Casi di cronaca nera italiani: efferati omicidi che sconvolgono le nostre coscienze, raccontati con ricostruzioni realistiche, che seguono protagonisti, investigatori e vittime. Si va così alla scoperta del lato oscuro della nostra nazione.
IL CASO SILVIA DA PONT: La puntata ricostruisce uno dei gialli più morbosi, agghiaccianti e mediatici dell'Italia degli anni Cinquanta analizzando i dettagli investigativi e la psicologia perversa dietro la scomparsa e la morte della giovane domestica, un crimine che scosse profondamente l'opinione pubblica del dopoguerra. Silvia Da Pont, una ragazza di 21 anni originaria di Cesiomaggiore (Belluno), lavora come domestica a Busto Arsizio presso la famiglia Nimmo. All'improvviso svanisce nel nulla, lasciando tutti i suoi effetti. Le indagini della polizia si concentrano sul proprietario della villetta, il Cavalier Carlo Candiani, un benestante settantenne, due volte vedovo, appassionato di chimica, erboristeria e farmaci. Il cadavere di Silvia viene ritrovato il 28 ottobre 1951 all'interno di una cassa di legno nascosta nella cantina della villa. La puntata sviscera la terribile verità emersa dagli interrogatori. Candiani aveva aggredito la ragazza e, mossa da impulsi feticisti e ossessivi, l'aveva segretata e narcotizzata ripetutamente con un mix di laudano ed etere. Silvia Da Pont non è morta per un colpo violento, ma è stata letteralmente fatta morire d'inedia e di intossicazione da farmaci mentre era prigioniera. Il caso fu così clamoroso che persino lo scrittore Dino Buzzati se ne lasciò ispirare per il suo racconto "Il Delitto Del Cavaliere Imbriani".
Busto Arsizio, ottobre 1951. Una giovane e solare cameriera veneta scompare nel nulla da una signorile villetta della borghesia lombarda. Inizialmente si pensa a una fuga d'amore ma la verità che si nasconde dietro le porte di quella casa è molto più torbida e spietata. Una storia di ossessione, segreti e perversione nell'Italia degli anni Cinquanta...
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