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ROMA (ITALPRESS) - I dati sugli incidenti sul lavoro e le vittime, le misure in campo per la prevenzione, l'evoluzione del ruolo dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Sono alcuni dei temi affrontati nella ventisettesima puntata del Focus Lavoro&Welfare, format tv dell'agenzia Italpress a cura di Cesare Damiano, che intervista Marcello Fiori, direttore generale dell'Inail.

sat/azn

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Trascrizione
00:09Un caro saluto a tutte e a tutti. Benvenuti e benvenute alla nuova puntata del focus di
00:16Lavoro Welfare. Anche questa volta abbiamo un importante ospite, Marcello Fiori, direttore
00:25generale dell'INAIL. Benvenuto. Prima dell'intervista va in onda un servizio.
00:35L'Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è un ente pubblico non
00:41economico che gestisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
00:46professionali. Nel corso degli ultimi decenni il ruolo dell'INAIL è stato rafforzato dalla
00:52promozione della cultura della prevenzione con rilevanti ricadute sui lavoratori, sulle
00:57imprese e sul sistema produttivo nel suo complesso, anche per effetto di numerosi interventi legislativi.
01:04L'attività dell'INAIL si estende dallo studio delle situazioni di rischio agli interventi di
01:09prevenzione, alle prestazioni sanitarie ed economiche, alla cura e alla riabilitazione e
01:15reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno subito danni
01:20fisici a seguito di un infortunio o malattia professionale. Da mero ente assicuratore l'INAIL
01:26è progressivamente diventato promotore di un sistema a rete e del polo salute e sicurezza
01:32e da una logica meramente indennitaria si è passati a una logica di prevenzione integrata
01:37con la tutela assicurativa.
01:43Abbiamo visto il servizio che ci descrive l'importanza dell'INAIL per quanto riguarda il tema della
01:53salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Allora dottor Fiori intanto veramente benvenuto
02:00perché lei svolge un ruolo quello di direttore generale che è importantissimo per l'istituto
02:06e allora io vorrei farle delle domande che aiutino coloro che ci ascoltano a capire esattamente
02:14qual è il ruolo dell'INAIL su questo tema.
02:18La prima questione è questa. Noi sappiamo che ormai da più di dieci anni, dopo un calo
02:26che è avvenuto nei decenni, io ricordo sempre che se torniamo al 1963, l'ultimo anno del
02:34boom economico, avevamo 4.600 morti sul lavoro in un anno e negli ultimi dieci anni rimaniamo
02:43sempre in questa soglia di tre morti al giorno, mediamente mille morti all'anno. Allora la
02:49domanda è come si può abbattere questo muro che sembra invalicabile e soprattutto ci si può
02:57concentrare su quello che voi ritenete essere il punto debole, vale a dire le morti ricorrenti
03:05in determinate lavorazioni nell'ambito dell'attività produttiva?
03:10Intanto grazie di questa opportunità e di poter comunicare e dialogare con voi. Il
03:16numero dei morti non è un numero. Dietro ogni incidente sul lavoro e dietro ogni vittima
03:23c'è una famiglia, ci sono le persone, ci sono piccole e medie imprese. È sempre una
03:28tragedia ed è sempre un dramma. Non dobbiamo mai ridurci a un commento statistico. Il numero
03:35è stabile, però è anche vero che, come lei ricordava, questo numero nel corso del tempo
03:41ha seguito anche l'andamento dei cambiamenti radicali che ci sono stati nel mondo del lavoro.
03:47Quindi è cambiato il mix sia degli incidenti che delle vittime. Ad esempio un fenomeno emergente
03:55molto preoccupante è quello che quasi oramai un terzo delle vittime nel mondo del lavoro sono
04:01i cosiddetti incidenti e vittime in etinere, cioè persone che perdono la vita, hanno un
04:06incidente a causa dell'attività di immobilità, quindi nel percorso a casa lavoro oppure perché
04:12effettuano un lavoro per strada o in condizioni all'aperto. Questo è un fenomeno che va attenzionato
04:19perché ovviamente lì non c'è un'impresa che all'interno della propria catena produttiva
04:24può adottare misure di prevenzione. È la collettività, è la sicurezza delle strade,
04:29è la sicurezza dei mezzi di trasporto. Sono fenomeni come l'utilizzo dei cellulari di
04:34distrazione che possono provocare questo tipo di incidenti. Quindi questo interroga anche
04:40un modo di organizzazione del lavoro nuovo, importante. Pensiamo alla rivoluzione della
04:44logistica. Oramai con uno smartphone si può ordinare un prodotto dall'altra parte del
04:50mondo, ma per poterlo fare arrivare a casa o in azienda quello presuppone una catena di
04:56organizzazione del lavoro completamente diversa dal passato. Grandi magazzini, rider, persone
05:01che distribuiscono il prodotto e ce lo fanno arrivare a casa. Quindi ha aumentato di molto
05:05i rischi del mondo del lavoro. Poi invece la riduzione che abbiamo nei luoghi di produzione
05:12del lavoro è comunque importante perché vuol dire che le misure di prevenzione adottate
05:18dentro le aziende con una grande sensibilizzazione, un grande ruolo importante, delle responsabili
05:23della sicurezza, delle organizzazioni sindacali, delle parti datoriali vuol dire che comincia
05:28a produrre qualche risultato. Siamo soddisfatti? No, c'è ancora tantissimo da fare. Però
05:33il percorso di intrapreso credo che possa produrre dei frutti importanti soprattutto se la sicurezza
05:40e la prevenzione vengono considerati da tutti un obiettivo comune. Non c'è una contrapposizione
05:45tra le parti sociali. Ci sono lavorazioni particolarmente pericolose con morti che si
05:51ripetono nel tempo sempre nello stesso modo? Assolutamente. Non lo dobbiamo mai dimenticare
05:57come è fatta l'Italia, sia geograficamente sia come tessuto produttivo. Abbiamo su 8.000
06:03comuni, 6.000 comuni dove anche gran parte del PIL che sono piccoli comuni e dentro quei
06:10piccoli comuni lavorano piccolissime aziende. Il 90%, qualcuno dice addirittura il 92% delle
06:17nostre imprese hanno meno di 10 dipendenti. Quindi è un'organizzazione aziendale molto
06:21fragile con dei dipendenti che in realtà sono essi stessi, a volte anche proprietari dell'azienda
06:27che fanno fatica ad accettere al credito, che fanno fatica a investire sulla salute e la
06:32sicurezza. Dobbiamo aiutarli, dobbiamo sostenerli. Questo è il punto di fragilità. Intervenire nel
06:38tessuto e nelle caratteristiche delle nostre imprese, per far diventare quelle imprese
06:44sicure, intensicamente sicure, che adottino tutti gli investimenti e gli accorgimenti che
06:49sono necessari. Il ruolo dell'INE è affiancarle, esserle vicine, tutorare questi percorsi di
06:55crescita attraverso tutta la catena della prevenzione, formazione, informazione, incertivi
07:02economici, affiancamento delle professionalità che sono necessarie per far crescere la cultura
07:08della sicurezza, là dove servono anche i controlli, là dove servono anche le sanzioni,
07:12perché anch'esse sono un segnale al mercato.
07:15Lei ha parlato poc'anzi di un fatto centrale, che dietro ai numeri ci sono le persone. Le persone
07:24hanno le famiglie, hanno gli affetti e devono tornare a casa sane e salve. Ora, l'Istituto
07:31promuove l'innovazione delle tecnologie, anche le finanzia. Quali sono i punti più
07:37importanti di innovazione che voi proponete?
07:41L'INE è il secondo ente di ricerca italiano. Promuoviamo innovazione tecnologica sia nella
07:47parte produttiva, sia nella parte anche dei dispositivi di protezione individuale. Stiamo
07:52lavorando con le grandi aziende italiane allo sviluppo di nuovi dispositivi di protezione
07:58e intelligenti, ad esempio la possibilità di avere dei sensori che diano in tempo reale
08:05le condizioni di salute del lavoratore, oppure dei caschi intelligenti che dotati di sensori
08:11e telecamera siamo in grado di fare individuare al lavoratore o alla lavoratrice se ci sono
08:15pericoli nell'area. Stiamo studiando mappature anche dei cantieri e delle strutture che indicano
08:21ai lavoratori di non avvicinarsi se c'è una lavorazione pericolosa. Questo per quanto riguarda
08:26la tutela individuale e anche collettiva. Poi stiamo lavorando anche sulle macchine.
08:30Noi abbiamo ad esempio in agricoltura un parco macchine che è tra le più vecchie d'Europa.
08:37Stiamo lavorando moltissimo perché questo è uno dei temi ricorrenti di vittime legate al ribaltamento
08:43dei trattori. La possibilità di avere trattori innovativi che abbiano la possibilità attraverso
08:49un meccanismo antirribaltamento di proteggere comunque la persona che lavora in agricoltura.
08:54Quindi innovazione per i dispositivi di protezione individuale, innovazione macchine e in più innovazione
09:01in ricerca legata anche alla tutela della persona nel momento in cui ha avuto un incidente.
09:08Ora lei ha citato il caso del ribaltamento del trattore dei dispositivi di protezione individuale
09:14legati ad esempio alla caduta dall'alto, l'imbragatura che se è monitorata vuol dire salvare una vita
09:22perché se non si indossa abbiamo visto anche di recente la caduta all'alto è causa di morte.
09:27Ora per intervenire con questa innovazione per finanziare le imprese voi vi siete dotati di bandi,
09:36quindi di risorse, i bandi easy e anche della possibilità di avere gli sconti tarifari verso le imprese virtuose.
09:47Ci spieghi un po' quanti soldi stanziati e come funziona questo meccanismo?
09:52Ricordavo bene, ci sono due meccanismi tra di loro diversi ma complementari.
09:57Da un lato lo sconto in tariffa, ogni azienda paga a seconda della classe di rischio a cui appartiene
10:02al numero dei lavoratori un'assicurazione all'ENAI.
10:06Quell'assicurazione può essere scontata se vengono adottati sistemi di gestione della sicurezza
10:11o dispositivi di protezione individuale legati all'aumento della sicurezza e ha direttamente uno sconto in tariffa.
10:18Questo vale ogni anno circa 300 milioni di euro, quindi una cifra consistente e molto importante.
10:25Invece per il cambio macchine o il finanziamento di misure innovative anche nella gestione
10:31ci sono i cosiddetti bandi ISI. Lì distribuiamo circa 600 milioni di euro l'anno.
10:38L'impresa deve presentare un progetto legato appunto alle linee di finanziamento del bando.
10:45Pensiamo ad esempio alla bonifica dell'amianto che è ancora purtroppo un tema di grave e drammatica autorità
10:50nel nostro paese in cui l'ENAI finanzia complessivamente tutto l'intervento.
10:55L'impresa presenta il progetto, il progetto viene approvato, finanzia una prima parte,
11:02l'ENAI può intervenire già in questa fase dando fino al 70% di anticipi,
11:06poi il progetto come viene realizzato l'ENAI rimbossa l'intera somma,
11:10fino a un massimo di 150 mila euro per ogni progetto, per un totale però di 600 milioni di euro
11:17l'anno.
11:18Quindi 600 milioni di euro per i bandi ISI, 300 milioni per gli sconti in tariffa
11:23e in più mettiamo a disposizione circa 60 milioni per la formazione.
11:27Quindi circa un miliardo per la prevenzione che l'ENAI mette a disposizione del nostro sistema produttivo.
11:34E questo è molto importante anche perché, lo aggiungo, l'ENAI è un ente virtuoso per quanto riguarda la gestione
11:41delle risorse
11:42ogni anno, come si dice, siamo in un attivo importante e naturalmente sarebbe opportuno, come si dice,
11:50fatte salve le riserve tecniche, investire, come state facendo, a vantaggio da una parte dell'impresa
11:58e dall'altra parte per migliorare le prestazioni a vantaggio dei laboratori,
12:03quando c'è una inabilità, quando c'è una morte, soccorre a famiglie, figli e così via.
12:08Però vorrei chiederle un'altra cosa perché ho letto che lei ha più volte parlato della necessità
12:15di costruire una vera e propria economia della prevenzione.
12:19Mi sono espresso bene, mi auguro, che cosa significa concretamente e quale contributo può offrire la pubblica amministrazione
12:28a questo che io definirei un cambiamento culturale. Prevenzione, parola chiave.
12:33Assolutamente. Questo è mutuato anche da altri, purtroppo, settori della nostra pubblica amministrazione
12:41e funzionamento dello Stato. Pensiamo al mondo della protezione civile.
12:45Quanto sarebbe più importante investire in prevenzione piuttosto che ricostruire dopo un terremoto o dopo un alluvione.
12:52Lo stesso vale per il mondo del lavoro. Sarebbe molto meglio investire tutte le risorse nella prevenzione
12:57piuttosto che avere le vittime e il risarcimento alle vittime, alle famiglie e a coloro che purtroppo poi hanno anche
13:05un grave infortunio
13:06che dobbiamo assistere per tutta la vita. Economia della prevenzione vuol dire creare un cambio culturale
13:11per cui soprattutto le piccole imprese comprendano che l'investimento in prevenzione non è un costo,
13:19è appunto un investimento. Perché se c'è un incidente, soprattutto un incidente mortale,
13:24arriva il magistrato, c'è il sequestro dell'attività, c'è un processo penale nei confronti dei responsabili,
13:30quella piccolissima impresa nel momento in cui si verifica un incidente e poi si è sicuramente destinata
13:36a interrompere le proprie attività o addirittura a chiudere. Creare le condizioni dell'economia della prevenzione
13:41vuol dire per comprendere al sistema produttivo del suo insieme che investire in prevenzione conviene.
13:48Conviene alla società, conviene all'impresa, conviene alle famiglie, conviene alle parti sociali.
13:53E' da mettere a disposizione le risorse per fare questi investimenti.
13:58Quindi il nostro è anche un monito raccolto anche da parole ottergolissime del Capo dello Stato
14:04a fare in modo che sia la prevenzione la parola chiave.
14:08Ora veniamo all'ultima domanda di questa interessantissima intervista.
14:14Allora, visto che lei padroneggia bene la materia, volevo chiederle.
14:20Noi parliamo di infortuni sul lavoro che purtroppo sono in aumento come le malattie professionali
14:26mentre in leggero regresso sono le morti sul lavoro per fortuna.
14:30Almeno questi sono i dati 2025 nei primi sette mesi che avete fornito.
14:36E quando parliamo di un incidente vediamo l'immediatezza.
14:40Ma dietro l'incidente c'è l'inabilità temporanea o permanente.
14:46Non parlo della morte sul lavoro, parlo dell'incidente.
14:51Che cosa capita dopo?
14:53Vale a dire i percorsi di riabilitazione fisica e psicologica per reintrodurre quella persona
15:00nella sua attività in rapporto anche alla gravità dell'incidente.
15:04Che cosa fa l'INAIL?
15:05Noi tentiamo immediatamente di essere vicini alle famiglie, con i nostri assistenti sociali,
15:12con i nostri tecnici, con le nostre direzioni territoriali, con i nostri medici.
15:15Tentiamo di prenderci in carico immediatamente la persona che è stata vittima di un incidente.
15:21Fin dal momento in cui arriva il pronto soccorso.
15:23Noi abbiamo rapporti con tutte le Ares 118 d'Italia.
15:27In modo tale che se arriva una vittima di un incidente sul lavoro, la nostra struttura
15:32si è immediatamente allertata.
15:34E fermo rimanendo il fatto che ci mettiamo a disposizione dell'autorità giudiziaria
15:38per accertare le responsabilità, sotto il profilo sociale prendiamo in carico
15:43le persone che hanno avuto un infortunio.
15:45Tentiamo di capire tutte le esigenze.
15:47Da quelle sanitarie a quelle assistenziali, a quelle di fornire loro la sussistenza economica
15:52che meritano e che è giusto che lo Stato dia loro.
15:55Da quest'anno ci occupiamo anche di dare una borsa di studio a chi è superstito e vittima
16:01è figlio di una vittima di un incidente sul lavoro.
16:04Anche questo lo considero un'opera di grande civiltà.
16:07Potrei garantire un percorso di studi fino all'età di 26 anni a chi è superstito di colui
16:13o colei che è stata una vittima del lavoro lo considero un atto di grande civiltà.
16:17E poi seguiamo quelle persone, soprattutto laddove hanno bisogno di una protesi,
16:23di un percorso specialistico unico perché nel panorama del sistema sanitario nazionale
16:28INAIL in esclusiva fornisce tutte le protesi che sono necessarie all'attività riabilitativa
16:34in modo tale da fornire a quelle persone di un'opportunità di vita ma anche di inserimento lavorativo.
16:40Il lavoro è fondamentale anche dopo l'incidente, non soltanto prima.
16:44che è stato vittima di un incidente sul lavoro deve poter continuare ad avere il sogno,
16:49la speranza di poter essere utile ancora alla società.
16:52Il lavoro è la prima leva militante.
16:55Il sentirsi utile per se stessi, per la propria famiglia, per la propria azienda è fondamentale.
17:00Quindi accompagniamo le persone anche a un inserimento lavorativo
17:03che non sia necessariamente nell'azienda dove è venuto l'infortunio.
17:08Ma lo facciamo anche attraverso percorsi di formazione.
17:11Con la piattaforma SISL del Ministero del Lavoro siamo in grado di offrire anche opportunità di cambio
17:16di opportunità di lavoro attraverso percorsi formativi.
17:20Quindi prendiamo in carico davvero le persone che hanno avuto un incidente
17:24in tutte le loro esigenze, quelle social-sanitarie, quelle assistenziali
17:28ma anche quelle di inserimento lavorativo.
17:31Bene, io la ringrazio.
17:33Vorremmo continuare questa bella intervista perché davvero i temi trattati sono molto importanti.
17:39sotto il profilo delle statistiche, ma come lei ha rilevato sotto il profilo umano
17:44dell'attenzione alla persona.
17:47Molta strada è ancora da fare perché come sappiamo le morti sul lavoro purtroppo ci sono.
17:54Abbiamo avuto anche un'estate segnata da questo cambiamento climatico
17:59che ha creato vittime sul lavoro.
18:01ma siamo sicuri che come sempre l'impegno dell'istituto sia un impegno molto importante.
18:06Quindi, dottor Marcello Fiori, io la ringrazio moltissimo.
18:10Marcello Fiori è il direttore generale dell'INAIL.
18:14Abbiamo fatto una bella intervista e come sempre il focus di Lavoro U è il far cerca di portare
18:21all'attenzione temi di grande attualità e di grande interesse.
18:26Naturalmente vi diamo un nuovo appuntamento alla prossima puntata
18:33e una buona giornata a tutti e a tutte.
18:38Grazie, grazie a voi.
18:40Grazie ancora.

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