" In ogni società, in ogni paese, in ogni epoca, ci sono angoli bui che sfuggono allo sguardo. Punti ciechi e zone d'ombra in cui la luce di tutti i giorni non arriva. Soprattutto per quelle società, quelle epoche e quei paesi che si ritengono più sani, più felici e più innocenti. E che proprio quelle zone d'ombra hanno deciso d'ignorare, stabilendo un confine oltre il quale non è più lecito, non è più raccomandabile, spingere lo sguardo. E invece è proprio lì che si annidano gli incubi che turbano i sogni dell'infanzia più innocente. Ogni epoca, ogni luogo, anche l'Italia, ha il suo incubo. Il suo serial killer... "
MILENA QUAGLINI: Il caso Milena Quaglini, soprannominata la "Vedova Nera del pavese", rappresenta uno dei capitoli più complessi della cronaca nera italiana, dove i confini tra vittima e carnefice si azzerano a causa di una spirale di violenza domestica, alcolismo e isolamento. Nata a Mezzanino (Pavia) nel 1957, cresce in una famiglia segnata da un padre violento. Sviluppa una forte dipendenza dall'alcol e una profonda depressione, aggravate da una vita sentimentale segnata da continui abusi fisici e psicologici da parte dei partner. Gli sono stati attribuiti tre omicidi: Giusto Dalla Pozza (Settembre 1995), Mario Fogli (2 agosto 1998) e Angelo Porrello (Ottobre 1999). Arrestata per l'ultimo omicidio, Milena Quaglini crolla e confessa anche i due precedenti. Milena non sconterà mai del tutto la sua pena. Il 16 ottobre 2001, all'età di 44 anni, si toglie la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella del carcere di Vigevano, portando con sé il peso di una vita passata a subire e infliggere violenza.
https://it.wikipedia.org/wiki/Milena_QuagliniLA
https://en.wikipedia.org/wiki/Milena_Quaglini
https://es.wikipedia.org/wiki/Milena_Quaglini
#ProfondoNero #CarloLucarelli #VedovaNeraDelPavese #LAngeloSterminatore #SerialKillerItaliani #DelittoDelCongelatore #Pavia #Veneto #Lombardia #Anni90 #ViolenzaDomestica #LegittimaDifesa #GiustoDallaPozza #MarioFogli #AngeloPorrello #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV #CrimeInvestigation #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #MisteriItaliani #GialliItaliani #StorieVere #DocumentarioCrime #InchiesteGiornalistiche #CrimeCommunity
MILENA QUAGLINI: Il caso Milena Quaglini, soprannominata la "Vedova Nera del pavese", rappresenta uno dei capitoli più complessi della cronaca nera italiana, dove i confini tra vittima e carnefice si azzerano a causa di una spirale di violenza domestica, alcolismo e isolamento. Nata a Mezzanino (Pavia) nel 1957, cresce in una famiglia segnata da un padre violento. Sviluppa una forte dipendenza dall'alcol e una profonda depressione, aggravate da una vita sentimentale segnata da continui abusi fisici e psicologici da parte dei partner. Gli sono stati attribuiti tre omicidi: Giusto Dalla Pozza (Settembre 1995), Mario Fogli (2 agosto 1998) e Angelo Porrello (Ottobre 1999). Arrestata per l'ultimo omicidio, Milena Quaglini crolla e confessa anche i due precedenti. Milena non sconterà mai del tutto la sua pena. Il 16 ottobre 2001, all'età di 44 anni, si toglie la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella del carcere di Vigevano, portando con sé il peso di una vita passata a subire e infliggere violenza.
https://it.wikipedia.org/wiki/Milena_QuagliniLA
https://en.wikipedia.org/wiki/Milena_Quaglini
https://es.wikipedia.org/wiki/Milena_Quaglini
#ProfondoNero #CarloLucarelli #VedovaNeraDelPavese #LAngeloSterminatore #SerialKillerItaliani #DelittoDelCongelatore #Pavia #Veneto #Lombardia #Anni90 #ViolenzaDomestica #LegittimaDifesa #GiustoDallaPozza #MarioFogli #AngeloPorrello #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV #CrimeInvestigation #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #MisteriItaliani #GialliItaliani #StorieVere #DocumentarioCrime #InchiesteGiornalistiche #CrimeCommunity
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:04In ogni società, in ogni paese e in ogni epoca ci sono angoli bui che spuggono allo sguardo,
00:11punti ciechi e zone d'ombra in cui la luce di tutti i giorni non arriva.
00:17Soprattutto per quelle società, quelle epoche, quei paesi che si ritengono più sani, più
00:21felici ed innocenti e che proprio quelle zone d'ombra hanno deciso di ignorare, stabilendo
00:27un confine oltre il quale non è più lecito, non è più raccomandabile spingere lo sguardo.
00:36E invece è proprio lì che si annidano gli incubi che turbano i sonni dell'infanzia più
00:41innocente. Ogni epoca, ogni luogo, anche l'Italia ha il suo incubo, il suo serial killer.
01:12C'è uno strano luogo nella mente degli uomini. Deve essere un bosco, un bosco fitto e oscuro
01:17come quello delle favole che fanno paura ai bambini, i boschi degli orchi. Oppure è una
01:22caverna, quella degli uomini primitivi. Perché è là, in quella parte della testa degli uomini
01:27di sesso maschile, che ancora sopravvive l'istinto primitivo e bestiale, che il maschio abbia più
01:33diritti della femmina. Perché è più forte, più cattivo o soltanto perché è maschio.
01:59Non ne potevo più di essere picchiata. Ogni schiaffo che prendevo da un uomo rivivevo
02:05tutti quelli presi da mio padre.
02:14C'è la tv accesa. Arriva confusa e stonata. Suoni, voci e musiche sovrapposti da uno
02:20zapping nervoso, che salta da un canale all'altro. Sabato sera d'estate, sabato primo agosto.
02:26Varietà, film e giochi.
02:39Per lei, che sta in cucina a lavare i piatti, sono soltanto urla. Urla di sorpresa e urla
02:44di gioia. Urla di terrore. Un'unica, grande palla sonora dove anche la musica urla. Poco
02:52prima, a cena, lui e lei hanno litigato come al solito. Un motivo qualunque, uno dei tanti.
02:57Il figlio grande, quello che lei ha avuto col precedente marito, è che lui non vuole
03:01stare in casa con loro. E infatti se ne è andato due mesi prima. Oppure perché lei lavora
03:06e lui non vuole. Perché una donna che lavora poi si sente troppo indipendente, troppo intraprendente
03:12e poi finisce, dice lui, che tradisce il marito. Insomma, un motivo qualunque.
03:38Questa volta non è finita botte. Altre volte sì. Lui le ha rotto due denti e le ha anche
03:43leso un timpano. E due anni prima lei l'aveva anche denunciato ai carabinieri. Ma poi, come
03:48spesso succede in questi casi, aveva ritirato la denuncia, per salvare il rapporto.
03:54Però, quella volta, niente botte. Soltanto grida e parole. E poi silenzio. Sono rimasti
04:00seduti a tavola a mangiare senza parlare, con le bambine, una di qua e una di là. Poi
04:05lui è andato a vedere la televisione. Un programma impastato con quell'altro. Sabato sera,
04:10varietà, film e giochi. Urla, urla, urla.
04:22Lui è andato a dormire verso le dieci e mezzo, senza dire niente. E allora lei ha messo a
04:27letto le bambine, si è seduta sul divano e si è messa a guardare la tv. Anche lei saltando
04:31da un programma all'altro, senza seguirne nessuno, in particolare. La fine dei giochi e
04:36dei figli. E allora che è successo? Verso mezzanotte, si è alzata dal divano e in punta
04:42di piedi è andata fino alla camera da letto, a guardarlo dormire, o meglio, a sentirlo respirare
04:48pesante nel buio.
05:13Perché io sopportavo, sopportavo. Finché non mi facevano qualcosa di intollerabile,
05:19che mi faceva esplodere.
05:27Il giorno dopo è il 2 agosto, il 2 agosto del 1998. È una domenica e sono quasi le
05:344 del pomeriggio, quando alla sala operativa della compagnia dei carabinieri di Stradella
05:39arriva una chiamata per il 112. Il vicebrigadiere di turno al centralino risponde. È una voce
05:47femminile, la voce di una donna adulta.
06:00Il vicebrigadiere capisce che non si tratta di uno scherzo e sente anche che la donna è
06:04molto agitata, così le chiede se c'è qualcun altro in casa con lei. Sì, ci sono le sue due
06:10figlie di 5 e 8 anni. E si può parlare con una di loro, tanto per accettarsi che stiano
06:15bene? Sì. La donna va a chiamare la più grande che sta guardando la televisione. Qualche
06:21attimo di attesa e poi eccola con la sua voce da bambina.
06:32Il vicebrigadiere riparla con la donna e si fa dire dove sta, a Broni, un paese vicino
06:37a Stradella, sempre in provincia di Pavia. E intanto parte una macchina con dentro un maresciallo
06:42e un appuntato e avvisano anche quelli della stazione di Stradella, che mandino qualcuno
06:47a vedere cosa è successo. Parla il vicebrigadiere. Ascolta la donna che gli dice che è rimasta
07:09per un po' a sentire il marito che dormiva. Respirava forte nel buio. Poi è andata di là,
07:14ha preso un pezzo di corda da tapparella e gliela ha legata attorno alle caviglie. Poi
07:19gliela ha fatta scivolare attorno ai polsi, un paio di giri e poi attorno alla testa.
07:29E' rimasta un po' a guardarlo seduta sul bordo del letto. Poi le faceva paura, non voleva
07:35che le bambine lo vedessero. Così lo ha avvolto nei sacchi neri della spazzatura e lo ha trascinato
07:40fuori, sul terrazzo della camera da letto. E lo ha coperto con un tappeto gettato
07:44sulla balaustra come fosse una capanna perché non lo vedessero da fuori. Nel frattempo,
07:51mentre la donna sta parlando con il vicebrigadiere, sono arrivati i carabinieri che confermano quello
07:55che sta dicendo. Sì, non è una fantasia delirante. Quella donna ha ucciso suo marito.
08:03Perché io sopportavo, sopportavo, finché non mi facevano qualcosa di intollerabile che
08:10mi faceva esplodere.
08:18Quaglini Milena, anni 41, nata a Mezzanino in provincia di Pavia e residente a Broni,
08:24coniugata con tre figli. Accusata di omicidio nei confronti del marito Fogli Mario, anni 52,
08:30nata a Comacchio in provincia di Ferrara. Articolo 577 del codice penale. Ultimo capitolo.
08:39Ai carabinieri che la interrogano e al magistrato che coordina le indagini, sembra una storia
08:44molto semplice. Mario è un bell'uomo, distinto, che fa il camionista per una ditta di costruzione.
08:50Milena, una donna carina e minuta, molto riservata e molto sensibile, con la passione per la pittura.
09:03Nature morte, paesaggi, vedute di Broni ad acquarello, a olio o a carboncino. Due figlie
09:09piccole, più uno sui 18 anni, che viene da un precedente matrimonio di Milena. Una famiglia
09:14normale, almeno all'apparenza.
09:24E invece Mario e Milena litigano, e spesso, e ogni tanto lui alza le mani. Milena beve,
09:30beve parecchio. E certe mattine, quando si alza, non riesce a fare niente, neanche a prendere
09:34il caffè, finché non beve due bicchierine di Brandy, uno dietro l'altro. E allora riesce
09:40a mandare le bambine a scuola a fare le faccende di casa. Soffre di crisi depressive, Milena,
09:45è seguita dal CERT, e prende anche gli antidepressivi.
09:55Una famiglia normale, di quelle che nascondono tensioni tali da farle scoppiare all'improvviso,
10:00come una bomba. E quello che Milena racconta al magistrato e ai carabinieri, è proprio quello,
10:05l'esplosione di una bomba. Lei, così minuta, che lotta con il marito in camera da letto,
10:10lo colpisce la testa con una bajur che sta sul comodino, poi con un cofanetto di legno
10:15che sta su un cassettone. E poi si attacca quella corda che gli ha stretto attorno alla
10:19gola, il braccio attorcigliato intorno al nastro e un piede sul collo, e tira con tutte
10:24le sue forze finché non lo uccide.
10:32Succede. Di solito è lui che uccide lei, ma questa volta è il contrario. Articolo
10:37577 del codice penale, ultimo capitolo. Omicidio con l'aggravante del legame coniugale,
10:43ucciso ricidio. E infatti la processa ha nocorrito abbreviato. E nonostante continui
10:54a ripetere che non voleva farlo, non voleva uccidere Mario, ha perso la testa, è esplosa
10:59come una bomba ed è successo, ma lei non voleva. Il GIP del tribunale di Voghera la condanna
11:04ha 14 anni di reclusione. Milena ha un bravo avvocato di Milano, l'avvocato
11:12Licia Sardo, che ricorre in appello e intanto la fa mandare agli arresti domiciliari. Prima
11:18presso una comunità di recupero per alcolisti, dalla quale però viene mandata via perché
11:22ha ricominciato a bere. Poi presso la casa di un amico, col quale però ha dei problemi.
11:27Milena deve trovarsi un'altra sistemazione e così mette un annuncio sul giornale. E tramite
11:33quello, trova un signore di bascapè, Angelo Porrello, che può affittarle una stanza con
11:38cucina e bagno. Un caso semplice, insomma, ma non è così. La storia di Milena Quaglini,
11:45accusata di uxoricidio e in attesa di processo di appello, non è per niente una storia simile.
11:55E allora quando mi scattava quella reazione dentro, mi veniva una forza tremenda, incontrollabile.
12:02E non riuscivo a fermarmi, fino a quando non respiravano più. Non riesco a misurare
12:09la mia forza in come momenti terribili. Forse la mia forza aumenta.
12:26C'è una concimaia nel giardino di una villetta bifamiliare a Bascapè, in provincia di Pavia.
12:35È una piccola basca rettangolare di mattoni, chiusa da un coperchio di lamiera, e sta a
12:40casa di un uomo di 53 anni, Angelo Porrello, fa il tornitore. Ecco, è da un paio di settimane
12:46che Angelo è scomparso.
12:50Era sparito il 6 ottobre del 1999. Se ne era accorta la figlia che aveva un appuntamento
12:56con lui per parlare di affari di famiglia, ma lui non si era presentato. La figlia lo
13:01aveva chiamato al cellulare. Lo aveva chiamato anche l'ex moglie, che era andata a cercarlo
13:06a casa, ma a casa non c'era. Allora avevano fatto la denuncia alla stazione di carabinieri
13:11di San Nazaro, un paese vicino. E visto che continuavano a non trovarlo, erano andati a cercarlo
13:16a casa, battendola palmo dopo palmo. E poi erano andati in giardino, ed erano arrivati
13:22fino a quella concimaia. Avevano alzato il coperchio, e lì lo avevano trovato. Nudo,
13:27rannicchiato come un feto, in avanzatissimo stato di decomposizione. Cos'era successo?
14:01Non è facile dirlo dopo 15 giorni passati lì dentro, e neanche in casa ci sono segni
14:06particolari, segni di lotta, tutto a posto. Neanche gli inquilini che abitano al piano di
14:11sotto della villetta hanno visto o sentito niente. Però qualcosa deve essere successo,
14:22perché in quella concimaia, Angelo, qualcuno ce l'ha messo, e prima probabilmente lo ha
14:27ucciso. E tutto questo, di notte, in silenzio e senza colluttazione.
14:38Gli indagini dei carabinieri fanno emergere subito un particolare che riguarda il passato
14:42di Angelo. Un brutto passato. Porrello era stato in carcere per violenza sessuale su minori,
14:48un fatto avvenuto nel 91, per il quale era stato condannato a sei anni di reclusione.
15:02Era uscito l'anno prima. Non è un tipo facile, Porrello. E ai carabinieri viene in mente
15:07che forse qualcuno ha voluto fargliela pagare per qualcosa, qualche altra violenza. Metterlo
15:12in quella concimaia, oltre che per nascondere il corpo, sembra quasi un gesto di spregio.
15:22Ma poi i carabinieri trovano una cosa strana. Lettere. Due lettere spedite ad Angelo Porrello
15:29nei giorni della sua scomparsa. La cosa interessante però è il mittente. Chi gliele ha spedite?
15:34Milena. Milena Quaglini. Ma non era quella che stava ai domiciliari per aver ucciso il marito?
15:4553enne, divorziato, dinamico, longilineo. Casa propria, cerca compagnia piacevole, max quarantenne.
15:51Per amicizia e convivenza, poi si vedrà.
16:00Milena aveva notato un annuncio sul settimanale passaparola. 53enne, divorziato, dinamico, eccetera, eccetera.
16:07E così aveva preso contatto con il signor Angelo Porrello, che aveva accettato di affittarle
16:12una stanza in cambio di lavori domestici. Milena attendeva soltanto l'autorizzazione
16:17al cambio di residenza dal magistrato. E intanto aveva portato là un po' delle sue cose.
16:29Poi, però, lui era sparito. Così lei gli aveva scritto due lettere, una il 7 ottobre
16:35e l'una l'11 ottobre del 1999.
16:39Signor Angelo, la sto cercando da diversi giorni, ma non riesco a rintracciarla.
16:44Ho da lei diversi oggetti personali. Per favore si faccia sentire.
16:59Un tipo a posto, Angelo Porrello. Sempre gentile e sempre corretto. L'avrà visto,
17:05se no, tre volte. Non sapeva neanche che era morto. Ma c'è qualcosa che non torna. Perché
17:10fino dai primi di ottobre li vedono assieme, Milena e Angelo, entrare in casa di lui. Li
17:16vedono nel giardino. Lui li tiene un braccio sulla spalla. Li vedono andare in giro con
17:20la macchina di lui, una regata bianca. Ed è lì che li vedono verso le dieci e mezzo
17:25del mattino del 5 ottobre. E poco dopo lui scompare.
17:29Angelo, poi, aveva detto alla figlia che aveva conosciuto una donna sui 40 anni con la
17:34quale voleva andare a convivere. Una donna di nome Milena.
17:41Intanto i carabinieri del comando provinciale di Pavia hanno trovato cinque confezioni vuote
17:46di medicinali in una pattumiera a casa di Angelo, accuratamente avvolte nella carta stagnola.
17:52Sono scatole di calmanti e psicofarmaci, gli stessi, che si trovano anche a casa di Milena,
17:57a Bressana. Poi vengono trovati alcuni capelli nel letto di Angelo e alcuni peli in un salvaslip
18:08che si trova nella spazzatura. Tutto viene repertato dai carabinieri e inviato al laboratorio
18:14per l'esame del DNA. Indizi. Soltanto indizi. Che fanno pensare alla presenza di una donna
18:20è che questa donna sia Milena. Forse. Poi però salta fuori un'altra cosa. Una cosa strana.
18:41Torniamo indietro di qualche anno. È il 1995. Milena si è temporaneamente separata dal marito,
18:48il secondo, Mario Fogli, e vive ad este, in provincia di Padova. Lavora come bidella in
18:54una palestra e intanto fa le pulizie a casa di un signore di 83 anni, il signor Giusto
18:59della Pozza. Un giorno, il 27 ottobre, un venerdì, Milena va a casa del signor Giusto
19:05nel tardo pomeriggio per preparargli da mangiare. Trova la porta socchiusa, con le chiavi infilate
19:11nella serratura. La apre. La luce è spenta, ma quando la accende si accorge che il pavimento
19:16è coperto di sangue rappreso. C'è una luce che viene dalla camera da letto, la luce
19:29di una bajour, e allora Milena va a vedere e trova il signor Giusto steso a terra, sotto
19:34il comodino rovesciato. Milena chiama il 113. Il signor Giusto viene portato all'ospedale,
19:50ma non c'è niente da fare. Resta in coma una decina di giorni per una serie di fratture
19:54alla testa e poi muore. Milena racconta che due giorni prima, il 25 ottobre, era successa
20:01una cosa simile. Aveva trovato il signor Giusto steso a terra, semisvenuto, con una ferita
20:07alla testa. Lui le aveva detto che erano stati due suoi amici a cui aveva prestato dei soldi.
20:12Le indagini si erano orientate sull'ipotesi di un giro di prestiti ad usura, ma non erano
20:18arrivati a nulla e la cosa era finita lì. Adesso però, con tutto quello che è successo,
20:23le cose stanno un po' diversamente. Milena uccide il marito, Mario Fogli, 1 agosto
20:351998 e fa 1. Sta per andare a vivere a casa di un signore che viene ucciso, Angelo Porrello,
20:426 ottobre 1999 e fa 2. E qualche anno prima aveva scoperto il corpo di un altro signore
20:48che era stato ucciso, il signor Giusto, 27 ottobre 1995. E fanno tre.
20:57Tre coincidenze sono troppe. Di solito, chi indaga tende a non crederci proprio alle coincidenze,
21:03figuriamoci a tre. Così Milena viene indagata per omicidio.
21:10Rinchiusa nel carcere di Vigevano, sempre assistita dall'avvocato Sardo, a cui ha detto
21:14di sentirsi tranquilla perché lei con quelle morti non c'entra niente, Milena viene interrogata
21:19dal magistrato per quattro ore, durante le quali continua a ripetere che lei non sa niente,
21:24non c'entra niente, è completamente innocente. Non so niente, non c'entro niente. Sono completamente
21:31nocente. Poi, all'improvviso, crolla e confessa.
21:52C'è sempre la tv accesa all'ora di pranzo, a casa di Angelo, nell'appartamento di sotto,
21:58nelle ville dei vicini. Quando si mangia, non si cambia canale così spesso come la
22:02sera e i programmi non sono così impastati, ma la musica e le voci arrivano lo stesso
22:08confusi, distorti, come un sottofondo. Angelo e Milena stanno mangiando nella villetta di
22:14lui, a Bascapè. Pasta asciutta, col sugo di pomodoro. È a questo punto che Milena racconta
22:21che sarebbe successa una cosa che non era mai accaduta prima, non così almeno. Milena dice
22:26che Angelo ci avrebbe provato.
22:33Lei non ci sta, non vuole, ma lui insiste brutalmente. Milena dice che le mette le mani
22:38addosso, cerca di trascinarla verso la camera da letto, vuole che indossi una sottoveste.
22:43Lei si rifiuta e allora lui la picchia. Milena dice che le tira uno schiaffo. Lei cerca di
22:49allontanarlo e allora lui gliene tira un altro, in faccia.
22:59Non ne potevo più di essere picchiata. Ogni schiaffo che prendevo da un uomo rivivevo
23:05tutti quelli presi da mio padre.
23:11Allora si è arresa. Lui l'ha trascinata in camera da letto e Milena racconta che hanno
23:16avuto un rapporto sessuale. Dice che lui ne avrebbe voluto un secondo, ma lei è riuscita
23:22a trattenerlo e ad allontanarsi con la scusa di fare un caffè.
23:30Perché le era venuta un'idea. Lo ha fatto, il caffè. Ma nella tazza ci ha sciolto anche
23:35dieci pasticche di Alchon, un intero blister, più altre pasticche di Tripticon, quasi altrettante.
23:41E per mascherare il sapore ci ha messo tre cucchiaini di zucchero, perché il caffè,
23:45Angelo, lo prende molto dolce.
23:52Appena è arrivato, gli ha dato il caffè e lo ha guardato mentre lo beveva, seduto
23:56sul divano. Ad un certo punto Angelo si era accorto che c'era qualcosa di strano in quel
24:00caffè, ma ormai era troppo tardi. Crolla, tra il soggiorno e il bagno, privo di sensi.
24:11Torna dopo un'ora, verso le cinque e mezzo. Angelo è ancora nella vasca e si capisce benissimo
24:17che è morto. Allora resta a pensarci su per un'altra oretta. Poi lo prende e lo trascina
24:22fuori, in giardino. Sono le sei di sera, sera di ottobre, è già buio. Lo mette dentro
24:28la concimaia e chiude il coperchio. Dice che non voleva ucciderlo. Dice che voleva soltanto
24:33stordirlo per toglierselo di torno.
24:37Poi una cosa è ancora altra, mi sono lasciata andare. Ed è finita così.
24:50Sì, le cose si complicano. Perché per il primo omicidio, quello di Mario, il marito,
24:55c'era una spiegazione abbastanza semplice. Ma poi Milena ne compie un secondo, poco tempo
25:00dopo. Potrebbe ancora essere una coincidenza, però nel frattempo succede una cosa. Qualche
25:05giorno dopo, durante un interrogatorio, Milena confessa un altro omicidio.
25:15Ho conosciuto il Della Pozza in una gelateria sotto la mia abitazione ad Este, sul finire
25:20dell'estate 95. A quel tempo mio marito mi aveva abbandonato con i miei tre figli e versavo
25:26in precarie condizioni economiche.
25:33Milena è sola, temporaneamente separata dal marito. Il signor Giusto è un uomo affabile
25:38e gentile e anche molto generoso. Lei non ce la fa a tirare su tre figli, soltanto con
25:44le 700 mila lire al mese che prende come stipendio per fare la bidella nella palestra comunale.
25:49Così il signor Giusto l'assume come colf per fargli le pulizie in casa. E non solo, le
25:55presta anche 4 milioni di lire, che per allora, siamo nel 1995, sono un bel po' di soldi.
26:01Ma non importa, il signor Giusto i soldi ce li ha e poi lei gliele restituirà poco per
26:07volta con il suo lavoro. Un angelo, il signor Giusto. Però poi le cose improvvisamente cambiano.
26:18Milena racconta che quel 27 ottobre del 1995, mentre sta facendo le pulizie a casa del signor
26:24Giusto, lui era entrato in cucina e l'aveva presa per un braccio e la tirava verso la camera
26:29da letto. E Milena aveva capito subito cosa voleva da lei. Mi diceva, cosa pensi che ti
26:36abbia dato i soldi a fare? Sei una stupida, non hai capito niente. E altre frasi del genere.
26:57Allora ho ferrato una bajur che si trovava sul comodino e l'ho colpito con la base d'appoggio
27:02alla testa. Dalla pozza ha cominciato a barcollare e ha perso l'equilibrio e ha caduto a terra pesantemente.
27:11Poi Milena è andata a casa a lavarsi, è andata in palestra a lavorare e verso le sei e mezzo
27:17è tornata a casa del signor Giusto e ha fatto finta di averlo trovato in quel momento, con
27:22la testa spaccata da chissà chi. Tre delitti. Quello del signor Giusto, il primo, nell'ottobre
27:29del 1995. Poi quello del marito, Mario Fogli, nell'agosto del 1998. E poi quello di Angelo
27:37Porrello, nell'ottobre del 1999. Perché io sopportavo, sopportavo, finché non mi facevano
27:55qualcosa di intollerabile che mi faceva esplodere. E allora quando mi scattava quella reazione
28:07dentro, mi veniva una forza tremenda, incontrollabile. E non riuscivo a fermarmi, fino a quando non
28:15respiravano più. Tre delitti, con vittime simili e motivazioni quasi identiche. Non riesco
28:26a misurare la mia forza in con momenti terribili. Forse la mia forza aumenta.
28:35C'è un termine, in ambito giudiziario e criminologico, per definire un caso come
28:39questo. Assassino seriale. Serial killer. E' questo, Milena Quaglini? Un serial killer?
28:49Non sono un'assassina perché non mi rendo conto di uccidere.
28:56Il professor Mario Montero è uno specialista di psichiatria e psicopatologia forense ed insegna
29:03presso l'Università di Milano. Incontra Milena quando è in carcere, accusata di tre omicidi.
29:08E lo fa per conto dell'avvocato Dice Assardo, che ha continuato a difendere Milena e che ha
29:13chiesto al professore una consulenza in vista dell'imminente processo.
29:22Nonostante tutto quello che le viene attribuito, nonostante abbia ucciso tre uomini e anche
29:26con una brutalità e un'efferatezza da fin dell'orrore, Milena è una donna tranquilla
29:31e gentile, che parla con educata cortesia, piacevole e sensibile come quando dipinge i suoi
29:37paesaggi ad acquarello. Ed è così che è più facile immaginarla anche nella sezione
29:42di massima sicurezza del carcere femminile di Vigeva.
29:48Parla di tutto con il professor Mantero, Milena, ma di una cosa fa fatica a parlare, della
29:54sua infanzia.
30:02Non è stata la mia una vita facile. Ho bene impressi nella mente i momenti della mia
30:08fanciullezza, che mi hanno segnata indelebilmente, accanto a un padre alcolista e violento.
30:15era geloso e ossessivo con mia madre e violento con tutti noi. Era alcolista e quando beveva
30:23ci picchiava sistematicamente.
30:34Non è facile per Milena parlare di quando era bambina. Quando ricorda quel periodo col
30:40professor Mantero, lo definisce una prigione, una prigione senza felicità, da cui si libera
30:46soltanto quando conosce il suo primo marito, il padre del suo figlio maschio, quello più
30:51grande, l'uomo della sua vita, dice. Poi però lui si ammala e muore e Milena resta
30:58da sola con quel figlio piccolo, finché non incontra quell'altro uomo, Mario, Mario
31:03Foglio, il suo secondo marito. Mario però, dice Milena al professor Mantero, è come suo
31:08padre, aggressivo, possessivo, anche violento, beve e quando si ubriaca è insopportabile,
31:15grida, è geloso e la picchia anche.
31:30C'è uno strano luogo nella mente degli uomini. Deve essere un bosco, un bosco fitto
31:35e oscuro come quello delle favole che fanno paura ai bambini, i boschi degli orchi. Oppure
31:40è una caverna, quella degli uomini primitivi. Perché è là, in quella parte della testa
31:45degli uomini di sesso maschile, che ancora sopravvive l'istinto primitivo e bestiale, che
31:50il maschio abbia più diritti della femmina. Perché è più forte, più cattivo o soltanto
31:54perché è maschio.
32:08Il diritto di possederla, il diritto di imporle quello che lui vuole anche se lei non vuole,
32:14di seguirla, perseguitarla e anche ucciderla se lei lo lascia, se non si veste come vuole
32:18lui, se non sposa chi vuole lui. È un luogo che esiste da sempre, in ogni periodo e in ogni
32:24società, anche quelle che si ritengono le più evolute. È da là, da quel bosco e da
32:30quella grotta che arrivano i fantasmi che perseguitano Milena.
32:44Perché ero stufa di quelle violenze. Perché sono marcia. Perché è una vita che va davanti
32:52così. Perché quando qualcuno reagisce male, io reagisco peggio. Perché sono stanca. Dalle
32:58botte in famiglia a quelle del marito, a quelle della gente che neanche conosco. Basta,
33:04basta, basta!
33:15Quando non esplode fino a diventare una furia, Milena è debole. E infatti non lo lascia
33:21Mario, come spesso succede in questi casi. Si separano e poi si riprendono. E ogni volta
33:27è sempre peggio.
33:36Milena comincia a bere quando aspetta la seconda figlia. Prima ogni tanto e poi sempre di più,
33:41fino a diventare anche lei un'alcolista. Tenta anche il suicidio più volte, tagliandosi
33:45le vene e prendendo farmaci. Così che finisce spesso al pronto soccorso.
34:04Sono a nono mesi di gravidanza. Dopo un acceso di verbio con mio marito sono andata in bagno.
34:10Ho preso cinque pastiglie di sonnifero. Poi con una lametta mi sono tagliata le vene
34:16dei polsi. Mi sono coperta i polsi con uno sciogamano e sono tornata a letto. Mi sono
34:23risvegliata in ospedale.
34:31Quando scoppia la prima volta, uccide il signor Giusto. Poi scoppia la seconda e uccide Mario,
34:36suo marito e finisce in carcere per uso e ricidio. Riesce ad ottenere gli arresti domiciliari
34:42in attesa del processo, ma non sa dove andare. Non la vuole nessuno. La madre la sbatte fuori
34:48di casa. La sbattono fuori anche da una comunità religiosa perché continua a bere. Si fa ricoverare
34:53in una fondazione di recupero, ma finisce in ospedale per un coma di natura non specificata.
34:58Va a vivere con un amico, ma anche lì ci sono dei problemi. E quando incontra il signor
35:02Angelo scoppia per la terza volta, lo uccide, viene scoperta e finisce in carcere di nuovo.
35:12La curano con una terapia antidepressiva e quando il professor Mantero va a parlarle,
35:18la trova abbastanza tranquilla, non beve più, lavora in carcere ed è quella persona piacevole,
35:23sensibile che ci si aspetta che sia a guardarla senza sapere cosa ha fatto.
35:30Però ci sono delle cose di cui fa sempre fatica a parlare. Dei suoi delitti, per esempio. Non che
35:36Milena cerchi di nasconderli, anzi, ha sempre confessato tutto con grande abbondanza di particolari,
35:42ma l'ha fatto in un modo strano. Non è pentita, è dispiaciuta. Per esempio, per Mario, suo marito,
35:49è dispiaciuta di aver portato via il padre alle sue figlie. Però quando ne parla, lo fa con grande
35:55razionalità e con poco senso critico, come se davvero fosse accaduto a qualcun altro e lei
36:01l'avesse soltanto letto sui giornali.
36:12Per quanto riguarda il processo e le responsabilità penali, visto che è di questo che si tratta,
36:17la perizia del professor Mantero lo dice chiaramente. Quando ha compiuto i suoi delitti,
36:22Milena non era assolutamente in grado di intendere e di volere.
36:29Molto spesso i delitti più atroci nascono da una vita priva di amore e da una dignità troppe volte calpestata.
36:38Non c'è nessuno qui che mi aiuti a liberarmi del peso che ho dentro. Il più delle volte non
36:43riesco
36:43nemmeno a parlare di quello che è successo, come se il tutto appartenesse a un'altra Milena.
37:00Il professor Gianluigi Ponti è docente di psicopatologia forense e criminologia presso
37:06l'Università di Milano. Incontra Milena nel maggio del 2000, per conto del tribunale,
37:12e la trova ben curata nell'abbigliamento e nella persona, lucida, ben partecipe e normalmente orientata.
37:18Molto disponibile, dice il professore, a parlare della sua vita e anche dei tre delitti,
37:24con un eloquio molto articolato, ricco e semmai fin troppo esuberante.
37:29Però, ad un certo punto, proprio mentre sta raccontando i dettagli dell'uccisione di Mario,
37:35la collutazione, la corda, il piede sul collo, all'improvviso si distrae e per una casuale associazione
37:42di idee comincia a parlare di quello che sta dipingendo.
37:57Il professor Ponti la trova serena. Ha fatto amicizia in carcere, si trova bene con gli agenti
38:02di custodia e ha anche ricominciato a dipingere. L'unica cosa che le dispiace è di non riuscire
38:07a vedere i figli. Per il suo futuro, Milena è serena. In fondo, non è stata colpa sua.
38:14Colpa delle circostanze, colpa dell'alcol, colpa di quegli uomini che la picchiavano
38:19e la violentavano tutti, anche quelli che non ha ucciso.
38:25Date le vicende della sua vita, per la fragilità della sua personalità,
38:29per la dipendenza cronica dall'alcol e anche per le modalità stesse degli omicidi,
38:34il professor Ponti ritiene che la capacità di intendere e volere dell'imputata al momento
38:40della commissione dei delitti fosse gravemente compromessa. Vizio parziale di mente, quindi
38:46semi-infermità mentale.
38:48Non sono un'assassina perché non mi rendo conto di uccidere.
38:56Il processo d'appello per l'omicidio di Mario si conclude il 13 ottobre 2000.
39:01La Corte d'Assise d'Appello di Milano riconosce il vizio parziale di mente
39:05e dimezza la condanna già inflitta a Milena per la morte del marito.
39:10Sei anni e otto mesi al posto dei 14 anni a cui era stata condannata.
39:15L'avvocato Licia Sardo è soddisfatta, nonostante non le sia stata riconosciuta
39:20la piena infermità mentale, ma non importa.
39:23E adesso, si chiede Milena, pensando ai due processi che l'aspettano,
39:27cosa succederà adesso?
39:29Col processo per la morte del signor Giusto va ancora meglio.
39:33Il 2 febbraio del 2001, la Corte d'Assise di Pavia
39:36le riconosce soltanto l'eccesso colposo di legittima difesa.
39:40Un anno e otto mesi.
39:45Mi è rimasto fra le mani ed è morto.
39:49Io non volevo farlo morire.
39:52Non avevo nessuna ragione.
39:55Che motivo avevo di uccidere quell'uomo
39:58se non era uno schifoso, un maiale, un bastardo
40:02come tanti altri che ho trovato per strada?
40:06Non ne ricavavo niente della sua morte.
40:09Ero già in galera.
40:13Cosa ci ricavavo? Niente.
40:17Ero semplicemente stufa di correre.
40:19Da sola, come una pazza.
40:22Da sola, per tutta la mia vita.
40:26E sempre davanti a tutto e a tutti.
40:33Manca solo un processo.
40:34Il processo per l'omicidio di Angelo.
40:42Milena non sembra preoccuparsene.
40:44Anzi, quando viene pronunciata la sentenza
40:47per l'omicidio del signor Giusto,
40:48non va neanche in tribunale.
40:50Se ne resta nella sua cella nel carcere femminile di Vigevano
40:53a dipingere tranquillamente.
40:58Il professor Maurizio Marasco
41:00è un esperto di neurologia e psichiatria,
41:03docente di psicopatologia forense e criminologia
41:06presso l'Università La Sapienza di Roma.
41:09Incontra Milena in carcere il 9 maggio del 2001,
41:12in occasione del terzo processo,
41:14quello per la morte di Angelo,
41:16che si tiene presso la corte d'assise di Pavia.
41:19Milena è sempre gentile e tranquilla
41:22e parla di tutto,
41:23ma quando ricorda il marito che ha ucciso, Mario,
41:26improvvisamente passa dalla prima alla terza persona.
41:34Lui aveva i suoi lati buoni
41:36e io ricordo sempre le cose belle,
41:39anche se so che lei lo ha ucciso.
41:43A volte mi capita.
41:46A tale proposito lo psicologo dice che io mi sdoppio
41:50e parlo di me come se parlassi di un'altra persona.
42:00Certo, lo sa che l'ha ucciso lei.
42:02Come sa che a volte fa le cose per istinto,
42:04senza pensarci,
42:06anche se poi, quando ci ripensa,
42:07sa che non avrebbe dovuto farle.
42:10Borderline,
42:11pensa il professor Marasco.
42:13Un soggetto che presenta anomalie del carattere
42:16e alterazioni a tratti della personalità.
42:18Un soggetto psicopatico, sicuramente.
42:21Però...
42:30Però, quando ucciso Angelo Porrello,
42:33Milena era perfettamente cosciente
42:35del fatto che stava uccidendo un uomo,
42:37anche se era il suo violentatore.
42:39E lo ha fatto con una lucidità
42:41e una freddezza implacabili,
42:43senza provare rimorso o esitazione.
42:46Così scrive il professor Marasco
42:48nella sua perizia.
42:56Sia prima che dopo averlo ucciso,
42:58si comporta in modo coerente
43:00e perfettamente comprensibile,
43:02privo di quelle incongruità proprie
43:04di un momento di follia.
43:05Cerca anche di costruirsi un alibi
43:07e infatti gli scrive quelle lettere
43:09e qualche giorno dopo
43:10si fa trovare fuori casa
43:12in violazione degli arresti domiciliari
43:14per farsi arrestare dai carabinieri
43:16in modo da finire in carcere
43:17quando Angelo Porrello sarà ritrovato.
43:31Semmai Milena è impulsiva
43:33e quando uccide
43:34non pensa alle conseguenze
43:35di quello che sta facendo.
43:37Ha anche un quoziente di intelligenza
43:39superiore alla media
43:40e il suo è 115
43:41quando di solito sta tra i 90 e i 100.
43:45Secondo il professor Marasco
43:46anche l'alcolismo non c'entra.
43:48Intanto quando ucciso Angelo
43:50Milena non era sotto l'effetto dell'alcol.
43:53E poi
43:53bere
43:54non ha mai compromesso
43:55la sua capacità di critica
43:56e di giudizio.
43:58La sua capacità di volere.
44:07Certo
44:08Milena
44:09è un serial killer.
44:11I suoi delitti
44:12sono caratterizzati
44:13da una violenza efferrata
44:15spinti
44:16dice il professore
44:17dal bisogno impellente
44:18della donna
44:19di punire il partner
44:20di mendicarsi
44:21nei suoi confronti
44:22per i torti subiti
44:23quasi a simboleggiare
44:24la vendetta
44:25nei confronti
44:25della figura paterna.
44:30Tutti i delitti
44:31hanno a che fare
44:32con quella
44:32che il professore
44:33definisce
44:34la triade
44:34sesso-violenza-morte
44:36e tutto questo
44:37è proprio
44:38di un serial killer.
44:40Però
44:40però
44:41per il professor Marasco
44:42quando Milena
44:43ha commesso
44:44i suoi delitti
44:44era perfettamente
44:45in grado
44:46di intendere
44:46e di volere.
44:52L'inizio
44:53del processo
44:54per l'omicidio
44:55di Angelo
44:55è previsto
44:56per il 24 ottobre
44:57del 2001
44:58presso la corte
44:59d'assise di Pavia.
45:01Milena
45:01sa
45:02della perizia
45:03del professor Marasco
45:04e sa anche
45:05che cosa può significare.
45:07L'ha ucciso lei
45:07Angelo
45:08e su questo
45:09non ci sono dubbi.
45:10Ma se era in grado
45:11di intendere
45:11e di volere
45:12allora la pena
45:13che rischia
45:13è quella
45:14dell'ergastolo.
45:15Milena adesso
45:16è meno fiduciosa
45:17di prima
45:17anzi
45:18Milena
45:19ha paura.
45:32A luna di notte
45:33non c'è più molto
45:34in televisione
45:35soprattutto
45:35in un giorno di mezzo
45:36come il martedì.
45:38Il volume
45:39è sempre più basso
45:40e musica e voci
45:41non si sovrappongono
45:42più
45:42come quando è giorno.
45:44Dentro la guardiola
45:45di un calcere
45:46poi
45:46la televisione
45:47serve soprattutto
45:48a passare meglio
45:49il turno di notte
45:50e nessuno
45:50la guarda davvero.
45:58Martedì
45:5916 ottobre 2001
46:00una di notte
46:01Milena
46:02è nella sua cella
46:03nel carcere femminile
46:05di Vigevano.
46:08Ad ogni ora
46:09passa la sorvegliante
46:10che apre lo spioncino
46:12per controllarla
46:13ed è quello che succede.
46:14Milena
46:15è a letto
46:15e sembra che dorma.
46:26Invece
46:27appena la sorvegliante
46:29richiude lo spioncino
46:30e si allontana
46:31Milena
46:32si alza
46:34prende il lenzuolo
46:35lo fa a strisce
46:36e le intrecce insieme
46:38per formare un cappio.
46:39Lo attacca ad un gancio
46:40che sta nell'armadio
46:41e che serve
46:42ad appendere gli abiti.
46:48Ci infila la testa dentro
46:49e poi
46:50si lascia cadere
46:51sollevando le gambe.
47:08All'1.50
47:10passa la sorvegliante
47:11del turno successivo
47:12che vede Milena
47:13nell'armadio
47:14spalanca la porta
47:15e chiama aiuto.
47:16Milena
47:17respira ancora
47:18la portano
47:19di corsa
47:19all'ospedale
47:20di Vigevano
47:21ma è troppo tardi.
47:27Resiste ancora
47:28pochi minuti
47:28e alle 2.15
47:30Milena Quaglini
47:31muore.
47:32Se ne va così
47:32in silenzio
47:33quasi timidamente.
47:35Lascia soltanto
47:36un breve messaggio
47:37per i tre figli
47:37che non vede da tempo.
47:42Non ce la faccio più
47:43perdonatemi
47:44vi voglio bene
47:45la mamma.
48:14Maurizio è un ragazzo di strada
48:16un piccolo bullo di periferia
48:18ci sono solo due cose
48:20che gli piacciono veramente
48:21la prima
48:22è ballare
48:28la seconda cosa
48:30sono le donne
48:35quando vedo il sangue
48:36perdo la testa
48:37perdo la testa
48:40perdo la testa
48:40perdo la testa
48:41Grazie a tutti.
Commenti