sardo, no, tu sei l'amico Berbero.
22:08Perché lui a ognuno applicava, applicava.
22:12Come il rombo di tuono, no?
22:14Sì, questo è nato, si parlava del più e del meno, stava descrivendo un po' Mazzola, un po' Rivera,
22:21stava facendo un po' una carrellata dei giocatori del momento.
22:26Gli dice, ma tu sei diverso.
22:30Rivolto a Gigi Riva.
22:31Sì, rivolto a Gigi Riva.
22:32Ma tu sei un rombo di tuono.
22:34Un rombo di tuono.
22:35Da quel giorno, da quel giorno è nato questo pseudo sopranome, nome d'arte.
22:43Nome d'arte.
22:44È nato questo qui.
22:45Da lì in ristorante.
22:47Gigi Riva, sì, sì.
22:48È nato proprio in un tavolo.
22:50E Riva?
22:51Aveva gradito questo, gli era piaciuto?
22:53Sì, di solito lui è un caratteraccio.
22:56Un po' schivo.
22:57Sì, un po' schivo.
22:58Pensate che quando è venuto il primo giorno che è venuto io, servivo i pasti nel club
23:05della Rarinantesi quando si era trasferita in Via Colombo.
23:09E Enrico Rocca, presidente allora del Cagliari, mi aveva fatto un contratto, siccome avevano
23:14la foresteria in Viale Diaz, mi aveva fatto un contratto per servire i pasti principali, pranzo
23:21e cena.
23:21Per la foresteria.
23:22ai giocatori del Cagliari.
23:24Lui è arrivato nell'estate del 63.
23:28I camerieri che lo servivano, questo ragazzo, fino al terzo o quarto giorno, non sapevano
23:34se era muto o se non aveva il dono della parola.
23:39Mangiava qualche cosa, non troppo, perché è vero che era un po' schiccinoso e non parlava.
23:46Molto silenzioso.
23:48Tanto più che i camerieri, sì, era arrivato successivamente anche Greatti e un po' confidenziava
23:55un po' con qualcuno, ma molto poco, è rimasto proprio per giorni a giorni, almeno per tutti
24:01quella che l'ho conosciuto io, perché io mi avvicinavo qualche volta e basta, poi i camerieri
24:08quando rientrava mi dicevano, ma questo ragazzo è muto.
24:11Lo parla.
24:12Ho detto, ascolta, è un giocatore di calcio, gioca con i piedi, mica gioca con la voce.
24:18Con la voce, gioca bene.
24:20Fottetevele e via, voi servitelo bene, state lì.
24:23State tre.
24:23State lì.
24:25E poi è nata l'amicizia in seguito.
24:30Anche l'amicizia nasce un po', non dico una cosa, o la senti o non la senti, questo apporto
24:40di amicizia.
24:41Questa amicizia vera è tanta, lunga, è stata con Raffaello Vescovi, anche con gli altri,
24:49con Poli, con Brugnera, con Greatti.
24:51Pensa che con Greatti sono anche vicino di casa.
24:55Ma quegli scambi lì, come posso dire, convenevoli, quelle convenevoli e basta.
25:02Invece con la persona che veramente ha un rapporto d'amicizia, lo senti o una volta o due volte
25:10al mese, alla settimana, poi ecco, con Vescovi, la passione comune della caccia.
25:19Vi ha legato ancora di più.
25:21Sì.
25:22Bene, signor Bruno, la ringrazio per questa bella chiacchierata.
25:24Io ringrazio voi e vi faccio i migliori auguri.
25:29Buon lavoro anche per tutto quello che è il futuro libro e anche per l'attività turistica.
25:34Grazie, grazie, l'augurio è sempre una cosa gradita.
25:49Grazie a tutti.
26:11Grazie a tutti.

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