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00:02La maggior parte delle pratiche di sepoltura tradizionali nei paesi industrializzati ha
00:07effetti dannosi di lunga durata sull'ambiente. Legno e metallo di bare e sarcofagi rilassano
00:13sostanze chimiche dannose nel terreno a causa di vernici, conservanti e leghe, mentre le
00:19sostanze chimiche utilizzate per l'imbalsamazione possono contaminare suolo e corsi d'acqua.
00:24La cremazione invece causa pesanti emissioni di anidride carbonica e rilascio di composti
00:30volatili tossici. Lo scrivono Paola Magni e Edda Guareschi della Mardoch University di Pert in
00:36Australia su The Conversation, sito di informazione cui collaborano accademici e ricercatori da tutto
00:42il mondo. Ci sono diverse alternative alle sepolture tradizionali, come la cremazione
00:47dell'acqua in cui il corpo viene rapidamente dissolto, il compostaggio umano o le trasformazioni
00:52del cadavere in alberi. Diverse di queste tecniche però sono non autorizzate o non disponibili,
00:59costose o culturalmente non accettate dalle persone, di conseguenza la stragrande maggioranza
01:04sceglie le sepolture della bara. Insomma, la questione della sepoltura sostenibile si riduce
01:10alla scelta tra le tipologie disponibili. Si va dalle tradizionali bare in legno a quelle in cartone
01:15o le naturali in salice, foglia di banana o bambù che si decompongono più velocemente. La scelta
01:21più ecosostenibile resta comunque quella che consente al corpo di decomporsi e ridursi
01:27a uno scheletro rapidamente, possibilmente in pochi anni. Da una ricerca svolta dalle
01:32due scienziate in due cimiteri di Parma, è il risultato che i corpi smaltiti in tombe
01:37sigillate, con la bara all'interno di uno spazio di pietra, possono richiedere più di
01:4140 anni per essere scheletrati, mentre cimiteri con un'alta percentuale di sabbia e ghiaia nel
01:47terreno favoriscono la decomposizione e la scheletrizzazione dei corpi in meno di dieci
01:51anni, anche se si trovano in una bara. Una tecnologia simile alla fotosintesi delle
01:58piante è a base di ematite per immagazzinare in combustibile l'energia da fonti rinnovabili,
02:03permettendone lo stoccaggio e il successivo utilizzo. È al centro di un lavoro di ricerca
02:08pubblicato su Nature Catalysis, svolto da ricercatori dell'Istituto Officina dei Materiali
02:13del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Trieste, in collaborazione con i ricercatori
02:17del Fritz Haber Institute della Max Planck Society di Berlino. Basandosi sull'elettrolisi fotocatalitica,
02:24un processo elettrochimico nel quale si usa la luce del sole per scindere l'acqua nei
02:28suoi costituenti ossigeno e idrogeno, l'energia della radiazione solare viene usata per promuovere
02:33la reazione chimica. Una volta compiuta quell'energia, è immagazzinata nei nuovi legami chimici
02:39che si sono creati. Quando, in un secondo momento, si voglia estrarre energia, basta
02:44svolgere la reazione chimica al contrario, i legami vengono spezzati e rilasciano l'energia
02:49che torna a essere libera e utilizzabile, per esempio in una cella a combustibile, dove
02:54reagiscono idrogeno e ossigeno riformando acqua e producendo una corrente elettrica.
02:59La ricerca ha puntato su un materiale fotocatalizzatore, cioè capace di assorbire la luce e di promuovere
03:05e accelerare l'ossidazione dell'acqua, molto promettente le matite. Si tratta di un ossido
03:10di ferro economico e stabile, quindi potenzialmente utilizzabile nei dispositivi di assorbimento
03:15e stoccaggio della radiazione solare. Il processo è simile a quello della fotosintesi
03:20nelle piante, spiega Simone Piccinin, ricercatore del CNR.
03:24Le piante prendono dall'ambiente CO2 e acqua e usano la luce del sole per produrre sostanze
03:29organiche, immagazzinando energia sotto forma di legami chimici presenti nei carboidrati
03:34che costituiscono la pianta. Se noi poi la bruciamo, quello che viene liberato da questo
03:39processo è esattamente CO2 e acqua, i reagenti iniziali e calore.
03:45Ad oggi, su 81 discariche abusive italiane oggetto della procedura di infrazione europea,
03:51oltre i due terzi sono state portate fuori dalla procedura di infrazione, permettendo all'Italia
03:56di risparmiare circa 23 milioni di euro ogni anno. La sanzione europea è iniziata nel
04:002014 con 42 milioni di euro, oggi si è ridotta a 5 milioni di euro. Questi dati della decima
04:07relazione semestrale del commissario unico alle bonifiche, il generale dei carabinieri
04:12Giuseppe Vadalà. Nel complesso, i siti bonificati o messi in sicurezza sono stati 65. Per 7 si
04:19attende ancora il giudizio tecnico della Commissione europea per la fine della sanzione. Le regioni
04:24dove si trovano i 58 siti usciti dalla procedura di infrazione sono Abruzzo, Campania, Calabria,
04:30Sicilia, Lazio, Veneto, Puglia, Toscana. Ad oggi, dopo 4 anni dall'inizio della sanzione europea,
04:36l'Italia ha bonificato, messo in sicurezza, 184 siti. Ne restano ancora 16 da regolarizzare,
04:42calcolando, come spunti dalla procedura, anche i 7 al baglio tecnico della UE, con la conseguente
04:47riduzione della sanzione semestrale, da 42 milioni 800 mila del dicembre 2014, agli attuali
04:543 milioni 600 mila per ogni semestre.
04:56I numeri sono importantissimi. Siamo a 65, ma aspettiamo 7 risposte dalla Direzione Generale
05:03dell'Unione europea, proprio per dire anche il metodo di lavoro e anche le difficoltà
05:08che ci sono. 7 risposte su cui stiamo lavorando sempre incessantemente. Oggi questa decima relazione
05:14l'abbiamo voluta presentare dove? In un territorio, devo dire, bellissimo, della provincia di Rieti,
05:19Contigliano, un bellissimo paese, un bellissimo luogo. Perché? Perché quelli che salviamo,
05:27possiamo dire così, sono i territori. Questo è un simbolo di tanti piccoli territori nazionali
05:32che per un'attività di smaltimento di rifiuti sicuramente irregolare e a volte in alcuni casi
05:38criminale, devono essere non solo salvati, tutelati e quindi questo è un simbolo e oggi siamo
05:43voluti venire a Contigliano.
05:46Enel Green Power ha messo in servizio il parco eolico di Castelmauro in Molise. L'impianto
05:51si trova tra i comuni di Castelmauro a Roccavivara, nella provincia di Campobasso, ed è costituito
05:56da 7 aerogeneratori da 4,2 MW ciascuno, per una potenza totale pari a 29,4 MW. Il nuovo
06:04parco eolico produrrà circa 70 GWh ogni anno da fonte rinnovabile, evitando l'emissione in
06:10atmosfera di circa 30.000 tonnellate di CO2 all'anno e l'utilizzo di 15 milioni di metri
06:16cubi di gas, contribuendo con energia rinnovabile prodotta localmente alla riduzione della dipendenza
06:21energetica dell'Italia da fonti estere. Nella realizzazione del nuovo impianto sono state
06:26coinvolte imprese del territorio, in particolare per opere civili, servizi e manutenzione.
06:32Grazie.
06:32Grazie.
06:33Grazie.
06:35Grazie.
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